{"id":23744,"date":"2016-10-12T08:30:19","date_gmt":"2016-10-12T06:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23744"},"modified":"2016-10-11T19:17:12","modified_gmt":"2016-10-11T17:17:12","slug":"foodora-la-nuova-economia-a-cottimo-sciopera-anche-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23744","title":{"rendered":"Foodora: la \u2018nuova\u2019 economia a cottimo sciopera anche a Torino"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Redazione Torino)<\/strong><\/p>\n<p>Lo scorso sabato a Torino c\u2019\u00e8 stato forse il primo caso italiano di sciopero della \u201cgig economy\u201d, ossia la nuova economia del lavoro a \u201ccottimo\u201d (gig in inglese), possibile grazie alle nuove tecnologie. La protesta ha riguardato il settore della consegna del cibo, un ambito che come riporta un recente articolo di Wired in Italia \u00e8 in piena espansione e ad oggi vale 400 milioni di euro. Numeri ottenuti anche grazie a contratti di lavoro iper precari e mal pagati, in un contesto scarsamente organizzato dal punto di vista sindacale. Un contesto favorito anche dal fatto che, come gi\u00e0 nel caso di Uber, alle imprese basta disconnettere un lavoratore dalla app che organizza i turni per liberarsi di lui. Ma nonostante condizioni oggettivamente difficili i lavoratori stanno cominciando ad organizzarsi anche in questi settori, come si \u00e8 visto nel caso di Londra.<\/p>\n<p>Sabato i lavoratori di Foodora, una delle due principali aziende attive in Italia nel settore del \u201cfood delivery\u201d, sono scesi in piazza a Torino per protestare contro le condizioni di lavoro vessatorie imposte dall\u2019azienda. La loro protesta ha avuto molta eco sui media nazionali, e Foodora \u00e8 stata costretta a convocare, ieri, un incontro con i lavoratori dopo che la pagina Facebook dell\u2019azienda \u00e8 stata presa d\u2019assalto da commentatori inferociti che chiedevano conto all&#8217;impresa delle sue politiche contro i lavoratori. Dopo la riunione l\u2019azienda (che aveva esplicitamente chiesto di non portare rappresentanti sindacali all\u2019incontro) si \u00e8 presa tempo fino a gioved\u00ec per rispondere alle richieste dei lavoratori.<\/p>\n<p>Abbiamo intervistato uno dei rider (i consegnatori in bicicletta) scesi in piazza sabato.<\/p>\n<p>Come \u00e8 nato il vostro movimento di protesta?<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 partito dal fatto che la manutenzione della bicicletta, il nostro mezzo di lavoro, da contratto \u00e8 a carico nostro. La prima proposta \u00e8 stata quella di una raccolta firme fra i lavoratori per firmare una convenzione di modo che l\u2019azienda si facesse carico dei costi di riparazione. Ci siamo quindi rivolti ad un sindacalista della CUB, che ci ha suggerito di fare riferimento alla categoria lavorativa dei rappresentanti di commercio, che fra le altre cose ricevono un rimborso per l\u2019usura del mezzo di trasporto.<\/p>\n<p>La questione si \u00e8 poi allargata al nostro contratto di lavoro. Noi abbiamo una sorta di contratto a progetto con l\u2019azienda (per cui i lavoratori non risultano dipendenti ma \u201ccollaboratori\u201d, ndt), ma il fatto che abbiamo degli orari concordati e un luogo di partenza per le consegne prefissato (per essere \u201cconnesso al sistema\u201d un lavoratore deve trovarsi in una determinata piazza di Torino) per noi prova che in realt\u00e0 quello con l\u2019azienda sia un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente. Quello che chiediamo \u00e8 quindi l\u2019abolizione di questo co.co.co e l\u2019inquadramento in un contratto nazionale per tutti i rider e i promoter (le ragazze e i ragazzi che fanno pubblicit\u00e0 all\u2019azienda, ndt).<\/p>\n<p>L\u2019attuale contratto che tipo di tutele prevede, ad esempio in caso di infortuni?<\/p>\n<p>Se un lavoratore si infortuna durante il servizio di consegna \u00e8 coperto in parte dall\u2019INAIL ed in parte eventualmente dall\u2019azienda, nel caso la copertura INAIL non basti. Ad esempio un rider \u00e8 caduto e si \u00e8 rotto un dente. L\u2019INAIL e in l\u2019azienda hanno pagato per la ricostruzione. Il problema \u00e8 che la malattia non ci \u00e8 pagata, per cui il ragazzo che si \u00e8 rotto il dente non ha lavorato nei giorni successivi e di conseguenza non \u00e8 stato pagato.<\/p>\n<p>Un altro motivo di protesta \u00e8 il cambiamento nella forma di retribuzione: da un pagamento fisso orario ad una\u00a0misera paga a cottimo\u2026<\/p>\n<p>S\u00ec, fino ad un mese fa tutti ricevevamo una paga oraria di 5 euro e quaranta. Poi l\u2019azienda ha cominciato ad assumere molti nuovi rider, per (parole loro) \u201criciclare la flotta levando le mele marce\u201d. Ai nuovi assunti \u00e8 stato proposto un pagamento a cottimo di 2 euro e settanta a consegna. L\u2019azienda ha sostenuto che questa forma di pagamento \u00e8 migliore, perch\u00e9 cos\u00ec si possono fare pi\u00f9 soldi, ma questo spesso non \u00e8 vero e si rischia di dare la disponibilit\u00e0 per un\u2019ora e guadagnare poco o niente. Per ora la nuova forma di pagamento \u00e8 limitata ai nuovi iscritti, e i capi hanno cercato di limitare il malcontento mettendo i nuovi lavoratori nei turni serali (quando ci sono pi\u00f9 ordini), mentre quelli con la paga oraria sono messi nei turni pomeridiani. Ma dal 30 novembre vorrebbero allargare il pagamento a cottimo a tutta la flotta di fattorini. Per questo un\u2019altra delle nostre rivendicazioni \u00e8 l\u2019abolizione del cottimo e l\u2019ottenimento di una retribuzione oraria fissa pi\u00f9 i bonus per ciascuna consegna.<\/p>\n<p>Come vi siete organizzati fino ad arrivare allo \u201csciopero\u201d di sabato sera?<\/p>\n<p>Inizialmente ci si parlava nei ritagli di tempo fra una consegna e l\u2019altra, nei luoghi di ritrovo da cui si parte in quattro o cinque per andare a fare le consegne. Poi abbiamo cominciato a trovarci in maniera pi\u00f9 organizzata, anche tramite una chat. La cosa interessante \u00e8 che molti sono alla prima esperienza di lotta: a lavorare per Foodora sono spesso studenti o persone alla prima esperienza lavorativa. Per questo \u00e8 stato significativo portare in piazza una cinquantina di lavoratori (su circa 200), al di l\u00e0 della semplice adesione allo sciopero.<\/p>\n<p>Come ha reagito l\u2019azienda e cosa farete adesso?<\/p>\n<p>L\u2019azienda ha reagito in maniera molto goffa. L\u2019azione di sabato ha avuto molto risalto mediatico, con articoli su alcuni dei principali quotidiani italiani. Ai giornalisti che chiedevano se fossimo effettivamente pagati cos\u00ec poco l\u2019azienda ha risposto che non era vero, salvo poi affermare che non poteva dare le vere cifre per ragioni di riservatezza. Contemporaneamente ha licenziato due ragazze che non lavoravano come rider ma come promoter. La loro colpa? Aver partecipato ad una delle assemblee dei rider in cui discutevamo il da farsi (il licenziamento \u00e8 avvenuto tramite rimozione delle due promoter dalla applicazione tramite cui si danno le disponibilit\u00e0 orarie, a dimostrazione della precariet\u00e0 dei contratti che offre Foodora, ndt). Per questo, oltre all\u2019abolizione del cottimo e del co.co.co, chiediamo la cessazione definitiva dei provvedimenti disciplinari. Nel caso l\u2019azienda oggi rifiutasse le nostro condizioni continueremo con la nostra protesta, che sta avendo una grande eco. Tieni conto che Foodora si basa sulla pubblicit\u00e0, quindi per loro questa tempesta mediatica \u00e8 davvero un duro colpo. Speriamo che la lotta si allarghi anche a Milano (l\u2019unica altra citt\u00e0 italiana in cui ad oggi \u00e8 presente Foodora, ndt), dove non ci sono ancora state forme di protesta organizzate, anche per via di oggettive difficolt\u00e0 logistiche dovute alla dimensione della citt\u00e0. Intanto consigliamo di seguirci sulla nostra pagina Facebook e di continuare a subissare i social di Foodora di messaggi di protesta.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/altro\/2016\/10\/11\/foodora-economia-cottimo-sciopera-084523\">http:\/\/contropiano.org\/altro\/2016\/10\/11\/foodora-economia-cottimo-sciopera-084523<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Redazione Torino) Lo scorso sabato a Torino c\u2019\u00e8 stato forse il primo caso italiano di sciopero della \u201cgig economy\u201d, ossia la nuova economia del lavoro a \u201ccottimo\u201d (gig in inglese), possibile grazie alle nuove tecnologie. La protesta ha riguardato il settore della consegna del cibo, un ambito che come riporta un recente articolo di Wired in Italia \u00e8 in piena espansione e ad oggi vale 400 milioni di euro. 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