{"id":1964,"date":"2010-09-22T06:59:51","date_gmt":"2010-09-22T05:59:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1964"},"modified":"2010-09-22T06:59:51","modified_gmt":"2010-09-22T05:59:51","slug":"fortuna-e-incertezza-rientrano-in-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1964","title":{"rendered":"Fortuna e incertezza rientrano in societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Zygmunt Bauman &egrave; stato ospite della decima edizione del FestivalFilosofia, svoltosi a Modena, Carpi e Sassuolo tra il 17 e il 19 settembre scorsi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Il tema di quest&#39;anno &#8211; la fortuna &#8211; &egrave; stato introdotto da Remo Bodei con le parole: &quot;L&sup1;avvenire, il domani, pare aver riacquistato la sua natura di incontrollabile contingenza, di luogo di esplicazione di grandi forze che, in gran parte, sfuggono al nostro controllo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Seguono alcuni passaggi della relazione di Bauman, intitolata &quot;La societ&agrave; dell&#39;incertezza<\/em>&quot;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><strong>Marco Palla<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">&laquo;La modernit&agrave; &egrave; arrivata come una promessa, ben determinata a sfidare l&#39;incertezza, a condurre contro quella bestia dotata di tante teste una guerra di logoramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">I filosofi hanno giustificato l&#39;improvvisa abbondanza di orribili e crudeli sorprese, prodotte dalla violenza delle guerre di religione e da tante altre cause, con il ritiro di Dio dalla gestione della sua creazione, oppure con il malfunzionamento della creazione stessa e cio&egrave; con i capricci e le imponderabili stranezze della Natura, la quale finch&eacute; non viene incatenata dall&#39;ingegno dell&#39;uomo resta sorda alle sue necessit&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Emerse un ampio accordo sul fatto che l&#39;amministrazione umana del mondo dovesse essere urgentemente rivista, affinch&eacute; si potessere una volta per tutte chiudere i conti con i peggiori demoni dell&#39;incertezza: la contingenza, la casualit&agrave;, la mancanza di chiarezza, l&#39;indeterminazione.&raquo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Il filosofo si riferisce nell&#39;incipit alla fine della dominazione della sorte sulla vita degli uomini, che i pensatori del XVI e XVII secolo hanno visto nel disastroso terremoto di Lisbona (1755).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Voltaire, Rousseau e altri dissero dopo quell&#39;avvenimento: &quot;Non possiamo continuare ad essere in balia della natura, dobbiamo imparare a dominarla&quot;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">&laquo;La felicit&agrave; umana non sarebbe stata pi&ugrave; un dono del fato, ma il risultato di una pianificazione basata sulla conoscenza scientifica, positiva, e sulle sue applicazioni tecnologiche.&raquo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">&laquo;La gestione umana (che sostitu&igrave; la gestione divina n.d.r.) non &egrave; stata capace di rispondere alle aspettative del popolo, alimentate dalle generose assicurazioni dei dotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Molti concetti ereditati dal passato erano stati allora gettati via, ma quelli che li avevano sostituiti recavano con s&eacute; un volume d&#39;incertezza non inferiore.&raquo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">&laquo;Per i primi cento o duecento anni della guerra contro l&#39;incertezza &egrave; stato trascurato il fatto che nessuna convincente vittoria fosse registrata, i sospetti che l&#39;incertezza fosse compagna permanente dell&#39;esistenza umana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">essendo negati o non abbastanza dimostrati, cuindi prematuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Durante gli ultimi cinquant&#39;anni tuttavia si &egrave; diffuso un drastico cambiamento nella nostra visione del mondo, che ne condiziona parti ormai ancor pi&ugrave; fondamentali rispetto alla concezione dei nostri antenati sul ruolo della contingenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Nelle nuove teorie delle origini dell&#39;universo, dell&#39;evoluzione della vita sulla Terra, nelle descrizioni delle unit&agrave; elementari della materia, gli eventi casuali, cio&egrave; gli eventi imprevedibili e contingenti, sono stati promossi e innalzati dal grado di marginali fenomeni di disturbo della teoria a quello di fondamenti della teoria, di attributi primari della realt&agrave; e capitoli della sua spiegazione ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">La moderna concezione di ingegneria sociale si basava sull&#39;assunzione di ferre leggi che governavano la Natura, e che avrebbero reso l&#39;esistenza umana ordinata e regolata, una volta annullate le contingenze e le turbolenze. Ma negli ultimi cinquant&#39;anni dell&#39;esistenza di queste ferree leggi si &egrave; cominciato a dubitare fortemente, cos&igrave; come della possibilit&agrave; di concepire catene di cause ed effetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Oggi ci stiamo accorgendo che contingenza, casualit&agrave; e irregolarit&agrave; sono caratteristiche inalienabili di tutto l&#39;esistente, e perci&ograve; anche esse sono irremovibili dalla nostra vita sociale e individuale di esseri umani.&raquo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">&laquo;Il volume dell&#39;incertezza non &egrave; aumentato, ma &egrave; aumentata l&#39;intensit&agrave; delle nostre preoccupazioni e delle nostre ansie, e ci&ograve; &egrave; accaduto perch&eacute; lo scarto tra i nostri mezzi e i grandiosi compiti che ci troviamo a dover affrontare sono divenute evidenti, ovvie, pi&ugrave; minacciose rispetto a quelle che hanno conosciuto i nostri padri e i nostri nonni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Ci&ograve; che ci lascia in un&#39;incertezza ancor pi&ugrave; squallida &egrave; insomma la nuova percezione della nostra impotenza e il sospetto che essa sia insanabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Gli Stati sono indeboliti, e, costretti ad arrendersi alle pressioni dei poteri economici globali, affidano alla responsabilit&agrave; dei singoli individui un numero crescente di funzioni, che in precedenza erano di loro competenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Come ha illustrato Ulrich Beck (sociologo tedesco interessato alla globalizzazione e alla definizione di una teoria del rischio, autore di &quot;Che cos&#39;&egrave; la globalizzazione, Rischi e prospettive della societ&agrave; planetaria, Carocci, Roma, 1999 &#8211; n.d.r.), oggi ci si aspetta che le donne e gli uomini &#8211; singolarmente &#8211; trovino risposte individuali a problemi creati dalla societ&agrave;, che agiscano su s&eacute; stessi utilizzando solo le proprie risorse, e che sia assumano la responsabilit&agrave; delle proprie azioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">In altre parole, oggi siamo tutti &quot;individui per decreto&quot;, a cui viene ordinato di progettare le proprie vite, anche se non dovessero esserne capaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Per la maggior parte di noi, tuttavia, questa responsabilizzazione &egrave; una finzione bella e buona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">La maggior parte di noi non possiede le risorse n&eacute; le conoscenze per innalzarsi dalla condizione di &quot;individui per decreto&quot; alla condizione di &quot;individui di fatto&quot;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Ci mancano la conoscenza e la potenza richieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">La nostra ignoranza e la nostra incapacit&agrave; nel trovare soluzioni individuali a problemi collettivi sfociano in una perdita di autostima, nella vergogna per la nostra inadeguatezza, nell&#39;umiliazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\">Tutto ci&ograve; alimenta l&#39;esperienza di un continuo e coalescente stato di incertezza, dell&#39;incapacit&agrave; di assumere il controllo della propria vita; siamo condannati a vivere in una condizione simile a quella del plancton, battuto da onde di origine e intensit&agrave; sconosciute.&raquo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; min-height: 15px; font: 13px arial; color: #333233\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Sappiamo che molti disastri naturali hanno origine nella gestione della Natura da parte dell&#39;uomo. Sappiamo che la certezza sociale, a cominciare dalla certezza del lavoro e del sostentamento al nostro livello di vita, sono saltate indeterminatamente. Sappiamo che prima o poi arriver&agrave; un rovescio &#8211; individuale o sociale &#8211; a cui lo Stato non sapr&agrave; opporsi, quello<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Stato che accudisce per noi lo stato sociale che noi nutriamo con le nostre tasse. Sappiamo che il merito e lo studio non possono pi&ugrave; assicurarci un roseo futuro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Non abbiamo altro che le nostre forze su cui contare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>In altri termini le forze a disposizione di ciascuno sono parcellizzate ed enormemente calate in dimensioni e potenza &#8211; a meno di non calarci in qualche illusione di massa, dalla curva dello stadio alle osservanze cultuali &#8211; mentre i compiti da affrontare sono enormi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Possiamo solo dare risposte individuali a domande globali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>D&#39;altronde tutta le pi&ugrave; significative svolte nei nostri sistemi di pensiero fissano nel cielo come una costellazione il concetto di responsabilit&agrave; individuale: nella religione nonostante la predeterminazione (con la Riforma), nella scienza che studia l&#39;uomo e ne ricerca le potenzialit&agrave; nel materiale genetico (noi siamo portatori di una determinazione, quindi ne<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>siamo moralmente responsabili), e nella scienza che studia l&#39;ambiente dell&#39;uomo (ecologia).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>E ovviamente nella scienza che studia e circoscrive il comportamento dell&#39;uomo, la Legge che non accetta discriminazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><em>Per questo un Rom ci mette paura, perch&eacute; ci mostra l&#39;incertezza della nostra posizione umana. Per questo tendiamo &#8211; nei nostri peggiori impeti &#8211; a dare a lui la colpa di tutto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right; margin: 0px; font: 13px arial; color: #333233\"><strong>mp<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zygmunt Bauman &egrave; stato ospite della decima edizione del FestivalFilosofia, svoltosi a Modena, Carpi e Sassuolo tra il 17 e il 19 settembre scorsi. Il tema di quest&#39;anno &#8211; la fortuna &#8211; &egrave; stato introdotto da Remo Bodei con le parole: &quot;L&sup1;avvenire, il domani, pare aver riacquistato la sua natura di incontrollabile contingenza, di luogo di esplicazione di grandi forze che, in gran parte, sfuggono al nostro controllo. 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