{"id":2161,"date":"2010-11-01T10:45:19","date_gmt":"2010-11-01T09:45:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2161"},"modified":"2010-11-01T10:45:19","modified_gmt":"2010-11-01T09:45:19","slug":"localismo-e-magia-globalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2161","title":{"rendered":"Localismo e magia globalista"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Vic<\/b> (commento ad un articolo pubblicato su Comedonchisciotte.org)<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Il modello localista, chiamiamolo cos&igrave; per distinguerlo dal modello globalista, e&#39; interessante anche per due motivi collaterali: uno, e&#39; un modello estremamente ridondante, quindi robusto di fronte ad eventuali perturbazioni o disastri; due: rivaluta il know how della societ&agrave; locale, la sua capacit&agrave; di essere autonoma in caso di necessit&agrave;. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Con il modello globalista in pratica si delega il know how tecnologico a pochissime multinazionali superspecializzate nel loro settore, divenendone completamente dipendenti. E&#39; invece nell&#39;interesse di ogni nazione, o gruppo di nazioni con un medesimo sentire, di essere indipendenti su tutto per quel che riguarda il know how,. Dall&#39;artigianato su su fino all&#39;industria di punta. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">L&#39;umanit&agrave; non pu&ograve; permettersi di diventare fragilissima solo in nome dell&#39;efficienza produttiva. E&#39; sufficiente un evento naturale nemmeno troppo sconvolgente, per mettere fuori uso tutto il sistema di comunicazione satellitare. Di conseguenza i trasporti, le industrie, gli ospedali, tutto ci&ograve; che ruota attorno all&#39;informazione globale potrebbero venire bloccati. Non parliamo della difficolt&agrave; che ci sarebbe a reperire gente con le conoscenze adeguate per ripartire da un livello tecnologico &quot;d&#39;urgenza&quot;.<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Gli avvenimenti di questi giorni ce lo mostrano in modo evidente. E&#39; lampante che <st1:personname productid=\"la Francia\" w:st=\"on\">la Francia<\/st1:personname> dispone di riserve di combustibile dell&#39;ordine della settimana. Roba da matti, anzi da incoscienti. Probabilmente quasi tutti i paesi senza risorse petrolifere locali si trovano nella stessa situazione. L&#39;esempio va esteso per&ograve;. Come la mettiamo, per esempio, con le fabbriche di lampadine? Quanti paesi sono autosufficienti, cio&egrave; sono capaci di fabbricare le lampadine di cui abbisogna la popolazione? Adesso immaginiamoci ogni bisogno e chiediamoci, il nostro paese e&#39; in grado, ha gente e risorse in grado di produrre i beni necessari in caso di calamit&agrave;? <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Il degrado dovuto alla globalizzazione e&#39; un degrado di tipo &quot;magico&quot;. In che senso? Nel senso che troppi prodotti di cui facciamo uso ci sono familiari esteriormente, sappiamo come usarli, per&ograve; non abbiamo la minima idea di come vengano fabbricati, sappiamo solo vagamente secondo quali principi funzionano. Questo significa che non saremmo in grado di replicarli, perch&eacute; come societ&agrave; ci mancano coloro che sanno come fare, e poi mancano le infrastrutture adatte. Dunque questi oggetti in realt&agrave; funzionano &quot;per magia&quot;, chiamiamola pure magia tecnologia. C&#39;e&#39; qualcuno che sa costruirli, ma non siamo noi. Piovessero dal cielo come la manna sarebbe la stessa cosa. S&#39;intromette dunque il discorso del saper riparare, che equivale a quello del capire e del sapere, ed in fondo del saper fare. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Nei post di questo blog si adotta ormai troppo spesso un linguaggio di tipo militare: nemico, guerra, lotta. Basta, non se ne pu&ograve; pi&ugrave;! Distinguiamoci una buona volta dagli Yankee con la colt in mano per ogni minima discussione. Le rivoluzioni armate in genere producono solo disastri. Sono le evoluzioni a far progredire, invece. Evoluzione invece di rivoluzione. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Forse dobbiamo anche rivedere il concetto di forze armate, di esercito. Se l&#39;esercito serve a difendere uno stato, dovrebbe in primo luogo preoccuparsi di salvare il know how della societ&agrave;, di salvare mestieri indispensabili in caso di catastrofe, piccole e grandi industrie altrettanto indispensabili se putacaso i trasporti globali non funzionassero pi&ugrave;. L&#39;ottimizzazione centralizzata produce profitti per pochissimi, quelli che ottimizzano, ma rischi immensi per tutti gli altri, che nel frattempo non sanno pi&ugrave; fare niente. Se l&#39;esercito potesse salvare tutti i mestieri e le industrie di base sarebbe gi&agrave; un bel successo. Senza sparare un solo colpo! <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Una catastrofe prima o poi arriva sempre. Una volta si chiamava peste, invasione, molto prima si chiamava glaciazione. Oggi potrebbe chiamarsi con qualunque nome: indigenza diffusa, virus tal dei tali, crisi economica. Le cause di possibili emergenze sono numerosissime. Continuare a sperare in un modello senza ridondanze e&#39; proprio da imbecilli. Fu esattamente quel che fecero gli esperti dei rischi delle grandi banche, che ridevano dei rischi poco probabili, ridacchiavano dei cigni neri. Poi un bel giorno i cigni neri si sono materializzati, rischiando di smaterializzare il sistema finanziario globale. Ma a quanto pare nessuno ha capito la lezione. Si va avanti come e piu&#39; di prima. Peggio di prima, in quanto sono proprio i pi&ugrave; ancorati alla societ&agrave; locale quelli chiamati a pagare il prezzo dell&#39;irresponsabilit&agrave; degli ottimizzatori finanziari globalizzanti. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: arial\">Riscopriamo ordunque una societ&agrave; localista, adeguiamoci pure a vivere in un mondo ormai globale, ma per carit&agrave; non svendiamogli proprio tutto! Cerchiamo di costruire e produrre quello che ci serve con le nostre mani e con le nostre menti, anche se ci costa pi&ugrave; fatica, pi&ugrave; tempo. In cambio si rimette in moto il ciclo virtuoso dell&#39;economia locale dove quella globale svolgerebbe un ruolo da comprimario, non pi&ugrave; indispensabile. E&#39; l&#39;unica via per liberarci dalle troppe costrizioni calate dall&#39;alto, per magia, dai maghi della globalizzazione.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><o:p><font color=\"#000000\" face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vic (commento ad un articolo pubblicato su Comedonchisciotte.org) &nbsp; Il modello localista, chiamiamolo cos&igrave; per distinguerlo dal modello globalista, e&#39; interessante anche per due motivi collaterali: uno, e&#39; un modello estremamente ridondante, quindi robusto di fronte ad eventuali perturbazioni o disastri; due: rivaluta il know how della societ&agrave; locale, la sua capacit&agrave; di essere autonoma in caso di necessit&agrave;. 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