{"id":23802,"date":"2016-10-13T11:17:40","date_gmt":"2016-10-13T09:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23802"},"modified":"2016-10-13T11:17:40","modified_gmt":"2016-10-13T09:17:40","slug":"ci-vuol-altro-per-far-della-satira","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23802","title":{"rendered":"Ci vuol altro, per far della satira"},"content":{"rendered":"<p><em>Una bella riflessione sul sacro, a partire dai sacrileghi di Charlie Hebdo<\/em><\/p>\n<p>di <strong>FRANCO CARDINI<\/strong><\/p>\n<p>Ormai da qualche anno, abito quasi pi\u00f9 a Parigi che a Firenze. Mi chiedo come avrebbero reagito quass\u00f9, tra i cieli bigi \u2013 anche se in questo momento fa bello ed \u00e8 caldissimo \u2013, qualche mese fa, quando la Senna ha minacciato d\u2019inondare la <em>Ville Lumi\u00e8re, <\/em>se fosse accaduto davvero (magari con qualche centinaio di morti) e un settimanale italiano avesse pubblicato una vignetta sul tema \u201cI parigini annegati nella zuppa di cipolle; alcuni si salvano di barchette di <em>pommes frites<\/em>\u201d. Sicuramente vi sarebbe stata indignazione diffusa, insieme al solito disprezzo strisciante per gli italiani, \u201cmaccheron\u00ec, pizz\u00e0 et mafi\u00e0\u201d.<span id=\"more-489\"><\/span><\/p>\n<p>Certo, non abbiamo la loro <em>grandeur<\/em>: anche se il loro Francesco I nel castello di Amboise si teneva ben stretto l\u2019autore della <em>Gioconda, <\/em>e quanto al loro pi\u00f9 grande generale era un un c\u00f2rso di origini toscane, forse nato cittadino genovese. Magari, per\u00f2, qualche volta abbiamo un po\u2019 pi\u00f9 stile di qualcuno di loro. E siamo anche meglio attrezzati quanto a gastrofilologia. Eh, s\u00ec: perch\u00e9 mi chiedo quale pessimo finto ristorante italiota (di quelli turistici, che nei loro <em>menus <\/em>scrivono \u201cspageti\u201d, ossobucco\u201d e \u201ctaglatele\u201d) frequenti il vignettista di \u201cCharlie Hebdo\u201d che ha disegnato i nostri poveri morti all\u2019italiana del recente terremoto sepolti a strati sotto \u201cpenne al sugo di pomodoro\u201d, \u201cpenne gratinate\u201d, \u201clasagne\u201d. Li avesse inumati sotto una montagna di bucatini all\u2019amatriciana o di strangozzi alla norcina, almeno avrebbe rispettato la gastrogeoantropologia centroitalica. Invece no, nemmeno quello. Se ne dovrebbe dedurre, stando a \u201cCharlie Hebdo\u201d, che tutta la <em>douce France <\/em>si stia sempre pi\u00f9 adeguando ai livelli di sagacia e di finezza dei suoi ultimi\u00a0 presidenti, soprattutto l\u2019ineffabile\u00a0 Hollande. Fortuna che non \u00e8 sempre cos\u00ec.<\/p>\n<p>Scherzi a parte, riprendiamo la polemica affiorata proprio a proposito di \u201cCharlie Hebdo\u201d: quando l\u2019Europa intera si divise sulla vignette antimusulmane \u2013 che francamente tuto facevano men che ridere \u2013 e poi si divise di nuovo sulla libert\u00e0 della satira quando qualcuno osserv\u00f2 che in fondo i redattori di quel celebre foglio non \u00e8 che se la fossero cercata, la tragedia del 7 gennaio 2015 (questo mai: quell\u2019orrore ci addolor\u00f2 e c\u2019indign\u00f2 tutti\u2026), ma che in fondo bisogna pur star attenti, anche quando si fa satira: ci sono cose dinanzi alle quali forse ci si dovrebbe fermare, forse non \u00e8 lecito ridere. La fede religiosa, ad esempio; oppure il dolore e la morte di qualcuno. Sulla morte come immagine simbolica si pu\u00f2 anche far dello spirito, e se n\u2019\u00e8 fatto nei secoli (pensate alle \u201cDanze Macabre\u201d: ma quando concretamente e realmente muore qualcuno \u00e8 giusto fargli largo in silenzio, rispettare la solennit\u00e0 del suo passaggio a un\u2019altra Vita o al Nulla, mostrar solidariet\u00e0 ai suoi cari (e bellissimo sarebbe anche smetterla di applaudire a funerali: un morto non \u00e8 una star). Quanto alla religione, si pu\u00f2 anche prendere alla leggera e non averne una: ma per chi ce l\u2019ha essa \u00e8 un patrimonio troppo sacro per ghignarci sopra. Ecco al parola: \u201cSacro\u201d. E il Sacro \u00e8 l\u2019arcanamente diverso da noi, il totalmente diverso dalle nostre esistenze quotidiane. Dinanzi al Sacro, si tace con rispetto.<\/p>\n<p>Ma i cultori della Libert\u00e0 a Trecentosessanta Gradi non ci stanno. Nulla \u00e8 sacro, su tutto si pu\u00f2 fare una bella risata. E qualcuno \u2013 anche cattolico \u2013 fa l\u2019esempio dei cristiani che non se la prendono mai quando si scherza su Ges\u00f9 e sulla Madonna: a differenza di ebrei e musulmani che la fanno sempre tato lunga.<\/p>\n<p>Potremmo rispondere che uno dei problemi che alla lunga stanno diventando sempre pi\u00f9 gravi, nel nostro Occidente, \u00e8 la fine della \u201ccultura del limite\u201d. Abbiamo conquistato il mondo, mezzo millennio fa, perch\u00e9 abbiamo deciso che dietro un orizzonte ce n\u2019\u00e8 sempre un altro e che nulla resiste alla forza della navi e dei cannoni (Carlo Maria Cipolla ce l\u2019ha spiegato in un libro bellissimo). Ma quel che oggi accade dalla biotecnologia\u00a0 all\u2019inquinamento mondiale, dal trionfo del turbocapitalismo con la sua sete senza fondo di profitti alla distruzione dell\u2019etica e con esso delle prospettive di seria convivenza umana dovrebbe farci riflettere che un recupero delle frontiere e delle barriere sarebbe salutare. Del resto, lo diceva proprio il grande ossimoro del Sessantotto, \u201cVietato vietare\u201d: se c\u2019\u00e8 una cosa che \u00e8 vietata, vuol dire che il divieto rimane comunque un necessario e ineliminabile\u00a0 valore.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, fatevi un attento esame di coscienza. Davvero si pu\u00f2 far satira su tutto? Ve la sentireste ad esempio, anche se ne provaste un\u2019irresistibile (e ripugnante) voglia, di far dell\u2019ironia sulla Shoah?\u00a0 Ammettetelo che non lo fareste comunque, per paura di ricevere in cambio la \u201cmorte civile\u201d. Ed \u00e8 bene che sia cos\u00ec. Per la Shoah e per poche altre, ma sacrosante cose. Non si scherza sulla fede religiosa, nemmeno quando non la si possiede personalmente: e anche se talora una lieve e sempre misurata ironia \u00e8 ammissibile, la satira mai. Nemmeno quella buona: figurarsi l\u2019altra. Non si scherza sulle sventure e sul dolore; non si scherza sulla morte. Le battute sui migranti annegati nel canale di Sicilia fanno ridere solo qualche infame imbecille. La satira, <em>mes chers amis,<\/em>lasciatela fare a chi la sa fare: non a chi la fa decadere al livello di offesa immonda.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.francocardini.it\/minima-cardiniana-138\/\">http:\/\/www.francocardini.it\/minima-cardiniana-138\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una bella riflessione sul sacro, a partire dai sacrileghi di Charlie Hebdo di FRANCO CARDINI Ormai da qualche anno, abito quasi pi\u00f9 a Parigi che a Firenze. 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