{"id":18859,"date":"2016-10-07T10:49:11","date_gmt":"2016-10-07T08:49:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18859"},"modified":"2016-10-07T10:49:11","modified_gmt":"2016-10-07T08:49:11","slug":"perche-la-nuova-era-dei-tassi-bassi-mette-in-discussione-i-manuali-di-economia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18859","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la nuova era dei tassi bassi mette in discussione i manuali di economia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Vito Lops\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FOTO-GRAFICO-globalizzazione-inflazione-curva-phillips-01.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18860\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FOTO-GRAFICO-globalizzazione-inflazione-curva-phillips-01-300x157.png\" alt=\"foto-grafico-globalizzazione-inflazione-curva-phillips-01\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FOTO-GRAFICO-globalizzazione-inflazione-curva-phillips-01-300x157.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FOTO-GRAFICO-globalizzazione-inflazione-curva-phillips-01-768x402.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/FOTO-GRAFICO-globalizzazione-inflazione-curva-phillips-01-1024x536.png 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa. La nuova era dei tassi bassi (ribattezzata dal governatore della Fed Janet Yellen \u201cnew normal\u201d) sta mettendo in discussione alcuni principi di macroeconomia tutt\u2019oggi insegnati nelle universit\u00e0. L\u2019economia non \u00e8 una scienza esatta, ma una scienza sociale e come tale si evolve. E probabilmente lo dovrebbero fare anche alcuni testi, considerato che la fase attuale sta mandando in soffitta alcuni \u201cvecchi\u201d dogmi.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 quello della teoria monetarista, in base alla quale l\u2019inflazione \u00e8 direttamente collegata alla quantit\u00e0 di moneta in circolazione. Secondo questa teoria quando una banca centrale aumenta l\u2019offerta di moneta il tasso di inflazione non pu\u00f2 non risentirne. Al rialzo.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni le banche centrali dei Paesi sviluppati hanno immesso miliardi su miliardi per riportare l\u2019inflazione intorno al 2%, livelli considerati normali ed equilibrati. Ma nessuna vi \u00e8 riuscita. In questo momento l\u2019inflazione negli Usa \u00e8 all\u20191,1%, nella zona euro allo 0,4% (ma con parecchie aree in deflazione), in Gran Bretagna allo 0,6% e in Giappone a -0,5 per cento.<\/p>\n<p>Questo nonostante in questi Paesi le banche centrali abbiano attuato (o stiano ancora attuando come nel caso di Europa e Giappone) massicci piani di espansione dell\u2019offerta monetaria. Il bilancio della Bce non \u00e8 mai stato cos\u00ec carico di asset (comprare titoli \u00e8 uno dei modi con cui una banca centrale pu\u00f2 immettere moneta e liquidit\u00e0 sui mercati).<\/p>\n<p>Evidentemente c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona nella teoria monetarista. Evidentemente nella formula manca l\u2019elemento qualitativo della domanda: se l\u2019aumento di offerta di moneta finisce nelle mani della sfera pi\u00f9 ricca della popolazione (numericamente una minoranza) non c\u2019\u00e8 verso di far aumentare l\u2019inflazione. Viceversa, se la moneta finisce nelle tasche del ceto medio-basso (quello numericamente pi\u00f9 corposo e l\u2019unica forza in grado di smuovere l\u2019inflazione) le cose cambiano.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra teoria che oggi pare messa in forte discussione dalla realt\u00e0 dei fatti: la curva di Phillips. Secondo questa teoria c\u2019\u00e8 una relazione inversa tra disoccupazione e inflazione. Quando aumenta la disoccupazione diminuisce l\u2019inflazione. Quando cala la disoccupazione aumentano i salari e, di conseguenza, aumenta anche l\u2019inflazione.<\/p>\n<p>\u00abQuesta teoria, chiamata curva di Phillips, \u00e8 alla base di molto del pensiero di coloro che lavorano nelle banche centrali &#8211; spiega James Athey, gestore di Aberdeen asset management-. Ma sembra non funzionare pi\u00f9. Nonostante la disoccupazione statunitense sia scesa dal 10% al 5% e oltre, l&#8217;inflazione resta ostinatamente bassa, il che significa che i tassi di interesse sono ancora molto bassi. Un bel grattacapo per i banchieri centrali. I loro mandati non sono flessibili e, in condizioni di inflazione con segno positivo, le banche centrali sono tenute a fare qualcosa. I loro stimoli, per\u00f2, non hanno funzionato. I tassi sono stati ridotti all&#8217;osso ma questo drago addormentato che \u00e8 l&#8217;inflazione si rifiuta di svegliarsi\u00bb.<\/p>\n<p>Come mai? \u00abCi sono molte teorie sul perch\u00e9 alcune di queste relazioni si siano scardinate &#8211; prosegue Athey &#8211; . La globalizzazione \u00e8 sotto accusa. Il modello della curva di Phillips dipende dal fatto che i datori di lavoro pagano di pi\u00f9 quando il lavoro comincia a scarseggiare. Questi salari pi\u00f9 alti permettono a chi vende di alzare i prezzi, essendoci una maggiore domanda, e cos\u00ec ecco l&#8217;inflazione. Ma, in realt\u00e0, in un&#8217;economia globale i datori di lavoro possono importare talento dall&#8217;estero senza dover alzare gli stipendi, piuttosto che pagare di pi\u00f9 i lavoratori in loco. Tutto a un tratto abbiamo una forza lavoro pi\u00f9 ampia perch\u00e9 non dobbiamo limitarci soltanto a quella interna e cos\u00ec la pressione che porterebbe ad aumenti salariali non esiste pi\u00f9 nella stessa misura\u00bb.<\/p>\n<p>E poi l\u2019inflazione fa fatica a rialzarsi anche per un altro effetto della globalizzazione: la deflazione importata.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;altro elemento globale \u00e8 l&#8217;effetto dei prezzi importati. In passato questi hanno alterato l&#8217;inflazione in modi che all&#8217;epoca erano difficili da valutare. Dal 2000 al 2009 l&#8217;indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito \u00e8 stato notevolmente stabile, intorno all&#8217;obiettivo del 2% fissato dalla Bank of England. \u00c8 stata l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro della crescita economica e dell&#8217;inflazione costante. Ma sotto la superficie si nascondeva qualcosa di pi\u00f9 destabilizzante &#8211; prosegue -. Nel Regno Unito ed in altri Paesi la disoccupazione era bassa ed i consumi molto elevati. Secondo la curva di Phillips, queste condizioni avrebbero dovuto spingere l&#8217;inflazione al rialzo. I prezzi avrebbero dovuto crescere visto che i venditori si rendevano conto di poter vendere a prezzi superiori per il fatto che gli stipendi salivano. I venditori interni hanno per\u00f2 dovuto improvvisamente fare i conti con la concorrenza cinese, le cui quote di esportazioni sono schizzate alle stelle nei primi anni &#8217;90 dal 2% al 10%. I produttori di tutto il mondo si sono riversati in Gran Bretagna grazie ai bassi salari e alla valuta relativamente conveniente\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abI consumatori potevano acquistare beni a costi ridotti rispetto a quello che sarebbero stati in grado di fare altrimenti e questo fenomeno si \u00e8 verificato su scala globale. I prezzi sono scesi. Nel Regno Unito il sotto-indice dei prezzi al consumo dell&#8217;abbigliamento ha perso pi\u00f9 del 40% tra il 1990 ed il 2008. Questo calo per\u00f2 \u00e8 stato mascherato da un boom dei consumi in corso nel Paese che stava portando l&#8217;inflazione generata internamente al di sopra dell&#8217;obiettivo fissato. Con il prezzo dei beni provenienti dalla Cina che scendevano, l&#8217;effetto \u00e8 stato neutralizzato\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019economia \u00e8 una scienza sociale. Si evolve. E come tali si evolvono anche le teorie che dovrebbero supportarla. Questo dovrebbero capirlo anche banchieri centrali e altri decisori, che invece molto spesso restano attaccati, e per troppo tempo, a modelli obsoleti.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2016-10-06\/perche-la-nuova-era-tassi-bassi-mette-discussione-manuali-economia-104949.shtml?uuid=AD6a40WB\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2016-10-06\/perche-la-nuova-era-tassi-bassi-mette-discussione-manuali-economia-104949.shtml?uuid=AD6a40WB<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vito Lops\u00a0 &nbsp; Una cosa \u00e8 certa. La nuova era dei tassi bassi (ribattezzata dal governatore della Fed Janet Yellen \u201cnew normal\u201d) sta mettendo in discussione alcuni principi di macroeconomia tutt\u2019oggi insegnati nelle universit\u00e0. L\u2019economia non \u00e8 una scienza esatta, ma una scienza sociale e come tale si evolve. 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