{"id":18885,"date":"2016-10-08T10:00:29","date_gmt":"2016-10-08T08:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18885"},"modified":"2016-10-08T10:00:29","modified_gmt":"2016-10-08T08:00:29","slug":"cifre-inventate-sul-pil-renzi-si-gioca-le-ultime-carte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18885","title":{"rendered":"Cifre inventate sul Pil. Renzi si gioca le ultime carte"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONTROPIANO (Alessandro Avvisato)<\/strong><\/p>\n<p>Alla lunga lista delle forzature istituzionali, al limite e oltre l&#8217;incostituzionalit\u00e0, il governo renzi ha aggiunto un&#8217;altra perlina. Piuttosto rilevante: le cifre scritte nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza non hanno ottenuto il via libera, la cosiddetta \u201cbollinatura\u201d, da parte dell&#8217;Ufficio Parlamentare di Bilancio. E pensare che ci era sempre riuscito persino l&#8217;esperto di \u201cfinanza creativa\u201d, quel Giulio Tremonti sempre irriso dai megatecnici della Ue (Mario Monti, per dirne uno).<\/p>\n<p>Stiamo parlando della pi\u00f9 importante legge dello Stato, quella che decide entrate e uscite per il prossimo anno, quindi anche la lista dei beneficiati e dei tartassati. Una legge che deve ottenere il via libera anche dall&#8217;Unione Europea, che ne riscriver\u00e0 alcune parti oppure lascer\u00e0 perdere per non mettere in difficolt\u00e0 ulteriori l&#8217;unico governo possibile che obbedisca in pieno ad ogni ordine (le sceneggiate di renzi ad uso interno sollevano al massimo qualche sorrisetto). Il motivo di questa bocciatura \u2013 accompagnata da un giudizio altrettanto critico da parte della Banca d&#8217;Italia (non proprio un baluardo dell&#8217;opposizione, diciamo cos\u00ec\u2026) \u2013 \u00e8 noto da giorni: il governo \u201cstima\u201d che il Pil italiano crescer\u00e0 il prossimo anno dell&#8217;1%, nonostante anche i centri di ricerca pi\u00f9 ottimisti si fermino allo 0,6%. Confindustria, che pure ne mastica, si ferma addirittura allo 0,5.<\/p>\n<p>Decimali poco significativi per il profani, ma che spostano decisamente i limiti di quel che il governo pu\u00f2 fare oppure no. Si tratta di una differenza di quasi 7-8 miliardi (il Pil italiano viaggia intorno ai 1.600 miliardi annui), che implica anche qualche differenza nei rapporti percentuali col deficit e col debito. Pi\u00f9 il Pil atteso \u00e8 alto, migliore \u00e8 quel rapporto, pi\u00f9 soldi possono essere postati a fini elettorali. Referendari, per la precisione.<\/p>\n<p>Numeri campati in aria, si pu\u00f2 leggere tra le righe di critiche esposte con il linguaggio diplomatico d&#8217;obbligo per istituzioni dello stato, ma per nulla apprezzate in sede governativa. Le risposte dello stesso Renzi e soprattutto di Pier Carlo Padoan (ministro dell&#8217;economia ed ex capo-economista dell&#8217;Ocse) sono state piuttosto stizzite, ma prive di argomentazione credibile.<\/p>\n<p>Nessuno \u00e8 insomma in grado di rispondere a una domanda relativamente semplice: perch\u00e9 mai una riduzione del deficit dello 0,5% o il disinnesco delle clausole di salvaguardia (aumento del 2% dell&#8217;Iva, nel caso le previsioni fossero sbagliate) dovrebbero far lievitare il Prodotto interno lordo? AL massimo, spiegano i manuali di macroeconomia liberisti, la sterilizzazione dell&#8217;Iva evita di provocare altri danni, ossia di abbassare ulteriormente il Pil e i consumi. Non pu\u00f2 certo avere l&#8217;effetto opposto\u2026<\/p>\n<p>In ogni caso, le serie storiche \u2013 ossia la realt\u00e0 economica consegnata ormai alle statistiche \u2013 mostrano che quell&#8217;effetto non si \u00e8 mai verificato.<\/p>\n<p>Ci sono, nella legge di bilancio in gestazione, altre misure pro-crescita cos\u00ec potenti da far quasi raddoppiare la crescita attesa? A leggerla si direbbe di no (e lo dicono anche l&#8217;Upb e Bankitalia), ma il governo scommette di s\u00ec. Un po come in Fascisti su Marte, \u201crespirate e andrete avanti\u201d, anche se l&#8217;aria non c&#8217;\u00e8\u2026<\/p>\n<p>Per somma sfortuna, nelle stesse ore, anche il Fondo Monetario Internazionale rivedeva al ribasso la crescita attesa per l&#8217;Europa e dunque anche per l&#8217;Italia. Un +0,9% abbastanza vicina alla scommessa governativa, ma con una dinamica ribassista obbligata (crescita zero nel secondo trimestre, gi\u00e0 in archivio).<\/p>\n<p>La logica economica consiglierebbe prudenza, perch\u00e9 sforamenti eccessivi nel 2017 comporterebbero tagli paurosi \u2013 ordinati dalla Troika (Ue,Fmi e Bce) \u2013 nell&#8217;anno successivo. Ma qusto orizzonte sembra lontanissimo nella visione del governo in carica, che ha puntato tutte le sue speranze di sopravvivenza sul referendum del 4 dicembre. Quel che avverr\u00e0 nel 2018, insomma, non sar\u00e0 affar suo se vince il NO; e se dovesse anche vincere il s\u00ec la \u201cnuova costituzione\u201d gli assegnerebbe poteri eccezionali, oltre a un sistema mediatico al di sotto di ogni soglia di attendibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il poblema \u00e8 tutto nostro invece. Persino i \u201crenziani della prima ora\u201d \u2013 il gruppo Repubblica L&#8217;Espresso, per capirci \u2013 si mostrano ora fortemente preoccupati. Il debito pubblico, dopo anni di tagli, sacrifici, privatizzazioni, resta assolutamente intatto, intorno al 133,4% del Pil. E dire che grazie al quantitative easing della Bce i tasi di interessse sul debito pubblico sono quasi a zero. Significa che per finanziare o rifinanziare quel debito lo Stato spende la cifra pi\u00f9 bassa di tutta la sua storia. Era un&#8217;occasione \u2013 in ottica liberista \u2013 per ottenere risultati straordinari in termini di riduzione. E invece nulla. La montagna non \u00e8 stata neanche scalfita. Repubblica \u00e8 un giornale liberista che si atteggia a liberal, di solito mente ma stavolta, nella sua logica perversa, ha qualche ragione. Se Renzi non avesse usato tutto il margine consentito dai trattati europei e dal bazooka impugnato da Mario Draghi in regalie a pioggia per acquistare (in senso stretto) un po&#8217; di consenso popolare transitorio (gli 80 euro, gli sgravi alle imprese, i contributi azzerati a chi assume, ecc), quella montagna sarebbe ora un po&#8217; pi\u00f9 bassa e si lascerebbe scalare con pi\u00f9 facilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ovvio che se Renzi avesse fatto come consiglia Repubblica (e il Corriere, e Confindustria, e la Troika, ecc) non avrebbe avuto neppure quell&#8217;anno di popolarit\u00e0 che gli ha permesso di portare a casa provvedimenti ignobili come il Jobs Act, la \u201cbuona scuola\u201d, la \u201criforma costituzionale\u201d, ecc. Sarebbe stato individuato fin dal primo minuto come un cane feroce, antipopolare rapidamente messo da parte, come avvenuto con Monti e Letta.<\/p>\n<p>Il problema, per il grande capitale multinazionale europeo, \u00e8 che questo governo non appare capace di cambiare logica e passo. Sa solo promettere tempi migliori che non arrivano mai. E per crearsi un margine di credibilit\u00e0 per queste promesse, si \u00e8 ridotto a inventarsi anche una crescita economica al di l\u00e0 dell&#8217;immaginabile.<\/p>\n<p>Ne siamo certi. Se vince il NO la pazienza del capitale multinazionale finisce e per Palazzo Chigi verr\u00e0 scelto un \u201cvolto nuovo\u201d. Insomma, meno sputtanato.<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/05\/cifre-inventate-sul-pil-renzi-si-gioca-le-ultime-carte-084345\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/05\/cifre-inventate-sul-pil-renzi-si-gioca-le-ultime-carte-084345<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Alessandro Avvisato) Alla lunga lista delle forzature istituzionali, al limite e oltre l&#8217;incostituzionalit\u00e0, il governo renzi ha aggiunto un&#8217;altra perlina. Piuttosto rilevante: le cifre scritte nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza non hanno ottenuto il via libera, la cosiddetta \u201cbollinatura\u201d, da parte dell&#8217;Ufficio Parlamentare di Bilancio. 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