{"id":23734,"date":"2016-10-11T13:31:42","date_gmt":"2016-10-11T11:31:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23734"},"modified":"2016-10-11T15:28:44","modified_gmt":"2016-10-11T13:28:44","slug":"sono-vegano-perche-voglio-ridurre-il-mio-impatto-sulla-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23734","title":{"rendered":"Sono vegano perch\u00e9 voglio ridurre il mio impatto sulla natura"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COME DONCHISCIOTTE (George Mombiot)<\/strong><\/p>\n<p>NON C\u2019E\u2019 NIENTE NEL MONDO CHE ABBIA UN IMPATTO SU DI ESSO QUANTO L\u2019ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI: SE DAVVERO TENIAMO AL PROBLEMA DOVREMMO ELIMINARE CARNE, PRODOTTI CASEARI E UOVA<\/p>\n<p>Il mondo pu\u00f2 sostenere 7 miliardi di persone, anche 10, ma solo se smettiamo di mangiare carne. L\u2019allevamento di animali \u00e8 la cosa che amplifica al massimo l\u2019impatto dell\u2019uomo sul pianeta. Ci\u00f2 che lo rende cos\u00ec distruttivo \u00e8 la superficie di terra necessaria per sostenere una dieta a base di carne animale.<\/p>\n<p>Uno studio condotto dall\u2019agricoltore e ricercatore Simon Fairlie indica che il Regno Unito potrebbe benissimo alimentare la propria popolazione con prodotti nazionali; ma mentre una dieta basata su una quantit\u00e0 moderata di carne, prodotti caseari e uova richiede una superficie di 11 milioni di ettari di terra (di cui 4 milioni arabili), una dieta vegana richiede solo 3 milioni. Non solo gli essere umani non hanno alcun bisogno di foraggio, semi, legumi ed altri mangimi, ma potrebbero farne un uso pi\u00f9 efficiente se invece di darli agli animali li consumassero per se stessi.<\/p>\n<p>Quei 15 milioni di ettari di terra utilizzati oggi nel Regno Unito per l\u2019allevamento, potrebbero essere destinati alla natura. In un mondo vegano, invece, il Regno Unito riuscirebbe ad alimentare 200 milioni di persone. Estendendo questo pensiero sperimentale al resto del mondo, non \u00e8 difficile immaginare quanto si vivrebbe meglio se si smettesse di allevare animali. Potremmo convivere benissimo con foreste pluviali, savane, paludi e altri sistemi naturali, ma non con la nostra dieta attuale.<\/p>\n<p>Non essendo stati in grado di comprendere il problema in termini di spazio, pensiamo di poter risolvere i problemi etici passando dagli allevamenti intensivi a quelli all\u2019aperto. Niente \u00e8 pi\u00f9 lontano dalla verit\u00e0. Gli allevamenti all\u2019aperto sono sicuramente pi\u00f9 gentili con gli animali ma molto pi\u00f9 crudeli per il resto del mondo.<\/p>\n<p>Quando la gente critica gli allevamenti, di solito utilizza il termine \u2018intensivi\u2019. Tuttavia, gli allevamenti \u201cestensivi\u201d, per loro definizione, provocano danni ancora maggiori alla natura di quelli intensivi, poich\u00e9 per la stessa quantit\u00e0 di cibo, hanno bisogno di maggiori superfici di terra. Tenere gli animali in recinti, in Amazzonia, nelle praterie statunitensi o australiane o sulle colline inglesi, provoca pi\u00f9 danno degli allevamenti intensivi, per quanto questi possano essere crudelI per gli animali.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni, mentre acquisivo sempre maggiore coscienza di queste scomode verit\u00e0, ho eliminato gradualmente dalla mia dieta quotidiana la carne animale, ma continuavo a consumare uova e latte. Conoscevo l\u2019impatto ambientale dei raccolti di mais, soia e legumi di cui si nutrono bovini e pollame. Sapevo della quantit\u00e0 di rifiuti prodotti, dei cambiamenti climatici, dell\u2019 inquinamento atmosferico. Ma l\u2019avidit\u00e0 aveva le meglio su di me: formaggi, yogurt, burro e uova mi piacevano troppo.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 successo qualcosa che ha abbattuto il mio muro di negazione. Lo scorso settembre, volevo organizzare una giornata al fiume Culm nel Devon, zona rinomata per le sue bellezze naturali. Il tratto che avevo intenzione di esplorare lo trovai ridotto ad un fosso puzzolente, quasi senza vita, tranne che per qualche fungo nato nelle acque reflue. Cercando la causa dell\u2019inquinamento, sono risalito ad un caseificio. Una persona del posto mi ha detto che ormai erano diversi mesi che si era verificato quel disastro, ma i suoi sforzi per convincere l\u2019Agenzia per l\u2019Ambiente britannica (ente regolatore governativo) a prendere provvedimenti erano stati del tutto inutili.<\/p>\n<p>Ho pubblicato sul Guardian le foto che avevo fatto suscitando un certo scalpore. Ma l\u2019Agenzia per l\u2019Ambiente continuava a non agire. Poneva scuse talmente assurde che iniziai a capire che non si trattava di semplice incompetenza. Dopo aver pubblicato un altro articolo su questa situazione farsesca, due funzionari dell\u2019Agenzia mi hanno chiamato separatamente. Mi hanno detto che gli era stato ordinato di non prendere alcuna iniziativa al riguardo di quell\u2019incidente segnalato. I motivi, secondo loro, avevano a che fare con pressioni politiche governative.<\/p>\n<p>Fu quella la mia scintilla: perch\u00e9 mai, ragionai, dovrei sostenere un\u2019industria che il governo si rifiuta di regolamentare? Da allora, ho eliminato dalla mia dieta praticamente tutti gli alimenti che provengono dal mondo animale. Non \u00e8 per me un fatto religioso o morale. Se mi trovo a casa di amici posso anche accettare in quella occasione una dieta vegetariana e non vegana. Se sono in viaggio mi pu\u00f2 anche capitare di mettere un po\u2019 di latte nel t\u00e8. Una volta ogni tanto mangio un uovo per colazione. Una volta al mese vado a pescare aringhe o sardine (se si pesca, \u00e8 meglio pescare pesci in fondo alla catena alimentare). Forse tre o quattro volte l\u2019anno, in occasioni speciali, posso anche mangiare carne di allevamento: un p\u00f2 per gola e un po\u2019 per non essere il fantasma della festa pi\u00f9 di quanto non lo sia gi\u00e0. Questo adattamento occasionale credo sia anche utile per non ricadere nelle abitudini.<\/p>\n<p>Per\u00f2 mangio carne di animali morti in incidenti stradali, quando \u00e8 disponibile e di animali uccisi dagli agricoltori perch\u00e9 infestano i raccolti, che altrimenti finirebbero in discarica. Al momento attuale, poich\u00e9 nel paese c\u2019\u00e8 abbondanza di piccioni, cervi, conigli e scoiattoli che vengono regolarmente soppressi poich\u00e9 infestano l\u2019agricoltura, mangiare la loro carne non ha conseguenze ambientali. Potrei essere definito oltre che vegano, un \u201cinfestariano\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, questo mi capita piuttosto raramente. Ormai, il 97% della mia dieta quotidiana consiste in prodotti del mondo vegetale. Mangio molti legumi, semi, frutta secca e quantit\u00e0 industriali di verdure. Quasi mi considero incluso tra le 500,000 persone inglesi completamente vegane \u2013 anche se non del tutto. Ovviamente, queste scelte hanno un loro impatto, ma in genere molto minore di quelle legate al consumo delle carni, dei prodotti caseari e delle uova. Paradossalmente, se volete che si produca meno soia, mangiate pi\u00f9 soia: mangiare prodotti animali tende a creare un consumo maggiore di soia, anche se indirettamente. Quasi tutta la soia coltivata nelle aree dove prima c\u2019erano le foreste equatoriali \u00e8 destinata ai mangimi animali. Sostituendo la carne con la soia si riduce il danno ambientale per chilo di proteine del 96%.<\/p>\n<p>Dopo quasi un anno di questa dieta, ho perso circa 7 chili. Mi sento meglio di prima e la mia voglia di grassi animali \u00e8 praticamente scomparsa. I formaggi non mi attirano pi\u00f9 di un pezzo di lardo. La mia asma \u00e8 quasi scomparsa. Ci saranno anche delle probabili spiegazioni, ma non sarei sorpreso se fossero collegate ad esempio all\u2019eliminazione totale del latte. E\u2019 vero, per cucinare devo impegnarmi di pi\u00f9, ma questa non \u00e8 una cosa negativa.<\/p>\n<p>Mangiare carne \u00e8 strettamente associato all\u2019immagine convenzionale delle virilit\u00e0, e alcune persone si sentono come smarrite al pensiero di non poter mangiare prodotti derivanti dal mondo animale. Un politico italiano pochi giorni fa ha proposto di arrestare quei genitori che impongono ai loro figli una dieta strettamente vegana \u2013 nel caso provochi la loro denutrizione o malnutrizione. Strano per\u00f2, ha omesso di proporre la stessa misura in caso li nutrano di continuo con patatine fritte e wurstel.<\/p>\n<p>Questa estate, durante un festival, per caso ho incontrato di nuovo quella persona del Devon che aveva tentato di persuadere l\u2019Agenzia per l\u2019Ambiente inglese a prendere provvedimenti per il degrado del fiume Culm. Mi ha detto che la situazione non \u00e8 cambiata. Quando bisogna scegliere tra proteggere la natura e accontentare bramosie lobbistiche, la maggior parte dei governi sceglie la seconda opzione. Ma noi come individui possiamo dissociarsi da questa forma di corruzione. Se ognuno di noi esercitasse questa scelta, dubito che se ne pentir\u00e0.<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"http:\/\/comedonchisciotte.org\/vegano-perche-voglio-ridurre-mio-impatto-sulla-natura\/\">http:\/\/comedonchisciotte.org\/vegano-perche-voglio-ridurre-mio-impatto-sulla-natura\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DONCHISCIOTTE (George Mombiot) NON C\u2019E\u2019 NIENTE NEL MONDO CHE ABBIA UN IMPATTO SU DI ESSO QUANTO L\u2019ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI: SE DAVVERO TENIAMO AL PROBLEMA DOVREMMO ELIMINARE CARNE, PRODOTTI CASEARI E UOVA Il mondo pu\u00f2 sostenere 7 miliardi di persone, anche 10, ma solo se smettiamo di mangiare carne. L\u2019allevamento di animali \u00e8 la cosa che amplifica al massimo l\u2019impatto dell\u2019uomo sul pianeta. 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