{"id":23738,"date":"2016-10-11T16:10:15","date_gmt":"2016-10-11T14:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23738"},"modified":"2016-10-11T16:10:15","modified_gmt":"2016-10-11T14:10:15","slug":"nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23738","title":{"rendered":"Nel nome di J. P. Morgan. Le ragioni economiche della controriforma costituzionale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GUGLIELMO FORGES DAVANZATI<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto di riforma costituzionale \u00e8 stato autorevolmente commentato da numerosi costituzionalisti, che hanno concentrato la loro attenzione sugli aspetti propriamente giuridici e politici del cambiamento prospettato<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftn1\">[1]<\/a>. Nel dibattito che si \u00e8 sviluppato in questi mesi, minore attenzione hanno ricevuto interpretazioni che attengono a ragioni di carattere propriamente economico che spingono verso la riforma della Costituzione italiana.<\/p>\n<p>Per individuarle conviene partire da un fatto ampiamente noto. J.P.Morgan, una delle Istituzioni finanziarie pi\u00f9 importanti su scala globale, in un documento del 2013, ha rilevato l\u2019impronta \u201csocialista\u201d che sarebbe implicita nella nostra Carta costituzionale<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftn2\">[2]<\/a>. In effetti, si tratta di un\u2019interpretazione che pu\u00f2 essere condivisa se si leggono gli articoli che pi\u00f9 direttamente riguardano la sfera economica e, in particolare, quelli che danno allo Stato anche funzioni di programmazione. Evidentemente, dal punto di vista degli interessi della finanza che quella Istituzione rappresenta, la presenza di elementi di \u201csocialismo\u201d nella nostra Costituzione deve essere particolarmente sgradita. Va chiarito che il documento di J.P. Morgan \u00e8 estremamente rilevante, anche al di l\u00e0 del progetto di riforma costituzionale, perch\u00e9 aiuta bene a comprendere i processi di <em>depoliticizzazione <\/em>in atto: ovvero processi che demandano a tecnici non eletti la gestione della politica economica, a condizione che quest\u2019ultima sia concepita in modo da \u201cnon essere invisa alle banche centrali\u201d<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>La propaganda governativa non richiama l\u2019ammonimento di J.P. Morgan, non fa riferimento al \u2018socialismo costituzionale\u2019 italiano, preferendo concentrarsi essenzialmente su due aspetti.<\/p>\n<p>1. La riforma costituzionale si rende necessaria per ridurre i costi della politica.<\/p>\n<p>2. La riforma costituzionale si rende necessaria per accelerare i tempi di decisione.<\/p>\n<p>Il primo argomento appare suscettibile di una immediata critica, che riguarda il fatto che, se davvero si intende ridurre i \u201ccosti della politica\u201d, non si capisce per quale ragione non farlo \u2013 in modo estremamente pi\u00f9 semplice \u2013 attraverso l\u2019attuazione delle numerosissime proposte di riduzione degli stipendi e degli emolumenti di chi ci rappresenta. Peraltro, come \u00e8 stato osservato, la previsione per la quale i senatori non percepiranno indennit\u00e0 in quanto senatori (il che, ci viene detto, \u00e8 un risparmio) \u00e8 combinata con la previsione che le medesime indennit\u00e0 i senatori le percepiranno dalle istituzioni da cui sono espressi<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftn4\">[4]<\/a>. Ci\u00f2 al netto del fatto che \u2013 ed \u00e8 bene ricordarlo \u2013 la remunerazione accordata a chi svolge attivit\u00e0 politica ha il suo fondamento nella possibilit\u00e0 data ai meno abbienti di assumere incarichi. E\u2019 evidente che nella situazione attuale questi emolumenti hanno assunto dimensioni la cui legittimazione \u00e8 oggettivamente difficile da darsi, ma \u00e8 altrettanto evidente che la politica ha un costo; riforma o meno.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 di pi\u00f9, considerando che sebbene elevati in termini assoluti questi costi appaiono assolutamente marginali rispetto ai costi che i cittadini italiani (in particolare, i lavoratori dipendenti e le piccole imprese) sostengono per una tassazione che serve solo in misura marginale a pagare il ceto politico. E che serve semmai a generare avanzi di bilancio. E tuttavia, nel confronto con la media europea, ci troviamo di fronte al paradosso per il quale siamo maggiormente tassati per pagare pi\u00f9 di altri una classe politica che, nella sua espressione governativa, ci somministra dosi di austerit\u00e0 fiscale (riduzioni di spesa combinate con aumenti della pressione fiscale) superiori a quanto accade altrove.<\/p>\n<p>Il secondo argomento, apparentemente inoppugnabile (chi vorrebbe maggiore lentezza delle decisioni?), \u00e8 maggiormente rilevante giacch\u00e9 attiene ai rapporti fra dimensione economica e sfera delle decisioni politiche. La Costituzione che si intende ridisegnare \u00e8, a ben vedere, una Costituzione modellata su parametri di efficienza economica, ovvero, finalizzata a rendere l\u2019economia italiana pi\u00f9 attrattiva per gli investitori esteri. Questo sembra il punto essenziale sul quale si gioca questa partita. In un contesto che si definisce di globalizzazione, effettivamente ci\u00f2 che conta \u00e8 la rapidit\u00e0 delle decisioni politiche che asseconda la rapidit\u00e0 dei processi di produzione e vendita di merci: la c.d. <em>time-based competition <\/em>che diventa competizione fra Stati anche sulla rapidit\u00e0 delle scelte politiche<em>.<\/em> Letta in questa prospettiva, la riforma appare del tutto coerente con una logica, per cos\u00ec dire, efficientista: logica che, tuttavia, \u00e8 in radicale contrasto con la tutela dei diritti, in particolare dei diritti sociali. Ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019efficienza dei processi decisionali, come si legge nei documenti preparatori della riforma redatti da questo Governo (peraltro, del tutto in linea con i governi che lo hanno preceduto).<\/p>\n<p>Vi \u00e8 anche da rilevare che il tema della qualit\u00e0 delle istituzioni \u00e8 stato oggetto, negli ultimi anni, di studi compiuti prevalentemente da economisti (si pensi, innanzitutto, alla c.d. analisi economica del<br \/>\ndiritto). Si tratta di studi che, applicando l\u2019assunto della scelta razionale ai problemi di decisione politica e di disegno delle istituzioni, giungono fondamentalmente alla conclusione che \u00e8 ottimale quel disegno delle istituzioni (costituzioni comprese) che istituisce un meccanismo di incentivo\/disincentivo tale da rendere possibile la massimizzazione del benessere sociale<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>In un certo senso, \u00e8 questa la base teorica della riforma che si intende attuare: il passaggio, niente affatto neutrale, da un modello costituzionale pensato per la tutela dei diritti sociali, attraverso un incisivo intervento pubblico in economia, a un modello costituzionale pensato in una logica di perseguimento di obiettivi di efficienza economica, da perseguire mediante il minimo intervento pubblico in economia (si pensi, a riguardo, alla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio).<\/p>\n<p>Ma qui, il punto ulteriore in discussione riguarda il nesso che viene a istituirsi fra \u2018governabilit\u00e0\u2019 ed efficienza, dal momento che non \u00e8 affatto scontato che una maggiore rapidit\u00e0 dei tempi della decisione politica implichi un aumento dell\u2019efficienza di sistema. In altri termini, appare discutibile l\u2019idea che, se anche il superamento di una Costituzione basata sulla tutela di diritti sociali si renda necessario per garantire la \u2018governabilit\u00e0\u2019, quest\u2019ultima produca benessere per tutti.<\/p>\n<p>A ben vedere, sussistono ottime ragioni per ritenere che il decisore politico \u00e8 \u201ccatturato\u201d da gruppi di interesse e che, ponendo la questione in questi termini, il solo risultato ragionevolmente prevedibile a seguito della riforma costituzionale pu\u00f2 configurarsi sotto forma di maggiore governabilit\u00e0 a beneficio dei gruppi di interesse che il Governo difende<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftn6\">[6]<\/a>. E, almeno in questa fase storica, non sono certo n\u00e9 i lavoratori dipendenti, n\u00e9 i pensionati, n\u00e9 le piccole imprese. Va chiarito, a riguardo, che esiste un\u2019ampia letteratura economica che mostra come un fondamentale presupposto per la crescita economica risieda esattamente nella tutela dei diritti sociali e, a questi connessi, a una pi\u00f9 equa distribuzione del reddito. Ma si tratta di una letteratura marginalizzata dal pensiero dominante e palesemente non funzionale all\u2019attuale modello di sviluppo, basato semmai su crescenti diseguaglianze distributive e su quella che Luciano Gallino, nei suoi ultimi scritti, definiva la \u2018lotta di classe dall\u2019alto\u2019.<\/p>\n<p>In questo senso, il referendum ha una notevole implicazione economica, giacch\u00e9 pone in evidenza il fondamentale discrimine fra una visione della carta costituzionale come strumento di tutela delle fasce deboli della popolazione e una visione della stessa come dispositivo finalizzato alla governabilit\u00e0 per l\u2019efficienza, laddove quest\u2019ultima passa attraverso il superamento del modello di democrazia economica delineato nella Costituzione attualmente vigente.<\/p>\n<p><strong>NOTE<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftnref1\">[1]<\/a> Si veda, fra gli altri, per il fronte del NO: Zagrebelsky, <em>Il mio no per evitare una democrazia svuotata<\/em>, Micromega-on line, maggio 2016. Si rinvia anche a G.Azzariti,<em>Contro il revisionismo costituzionale<\/em>, Bari, Laterza, 2016. Per le ragioni del SI si rinvia, fra gli altri, a Salvatore Curreri, <em>Le critiche che la riforma costituzionale non merita: <\/em><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/salvatore-curreri\/riforma-costituzionale-critiche-giuseppe-gargani_b_10201920.html\">http:\/\/www.huffingtonpost.it\/salvatore-curreri\/riforma-costituzionale-critiche-giuseppe-gargani_b_10201920.html<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftnref2\">[2]<\/a> J. P. Morgan, <em>The Euro area adjustment: about halfay there, <\/em>\u201cEuropean Economic Research\u201d, 28 marzo 2013. Per un commento a questo articolo, si veda:<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/06\/19\/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste\/630787\/\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/06\/19\/ricetta-jp-morgan-per-uneuropa-integrata-liberarsi-delle-costituzioni-antifasciste\/630787\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftnref3\">[3]<\/a> H. Radice, <em>Reshaping fiscal policies in Europe<\/em>, \u201cThe Bullet\u201d, febbraio 2013.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftnref4\">[4]<\/a> D. Gallo, <em>Le ragioni del NO all\u2019arretramento costituzionale<\/em>, Micromega on-line, 31 maggio 2016.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftnref5\">[5]<\/a> V., fra gli altri, R.A Posner, <em>The economic analysis of law, <\/em>Harvard, Harvard University Press, 1999.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/#_ftnref6\">[6]<\/a> Sul tema, si rinvia, fra gli altri a P. Burnham, <em>New Labour and the politics of depoliticization<\/em>, \u201c<cite>British Journal of Politics and International Relations\u201d<\/cite> 3\/2, 2001, pp. 127-149, che sottolinea la sostanziale impossibilit\u00e0 di coniugare le nuove modalit\u00e0 di regolazione del capitalismo con la democrazia, cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta nel Novecento.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nel-nome-di-j-p-morgan-le-ragioni-economiche-della-controriforma-costituzionale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUGLIELMO FORGES DAVANZATI Il progetto di riforma costituzionale \u00e8 stato autorevolmente commentato da numerosi costituzionalisti, che hanno concentrato la loro attenzione sugli aspetti propriamente giuridici e politici del cambiamento prospettato[1]. 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