{"id":23808,"date":"2016-10-13T11:32:37","date_gmt":"2016-10-13T09:32:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23808"},"modified":"2016-10-13T11:32:37","modified_gmt":"2016-10-13T09:32:37","slug":"lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23808","title":{"rendered":"L\u2019ultimo autunno dell\u2019euro: Francia ed Italia verso la recessione"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>La crisi terminale dell\u2019euro \u00e8 come l\u2019autunno meteorologico: si sa che arriva, ma \u00e8 difficile stimarne con precisione l\u2019inizio. Diciotto mesi di allentamento quantitativo da parte della BCE non hanno sanato il problema strutturale dell\u2019eurozona: l\u2019impossibilit\u00e0 per le economie periferiche di reggere un cambio fisso con la Germania, in assenza di un Tesoro comune che trasferisca risorse dal centro al resto dell\u2019area monetaria. Diversi segnali indicano ora che l\u2019Italia e la Francia si dirigono verso una nuova recessione: sarebbe l\u2019avvio di quella dissoluzione della moneta unica a lungo paventata. Se l\u2019implosione dell\u2019Unione Europea sarebbe accelerata con l\u2019elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, nel caso di una vittoria di Hillary Clinton il futuro dell\u2019Europa si inquadrebbe in un pi\u00f9 ampio scenario di ostilit\u00e0 con la Russia<\/em>.<\/p>\n<h2>Crisi multiple, ma si avvicina quella decisiva<\/h2>\n<p>Se non si hanno dubbi sull\u2019inizio dell\u2019autunno astronomico, l\u2019equinozio del 22 settembre, esistono sempre incertezze sull\u2019autunno meteorologico: \u00e8 il momento in cui si tirano fuori dagli armadi maglie, impermeabili ed abiti pesanti. L\u2019eurocrisi \u00e8 simile all\u2019autunno: si conosce l\u2019inizio astronomico, databile secondo semestre del 2011, ma \u00e8 stato finora impossibile stabilirne quello meteorologico, ossia la crisi che coincider\u00e0 con il<b> concreto sfaldamento della moneta unica <\/b>e la<b> dissoluzione dell\u2019Unione Europea.<\/b><\/p>\n<p>Qualche anno fa sarebbe stato possibile scindere l\u2019implosione dell\u2019euro da quella dell\u2019Unione Europea, ma, al termine del 2016, il quadro politico si \u00e8 talmente deteriorato che \u00e8 impossibile ipotizzare che le istituzioni di Bruxelles sopravvivano alla fine dell\u2019euro: anzi, si pu\u00f2 tranquillamente affermare che la moneta unica (<i>\u201cuna grande e irrinunciabile conquista\u201d<\/i> secondo un europeista di ferro come Giorgio Napolitano) <b>sia l\u2019ultimo collante<\/b> che lega un\u2019Unione dove <b>le forze centrifughe<\/b> sono<b> ogni giorno pi\u00f9 forti<\/b>. Dissoltasi l\u2019area monetaria, i vincoli che subordinano le varie cancellerie alle direttive di Bruxelles si allenterebbero fino a scomparire e la tendenza a <b>rimpatriare quote sempre crescenti di sovranit\u00e0,<\/b> in materia di immigrazione come di economia, farebbe il balzo in avanti decisivo.<\/p>\n<p>Sebbene si corra il rischio di scrivere un banale necrologio, \u00e8 bene, infatti, passare velocemente in rivista le molteplici crisi di natura politica che stanno corrodendo l\u2019Unione Europea, giorno dopo giorno: si pu\u00f2 tranquillamente restringere l\u2019analisi al solo campo politico perch\u00e9 \u00e8 nelle urne che, con un disallineamento di due o tre anni, si riversa <b>tutto il malessere dell\u2019elettorato, <\/b>qualsiasi sia la sua origine, sotto forma di astensionismo o di voti per i cosiddetti <b>\u201cpartiti populisti\u201d<\/b> (che, <i>\u00e7a va sans rien dire<\/i>, intercettano gli umori del popolo):<\/p>\n<ul>\n<li><b>Portogallo<\/b>: <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/elezioni-portogallo-un-deja-vu-greco\/\">nonostante i tentativi dell\u2019ex-presidente della repubblica An\u00edbal Cavaco Silva di ribaltare l\u2019esito delle elezioni<\/a><\/strong>, si \u00e8 installato un governo di centro-sinistra che sta progressivamente smantellando le riforme incentrate sull\u2019austerit\u00e0 che hanno martoriato la societ\u00e0 lusitana. \u201c<i>L\u2019anello debole dell\u2019euro \u00e8 a Lisbona: Portogallo rischia un secondo salvataggio<\/i>\u201d scrive Repubblica il 15 settembre;<\/li>\n<li><b>Spagna<\/b>: nessuna novit\u00e0 sul fronte iberico, dove la depressione economica ha disintegrato lo storico bipartitismo in un amorfo quadripartitismo (popolari, socialisti, Podemos, Ciudadanos) che rende impossibile la formazione di un esecutivo. \u00c8 probabile che a dicembre si voti per <strong>la terza volta in un anno<\/strong>, senza alcuna garanzia che si esca dall\u2019impasse.<\/li>\n<li><b>Francia<\/b>: Hollande \u00e8 un cadavere politico che si aggira tra i corridoi dell\u2019Eliseo.<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/strage-nizza-qualcuno-salvi-la-francia-hollande\/\"> Lo stragismo di Stato che ha mietuto pi\u00f9 di 200 vittime in meno di due anni<\/a><\/strong>, non ha stretto la nazione attorno al suo capo supremo, la cui popolarit\u00e0 rimbalza come un gatto morto dopo ogni attentato, per poi precipitare nuovamente verso <b>il 10-15% di giudizi favorevoli<\/b><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. La probabile affermazione di<b>Nicolas Sarkozy<\/b> come candidato della destra repubblicana, apre lo scenario di una vittoria di<b>Marine Le Pen <\/b>al ballottaggio delle presidenziali del maggio 2017;<\/li>\n<li><b>Italia<\/b>: <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/renzi-verso-la-sconfitta-referendaria-cosa-aspettarsi\/\">non potendo cancellare il referendum costituzionale che rischia di travolgere <\/a>Matteo Renzi <\/strong>e quel che rimane dell\u2019establishment italiano in avanzato stato di decomposizione, si \u00e8 scelto di posticiparlo il pi\u00f9 possibile.<strong> Il 4 dicembre<\/strong> gli elettori saranno finalmente chiamati ad esprimersi sulla \u201criforma Boschi\u201d, imprimendo un potente slancio al processo di dissoluzione della UE nel caso in cui la revisione della Costituzione benedetta dalla Troika fosse bocciata;<\/li>\n<li><b>Austria<\/b>:<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/nel-segreto-della-cassetta-postale-bruxelles-ti-vede\/\"> le presidenziali che assegnarono la vittoria all\u2019europeista Van der Vellen sono state annullate per palesi brogli elettorali;<\/a><\/strong> si sarebbe dovuto rivotare il 2 ottobre, ma la connatura tendenza delle poste austriache ad aprire le buste del voto postale hanno obbligato a rinviare il ballottaggio <strong>al 4 dicembre<\/strong>. Il favorito \u00e8, ovviamente, il \u201c<i>populista e xenofobo<\/i>\u201d <strong>Norbert Hofer<\/strong>, la cui vittoria sarebbe spalancherebbe le porte ad un esecutivo di destra che traghetterebbe l\u2019Austria fuori <b>dall\u2019area di Schengen<\/b> e, un domani, <b>dall\u2019eurozona;<\/b><\/li>\n<li><b>Germania: <\/b>continua inesorabile il declino di <b>Angela Merkel<\/b>,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/merkel-dimezzata-lunione-europea-e-acefala\/\"> bruciata dalle politica delle porte aperte agli immigrati impostale dai poteri atlantici per destabilizzare il Paese<\/a><\/strong>. Il <i>\u201ccazzaro di Rignano\u201d<\/i> insiste col farsi fotografare a suo fianco, oggi a Ventontene domani a Maranello, senza capire che la cancelliera \u00e8 la pallida ombra di quella che fu nel lontano 2012: <strong>la CDU<\/strong>, sotto la sua presidenza,<strong> si sta liquefacendo<\/strong>, rendendo necessaria, in vista delle elezioni federali dell\u2019autunno 2017, la formazione di una<b> Grosse Koalition <\/b>che includa pressoch\u00e9 tutte le forze politiche (cristiano-democratici, socialisti, verdi), tranne i populisti di <b>Alternativa per la Germania<\/b>. Solo il 44% dei tedeschi la vorrebbe ancora candidata per un quarto mandato<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, rendendo sempre pi\u00f9\u00a0 incerto il futuro per la<i> Kanzlerin<\/i> che, nel bene e nel male, ha sinora garantito<strong> l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019euro<\/strong>;<\/li>\n<li><b>Olanda:<\/b> il Partito della Libert\u00e0 guidato da <b>Geert Wilders<\/b>, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/bocciatura-dellaccordo-ucraina-ue-lolanda-apre-le-dighe\/\">gi\u00e0 reduce della vittoria referendaria con cui \u00e8 stato affossato l\u2019accordo di associazione tra Ucraine ed Unione Europea<\/a><\/strong>, \u00e8 sempre pi\u00f9 deciso a chiedere un referendum sulla permanenza della UE e ne ha fatto un cavallo di battaglia in vista delle<b> legislative del 2017.<\/b> Come nel caso dell\u2019Austria, l\u2019addio alla UE implicherebbe anche l\u2019uscita dalla moneta unica, sancendo <b>la reversibilit\u00e0 dell\u2019euro<\/b>;<\/li>\n<li><b>Regno Unito<\/b>: <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/nonostante-brexit-mondo-post-1945-finito\/\">qui si \u00e8 gi\u00e0 votato e gli elettori si sono espressi per l\u2019addio all\u2019Unione Europea<\/a><\/strong>. Il colpo inflitto alla UE sotto il profilo politico e d\u2019immagine \u00e8 stato drammatico, palesando che il sentimento degli elettori \u00e8 diametralmente opposto<strong> alla retorica europeista<\/strong> con cui Washington e Bruxelles hanno camuffato l\u2019interesse geopolitico ad allargare l\u2019Unione. La UE non solo ha perso propulsione verso i suoi confini esterni, ma perde addirittura ad ovest un pilastro come Londra;<\/li>\n<li><b>Europa dell\u2019est o gruppo di Visegrad: <\/b>gli imperi, \u00e8 risaputo, cominciano a dissolversi dall\u2019estrema periferia. Al vertice di Bratislava, uno degli innumerevoli \u201cvertici decisivi\u201d che stanno scandendo il collasso della UE, il gruppo di Visegrad non solo si \u00e8 opposto a qualsiasi ipotesi di ripartizione degli immigrati, ma ha anche avanzato la proposta\u00a0 un tempo impensabile di riappropriarsi di<b> una fetta consistente della sovranit\u00e0<\/b> ceduta a Bruxelles;<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019equilibrio dell\u2019Unione Europea, come si sar\u00e0 intuito da questa breve carrellata,<strong> \u00e8 fragilissimo<\/strong>: qualsiasi ulteriore crisi ha alte probabilit\u00e0 di causare il crollo della struttura, specie se ad essere intaccato fossero le fondamenta del progetto europeo, ossia<b> la moneta unica<\/b>.<\/p>\n<p>L\u2019eurozona, come abbiamo sempre detto, \u00e8 un banale<b> sistema a cambi fissi,<\/b> concepito per generare nel volgere di pochi anni l\u2019attuale, drammatica, crisi <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_di_Frenkel\">(vedi ciclo di Frenkel<\/a><\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>) con cui strappare <b>l\u2019unione fiscale<\/b>ed i<b> massonici Stati Uniti d\u2019Europa. <\/b>Non pu\u00f2 sopravvivere senza <b>il trasferimento di risorse dal centro alla periferia<\/b>: occorre cio\u00e8 un <b>Tesoro europeo<\/b> che dirotti risorse dalla Germania, che inanella export e gettiti fiscali record anno dopo anno, verso la periferia, tra cui si annovera<b> <\/b><b>anche<\/b><b> la Francia<\/b> in rapido declino (l\u2019esplosione dei debiti pubblici dal 2002 ad oggi, quello francese <i>in primis<\/i>, \u00e8 dovuto al tentativo di frenare l\u2019incessante impoverimento della popolazione).<\/p>\n<p>La Germania per\u00f2, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/crisi-demografica-oltre-alleuro-dentro-il-pensiero-neomaltusiano\/\">sottoposta come il resto d\u2019Europa alle ricette neo-malthusiane del precariato e dei mini-job<\/a><\/strong>, rifiuta di aprire i cordoni della borsa (<i>nein<\/i> alla \u201ctrasnfer-union\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>) e di mutare la<b> propria economia mercantilista,<\/b> lasciando crescere i salari a ritmo sostenuto cos\u00ec da ridurre l\u2019export ed alleviare la svalutazione interna negli altri Paesi dell\u2019eurozona. Cos\u00ec facendo, l\u2019establishment tedesco <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/angela-merkel-la-spia-che-ando-e-torno-dal-freddo-zu-verkaufen\/\">(la Merkel \u00e8 un discorso a s\u00e9 stante<\/a><\/strong>) si attira le ire di Washington, per cui l\u2019Unione Europea \u00e8 il <b>risvolto economico e politico della NATO, <\/b>studiata, come disse il suo primo segretario generale, il<strong> barone Hastings Ismay<\/strong>, \u201c<i>per tenere fuori i russi, dentro gli americani e sotto i tedeschi<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/un-popolo-unauto-rappresaglia\/\">Prima lo scandalo Volkswagen<\/a><\/strong> e poi <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-deutsche-bank-contrattacco-americano-salvare-leuro\/\">l\u2019assalto speculativo a Deutsche Bank<\/a><\/strong>, seguito dalla recente richiesta del <b>Dipartimento della Giustizia americana<\/b> di sborsare 14 $mld per le vicende dei mutui spazzatura, sono tentativi statunitensi di riportare <b>sotto controllo la Germania <\/b>che, nonostante la guida Angela Merkel, si sta dimostrando <strong>sempre pi\u00f9 assertiva.<\/strong><\/p>\n<p>Ferma restando l\u2019ostilit\u00e0 tedesca alla <i>\u201ctransfer union\u201d<\/i><i>,<\/i> l\u2019unica possibilit\u00e0 per rimandare il triste epilogo dell\u2019euro, \u00e8 <b>l\u2019allentamento quantitativo della BCE<\/b>,<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/qe-dalla-germania-via-libera-allo-smantellamento-delleuro\/\"> lanciato nel marzo 2015 dall\u2019ex-Goldman Sachs Mario Draghi e via via potenziato<\/a><\/strong>, grazie anche al sullodato scandalo Volkswagen che <strong>ha reso pi\u00f9 malleabili i tedeschi<\/strong>, strenui oppositori di una politica monetaria troppo accomodante.<\/p>\n<p>L\u2019effetto dell\u2019allentamento quantitativo, come facilmente prevedibile, \u00e8 per\u00f2 quello di un pannicello caldo:<b>l\u2019euro si svaluta un po\u2019 sul dollaro e sullo yuan<\/b>, consentendo all\u2019export europeo di rifiatare, ed i governi risparmiano un paio di miliardi annui pagati <b>in interessi sul debito<\/b>. I problemi di competitivit\u00e0 interni al sistema di cambi fissi, ossia la Germania verso tutti gli altri, <b>non sono <\/b><b>per\u00f2 <\/b><b>risolti<\/b>: non solo, la politica dei bassi tassi d\u2019interesse erode nel medio termine <b>la redditivit\u00e0 de<\/b><b>lle banche europee<\/b><b> <\/b>(tra le principali preoccupazioni che assillano le casse di risparmio tedesche) che, a differenza delle concorrenti angloamericane, fanno ancora del prestare il denaro <b>il nocciolo delle loro attivit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p>L\u2019allentamento quantitativo della BCE non fa quindi che prolungare l\u2019agonia dell\u2019eurozona, ritardando, per riprendere la metafora con cui abbiamo aperto, l\u2019arrivo <strong>dell\u2019autunno meteorologico dell\u2019eurocrisi<\/strong>, ossia il<b>concreto sfaldarsi della moneta unica.<\/b><\/p>\n<p>Ebbene, diversi segnali indicano che l\u2019epilogo dell\u2019eurocrisi \u00e8 ormai imminente: esaurito il metadone di Mario Draghi, incombe ormai la dissoluzione dell\u2019aria monetaria. Quali sono questi segnali? La quasi certezza che la seconda e la terza economia dell\u2019eurozona, <b>Francia ed Italia<\/b>, si stiano dirigendo <b>verso una nuova recessione<\/b>, in <b>condizioni fiscali e sociali cos\u00ec precarie<\/b> da rendere inevitabile<strong> l\u2019addio all\u2019euro.<\/strong><\/p>\n<p>I dati statistici attestano che nel secondo trimestre del 2016 l\u2019economia francese e quella italiane sono crescite (o meglio sarebbe dire \u201cdecresciute\u201d) <b>dello -0,1% e dello 0%<\/b>: nessuno cambiamento macroeconomico \u00e8 occorso negli ultimi mesi e diversi indicatori che anticipano l\u2019andamento economico, come il <b>Pmi manifatturiero<\/b> (ad agosto in contrazione<b> sia in Italia che in Francia<\/b>) lasciano presagire un<b>ulteriore peggioramento della situazione, <\/b>tanto pi\u00f9 che il contesto macroeconomico si sta annuvolando a livello globale e la sullodata Deutsche Bank stima che gli stessi Stati Uniti stiano gi\u00e0 viaggiando <b>verso una nuova recessione<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/b>.<\/p>\n<p>Abituati all\u2019immagine dell\u2019Italia come pecora nera d\u2019Europa, si potrebbe pensare che sia il nostro Paese, con un debito pubblico al 140% del PIL, una disoccupazione oltre l\u201911% e sofferenza bancarie record, a non poter reggere un\u2019ulteriore contrazione dell\u2019attivit\u00e0 economica. In realt\u00e0,<b> la Francia \u00e8 persino in condizioni peggiori<\/b>: la traiettoria del debito pubblico (vicino al 97% del PIL) \u00e8 pi\u00f9 allarmante di quella italiana, il deficit pi\u00f9 alto (3,5% del PIL nel 2016), la bilancia commerciale, a differenza dell\u2019Italia, in cronico e drammatico disavanzo (attorno ai 70 \u20acmld annui), e la disoccupazione, nonostante i soliti maneggi statistici, si attesta anch\u2019essa a livelli allarmanti, con 3,5 mln di persone in cerca di lavoro.<\/p>\n<p>Le probabilit\u00e0 che Francia ed Italia resistano ad un\u2019ennesima contrazione dell\u2019economia rasentano la zero: non appena sar\u00e0 <b>la fase recessiva sar\u00e0 conclamata<\/b>, preverr\u00e0 l\u2019urgenza di <b>abbondare l<\/b><b>\u2018eurozona e riappropriarsi della leva monetaria<\/b>, cos\u00ec da poter svalutare rispetto all\u2019euro-marco, generare occupazione ed alimentare l\u2019inflazione indispensabile per i <b>profitti delle imprese e l\u2019erosione dei debiti accumulati.<\/b><\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso se la moneta unica sia sempre pi\u00f9 spesso definita come<i> \u201cun esperimento fallito\u201d<\/i>, anche dai media e da blasonati premier Nobel: nei circoli che contano, la sua dissoluzione <b>\u00e8 ormai nell\u2019ordine delle cose<\/b>.<\/p>\n<p>Resta da fare un ultimo sforzo analitico: come conciliare l\u2019ormai imminente collasso dell\u2019Unione Europea con le <b>presidenziali americane?<\/b><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che la vittoria di <b>Donald Trump<\/b>, il candidato \u201cpopulista\u201d che si \u00e8 schierato ed ha esultato per la Brexit, accelererebbe <b>il processo di disintegrazione dell\u2019Unione Europea<\/b>, propaggine di quell\u2019ormai insostenibile impero americano che Trump vuole parzialmente smantellare, cos\u00ec da dirottare le risorse risparmiate verso <b>l\u2019economia interna.<\/b><\/p>\n<p>Il discorso \u00e8, ovviamente, opposto con <b>Hillary Clinton<\/b>, esponente di<strong> quell\u2019establishment anglofono, liberal e bancocentrico<\/strong> (vedi Council on Foreign Relations e Chatham House) che finanzia e supervisiona il progetto di integrazione europea<strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/vita-leuropa-lalta-finanza-un-libro-coudenhove-kalergi\/\"> sin dai tempi del conte Coudenhove-Kalergi<\/a><\/strong>: quest\u2019establishment \u00e8 congenitamente<b> russofobo <\/b>(l\u2019antagonismo verso la Russia risale al Grande Gioco del XIX secolo) ed aborrisce<b> qualsiasi integrazione tra Russia e l\u2019Europa, <\/b>considerata come una <b>minaccia esiziale <\/b>per gli interessi angloamericani.<\/p>\n<p>Per personaggi come la Clinton l\u2019Unione Europea \u00e8 stata concepita, proprio come la NATO, <i>\u201cper tenere fuori i russi, dentro gli americani e sotto i tedeschi\u201d. <\/i>Nel caso di una vittoria della Clinton, quindi, la dissoluzione dell\u2019Unione Europea ed il conseguente rischio di un avvicinamento tra Mosca ed una o pi\u00f9 capitali europee, si inquadrerebbero nel pi\u00f9 ampio <b>muro contro muro con la Russia,<\/b> <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/\">di cui la candidata democratica \u00e8 una convinta fautrice<\/a><\/strong>: uno scenario molto, molto, pericoloso<b>.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/db-unicredit.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1714\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/db-unicredit.png\" sizes=\"(max-width: 1126px) 100vw, 1126px\" srcset=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/db-unicredit.png 1126w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/db-unicredit-320x131.png 320w, 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name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/europa\/2016\/09\/03\/solo-il-44-per-quarto-mandato-merkel_850f046f-f4e6-4f75-af2c-6c965cff8b52.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_di_Frenkel<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>http:\/\/uk.reuters.com\/article\/germany-merkel-transfer-idUKB4E7IJ00920110722<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>http:\/\/www.businessinsider.sg\/the-risk-of-a-us-recession-according-to-deutsche-bank-2016-9\/#Lqg8pif9xqf8tQji.97<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultimo-autunno-delleuro-francia-ed-italia-verso-la-recessione\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI La crisi terminale dell\u2019euro \u00e8 come l\u2019autunno meteorologico: si sa che arriva, ma \u00e8 difficile stimarne con precisione l\u2019inizio. Diciotto mesi di allentamento quantitativo da parte della BCE non hanno sanato il problema strutturale dell\u2019eurozona: l\u2019impossibilit\u00e0 per le economie periferiche di reggere un cambio fisso con la Germania, in assenza di un Tesoro comune che trasferisca risorse dal centro al resto dell\u2019area monetaria. 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