{"id":1956,"date":"2010-09-19T17:31:17","date_gmt":"2010-09-19T16:31:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1956"},"modified":"2010-09-19T17:31:17","modified_gmt":"2010-09-19T16:31:17","slug":"assassinato-john-kleeves","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1956","title":{"rendered":"Assassinato John Kleeves?"},"content":{"rendered":"<p>di Gianluca Freda fonte <a href=\"http:\/\/www.blogghete.blog.dada.net\">Blogghete<\/a><\/p>\n<p>Avevo sentito parlare <a href=\"http:\/\/www.romagnaoggi.it\/rimini\/2010\/9\/19\/171966\/\">dell&rsquo;omicidio di Rimini<\/a>, in cui un ingegnere di 62 anni, Stefano Anelli, ha ucciso la nipote Monica Anelli con un colpo di balestra al collo, per poi suicidarsi con lo stesso, improbabile sistema. Non avevo degnato la vicenda della minima considerazione, ritenendola uno dei tanti riempitivi con cui la stampa quotidiana svolge il proprio compito, che &egrave; quello di tenere lontani i lettori dalle notizie reali. Apprendo per&ograve; adesso una notizia che, se confermata, sarebbe sconcertante: Stefano Anelli sarebbe stato in realt&agrave; <a href=\"http:\/\/www.arcoiris.tv\/modules.php?name=Search&amp;testo=kleeves&amp;tipo=testo\">l&rsquo;uomo che scriveva saggi e teneva conferenze sotto lo pseudonimo di John Kleeves<\/a>.<\/p>\n<p>\tKleeves &egrave; un autore che attraverso i suoi libri e i suoi frequenti interventi in conferenze e dibattiti mira a denunciare i reali meccanismi di funzionamento del sistema geopolitico americano. Nelle conferenze, John Kleeves parla appunto con un forte accento romagnolo e se la sua identificazione con il presunto omicida\/suicida di Rimini fosse confermata (le <a href=\"http:\/\/www.romagnanoi.it\/News\/Romagna\/Rimini\/Cronaca\/articoli\/222989\/La-donna-solare-e-lartista-burbero.asp\">foto<\/a> pubblicate su internet non lasciano molto spazio a dubbi) la vicenda di cronaca acquisterebbe, a questo punto, un risvolto inquietante. Le modalit&agrave; del suo &ldquo;suicidio&rdquo;, come pure l&rsquo;arma utilizzata per condurlo a termine, sono a dir poco inconsuete e &ndash; se collegate ai molti interventi e saggi scomodi di cui Kleeves era stato autore &#8211; dovrebbero spingere gli inquirenti a prendere perlomeno in forte considerazione l&rsquo;ipotesi che il &ldquo;suicidio&rdquo; sia in realt&agrave; un delitto con inquietanti connotazioni rituali maturato in ambienti tutt&rsquo;altro che domestici e per cause ben diverse da quelle finora presentate dalla stampa.<\/p>\n<p>Kleeves stava da anni rivelando al pubblico gli interessi e le strategie reali che si nascondono dietro l&rsquo;agire dell&rsquo;America e il suo mito della &ldquo;democrazia&rdquo;. L&rsquo;anno scorso avevo pubblicato un suo <a href=\"http:\/\/blogghete.blog.dada.net\/post\/1207112982\/CINEMA+PER+RITARDATI\">intervento<\/a> relativo alle strategie di indottrinamento propagandistico portate avanti dal cinema americano, con particolare riferimento al film &ldquo;Forrest Gump&rdquo;.<\/p>\n<p>Giornali e TV, per adesso, non hanno minimamente menzionato la possibilit&agrave; che Stefano Anelli possa essere l&rsquo;uomo pi&ugrave; noto presso gli utenti del web e gli studiosi dei meccanismi del dominio statunitense con il suo pseudonimo di saggista. Kleeves aveva parlato spesso della messinscena dell&rsquo;11 settembre, della truffa del fantomatico &ldquo;terrorismo islamico&rdquo; e della tradizione degli Stati Uniti di autoinfliggersi attentati per giustificare le guerre con cui perseguono le proprie finalit&agrave; di dominio. I media stanno presentando Anelli al pubblico come un criminale, malato di eccentricit&agrave; e pieno di manie, ossessionato dalla nipote e ammiratore degli assassini di Erba, Olindo e Rosa Romano. Stanno per caso <span>&nbsp;<\/span>preparando la consueta &ldquo;damnatio memoriae&rdquo; dell&rsquo;intellettuale non allineato?<\/p>\n<p>Riporto di seguito una mail che Kleeves invi&ograve; il 30\/03\/2005 a Sherif el Sebaie, titolare del blog <a href=\"http:\/\/salamelik.blogspot.com\/\">http:\/\/salamelik.blogspot.com\/<\/a> . La mail &egrave; ripresa dal forum <a href=\"http:\/\/forum.escogitur.com\/index.php\/topic,50810.0.html\">Escogitur<\/a>, che l&rsquo;ha ripubblicata ieri. In alto, potete vedere un brano dell&rsquo;intervento di Kleeves al dibattito &ldquo;<em>L&#39;italia &egrave; una nazione Sovrana? Roma &#8211; Washington: alleanza e sudditanza<\/em>&rdquo;, che &egrave; scaricabile integralmente dal sito di <a href=\"http:\/\/www.arcoiris.tv\/modules.php?name=Search&amp;testo=kleeves&amp;tipo=testo\">Arcoiris<\/a>.<span>&nbsp;&nbsp; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>***<\/em><\/p>\n<p><em>Un collega mi ha segnalato il suo sito <a href=\"http:\/\/sherif.clarence.com\/permalink\/185532.html\">http:\/\/sherif.clarence.com\/permalink\/185532.html<\/a>, dove c&#39;&egrave; un suo scritto che mi chiama in causa; ed eccomi. Dallo scritto sembra che Lei abbia diffuso una recensione di un mio libro, che non specifica ma dovrebbe essere o il &quot;Vecchi Trucchi &quot; del 1991 o il &quot;Sacrifici Umani&quot; del 1993; evidentemente, quale che sia, lo ha ritenuto degno di menzione. La ringrazio per questo. Sembra che Lei abbia ottenuto critiche per la Sua iniziativa, conseguenti a critiche al sottoscritto, critiche al sottoscritto che pare abbiano anche fatto riferimento alla mia scelta di pubblicare sotto uno pseudonimo, quello di John Kleeves. <\/p>\n<p>\t<i>Anche Lei si chiede il perch&egrave; di questa mia scelta. Glielo dico volentieri. Quando io iniziai la mia attivit&agrave; pubblicistica contro gli Stati Uniti lo feci &#8211; nel 1991 &#8211; con il libro &quot;Vecchi Trucchi. Le strategie e la prassi della politica estera americana dalle armi nucleari in Europa all&#39;asservimento dell&#39;America Latina al traffico internazionale di droga ed altro&quot;. Non era un semplice libro &quot;antiamericano&quot;: vi erano cose nuove sugli Usa, delle interpretazioni e degli argomenti che avevo elaborato io e che erano obiettivamente micidiali, almeno sul piano concettuale o pubblicistico (che comunque &egrave; quello che conta), per la superpotenza in questione. Faccio un solo esempio, ma ce ne sono vari altri: il traffico di droga. In &quot;Vecchi trucchi &quot; io credo di avere rivelato un segreto assoluto della politica estera statunitense: la gestione del traffico internazionale di droga (eroina e cocaina) allo scopo di corrompere governi esteri. Gi&agrave; altri autori avevano evidenziato gli intrecci fra traffico di droga e entit&agrave; statali o parastatali statunitensi, e faccio solo i nomi di Richard Kunnes e di Alfred McCoy (due indubbi benemeriti della verit&agrave;), ma solo io ho offerto la spiegazione logica della cosa, solo io ho individuato il grande movente, quello che chiarifica e rende verosimile il tutto: non il danaro (che agli Usa non manca), non la corruzione di ufficiali e burocrati (che arriva solo l&agrave; dove la si lascia arrivare), ma un motivo di Stato, una vera politica estera, appunto un sistema per corrompere e asservire governi e quindi Stati esteri. Bene, come questo c&#39;erano in &quot;Vecchi Trucchi&quot; almeno altri 5\/6 argomenti nuovi e di analoga portata, altrettanti siluri lanciati contro gli Usa. Per ci&ograve; io scelsi di adoperare uno pseudonimo: in sostanza, perch&egrave; il mio attacco contro gli Usa era nuovo ed efficace, e pensavo che questi avrebbero potuto reagire.<\/p>\n<p>\tOra vedo che non avevano bisogno di farlo. Perch&egrave; sapevano quello che io ancora non sapevo, e cio&egrave; che il mio attacco, portato in Italia, sarebbe finito da s&egrave; in niente. L&#39;Italia &egrave; una colonia di fatto degli Usa: essa viene tenuta sotto con la repressione di fatto e con la censura di fatto. Qu&igrave; un autore d&#39;opposizione come me basta lasciarlo agli &quot;editori&quot; mediatici del luogo: quelli di massa (che rappresentano il regime, certo) per forza lo ignorano, quelli &quot;alternativi&quot; lo stampano, ma mai quel tanto che servirebbe per farlo uscire dalla ristretta e impotente cerchia degli &quot;intellettuali&quot;, mai quel tanto in breve che renderebbe la sua attivit&agrave; efficace. Adesso essere &quot;antiamericano&quot; &egrave; quasi di moda: le mosse Usa contro la Yugoslavia, e poi contro l&#39;Afghanistan e poi contro l&#39;Iraq hanno dimostrato che c&#39;&egrave; qualcosa di grosso che non va nella superpotenza &quot;democratica&quot; dell&#39;Occidente. Ora tutti fanno notare questo, almeno fra gli intellettuali che si ritengono pi&ugrave; radicali, ma allora non era cos&igrave;, allora ero solo a dire certe cose. Solo, oso dire, a livello internazionale (ha letto il Chomsky ante 1991, o anche quello di adesso? Riesce a vedere le fondamentali differenze di concetto sugli Usa che ci sono fra lui e me? Se vuole ne potremmo parlare). Per&ograve; adesso in Italia mi vengono a rinfacciare lo pseudonimo, dicono che mi ci nascondo dietro.<\/p>\n<p>\tGuardi, non &egrave; questione di pseudonimo. Quello &egrave; un pretesto per minimizzare e banalizzare le mie analisi antiamericane. Non usassi uno pseudonimo l&#39;attacco verrebbe da un&#39;altra parte. A quelle persone, a quegli italiani al cubo, potrei dire che forse l&#39;unico appunto che mi si pu&ograve; fare &egrave; di aver scelto male lo pseudonimo: anzich&egrave; quello di &quot;John Kleeves&quot; avrei dovuto usare quello di &quot;George Brown&quot;, lo pseudonimo che adoperava Giuseppe Mazzini quando risiedeva in Italia (fra l&#39;altro sotto questo nome mor&igrave; &#8211; in Italia &#8211; il &quot; padre&quot; dell&#39;Italia Unita). In ogni caso, pseudonimo o no, non mi sono mai nascosto, ho sempre dato la mia disponibilit&agrave; a presenziare a convegni e dibattiti, mostrando sempre la mia faccia accompagnata dalla mia inflessione romagnola. Cos&igrave; ho sempre detto e ripetuto ai miei editori, aggiungendo che mi bastava il rimborso delle spese di viaggio. Ma non mi invita nessuno. E quando capita che mi invitano poi mi &quot;tagliano&quot;: nel 1999 andai a un convegno della regione Lombardia a Milano gestito dal funzionario RAI Roberto Besana, ma poi quello mi disse che aveva perso la registrazione del mio intervento (fra le altre cose avevo detto di fronte a una platea che mi parve entusiasta che in Italia chi comanda non &egrave; il Presidente della Repubblica ma l&#39;Ambasciatore americano); gliela ricostruii a memoria ma poi la relazione del convegno &quot;salt&ograve;&quot; tutta e non rimase nulla di stampato. Nel 2003 mi intervist&ograve; il giornalista Rai Paolo Mondani per conto della trasmissione &quot;Report&quot;, dieci minuti di intervista filmata che scomparvero anche quelli (avevo accusato di truffa il FMI circa la faccenda Argentina e altre precedenti). Per quanto riguarda i miei editori non uno di loro (ne ho tre) ha mai organizzato una presentazione dei miei libri da loro stessi pubblicati, non una. Addirittura con uno di loro, la Societ&agrave; Editrice Barbarossa, sono attualmente in causa presso il Giudice di Pace di Milano per la riscossione dei diritti d&#39;Autore che mi spettano in base al contratto scritto. Fra l&#39;altro, nella causa in oggetto mi presento &#8211; ovviamente &#8211; con nome e cognome reali, e relativo pseudonimo. <\/p>\n<p>\tMa non sono un professore universitario. Forse sono un accademico, ma allora di niuna accademia. Avrebbe dovuto saperlo. In Italia c&#39;&egrave; un regime e chi prende la paga dal regime, come in primis fanno i dipendenti pubblici, non pu&ograve; non essere asservito al medesimo. Non pu&ograve; esistere un professore universitario che fa il John Kleeves dicendo quelle cose (vere) sul padrone Usa. Lei nomina il professor Cardini, ma il prof.Cardini &egrave; ben lungi dall&#39;essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi. Io invece sono un oppositore. Ed un oppositore vero, che aiuta chi sta dalla mia parte. Anche se con poca fortuna. Mi dispiace in particolare il caso dell&#39;Iraq. Se Saddam Hussein avesse letto &quot;Sacrifici Umani&quot; non avrebbe fatto lo sbaglio di liberarsi dell&#39;arsenale chimico-batteriologico sotto la pressione e le false promesse dell&#39;Onu: in quel libro dicevo che gli Usa nella Prima Guerra del Golfo si erano fermati non per diplomazia ma perch&egrave; decimati dalle testate chimiche irachene (si &egrave; poi visto negli anni: 30.000 morti, 380.000 contaminati fra gli &quot;Alleati&quot;). Se avesse letto il mio articolo &quot;Non abboccare Saddam&quot;, pubblicato su Internet (di pi&ugrave; non ho potuto fare perch&egrave; anche le testate pi&ugrave; insospettabili censurano alcuni miei scritti, guarda caso sempre i pi&ugrave; dannosi per gli Usa e tirapiedi vari tipo il Vaticano ) durante la missione Blix, forse avrebbe anche potuto evitare l&#39;attacco Usa del 2003: 100 o 145 o 300mila iracheni non sarebbero morti. <\/p>\n<p>\tParlerei per ore di queste cose ma ho gi&agrave; abusato della sua disponibilit&agrave; e devo concludere. Le chiedo solo se mi pu&ograve; dire quali critiche sono state portate in particolare a quel mio libro recensito: quali sarebbero secondo loro le cose sugli Usa che io ho scritto e che invece secondo loro non sarebbero vere? Rimango davvero ansioso di saperle, ma tanto. Se vuole pu&ograve; anche pubblicare questa mia lettera sul Suo blog. <\/p>\n<p>\tCordiali saluti, Rimini 30 marzo 2005<\/p>\n<p>\tJohn Kleeves<\/i> <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianluca Freda fonte Blogghete Avevo sentito parlare dell&rsquo;omicidio di Rimini, in cui un ingegnere di 62 anni, Stefano Anelli, ha ucciso la nipote Monica Anelli con un colpo di balestra al collo, per poi suicidarsi con lo stesso, improbabile sistema. Non avevo degnato la vicenda della minima considerazione, ritenendola uno dei tanti riempitivi con cui la stampa quotidiana svolge il proprio compito, che &egrave; quello di tenere lontani i lettori dalle notizie reali. 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