{"id":2383,"date":"2010-12-07T00:28:29","date_gmt":"2010-12-07T00:28:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2383"},"modified":"2010-12-07T00:28:29","modified_gmt":"2010-12-07T00:28:29","slug":"il-valore-del-denaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2383","title":{"rendered":"Il valore del denaro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Andrea Mensa<\/strong><\/p>\n<p>Ho iniziato, marted&igrave; scorso, a trattare la materia economica, dalla sua espressione primaria, ovvero il denaro, nelle sue varie forme.<br \/>\n\tProseguo oggi trattando del valore del denaro.<\/p>\n<p>Sul concetto di valore di un bene in generale, ci sarebbe da fare una lunga disquisizione, in quanto &egrave; un attributo estremamente variabile da individuo a individuo e da situazione a situazione. Ne tratter&ograve; in seguito ma qui interessa specificatamente il valore del denaro, che &egrave; un bene assai particolare.<br \/>\n\tInnanzitutto occorre definire di quale sistema monetario si parla, e quindi di che tipo di denaro.<br \/>\n\tI pi&ugrave; noti sono quello con denaro con valore intrinseco, quello con riserva al 100%, e quello con denaro &ldquo;fiat&rdquo; o creato dal nulla.<br \/>\n\tNell&rsquo;antichit&agrave; e fino a qualche secolo addietro, &egrave; stato in uso il primo tipo, con monete in oro, argento, rame. La caratteristica di questo sistema monetario &egrave; che le monete contengono il valore rappresentato ( o almeno un valore ad esso abbastanza vicino).<br \/>\n\tCos&igrave; ad esempio un marengo d&rsquo;oro era coniato con una quantit&agrave; d&rsquo;oro del valore di circa 0,8 marenghi.<br \/>\n\tLa differenza tra valore impresso e valore di metallo, chiamato signoraggio, rappresentava il compenso per il &ldquo;signore&rdquo; che si faceva carico del conio delle monete, ed eventualmente della verifica che le monete stesse non venissero alleggerite. Ad esempio zigrinando il bordo, o usando una impressione di coniatura che evidenziasse eventuali manomissioni.<br \/>\n\tQuesto perch&eacute; avendo la moneta all&rsquo;incirca il valore rappresentato, era importante che tale valore non venisse diminuito.<br \/>\n\tInoltre l&rsquo;uso di tale tipo di denaro configurava ogni scambio come un baratto, in quanto il denaro stesso aveva un valore.<br \/>\n\tLa caratteristica principale di questo denaro, per&ograve; era che, una volta coniato, poteva venire speso, scambiato con una operazione definitiva, che quindi non richiedeva pi&ugrave; alcuna operazione.<br \/>\n\tIl denaro con riserva 100% &egrave; invece cartaceo, ma chi lo emette garantisce che nei suoi forzieri, per ogni banconota esiste il corrispondente valore in metallo o altri preziosi.<br \/>\n\tQuesto denaro, pur essendo costituito da banconote che non contengono il valore stampato, &egrave; molto simile al precedente, in quanto tale valore esiste seppur conservato in un forziere. Tipico esempio l&rsquo;emissione dei dollari &ldquo;silver garanted&rdquo;, i quali , appunto, potevano esser cambiati in argento. La stampa di tali banconote era quindi condizionata dal reperimento e tesaurizzazione dell&rsquo;argento corrispondente.<br \/>\n\tDiscorso completamente diverso &egrave; quello del denaro oggi circolante praticamente in tutti i paesi del mondo, il denaro &ldquo;fiat&rdquo;, ovvero creato dal nulla.<br \/>\n\tL&rsquo;entit&agrave; delegata dall&rsquo;autorit&agrave; statale a gestire la massa monetaria, in genere il sistema bancario nel suo insieme, in effetti crea denaro senza alcun riferimento a depositi o controvalori. E lo crea o stampando banconote oppure con semplici annotazioni, che non sono altro che un numero scritto su un registro, come ad esempio il saldo del conto corrente.<br \/>\n\tMa la caratteristica principale di tale denaro &egrave; che il sistema bancario, dopo averlo creato, non lo spende, ma lo impresta. Questo particolare &egrave; della massima importanza per comprendere come un sistema del genere possa funzionare.<br \/>\n\tL&rsquo;altra caratteristica &egrave; che tale denaro &egrave; coperto dal &ldquo;corso legale&rdquo; ovvero l&rsquo;obbligo imposto dallo stato al popolo di accettarlo in pagamento.<br \/>\n\tVediamo dunque, con un esempio banale, questo funzionamento.<br \/>\n\tTizio chiede un prestito alla banca e questa glielo concede.<br \/>\n\tTizio prende le banconote e con esse va al mercato e compera tutto quanto gli occorre.<br \/>\n\tChi vende a Tizio, per ipotesi Caio, gli consegna dei beni di sua propriet&agrave; e ne riceve da lui del denaro.<br \/>\n\tOra il denaro &egrave; posseduto da Caio che pu&ograve; andare da Sempronio ad acquistare altri beni.<br \/>\n\tCos&igrave; il denaro comincia a circolare.<br \/>\n\tPrima della scadenza del prestito, Tizio dovr&agrave; creare dei beni, e venderli a chi possiede del denaro, in modo da recuperare del denaro da restituire alla banca.<br \/>\n\t( Il discorso degli interessi lo far&ograve; nei prossimi numeri, quando tratter&ograve; delle banche ).<br \/>\n\tCosa &egrave; da notare &egrave; che la banca ha consegnato a Tizio dei pezzi di carta con su scritto la cifra, ma del valore intrinseco pressoch&eacute; nullo. Quei pezzi di carta sono stati usati scambiandoli con dei beni reali, con un valore ben definito cio&egrave; quello stampato, e quindi in questo caso non si trattava pi&ugrave; di baratto perch&eacute; veniva dato un bene contro un simbolo, una annotazione, un pezzo di carta.<br \/>\n\tMa anche alla restituzione, veniva cancellato un valore reale in cambio di quel pezzo di carta.<br \/>\n\tEcco la grossa differenza tra i sistemi precedenti e questo. In quelli il denaro creato veniva speso, in questo viene imprestato. Per tutto il tempo, e tutti gli scambi cui partecipa, &egrave; sempre e solo il valore rappresentato ad importare.<br \/>\n\tIn questo sistema monetario, quindi, il valore intrinseco del denaro, che sia di pochi centesimi se banconota o addirittura nullo se annotazione, non ha nessuna importanza. In quanto la differenza tra valore intrinseco e valore facciale che esiste quando viene rilasciato, viene annullata al rientro con una differenza di segno opposto.<br \/>\n\tOvviamente le banconote avranno un valore per se stesse per un numismatico il quale si accoller&agrave; la differenza tra valore intrinseco e valore facciale, visto che non restituir&agrave; la banconota, ma questa &egrave; una eccezione alla norma che considera il denaro solo come supporto agli scambi.<br \/>\n\tE questo &egrave; quanto si pu&ograve; dire sul valore intrinseco del denaro.<br \/>\n\tMa esiste anche il valore di scambio.<br \/>\n\tOccorre quindi definire il concetto di valore.<br \/>\n\tValore = attributo personale associato ad un bene in un certo ambiente, che ne esprime la desiderabilit&agrave;.<br \/>\n\tE porto l&rsquo;attenzione sui vocaboli usati.<br \/>\n\tPersonale, significa che ogni individuo ha una sua percezione del valore del bene che pu&ograve; essere influenzata da moltissime considerazioni che lo riguardano.<br \/>\n\tPoi &ldquo;in un certo ambiente&rdquo; che include tempo, luogo, situazione, e sta ad indicare che uno stesso bene per una stessa persona pu&ograve; assumere valori diversi in funzione del contesto che influenza l&rsquo;individuo. Un bicchier d&rsquo;acqua avr&agrave; valore diverso a casa o nel deserto, ma anche il primo bicchiere che bevo da assetato sar&agrave; diverso rispetto al secondo o ai successivi.<br \/>\n\tQuindi il valore di un bene &egrave; un attributo estremamente variabile da individuo a individuo, da situazione a situazione e quindi molto difficilmente definibile in modo univoco.<br \/>\n\tOra, se ad ogni bene ogni persona pu&ograve; attribuire un valore, in funzione del rapporto che la persona ha o potrebbe avere con tale bene, con il denaro il discorso cambia perch&eacute; come abbiamo visto esso non ha praticamente un valore suo, intrinseco, ma ha valore solo e unicamente come mezzo di pagamento, ovvero come bene di scambio. Parlo solo ovviamente del denaro &ldquo;fiat&rdquo;.<br \/>\n\tIl suo valore quindi, sta nella fiducia di chi lo riceve, di poterlo a sua volta usare e dare in cambio dei beni che desidera.<br \/>\n\tNon un valore suo, quindi, ma il valore dei beni che la persona pu&ograve; ottenere con una certa quantit&agrave; di tale denaro.<br \/>\n\tLo scambio.<br \/>\n\tVi sono diverse modalit&agrave; di scambio e soprattutto diverse modalit&agrave; per giungere a stabilire un prezzo per un certo bene o prestazione.<br \/>\n\tElencher&ograve; solo le due pi&ugrave; comuni, ovvero quella relativa a pezzi unici o rari, e quella relativa ai beni di largo e comune consumo.<br \/>\n\tNel primo caso il prezzo del bene o prestazione verr&agrave; stabilito con una trattativa diretta tra poche entit&agrave; mediante un&rsquo;asta, o una trattativa diretta venditore\/acquirente, o nel caso di prestazioni con bandi di concorso o preventivi.<br \/>\n\tNel secondo caso sar&agrave; stabilito dai costi di produzione e commercializzazione, adattati in seguito dalla legge di mercato della domanda e dell&rsquo;offerta<br \/>\n\tPrezzi comunque stabiliti nell&rsquo;unit&agrave; della moneta corrente.<br \/>\n\tIl prezzo &egrave; quindi quel numero che esprime il rapporto tra il valore del bene ed il valore riconosciuto alla moneta.<br \/>\n\tE tornando al valore, se una persona confronta il valore che per lui rappresentano due beni, avr&agrave; il suo personale rapporto , in quella situazione, tra i due.<br \/>\n\tSe per&ograve; il valore di un bene lo confronta con altri tre beni diversi, automaticamente prender&agrave; tale valore come valore di riferimento.<br \/>\n\tAncora maggiore peso avr&agrave; tale confronto se risulter&agrave; dalla media tra i risultati di diverse persone.<br \/>\n\tEssendoci molti beni ed una moneta sola, e usata da tutti, ecco che il valore della moneta ne consegue come rapporto dialettico tra i beni, soprattutto quelli di pi&ugrave; largo e comune uso e consumo, e la moneta stessa.<br \/>\n\tE proprio perch&eacute; il denaro &egrave; unico, e i beni molti e di svariati prezzi, risulter&agrave; che il valore del denaro &egrave; il valore pi&ugrave; indicativo poich&eacute; confrontato con ognuno di essi. Risulter&agrave; quindi la miglior media esprimibile del valore stesso.<br \/>\n\tNon importa quindi quanto grande sia il valore della moneta, perch&eacute; il numero che ne esprimer&agrave; il prezzo dipender&agrave; sia dal valore del bene che dal valore della moneta.<br \/>\n\tCos&igrave; , come del resto avviene in tutto il mondo, potranno esser usate indifferentemente monete &ldquo;forti&rdquo; o monete &ldquo;deboli&rdquo;, in quanto semplicemente il numero che esprimer&agrave; il prezzo dei beni sar&agrave; pi&ugrave; piccolo o pi&ugrave; grande.<br \/>\n\tDato per&ograve; che i prezzi , e soprattutto quelli di pi&ugrave; largo e comune consumo, si formano obbedendo alla legge di mercato, essi varieranno in base sia alle disponibilit&agrave; economiche delle popolazioni, ma anche dalla sensazione che esse hanno riguardo ai prezzi stessi, e quindi al valore della moneta.<br \/>\n\tMentre un ricco difficilmente cambier&agrave; le sue abitudini di acquisti al variare dei prezzi, la stessa cosa non accadr&agrave; ai meno fortunati i quali dovranno fare gli acquisti, soprattutto quelli indispensabili a vivere, con una disponibilit&agrave; poco elastica, e quindi ad un aumento dei prezzi dovranno supplire con un calo o della quantit&agrave; o della qualit&agrave;.<br \/>\n\tEssi saranno i primi a cambiare la propria sensazione riguardo al valore del denaro, quindi non solo per i prezzi cambiati ma per i prezzi in generale, e la loro reazione sar&agrave; anche immediatamente percepita dai dettaglianti, che vedranno di ottimizzare il loro profitto in base sia al ricarico sulle merci che sulle quantit&agrave; vendute.<br \/>\n\tAumento dei prezzi corrisponde quindi ad un calo del valore del denaro, mentre a una loro diminuzione corrisponder&agrave; una rivalutazione del denaro stesso.<br \/>\n\tQuesto fenomeno, normalmente innescato e propagato velocemente a tutti i prezzi da un aumento di quelli dei beni di largo e comune uso e consumo, &egrave; un processo che , almeno inizialmente mantiene e implementa se stesso ed &egrave; normalmente definito inflazione (di cui per&ograve; tratter&ograve; nel prossimo numero).<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Uno sguardo infine ad una settimana, iniziata sull&rsquo;onda della paura del &ldquo;contagio&rdquo; del default dei debiti sovrani all&rsquo;interno dell&rsquo;area euro, rientrata gradualmente come le aste dei titoli si sono svolte senza eccessivi problemi di assegnazione.<br \/>\n\tCon una Germania che la fa da padrona, ma che ha le sue banche principali in situazioni molto precarie con la Postbank che utilizza una leva finanziaria a 34, HYPO Bank con una leva a 41,6 , Deutsche Bank a 40,7.<br \/>\n\tRicordo che la leva &egrave; quel moltiplicatore tra i depositi reali e gli investimenti fatti.<br \/>\n\tMoltiplicatore che pi&ugrave; &egrave; alto pi&ugrave; porta profitti alla banca, ma costituisce anche un maggior rischio nel caso i prestiti non vengano onorati. Una leva di discreta sicurezza dovrebbe aggirarsi attorno al massimo a 15.<br \/>\n\tL&rsquo;attenzione comunque torna verso gli USA dai quale continuano ad arrivare notizie contradditorie.<br \/>\n\tFiducia dei consumatori che aumenta, ma anche disoccupazione in crescita, richieste di mutui immobiliari in aumento ma aumento anche dell&rsquo;invenduto, pertanto &egrave; difficile dire se stia o no iniziando un trend di recupero oppure si tratti di variazioni attorno ad una media che continua a presentarsi molto bassa.<br \/>\n\tDa notare invece l&rsquo;enfasi che accompagna ogni minima variazione facendo passare le borse dall&rsquo;esaltazione alla depressione, per notizie che normalmente non sarebbero neanche prese in considerazione.<br \/>\n\tMercati tesi, quindi, quasi sulla soglia di una crisi di nervi, e pronti a girare al bello o al brutto al minimo stormir di foglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Mensa Ho iniziato, marted&igrave; scorso, a trattare la materia economica, dalla sua espressione primaria, ovvero il denaro, nelle sue varie forme. 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