{"id":2203,"date":"2010-11-05T16:03:53","date_gmt":"2010-11-05T15:03:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2203"},"modified":"2010-11-05T16:03:53","modified_gmt":"2010-11-05T15:03:53","slug":"iraq-dove-la-guerra-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2203","title":{"rendered":"Iraq, dove la guerra continua"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Christian Elia<\/b> fonte <a href=\"http:\/\/www.peacereporter.it\">Peace reporter<\/a> A seguire <strong>Un paese a pezzi <\/strong><span style=\"color: #333333; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it\">di <strong>Ghassan Charbel <\/strong>fonte <a href=\"http:\/\/www.canaledisicilia.blogspot.com\">canaledisicilia<\/a> da Al-Hayat<\/span><o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><font face=\"Calibri\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Sunniti contro sciiti e cristiani, nell&#39;impotenza delle forze di sicurezza irachene<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Il <b>22 febbraio 2006<\/b> &egrave; stato uno dei giorni pi&ugrave; drammatici della storia millenaria dell&#39;Iraq. Del mondo islamico in generale. La <b>cupola d&#39;oro<\/b> della <b>moschea di Samarra<\/b>, mausoleo sciita dove riposano due dei dodici imam pi&ugrave; venerati, cento chilometri da Baghdad, collass&ograve; per effetto di un <b>attentato devastante<\/b>. In una settimana la rabbia sciita caus&ograve; la <b>distruzione <\/b>di almeno <b>cento moschee sunnite<\/b> e la <b>morte <\/b>di <b>mille e cinquecento persone<\/b>.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Per molti quel giorno segna il punto di non ritorno della<b> <a href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/22134\/Al-Zawahiri+chiama+alla+guerra+santa+in+Iraq.+Contro+gli+sciiti\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\">lotta interconfessional<\/span><\/a><a href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/22134\/Al-Zawahiri+chiama+alla+guerra+santa+in+Iraq.+Contro+gli+sciiti\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\">e<\/span><\/a><\/b>, nel cuore dell&#39;Islam e dell&#39;Iraq. Negli ultimi anni le cose erano andate meglio, fino allo spostamento del grosso delle truppe Usa nel Paese,<b> <\/b><\/font><\/font><a href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/23892\/Iraq,+It%27s+Over\" target=\"_blank\"><b><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">reindirizzate <\/font><\/span><\/b><\/a><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">verso l&#39;Afghanistan. L&#39;azione di ieri, per&ograve;, con almeno <b>undici cariche esplosive piazzate in quartieri sciiti di Baghdad<\/b>, che hanno <b>ucciso <\/b>almeno <b>cento persone<\/b>, hanno riportato l&#39;attenzione su una tensione che divide l&#39;Islam, non solo in Iraq. Il vaso di Pandora &egrave; stato aperto e adesso &egrave; molto difficile richiuderlo.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">L&#39;Iraq &egrave; <b>senza governo da marzo<\/b>, quando le elezioni sono state vinte da <b>Iyad Allawi<\/b>, l&#39;unico candidato che ha fatto del discorso multireligioso un punto fermo del programma. Il premier uscente<b> Nouri al-Maliki<\/b>, per&ograve;, ha giocato il tutto per tutto e, sciita come Allawi, ha radicalizzato le sue posizioni, avvicinandosi all&#39;<b>ayatollah sciita radicale Moqtada al-Sadr<\/b>, che molti ritengono <\/font><a href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/21846\/Elezioni+in+Iraq,+vince+l%27Iran\" target=\"_blank\"><b><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">manovrato <\/font><\/span><\/b><\/a><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">dall&#39;<b>Iran<\/b>, Paese dove si &egrave; rifugiato da tre anni. L&#39;ultimo tentativo di <b>mediazione saudita<\/b>, che guarda con preoccupazione all&#39;evoluzione politica (e religiosa) delle faccende irachene, &egrave; naufragata. <br \/>\n\tL&#39;Iraq sembra sempre pi&ugrave; vicino alle posizioni sciite pi&ugrave; radicali e i gruppi sunniti, alcuni dei quali ritenuti vicini ad <b>al-Qaeda<\/b>, si fanno sentire per imporre la loro agenda, ostile all&#39;influenza iraniana.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">I gruppi sunniti pi&ugrave; radicali parevano essere stati messi fuori gioco, dopo che il <b>generale statunitense Petraeus<\/b> (spostato anche lui in Afghanistan), era riuscito a comprare la fedelt&agrave; dei cosiddetti <b><a href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/12268\/Ai+sunniti+non+va+gi%F9+il+disarmo\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\">Consigli del Risveglio<\/span><\/a><\/b>, milizie tribali sunnite, che si erano occupate di ripulire le loro zone dagli &#39;stranieri&#39;, come vengono chiamati i mujhaiddin internazionalisti accorsi da tutto il mondo islamico dopo l&#39;invasione della Coalizione internazionale del <b>2003<\/b>. Appena gli Usa hanno allentato la presa, per&ograve;, gli sciiti al governo &#8211; al-Maliki in testa &#8211; <b>non hanno rispettato i patti<\/b>, rifiutandosi di coinvolgere i sunniti delle milizie nell&#39;esercito e nella polizia. Questo ha riportato molti sunniti sulle antiche posizioni radicali, anche perch&eacute; la deriva sciita del Paese e la crescente influenza iraniana preoccupa pure loro.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Nel mezzo di questa lotta di posizione si viene a trovare, indifesa, la<b> comunit&agrave; cristiana<\/b>. Domenica <b>31 ottobre<\/b>, a Baghdad, un commando ha assaltato una chiesa cristiana. <b>Quarantaquattro le vittime<\/b>, tra assalitori, ostaggi e forze di sicurezza irachene che (appoggiate dagli Usa) hanno fatto irruzione nel luogo di culto. Sparando all&#39;impazzata, secondo le ricostruzioni. Lo <b>Stato Islamico d&#39;Iraq (Isi)<\/b>, sigla ritenuta vicina ad al-Qaeda, ha rivendicato l&#39;assalto, definendo i cristiani &#39;&#39;bersagli legittimi&#39;&#39;.<\/p>\n<p>\tL&#39;accusa, senza riscontri, &egrave; alla <b>chiesa cristiana copta d&#39;Egitto<\/b>. Secondo gli integralisti, due donne copte si sarebbero convertite all&#39;Islam e per questo sarebbero &#39;detenute&#39; in un convento al Cairo. <br \/>\n\tL&#39;Isi aveva dato un ultimatum di due giorni per liberare le due donne. <br \/>\n\tLa vicenda pare, a prescindere da eventuali riscontri, un pretesto per proseguire quella <b>&#39;pulizia etnica&#39; denunciata dal <a href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/24955\/Medio+Oriente,+il+Sinodo+della+discordia\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\">Sinodo<\/span><\/a> Vaticano sul Medio Oriente<\/b> nei giorni scorsi. Obiettivo delle frange estremiste, sunnite e sciite, &egrave; quello di liberarsi della comunit&agrave; cristiana per dividersi il nuovo Iraq.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Una lotta sanguinosa che la polizia e l&#39;esercito iracheno non paiono in grado di contrastare. L&#39;amministrazione Usa, dal 2004 a oggi, ha speso <b>ventidue miliardi di dollari<\/b> nella formazione di poliziotti e soldati iracheni, nel tentativo di affidargli l&#39;ordine pubblico. La situazione, come dimostrano i fatti degli ultimi giorni, &egrave; molto lontana dall&#39;essere sotto controllo. Un&#39;inchiesta del <b><i><a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2010\/10\/25\/world\/middleeast\/25baghdad.html\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #1e5a32; text-decoration: none; text-underline: none\">New York Times<\/span><\/a><\/i><\/b>, pubblicata il <b>24 ottobre<\/b> scorso, emerge che la <b>dipendenza da alcool e droghe <\/b>tra le forze di sicurezza irachene &egrave; dilagante.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">&#39;&#39;Ho iniziato nel 2004&#8230;dopo un mese di turni continui&#39;&#39;, racconta al <i>Nyt <\/i><b>Jasim Harim<\/b>, 29 anni, soldato di stanza a Baghdad.&nbsp;&#39;&#39;Mi sentivo un bersaglio disegnato addosso, mi pareva che tutti volessero uccidermi. Mantenere la calma era impossibile&#8230;sono scivolato lentamente nelle droghe. Adesso non riesco pi&ugrave; a farne a meno&#39;&#39;. Si va dalle tradizionali <b>eroina, hashish e marijuana<\/b> fino a una versione iraniana del Valium, chiamata <b>Sangue<\/b>, per il colore rosso della scatola. Passando per l&#39;<b>Abu Hajib<\/b> (Sopracciglia del padre) e il <b>Labenani<\/b>, ma non mancano <b>anfetamine <\/b>e <b>antidepressivi<\/b>. Molto diffuso anche lo &#39;sciroppo&#39;, nome in codice della vecchia grappa <b>Arak<\/b>, nascosta in flaconi di medicinali. &#39;&#39;Il problema &egrave; dilagante&#39;&#39;, spiega il colonnello dell&#39;esercito iracheno <b>Muthana Mohammed<\/b>, seppur il ministero della Difesa di Baghdad smentisce. &#39;&#39;Credo che la met&agrave; degli uomini di esercito e polizia abbiamo questo problema. Quando arrestano uno spacciatore, lo rilasciano e lo fanno lavorare per loro. Ma il dramma non riguarda solo i militari, tutta la societ&agrave; irachena &egrave; nei guai. La roba arriva da Iran e Afghanistan e il traffico &egrave; gestito dai guerriglieri che si autofinanziano&#39;&#39;.<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><strong><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><o:p>UN PAESE A PEZZI<\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/strong><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\"><span style=\"color: #333333; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Ghassan Charbel <\/b><\/span><font color=\"#000000\">fonte <a href=\"http:\/\/www.canaledisicilia.blogspot.com\">canaledisicilia<\/a> da Al-Hayat<\/font><\/font><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"color: black; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #333333; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\">&ldquo;L&#39;America uscir&agrave; a pezzi dall&#39;Iraq&rdquo;, cos&igrave; dice il politico iracheno, con un sorriso stampato sul volto. Ricordo di aver sentito questa espressione, o qualcosa di simile, molte volte nei mesi scorsi in numerose capitali arabe.<\/p>\n<p>\tAnche a me piacerebbe che l&#39;America uscisse malridotta dall&#39;Iraq. Ma non &egrave; destino che questa avventura folle finisca necessariamente cos&igrave;. Chi conosce l&#39;Iraq e la regione non &egrave; rimasto sorpreso dal fallimento americano. Sarebbe stato da arroganti ed ingenui credere che l&#39;apparato militare americano potesse essere in grado di piantare la democrazia sulle macerie del regime di Saddam Hussein; cos&igrave; come credere che la pianta seminata con la forza potesse germogliare nel suo campo e modificare l&#39;ambiente del Medio Oriente, considerato il responsabile della nascita di attentatori suicidi e militanti che invitano al conflitto mondiale e all&#39;annientamento dell&#39;Altro.<br \/>\n\t<\/font><br \/>\n\t<font size=\"3\">E&#39; un diritto del politico arabo dire che l&#39;America uscir&agrave; dall&#39;Iraq crivellata. E&#39; suo diritto gioirne perch&eacute; la politica americana, soprattutto sulla questione delle protratte ingiustizie inflitte al popolo palestinese, ha generato una grande rabbia. Ma &egrave; forse un suo diritto considerare questa frase come un cuscino sul quale dormire sonni sereni?<\/p>\n<p>\tOgni volta che sento questa frase pensieri e visioni mi assalgono. Gli Stati Uniti uscirono malridotti dalla guerra di Corea. Hanno assorbito le perdite, fasciato le ferite e dopo un decennio si sono imbarcati nella guerra del Vietnam. Sono usciti dal Vietnam e dopo meno di un ventennio hanno festeggiato la scomparsa dell&#39;Unione Sovietica, la quale aveva avuto un ruolo importante nella sconfitta in Vietnam. Oggi, a distanza di decenni, la Corea del Nord sembra malridotta dall&#39;opera di un dittatore che esercita il suo potere con arsenali di razzi e fame, un artista del ricatto atomico e della violazione del diritto internazionale che dorme al sicuro su di un cuscino nucleare. Allo stesso tempo il Vietnam che mise in ginocchio l&#39;America si prodiga in ingenti sforzi per attirare turisti ed investitori statunitensi.<\/p>\n<p>\tLa Francia usc&igrave; bastonata dall&#39;Algeria. Dovette uscirne umiliata e piena di vergogna. Gett&ograve; uno sguardo nuovo sulle sue istituzioni. Ha metabolizzato la sconfitta e guardato al futuro. Ha intrapreso la strada della stabilit&agrave; e la ricerca della prosperit&agrave;. Chi pu&ograve; censire il numero di giovani algerini che sognano di emigrare nel Paese che ha crivellato i propri genitori? La storia delle carrette del mare non ha bisogno di spiegazioni. Le istituzioni si recuperano dalla sconfitta e ne superano le conseguenze. L&#39;assenza di istituzioni vanifica le vittorie e apre la strada all&#39;autoritarismo, al fallimento economico e ad una serie di guerre civili.<br \/>\n\tHo sentito questa frase a Baghdad ed ho pensato ad un Iraq a pezzi. L&#39;ho sentita a Sana&#39;a ed ho pensato ad uno Yemen a pezzi. L&#39;ho sentita a Beirut ed ho pensato ad un Libano a pezzi. L&#39;ho sentita anche in altre capitali di Paesi arabi lacerati.<\/p>\n<p>\tSiamo un Paese a pezzi. Malato. Che morir&agrave; di morte naturale o assassinato. La costituzione &egrave; assente, e quando c&#39;&egrave; viene disprezzata. Nessuna istituzione vigila, sorveglia o si ritiene responsabile. Nessuna istituzione garantisce diritti o dignit&agrave;. Le nostre universit&agrave; sono fabbriche che tengono i disoccupati al riparo dal lavoro, che sfornano generazioni che odiano il mondo, incapaci di impegnarvisi e di accettare le regole della differenza e della concorrenza. Le nostre scuole sono fabbriche che imbrigliano le potenzialit&agrave; e l&#39;immaginazione. I nostri parlamenti sono teatri comici. Le istituzioni non esistono o sono di cartone. L&#39;idea di Stato &egrave; assente.<\/p>\n<p>\tE&#39; una tragedia. Festeggiamo l&#39;America che se ne va via crivellata e dimentichiamo di vivere in un Paese ridotto a brandelli. Un Paese che affonda nel pantano dell&#39;ingiustizia e dell&#39;oscurit&agrave;, in un mare di povert&agrave;, paura, indecisione e puritanesimo. Un Paese che trascura l&#39;avvenire dei suoi cittadini e delle generazioni future e che si rifiuta di riconoscere di essere stato lacerato dalla Storia.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><o:p><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Christian Elia fonte Peace reporter A seguire Un paese a pezzi di Ghassan Charbel fonte canaledisicilia da Al-Hayat &nbsp; Sunniti contro sciiti e cristiani, nell&#39;impotenza delle forze di sicurezza irachene Il 22 febbraio 2006 &egrave; stato uno dei giorni pi&ugrave; drammatici della storia millenaria dell&#39;Iraq. Del mondo islamico in generale. 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