{"id":23692,"date":"2012-03-09T20:18:43","date_gmt":"2012-03-09T20:18:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=6125"},"modified":"2012-03-09T20:18:43","modified_gmt":"2012-03-09T20:18:43","slug":"agenzie-di-rating-il-monopolio-delle-tre-sorelle-usa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23692","title":{"rendered":"Agenzie di &#8220;rating&#8221;: il monopolio delle \u201ctre sorelle\u201d USA"},"content":{"rendered":"<p>La notizia \u00e8 di poche ore fa. L\u2019Italia potrebbe tornare nella categoria A dei &#8220;rating&#8221; di Standard &#038; Poor\u2019s. Quest\u2019agenzia di &#8220;rating&#8221; (&#8220;valutazione&#8221;) statunitense precisa che dipender\u00e0 dal buon esito (o meno) delle riforme attualmente in atto del governo euroatlantico guidato da Monti. Quello delle agenzie di &#8220;rating&#8221; \u00e8 uno dei canali in cui fattivamente si esplicano l&#8217;ingerenza sfacciata, il fattivo direzionamento, la complessiva dipendenza politica, quindi economica e finanziaria, che subisce e soffre (anche) il nostro paese.<br \/>\nI declassamenti e le promozioni di dette agenzie risultano infatti funzionali ad una prospettiva strategica di dominio, non riducibile a motivazioni esclusive di interesse speculativo.<\/p>\n<p>Le agenzie di rating, nate agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, analizzano la solidit\u00e0 finanziaria di soggetti quali Stati, Enti territoriali e pubblici, imprese, banche, assicurazioni. Le principali agenzie sono tutte statunitensi: Moody&#8217;s, Standard &#038; Poor&#8217;s e Fitch. Il rating, che valuta l&#8217;entit\u00e0 del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale quello di tasso o di cambio, ecc. La valutazione della capacit\u00e0 del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica, che va da un valore massimo ad uno minimo.<br \/>\nUn monitoraggio di qualche tempo fa effettuato dall\u2019Adusbef su oltre 1.000 \u201creport\u201d (consigli per gli acquisti o per le vendite su titoli e\/o azioni), emessi a pagamento (quindi con un potenziale conflitto di interessi, a volte anche quando non \u00e8 richiesto) dalle maggiori agenzie di rating, ha provato che tali rapporti sono risultati sballati al 91%. Quando le agenzie diffondono i loro &#8220;report&#8221; su societ\u00e0 quotate, i \u201cconsigli\u201d (ad acquistare: &#8220;buy&#8221;; vendere: &#8220;sell&#8221;; o tenere: &#8220;hold&#8221;) si sono rilevati 9 volte su 10 vere e proprie bufale a danno dei risparmiatori. Le societ\u00e0 di &#8220;rating&#8221;, poich\u00e9 sono pagate dai committenti e non dagli investitori, sono portatrici di un conflitto di interessi che ha mostrato tutta la sua evidenza anche in scandali finanziari mondiali di una certa rilevanza da Enron e Worldcom alla Parmalat.<\/p>\n<p>I voti negativi delle agenzie di &#8220;rating&#8221; hanno sempre drammatiche conseguenze economiche e sociali, con motivazioni sempre di una ripetitivit\u00e0 e di una banalit\u00e0 sconcertanti: i tagli nelle spese di bilancio non bastano mai e le riforme delle pensioni, della sanit\u00e0 (leggi: privatizzazione), nel &#8220;mercato del lavoro&#8221;, e via elencando, tutto rigorosamente da tagliare e comprimere, vanno sempre a rilento. Sono giudizi, ripetuti in salse un po\u2019 diverse, che sono stati emessi per tutti, paesi industrializzati o cosiddette nazioni in via di sviluppo che siano.<br \/>\nL\u2019effetto immediato di un voto negativo \u00e8 l&#8217;aumento dei tassi di interesse per \u201cricomprare\u201d la fiducia dei sottoscrittori di obbligazioni e di altre forme di credito, per cui tutto il debito pubblico e privato di uno Stato costa subito di pi\u00f9, con ricadute negative sul bilancio statale e con l\u2019aggiunta di ulteriori tagli alla spesa sociale. Per le nazioni pi\u00f9 deboli, queste decisioni provocano anche una caduta del valore di scambio della moneta, con effetti devastanti sulle importazioni (che costano di pi\u00f9), sulle esportazioni (che valgono di meno) del paese, sul suo bilancio statale e sui livelli di vita della popolazione.<br \/>\nCon la deregolamentazione dell\u2019economia, soprattutto dall\u2019inizio degli anni Novanta, queste agenzie sono diventate il \u201cgrande fratello\u201d finanziario e hanno progressivamente accumulato un potere immenso, superiore a quello degli Stati e delle banche centrali, sia nella valutazione delle politiche dei governi che dell\u2019andamento economico di qualsiasi entit\u00e0 privata, determinando le decisioni di tutti gli attori economici. All\u2019inizio le agenzie offrivano, a pagamento, ai detentori di titoli di credito, i loro giudizi sul comportamento dei debitori. Adesso persino i debitori pagano per avere un \u201cvoto\u201d prima di emettere un\u2019obbligazione o attingere a qualsiasi altra forma di credito. Senza il voto delle agenzie, economicamente non si esiste pi\u00f9. Per poter comprare o vendere, per prendere o dare in prestito, bisogna pagare il \u201cpizzo\u201d per ricevere la protezione o il semplice riconoscimento da parte di questi nuovi potentati.<br \/>\nPrima di tutto va sottolineato che le tre maggiori agenzie di rating (le \u201ctre sorelle\u201d) sono delle entit\u00e0 private strutturate come societ\u00e0 per azioni e quindi parte della logica di mercato e sottoposte al principio del massimo profitto possibile. Inoltre, e risulter\u00e0 chiaro da una sintetica analisi delle loro strutture dirigenziali (come da scritto di merito uscito su &#8220;Indipendenza&#8221; qualche anno fa), le \u201ctre sorelle\u201d hanno partecipazioni dirette, anche attraverso i membri dei loro consigli direttivi (\u201cBoard of Directors\u201d), delle pi\u00f9 grandi corporation e banche internazionali, pesantemente coinvolte nelle operazioni di finanza derivata, cio\u00e8 in quelle speculazioni finanziarie principali responsabili delle bolle speculative e dell\u2019attuale crisi finanziaria sistemica globale.<\/p>\n<p>1) La Standard &#038; Poor\u2019s (S&#038;P) \u00e8 sussidiaria della multinazionale McGraw-Hill Companies, colosso delle comunicazioni, dell\u2019editoria, delle costruzioni e presente in quasi tutti i settori economici, con sede centrale a New York. La multinazionale, proprietaria anche di Business Week, nel 2005 vantava un fatturato di 6 miliardi e un profitto di 844 milioni di dollari. Il presidente di McGraw-Hill \u00e8 Harold McGraw III, che \u00e8, tra le altre cose, contemporaneamente membro del Board of Directors della United Technology (multinazionale degli armamenti) e della ConocoPhillips (petrolio ed energia). \u00c8 stato anche membro del \u201cTransition Advisory Committe on Trade\u201d del presidente George Bush senior.<br \/>\nTra i membri del Board of Directors della McGraw-Hill, che decidono quindi anche dell\u2019attivit\u00e0 della S&#038;P, troviamo: Sir Winfried Bishoff, presidente della Citigroup Europa e uomo di punta della Henry Schroder Bank di Londra; Dougals N. Daft, presidente della Coca Cola Co.; Hilde Ochoa-Brillenmbourg, alto responsabile della Credit Union del FMI-World Bank; James H. Ross, della British Petroleum; Edward B. Rust Jr., presidente dell\u2019assicurazione State Farm Insurance Company (gigante del settore assicurativo, bancario e immobiliare, sotto inchiesta per le politiche troppo disinvolte dopo l\u2019urgano Katrina), direttore della Helmyck &#038; Payne, colosso del settore petrolifero e gi\u00e0 membro del Transition Advisory Team Committee on Education della presidenza di George W. Bush (padre); Sidney Taurel, presidente della farmaceutica Eli Lilly (che in passato ha vantato tra i suoi dirigenti anche Kenneth Lay, condannato per la bancarotta della Enron) e direttore dell\u2019IBM, gi\u00e0 membro nel 2002 dell\u2019Homeland Security Advisory Council (l\u2019apparato dell\u2019antiterrorismo).<\/p>\n<p>2) L\u2019agenzia di rating Fitch di New York \u00e8 sussidiaria della multinazionale dei servizi finanziari Fimalac, con sede centrale a Parigi. Nel 2005 la multinazionale americana delle comunicazioni Hearst Corporation ha rilevato il 20% del pacchetto azionario. Il suo presidente \u00e8 Marc Ladreit de Lacharriere, uomo della Renault e della Banque Suez. Tra i membri del Board of Directors troviamo: David Dautresme della banca Lazard Freres; Philippe Lagayette della JPMorgan &#038; Cie; Bernard Mirat della Cholet-Dupont (finanza); Bernard Pierre della Fremapi (metalli preziosi). La Fimalac vanta anche un International Advisory Board per dare pi\u00f9 lustro e potere alla multinazionale, che nel 2002 annoverava tra gli altri: Felix Rohatyn della Lazard Freres, l\u2019uomo che ha recentemente smantellato l\u2019industria statunitense dell\u2019auto, Sholley della UBS Warburg, Reimnits della Kommerz Bank, Peberan della Paribas, rappresentanti della Nestl\u00e8, della Bertelsmann e anche l\u2019ex presidente della Federal Reserve americana Paul Volker e l\u2019italiano Lamberto Dini.<\/p>\n<p>3) L\u2019agenzia di rating Moody\u2019s \u00e8 sussidiaria della Moody\u2019s Corporation, con sede centrale a New York. Il presidente \u00e8 Raymond W. McDaniel Jr. Tra i membri  del Board of Directors troviamo: Basil L. Anderson della Stables Inc. e della Hasbro Inc (due giganti del settore vendite e servizi); Robert Glauber della ING Group (settore bancario e assicurativo con base in Olanda), gi\u00e0 sottosegretario del ministero delle finanze americano nel periodo 1989-92; Henry Mc Kinnell, della multinazionale farmaceutica Pfizer e della Exxon Mobil (petrolio); Nancy S. Newcomb della Citigroup e della Sysco Corporation (settore alimentare); John K. Wulff, della multinazionale chimica Herculer, della KPMG (la multinazionale di consulenza finanziaria e di certificazione dei bilanci), della Sunoco (petrolio) e della Fannie Mae (che insieme alla Freddie Mac detiene quasi per intero il pacchetto ipotecario immobiliare americano).<\/p>\n<p>Le \u201ctre sorelle\u201d del rating quindi, sono non solamente l\u2019espressione dell\u2019intreccio dominante delle multinazionali, ma in particolar modo sono una struttura organizzata delle principali banche del pianeta che controllano il sistema finanziario e debitorio delle nazioni e di tutti i settori dell\u2019economia sia privata che pubblica. Ma il dato da sottolineare \u00e8 l\u2019influenza determinante esercitata sulle \u201ctre sorelle\u201d da quella finanza altamente speculativa che \u00e8 responsabile della gigantesca bolla in derivati finanziari che ha precipitato il mondo intero in un processo di crisi sistemica. Secondo i rapporti della Banca dei Regolamenti Internazionale (BRI) di Basilea \u2013la banca di coordinamento di tutte le banche centrali\u2013 alla fine di dicembre 2005 solamente il totale del valore nazionale di tutti i derivati finanziari Over The Counter (OTC), cio\u00e8 quelli che non appaiono sui bilanci delle banche e finanziarie che li sottoscrivono, aveva raggiunto i 284.819 miliardi di dollari, cio\u00e8 sette volte il PIL mondiale (alla fine del 2003 era di 197.167 miliardi, cio\u00e8 quasi 100.000 miliardi in pi\u00f9 solamente in 24 mesi!). Queste sono operazioni finanziarie altamente speculative, soprattutto scommesse sugli andamenti futuri dei tassi di interesse, che hanno ripetutamente portato l\u2019intero sistema in crisi e continuano a scuotere quotidianamente il sistema finanziario e monetario.<br \/>\nTutto questo ci porta a concludere che le \u201ctre sorelle\u201d non sono solamente squalificate nella pretesa di valutare la solidit\u00e0 economica e finanziaria degli Stati e delle imprese, ma che sono parte integrante del sistema che sta portando il mondo economico verso il crack e la crisi sistemica con conseguenze devastanti per l\u2019intera vita economica, sociale e politica del pianeta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia \u00e8 di poche ore fa. L\u2019Italia potrebbe tornare nella categoria A dei &#8220;rating&#8221; di Standard &#038; Poor\u2019s. 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