{"id":18862,"date":"2016-10-07T10:58:19","date_gmt":"2016-10-07T08:58:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18862"},"modified":"2016-10-07T10:58:19","modified_gmt":"2016-10-07T08:58:19","slug":"imparare-il-latino-e-il-greco-oggi-e-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18862","title":{"rendered":"Imparare il latino e il greco oggi (e domani)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Mariangela Caprara)<\/strong><\/p>\n<p>Nella discussione sul futuro del liceo classico in Italia \u00e8 molto usato, da parte dei suoi difensori, l\u2019argomento \u201cchi studia il greco e il latino diventa un eccellente professionista in qualunque campo\u201d. A parte il fatto che eccellenti professionisti si formano anche in molti altri modi, non amo molto questo tipo di difesa degli studi classici, perch\u00e9 attribuisce all\u2019apprendimento della lingua greca e latina una funzione \u2018ginnica\u2019 e preliminare rispetto a saperi altri, pi\u00f9 importanti e con maggiori prospettive di occupazione e appagamento personale.<\/p>\n<p>Mi sembra, insomma, che non promettiamo allo studente di liceo classico di diventare direttore del British Museum, o archeologo tra le sabbie d\u2019Egitto, o artista che innova una tradizione solidamente appresa; per rassicurarlo, gli promettiamo piuttosto di diventare avvocato, medico o scienziato. Questa mentalit\u00e0, diffusa dentro e fuori le aule dei licei classici, offende, mi pare, il valore autonomo della conoscenza storica, per di pi\u00f9 in un Paese come il nostro; mi piacerebbe piuttosto che la cultura greco-latina fosse nota al maggior numero possibile di persone, e che quindi anche nelle scuole non liceali gli studenti fossero messi di fronte, seriamente, a quel patrimonio di memoria e identit\u00e0. Certo, non con la traduzione, per tutti, dei testi scritti in quelle lingue.<\/p>\n<p>Il liceo classico deve rimanere l\u2019indirizzo frequentato da chi decide di approfondire e affinare da un lato competenze linguistiche, per mezzo dell\u2019apprendimento dei sistemi chiusi delle cosiddette \u2018lingue morte\u2019, dall\u2019altro competenze testuali, per mezzo dell\u2019esercizio di traduzione. Deve poi farsi strada l\u2019idea che questa scuola \u00e8 \u2018professionalizzante\u2019 nell\u2019ambito della ricerca storica, perch\u00e9 insegna a leggere e a interpretare le fonti di tipo testuale, con particolare attenzione a quelle letterarie. Qui cerco quindi di esporre la mia idea su cosa debba essere la traduzione degli autori antichi al liceo classico, e, pi\u00f9 in generale, su come potrebbe essere cambiata l\u2019intera impostazione del curriculum per ridare un senso pieno a questo indirizzo scolastico; un senso che non sia, come nella vaga dizione corrente, lo sviluppo dello spirito critico e delle <em>capacit\u00e0 logiche.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019idea dominante \u00e8 che la traduzione dal greco e dal latino sia il miglior <em>esercizio di logica<\/em>. Francamente mi pare un\u2019idea debole: oggi per sviluppare la logica di un adolescente abbiamo strumenti eccezionali anche nei videogiochi; abbiamo sempre avuto la matematica, la geometria. La logica, peraltro, potrebbe essere insegnata come disciplina autonoma: per ora, per\u00f2, non viene presa in considerazione nei programmi scolastici. L\u2019elemento distintivo della traduzione sta nel fatto che \u00e8 un\u2019operazione linguistica, ermeneutica, che non consiste solo nell\u2019applicazione di protocolli (dalla regola grammaticale alla traduzione meccanica), ma nel raggiungimento di una cifra comunicativa ed espressiva adeguata nel codice di arrivo.<\/p>\n<p>Tradizionalmente nel biennio (il vecchio \u2018ginnasio\u2019) l\u2019apprendimento del greco e del latino si realizza con un metodo deduttivo, all\u2019interno del quale trova naturalmente ampio spazio l\u2019esercizio che definisco \u2018meccanico\u2019 e che deve, sempre in una visione tradizionale, sviluppare la logica. Ora, tali esercizi meccanici male non fanno; ma giovano a pochi, e perdono molti, che (giustamente) in questa aridit\u00e0, a 14 e 15 anni, non hanno alcuna intenzione di stare. Per di pi\u00f9, l\u2019adolescente che sceglie il classico \u00e8 nella stragrande maggioranza dei casi uno che la matematica l\u2019ha amata poco, perch\u00e9 l\u2019ha capita pochissimo o zero (a causa spesso di cattivi insegnanti), e dunque mai potr\u00e0 essere lieto e alacre di fronte a quello che percepisce come un arido esercizio meccanico, bench\u00e9 non fatto di numeri, ma di parole.<\/p>\n<p>Insomma, credo che si debba fare attenzione a glorificare questo sviluppo della logica come effetto preminente dell\u2019esercizio di traduzione, per di pi\u00f9 intesa in chiave meccanica; attenzione, e l\u2019ho gi\u00e0 detto anni fa su queste e altre pagine, al metodo tipo \u201cTantucci\u201d, dove le versioni scelte per far esercitare gli alunni del biennio sono brani del De bello Gallico non contestualizzati, in cui per\u00f2 pare che si possano applicare facilmente (?) i protocolli appresi mnemonicamente attraverso lo studio della grammatica.<\/p>\n<p>\u00c8 bene, invece, che da subito, dal biennio, gli studenti si abituino all\u2019idea di una traduzione che sia anche, nel suo piccolo, atto creativo, che sia campo di scelte espressive, perch\u00e9 il testo tradotto deve essere capito nella sua interezza, e deve essere inquadrato in una tipologia (favola, mito, storiografia, aneddotica e cos\u00ec via); del testo sottoposto all\u2019osservazione devono diventare progressivamente percepibili i tratti stilistici, e dunque quegli elementi estetici che affinano la percezione anche dell\u2019italiano: deve trattarsi, dunque, in primo luogo, di una lettura. Attraverso il testo, gli studenti devono arrivare a una visione nitida del passato, sentire (lo intendo proprio come moto emotivo) che le voci degli autori sono vite che parlano, e che sono da ascoltare. Non esiste, quindi, traduzione senza contesto.<\/p>\n<p>Se devo tradurre Cesare, lo devo fare inquadrando bene Cesare in prospettiva storica, anche con dovizia di dettagli attinti proprio dalle sue opere. Tra l\u2019altro, gli studenti che scelgono da s\u00e9, e non solo per volont\u00e0 familiare, il liceo classico, sono assetati di queste conoscenze: le voci degli autori sono proprio ci\u00f2 che cercano, ma non le trovano di certo nei brani di versione, raggruppati negli eserciziari del biennio il pi\u00f9 delle volte in base alle \u2018regole\u2019 riconoscibili in essi, e non secondo un criterio tematico.<br \/>\nGli obiettivi che ho fin qui descritto sono tradizionalmente considerati tipici del triennio (il vecchio \u2018liceo\u2019), cio\u00e8 sono considerati raggiungibili da studenti che abbiano ben masticato la grammatica e imparato a praticare la traduzione meccanica nei primi due anni di studio della lingua: a questi studenti \u00e8 (finalmente) chiesto il salto di qualit\u00e0. Ma di fatto, al triennio, gli studenti non traducono con regolarit\u00e0, giacch\u00e9 nel tratto finale del liceo classico ci si deve impossessare delle nozioni di storia della letteratura greca e latina, bisogna conoscere i contenuti dettagliati delle opere e le biografie dei loro autori, e il tempo per andare quanto meno a sbirciare nei testi di cui si parla non c\u2019\u00e8; ne deriva, attualmente, il ricorso massiccio al testo con traduzione a fronte, un vero scandalo nel triennio del liceo classico, utile forse solo perch\u00e9 il docente possa dire \u201cho fatto questo, e questo, e quest\u2019altro\u201d, in un bilancio meramente quantitativo del lavoro svolto.<\/p>\n<p>Temo che in molti licei classici la didattica applicata ai testi in lingua consista tradizionalmente nella selezione di un numero x di paragrafi\/capitoli\/versi di questo o quell\u2019autore, che verranno letti e tradotti dall\u2019insegnante in classe, e poi richiesti a memoria, in italiano e con qualche domanda di lingua (grammatica) qua e l\u00e0, agli studenti, che oltre alla traduzione dell\u2019insegnante possono (naturalmente) usare quella reperibile su Internet. Quando all\u2019Esame di Stato arriva la traduzione di un testo, esteso ma coerente, pochissimi sanno da dove cominciare, moltissimi tentano di copiare, e i docenti sommessamente dettano nelle loro orecchie la soluzione dell\u2019enigma per non fare brutta figura con i colleghi, oppure per non far perdere punti alla propria scuola nelle classifiche nazionali. Si pu\u00f2 difendere il liceo classico senza denunciare questo stato delle cose?<\/p>\n<p>Dobbiamo essere seri.<\/p>\n<p>Cosa fare, quindi, di latino e greco dal primo giorno all\u2019Esame di Stato? Intanto, eliminare definitivamente, senza nostalgie, la tradizionale divisione del corso di studi tra biennio e triennio. Poi, decidere che non si pu\u00f2 trasmettere a studenti liceali la conoscenza di tutta la letteratura sia greca che latina, perch\u00e9 il risultato \u00e8 un\u2019infarinatura di nozioni, unita alla perdita di competenze utili alla traduzione. L\u2019apprendimento della lingua (sistema grammaticale pi\u00f9 lettura dei testi) deve cos\u00ec durare tre anni. In questo arco di tempo, trasversalmente alla lingua, deve essere insegnata la civilt\u00e0 greco-romana, come proposto gi\u00e0 adesso da alcuni libri di testo per il biennio. Per questo tipo di percorso i tempi devono essere distesi, e, ripeto, i testi non devono esser intesi solo come esercizi ginnici, ma come testimonianze storiche.<\/p>\n<p>Nella fase iniziale del percorso non \u00e8 indispensabile sottoporre agli studenti il testo originale di questo o quell\u2019autore: lo si pu\u00f2 facilitare, oppure corredare di note adeguate. Negli ultimi due anni si lavora su un canone ristretto di autori e\/o opere, selezionati dal Ministero e imposti gi\u00e0 all\u2019inizio del quarto anno: questi saranno oggetto della prova finale. Nel canone devono rientrare autori considerati senza dubbio esemplari, e testi anche di genere poetico. Gli alunni a questo punto dovranno tradurre i testi con le proprie forze, bench\u00e9 guidati dagli insegnanti, comprendendoli a fondo sul piano dei contenuti e diventando contemporaneamente sensibili all\u2019usus scribendi di ciascun autore e alle caratteristiche dei vari generi letterari.<\/p>\n<p>Nell\u2019esperienza dei docenti di greco e latino \u00e8 assodato che solo la consuetudine quotidiana, e protratta per mesi, con la lingua di Tucidide o di Cicerone rende tutti gli studenti, anche i pi\u00f9 deboli, capaci di orientarsi in un brano di questi autori; nei migliori, nei pi\u00f9 sensibili, i risultati al momento della traduzione sono strabilianti. L\u2019obiettivo trasversale, in questa impostazione, \u00e8 la conoscenza storica, quella tradizionale, quella dei fatti e delle fonti, che pu\u00f2 essere anche valutata in sede di esame finale per mezzo di un questionario o (meglio) di una esposizione scritta complementare alla traduzione.<\/p>\n<p>Riportare l\u2019accento sulla storia mi sembra urgente, dal momento che le riforme Moratti e Gelmini hanno reso davvero poco incisivo l\u2019insegnamento della storia nelle scuole di ogni ordine e grado: l\u2019ignoranza in questo ambito, anche in giovani istruiti, comincia a diventare evidente. Non esiste vera difesa della cosiddetta \u2018cultura umanistica\u2019 se non si prende atto, soprattutto a livello accademico, di quello che \u00e8 stato fatto alla storia nella scuola italiana. Il liceo classico \u00e8 chiamato dunque a riparare a questo danno, tempestivamente, e con le forze dei suoi insegnanti di latino e greco. Dunque mettiamo via quell\u2019idea grammaticale e poi \u2018ginnica\u2019 di traduzione, o di storia letteraria separata dalla traduzione degli autori: mettiamoci a raccontare la storia antica, e poi portiamo i testi, e magari, a forza di raccontare, e leggere, e capire, e discutere, almeno chi \u00e8 un Giulio Cesare gli studenti lo avranno imparato veramente.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=24594#more-24594\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=24594#more-24594<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Mariangela Caprara) Nella discussione sul futuro del liceo classico in Italia \u00e8 molto usato, da parte dei suoi difensori, l\u2019argomento \u201cchi studia il greco e il latino diventa un eccellente professionista in qualunque campo\u201d. A parte il fatto che eccellenti professionisti si formano anche in molti altri modi, non amo molto questo tipo di difesa degli studi classici, perch\u00e9 attribuisce all\u2019apprendimento della lingua greca e latina una funzione \u2018ginnica\u2019&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":18554,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/i_piu_importanti_blog_letterari__intervista_a_le_parole_e_le_cose-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4Ue","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18862"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18862"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18862\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18862"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18862"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18862"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}