{"id":2141,"date":"2010-10-28T08:02:54","date_gmt":"2010-10-28T07:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2141"},"modified":"2010-10-28T08:02:54","modified_gmt":"2010-10-28T07:02:54","slug":"cartello-petrolchimico-parte6-dow-chemical-e-alcoa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2141","title":{"rendered":"Cartello petrolchimico-parte6: Dow Chemical e ALCOA"},"content":{"rendered":"<p>Ci furono oltre 2000 accordi industriali (cartelli) tra la IG Farben e<br \/>\nindustrie straniere, incluse la Standard Oil, DuPont, Alcoa, Dow<br \/>\nChemical. La vera storia della IG Farben e delle sue attivit\u00e0 prima e<br \/>\ndurante la Seconda Guerra Mondiale non potr\u00e0 mai essere conosciuta<br \/>\nfino in fondo, in quanto tutti i documenti furono distrutti nel 1945,<br \/>\nimmediatamente prima della vittoria alleata sui nazisti. [1]<\/p>\n<p>La Dow Chemical si era impegnata ad estrarre magnesio gi\u00e0 nel 1915.<br \/>\nHerbert H. Dow aveva sviluppato una cella elettrolitica chiamata<br \/>\n&#8220;bathtube&#8221;. L&#8217;industria costru\u00ec il primo stabilimento nel 1916 a<br \/>\nMidland, Michigan. Come materia prima usava il cloruro di magnesio,<br \/>\nprodotto dalle acque salmastre di un profondo pozzo.<br \/>\nNel 1920 l&#8217;industria americana di magnesio era sotto regime<br \/>\nprotezionistico che imponeva proibitivi dazi doganali all&#8217;importazione<br \/>\ndi quel metallo. La Dow Chemical possedeva tutti i diritti di<br \/>\nproduzione e la IG Farben stava cercando di avere degli stabilimenti<br \/>\ndi produzione negli USA. Dow e IG Farben si unirono alla AMC (gruppo<br \/>\nALCOA) e fondarono la Magnesium Development Company (MDC) il 23<br \/>\nOttobre 1931, con la IG Farben che possedeva il 50% delle azioni.<br \/>\nAttraverso questa indiretta partnership della IG Farben con la MDC si<br \/>\narriv\u00f2 ad un contratto firmato l&#8217;1 Febbraio 1934 che formalizz\u00f2 l&#8217;uso<br \/>\ndi brevetti tra Dow, ALCOA e MDC.<br \/>\nNel contratto la Dow Chemical si impegnava a non esportare il magnesio<br \/>\nin Europa fino a tutto il 1938, con l&#8217;unica eccezione dell&#8217;inglese<br \/>\nMurex. La IG Farben pot\u00e8 quindi iniziare ad acquistare magnesio dalla<br \/>\nDow. L&#8217;accordo prevedeva che gli Usa avrebbero prodotto una quantit\u00e0<br \/>\nmassima di 4000 tonnellate annue. Qualsiasi produzione superiore<br \/>\nnecessitava dell&#8217;approvazione della IG Farben.[2]<\/p>\n<p>L&#8217;accordo del 1934 prevedeva anche la vendita alla IG Farben da parte<br \/>\ndella Dow di 600 tonnellate di magnesio, con opzione della stessa<br \/>\nquantit\u00e0 per gli anni successivi. Prevedeva inoltre che il magnesio<br \/>\nfosse ceduto ai tedeschi a 21 centesimi alla libbra, contro i 30c<br \/>\npagati dalle compagnie americane.[3]<br \/>\nSi arriva cos\u00ec nel 1938, quando la Germania produce da sola pi\u00f9<br \/>\nmagnesio di tutti i produttori mondiali messi assieme, raggiungendo il<br \/>\npicco di 34.000 tonnellate l&#8217;anno.[4]<\/p>\n<p>Quando la guerra ebbe inizio la Germania nazista stava producendo 5<br \/>\nvolte la quantit\u00e0 di magnesio prodotta negli USA.<br \/>\nMa perch\u00e8 ai nazisti serviva cos\u00ec tanto magnesio?<br \/>\nIl magnesio assolve ad una duplice funzione in ambito militare: nella<br \/>\nproduzione di bombe incendiarie e nella produzione di aeroplani.<br \/>\nQuesto metallo \u00e8 altamente infiammabile: \u00e8 estremamente<br \/>\nfacile da accendere quando \u00e8 in polvere ma estremamente difficile da<br \/>\nspegnere una volta acceso. Questa propriet\u00e0 fu usata per costruire le<br \/>\nbombe incendiarie che devastarono le citt\u00e0 durante la Seconda Guerra<br \/>\nMondiale. In alcuni raid aerei qualcosa come mezzo milione di bombe al<br \/>\nmagnesio del peso di un paio di kg furono lanciate sopra alle citt\u00e0<br \/>\ndesignate nel tempo di un&#8217;ora, causando devastanti tempeste di fuoco.<br \/>\nCon il magnesio si fanno anche delle leghe leggere ad alta resistenza,<br \/>\nessenziali per l&#8217;industria aeronautica. Gli aerei militari tedeschi,<br \/>\nfamosi per la loro velocit\u00e0 e manovrabilit\u00e0, erano costruiti usando<br \/>\ntali leghe al magnesio.<\/p>\n<p>ALCOA e Dow Chemicals furono essenziali nel procurare all&#8217;industria<br \/>\nbellica nazista tutto il magnesio e l&#8217;alluminio di cui aveva bisogno e<br \/>\nnel trasferire la tecnologia sviluppata negli USA alla IG Farben.<br \/>\nThurman Arnold, procuratore distrettuale degli USA, il suo assistente<br \/>\nNorman Littel e diverse investigazioni operate dal Congresso USA hanno<br \/>\nprodotto prove inconfutabili secondo cui alcuni dei maggiori monopoli<br \/>\namericani ebbero accordi con i nazisti.<br \/>\nIl pi\u00f9 noto di questi fatti fu il monopolio dell&#8217;alluminio ALCOA che<br \/>\nsi rese responsabile della carenza di alluminio che imped\u00ec agli USA di<br \/>\ncostruire aeroplani prima e dopo Pearl Harbour, mentre la Germania<br \/>\nnazista aveva forniture illimitate.<br \/>\n&#8220;Se gli USA dovessero perdere questa guerra si dovrebbe ringraziare<br \/>\nl&#8217;Aluminum Corporation of America (ALCOA)&#8221; H. Ickes, Segretario degli<br \/>\nInterni, Giugno 1941.[5]<\/p>\n<p>Otto Ambros, direttore della IG Farben, venne condannato dal tibunale<br \/>\ndi Norimberga per reati come schiavit\u00f9 e omicidi di massa, ma guadagn\u00f2<br \/>\nin poco tempo la libert\u00e0, esattamente come tutti gli alti dirigenti IG<br \/>\nFarben. Fu lui a decidere l&#8217;uso dello Zyklon B (prodotto dalla BASF)<br \/>\nnei campi di concentramento, e fu lui a scegliere Auschwitz come sede<br \/>\ndella IG Farben.<br \/>\nFu sempre lui, in qualit\u00e0 di esperto di armi chimiche della IG Farben,<br \/>\na presentare personalmente ad Hitler gli effetti dei nuovi gas nervini<br \/>\nprodotti: Sarin e Tabun. Forse fu per queste credenziali che la Dow<br \/>\nChemical decise di assumere Otto Ambros nel 1951.<br \/>\nMa non solo. Fu anche assoldato dall&#8217;U.S. Army Chemical Corps che<br \/>\nfece esperimenti segreti presso l&#8217;Edgewood Arsenal nel Maryland,<br \/>\nusando documenti di Auschwitz come guida.<br \/>\nEd ebbe importanti collaborazioni con alcune industrie (Chemie<br \/>\nGrunental, Telefunken), diventando anche consigliere di Adenauer. Alla<br \/>\nsua morte la BASF lo commemor\u00f2 come &#8220;espressiva figura imprenditoriale<br \/>\ndi grande carisma&#8221;. Nessun accenno alla tessera di iscrizione al<br \/>\npartito nazionalsocialista n\u00b06099289 del 1937.[6][7]<\/p>\n<p>Sono sempre simpatici questi nazisti che, condannati dal buon senso e<br \/>\ndalla magistratura internazionale, ricominciano a gestire<br \/>\nmultinazionali ed iniziano proficue collaborazioni con il &#8220;nemico&#8221;,<br \/>\ndimostrando come tecnologia e metodologia nazista troppo spesso si<br \/>\nconfondano con il cosiddetto Progresso.<br \/>\nLa Dow fu la prima multinazionale a ricevere una telefonata da<br \/>\nPinochet nel &#8217;73, subito dopo che i suoi militari assassinarono<br \/>\nAllende, il Presidente Cileno democraticamente eletto.<br \/>\nLa Dow fu calorosamente invitata a rientrare in Cile per continuare i<br \/>\nsuoi lucrosi affari. Invito che venne prontamente accolto e che un<br \/>\nalto funzionario Dow salut\u00f2 come il &#8220;miracolo&#8221; economico di Pinochet.<br \/>\n[8]<\/p>\n<p>Anche la Dow produsse l&#8217;Agent Orange ai bei tempi della guerra in<br \/>\nVietnam. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato. E come la DuPont e la Monsanto ha<br \/>\ncreato nel corso della sua &#8220;fortunata&#8221; carriera ogni schifezza<br \/>\npensabile. Si va dall&#8217;inquinamento per diossina fuoriuscita dagli<br \/>\nstabilimenti del Michigan al Dursban, il pi\u00f9 potente e nefasto<br \/>\npesticida mai inventato, particolarmente dannoso per i bambini,<br \/>\nforiero di neuropatologie e malformazioni fetali.<br \/>\nSono sicuro che non ci crederete: questo veleno fu sviluppato per la<br \/>\nprima volta dalla IG Farben negli anni &#8217;30<br \/>\ncome arma chimica. Fu poi commercializzato negli USA nel 1965 ma<br \/>\nbandito dall&#8217;EPA (Environmental Protection Agency) nel 2000. La<br \/>\nvendita per\u00f2 \u00e8 permessa fino allo smaltimento totale delle scorte. [9]<br \/>\nUn po&#8217; come l&#8217;amianto da noi.<\/p>\n<p>Port\u00f2 poi una ventata di novit\u00e0 inventando il Napalm, altra splendida<br \/>\nchicca dei bei tempi del Vietnam. Herbert D. Doan, all&#8217;epoca<br \/>\npresidente della Dow , dichiar\u00f2 che il Napalm era una buona arma per<br \/>\nsalvare delle vite. Sicuramente non si riferiva ai Vietnamiti.<br \/>\nE per salvare ulteriori vite umane speriment\u00f2 gli effetti della<br \/>\ndiossina su un centinaio di reclusi tra il &#8217;64 ed il &#8217;67. [10]<\/p>\n<p>Inutile sperare che non facesse sperimentazioni sugli animali.<br \/>\nDow e Bayer (toh, chi si rivede&#8230;) sono i maggiori produttori di<br \/>\nbisphenol-A, potente &#8220;distruttore endocrino&#8221; che pu\u00f2 causare problemi<br \/>\nriproduttivi, di sviluppo e cancro al seno ed \u00e8 usato dappertutto, dai<br \/>\nCD agli occhiali, dalle bottigliette ai giocattoli.<\/p>\n<p>E come dimenticare Bhopal? Beh, ma era Union Carbide la responsabile,<br \/>\ndirete voi. S\u00ec, una volta. Adesso \u00e8 Dow. Le morti dei lavoratori di<br \/>\nquella cittadina Indiana furono causate da esalazioni di acido<br \/>\ncianidrico, l&#8217;ingrediente principale del Zyklon B. Coincidenza? E<br \/>\nnonostante gli anni passino nessuna decontaminazione \u00e8 stata fatta dai<br \/>\nnuovi proprietari.<\/p>\n<p>La lista delle inumane invenzioni della Dow per favorire il Progresso<br \/>\n\u00e8 enorme. Datele un&#8217;occhiata<br \/>\nhttp:\/\/old.studentsforbhopal.org\/DirtyDow.htm#BisphenolA<br \/>\nNel nome della loro antica amicizia la BASF e la Dow hanno attualmente<br \/>\nin gestione comune l&#8217;enorme impianto chimico di Freeport, Texas,<br \/>\nchiamato Dow-Badische Company. Che abbiano voglia di produrre qualche<br \/>\nvariante del vecchio Zyklon B?<\/p>\n<p>Sia mai che la smettano di generare mostri, i cari vecchi nazisti<br \/>\ndella IG Farben.<\/p>\n<p>[1]Wall Street and the Rise of Hitler di Antony C. Sutton<br \/>\n[2]Magnesium technology: metallurgy, design data, applications di<br \/>\nHorst E. Friedrich,Barry L. Mordike, pg 8<br \/>\n[3]The Nazi Hydra in America: Suppressed History of a Century di Glen<br \/>\nYeadon,John Hawkins, pg 96<br \/>\n[4]http:\/\/www.magnesium.com\/w3\/data-bank\/article.php?<br \/>\nmgw=196&amp;magnesium=278<br \/>\n[5]http:\/\/www.emperors-clothes.com\/articles\/randy\/swas1.htm<br \/>\n[6] Secret Agenda di Linda Hunt<br \/>\n[7]http:\/\/www.wollheim-memorial.de\/en\/otto_ambros_19011990<br \/>\n[8]http:\/\/www.commondreams.org\/views05\/0418-31.htm<br \/>\n[9]http:\/\/dursban.net\/<br \/>\n[10]http:\/\/www.inerba.org\/Dossier\/La-vera-storia-degli-esperimenti-<br \/>\nmedici-sull-uomo.html<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte 1: la IG Farben<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1978\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1978<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-weight: bold; font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte 2: aiuti USA ai nazisti<\/strong><\/span><\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2002\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2002<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2033\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte 3: Rumsfeld<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2033\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2033<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte 4: Monsanto<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2056\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2056<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte5: DuPont<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2105\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2105<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte6: Dow Chemical e ALCOA<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2141\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2141<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte7: il dopoguerra<\/strong><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2193\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2193<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte8: Neuordnung<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2216\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2216<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif;\"><strong>Cartello petrolchimico-parte9: conclusioni<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/h2>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2216\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: 'Palatino Linotype', Palatino, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2247<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci furono oltre 2000 accordi industriali (cartelli) tra la IG Farben e industrie straniere, incluse la Standard Oil, DuPont, Alcoa, Dow Chemical. 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