{"id":22,"date":"2009-06-02T12:17:45","date_gmt":"2009-06-02T12:17:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=22"},"modified":"2009-06-02T12:17:45","modified_gmt":"2009-06-02T12:17:45","slug":"manifesto-del-fronte-popolare-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=22","title":{"rendered":"Manifesto del Fronte Popolare Italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;Quello che segue non &egrave; il Manifesto di un partito che esiste e nemmeno di un partito che intendiamo fondare. Non siamo ingenui. E&#39; il manifesto del partito che vorremmo, del quale gli italiani e l&#39;Italia avrebbero bisogno. Ma gli italiani sono stati &quot;bipolarizzati&quot;, credono che la libert&agrave; consista nel votare lo schieramento di qua o quello di l&agrave; e non si accorgono che i due schieramenti sono al pi&ugrave; due correnti del medesimo partito. Anche i partiti minori, che pure si dichiarano radicali, si alleano o aspirano ad allearsi con l&#39;uno o con l&#39;altro schieramento. Soltanto una elite di italiani che formi un partito alternativo al partito unico delle due coalizioni (&egrave; questa la libert&agrave; politica; &egrave; questa la democrazia, altrimenti libert&agrave; politica e democrazia non sono nulla) potrebbe, forse, salvare la Repubblica. Intanto il tempo trascorre e la soluzione jugoslava alla crisi della Repubblica comincia a intravedersi all&#39;orizzonte, non certo come necessit&agrave; ma comunque come possibilit&agrave;. Servirebbe un Fronte. Un Fronte Popolare. Una unione di diversi. Il Manifesto enuncia quelli che dovrebbero essere i principi unificanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, la funzione che il Manifesto svolge &egrave; quella di prendere posizione, tracciare i confini, segnalare temi e in questo modo rendere organici i contributi che verranno pubblicati. La nostra &egrave; una rivista organica al partito che non c&#39;&egrave;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 30.9pt 0pt 0cm; text-align: left; line-height: normal;\"><strong>2 giugno 2009<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 30.9pt 0pt 0cm; text-align: left; line-height: normal;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 30.9pt 0pt 0cm; text-align: left; line-height: normal;\"><strong>di Stefano D&rsquo;Andrea<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">1. Muoviamo dall&rsquo;assunto che l&rsquo;uomo deve lavorare, col pensiero, con la parola o con il corpo, per l&rsquo;autoproduzione oppure per la produzione generale e vogliamo che la Repubblica sia fondata sul <em>lavoro<\/em>: <em>autonomo e subordinato<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">2. Ci auguriamo che il <em>lavoro subordinato<\/em>, alle dipendenze dei privati, possa progressivamente essere ridotto e intendiamo agire politicamente perch&eacute; ci&ograve; possa, almeno in parte, avvenire. La Costituzione prevede che &ldquo;la legge provvede&hellip; allo sviluppo dell&rsquo;artigianato&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">3. Non siamo contro <em>il capitale privato<\/em>, perch&eacute; sappiamo che ogni produzione implica capitale e lavoro e conveniamo che, in una certa misura, il rischio del capitale debba essere remunerato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">4. Le <em>rendite<\/em> per cos&igrave; dire naturali devono essere mantenute e, decurtate delle spese e del lavoro accessorio, devono superare di poco l&rsquo;inflazione. E pressoch&eacute; non devono esistere, sempre salve le spese e il lavoro accessorio, se non c&rsquo;&egrave; inflazione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">5.<em> Le rendite artificiali<\/em> &ndash; marchi, brevetti, &ldquo;diritti sportivi&rdquo; e ogni altra entit&agrave; immateriale elevata a &ldquo;bene&rdquo;&ndash; devono essere limitate sotto molteplici profili e in modo severo o addirittura eliminate. Esse sono come sono perch&eacute; il diritto le ha plasmate cos&igrave;. Allo stesso modo il diritto le pu&ograve; disfare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">6. Non siamo contro la possibilit&agrave; che esistano <em>banche<\/em> <em>private<\/em>. Ma ci battiamo perch&eacute; il popolo italiano riconquisti la <em>sovranit&agrave; monetaria<\/em>, ossia perch&eacute; sia ristabilita la sovranit&agrave; popolare sulla Banca d&rsquo;Italia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">7. Siamo per l&rsquo;abolizione del ruolo dei <em>promotori finanziari<\/em>. La tutela del risparmio non ne implica l&rsquo;esistenza e anzi &egrave; compatibile soltanto con una grave limitazione o con la eliminazione della funzione svolta dai promotori finanziari.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">8. Crediamo che il <em>diritto dei mercati finanziari<\/em> debba divenire oggetto di immensa riflessione, non solo da parte dei giuristi ma delle menti pi&ugrave; lucide che il popolo italiano &egrave; in grado di esprimere. Per ogni istituto introdotto negli ultimi anni, &egrave; necessario chiedere quali interessi sarebbero tutelati se esso venisse soppresso oppure sostituito con un diverso istituto, oppure, infine, se esso venisse disciplinato diversamente. &Egrave; una materia che va affrontata di petto e non conviene accettare il piano delle modifiche.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">9. Ammiriamo il <em>risparmio<\/em> e non crediamo che la legge debba promuovere l&rsquo;acquisto a debito di beni di consumo. La Costituzione dice che &ldquo;La Repubblica incoraggia &hellip; il risparmio&rdquo;, non il debito. E noi intendiamo essere il potere costituente della nostra Carta Costituzionale.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">10. <em>Il mutuo per l&rsquo;acquisto della prima casa<\/em> non pu&ograve; avere ad oggetto una somma superiore al cinquanta percento del prezzo e non pu&ograve; avere una durata superiore a quindici anni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">11. I <em>nuovi strumenti di indebitamento<\/em> &#8211; leveraged buy-out, contratti autonomi di garanzia, leaseback, credito al consumo, carta di credito &#8211; o sono gi&agrave; <em>invalidi<\/em> o devono essere qualificati invalidi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">12. Sappiamo che le leggi contro l&rsquo;indebitamento dei cittadini avranno come effetto un aumento del conflitto sociale. E tuttavia sappiamo anche che sar&agrave; possibile che il conflitto trovi una giusta composizione per effetto di una nuova <em>equilibrata politica dei redditi<\/em>. I problemi non vanno evitati ma affrontati e risolti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">13. La <em>crescita<\/em> o la <em>decrescita<\/em> sono il risultato di politiche giuridiche, ossia di politiche del diritto volte ad affermare principi economici, politici, culturali e ideali. Non sono un obiettivo: n&eacute; la crescita n&eacute; la decrescita. Sappiamo, peraltro, che un <em>rallentamento<\/em> sar&agrave; il risultato del perseguimento dei nostri obiettivi .<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">14. Prima di attivare le fonti rinnovabili, che comunque devono essere gi&agrave; da oggi studiate e progettate, dobbiamo evitare ogni spreco energetico. Ridurre i consumi e combattere gli sprechi di energia. Questi ci sembrano i principi direttivi. Poi attiveremo le fonti rinnovabili. Il risparmio, l&rsquo;austerit&agrave; e comunque la pudicizia nella spesa (spendere di nascosto): questo insegneremo ai nostri figli. E facciamo nostro l&rsquo;antico insegnamento che lo <em>spreco<\/em>, di qualunque cosa, &egrave; spregevole.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">15. L&rsquo;<em>inquinamento<\/em> <em>acustico<\/em>, l&rsquo;inquinamento <em>visivo<\/em>, l&rsquo;inquinamento <em>olfattivo<\/em> e l&rsquo;inquinamento <em>alimentare<\/em> sono le forme di inquinamento pi&ugrave; gravi e devono essere radicalmente combattute. L&rsquo;ambientalismo che non muova da questo assunto non ci interessa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">16. Dobbiamo sviluppare e insegnare ai nostri figli una religione civile della <em>Madre<\/em> <em>Terra<\/em>. La possibilit&agrave; di vivere con il proprio lavoro sulla propria terra deve essere promossa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">17. La <em>pubblicit&agrave;<\/em> deve essere ridotta. Una lenta ma inesorabile riduzione della pubblicit&agrave;: questa &egrave; la strada.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">18. Il termine <em>consumatore<\/em> deve essere bandito. Esistono soltanto il consumismo e la spesa equilibrata. Il consumismo &egrave; l&rsquo;atteggiamento e l&rsquo;ideologia dei drogati del consumo; il consumerismo magari fosse metadone: &egrave; la dose a basso prezzo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">19. <em>Mercato<\/em>, <em>libero mercato, libera concorrenza<\/em> e <em>libero scambio<\/em> sono <em>formule e concetti ideologi<\/em>. Talvolta, secondo le circostanze, pu&ograve; essere utile un <em>monopolio<\/em>. Ed &egrave; sempre necessaria la <em>programmazione<\/em>, che &egrave; una scelta umanistica, mentre l&rsquo;affidamento alle forze del &ldquo;mercato&rdquo; &egrave; di per s&eacute; nichilistico.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">20. Sappiamo che oltre alle tre funzioni esercitate dai tre poteri dello Stato esistono altre due funzioni, le quali non sono esercitate, se non in parte, da poteri o organi statali: <em>creare moneta<\/em> e <em>formare l&rsquo;opinione pubblica<\/em>. Entrambe devono essere sottratte al grande capitale e consegnate al popolo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">21. La libert&agrave; nella scelta dei <em>metodi educativi<\/em> &egrave; sacrosanta. Invece, <em>l&rsquo;obiettivo<\/em> dell&rsquo;educazione &egrave; un dato indiscutibile: che il giovane sia coraggioso, intelligente, colto, paziente, disponibile a sopportare immensi sacrifici per il raggiungimento degli obiettivi che si prefigge, magnanimo con i deboli e dignitoso con i potenti. La realizzazione di questo obiettivo non &egrave; affidata soltanto ai genitori, bens&igrave; anche alla Scuola; o soltanto alla Scuola, quando i genitori si rivelino inidonei o deliberatamente si sottraggano al loro sommo dovere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">22. Le funzioni essenziali della <em>Scuola<\/em> e dell&rsquo;<em>Universit&agrave;<\/em> sono due: formare gli uomini e valorizzare i talenti. La Scuola, se si tratta di Scuola tecnica, pu&ograve; eventualmente svolgere anche la funzione di fornire agli studenti notizie e tecniche utili a svolgere un lavoro. L&rsquo;Universit&agrave; e i licei, che non siano licei tecnici, mai.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">23. Bisogna ridare prestigio alla Scuola. Ma il prestigio presuppone il potere. Nella sfera di competenza della scuola, il <em>potere educativo<\/em> della medesima, se contrasta con l&rsquo;orientamento dei genitori dello scolaro, deve prevalere. La scuola deve sottrarre i giovani alle pretese e alle ansie dei genitori, per renderli uomini.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">24. La scuola non deve formare uomini moderni, bens&igrave; semplicemente <em>uomini<\/em>, che sappiano guardare dentro di s&eacute; e fuori di s&eacute;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">25. Muoviamo dalla consapevolezza della enorme superiorit&agrave; della <em>scrittura<\/em> rispetto alle <em>immagini<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">26. Sappiamo che la <em>televisione<\/em> &egrave; droga e in particolare sappiamo che &egrave; un narcotico.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">27. Sappiamo che i<em> narcotici<\/em> affievoliscono la <em>volont&agrave;<\/em> e cos&igrave; ostacolano l&rsquo;esplicazione delle <em>capacit&agrave;<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">28. La <em>scienza<\/em>, in tutte le sue specie, &egrave; libera e non soggetta a controlli. Il <em>finanziamento della ricerca<\/em> &egrave; statale o &egrave; indirizzato dallo Stato o pu&ograve; essere controllato dallo Stato. La <em>tecnologia<\/em> non &egrave; libera e, ricorrendo un interesse generale, pu&ograve; essere sottoposta sia a penetranti controlli sia a divieti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">29. Siamo favorevoli ad agevolare la <em>nascita<\/em> mediante la procreazione assistita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">30. Crediamo che debba essere riconosciuto finanche il diritto di seguire l&rsquo;usanza di antichi popoli, presso i quali gli anziani, avvertendo l&rsquo;avvicinarsi della fine, si isolavano dalla comunit&agrave;, si sedevano sotto un grande albero e attendevano la <em>morte<\/em> come ultimo tenero abbraccio della madre terra.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">31. La <em>vita<\/em> &egrave; piena, non vuota; &egrave; concreta non astratta. La vita &egrave; ci&ograve; che corre tra la nascita e la morte. L&rsquo;enorme importanza assunta, presso certe dottrine, soprattutto religioni, dalla nascita e dalla morte fa da contraltare al declino della vita. Il fenomeno deve esser invertito.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">32. Se la <em>chiesa cattolica<\/em> vuole essere una associazione, riconosciuta o non riconosciuta, come tutte le altre, pienamente legittimata ad esprimersi sulle scelte politiche del popolo italiano, deve prima rinunciare a tutti i privilegi concessi con il concordato e le leggi di revisione e deve cessare di essere uno Stato. Altrimenti deve stare in silenzio: pu&ograve; parlare ai cattolici; non ai politici italiani, n&eacute; ai cittadini italiani. Tutte le altre confessioni religiose, essendo prive dei privilegi della chiesa cattolica, devono essere libere di esprimere le opinioni che vogliono, anche sulle scelte politiche che il popolo italiano si trovi a prendere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">33. Quando il nostro interlocutore, nel discorrere di problemi politici &ndash; e ribadiamo di problemi politici &#8211; afferma &ldquo;io sono cattolico&rdquo;, noi gli rispondiamo: &ldquo;Non ci interessa minimamente. Cita le tue scritture sacre! Le parole delle sacre scritture, in particolare le parole di <em>Ges&ugrave;<\/em>, le ascoltiamo sempre volentieri e non ci interessa se chi le pronuncia &egrave; cattolico o meno.&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">34. Non abbiamo alcun interesse a mantenere gli attuali equilibri geopolitici. Forte o debole, vogliamo che <em>l&rsquo;Italia<\/em> sia indipendente ed autonoma: se debole, sar&agrave; comunque libera nella lotta. I nostri diritti e i nostri doveri sono sanciti dalla Costituzione Italiana; in Italia si trova la terra che amiamo; la lingua che parliamo &egrave; l&rsquo;Italiano.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">35. Che una maggiore <em>autonomia<\/em> (dallo Stato) degli enti territoriali e degli enti pubblici minori non territoriali sia in s&eacute;, sempre e comunque, preferibile ad una maggiore <em>eteronomia<\/em>, possono asserirlo soltanto gli sciocchi, coloro che sono in errore grave e coloro che sono in malafede.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">36. L&rsquo;<em>Europa<\/em> &egrave; una organizzazione internazionale. Si pu&ograve; desiderare una organizzazione internazionale che comprenda tutti i paesi europei e al contempo desiderare la distruzione dell&rsquo;Europa come essa oggi &egrave;: nel senso che si pu&ograve; volere l&rsquo;Europa come organizzazione internazionale e al contempo desiderare l&rsquo;abrogazione di tutti o di molti dei principi fondamentali enunciati dai Trattati europei e, quindi, la sostituzione dei principi abrogati con altri principi fondamentali.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">37. Una organizzazione internazionale <em>mediterranea<\/em> appare necessaria. E dovr&agrave; essere promossa ed attuata.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">38. L&rsquo;ONU sanciva la supremazia delle cinque potenze vincitrici. Ed &egrave; un bene che sia morta senza nemmeno essere stata combattuta. Le <em>organizzazioni internazionali mondiali a carattere politico<\/em> o sono paritarie ma al tempo stesso poco realistiche e concretamente mai realizzate o sanciscono la supremazia di alcuni Stati sugli altri e allora devono essere rifiutate per principio. Le <em>organizzazioni internazionali regionali a carattere politic<\/em>o possono essere paritarie ed efficaci e pertanto ne perseguiamo la formazione. In ogni caso, l&rsquo;Italia potr&agrave; aderire soltanto a organizzazioni mondiali a carattere politico che siano paritarie.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">39. La sudditanza culturale nei confronti degli <em>Stati Uniti<\/em> <em>d&rsquo;America<\/em> ha da lungo tempo superato i limiti del ridicolo. Bisogna liberarsene. Sono in gioco, non soltanto la dignit&agrave; e la personalit&agrave; del popolo e dello Stato italiano, ma la stessa concreta possibilit&agrave; di progettare il nostro destino.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">40. Non desideriamo dominare <em>altri popoli<\/em>: n&eacute; la terra, n&eacute; le acque, n&eacute; lo spazio, n&eacute; le onde, n&eacute; i mercati degli altri popoli. Ma <em>resistiamo<\/em> ad ogni volont&agrave; di potenza che intenda condizionare il popolo italiano in una o altra scelta politica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">41. Rifiutiamo la <em>guerra di aggressione<\/em> ad altri Stati, senza eccezioni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">42. I <em>diritti umani<\/em> sono uno strumento di imperialismo culturale e militare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">43. Invece le <em>Libert&agrave; fondamentali<\/em> sancite dalla nostra Carta Costituzionale sono inviolabili.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">44. I <em>Principi Fondamentali<\/em> della Suprema Carta sono sacrosanti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">45. Il <em>partito<\/em> che vogliamo avr&agrave; per nome <em>Fronte Popolare Italiano<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">46. Il <em>simbolo<\/em> del partito sar&agrave; l&rsquo;immagine del busto di <em>Garibaldi<\/em> con l&rsquo;aggiunta, in alto a destra dell&rsquo;acronimo e in basso della scritta &ldquo;Fronte popolare Italiano&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">47. I <em>capi<\/em>, per noi, non sono un tab&ugrave;. Preferiamo il termine Capo &#8211; o quelli di Comandante e Guida &#8211; ai termini correnti: Segretario, Presidente o addirittura Leader (che &egrave; un modo ipocrita per non indicare se il designato &egrave; un capo o un segretario). Coloro che sono acclamati da una collettivit&agrave; siano i capi. Se non vi &egrave; l&rsquo;acclamazione, la collettivit&agrave; elegga un presidente e promuova l&rsquo;emersione di uno o pi&ugrave; capi. Resta chiaro che le collettivit&agrave;, cos&igrave; come hanno il potere di scegliere i capi, hanno il potere di revocarli.<strong> <\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">48. Siamo <em>pazienti<\/em>. E per questo i progetti ci appaiono realizzabili.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">49. La storia ha dimostrato che fedi, fedelt&agrave; e idee hanno una vita pi&ugrave; lunga di quella degli uomini. Perci&ograve; siamo disposti a perseguire <em>risultati che potrebbero verificarsi dopo la nostra morte<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">50. Detestiamo l&rsquo;<em>ipocrisia<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">51. <em>L&rsquo;umanesimo<\/em> &egrave; la nostra bandiera. Invece, l<em>&rsquo;umanitarismo<\/em> ci infastidisce, tra l&rsquo;altro perch&eacute; indebolisce ogni buona idea e ogni giusta posizione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">52. Siamo curiosi di <em>storia<\/em> e ci interessa il <em>futuro<\/em>, non la fantascienza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">53. Non odiamo il <em>denaro<\/em>, ma siamo fieri di non amarlo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">54. Siamo per i rapporti di <em>amicizia<\/em> ma apprezziamo chi <em>ammira<\/em> e chi <em>rispetta<\/em>; ci fa pena, invece, chi <em>omaggia<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">55. Abbiamo o non abbiamo la fede, ma siamo <em>fedeli<\/em> ai Principi espressi nel nostro Manifesto e perci&ograve; non ondeggiamo nel nulla.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-right: 30.8pt;\">56. Militiamo nel Fronte Popolare Italiano e riconosciamo che il <em>proselitismo<\/em> &egrave; il primo dovere del militante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Quello che segue non &egrave; il Manifesto di un partito che esiste e nemmeno di un partito che intendiamo fondare. Non siamo ingenui. E&#39; il manifesto del partito che vorremmo, del quale gli italiani e l&#39;Italia avrebbero bisogno. 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