{"id":2301,"date":"2010-11-29T13:16:34","date_gmt":"2010-11-29T12:16:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2301"},"modified":"2010-11-29T13:16:34","modified_gmt":"2010-11-29T12:16:34","slug":"uniti-e-diversi-documento-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2301","title":{"rendered":"UNITI E DIVERSI: documento politico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"2\">Il processo iniziato a Torino per la costituzione del partito alternativo al partito unico delle due coalizioni fa grandi passi avanti.&nbsp;Offro in lettura&nbsp;un <strong>documento politico<\/strong>, importante non soltanto per il contenuto, bens&igrave; anche perch&eacute; sottoscritto da <strong>Massimo Fini <\/strong>per conto di <strong>Movimento Zero<\/strong>. E&#39; una&nbsp;novit&agrave; di grande rilevanza, che mi riempie di gioia. Se il mio socialismo mi impedisce di essere antimoderno nel senso estremo e un po&#39; irrealistico .- ma culturalmente importante &#8211; di Massimo Fini, ci&ograve; non toglie che sia fondamentale che il partito nasca con una componente decisamente antimoderna. Se poi consideriamo che i miei amici mi chiamano il Mullah (Omar), i lettori potranno persuadersi che la mia &egrave; effettivamente gioia. Quando ho creato il sito AppelloAlPopolo, mi auguravo che Cardini, Fini, Chiesa, Pallante e altri si unissero&nbsp;per formare&nbsp;un partito. Il desiderio si sta avverando. Forse il desiderio ha una forza che tendiamo a dimenticare, come la preghiera, che &egrave; in primo luogo iprecazione (Stefano)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">I promotori del progetto <strong>UNITI E DIVERSI<\/strong>, che il <strong>18 dicembre<\/strong> avr&agrave; a <strong>Bologna <\/strong>la sua prima <strong>Assemblea Nazionale<\/strong>, sono:<\/font><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">RPMLC &#8211; Rete Provinciale torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza; Maurizio Pallante (MDF &ndash; Movimento della Decrescita Felice); Giulietto Chiesa (Movimento Alternativa); Monia Benini (Per il Bene Comune); Massimo Fini (Movimento Zero)<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Qui di seguito: il Documento Politico.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">1.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>La fase storica, che si &egrave; aperta con la rivoluzione industriale e in poco pi&ugrave; di due secoli ha trasformato completamente il mondo, si sta avviando alla sua conclusione. La crescita della produzione di merci che l&rsquo;ha contraddistinta, e la progressiva estensione della mercificazione a percentuali sempre maggiori della popolazione mondiale e a settori sempre pi&ugrave; ampi della vita umana, si stanno scontrando con i limiti fisici della biosfera a fornire le quantit&agrave; crescenti di energia e materie prime di cui questo processo ha bisogno e a metabolizzare gli scarti liquidi, solidi e gassosi che genera. Numerosi contributi scientifici lo documentano.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">2.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Un altro segnale, altrettanto evidente sebbene ignorato, della fine imminente di questa fase storica, &egrave; dato dal fallimento dei tentativi di superare la crisi di sovrapproduzione scatenata dalla crisi finanziaria esplosa nell&rsquo;agosto del 2008. I governi occidentali hanno tentato di sostenere la domanda stanziando ingenti quote di denaro pubblico, ma non sono stati in grado di rilanciare produzione e consumi, n&eacute; di fermare l&#39;aumento della disoccupazione. Le politiche anti-recessive si sono tradotte in aumenti paurosi dei debiti pubblici, portando diversi paesi sull&#39;orlo dell&#39;insolvenza e oltre. Quando si &egrave; invertito l&#39;ordine dei fattori, tentando l&#39;avvio di politiche restrittive, l&#39;effetto &egrave; stato la riduzione della domanda e una nuova impennata delle disoccupazione. E&#39; evidente che tutte le strategie del passato non funzionano pi&ugrave;. L&#39;economia della crescita ha raggiunto, o sta per raggiungere, il suo limite.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small\">3.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Questo limite &egrave; incompatibile con l&#39;esistenza stessa dell&#39;attuale architettura finanziaria internazionale. La guerra e l&#39;assalto agli equilibri eco-sistemici sono entrambi un prodotto diretto di questa struttura. La finanza mondiale non &egrave; frutto di un errore: &egrave; stata costruita per funzionare cos&igrave; come ha funzionato e funziona. Ed &egrave; per questo che produce mostruosit&agrave; di violenza e di diseguaglianze. Questa finanza mondiale &egrave; la forma monetaria della contraddizione insanabile, e ormai esplosiva, tra sviluppo e natura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Di denaro continueremo ad avere bisogno, ma non di quello attuale. Dovr&agrave; essere introdotto il controllo pubblico democratico sull&#39;emissione monetaria, poich&eacute; il denaro non pu&ograve; essere concepito come una merce e non ha valore se non &egrave; raccordato all&#39;economia reale. Quando questo rapporto si spezza &ndash; e si &egrave; spezzato clamorosamente davanti ai nostri occhi &ndash; il denaro si trasforma in potere allo stato puro, sovvertitore di ogni regola e principio, inclusi quelli del mercato, della morale e della stessa logica. In questo contesto anche la sovranit&agrave; degli Stati perde ogni significato e, con essa, la stessa democrazia viene liquidata, come sta avvenendo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">4.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>In Italia, secondo quanto sancito dalla nostra Costituzione, la sovranit&agrave; appartiene al popolo. Tuttavia le oligarchie partitiche hanno fatto s&igrave; che questo testo sia largamente inapplicato. Per contrastare questa pericolosissima deriva, e soprattutto per restituire ai cittadini i diritti che dovrebbero esercitare, si dovrebbe imporre al Parlamento l&#39;obbligo di discutere le proposte legislative di iniziativa popolare, e di attribuire a queste un carattere prioritario rispetto all&#39;ordinaria attivit&agrave;. Pietra miliare per una democrazia partecipata &egrave; sicuramente l&rsquo;abolizione del quorum di partecipazione per i referendum nazionali, con la contestuale introduzione di quelli propositivi, cos&igrave; come pu&ograve; diventare di fondamentale importanza portare le Amministrazioni Comunali ad inserire nei propri Statuti i referendum consultivi, nonch&egrave; abrogativi e deliberativi senza quorum. Similmente, si avverte l&rsquo;urgenza dell&rsquo;introduzione di un sistema elettorale proporzionale con la possibilit&agrave; di esprimere preferenza da parte degli elettori per i candidati, contestualmente all&rsquo;eliminazione dei procedimenti di raccolta firme ai fini della presentazione delle liste per qualunque elezione (il meccanismo attualmente &egrave; distorto e truffaldino e disattende anche il principio fondamentale della segretezza del voto, imponendo l&#39;espressione di un &ldquo;sostegno politico&rdquo; alla lista che si sottoscrive).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small\">5.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>L&rsquo;attuale situazione, critica su molti fronti simultaneamente, sta gi&agrave; modificando tutti gli assetti mondiali di potere, a riprova che la transizione &egrave; gi&agrave; cominciata e che le sue turbolenze sono in espansione. Il lungo dominio mondiale degli Stati Uniti &egrave; in evidente declino, assieme all&#39;ormai insostenibile &ndash; per il resto del mondo &#8211; supremazia assoluta del dollaro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Il tenore di vita del miliardo d&#39;oro non &egrave; sostenibile, in condizioni pacifiche, mentre all&#39;interno stesso dei paesi industrialmente sviluppati &ndash; nei quali larghi strati popolari hanno comunque potuto godere, negli anni della crescita del PIL, delle briciole che cadevano dal tavolo dei ricchi &ndash; si assiste a una impressionante divaricazione e disparit&agrave; nella distribuzione dei redditi. Ne consegue che i patti sociali &ndash; che hanno permesso alle nostre societ&agrave; di reggere negli ultimi 60 anni &ndash; sono gravemente minacciati quasi dovunque.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Le tensioni internazionali crescono di pari passo a quelle sociali e interne a ogni paese. Classi politiche impreparate e miopi si lasciano tentare da soluzioni demagogiche verso l&#39;interno e aggressive verso l&#39;esterno, nella speranza di mantenere una presa che loro sfugge nei confronti delle rispettive opinioni pubbliche.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">E&#39; evidente che, in queste condizioni, cresce il pericolo di guerre, anche di grandi dimensioni. In assenza, o carenza, di risorse essenziali, coloro che sono forti militarmente sono trascinati dalla tentazione dell&#39;uso della forza per risolvere i problemi della propria stabilit&agrave; interna. Queste tendenze continueranno a crescere.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">S&#39;impone dunque una politica estera del tutto diversa dall&#39;attuale, a cominciare dal riconoscimento dei diritti del popolo palestinese e dalla eliminazione di armi atomiche in Italia e in tutta l&rsquo;area mediterranea. Occorre una politica estera che liberi l&#39;Italia da ogni alleanza militare &#8211; anche attraverso la pubblicazione e il superamento degli accordi militari segreti tuttora in essere &#8211; e le consenta di svolgere un&#39;azione autonoma e sovrana di pace.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Come primo atto di una svolta necessaria s&#39;impone il ritiro delle nostre truppe dall&#39;Afghanistan e l&#39;impegno a una drastica e conseguente riduzione e riorientamento delle spese militari, esclusivamente all&#39;interno di una politica europea comune di contributo attivo alla pace e alla costruzione di una nuova architettura mondiale multipolare.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Per realizzare questi obiettivi occorre interpretare in modo radicalmente nuovo la funzione dei movimenti per la pace. Dalla logica della risposta alla guerra, a quella della mobilitazione preventiva contro il sorgere di conflitti. Le guerre devono essere individuate l&agrave; dove possono nascere. E l&agrave; devono essere disinnescate. La pace si vince impedendo alla guerra di cominciare, non imponendole di fermarsi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small\">6.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Tutte le forze politiche storiche hanno posto a fondamento del loro sistema di valori e dei loro criteri di interpretazione della realt&agrave;, l&rsquo;identificazione del benessere con la crescita della produzione e del consumo di merci. Tutte hanno adottato le misure che ritenevano pi&ugrave; efficaci per favorire la crescita e rimuovere gli ostacoli che le si frappongono, per accrescere in continuazione i livelli dei consumi, per ampliare il numero dei produttori e consumatori di merci. Lo scontro politico tra di esse si &egrave; sempre articolato sulle scelte di politica economica pi&ugrave; efficaci per stimolare la crescita e sui criteri di distribuzione del reddito monetario che ne consegue.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">7.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Per superare la crisi di sistema determinata dall&rsquo;intreccio della crisi di sovrapproduzione con la crisi ambientale occorre elaborare strumenti di analisi economica e di politica economica diversi da quelli finalizzati a rilanciare la crescita della produzione di merci. E per far questo occorre un soggetto politico capace di dimostrare nei fatti che si pu&ograve;, e conviene, indirizzare la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche a ridurre gli sprechi di energia, gli sprechi di materie prime e la quantit&agrave; dei rifiuti perch&eacute; solo in questo modo si pu&ograve; creare occupazione; che quindi la crisi economica si pu&ograve; superare soltanto se l&rsquo;economia viene indirizzata a superare la crisi ambientale. Occorre perseguire una crescita guidata dei settori produttivi funzionali al superamento della crisi ambientale e una decrescita guidata dei settori che la rendono sempre pi&ugrave; grave. Si dovr&agrave; energicamente combattere contro licenziamenti e disoccupazione avviando una progressiva e generalizzata riduzione dell&#39;orario di lavoro. Lo sviluppo di tecnologie che accrescono l&rsquo;efficienza nell&rsquo;uso delle materie prime e dell&rsquo;energia, che accrescono la durata e la riparabilit&agrave; degli oggetti, che consentono di recuperare i materiali di cui sono composti quando vengono dismessi, comporta una riduzione dei consumi a parit&agrave; di benessere. Se al posto degli attuali parametri quantitativi si utilizzassero parametri qualitativi nella valutazione delle attivit&agrave; produttive, la conseguenza sarebbe una diminuzione degli sprechi e della produzione di merci.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">8.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Un cos&igrave; radicale capovolgimento di prospettiva richiede l&rsquo;elaborazione di un paradigma culturale diverso da quello che caratterizza il modo di produzione industriale e non pu&ograve; essere compreso nel sistema dei valori e nei parametri concettuali dei partiti che si sono formati nel periodo storico e nei paesi in cui questo modo di produzione si &egrave; affermato, perch&eacute; ne costituisce l&rsquo;antitesi. Richiede pertanto la formazione di un nuovo soggetto politico che non pu&ograve; limitarsi ad essere un&rsquo;altra variante dei partiti esistenti, un rimescolamento di carte tra spezzoni di varia provenienza che avvertendo l&rsquo;insufficienza della strumentazione teorica in dotazione si propongano di arricchirla con qualche utensile in pi&ugrave;. Il nuovo soggetto politico, di cui c&rsquo;&egrave; bisogno per sostenere a livello istituzionale proposte coerenti con un paradigma culturale che sostituisca il parametro quantitativo della crescita con parametri qualitativi finalizzati a superare la crisi economica creando occupazione in attivit&agrave; produttive in grado di attenuare la crisi ambientale, non pu&ograve; che collocarsi in uno spazio definito da coordinate diverse da quelle che definiscono lo spazio in cui da pi&ugrave; di due secoli si svolge il confronto tra le opzioni politiche di destra e di sinistra.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">9.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Il nuovo paradigma, i nuovi stili di vita, di produzione, di utilizzo-riutilizzo, di consumo devono diventare patrimonio di immense masse popolari. Ci&ograve; &egrave; non solo necessario perch&eacute; la transizione verso una nuova societ&agrave; avvenga in modo pacifico, ma anche perch&eacute; si realizzi un pi&ugrave; alto livello di partecipazione e di democrazia. Noi viviamo per&ograve;, da ormai due generazioni, in una societ&agrave; dove la democrazia &egrave; stata trasformata in un combattimento di tecnologie per manipolare la coscienza collettiva.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Un nuovo soggetto politico, quale noi intendiamo costruire, dovr&agrave; perci&ograve; porsi il compito cruciale di invertire il funzionamento della macchina dell&#39;inganno e del frastuono, ovvero del rumore di fondo che obnubila e distrae. Tutto ci&ograve; per riportare l&#39;uomo al centro di se stesso e della societ&agrave;,&nbsp;al posto di economia, tecnologia, virtuale,&nbsp;&nbsp;e per recuperare il suo bene pi&ugrave; prezioso: il tempo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.5px\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Non c&#39;&egrave; dubbio che il mainstream informativo-comunicativo sta producendo una regressione collettiva, per le popolazioni che gli sono soggette, che ha gi&agrave; trasformato la maggioranza dei cittadini del miliardo d&#39;oro in consumatori compulsivi. Coloro che detengono il potere della e sulla comunicazione sono gli stessi che puntano alla prosecuzione forsennata dello sviluppo predatorio e consumistico. Ecco, dunque, che occorre portare la battaglia sul campo della informazione comunicazione: dalla sua democratizzazione, al potenziamento dell&#39;azione pubblica, come effetto della constatazione che le televisioni (e in generale i media di ogni tipo) hanno assunto un ruolo centrale e dominante nella formazione del tenore culturale e intellettuale di una intera nazione. Tra le misure indispensabili per accompagnare una transizione consapevole occorrer&agrave; ridurre drasticamente la massa dei messaggi pubblicitari. E introdurre, anche nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, l&#39;educazione ai media. Sarebbe, questo, uno degli strumenti decisivi per invertire lo scivolamento verso l&#39;analfabetismo di massa che caratterizza tutte le societ&agrave; investite dalla mutazione antropologica dell&#39;homo videns. Ora doppiamente analfabete, perch&eacute; non sanno pi&ugrave; leggere e perch&eacute; non sono ancora capaci di leggere &ndash; non conoscendone la grammatica e la sintassi &#8211; il messaggio ormai dominante delle immagini in movimento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Questi ed altri strumenti di organizzazione democratica e partecipata del flusso informativo-conoscitivo, come quello del sapere in ogni suo aspetto, debbono colpire l&#39;effetto ultimo della mercificazione di tutti i rapporti umani che &egrave; stato il risultato del processo manipolatorio.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">10.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Le politiche economiche dominanti nei paesi occidentali sono variate nel tempo assieme alle forme di organizzazione e di regolazione dell&#39;economia capitalistica. Cos&igrave;, la lunga fase di sviluppo economico iniziata con la fine della Seconda Guerra Mondiale &egrave;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">stata caratterizzata da politiche economiche di sinistra, cio&egrave; di tipo riformista socialdemocratico, mentre la sua crisi, sopravvenuta negli anni Settanta del Novecento, ha portato al predominio di politiche economiche di destra (usualmente indicate con l&#39;etichetta &quot;neoliberismo&quot;), predominio che si &egrave; protratto fino ad oggi. In questa fase &quot;neoliberista&quot; si &egrave; assistito al crollo del &quot;socialismo reale&quot; e alla diffusione nel mondo intero dei rapporti sociali capitalistici. In questa fase nei paesi a economia di mercato la sinistra ha cercato di competere con la destra introducendo nel suo apparato concettuale e operativo gli elementi essenziali della cultura della destra. Ma l&rsquo;economia di mercato ha aggravato i problemi ambientali, economici e sociali: incremento delle emissioni inquinanti, maggiori difficolt&agrave; di approvvigionamento di materie prime, de-localizzazione delle produzioni in paesi a controllo ambientale ridotto o nullo, con manodopera disponibile a lavorare a costi pi&ugrave; bassi e con meno garanzie, processi migratori su scala mondiale. Vi sono forze, politiche e culturali, che comprendono questi temi. Manca tuttavia ad esse la consapevolezza della necessit&agrave; di un diverso paradigma culturale. Di conseguenza l&#39; equit&agrave; o la sostenibilit&agrave; che si presume di perseguire rimane all&rsquo;interno di questo sistema di produzione, cio&egrave; si riduce a una pi&ugrave; equa distribuzione della ricchezza monetaria prodotta da un&rsquo;economia finalizzata unicamente alla crescita della produzione di merci, senza nemmeno scalfire la logica distruttiva dell&#39;attuale sistema. Questo &egrave; un vicolo cieco.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">11. <\/span>C&rsquo;&egrave; inoltre in Italia chi ritiene che sia necessario fondare un nuovo soggetto politico per dare rappresentanza a settori sempre pi&ugrave; vasti dell&rsquo;elettorato che non si riconoscono in nessuno dei partiti esistenti e sono sempre pi&ugrave; nauseati dai livelli di degenerazione raggiunti dal sistema politico, dallo spregio della legalit&agrave;, dalla diffusione della corruzione, dalla presenza nel parlamento di una nutrita rappresentanza di persone condannate in processi penali, dall&rsquo;approvazione di leggi che impediscono lo svolgimento di processi a carico di imputati eccellenti e ostacolano le indagini penali, da sanatorie che incoraggiano l&rsquo;evasione fiscale, da un sistema elettorale che ha sottratto agli elettori la libert&agrave; di scegliere i propri rappresentanti istituzionali e l&rsquo;ha consegnata alle segreterie di partito, dagli intrecci tra apparati dello Stato e organizzazioni criminali, dalle collusioni tra maggioranza e minoranza nella difesa di privilegi intollerabili. Come non essere d&rsquo;accordo con ogni iniziativa finalizzata a ripristinare la legalit&agrave; e la sovranit&agrave; popolare? Ma anche se si ottenesse questo risultato non si sarebbero fatti passi in avanti nella definizione di una politica economica in grado di superare la crisi economica e la crisi ambientale. Se in un contesto di legalit&agrave; e di democrazia si continuasse a finalizzare le attivit&agrave; economiche e produttive alla crescita della produzione di merci, la disoccupazione, le emissioni inquinanti e i rifiuti continuerebbero comunque a crescere, i problemi energetici, quelli della salute, e l&rsquo;effetto serra ad aggravarsi. Si andrebbe comunque al disastro, ma in condizioni giuridicamente ineccepibili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">12.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Una pi&ugrave; equa distribuzione delle risorse tra le classi sociali e tra i popoli, la tutela ambientale e la difesa della legalit&agrave; costituiscono dei punti fermi su cui non si pu&ograve; non concordare, ma non sono sufficienti per evitare il collasso della civilt&agrave; che sta per essere causato da un sistema economico finalizzato alla crescita della produzione e del consumo di merci.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Occorre invertire questa tendenza individuando parametri differenti per le attivit&agrave; produttive; riscoprendo nel fare bene, e non nel fare sempre di pi&ugrave;, il senso autentico del lavoro; nello stare bene con se stessi e con gli altri nei luoghi in cui si vive, e non nel tanto avere, il senso della vita.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Una presenza politica nelle istituzioni &egrave; indispensabile per riuscire a tradurre in misure di politica economica e industriale questa concezione del mondo e per diffondere azioni educative necessarie per orientare gli stili di vita verso la sostenibilit&agrave;. Questo passaggio non sar&agrave; facile perch&eacute; l&#39;intera societ&agrave; attuale &egrave; basata sul presupposto della crescita. Di conseguenza, la crisi della crescita comporta gravissimi problemi sociali, in particolare l&#39;aumento della disoccupazione e delle disuguaglianze sociali. Per questo, il passaggio ad una societ&agrave; pi&ugrave; umana richiede un grande sforzo, in larga parte ancora da fare, di elaborazione teorica e pratica. Solo una nuova forza politica, di dimensione nazionale e, in prospettiva, internazionale, pu&ograve; porsi un tale obiettivo, che &egrave; la premessa per costruire una alternativa popolare e democratica ai fautori della crescita.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">13.<span style=\"white-space: pre\"> <\/span>Una nuova presenza politica nelle istituzioni &egrave; necessaria, com&rsquo;&egrave; necessario che si attui una nuova modalit&agrave; capace di favorire concretamente buone pratiche di democrazia diretta e diffusa. Diventa cos&igrave; importante:<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">ascoltare, dialogare, confrontarsi con i cittadini, i comitati, i movimenti, le associazioni, costruendo e alimentando spazi e strumenti di partecipazione autentica che possano favorire scelte e decisioni condivise.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Fare della coerenza e della trasparenza principi imprescindibili dell&rsquo;agire politico.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Affermare e praticare l&rsquo;impegno politico come diritto\/dovere di tutti e di tutte, rifiutando il principio della delega ai professionisti della politica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Rifiutare i personalismi, i protagonismi, le gerarchie; favorire la partecipazione diretta, la responsabilit&agrave; collettiva, lo spirito di servizio per il bene comune.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Superare la contrapposizione tra la sinistra e la destra (entrambe fautrici di una politica economica basata sulla crescita illimitata) e l&rsquo;insieme della partitocrazia, a favore di un diverso paradigma culturale, che privilegia la sostenibilit&agrave; alla crescita e allo sviluppo economico a tutti i costi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Valorizzare la dimensione locale, il lavoro di territorio, lo sviluppo di comunit&agrave; per alimentare il senso di solidariet&agrave;, di fiducia reciproca, di mutuo aiuto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Sostenere e far interagire le realt&agrave; locali e le persone senza legami con i partiti che condividono l&rsquo;esperienza del nuovo soggetto politico, favorendo la creazione di una rete di sostegno alla rappresentanza provinciale, regionale e nazionale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Promuovere e incoraggiare circuiti dell&#39;economia alternativa basati sugli scambi non monetari e sulle monete locali, al fine di sottrarre terreno al ricatto della finanza e moltiplicare esperienze per la transizione a un sistema sociale autenticamente alternativo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.5px\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">In questo documento sono enunciati alcuni principi di fondo su cui i proponenti invitano ad aprire un confronto per verificare la possibilit&agrave; di avviare il processo costituente di un nuovo soggetto politico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Rete Provinciale torinese dei Movimenti e Liste di cittadinanza:<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Comitato di cittadinanza attiva e Lista civica Rivalta Sostenibile, Lista civica Alpignano, Per il Bene Comune Piemonte, Movimento Alternativa Piemonte, Lista civica No Inceneritore Beinasco, ANIMO Nichelino.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><strong>Maurizio Pallante (MDF &ndash; Movimento della Decrescita Felice)<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.5px\"><em><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><strong>Giulietto Chiesa (Movimento Alternativa)<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.5px\"><em><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><strong>Monia Benini (Per il Bene Comune)<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.5px\"><em><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><strong>Massimo Fini (Movimento Zero)<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.5px\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Roma, 21 novembre 2010.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Potete scaricare i seguenti materiali:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.unitiediversi.it\/\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><span style=\"color: #669900\">DOCUMENTO POLITICO<\/span><\/span><\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.unitiediversi.it\/\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><span style=\"color: #669900\">LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO<\/span><\/span><\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Prossimo appuntamento:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\"><strong>ASSEMBLEA NAZIONALE &#8211; 18 dicembre 2010<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Universit&agrave; &#8211; Facolt&agrave; di Scienze della Formazione<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><strong><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Via Zamboni, 32<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><strong><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Bologna<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><strong><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif\">Orario: 10.00 &#8211; 18.00<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo iniziato a Torino per la costituzione del partito alternativo al partito unico delle due coalizioni fa grandi passi avanti.&nbsp;Offro in lettura&nbsp;un documento politico, importante non soltanto per il contenuto, bens&igrave; 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E&#39; una&nbsp;novit&agrave; di grande rilevanza, che mi riempie di gioia. 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