{"id":23713,"date":"2016-10-11T08:30:14","date_gmt":"2016-10-11T06:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23713"},"modified":"2016-10-10T22:46:48","modified_gmt":"2016-10-10T20:46:48","slug":"il-caos-in-europa-e-il-sistema-monetario-imperfetto-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23713","title":{"rendered":"Il caos in Europa e il sistema monetario imperfetto (1\u00aa parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT (William Mitchell)<\/strong><\/p>\n<p>Ho passato un bel po\u2019 di tempo al mese in diversi aeroporti e odio i fastidiosi controlli di sicurezza, che a volte sembrano estremamente futili. Mi ha sempre divertito (non \u00e8 la parola giusta) che un passeggero possa camminare imperterrito con un sacchetto pieno di whisky \u2013 che diverrebbe un\u2019arma letale se si rompesse \u2013 esente da dazi, mentre i personaggi come me, con i chiodi nelle gambe (vecchi incidenti in bicicletta), debbano mettersi a nudo quasi ogni volta che devono volare.<\/p>\n<p>Ora immagino che piazzeranno i controlli di sicurezza davanti all\u2019ingresso del terminal, solo per entrare. Le autorit\u00e0 avrebbero fatto meglio a far s\u00ec che i giovani del loro Paese avessero accesso al mondo del lavoro piuttosto che permettere loro di sguazzare nella disoccupazione e nell\u2019esclusione sociale che ne consegue.<\/p>\n<p>\u00c8 troppo semplicistico attribuire i crescenti pericoli, in Europa e altrove, a concentrazioni dell\u2019alto tasso di disoccupazione. Ma se una societ\u00e0 nega volutamente a una [intera] generazione la possibilit\u00e0 di ottenere un impiego e, invece, la denigra come pigra, costituita da persone immotivate, allora \u00e8 facile capire perch\u00e9 quelle persone giungeranno alla conclusione che la societ\u00e0 non abbia nulla da offrire loro. In Europa, dove queste manifestazioni sono sempre pi\u00f9 evidenti, il cuore del problema \u00e8 il sistema monetario imperfetto. Esso ha fallito categoricamente e la ricaduta di quel fallimento ha natura multidimensionale.<\/p>\n<p>Le periferie di Molenbeek (profondo Ovest di Bruxelles) e di Schaerbeek (profondo Nord-Est) sono entrambe aree povere, con livelli di disoccupazione elevati ed un gran numero di persone che ricevono un sussidio. La prima mostra un tasso di disoccupazione maschile di circa il 29% ed uno femminile di circa il 33%. La seconda mostra livelli di disoccupazione analogamente elevati.<\/p>\n<p>Se guardiamo ai tassi di disoccupazione al livello di disaggregazione NUTS2 [1], osserviamo che nella regione di Bruxelles (Brussels Hoofdstedelijk Gewest R\u00e9gion de Bruxelles-Capitale), attualmente, il 39,5% delle persone tra i 15 e i 24 anni non ha un lavoro e lo stesso accade per il 18,3% di tutti coloro che hanno pi\u00f9 di 15 anni di et\u00e0, l\u2019altro ha livelli di disoccupazione elevati simili.<\/p>\n<p>Le medie nella zona euro sono rispettivamente il 23,8% e l\u201911,6%.<\/p>\n<p>\u00c8 facile vedere come potrebbero scatenarsi la rabbia e il distacco ed essere dirottati da messaggi pi\u00f9 utopici o pieni di speranza del genere di quelli propinati dai predicatori di certe istituzioni religiose.<\/p>\n<p>Inoltre, mentre personalmente non sostengo l\u2019ipotesi secondo cui l\u2019apparente aumento degli episodi di questi attacchi sia il risultato diretto della creazione della zona euro, credo che la disfunzione della zona euro rifletta un\u2019ideologia neo-liberista occidentale che ha infestato il mondo.<\/p>\n<p>Non solo quest\u2019infestazione ha gettato in un caos economico un numero crescente di persone svantaggiate in tutto il mondo, ma ha anche dato vita a regimi geograficamente concentrati che hanno creato l\u2019ambiente per promuovere questo tipo di attacchi.<\/p>\n<p>La crisi, iniziata nel 2008, non \u00e8 per nulla finita nella zona euro. Gli ultimi dati sulle Job Vacancy [2] dell\u2019Eurostat mostrano che il tasso di posti vacanti nella maggior parte degli Stati membri \u00e8 rimasto a livelli depressi.<\/p>\n<p>In Grecia, il tasso di posti disponibili \u00e8 ora 0,6%, mentre nel primo trimestre del 2009 era pari al 2,2%. In Spagna il tasso si \u00e8 dimezzato. In Finlandia, nel primo trimestre del 2011, lo stesso tasso era il 2,7%, ora \u00e8 dell\u20191,1%.<\/p>\n<p>Naturalmente, questo si traduce in livelli di disoccupazione elevati e svantaggio crescente.<\/p>\n<p>Persino nel contesto della logica della cosiddetta Procedura di Squilibrio Macroeconomico (MIP [3]), \u201cun meccanismo di sorveglianza per individuare ed affrontare le tendenze economiche che possono influenzare negativamente il corretto funzionamento di uno Stato membro, della zona euro, o dell\u2019Unione europea\u201d, il sistema non \u00e8 riuscito a lavorare in maniera efficace.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2011, gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno approvato una revisione considerevole del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita (PSC). Il cosiddetto \u201cPatto di Stabilit\u00e0 e Crescita (PSC) rinforzato\u201d \u00e8 entrato in vigore dal 13 dicembre 2011.<\/p>\n<p>Il Memorandum Ufficiale ha affermato che il cosiddetto \u2018Six-Pack\u2019 ha introdotto la nuova Procedura per gli Squilibri Macroeconomici.<\/p>\n<p>Nella cosiddetta Procedura per gli Squilibri Eccessivi (EIP [4]) \u00e8 stata dettagliata una serie di interventi che mira a ridurre gli squilibri macroeconomici e che costringe i Paesi a presentare, usando le parole della Commissione europea, \u201cuna tabella di marcia chiara e scadenze ben definite per l\u2019attuazione delle azioni correttive\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intero sistema \u00e8 stato oggetto di un\u2019enorme operazione di sorveglianza (monitoraggio dell\u2019UE), di una rigorosa applicazione di sanzioni pecuniarie (pari allo 0,1% del PIL) e di un intervento centrale nel processo di bilancio di un Paese.<\/p>\n<p>La \u201cProcedura per gli Squilibri Macroeconomici\u201d incorporata nel Six-Pack ha mostrato i preconcetti contro le persone insiti e dominanti nel processo decisionale europeo.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato del meccanismo di sorveglianza MIP \u00e8 quello di \u201cidentificare con anticipo i rischi potenziali, prevenire l\u2019insorgere di squilibri macroeconomici dannosi e correggere gli squilibri gi\u00e0 in atto\u201d.<\/p>\n<p>Il cosiddetto Quadro di Valutazione MIP fa uso di dieci indicatori di \u201callerta tempestiva\u201d che forniscono informazioni sugli \u201csquilibri macroeconomici e sulle perdite di competitivit\u00e0\u201d facili da calcolare e da comunicare.<\/p>\n<p>Per valutare se vi \u00e8 uno squilibrio sono forniti valori di soglia (positivo e negativo). Le priorit\u00e0 sono chiare. Un Paese in cui il tasso di disoccupazione sia rimasto, diciamo, al 9,9% in maniera persistente negli ultimi tre anni, non \u00e8 considerata in squilibrio, dato che la soglia di allerta \u00e8 del 10%.<\/p>\n<p>La Commissione ha scelto questa soglia molto elevata perch\u00e9 aveva detto:<\/p>\n<p>\u2026 Attenzione all\u2019aggiustamento dei mercati del lavoro e non alle fluttuazioni cicliche.<\/p>\n<p>Che \u00e8 quello che dice il pensiero mainstream in merito al fatto che il problema della disoccupazione non vada considerato in termini di un\u2019insufficienza di posti di lavoro causata da livelli insufficienti di spesa, quanto piuttosto dall\u2019unico riferimento che prendono in considerazione a livello politico: le cosiddette questioni \u201cstrutturali\u201d.<\/p>\n<p>Questo, a sua volta, concentra la loro attenzione sugli \u201costacoli di mercato\u201d, la solita predilezione neoliberista [per il lato] dell\u2019offerta che ha fallito da quando \u00e8 diventata l\u2019approccio dominante nei primi anni \u201990 del 1900.<\/p>\n<p>Nella \u201cRelazione sul Meccanismo di Allerta\u201d della Commissione, che si basa su una revisione annuale del quadro di controllo MIP, ogni riferimento alla disoccupazione \u00e8 di solito accompagnato da qualche conclusione per cui i salari sono troppo elevati e devono essere ridotti in linea con la crescita della produttivit\u00e0. Non vi \u00e8 riconoscimento alcuno del fatto che la perdurante recessione abbia provocato sia il crollo della crescita della produttivit\u00e0 sia della scomparsa dei posti di lavoro per via della carenza della spesa.<\/p>\n<p>I responsabili delle decisioni politiche a livello europeo sono quindi \u201csoddisfatti\u201d con livelli di disoccupazione molto elevati, per\u00f2 nascondono il loro intento attraverso un linguaggio ingannevole.<br \/>\nUn altro preconcetto si evidenzia nel modo in cui trattano il deficit e l\u2019avanzo delle partite correnti. Essi concludono che, in relazione al deficit delle partite correnti:<\/p>\n<p>\u201c\u2026 Avanzi delle partite correnti duraturi non destano le stesse preoccupazioni circa la sostenibilit\u00e0 del debito estero e le capacit\u00e0 di finanziamento, preoccupazioni che possono incidere sul buon funzionamento della zona euro.\u201d<\/p>\n<p>Il MIP accorda pertanto \u201cun maggior grado di urgenza \u2026 [ai] \u2026 Paesi con importanti disavanzi delle partite correnti e perdite di competitivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La soglia superiore di allerta (per un surplus) \u00e8 del 6% del PIL.<\/p>\n<p>Se un Paese che raggiunge la soglia dell\u2019avanzo delle partite correnti rispetta la regola del pareggio del bilancio fiscale, allora il suo settore privato realizzer\u00e0 un risparmio complessivo del 6% del PIL, a prescindere dal tasso di crescita attuale che deriva da questi aggregati di spesa.<\/p>\n<p>Dove andranno quei risparmi? La storia ci racconta che, dopo la rinuncia alla possibilit\u00e0 di manipolare il tasso di cambio, la Germania ha mantenuto la sua competitivit\u00e0 esterna riducendo la capacit\u00e0 dei suoi lavoratori di beneficiare della crescita della produttivit\u00e0 dell\u2019economia. Questo, a sua volta, ha soffocato la domanda interna.<\/p>\n<p>Come risultato, nell\u2019economia tedesca le opportunit\u00e0 di investimento redditizie sono state limitate e il capitale ha cercato profitti altrove. I persistenti e consistenti avanzi esterni (il 6% \u00e8 un valore importante) sono stati il motivo per cui in Spagna ed altrove \u00e8 sorto un debito tanto elevato.<\/p>\n<p>Nel \u201cRapporto sul Meccanismo di Allerta 2014\u201d, pubblicato il 3 marzo 2014, la Commissione europea concludeva che la Germania era in stato di squilibrio macroeconomico a seguito del fatto che il suo surplus delle partite correnti era al di sopra della soglia del 6%, ma la elogiava perch\u00e9 le eccedenze \u201cforniscono risparmi da investire all\u2019estero\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima Relazione sul Meccanismo di Allerta 2016 si legge che:<\/p>\n<p>\u201cAttualmente, l\u2019area dell\u2019euro sta registrando un surplus delle partite correnti tra i pi\u00f9 ingenti al mondo in termini di valore. Per il 2015 si prevede che ammonti a circa 390 miliardi di euro, pari al 3,7% del PIL. La maggior parte del surplus \u00e8 dovuto alla Germania e ai Paesi Bassi, il cui contributo rappresenta il 2,5% e lo 0,7% del PIL dell\u2019area dell\u2019euro, rispettivamente \u2026 Anche i Paesi che si trovavano in una situazione di deficit ora stanno registrando posizioni di equilibrio o di surplus, necessarie al fine di garantire la sostenibilit\u00e0 delle loro posizioni nei confronti dell\u2019estero \u2026<\/p>\n<p>Nel caso della Germania, quando si considera la posizione nel ciclo economico, l\u2019avanzo \u2013 corretto per il ciclo \u2013 \u00e8 superiore al livello generale dell\u2019inflazione.\u201d<\/p>\n<p>Notiamo che i \u201cPaesi che erano in deficit\u201d stanno raggiungendo queste posizioni di pareggio contraendo le importazioni per via di tassi di crescita depressi e livelli di disoccupazione elevati.<\/p>\n<p>La posizione della Germania \u00e8 ridicola. Nell\u2019Allegato Statistico del Rapporto sul Meccanismo di Allerta 2016, fino al 2014 la Germania mantiene una surplus delle partite correnti, calcolato come media su 3 anni, del 6,9%.<\/p>\n<p>Ma se aveste pensato che non fosse troppo negativo, allora guardate il grafico seguente, che mostra il saldo delle partite correnti al terzo trimestre 2015. In quel trimestre, l\u2019avanzo era salito all\u20198,1% del PIL.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-23714\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Germany_CAS_1971_2015Q3-300x186.jpg\" alt=\"germany_cas_1971_2015q3\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Germany_CAS_1971_2015Q3-300x186.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Germany_CAS_1971_2015Q3.jpg 524w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Commissione ha pi\u00f9 volte detto alla Germania (l\u2019ultima volta a febbraio 2015) che il surplus esterno richiede \u201cun\u2019azione decisiva e un monitoraggio\u201d, ma non \u00e8 riuscita a fare nulla al riguardo.<br \/>\nIn valutazioni precedenti, la Commissione ha detto alla Germania che deve trovare il modo di \u201crafforzare la domanda interna e il potenziale di crescita dell\u2019economia\u201d. Tuttavia, evita sempre il problema principale.<\/p>\n<p>Una maggiore domanda interna necessita di una crescita dei salari pi\u00f9 rapida, sia per aumentare l\u2019andamento dei consumi, molto modesti, sia per attrarre investimenti nel mercato interno.<\/p>\n<p>Ma un tale cambiamento sarebbe in contrasto con la mentalit\u00e0 mercantilistica che domina il Paese, perch\u00e9 ridurrebbe il vantaggio competitivo di cui la Germania gode rispetto ad altri Paesi che hanno trattato i loro lavoratori in modo pi\u00f9 equo.<\/p>\n<p>Questo pone anche la questione della disuguaglianza. Nel quadro di valutazione della MIP non vi \u00e8 alcun indicatore del reddito nazionale o della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p>Nonostante la negazione neoliberista, le disparit\u00e0 di reddito minano la crescita economica.<\/p>\n<p>Persino il FMI, ora, ha riconosciuto quel punto. Secondo il Gruppo Socio-Economico Tedesco (SOEP), uno studio longitudinale rappresentativo su ampia scala sulle famiglie, che si trova presso l\u2019istituto tedesco per la ricerca economica \u2013 il DIW di Berlino \u2013 in Germania la disuguaglianza nella distribuzione del reddito \u00e8 aumentata notevolmente da quando si \u00e8 unita alla zona euro.<\/p>\n<p>Tra il 1997 e il 2008, mentre il 10% pi\u00f9 povero dei percettori di reddito in Germania ha percepito il 15% in termini di reddito annuo medio, il 10% pi\u00f9 ricco ha goduto di un aumento del 28%.<\/p>\n<p>Le riforme Hartz e l\u2019imperativo ad esportare sono stati una parte importante di questa disuguaglianza crescente. Per ottenere un aumento della spesa interna, in Germania \u00e8 necessaria una ridistribuzione sostanziale del reddito.<\/p>\n<p>La conclusione, arrivata dopo aver valutato tutti gli indicatori ecc., \u00e8 che come sistema monetario la zona euro ha categoricamente fallito.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/caos-europa-sistema-monetario-imperfetto-1a-parte\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/caos-europa-sistema-monetario-imperfetto-1a-parte\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (William Mitchell) Ho passato un bel po\u2019 di tempo al mese in diversi aeroporti e odio i fastidiosi controlli di sicurezza, che a volte sembrano estremamente futili. 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