{"id":18855,"date":"2016-10-07T07:28:50","date_gmt":"2016-10-07T05:28:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18855"},"modified":"2016-10-07T07:28:50","modified_gmt":"2016-10-07T05:28:50","slug":"proposta-di-riforma-del-sistema-bancario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18855","title":{"rendered":"Proposta di riforma del sistema bancario"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><strong>PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA BANCARIO<\/strong><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><strong>PRIMA PARTE: L\u2019ANALISI<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>1. L\u2019evoluzione del sistema bancario italiano<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>a. Dalle origini alla fine della prima globalizzazione<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel rincorrere le origini del sistema bancario \u00e8 agevole riscontrare come tale istituzione, pur avendo inequivocabile funzione di interesse pubblico, nacque per impulso di privati cittadini i quali, nel tardo Medioevo, arrivarono paradossalmente a finanziare i sovrani europei.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tale carattere privatistico venne mantenuto per diversi secoli in tutto il mondo. In Italia fu la crisi della prima globalizzazione e del liberismo, culminata con gli scandali bancari degli anni venti del secolo scorso, a mettere in discussione la gestione del sistema bancario da parte del capitale privato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>b. La Legge Bancaria del 1936<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il fascismo si trov\u00f2 a dover fronteggiare i colpi di coda del morente sistema globalista e liberista, che stava andando in pezzi ovunque e di cui la crisi del 1929 segn\u00f2 storicamente la fine. Cos\u00ec come fecero quasi tutte le nazioni in quel periodo, il regime fascista cerc\u00f2 di governare la finanza operando dapprima sulla leva valutaria (deflazione dell\u2019economia, fissazione della nuova parit\u00e0 aurea della lira, ripristino della convertibilit\u00e0 in oro o in divise estere convertibili, \u201cgold exchange standard\u201d e obbligo di riserva aurea non inferiore al 40% del circolante), successivamente effettuando una serie di interventi che spostarono il baricentro della finanza dal privato al pubblico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Banca d\u2019Italia venne ad assumere funzioni di vera e propria banca centrale e di organo di controllo del sistema creditizio. Nel pieno della Grande Depressione, la svalutazione della sterlina (settembre 1931) e di gran parte delle altre monete, equivalse, di fatto, a un\u2019ulteriore rivalutazione della lira. La deflazione colp\u00ec pesantemente la politica economica italiana con importanti conseguenze sull\u2019economia e la finanza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A quel punto lo Stato si vide costretto a salvare dal tracollo le maggiori banche miste, gonfie di partecipazioni azionarie sempre pi\u00f9 svalutate, che la insana commistione tra industria e settore creditizio aveva creato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vennero creati l\u2019<b>Istituto Mobiliare Italiano (IMI)<\/b>, con il compito di assicurare i finanziamenti di medio-lungo periodo e poi l\u2019<b>Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI)<\/b>, che acquis\u00ec le partecipazioni azionarie delle banche in difficolt\u00e0 e i pacchetti di controllo delle banche stesse.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A met\u00e0 degli anni Trenta venne decretata la cessazione della convertibilit\u00e0 della lira in oro e fu sospeso l\u2019obbligo di riserva aurea (che non verr\u00e0 pi\u00f9 ripristinato).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel <b>1936<\/b> vide la luce la <b>legge di riforma bancaria<\/b>. La <b>Banca d\u2019Italia<\/b> venne definita <b>\u201cistituto di diritto pubblico\u201d<\/b> e si vide affidare definitivamente, per legge, la <b>funzione di emissione<\/b>; gli azionisti privati vennero espropriati delle loro quote, che furono riservate a enti finanziari di rilevanza pubblica; alla Banca fu <b>proibito lo sconto diretto agli operatori non bancari<\/b>, in modo da sottolinearne cos\u00ec la funzione di \u201cbanca delle banche\u201d. Si defin\u00ec, inoltre, un nuovo assetto della vigilanza creditizia e finanziaria. Venne ridisegnato l\u2019intero sistema creditizio nel segno della <b>separazione fra banca e industria<\/b> e della <b>separazione fra credito a breve e a lungo termine<\/b>. Si sanc\u00ec che l\u2019<b>attivit\u00e0 bancaria doveva essere ritenuta funzione di interesse pubblico<\/b>; fu costituito il nucleo delle <b>BIN (Banche di Interesse Nazionale)<\/b>: Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano e Banco di Roma a capitale pubblico; si concentr\u00f2 l\u2019azione di vigilanza nell\u2019Ispettorato per la difesa del risparmio e l\u2019esercizio del credito (organo statale di nuova creazione), presieduto dal Governatore e operante anche con mezzi e personale della Banca d\u2019Italia, ma diretto da un Comitato di ministri presieduto dal capo del Governo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Alla fine del 1936 la svalutazione della lira, lungamente attesa, favor\u00ec la ripresa economica e il riequilibrio dei conti con l\u2019estero. Contemporaneamente, per effetto di un semplice decreto ministeriale, fu rimosso ogni limite alla possibilit\u00e0 dello Stato di finanziarsi per mezzo di debiti verso la Banca centrale: l\u2019autonomia di quest\u2019ultima tocc\u00f2 il punto pi\u00f9 basso<\/i>\u00bb (<span lang=\"zxx\"><u><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/chi-siamo\/storia\/istituzione\/\" target=\"_blank\">Centro studi Banca D\u2019Italia<\/a><\/u><\/span>).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>c. La Costituzione repubblicana e le banche nel trentennio glorioso (1948-1978)<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I padri costituenti, ad eccezione del liberista Einaudi \u2013 messo subito all\u2019angolo -, non ipotizzarono neanche di ridiscutere l\u2019impianto normativo della legge bancaria, che, anzi, cristallizzarono nel dettato fornito dall\u2019<b>art. 47<\/b>: \u00ab<i>La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l\u2019esercizio del credito.<\/i>\u00bb Tale norma evidenzia, tra le altre cose, l\u2019inequivocabile incorporazione della struttura di controllo ministeriale-governativa istituita dalla legge bancaria del 1936.<span id=\"more-4684\"><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vogliamo descrivere con le parole di <b>Anna Maria Tarantola<\/b>, allora importante funzionario della Banca d\u2019Italia, l\u2019evoluzione del sistema bancario italiano nel secondo dopoguerra: \u00ab<i>Dalla legge bancaria del 1936, per quasi sessant\u2019anni, la disciplina dell\u2019attivit\u00e0 creditizia e finanziaria \u00e8 rimasta sostanzialmente inalterata. L\u2019impianto normativo, concepito come risposta alle crisi bancarie degli anni trenta, si basava sui principi di separatezza tra banca e industria e di specializzazione temporale e funzionale. La propriet\u00e0 pubblica di molte banche garantiva la separatezza, riconduceva allo Stato la funzione di controllo e di indirizzo dei finanziamenti. Analogamente a quanto accadeva in altri paesi (ad esempio negli Stati Uniti con il \u201cGlass-Steagall Act\u201d), la specializzazione dell\u2019operativit\u00e0 fu ritenuta funzionale a isolare l\u2019attivit\u00e0 bancaria dalle tensioni che potevano originarsi in altri settori del mercato. In presenza di un sistema bancario fragile e frammentato, questo modello attribuiva unico rilievo all\u2019obiettivo della stabilit\u00e0; nel dopoguerra, esso consent\u00ec il finanziamento della crescita economica, sopperendo all\u2019inadeguatezza del mercato dei capitali; evit\u00f2 il razionamento del credito destinato alle imprese di piccola e media dimensione. L\u2019articolazione del sistema bancario e la protezione degli istituti di dimensione contenuta furono ritenuti obiettivi prioritari. Con le riforme dell\u2019immediato dopoguerra (1945-1952), veniva definito l\u2019apparato di controllo sull\u2019attivit\u00e0 creditizia e sulla funzione valutaria. In tale ambito, la funzione di vigilanza bancaria veniva sottratta a un organo politico-amministrativo, l\u2019Ispettorato per la difesa sul risparmio, e attribuita definitivamente alla Banca d\u2019Italia; veniva istituito il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, presieduto dal Ministro per il Tesoro, per l\u2019esercizio dell\u2019alta vigilanza del settore<\/i>\u00bb (<span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-vari\/int-var-2007\/Tarantola_200707.pdf\" target=\"_blank\">\u201cDalla propriet\u00e0 pubblica a quella privata: concorrenza ed efficienza del sistema bancario italiano\u201d A.M. Tarantola, 2007<\/a><\/u><\/span>).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo lo scenario del sistema bancario italiano durante il \u201ctrentennio glorioso\u201d, periodo nel quale il dirigismo economico dello Stato, cos\u00ec come sancito dalla Costituzione Repubblicana del 1948, aveva dimostrato tutto il suo valore, testimoniato da una crescita incredibile e da benessere generalizzato e diffuso in tutto il Paese.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>d. Sindona e Calvi: le banche private sono corrotte e falliscono, la liquidazione del Banco Ambrosiano, Bazoli e la propaganda contro le banche pubbliche<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All\u2019inizio degli <b>anni \u201880<\/b> il sistema bancario italiano era uno dei pi\u00f9 solidi al mondo. Tale solidit\u00e0 era garantita principalmente da due fattori:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">1) una fortissima presenza di capitale pubblico nell\u2019assetto proprietario delle principali banche italiane;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">2) un regime di repressione finanziaria che teneva a bada le rendite e le speculazioni, con l\u2019effetto di garantire stabilit\u00e0 e scongiurare bolle e crisi bancarie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019unico neo del sistema, che col tempo ne ha permesso lo smembramento, era rappresentato dalla tolleranza verso le banche a capitale privato, la cui spinta alla ricerca del profitto ne segnava la differenza con le banche a capitale pubblico, anche dette di \u201cinteresse nazionale\u201d, il cui unico obiettivo era invece rappresentato dal corretto finanziamento della crescita dell\u2019economia italiana, sia pubblica che privata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune di queste banche private colsero l\u2019opportunit\u00e0 dell\u2019apertura ai mercati esteri, sollecitata dal crescente vento europeista e globalista di fine anni \u201870, per farsi spregiudicate e portare a termine un gioco di tipo predatorio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da Sindona (Banca Privata Finanziaria) a Calvi (Banco Ambrosiano), quanto appena detto risulta agli atti della Storia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fu proprio il crack del Banco Ambrosiano (banca a capitale privato) a porre le basi per la capitolazione della propriet\u00e0 pubblica delle banche italiane.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Beniamino Andreatta (all\u2019epoca Ministro del Tesoro) e Carlo Azeglio Ciampi (Governatore della Banca D\u2019Italia) colsero l\u2019occasione fornita dallo scandalo del Banco Ambrosiano per mettere in moto la riforma del sistema bancario nazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il copione, pi\u00f9 volte ripetuto in futuro per lo smembramento di altri pezzi dell\u2019assetto istituzionale italiano, prevedeva di far leva sull\u2019opinione pubblica \u2013 inorridita dalla martellante cronaca quotidiana di TV e giornali sullo scandalo bancario dell\u2019Ambrosiano, nel quale si intrecciavano loschi figuri, intrighi internazionali, omicidi, il Vaticano e la massoneria \u2013 per far passare come NECESSARIE determinate riforme. I punti su cui si cercava di battere erano la presunta incapacit\u00e0 della politica di governare determinati settori dell\u2019economia e della finanza, che sarebbe stato meglio (questo era il messaggio) lasciare al governo dei mercati, in quanto per loro natura efficienti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sistema bancario si apprestava quindi a fare i conti con le \u201cnecessarie\u201d privatizzazioni nel silenzio generale e senza che a nessuno venisse in mente di denunciare come, in realt\u00e0, i crack finanziari fino ad allora verificatisi avessero interessato solo le banche a capitale privato e mai le banche a capitale pubblico, confermando la visione dei Padri Costituenti dello Stato come banchiere pi\u00f9 affidabile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A distanza di 25 anni dal 1982, <b>Giovanni Bazoli<\/b>, l\u2019uomo che fu incaricato da Andreatta e Ciampi di liquidare il Banco Ambrosiano, raccont\u00f2 attraverso una intervista i retroscena di quella operazione e confess\u00f2 il vero scopo che anim\u00f2 il \u201cgesto coraggioso\u201d dell\u2019allora Ministro del Tesoro, il quale che prefer\u00ec la liquidazione del Banco al suo salvataggio:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>\u00ab<\/b><i><b>Perch\u00e9 quella scelta fu cos\u00ec importante?<\/b><\/i><b>\u00bb<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Perch\u00e9 il gruppo bancario costruito da Calvi, pur nelle condizioni di collasso in cui era venuto a trovarsi, rappresentava l\u2019unico grande polo creditizio privato che in quel momento esistesse nel sistema creditizio italiano. Se il gruppo bancario ex Ambrosiano non fosse stato affidato al pool di istituti riuniti nel Nuovo Banco, sarebbe stato completamente smembrato ovvero assorbito dalla mano pubblica.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>\u00ab<\/b><i><b>Parliamo di una stagione lontana anni luce da quella che viviamo oggi. Allora era la norma, lo Stato padrone imperversava ovunque<\/b><\/i><i>.<\/i><b>\u00bb<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>S\u00ec, allora non era affatto normale che l\u2019autorit\u00e0 si preoccupasse di difendere il settore privato. In un certo senso si deve riconoscere che quell\u2019operazione anticip\u00f2 la stagione delle privatizzazioni. Il pool di banche che fu messo in piedi per rilevare e rilanciare le attivit\u00e0 dell\u2019Ambrosiano era infatti composto per il 50% da quattro banche private (Popolare di Milano, San Paolo di Brescia, Credito Romagnolo e Credito Emiliano) che fronteggiavano il 50% posseduto da tre grandi banche pubbliche (Bnl, San Paolo di Torino e Imi). Per ovviare alla grande sproporzione tra le forze in campo, furono sottoscritti accordi volti a tutelare il 50% della banche private. Ma talvolta la storia ha esiti imprevedibili. Certamente nessuno allora avrebbe potuto immaginare che, nel tempo, sarebbe prevalsa la componente privata<\/i>\u00bb (<span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2007\/08\/sezioni\/economia\/ambrosiano-25anni\/ambrosiano-25anni\/ambrosiano-25anni.html\" target=\"_blank\">da La Repubblica del 07 agosto 2005: Bazoli: \u201cLa mia vera storia all\u2019Ambrosiano tra Calvi e la P2\u201d di Massimo Giannini<\/a><\/u><\/span>).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il vento liberista e globalista, tornato a soffiare con le elaborazioni partorite dalla <i>Trilateral Commission<\/i> e dal <i>Gruppo Bilderberg<\/i> degli anni \u201870, si apprestava a travolgere gli anni \u201880 con la potenza dirompente di una tempesta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>e. Il 1981 e la commissione Monti-Cesarini-Scognamiglio istituita dal Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il <b>1981<\/b> \u2013 famoso per il \u201cdivorzio\u201d tra Banca d\u2019Italia e Ministero del Tesoro, che segn\u00f2 un punto di svolta nella politica di finanziamento del debito pubblico \u2013 si apr\u00ec con la nomina, da parte del Ministro Beniamino Andreatta, di una commissione per la redazione di un \u201c<i><b>rapporto sul sistema creditizio e finanziario italiano<\/b><\/i>\u201d. Membri della commissione: <b>Mario Monti, Francesco Cesarini e Carlo Scognamiglio<\/b>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il rapporto, consegnato nel gennaio del 1982, si pu\u00f2 definire come la \u201cbibbia\u201d liberista\/globalista che \u201cillumin\u00f2\u201d, dieci anni pi\u00f9 tardi, le riforme del sistema bancario italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I redattori concludevano con una serie di raccomandazioni, suggerendo, tra le altre cose: la rottura del vincolo di favore al finanziamento pubblico e l\u2019abbandono del regime di repressione finanziaria; una lotta indiscriminata contro l\u2019inflazione; l\u2019indicizzazione del debito pubblico; il rafforzamento da parte delle imprese degli strumenti di finanziamento mobiliare e di borsa; l\u2019indipendenza della politica monetaria dal disavanzo pubblico; l\u2019ampliamento dei canali di raccolta del risparmio; l\u2019istituzione di un regime di concorrenza fra istituti di credito; l\u2019abbandono dei vincoli alla circolazione di capitali; le agevolazioni fiscali sulle rendite finanziarie; l\u2019abolizione del massimale sugli impieghi bancari e del vincolo di portafoglio e la revisione della riserva obbligatoria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il rapporto della commissione Monti\/Cesarini\/Scognamiglio fece il giro dei centri studi delle principali banche italiane e plasm\u00f2, nel corso degli \u201880, il pensiero del ceto bancario, il quale si fece convincere del fatto che una restituzione al \u201cmercato\u201d ed una apertura delle frontiere dei capitali si fosse resa necessaria dopo 60 anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>f. Gli anni \u201890: Ciampi, Carli, Amato e la restaurazione del sistema bancario liberista e globalista sotto gli impulsi di Maastricht<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il decennio che, passando per Maastricht, riforme e record di privatizzazioni, port\u00f2 l\u2019Italia nella moneta unica, \u00e8 mirabilmente raccontato da Anna Maria Tarantola nel documento gi\u00e0 citato sopra: \u00ab<i><b>Negli anni ottanta<\/b><\/i><i>, il rafforzamento degli intermediari e il progressivo affinamento degli strumenti di vigilanza rendevano possibile la restituzione al mercato delle sue fondamentali funzioni; ci\u00f2 si rendeva tanto pi\u00f9 necessario in presenza di una crescente <\/i><i><b>apertura<\/b><\/i><i> dell\u2019economia italiana e dello sviluppo del sistema finanziario <\/i><i><b>internazionale<\/b><\/i><i> che richiedevano alle banche pi\u00f9 elevati livelli di efficienza e l\u2019offerta di nuovi servizi finanziari.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Ne \u00e8 seguita una complessa e articolata azione di <\/i><i><b>riforma<\/b><\/i><i>, i cui aspetti salienti possono essere rinvenuti nella netta<\/i><i><b>affermazione del carattere d\u2019impresa dell\u2019attivit\u00e0 bancaria, indipendentemente dalla propriet\u00e0 pubblica o privata<\/b><\/i><i> (il diritto della banca \u00e8 stato ricondotto entro gli schemi del diritto commerciale applicati alla generalit\u00e0 delle imprese) e nell\u2019avvio del processo di <\/i><i><b>privatizzazione<\/b><\/i><i>. L\u2019evoluzione normativa e le privatizzazioni hanno costituito i presupposti per l\u2019intensa fase di concentrazione che, avviata a met\u00e0 degli anni novanta, \u00e8 oggi ancora in corso.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Intensa \u00e8 stata la produzione normativa volta a modificare il quadro di riferimento nella direzione sopra delineata. Vi hanno concorso gli stimoli determinati dal processo di armonizzazione delle norme in ambito comunitario.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Ricordo, in particolare, <\/i><i><b>la prima e la seconda direttiva comunitaria in materia creditizia<\/b><\/i><i> (Direttive n. 77\/80 e 89\/646) con cui \u00e8 stato, tra l\u2019altro, sancito normativamente il diritto di ingresso sul mercato a qualunque soggetto che presenti le qualit\u00e0 oggettive richieste dalla legge.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>In Italia costituiscono tappe importanti del processo la <\/i><i><b>legge 287 del 1990<\/b><\/i><i>, che ha introdotto nel nostro ordinamento la normativa a tutela della <\/i><i><b>concorrenza<\/b><\/i><i>, e la <\/i><i><b>legge 218 del 1990<\/b><\/i><i> (cosiddetta legge <\/i><i><b>Amato-Carli<\/b><\/i><i>), che ha consentito alle<\/i><i><b>banche pubbliche<\/b><\/i><i> di adottare il modello della <\/i><i><b>societ\u00e0 per azioni<\/b><\/i><i>.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Il punto di arrivo di questo processo \u00e8 il <\/i><i><b>Testo Unico Bancario del 1993<\/b><\/i><i>, dove si definiscono per la prima volta in modo esplicito le finalit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 di vigilanza, identificate nella sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, nella stabilit\u00e0 complessiva, nell\u2019efficienza e nella competitivit\u00e0 del sistema finanziario nonch\u00e9 nell\u2019osservanza delle disposizioni in materia creditizia.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Il disegno riformatore \u00e8 stato completato con l\u2019emanazione, nel <\/i><i><b>1998, del Testo unico della finanza<\/b><\/i><i>, che ha portato a compimento il processo di modernizzazione del sistema finanziario. Innestandosi sulla scia del recepimento delle direttive comunitarie, esso ha operato una rivisitazione e un\u2019armonizzazione, secondo criteri di delegificazione, di tutte le categorie di intermediari (con l\u2019esclusione delle banche e degli intermediari finanziari disciplinati dal Testo unico bancario, nonch\u00e9 dei fondi pensione); ha consentito di arricchire l\u2019offerta dei prodotti nel campo della gestione del risparmio, lasciando ampia autonomia agli intermediari nelle scelte organizzative; ha realizzato alcuni interventi di completamento della privatizzazione dei mercati; \u00e8 intervenuto su alcuni rilevanti aspetti di corporate governance delle societ\u00e0 quotate<\/i>\u00bb (<span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-vari\/int-var-2007\/Tarantola_200707.pdf\" target=\"_blank\">Dalla propriet\u00e0 pubblica a quella privata: concorrenza ed efficienza del sistema bancario italiano\u201d A.M. Tarantola, 2007<\/a><\/u><\/span>).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Negli anni \u201890 la restaurazione liberista\/globalista del sistema bancario italiano era stata dunque completata e l\u2019orologio della storia era stato riportato indietro di sessanta anni<\/b>. L\u2019Italia si apprestava ad incubare la stessa malattia che aveva portato al disastro bancario e finanziario degli anni \u201820 del XX secolo: le privatizzazioni erano state compiute, la banca universale era stata restaurata e si avviava la stagione delle concentrazioni degli istituti di credito, il tutto, imposto dal \u201cCE LO CHIEDE L\u2019EUROPA\u201d delle direttive europee.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo Stato banchiere era stato ammazzato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>g. L\u2019incubazione della crisi bancaria<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel mutato sistema bancario aveva nel frattempo fatto il suo ingresso una nuova e pericolosissima forma di indebitamento: il <b>credito al consumo<\/b>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Imposto agli Stati membri con la <b>Direttiva 87\/102\/CEE<\/b> del Consiglio del 22 dicembre 1986, era stato recepito nell\u2019ordinamento italiano con la <b>legge 19 febbraio 1992, n. 142<\/b>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019adesione all\u2019Unione Monetaria (sancita nel 1992 con il Trattato di Maastricht e operativa dal 1998) aveva contemporaneamente generato da un lato un clima di austerit\u00e0 sui conti pubblici \u2013 con conseguente stagnazione del reddito pro capite e impoverimento generalizzato dei ceti medio bassi -, dall\u2019altro un enorme afflusso di capitali esteri in cerca di alti rendimenti nel mercato del credito, dando la stura al fenomeno del cd. credito facile, ovvero all\u2019erogazione di finanziamenti, sia a consumatori che a imprese, senza adeguata valutazione dell merito creditizio e, quindi, della capacit\u00e0 di rimborso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo clima di sovraindebitamento generalizzato, il decennio si chiudeva con l\u2019ingresso nell\u2019euro e con l\u2019importazione, attraverso la <b>legge n. 130 del 1999<\/b>, del modello anglosassone delle \u201c<b>cartolarizzazioni<\/b>\u201d. Il legislatore degli anni \u201890, prono ai dogmi liberisti e globalisti, asservito agli interessi stranieri, ben conscio che la massa debitoria sarebbe andata in crisi, si preparava quindi a gestirla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>h. Da Lehman ai PIGS verso l\u2019Unione Bancaria Europea: esplosione della crisi<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel corso degli <b>anni 2000<\/b> l\u2019indebitamento privato \u00e8 cresciuto a dismisura finch\u00e9 la bolla, innescata dalla crisi dei mutui<i>subprime <\/i>americani, \u00e8 deflagrata nella economia italiana ed europea.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli organismi dell\u2019Unione europea, che per lungo tempo hanno operato indisturbati lontano dal clamore mediatico, sono finiti sotto i riflettori durante la gestione di quella che \u00e8 stata propagandata come una crisi del \u201cdebito sovrano\u201d, ma che in realt\u00e0 era solo una enorme crisi bancaria, voluta e prevista dagli architetti dell\u2019Unione europea per terminare la costruzione dell\u2019impianto della UEM e realizzare la recente <b>Unione Bancaria<\/b>, il cui seme ere stato tuttavia gettato molto prima.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era il <b>1992<\/b> quando il trattato di Maastricht, modificando il TCE, introduceva con l\u2019art. 105 n\u00b0 6 (poi traslato nell\u2019attuale art. 127 n\u00b0 6 del TUE) la seguente norma: \u00ab<i>Il Consiglio, deliberando all\u2019unanimit\u00e0 su proposta della Commissione e previa consultazione della BCE, nonch\u00e9 previo parere conforme del Parlamento europeo, pu\u00f2 affidare alla BCE compiti specifici in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie, escluse le imprese d\u2019assicurazione.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dovranno passare esattamente 20 anni perch\u00e9, nel 2012, in un periodo caldissimo della storia economico-finanziaria, nonch\u00e9 politica, nella <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_DOC-12-7_it.htm\" target=\"_blank\">DICHIARAZIONE DEL VERTICE DELLA ZONA EURO del 29 giugno 2012<\/a><\/u><\/span> venga sancito:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Affermiamo che \u00e8 imperativo spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. La Commissione presenter\u00e0 a breve proposte relative a un meccanismo di vigilanza unico fondate sull\u2019articolo 127, paragrafo 6. Chiediamo al Consiglio di prenderle in esame in via d\u2019urgenza entro la fine del 2012. Una volta istituito, per le banche della zona euro, un efficace meccanismo di vigilanza unico con il coinvolgimento della BCE, il MES potr\u00e0 avere facolt\u00e0, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Questa procedura si baser\u00e0 su un\u2019appropriata condizionalit\u00e0, ivi compresa l\u2019osservanza delle regole sugli aiuti di Stato, che dovrebbe essere specifica per ciascun istituto, specifica per settore ovvero applicabile a tutta l\u2019economia e sar\u00e0 formalizzata in un memorandum d\u2019intesa.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ecco spiegate le origini dell\u2019<b>Unione Bancaria Europea<\/b>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il 29 giugno del 2012, oltre al vertice della zona Euro, si \u00e8 tenuto il CONSIGLIO EUROPEO dalle cui conclusioni leggiamo al <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/131416.pdf\" target=\"_blank\">punto 4<\/a><\/u><\/span>:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>La relazione \u201c<\/i><i><b>Verso un\u2019autentica Unione economica e monetaria<\/b><\/i>\u201d <i>presentata dal presidente del Consiglio europeo, in cooperazione con i presidenti della Commissione, dell\u2019Eurogruppo e della BCE, illustra i \u201cquattro elementi costitutivi essenziali\u201d della futura UEM: un quadro finanziario integrato, un quadro di bilancio integrato, un quadro integrato di politica economica e il rafforzamento della legittimit\u00e0 democratica e della responsabilit\u00e0. A seguito di aperte discussioni, durante le quali sono state espresse diverse opinioni, il presidente del Consiglio europeo \u00e8 stato invitato a elaborare, in stretta collaborazione con il presidente della Commissione, il presidente dell\u2019Eurogruppo e il presidente della BCE, una tabella di marcia specifica e circoscritta nel tempo per la realizzazione di un\u2019autentica Unione economica e monetaria, che comprenda proposte concrete volte a preservare l\u2019unit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 del mercato unico dei servizi finanziari e che tenga conto della dichiarazione sulla zona euro e, tra l\u2019altro, dell\u2019intenzione della Commissione di presentare proposte a norma dell\u2019articolo 127. Essi esamineranno ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto nell\u2019ambito dei trattati vigenti e quali misure richiederebbero una loro modifica. Al fine di garantire la titolarit\u00e0 degli Stati membri, questi saranno strettamente associati alle riflessioni e regolarmente consultati. Sar\u00e0 inoltre consultato il Parlamento europeo. Una relazione intermedia sar\u00e0 presentata nell\u2019ottobre 2012 e una relazione finale entro la fine dell\u2019anno.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E, puntualmente, alla fine del 2012, la tabella di marcia \u00e8 stata rispettata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Leggiamo infatti dalle <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_data\/docs\/pressdata\/it\/ec\/134369.pdf\" target=\"_blank\">conclusioni del CONSIGLIO EUROPEO del 13\/14 dicembre 2012<\/a><\/u><\/span>:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Il meccanismo di vigilanza unico segna un passo qualitativamente importante verso un quadro finanziario pi\u00f9 integrato. Il Consiglio europeo si compiace dell\u2019accordo raggiunto in seno al Consiglio il 13 dicembre e invita i colegislatori a raggiungere celermente un accordo in modo da consentirne l\u2019attuazione quanto prima possibile. Ribadisce altres\u00ec l\u2019importanza delle nuove norme relative ai requisiti patrimoniali delle banche (CRR\/CRD), che costituiscono una priorit\u00e0 assoluta ai fini dell\u2019elaborazione di un corpus unico di norme, e chiede a tutte le parti di adoperarsi per un accordo al riguardo e una rapida adozione.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Il Consiglio europeo esorta i colegislatori ad approvare, prima di giugno 2013, le proposte di direttive sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sul sistema di garanzia dei depositi; da parte sua il Consiglio dovrebbe raggiungere un accordo entro la fine di marzo 2013. Una volta adottate queste direttive dovranno essere recepite dagli Stati membri in via prioritaria.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Il Consiglio europeo auspica che la Commissione dia rapido seguito alle proposte del gruppo di esperti ad alto livello sulla struttura del settore bancario dell\u2019UE.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>\u00c8 imperativo spezzare il circolo vizioso tra banche e Stati. A seguito della dichiarazione del vertice della zona euro di giugno 2012 e delle conclusioni del Consiglio europeo di ottobre 2012, occorre convenire quanto prima possibile nel primo semestre del 2013 un quadro operativo, compresa la definizione delle attivit\u00e0 preesistenti, cosicch\u00e9, una volta istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico, il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 potr\u00e0 avere facolt\u00e0, sulla scorta di una decisione ordinaria, di ricapitalizzare direttamente gli istituti bancari. Ci\u00f2 sar\u00e0 fatto nel pieno rispetto del mercato unico.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>In un contesto in cui la vigilanza bancaria \u00e8 trasferita effettivamente ad un meccanismo di vigilanza unico sar\u00e0 necessario un meccanismo di risoluzione unico, dotato dei poteri atti ad assicurare che qualsiasi banca in uno Stato membro partecipante possa essere assoggettata a risoluzione mediante gli strumenti opportuni. Pertanto occorre accelerare i lavori concernenti le proposte di direttive sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e sul sistema di garanzia dei depositi, in modo che possano essere adottate in linea con il punto 8. In tali questioni \u00e8 importante assicurare un giusto equilibrio tra paesi d\u2019origine e ospitanti. La Commissione presenter\u00e0, nel corso del 2013, una proposta relativa a un meccanismo di risoluzione unico per gli Stati membri partecipanti al meccanismo di vigilanza unico, proposta che sar\u00e0 esaminata in via prioritaria dai colegislatori con l\u2019intenzione di adottarla durante l\u2019attuale mandato parlamentare. Questo meccanismo dovr\u00e0 preservare la stabilit\u00e0 finanziaria ed assicurare un quadro efficace per risolvere gli inadempimenti degli istituti finanziari tutelando nel contempo i contribuenti in un contesto di crisi bancaria. Il meccanismo di risoluzione unico dovrebbe basarsi sui contributi dello stesso settore finanziario e comprendere adeguate ed efficaci misure di sostegno. Queste ultime non dovrebbero avere implicazioni di bilancio nel medio termine assicurando che gli aiuti pubblici siano recuperati attraverso prelievi ex post nel settore finanziario.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quanto fin qui riportato evidenzia come, gi\u00e0 dal 2012, quando Mario Monti ricopriva l\u2019incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana e in quella veste rappresentava in seno al Consiglio Europeo gli \u201cinteressi\u201d italiani, le sorti del sistema bancario italiano erano gi\u00e0 state segnate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>i. Monti, Letta e l\u2019assedio di Francoforte alle banche italiane<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La storia recente ci racconta che il percorso di consolidamento del progetto di Unione Bancaria Europea \u00e8 proseguito, sostanzialmente senza intoppi, fino ad oggi, senza che le elezioni politiche del febbraio 2013, i governi Letta e Renzi e l\u2019opposizione volutamente sterile del M5S, abbiano in qualche modo interferito in detto processo palesemente penalizzante per il sistema bancario italiano. Nulla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto \u00e8 arrivato al perfetto compimento, accompagnato da grottesche manifestazioni di giubilo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Siamo arrivati, quindi, tra direttive europee e leggi di recepimento, ad avere la <b>(quasi) piena operativit\u00e0 dell\u2019Unione Bancaria Europea dal 01\/01\/2016<\/b>, che in Italia ha avuto la sua prima applicazione e mietuto le prime vittime per effetto del <b>Decreto Legislativo n. 180 del 16\/11\/2015<\/b> (cd. decreto \u201c<b>salva banche<\/b>\u201d), emanato per garantire il salvataggio di 4 banche italiane in dissesto (Banca delle Marche, Banca Popolare dell\u2019Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La portata della normativa europea, che ha un corpo di circa 600 pagine, viene spiegata nei suoi caratteri essenziali in due documenti ufficiali del Governatore della Banca d\u2019Italia Ignazio Visco, rilasciati in occasione di altrettante audizioni avute presso le due Camere del Parlamento italiano: alla 6a Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati del 15 dicembre 2014 e alla 6a Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato della Repubblica, avuta il 22 aprile 2015.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riportiamo qualche stralcio che evidenzia da un lato la forte portata ideologica dell\u2019intervento del Governatore e dall\u2019altro i tratti caratteristici della riforma.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalla <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2014\/Visco_15122014.pd\" target=\"_blank\">relazione alla Camera dei Deputati del 14 dicembre 2014<\/a><\/u><\/span>:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>L\u2019Unione bancaria rappresenta un segnale di ripresa e continuit\u00e0 del progetto europeo.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>L\u2019Unione racchiude in s\u00e9 benefici di ampia portata: dalla ripresa del processo di integrazione finanziaria tra i paesi membri, al consolidamento transfrontaliero del sistema bancario, all\u2019aumento del grado di concorrenza nel mercato del credito; con la necessaria gradualit\u00e0, contribuir\u00e0 ad allentare il legame tra banche ed emittenti sovrani. Questi benefici potranno essere colti pienamente e potranno tradursi in un maggior sostegno creditizio all\u2019economia reale se si accompagneranno a un ritorno alla crescita e a una decisa accelerazione nel cammino di integrazione europea.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>La situazione particolarmente difficile che l\u2019economia italiana vive da sei anni ha pesato anche sul risultato degli stress test. Nello scenario avverso la caduta cumulata del PIL tra il 2008 e il 2016 (l\u2019anno finale dello stress test) sarebbe per l\u2019Italia di quasi 12 punti percentuali, pi\u00f9 elevata di quasi 8 punti rispetto a quella registrata in media dall\u2019area dell\u2019euro dal picco pre-crisi. Sui risultati delle banche italiane, che posseggono un ammontare rilevante di titoli di Stato, hanno anche inciso le ipotesi particolarmente sfavorevoli circa le prospettive del mercato dei titoli pubblici, che prevedevano un immediato riacutizzarsi delle tensioni sui debiti sovrani dovuto al riemergere di timori sulla tenuta della moneta unica.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>I risultati dello stress test hanno inoltre fortemente risentito della parziale rimozione della possibilit\u00e0 di sterilizzare \u2013 attraverso un apposito filtro prudenziale \u2013 l\u2019effetto delle variazioni di valore dei titoli sovrani classificati nel portafoglio di attivit\u00e0 disponibili per la vendita (available for sale, AFS); l\u2019impatto sul patrimonio delle banche \u00e8 risultato di circa quattro miliardi, di cui uno concentrato nella sola Banca Monte dei Paschi di Siena.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Non \u00e8 stata invece effettuata alcuna \u201carmonizzazione\u201d delle altre discrezionalit\u00e0 nazionali, tra le quali figura, ad esempio, la possibilit\u00e0 di graduare nel tempo la deduzione degli avviamenti dal capitale di migliore qualit\u00e0 delle banche. \u00c8 stato quindi adottato, con una decisione da noi non condivisa e contestata per le vie formali, un approccio asimmetrico alle discrezionalit\u00e0 nazionali. Va infine ancora una volta sottolineato che le banche italiane non hanno beneficiato del sostegno finanziario dello Stato, mentre per gli intermediari di altri paesi il supporto pubblico \u00e8 stato significativo. Secondo i dati pubblicati dall\u2019Eurostat, alla fine del 2013 l\u2019impatto di questi aiuti sul debito pubblico ammontava a quasi 250 miliardi in Germania, quasi 60 in Spagna, circa 50 in Irlanda e nei Paesi Bassi, poco pi\u00f9 di 40 in Grecia. In Italia il sostegno pubblico \u00e8 stato di circa 4 miliardi, 3 dei quali restituiti nel corso del 2014. Gli interventi effettuati all\u2019estero sono stati per lo pi\u00f9 completati prima che fossero adottate le pi\u00f9 stringenti regole europee previste, dal 2013, dalla disciplina sugli aiuti di Stato e dalla 7 direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche. Queste subordinano, di fatto, il sostegno pubblico al coinvolgimento dei creditori privati in caso di crisi (bail in). Regole di questa natura, contenute anche nel nuovo meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie, avranno conseguenze sul costo della raccolta bancaria sotto forma di obbligazioni, con implicazioni per il costo e la disponibilit\u00e0 di credito.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Il credito a famiglie e imprese ha risentito pesantemente, non solo in Italia, della crisi finanziaria globale e di quella dei debiti sovrani.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalla <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2015\/Visco-Audizione-20150422.pdf\" target=\"_blank\">relazione al Senato della Repubblica del 22 aprile 2015<\/a><\/u><\/span>:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>La creazione del Meccanismo di risoluzione unico (Single Resolution Mechanism, SRM) rappresenta un ulteriore, essenziale tassello nel processo di costruzione dell\u2019Unione bancaria. Ad esso sono affidate sia le attivit\u00e0 di pianificazione (la predisposizione dei cosiddetti piani di risoluzione) \u2013 dirette a individuare, ex ante, le modalit\u00e0 con cui la crisi di ciascuna banca pu\u00f2 essere gestita \u2013 sia le attivit\u00e0 di vera e propria gestione delle crisi, nel caso in cui si manifestino. \u00c8 inoltre previsto un Fondo di risoluzione unico (Single Resolution Fund, SRF) destinato a partecipare al finanziamento degli interventi di risoluzione; il Fondo \u00e8 alimentato da contributi, progressivamente mutualizzati, versati dalle banche dei paesi partecipanti. Il Meccanismo sar\u00e0 pienamente operativo dal 1\u00b0 gennaio 2016. Le attivit\u00e0 preparatorie sono state avviate: il Comitato unico per la risoluzione (Single Resolution Board, SRB), al quale partecipano i rappresentanti delle autorit\u00e0 di risoluzione nazionali, \u00e8 stato costituito; nel corso dei prossimi mesi sar\u00e0 avviata la predisposizione dei piani di risoluzione, un compito che il regolamento istitutivo del Meccanismo prevede, infatti, gi\u00e0 per quest\u2019anno; si stanno definendo le modalit\u00e0 operative concrete. Anche il Meccanismo di risoluzione, come quello di vigilanza, \u00e8 basato su una ripartizione di competenze fra l\u2019autorit\u00e0 europea \u2013 il SRB \u2013 e quelle nazionali, in relazione alla tipologia degli intermediari. Il SRB avr\u00e0 il compito di gestire le procedure di risoluzione delle banche qualificate come significative ai sensi del regolamento SSM e dei gruppi transfrontalieri; stabilir\u00e0 la strategia di risoluzione e gli strumenti da utilizzare in concreto per gestire la crisi di questi intermediari; in questo ambito, le autorit\u00e0 nazionali svolgeranno un ruolo istruttorio e cureranno l\u2019attuazione del programma di risoluzione. La decisione di avviare la risoluzione e la scelta degli strumenti da utilizzare sono di competenza del SRB, che dovr\u00e0 sottoporre alla Commissione europea il programma di risoluzione. Quest\u2019ultima pu\u00f2 approvare le proposte del SRB oppure chiedere modifiche del programma di risoluzione; ove le modifiche riguardino due aspetti specifici \u2013 l\u2019uso del Fondo di risoluzione e la presenza dell\u2019interesse pubblico \u2013 la Commissione dovr\u00e0 necessariamente interessare il Consiglio europeo, che sar\u00e0 chiamato ad approvare o rigettare la proposta del SRB. Il coinvolgimento della Commissione e del Consiglio, in quanto istituzioni dell\u2019Unione, tiene conto degli ineliminabili aspetti discrezionali delle scelte che riguardano la risoluzione; il loro ruolo \u00e8 tuttavia limitato all\u2019approvazione delle proposte che provengono dal SRB; se tali proposte non vengono accolte, dovr\u00e0 essere lo stesso SRB a individuare una nuova soluzione sulla base delle ragioni esposte dalle due istituzioni. Il SRM rappresenta un passo ulteriore rispetto alla semplice armonizzazione prevista dalla direttiva in materia di risanamento e risoluzione degli enti creditizi (Bank Recovery and Resolution Directive, BRRD). Obiettivo dell\u2019accentramento delle funzioni di gestione delle crisi previsto dal SRM \u00e8 garantire omogeneit\u00e0 nella definizione delle politiche di risoluzione delle banche dell\u2019area; una gestione unitaria della crisi dei grandi gruppi bancari a operativit\u00e0 transfrontaliera consentir\u00e0 inoltre di superare le possibili sovrapposizioni o inefficienze connesse con l\u2019intervento di molteplici autorit\u00e0. Per l\u2019efficacia dell\u2019azione di risoluzione sar\u00e0 necessario evitare che la complessa struttura decisionale, che comunque caratterizza l\u2019SRM, ne rallenti i tempi delle decisioni. Per rendere possibile la risoluzione di intermediari molto grandi e complessi sar\u00e0 necessario dotare il Fondo di risoluzione unico di un adeguato backstop pubblico europeo, attivabile in breve tempo. Le risorse comuni eventualmente anticipate al Fondo dovranno essere comunque recuperate ex post a carico degli intermediari, coerentemente con un quadro normativo che ha l\u2019obiettivo di attribuire al settore privato l\u2019onere di sostenere i costi delle crisi. Il SRM avr\u00e0 a disposizione gli strumenti di risoluzione, alcuni dei quali innovativi, previsti dalla BRRD. Sar\u00e0 possibile procedere al trasferimento dei rapporti della banca in crisi a terzi acquirenti o a veicoli appositamente costituiti dalle autorit\u00e0, che potranno gestire temporaneamente tali rapporti in modo da preservare la continuit\u00e0 delle funzioni essenziali dell\u2019intermediario (\u00e8 il caso di una bridge bank) oppure acquisire le attivit\u00e0 deteriorate dell\u2019intermediario da sottoporre a procedure di realizzo e recupero (bad bank). Altri strumenti, utilizzabili in una fase preventiva, come le procedure di amministrazione straordinaria, gi\u00e0 ampiamente sperimentati nel nostro ordinamento, sono ora riconosciuti e valorizzati dal nuovo quadro regolamentare europeo. Tra i nuovi principi stabiliti dalle regole europee sulla risoluzione quello certamente pi\u00f9 innovativo \u00e8 rappresentato dal bail-in, che prevede di mettere a carico degli azionisti e dei creditori dell\u2019intermediario le perdite emerse a seguito della crisi, prima di ogni eventuale sostegno pubblico che potr\u00e0 avvenire solo in casi estremi. Il passaggio da un mondo caratterizzato da un sostegno pubblico implicito a uno in cui sono in primo luogo gli azionisti e i creditori a sopportare le perdite limita gli oneri potenzialmente a carico della collettivit\u00e0. L\u2019approccio adottato dalla BRRD prevede il potere di assoggettare a bail-in tutte le passivit\u00e0 diverse da quelle espressamente escluse (essenzialmente i depositi protetti, le passivit\u00e0 garantite da attivi emessi dalla stessa banca, i prestiti interbancari con scadenza originaria inferiore a sette giorni). In questo nuovo regime occorrer\u00e0 evitare che si verifichino effetti indesiderati sulla stabilit\u00e0 finanziaria. Il bail-in potr\u00e0 influire sui costi e sulle modalit\u00e0 di raccolta delle banche; la stessa struttura del passivo andr\u00e0 modificata per assicurare che l\u2019ammontare di passivit\u00e0 potenzialmente oggetto di bail-in sia sufficiente ad assorbire le eventuali perdite, secondo quanto richiesto dalle regole e dalle prassi di risoluzione europee.<br \/>\nLe banche dovranno, inoltre, adottare un approccio nei confronti della clientela coerente con il cambiamento fondamentale apportato dalle nuove regole, che non consentono d\u2019ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori. La clientela, specie quella meno in grado di selezionare correttamente i rischi, va resa pienamente consapevole del fatto che potrebbe dover contribuire al risanamento di una banca anche nel caso in cui investa in strumenti finanziari diversi dalle azioni, il che fa venir meno la certezza del mantenimento del valore del capitale investito fino ad ora radicata nella consapevolezza dell\u2019investitore.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026]<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>In una fase caratterizzata dall\u2019inasprimento delle regole applicabili alle banche, lo sviluppo di fonti di finanziamento alternative al credito renderebbe il settore produttivo meno fragile. In questa direzione vanno le iniziative della Commissione europea, contenute nel libro verde sulla Capital Markets Union recentemente pubblicato, che intendono realizzare, entro il 2019, un mercato europeo dei capitali pi\u00f9 ampio e diversificato. Per realizzarlo bisogner\u00e0 anche porsi, almeno in prospettiva, obiettivi ambiziosi riguardo all\u2019armonizzazione di norme societarie, fallimentari e fiscali. Rientrano tra le misure previste dal libro verde la rivitalizzazione del mercato delle cartolarizzazioni di prodotti finanziari semplici, trasparenti e di agevole valutazione, la facilitazione della negoziazione transfrontaliera di titoli, la definizione di standard comuni per i collocamenti privati di alcune tipologie di passivit\u00e0 delle imprese [\u2026].<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo complicato scenario si va ad inserire la <b>richiesta<\/b> proveniente dalla <b>Bundesbank<\/b> di attribuire un <i>rating <\/i>ai titoli del debito pubblico, detenuti dalle banche europee, che obbligherebbe le stesse a ponderarne il valore attualmente iscritto in bilancio in base al rischio, con la conseguenza di diminuirne il valore nominale. \u00c8 superfluo sottolineare che le banche italiane ne risulterebbero penalizzate, in quanto l\u2019enorme mole dei titoli del debito pubblico detenuti dalle stesse, le renderebbe sottopatrimonializzate, con la conseguenza di esporsi a facili acquisizioni da parte di capitale straniero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sempre nella prospettiva di un definitivo ridimensionamento del carattere nazionale del sistema bancario, si inseriscono le recenti <b>riforme delle cd. \u201cbanche minori\u201d<\/b>, banche popolari e banche di credito cooperativo che, pur godendo di miglior salute rispetto ai gruppi bancari di pi\u00f9 grandi dimensioni, sia per le minori sofferenze in percentuale sugli impieghi, sia per il pi\u00f9 contenuto tasso di copertura delle rettifiche, sono state ripetutamente accusate di essere inefficienti e clientelari, di avere debolezze strutturali derivanti dal modello di attivit\u00e0, particolarmente esposto all\u2019andamento dell\u2019economia del territorio di riferimento, ed anche dagli assetti organizzativi e dalla dimensione ridotta. Accuse che mal celano, invero, l\u2019evidente scopo di legittimare un disegno di ristrutturazione (Decreto Legge n. 3 del 04\/01\/2015, convertito in Legge n. 33 del 24\/03\/2015 per le banche popolari; Decreto Legge n. 18 del 14\/02\/2016, convertito in Legge n. 49 dell\u201908\/04\/2016 per le banche di credito cooperativo) che tende a favorirne il controllo e l\u2019acquisizione da parte dei gruppi maggiori, in un\u2019ottica di crescente concentrazione ed internazionalizzazione degli istituti bancari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>j. Renzi-Padoan e le direttive del FMI targate Wall Street<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abbiamo gi\u00e0 fatto notare come gi\u00e0 dal 2012 era stato tutto gi\u00e0 stabilito in seno al Consiglio Europeo su cosa fare del sistema bancario italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel frattempo gli squali di Wall Street avevano gi\u00e0 fiutato il sangue a miglia e miglia di distanza e si preparavano ad azzannare alla giugulare il sistema bancario italiano sanguinante sotto i colpi dell\u2019Unione Bancaria Europea.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La voglia di speculazione delle banche d\u2019affari straniere, in particolare quelle USA, sulle sofferenze bancarie italiane, si \u00e8 chiaramente manifestata quando la <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/14_agosto_10\/fortress-miliardo-sofferenze-banche-0ad1caf0-20a3-11e4-b059-d16041d23e13.shtml\" target=\"_blank\"><span lang=\"zxx\"><u><i>Fortress <\/i><\/u><\/span><span lang=\"zxx\"><u>ha acquistato, nell\u2019agosto del 2014, 1 miliardo di tali sofferenze<\/u><\/span><\/a> e nel 2015 ha addirittura <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/notizie-ultima-ora\/Economia\/Uccmb-attesa-Bankitalia-pronto-business-plan\/07-07-2015\/1-A_018377933.shtml\" target=\"_blank\">assorbito il ramo di gestione crediti dell\u2019Unicredit<\/a><\/u><\/span>, che come sappiamo \u00e8 una delle due principali banche italiane.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma anche <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/blackrock-torna-a-farsi-vedere-tra-gli-azionisti-rilevanti-di-unicredit-201509251226523664\" target=\"_blank\">BlackRock<\/a><\/u><\/span>, il pi\u00f9 grande fondo di investimento al mondo, ha palesato il suo interesse nel settore bancario italiano diventando il <span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/blackrock-torna-a-farsi-vedere-tra-gli-azionisti-rilevanti-di-unicredit-201509251226523664\" target=\"_blank\">primo azionista Unicredit<\/a><\/u><\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Risale al <strong>febbraio 2015<\/strong>, invece, un <strong>paper del Fondo Monetario Internazionale<\/strong> dal titolo inequivocabilmente orientato: \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.imf.org\/external\/pubs\/ft\/wp\/2015\/wp1524.pdf\" target=\"_blank\">Una strategia per sviluppare un mercato per Crediti in sofferenza in Italia<\/a><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Appare chiaro come dopo Wall Street \u2013 o forse su suo impulso \u2013 il FMI abbia ritenuto di intervenire nella vicenda del sistema bancario italiano mettendo nero su bianco dei \u201cconsigli\u201d normativi al Governo italiano, il cui dicastero economico era all\u2019epoca del paper, e ancora oggi, affidato ad una vecchia conoscenza del Fondo Monetario Internazionale: Pier Carlo Padoan.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una buona sintesi di questi consigli li ritroviamo in un focus sul <strong><a href=\"http:\/\/www.nomisma.it\/index.php\/it\/newsletter\/focus-on\/item\/764-11-febbraio-2015-un-mercato-italiano-degli-npls\/764-11-febbraio-2015-un-mercato-italiano-degli-npls\" target=\"_blank\">paper redatto da Nomisma<\/a><\/strong>, del quale riportiamo alcuni importanti passaggi:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Una strategia per affrontare il problema della lunghezza delle procedure legali in modo da non penalizzare le banche. L\u2019obiettivo di tali misure dovrebbe essere quello di <\/i><i><b>rimuovere dai bilanci delle banche NPLs molto vecchi<\/b><\/i><i> (ad esempio superiori a cinque anni). Inoltre tali politiche dovrebbero consentire di <\/i><i><b>liquidare pi\u00f9 facilmente le imprese non pi\u00f9 vitali<\/b><\/i><i>(che non generano pi\u00f9 cash flow) e di <\/i><i><b>ristrutturare quelle<\/b><\/i><i> che, ancorch\u00e9 in difficolt\u00e0, siano considerate <\/i><i><b>capaci di generare cassa per coprire il pagamento degli interessi<\/b><\/i><i>. Per queste imprese le banche potrebbero cancellare parzialmente i loro debiti oppure <\/i><i><b>trasformare i loro crediti in partecipazioni<\/b><\/i><i>.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>[\u2026] Rimozione di impedimenti fiscali alla ristrutturazione dei crediti: l\u2019innalzamento del limite di deducibilit\u00e0 fiscale introdotto nel 2013 ha rappresentato un importante passo nella direzione di incentivare gli accantonamenti. Il sistema fiscale potrebbe andare oltre consentendo rettifiche e svalutazioni fiscali pienamente deducibili nello stesso esercizio come succede in altri paesi (non proprio attuabile visti i nostri problemi di gettito fiscale ndr). Inoltre le istituzioni pubbliche (istituti previdenziali, Equitalia, etc.) che vantano crediti verso debitori insolventi dovrebbero partecipare alla ristrutturazione (giudiziale e stragiudiziale) dei debiti. Mettere sullo stesso piano pubblico e privato dovrebbe incentivare tutte le parti ad ottimizzare gli sforzi di recupero del credito e promuovere una pi\u00f9 ordinata risoluzione delle insolvenze.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Riforme legali per promuovere ristrutturazioni del debito giudiziali e stragiudiziali: il <\/i><i><b>pacchetto di riforme della giustizia<\/b><\/i><i>proposto dal governo va nella giusta direzione. Tuttavia ulteriori provvedimenti potrebbero <\/i><i><b>ridurre l\u2019arretrato giudiziale ed accelerare le azioni esecutive<\/b><\/i><i>. Per esempio si potrebbe ridurre il ruolo dei tribunali, attribuendo poteri di gestione della procedura di liquidazione ad amministratori senza la necessit\u00e0 di approvazione da parte del tribunale per quelle decisioni minori che non ledono i diritti dei creditori. I notai potrebbero essere abilitati a determinare i valori immobiliari e supervisionare le aste giudiziali, usando procedure standard e strumenti online. Seguire best practice guidelines per la ristrutturazione dei debiti potrebbe ulteriormente incentivare le <\/i><i><b>soluzioni stragiudiziali<\/b><\/i><i>. Come altri paesi hanno fatto, potrebbero essere utilizzati <\/i><i><b>incentivi fiscali<\/b><\/i><i> e di vigilanza per incentivare istituzioni finanziarie e debitori a raggiungere soluzioni stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti. La conversione dei crediti in partecipazioni (debt equity swap) dovrebbe essere incentivata.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Appare quindi cristallino quanto chiesto dal FMI al Governo Italiano per \u201crisolvere\u201d (virgolette d\u2019obbligo) il problema del nostro sistema bancario: operare sulle procedure esecutive immobiliari e sui fallimenti \u201cstribunalizzandoli\u201d, permettere alle banche di fagocitare le aziende dei propri debitori e introdurre agevolazioni fiscali per chi opera nel mercato degli NPL.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutte le richieste del FMI sono state puntualmente attuate dal Governo italiano con una serie di norme:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 Decreto Legge n. 18 del 14\/02\/2016, convertito in Legge n. 49 dell\u201908\/04\/2016 (riforma delle Banche di Credito Cooperativo per favorire la concentrazione del sistema bancario; regime di <b>garanzia statale<\/b> sulle passivit\u00e0 emesse nell\u2019ambito di operazioni di <b>cartolarizzazione<\/b> realizzate a fronte della cessione da parte di banche italiane di portafogli di crediti pecuniari qualificati come sofferenze; <b>imposta di registro agevolata<\/b> per acquisti immobiliari giudiziari);<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 Decreto Legislativo 20\/04\/2016 (\u201c<b>decreto mutui<\/b>\u201d, ovvero attuazione della direttiva 2014\/17\/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 04\/02\/2014 in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali: sancita la possibilit\u00e0 di inserire nei contratti clausole di espropriazione agevolata senza passaggio dai tribunali in caso di inadempimento del debitore);<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 Decreto Legge n. 59 del 03\/05\/2016 (\u201c<b>decreto banche<\/b>\u201d, ovvero disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonch\u00e9 a favore degli investitori in banche in liquidazione: introdotto il pegno non possessorio sui beni mobili inerenti l\u2019esercizio dell\u2019impresa; sancita la possibilit\u00e0 di inserire nei contratti di finanziamento fra istituti finanziari ed imprese, la cessione del bene immobile concesso in garanzia, che diviene efficace in caso di inadempimento del debitore; limitati i tempi delle aste giudiziarie e delle opposizioni nelle esecuzioni immobiliari e sancita la possibilit\u00e0, dopo tre aste deserte, di un\u2019ulteriore ribasso del prezzo base fino alla met\u00e0; istituito il registro digitale delle procedure esecutive e concorsuali).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il tutto mentre sono attualmente in itinere le ennesime <b>riforme della Legge Fallimentare<\/b> (disegno di legge delega recante \u201cDelega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell\u2019insolvenza\u201d, elaborato dalla Commissione ministeriale istituita dal Ministro della Giustizia con Decreto 28 gennaio 2015 e successive integrazioni, c.d. Commissione Rordorf) <b>e del processo civile<\/b> (disegno di legge delega C. 2953 \u2013 S. 2284, a firma Orlando \u2013 Padoan, recante \u201cDelega al Governo recante disposizioni per l\u2019efficienza del processo civile\u201d).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se le sofferenze bancarie rappresentano un mercato estremamente appetibile per la finanza, non da meno, come i recenti provvedimenti governativi sopra elencati stanno a testimoniare, \u00e8 l\u2019altro grosso affare costituito dal collegato <b>mercato immobiliare<\/b>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si tratta, nello specifico, degli immobili posti a garanzia dei debiti contratti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019appetibilit\u00e0 \u00e8 dovuta anche al fatto che la bolla immobiliare italiana si sta sgonfiando velocemente e la forte disponibilit\u00e0 di immobili in vendita, dei quali una fetta consistente nell\u2019ambito delle numerosissime <b>procedure esecutive e fallimentari<\/b>pendenti presso tutti i tribunali del Paese, ne fa scendere il prezzo a livelli bassissimi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questo scenario i <b>fondi di investimento<\/b> possono fare incetta di immobili in un mercato, quello italiano, unico al mondo per storia cultura e, quindi, valore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Comprare interi blocchi immobiliari a prezzi stracciati, magari approfittando di interventi normativi volti ad alleggerire il carico giudiziario delle aste e a favorire fiscalmente determinate procedure di vendita, rappresenta il miglior investimento per il capitale finanziario che vuole ancorare a solide fondamenta \u2013 \u00e8 proprio il caso di dirlo \u2013 una <b>rendita derivante dalla gestione degli immobili<\/b> (affitto).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo scenario non \u00e8 affatto lontano dalla sua realizzazione, in quanto gi\u00e0 da tempo, chi deve fare consulenze agli investitori sta studiando al microscopio il mercato immobiliare italiano:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00ab<i>Il contributo di Nomisma sulle transazioni immobiliari italiane alla piattaforma globale di RCA ha consentito di accendere un faro sull\u2019attivit\u00e0 di mercato. Dicembre \u00e8 stato in Italia un mese inequivocabilmente ricco di transazioni immobiliari commerciali di alto profilo. Ci\u00f2 rappresenta un importante passo nella giusta direzione al fine di rendere il mercato italiano pi\u00f9 trasparente per la platea internazionale, che a sua volta rafforzer\u00e0 le attivit\u00e0 di investimento e l\u2019afflusso di capitale.<\/i>\u00bb<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>k. La nuova \u201cfratellanza siamese\u201d<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 che \u00e8 importante capire \u00e8 che in questa delicata fase storica il sistema bancario italiano si trova schiacciato tra:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 la voracit\u00e0 dei cannibali di <b>Wall Street<\/b>, che hanno da tempo fiutato il sangue versato nelle sofferenze bancarie, i cosiddetti<b>NPL<\/b> (no performing loan \u2013 crediti non performanti) e lo sgonfiamento della bolla immobiliare italiana che porter\u00e0 capitali stranieri a saccheggiare il patrimonio immobiliare italiano;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2013 la <b>bramosia tedesca<\/b> di fagocitare il sistema bancario italiano (dopo aver fatto strage di quello industriale) ritornando a fare terrorismo sul nostro debito pubblico, attraverso i titoli di Stato detenuti dalle banche a fronte della propria capitalizzazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo scenario determiner\u00e0 la creazione di un nuovo mostro finanziario, molto pi\u00f9 potente e destabilizzante di quello degli anni \u201820 descritto dal banchiere Mattioli (Vera Zamagni, Dalla periferia al centro. La seconda rinascita economica dell\u2019Italia. 1861-1981, Bologna, Il Mulino 1990, p. 375), che fagociter\u00e0 il patrimonio delle famiglie e delle imprese regalandolo al capitale finanziario internazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>2. Brevi considerazioni<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il modello liberista e globalista, nonostante la sconfitta storica del 1929, ha ripreso vigore alla fine degli anni \u201870 su impulso di una \u00e9lite organizzatissima e potentissima, formata da una manciata di uomini che, con pazienza e costanza, ha lavorato per oltre 30 anni al progetto restauratore. Questi signori, nemici della Costituzione, della Patria italiana, della libert\u00e0 e della democrazia, hanno vinto su tutti i fronti: sono riusciti ad imporre, in modo subdolo ma efficace, tutte le riforme necessarie alla restaurazione di un regime liberista e globalista. Ci\u00f2 hanno fatto da una parte distraendo il popolo con il miraggio del \u201csogno europeo\u201d, dall\u2019altra minando le fondamenta delle istituzioni democratiche, attraverso una propaganda che per decenni ha colpito deliberatamente lo Stato, individuato come capro espiatorio di responsabilit\u00e0 invero attribuibili alla classe dirigente da loro rappresentata e completamente asservita al potere privato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tra le tante riforme vi \u00e8 stata, immancabilmente, anche quella del sistema bancario italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Spetta ai Sovranisti, armati della stessa pazienza e determinazione dei loro nemici, l\u2019arduo compito di rivoluzionare, per la seconda e si spera ultima volta, l\u2019ordine delle cose e ricostruire il clima di progresso umano e sociale che ha animato il periodo del \u201cTrentennio Glorioso\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 che i Sovranisti dovranno fare \u00e8 gi\u00e0 scritto nella nostra Storia, il cui studio, come sopra dimostrato, \u00e8 presupposto fondamentale per comprendere come, quando e sotto quali spinte il percorso di attuazione della Costituzione, intrapreso e parzialmente compiuto non senza difficolt\u00e0 e resistenze, sia stato deviato. Dalla nostra Storia potr\u00e0 germogliare il nostro futuro e nella nostra Costituzione \u00e8 indicata la strada per il raggiungimento degli obiettivi inderogabili assegnati alla Repubblica, al cui perseguimento la disciplina del sistema bancario deve essere necessariamente asservita.<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><strong>SECONDA PARTE: LE PROPOSTE<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una disciplina costituzionalmente orientata del sistema bancario italiano sar\u00e0 imperniata sul seguente principio: <strong>l\u2019attivit\u00e0 bancaria \u00e8 una funzione pubblica<\/strong>, da svolgersi al servizio e nell\u2019interesse esclusivo dell\u2019economia nazionale, quale strumento attraverso il quale la Repubblica persegue gli obiettivi ad essa assegnati dalla Costituzione. Le banche non devono stare sul mercato e non possono svolgere attivit\u00e0 speculative e di investimento, n\u00e9 detenere partecipazioni in altre imprese.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In attuazione di tale principio saranno adottate le seguenti misure.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>1. Nazionalizzazione del settore bancario<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto il sistema bancario dovr\u00e0 essere nazionalizzato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo Stato dovr\u00e0 tornare dunque a fare il banchiere e, per non correre il rischio di ripetere errori ormai noti, dovr\u00e0 farlo in regime di monopolio: l\u2019attivit\u00e0 di iniziativa privata nel settore bancario non sar\u00e0 pi\u00f9 consentita.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il regime di monopolio, ovviamente, colpir\u00e0 anche gli istituti di credito stranieri operanti sul territorio italiano, i quali saranno obbligati ad abbandonare il mercato del credito nazionale e a restituire la clientela alle banche pubbliche, con le forme e modi reputati pi\u00f9 opportuni dallo Stato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dal pubblico monopolio resteranno escluse solo le banche minori (banche popolari e banche di credito cooperativo), da sottoporre tuttavia a speciale vigilanza bancaria e specifica normativa, che ne circoscriva l\u2019azione al territorio di riferimento, ne vieti l\u2019acquisizione da parte di altre banche o la fusione con esse, sottoponga gli amministratori a stringenti controlli e a limitazioni dei compensi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>2. Dismissione del mercato estero del credito<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Specularmente il processo di internazionalizzazione di alcune banche italiane verr\u00e0 arrestato. Non sar\u00e0 pi\u00f9 consentito agli istituti di credito italiani di possedere quote di partecipazione, in qualsiasi forma detenute, di banche straniere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>3. Ritorno alla separazione bancaria<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Presupposto imprescindibile per una vera azione di riforma del sistema bancario sar\u00e0 il definitivo abbandono dell\u2019ideologia della \u201cbanca universale\u201d, attraverso l\u2019adozione dei seguenti provvedimenti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>a. separazione temporale\/funzionale<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Verranno introdotte misure volte a separare gli istituti bancari dedicati all\u2019erogazione del credito a breve termine, dagli istituti dedicati al credito a medio e lungo termine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>b. separazione settoriale<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Appare altres\u00ec utile, ai fini di una crescita economica ordinata, vigorosa e sostenibile, la separazione settoriale dell\u2019esercizio del credito. Ogni banca avr\u00e0 il compito di accompagnare la crescita di determinati settori dell\u2019economia: industria, commercio, agricoltura, turismo ed altri, saranno finanziati da banche di settore. Tale misura dar\u00e0 anche sostegno all\u2019idea, non trascurabile, che la concorrenza nel settore bancario non dovr\u00e0 pi\u00f9 esistere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>4. Repressione del credito al consumo<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una politica di piena occupazione, abbinata ad una politica dei redditi esercitata in ossequio all\u2019art. 36 della Costituzione, permetter\u00e0 di spazzare via dall\u2019ordinamento giuridico italiano le norme che hanno consentito l\u2019indebitamento diffuso della popolazione attraverso il ricorso al credito al consumo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>5. Piani di sostegno finanziario<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Affiancati da vigorosi investimenti pubblici<\/b>, saranno previsti piani di sostegno finanziario da parte delle banche nei settori ritenuti strategici per la ripresa dell\u2019economia italiana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>a. piano di sostegno per l\u2019accesso alla propriet\u00e0 immobiliare diffusa<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dovr\u00e0 essere ritenuto prioritario un piano di sostegno finanziario risolutivo del problema abitativo. La casa \u00e8 un bene primario che andr\u00e0 sottratto alla rendita e restituito alle famiglie italiane, attraverso un lungo e delicato processo normativo che dovr\u00e0 per forza di cose ricevere il supporto massiccio del sistema bancario italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>b. piano di sostegno alla reindustrializzazione<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le privatizzazioni dell\u2019industria pubblica e le delocalizzazioni all\u2019estero delle imprese private hanno devastato il settore produttivo nazionale che, pertanto, andr\u00e0 ricostruito, potenziato e modernizzato sfruttando le nuove tecnologie. Anche questo processo avr\u00e0 bisogno di supporto pieno da parte del futuro sistema bancario italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>c. piano di sostegno al settore commerciale<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La distribuzione commerciale ha subito un durissimo colpo da parte delle riforme liberiste e globaliste. Ricostruire il settore del commercio sar\u00e0 una delle sfide che attende il futuro legislatore sovranista. Una politica del credito capace di aiutare la ricostruzione di questo delicato settore dell\u2019economia sar\u00e0 una scelta obbligata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>d. piano di sostegno all\u2019agricoltura<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019agricoltura italiana, messa in ginocchio da 40 anni di \u201cpolitica comunitaria\u201d, dovr\u00e0 tornare a svolgere un ruolo primario nell\u2019economia nazionale, trovando il naturale sostegno di politiche del credito adeguate a questa esigenza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>e. piano di sostegno al turismo<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano \u00e8 uno dei pi\u00f9 ricchi al mondo, forse il pi\u00f9 ricco. Naturale corollario di questa enorme ricchezza \u00e8 rappresentato dal turismo, risorsa fondamentale sulla quale la Nazione dovr\u00e0 puntare per il rilancio della propria economia. Ci sar\u00e0 quindi bisogno di una banca in grado di finanziare adeguatamente le esigenze di rilancio del settore turistico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>f. piano di sostegno all\u2019ammodernamento energetico nazionale<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un\u2019altra sfida che attender\u00e0 il futuro legislatore sovranista sar\u00e0 la modernizzazione del sistema energetico italiano, parte di un pi\u00f9 ampio piano energetico nazionale, che il sistema bancario dovr\u00e0 accompagnare e sostenere, anche nel percorso di sviluppo e sfruttamento delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>6. Restaurazione di rigorosi istituti nell\u2019ambito delle procedure fallimentari ed esecutive<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un legislatore sconsiderato ha messo mano (ed ancora lo sta facendo) pi\u00f9 volte, in maniera schizofrenica, al delicato settore delle procedure concorsuali. Fallimenti e procedure esecutive sono stati adattati al sistema di crisi creato dalle riforme liberiste e globaliste che hanno indebitato famiglie e imprese in maniera patologica e diffusa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una volta che sar\u00e0 stato posto rimedio al problema dell\u2019indebitamento diffuso, dovranno essere ripristinati i rigorosi istituti fallimentari, anche di rilevanza penalistica, sulla base del principio per cui l\u2019insolvenza dell\u2019impresa non deve rappresentare un\u2019evenienza fisiologica nel ciclo vitale dell\u2019impresa, bens\u00ec una eccezione patologica da prevenire e da scongiurare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>7. Banca centrale dipendente dal potere politico e rinvio al documento sulla repressione finanziaria<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Al vertice del sistema composto da banche a capitale pubblico verr\u00e0 posta la banca centrale nazionale (Banca d\u2019Italia), munita di poteri di controllo, coordinamento e vigilanza sugli istituiti di credito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il potere della banca centrale non sar\u00e0 in alcun modo indipendente dal potere politico. Le decisioni sulla politica monetaria e sul tasso di sconto saranno esercitate in maniera esclusiva dal Ministero del Tesoro, che affider\u00e0 alla Banca Centrale il mero compito di eseguire quanto stabilito dal potere politico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per le tematiche strettamente collegate e complementari a quanto fin qui psi rinvia roposto, al documento \u201c<strong><a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/teoria\/reprimere-la-rendita-finanziaria-e-instaurare-un-sistema-finanziario-nazionale-documento-per-assemblea\" target=\"_blank\">Reprimere la rendita finanziaria e instaurare un sistema finanziario nazionale<\/a><\/strong>\u201c, approvato nell\u2019assemblea nazionale dell\u2019Associazione Riconquistare la Sovranit\u00e0 in data 15\/06\/2013.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Andrea Franceschelli e Lorenzo D\u2019Onofrio per \u201cFronte Sovranista Italiano\u201d<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>* Documento approvato dall\u2019assemblea nazionale del 05 giugno 2016<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA BANCARIO PRIMA PARTE: L\u2019ANALISI 1. L\u2019evoluzione del sistema bancario italiano a. Dalle origini alla fine della prima globalizzazione Nel rincorrere le origini del sistema bancario \u00e8 agevole riscontrare come tale istituzione, pur avendo inequivocabile funzione di interesse pubblico, nacque per impulso di privati cittadini i quali, nel tardo Medioevo, arrivarono paradossalmente a finanziare i sovrani europei. Tale carattere privatistico venne mantenuto per diversi secoli in tutto il mondo. In Italia&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":18858,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6],"tags":[5197,5198,1945,5199,5200,2313,1866],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/bankitalia-638x425.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4U7","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18855"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18855"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18855\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}