{"id":23832,"date":"2016-10-13T20:47:32","date_gmt":"2016-10-13T18:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.com\/?p=23832"},"modified":"2016-10-14T01:26:58","modified_gmt":"2016-10-13T23:26:58","slug":"francesco-lomonaco-al-cittadino-carnot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23832","title":{"rendered":"Francesco Lomonaco, Al cittadino Carnot"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Popolo futuro! Se noi travagliamo in seminare nel campo della felicit\u00e0, tu, profittando de&#8217; nostri sudori, ne riporterai un&#8217;ampia messe; se noi ci troviamo in mezzo alle spine della libert\u00e0, tu gusterai la soave gioia di coglierne le rose nel giardino della morale, del costume e della virt\u00f9. Addio&#8221; (Francesco Lomonaco, Al cittadino Carnot, 1800).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AL CITTADINO CARNOT<br \/>\nMINISTRO DELLA GUERRA<br \/>\nFRANCESCO LOMONACO,<br \/>\nPATRIOTA NAPOLETANO RIFUGGITO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cittadino Ministro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi avete mostrato del dispiacere di non essere a giorno degli avvenimenti che ebbero luogo in Napoli dopo la partenza delle truppe francesi, e d&#8217;ignorare chi fu principalmente il perfido, il quale, dando gli ultimi colpi all&#8217;edificio eretto dal prode Championnet, scav\u00f2 la tomba della libert\u00e0 napoletana. Un tenente d&#8217;infanteria, il cittadino Bocquet, penetrato di patriotismo, ha fatto un ampio quadro di tali vicende, ed ha denunciato il colpevole, che facendo alleanza colla perfidia degl&#8217;inglesi, ard\u00ec di mettere a traffico col loro metallo la pi\u00f9 bella delle cause, di esporre l&#8217;esistenza di un immenso numero di repubblicani al pugnale della tirannia, di far succedere le scene patetiche, che han rivoltato l&#8217;umanit\u00e0 e la natura, di denigrare il nome e la gloria della grande nazione francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colpevole \u00e8 appunto il cittadino M\u00e9jan o, per meglio dice, M\u00e9chant, il quale si dice essere stato educato nella scuola dei Foissac-Latour. Questi \u00e8 quel M\u00e9jan, il quale, colmo di ignominia e di obbrobri, invece d&#8217;interdirsi volontariamente dal seno delle societ\u00e0 umane, osa calpestare ancora la terra sacra; osa, di pi\u00f9, comparire innanzi all&#8217;areopago, che gli deve fulminare la sentenza di morte per ispargere le ombre della pi\u00f9 nera calunnia sull&#8217;orizzonte della verit\u00e0. Ma invano, malvagio, invano ti sforzi di cangiare il delitto in virt\u00f9, la corruzione in magnanimit\u00e0, le maledizioni di un intero popolo in voce de&#8217; tuoi privati affetti!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;apologia di M\u00e9jan, che ha per oggetto di dare all&#8217;accusa di Bocquet il colorito della calunnia, \u00e8 rimasta senza risposta. Sicch\u00e9 io, armato del santo zelo della verit\u00e0, imprendo a dimostrare la falsit\u00e0 delle sue asserzioni. Non crediate, cittadino Ministro, che nella breve storia de&#8217; fatti, de&#8217; quali far\u00f2 l&#8217;analisi, io voglia improntare i fiori dell&#8217;eloquenza. Non far\u00f2 altri sforzi che quelli di mettere in prospettiva, con franchezza e con coraggio, i reali e principali anelli della catena degli avvenimenti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e mi protesto innanzi al cielo ed alla terra che, conservando il posto di repubblicano, non mi avvilir\u00f2 a profferire la menoma menzogna. E\u2019 la lingua di Catilina traditore quella che vacilla e palpita innanzi al senato; ma Cicerone, agguerrito degli augusti sentimenti de&#8217; quali \u00e8 infiammato, \u00e8 chiaro ed ardito nell&#8217;esporre le trame dell&#8217;empio parricida. Si scusa in sulle prime M\u00e9jan di non aver potuto dare aiuto ai patrioti napolitani, quando lottavano cogl&#8217;insorgenti, per essergli di ostacolo le istruzioni di Macdonald, che lo avea, secondo egli dice, incaricato della semplice e sola difesa del forte Sant&#8217;Elmo. Io non cerco di penetrare i segreti di Macdonald.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">So solamente che, quando questo generale part\u00ec di Napoli, assicur\u00f2 il governo che la repubblica restava sicura sotto la salvaguardia de&#8217; francesi. Abrial tenne lo stesso linguaggio; anzi soggiunse che, nel caso di un rovescio, i francesi avrebbero trasportati sulle loro spalle i repubblicani. Queste parole enfatiche confermarono vie pi\u00f9 tutti nella certa idea che, nel dilu vio delle calamit\u00e0, l&#8217;arca della salute era affidata a M\u00e9jan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si ammettano in suo favore le intenzioni di Macdonald; io gli ricordo ch&#8217;egli trasgred\u00ec una volta le pretese istruzioni, quando, per mettere un pugno di francesi alla testa de&#8217; patrioti che andavano a spargere il sangue per la salute della patria, volle in prezzo del beneficio la somma di quattordicimila ducati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 non s&#8217;interess\u00f2 per lo appresso a porgere la benefica mano ai repubblicani, precisamente allorch\u00e9 gl&#8217;insorgenti minacciavano le porte della capitale? La soluzione del problema \u00e8 chiara. Non era la forza imponente del nemico quella che facea paura a M\u00e9jan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa era la spossatezza della repubblica, la quale, ristretta nel recinto delle mura della capitale, essendo ridotta all&#8217;orlo della miseria, non potea prestare nuovi alimenti all&#8217;ingordigia del piccolo Verre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale fu dunque l&#8217;origine della di lui criminosa apatia? Fu il superstizioso scrupolo di eseguire i comandi del generale Macdonald, o pure fu la mancanza dell&#8217;oro, che non pot\u00e9 spegnere la sua sete inestinguibile?&#8230; Si scusa, di pi\u00f9, di non aver ben munito il forte Sant&#8217;Elmo, perch\u00e9 i governanti, i quali mancavano di energia, si erano opposti alle sue misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infame Clodio! osi calunniare i fondatori della libert\u00e0, i difensori de&#8217; diritti del popolo! Vivi, non hai voluto proteggerli; morti vuoi insultarli!&#8230; Vile insetto dell&#8217;aristocrazia! cessa di mordere quei cadaveri, che la stessa mano profana del dispotismo non ha il potere di turbare nel santuario dell&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come! Gli eroi che si erano gettati nel fuoco della rivoluzione in mezzo a&#8217; trasporti della gioia la pi\u00f9 sensibile; quei che, sacrificando i loro pi\u00f9 cari interessi privati, non si occupavano che della patria; non respiravano che per la patria; quei che negli ultimi momenti della loro esistenza non si dimenticarono, sotto la scure de&#8217; carnefici, di essere i Timoleoni e i Trasibuli di Napoli, erano uomini freddi e senza energia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 mai concepire che, trascurando eglino la causa pubblica, volessero a bella posta procurare il martirio di loro stessi, la distruzione delle loro case, l&#8217;esterminio delle loro famiglie, la perdita di tutto ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 pi\u00f9 caro a&#8217; mortali? &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale logica, eccetto che l&#8217;enormit\u00e0 del tuo delitto, pu\u00f2 mai farti cos\u00ec stranamente combinare le idee? Vedremo fra poco quale fu l&#8217;energia che tu spiegasti, quando si approssim\u00f2 l&#8217;occasione in cui dovevi fare il proprio dovere. Vedremo come eseguisti le istruzioni di Macdonald.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, dato che le autorit\u00e0 costituite, immerse nel pi\u00f9 profondo letargo, non fossero concorse a munire, come conveniva, il forte; conceduta la bizzaria di questa ipotesi, che non pu\u00f2 entrare nella linea de&#8217; fenomeni umani, M\u00e9jan non potea destare il governo dal letargo, in seno di cui era seppellito?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non poteva, armata manu , provvedersi di un numero maggiore di cannoni, di \u00f2bizzi, di mortai, ecc., e rendere cos\u00ec Sant&#8217;Elmo un baluardo inespugnabile di difesa? Ma quali dati, qual&#8217;ipotesi io cerco ammettere! Chi non vede i miserabili sotterfugii, i ripieghi della perfidia?&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si volesse credere all&#8217;amico di Foissac, bisognerebbe rinunciare a tutte le regole della critica, opporsi al buon senso, dare una direzione diametralmente opposta al pend\u00eco del cuore umano, insomma bisognerebbe rovesciare il mondo morale, ed entrare nel caos dell&#8217;inverisimile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma M\u00e9jan era necessitato di ricorrere a questi ripieghi, altrimenti non potea spiegare l&#8217;intero piano della sua condotta. Infatti, allorch\u00e9 i venti del regalismo, soffiando alle gole di Napoli, minacciavano il naufragio del vascello repubblicano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">allorch\u00e9 il sacrilego cardinal Ruffo, accerchiato dalle orde selvagge della tirannia e colle fiaccole accese della religione, dopo aver portato il ferro e il fuoco, la devastazione e l&#8217;eccidio ne&#8217; dipartimenti a nome di un Dio di pace, dopo di avere Ferdinando, dietro i successi degli alleati in Italia e della partenza di Macdonald, riorganizz\u00f2 quegli stessi assassini, quegli scellerati che aveano gi\u00e0 gustato il piacere dell&#8217;anarchia, aggiungendo a&#8217; medesimi un gran numero di galeotti concentrati in Sicilia, che fece sbarcare in diversi luoghi del continente napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Destin\u00f2 generale in capo di quell&#8217;armata cattolica e regale il cardinal Fabrizio Ruffo, il quale, secondo lo stesso suo promotore Pio VI, non era stato mai n\u00e9 canonista, n\u00e9 dottore, e avea prostituita la porpora nella Corte e nel serraglio di S. Leucio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si assegnarono al porporato per luogotenenti generali Pronio, Sciarpa e fra Diavolo: il primo, fuorgiudicato e adorno delI&#8217;insigne ordine del guidatico, il secondo, birro dell&#8217;udienza di Salerno, il terzo scorridor di campagna, mostro che facea pompa di una tazza, ov&#8217;era solito di abbeverarsi di sangue umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adescate dal saccheggio, si arrolarono sotto l&#8217;infame vessillo orribili ciurme. Sbarc\u00f2 dunque Ruffo nelle coste della Calabria Ulteriore alla testa di un piccolo numero di siciliani. Ivi, con proclami del re, colle promesse del paradiso e con altri mezzi che suggeriscono l&#8217;ambizione e l&#8217;ipocrisia, fece una gran quantit\u00e0 di proseliti, i quali erano ben assoldati e promossi agli impieghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio riuscire nelle sue misure si proclam\u00f2 papa, dando cos\u00ec maggior credito alle indulgenze, le quali spargeva a larga mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 quel dipartimemo stava molto scontento del nuovo sistema, giacch\u00e9 i governanti imprudentemente aveano loro fatto l&#8217;invito di soddisfare le contribuzioni attrassate e di disporsi a sopportarne un maggior peso per l&#8217;avvenire, pure Monteleone, Cotrone, Catanzaro ed altre citt\u00e0 si opposero alle misure del cardinale, e fecero per lungo tempo una valida difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non poterono per\u00f2 sostenersi, giacch\u00e9 non avevano mezzi opportuni. Mancando loro fra le altre cose l&#8217;artiglieria e la truppa regolare, cedettero alla preponderanza delle forze nemiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado che fosse stata promessa l&#8217;indulgenza in forza delle capitolazioni, pure non si risparmi\u00f2 alcun partigiano della gran causa. Il saccheggio e la morte portarono il lutto e la desolazione dentro le mura delle case repubblicane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei che scamparono i furori del pio prelato, essendosi dati alla fuga, furono colpiti di anatemi e della pena del taglione, furono dichiarati nemici di Dio e dello Stato; e chiunque li sterminava, era colmato di doni, ed aveva innalzate innumerevoli ecatombi nelle Calabrie, nella Puglia, nella Campania; un brevetto di santo. Cotesta crociata quali effetti non dovea produrre presso un popolo infangato ne&#8217; pregiudizi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso un popolo che allora, guardando per la prima volta la luce raggiosa della libert\u00e0, ne restava abbagliato, senza rischiararsi su&#8217; futuri vantaggi? Ruffo, riuscito a rendersi padrone di tutta la Calabria Ulteriore, penetr\u00f2 nell&#8217;altra, seguendo le stesse misure, cio\u00e8 portando la croce in una mano e il pugnale nell&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non ostante, gli abitanti sostennero i loro diritti col massimo coraggio: si vide un gran numero di patrioti battersi in campagna aperta contro gl&#8217;insorgenti; si videro i figli venire a tenzone co&#8217; loro padri nel conflitto delle opinioni che li dividevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si sapeva se dovevano essere pi\u00f9 care le affezioni della natura o le voci e gl&#8217;interessi della patria. Roma vantava i suoi Bruti e i suoi Manli, e Napoli nella culla della libert\u00e0 vanta maggiori eroi. Il furore di Ruffo aumentava in proporzione de&#8217; successi, mentre veniva irritato dagli ostacoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei paesi che presentarono uno scoglio alla irruzione furono soggettati al saccheggio. Paola, Rossano, Cosenza ed altre citt\u00e0 principali divennero preda delle fiamme, per aver mostrato un attaccamento deciso alla repubblica, senza farsi quartiere a&#8217; patrioti, di qualunque et\u00e0 e sesso si fossero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le altre famiglie, quelle di Labonia e Grisolia furono pi\u00f9 disgraziate delle altre, giacch\u00e9 dal 1794 i loro individui erano stati il bersaglio della corte per motivo delle nuove opinioni. Cos\u00ec gl&#8217;insorgenti invasero anche la Calabria Citeriore. Il piano di Ruffo doveva essere sconcertato se la previdenza de&#8217; francesi fosse occorsa a tempo proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tardi si pens\u00f2 alla spedizione delle Calabrie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un pugno di patrioti, sotto il comando di Schipani, fu destinato ad andare a combattere le coorti del nuovo Pietro l&#8217;Eremita. Disgraziatamente Schipani si trovava alla testa di una legione composta di soli patrioti, i quali erano poco avvezzi al mestiere delle armi e sforniti di disciplina militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non ostante, eglino in diversi combattimenti risultarono vittoriosi; ma soggiacquero a delle perdite, le quali furono fatali alla picciolezza del loro numero. Si dov\u00e9 passare il ponte di Campestrino, dove si annidava Sciarpa, condottiere di molti assassini di campagna, muniti di cannoni e di altre armi. Il passo era difficile; sicch\u00e9 Schipani vi rest\u00f2 inviluppato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I briganti, avendo riportata la vittoria nell&#8217;attacco, si resero cos\u00ec audaci, che, malgrado gli ulteriori tentativi, non abbandonarono mai il posto, anche perch\u00e9 Torrusio, vescovo di Capaccio, foment\u00f2 la rivolta ne&#8217; vicini paesi colle minacce della superstizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 la strada tra il Principato Citeriore e le Calabrie rest\u00f2 ostrutta, e Sciarpa ebbe un campo aperto ad infestare tutte le vicine comuni, le quali erano fedeli al nuovo governo. Picerno, Balvano, Avigliano furono desolate, malgrado l&#8217;eroica energia de&#8217; loro abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno degli attacchi morirono, fra tanti altri bravi i fratelli Vaccaro, giovani incomparabili per le loro qualit\u00e0 morali e per la sublimit\u00e0 de&#8217; talenti. Cotesti awenimenti diedero luogo a Ruffo di fare una irruzione nella Puglia, dove fu soccorso da&#8217; russi, i quali sbarcarono sulle spiagge dell&#8217;Adriatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora l&#8217;audacia de&#8217; nemici cr\u00e9bbe, il terrorismo pes\u00f2 con pi\u00f9 forza su quella provincia, le concussioni furono eccessive e le forche vennero innalzate in tutte le citt\u00e0 accanto alla croce. Bari, Barletta, Foggia, Cirignola furono principalmente l&#8217;oggetto dello sdegno e delle crudelt\u00e0 de&#8217; regalisti, e soffersero danni incalcolabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto Gravina ed Altamura si accinsero a combattere le orde della tirannia. Il combattimento fu ostinato per pi\u00f9 giorni, e la vittoria si mostrava amica de&#8217; repubblicani; giacch\u00e9 gli abitanti di coteste due comuni si batterono in massa sino all&#8217;ultima goccia di sangue, impiegarono le private sostanze a profitto della patria, e non risparmiarono alcun mezzo umano onde trionfare delle forze liberticide, eglino in ultimo, vedendosi privi di mitraglia, misero anche la moneta di rame e di argento ne&#8217; cannoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le forze de&#8217; patrioti a fronte di quelle di Ruffo essendo infinitesimali, produssero la caduta delle due citt\u00e0. Ecco il rovescio di tutta la Puglia. Quelli che sanno l&#8217;indole del fanatismo, e del fanatismo sdegnato, possono figurarsi quali furono le triste vicende di quelle due citt\u00e0, quale fu la miserabile condizione di quelle due benemerite popolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sono colori, non ci \u00e8 pennello che possa descrivere le tirannie che ivi si esercitarono. Anche i monasteri delle monache vennero incendiati, ed altro non vi rest\u00f2 che pietra sopra pietra&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo, prevedendo s\u00ec fatta catastrofe, avea destinata una spedizione. Ma essendovi insorta una briga riguardo al comando tra Federici, Francesco Pignatelli e Matera, non solo non si and\u00f2 innanzi ma si rincul\u00f2; ed i nemici si avanzarono, fecero rapidi progressi e consumarono tutto sotto i loro passi incendiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora l&#8217;oscillazione contro-rivoluzionaria fu pi\u00f9 forte e pi\u00f9 estesa. Schipani e Muscari combatterono come leoni alla testa delle loro colonne nella Torre dell&#8217;Annunziata; ma inutilmente, giacch\u00e9 le loro falangi erano poco numerose. Sicch\u00e9 Ruffo penetr\u00f2 sino alle porte di Napoli, non abbandonando mai il sistema di distruzione. Il numero de&#8217; disgraziati, che in quell&#8217;epoca furono divorati dalla rabbia degli insorgenti \u00e8 incalcolabile; come lo \u00e8 eziandio quello degli altri infelici, che per lo appresso sono stati sacrificati ne&#8217; dipartimenti dalla ferocia degl&#8217;inquisitori di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo di aver commesse le scelleraggini, che sono sconosciute anche da&#8217; cannibali, ne&#8217; luoghi i quali percorse; dopo di averli convertiti in vasti cimiteri; allorch\u00e9 questo boia inviato dal paradiso affront\u00f2 nelle pianure del ponte della Maddalena i patrioti, che non erano allora molto inferiori in numero, M\u00e9jan poteva mandare in soccorso loro almeno un pugno di francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qual soccorso! Egli divenne inesorabile alle istanze le pi\u00f9 vive, alle premure le pi\u00f9 calde del governo. Di gi\u00e0 le sue mani, imbrattate del lucido fango degl&#8217;inglesi, di gi\u00e0 si disponevano ad ergere il trono sulla bara funebre ed insanguinata della repubblica&#8230; Truce idea! amara rimembranza!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;attacco essendo stati respinti i patrioti, i quali allora davano i primi passi nella carriera delle armi, i nemici ebbero campo ad entrare nella citt\u00e0, ed occupare i forti del Carmine, di Pizzofalcone, di Posilipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 la plebaglia, per ordine dell&#8217;esecrabile Ruffo, si diede in preda al saccheggio, alle rapine, ed a tutti gli eccessi dell&#8217;anarchia. Non si risparmiarono neppure le case de&#8217; regalisti i pi\u00f9 forsennati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tante sciagurate famiglie, ridotte all&#8217;orlo della disperazione, non trovarono ricovero che nelle grotte, nelle caverne e nelle stalle, in mezzo al letame. Molti volontariamente si diedero la morte per isfuggire il flagello. Si videro i padri ammazzare i figli, per non conservare loro un&#8217;esistenza penosa e miserabile. Altri si gett\u00f2 nel mare, volendo divenire piuttosto preda de&#8217;pesci, che de&#8217; carnivori satelliti di Carolina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non fu tutto: la vita d&#8217;ogni onesto cittadino venne minacciata dalla spada dell&#8217;insurrezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre gli abitanti delle coste marittime, senza eccezione d&#8217;et\u00e0, divenivano olocausti della ferocia inglese armata di tutti i suoi furori; mentre ad Ischia, a Procida, a Sorrento i repubblicani erano mutilati dal ferro liberticida o vivi venivano buttati nelle onde del mare; ne&#8217; luoghi mediterranei il nemico di una spia o di un &#8220;crocesignato&#8221;, un possessore, di qualunque partito si fosse, in mezzo alle battiture, alle ferite, agl&#8217;insulti, era menato in giudizio, dove gli oltraggi si moltiplicavano, e dove il decreto di morte gli s&#8217;intonava in ogni istante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un repubblicano conosciuto si strappava il cuore, le unghie, gli si cavavano gli occhi, gli si mutilavano le altre membra, e cos\u00ec a poco a poco gli si toglieva l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelli che erano meno a giorno nella sfera delle loro opinioni, erano spogliati ed esposti agli strazi i pi\u00f9 ignominiosi, semivivi venivano strascinati per i luoghi i pi\u00f9 cospicui della capitale, e poscia confinati nelle fetide carceri, dove perivano senza punto scuotere le anime, che avevano impietrito il dolce sentimento della piet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che orrore!&#8230; che barbarie!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec le strade delle citt\u00e0, e massime quelle di Napoli, comparivano un letto di cadaveri, in cui si vedeva il figliuolo cadere esangue a&#8217; piedi del genitore, la moglie prima violentata spirare tra le braccia del marito, l&#8217;amico in mezzo alle angosce della morte dare gli ultimi amplessi all&#8217;amico&#8230;; e, nella mischia spaventevole de&#8217; sicari e delle vittime infelici accatastate, non si sentiva altro che Fremiti di furor, mormorii d&#8217;ira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gemiti di chi langue e di chi spira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora M\u00e9jan poteva scagliare i fulmini della vendetta nazionale dalla cima di una rocca, la quale domina Napoli; poteva, senza essere offeso, ridurre in un mucchio di ceneri quelli posti che stavano sotto il tiro del cannone di Sant&#8217;Elmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se M\u00e9jan soccorreva allora i repubblicani, la causa della nostra libert\u00e0 sarebbe stata guadagnata. Bastava il solo nome francese a spargere il terrore nella vile anima del ladro insorgente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al semplice suono della tromba repubblicana, il nemico si sarebbe certamente dato alla fuga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altronde, i patrioti, mossi dalle molle della bravura del soldato francese, si sarebbero viepi\u00f9 incoraggiati, e l&#8217;ostinatezza del coraggio sostenuto dal numero avrebbe fissata la vittoria sotto la bandiera tricolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 si dovea temere delle province, giacch\u00e9 vi erano penetrate le leggi dell&#8217;abolizione de&#8217; fendi, del testatico, delle gabelle, ecc., leggi che Macdonald, non si sa per qual politica, avea prima proibito di promulgare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste sagge ma tarde disposizioni, tutti quei popoli che l&#8217;idra feudale a cento teste divorava, cantavano inni di gloria e colmavano di benedizioni il nuovo governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dunque in quell&#8217;epoca opportuna si fossero riportati i sospirati trofei, tutte le anime sarebbero state elettrizzate dal genio della libert\u00e0, e l&#8217;impero della repubblica si sarebbe fondato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma M\u00e9jan, assiso sul letto delle delizie e delle rapine, offuscato da&#8217; profumi del vino e de&#8217; cibi i pi\u00f9 deliziosi, M\u00e9jan guardava col riso dell&#8217;impudenza i roghi su&#8217; quali fumavano le palpitanti membra de&#8217; difensori della patria. Mejan, allo stridore delle ossa degli incalcolabili martiri, a&#8217; lamenti ed a&#8217; singhiozzi delle loro famiglie, avea del tutto otturate le orecchie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">M\u00e9jan non era affatto commosso all&#8217;aspetto tragico delle lagrime e del sangue che aveva allagate le strade della citt\u00e0&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La di lui anima di ferro non era alterata dallo spettacolo delle crudelt\u00e0 rivoltanti, e de&#8217; tratti di barbarie, che il feroce nemico esercitava sulle mogli, sulle sorelle, sulle figlie de&#8217; partigiani della gran causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mostro mi sembra Nerone, il quale, alla vista dell&#8217;incendio di Roma, suonava la cetra. Oh cielo, oh dei! a che soffrir quest&#8217;empii Fulminar poi le torri, e i sacri tempii?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conveniva per\u00f2 buttare un po&#8217; di polvere agli occhi degli officiali probi, per nascondere la sua perfidia. La virt\u00f9 ama la schiettezza, ma la perversit\u00e0 vuole improntare la maschera per non manifestare le sue bruttezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima che Sant&#8217;Elmo fosse attaccato, spesso spesso M\u00e9jan facea discendere (troppo tardi se n&#8217;era accorto), contro gli ordini di Macdonald, alcune numerose pattuglie nel cuore della citt\u00e0, sicch\u00e9 quei soldati i quali, in circostanze meno critiche, a tempo proprio, potevano consacrarsi alla difesa della libert\u00e0, mentre le forze nemiche si eranraddoppiate, erano costretti dal loro capo a discendere nell&#8217;arena. Quale dovea essere il risultato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte de&#8217; francesi ed il discapito della guarnigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questi sacrifici, questi macelli di carne umana sono calcolati da M\u00e9jan, com&#8217;era calcolato il massacro di tante migliaia di uomini, che l&#8217;infamia di Scherer immolava alla ferocia delle tigri settentrionali dirette da Suwarow.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo la tragedia da un altro lato. I patrioti, per non essere interamente inghiottiti dalla voragine, non potendo pi\u00f9 sostenere la patria agonizzante, che gi\u00e0 dava l&#8217;ultimo sospiro, si rinchiusero insieme co&#8217; rappresentanti ne&#8217; castelli Nuovo e dell&#8217;Ovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni individuo mise allora la sua fiducia ne&#8217; soliti miracoli che opera la libert\u00e0. Chi non si sovvenne in quell&#8217;istante de&#8217; greci alle Termopili, de&#8217; romani al Campidoglio, degli abitanti della Carolina al forte di Wilson?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante lo spazio di molti giorni essi operarono prodigi di valore, che gettarono lo spavento negli animi de&#8217; turchi, de&#8217; russi, de&#8217; siciliani e degl&#8217;insorgenti; in maniera che costoro non si azzardarono ad assalire i deboli asili del patriotismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fuoco perenne dell&#8217;artiglieria che agiva di giorno, si aggiungevano le sortite notturne de&#8217; patrioti. Ma, accortisi di un fermento del popolo fanatizzato, assicurati dall&#8217;avvicinamento di una flotta inglese e ridotti all&#8217;estremo delle munizioni, essi deliberarono di intavolare una capitolazione onorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stipul\u00f2 dunque il trattato esotto la garanzia di M\u00e9jan. I generali de&#8217; despoti coalizzati lo sottoscrissero; e, per la pronta e fedele esecuzione, si diedero nelle di lui mani cinque ostaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora fu che, secondo il principale articolo della negoziazione, nell&#8217;alternativa o di restare impunemente ne&#8217; propri focolai o pure di essere gettati nudi e miseri sulle coste di Francia, ognuno, resistendo alle tenerezze della sposa, ai gemiti ed ai singhiozzi del fratello, del genitore, del figlio, alle attrattive de&#8217; beni di fortuna, ognuno fece la ferma risoluzione di non vedere il funerale della repubblica, e gettarsi piuttosto in un oceano di calamit\u00e0, di miserie e di pene, deliberando di ritornare a tempo opportuno a sottrarre da&#8217; ceppi l&#8217;incatenata patria&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i Pelopidi, che la sfrontatezza di M\u00e9jan accusa di cicisbeatura e d&#8217;imbecillit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa perfidia condanna all&#8217;obblio quei prodi del forte di Viglieno, i quali, sopraffatti dal torrente delle forze nemiche, diedero fuoco alla polvere, contenti piuttosto di essere divorati dalle fiamme, e restar seppelliti sotto le rovine della patria, che cadere nelle mani della schiavit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le tante altre sono degne di essere nominate la madre de&#8217; fratelli Serra, la madre e la sorella di Ettore Carafa, la cittadina Laurent Prota, mia grande amica, la Sanfelice, la Fasulo, ecc. rispetto del genere umano, e l&#8217;ammirazione de&#8217; secoli, se ai vostri tempi si fosse trovato un M\u00e9jan, egli non vi avrebbe coverti di disprezzo, come i bravi di Viglieno, vostri emuli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In vigore del trattato, i repubblicani furono menati sulle polacche; ma, invece di mettersi alla vela, restarono inchiodati nella rada di Napoli. E si vide il fenomeno, che una immensit\u00e0 di persone, in maggior parte ignote fra loro, stavano unite insieme, dividendo le stesse angustie e soggettate alle stesse sofferenze, come se avessero scampato un tremuoto o qualche altra crisi della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora M\u00e9jan dovea obbligare lo spergiuro Ruffo a far partire senza dilazione alcuna i capitolati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovea minacciare la distruzione di Napoli, se in un termine prescritto la loro partenza non si fosse effettuata, e se la capitolazione non si fosse eseguita in tutti gli altri articoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sant&#8217;Elmo potea essere per quella citt\u00e0 ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 il Vesuvio nelle sue eruzioni. Ma il perfido non prese alcun interesse per un affare di tanta importanza. Sicch\u00e9 gli Ercoli della rivoluzione, carichi di ferri, vennero gettati nel fondo delle sepolture, che si chiamano &#8220;criminali&#8221;, e tutti gli altri restarono su&#8217; legni. In questo stadio di tempo, Sant&#8217;Elmo fu assediato, e M\u00e9jan, pieno di quella energia di cui mancava il governo, si fa ergere le batterie nemiche a tiro di cannone, senza impedirne i travagli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A misura che l&#8217;attivit\u00e0 del nemico si raddoppia, cos\u00ec la stessa sua energia cresce di giorno in giorno. Sicch\u00e9, dopo lo spazio di poco tempo, si abbandona il castello in potere degli schiavi attaccati al carro della coalizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il moderno Dionigi viene a tempo a godere del dono di M\u00e9jan ed a nuotare colla famosa prostituta di Albione, lady Hamilton, in un mare di sangue, che sgorgava dalle ferite de&#8217; repubblicani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene ad essere spettatore di una nuova tragedia, dopo di aver guardate con ciglio sereno le beccherie d&#8217;Ischia e Procida. Egli desidera che il repubblicanismo avesse una sola testa, per troncarla a un tratto. Tant&#8217;odio, tanta stizza contro gli amici dell&#8217;uomo annida ne&#8217; cuori de&#8217; re forsennati, che hanno la follia di credersi simulacri della divinit\u00e0, mentre sono esseri maligni vomitati dal Tartaro!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Involata cos\u00ec innanzi a&#8217; nostri sguardi la libert\u00e0, le lave vulcaniche della controrivoluzione allagano Napoli, i vapori della tirannia ingombrano da per tutto l&#8217;atmosfera di quella regione, e il sole della libert\u00e0 italiana resta ecclissato. In questa lugubre catastrofe, qual eterna notte sopravviene per noi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quali dolori sono rose le nostre anime riempiute di lutto e di tenebre! Come il passato si desidera e non si ardisce di sperare! Come il presente ci opprime, l&#8217;awenire ci spaventa!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compagni! voi che divideste i pericoli della patria e che ora siete a parte dell&#8217;infelice ma glorioso esilio, voi potete ricordarvi dell&#8217;abbattimento e della desolazione che in quell&#8217;epoca agghiacci\u00f2 i cuori di tutti noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi che, inviluppati nei cenci della miseria, ad onta delle procelle del mare, dell&#8217;urto degli elementi, dell&#8217;ira dell&#8217;avversa sorte e dell&#8217;oppressione de&#8217; potenti, non cessate di rinnovare sull&#8217;altare della virt\u00f9 il giuramento della futura rivendicazione; voi vi potete sovvenire come la crisi fatale vers\u00f2 a piene mani nella tazza de&#8217; nostri piaceri le amare angosce, che minacciavano gettarci nel regno della morte!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo che innalz\u00f2 lo stendardo dell&#8217;eroismo fu Francesco Martelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costui, quando vide che il forte non potea pi\u00f9 resistere, disse a&#8217; suoi compagni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Bisogna morire liberi piuttosto che sopravvivere alla servit\u00f9\u201d. Sicch\u00e9 egli stesso accese la polvere, la quale colla sua esplosione rovesci\u00f2 le mura della rocca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi guardando le rovine di Viglieno, non sar\u00e0 preso di ammirazione, \u00e8 un essere che non \u00e8 nato per la gloria; \u00e8 un uomo a cui la schiavit\u00f9 ha tolta la facolt\u00e0 di pensare e di sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io farei imprimere su&#8217; rottami di quel forte l&#8217;iscrizione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPassaggiero, annunzia a tutt&#8217; i nemici della tirannia, a tutte le anime libere, che imitino il nostro esempio, piuttosto anzich\u00e9 vegetare all&#8217;ombra del dispotismo \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caduta di Napoli produsse quella di tutta l&#8217;Italia. N\u00e9 poteva altrimenti accadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa parte dell&#8217;Europa, ch&#8217;\u00e8 l&#8217;oggetto de&#8217; desideri e delle conquiste delle altre potenze, non pu\u00f2 essere al coverto delle invasioni, se non acquista energia e forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Or il territorio napoletano \u00e8 il pi\u00f9 rispettabile per la sua estensione, per la fertilit\u00e0, per gli tre mari da cui \u00e8 circondato, per lo numero, carattere ed energia degli abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguentemente non vi pu\u00f2 essere libert\u00e0 a Milano, a Torino, a Genova, a Roma, ecc., se Napoli \u00e8 schiava. Napoli, centro del patriotismo, \u00e8 fatta per esser la sede della libert\u00e0 italiana. Io non sono militare, cittadino ministro, per poter decidere sulla legittimit\u00e0 della resa di Sant&#8217;Elmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste ricerche appartengono al Consiglio di guerra. Io solo incolpo a M\u00e9jan la maniera con cui intraprese e continu\u00f2 la difesa del forte. Io solamente fo il parallelo tra lui e &#8216;l comandante di Ancona. Chi non sa che il coraggio, l&#8217;ostinazione, il fervore con cui costui sostenne quella piazza, sono divenuti il patrimonio de&#8217; fasti dell&#8217;eroismo, il deposito il pi\u00f9 sacro dell&#8217;immortalit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, con tutte le risorse dell&#8217;astuzia di un ser Ciappelletti, quali scuse pu\u00f2 ritrovare M\u00e9jan nell&#8217;antro della calunnia, quando di buona voglia libera i patrioti rinchiusi nel forte agli avoltoi del dispotismo, mentre ha presso di s\u00e9 gli ostaggi? quando scovre anche quei che, vestiti da soldati, e confusi co&#8217; francesi, non erano conosciuti? quando consegna ancora due offiziali, i quali, bench\u00e9 napoletani, da pi\u00f9 anni stavano al servigio francese?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ombre di Vitaliani e Matera, voi ancora gridate dal fondo della tomba contro l&#8217;amico di Capeto, che vi liber\u00f2 alle di lui furie&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vostra spoglia, ancora fumante di sangue, far\u00e0 pi\u00f9 impressione alle future generazioni di quella che fece il cadavere di Lucrezia al popolo di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali armi di difesa pu\u00f2 usare M\u00e9jan, allorch\u00e9 consegna gli ostaggi agli agenti del despota, contro le deliberazioni del Consiglio di guerra, e non fa istanze per l&#8217;esecuzione del trattato, per l&#8217;invio de&#8217; patrioti in Francia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per qual motivo, quando discende da Sant&#8217;Elmo, va a sedere nella mensa imbandita del tiranno, che lo colma di ringraziamenti e doni, i quali mettono il suggello alla sua depravazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come pu\u00f2 ripetere la necessit\u00e0 della resa del forte dalla penuria delle derrate, mentre le truppe nemiche, impadronitesene, per pi\u00f9 giorni vendono al popolo a vil prezzo una immensa quantit\u00e0 di generi di ogni sorta? Perch\u00e9 si trovano le bombe da dodici e i mortai da nove? Questo giuoco fu opera del governo?&#8230; Veramente lo esigeva il suo interesse; il senso comune ci forza a crederlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, traditore! non voglio pi\u00f9 stancarmi in disseppellire tutti i minuti aneddoti de&#8217; tuoi misfatti. Indarno cerchi nasconderli. Indarno cerchi di covrire la perfidia col velo della menzogna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 le fila della tua rea condotta sono nelle mani di tutto il mondo; i cammini della tua cospirazione sono aperti ad ognuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno sa che la politica antisociale di Pitt, di questo disertore del genere umano, di questo schiavo ribellato contro la sovranit\u00e0 de&#8217; popoli, questa politica liberticida avea di gi\u00e0 nell&#8217;anno scorso attaccata la testa del colosso repubblicano ed alcune delle sue membra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infelicemente per noi, uno di queste membra fosti tu; s\u00ec tu, che, corrotto dall&#8217;oro inglese, non ti facesti alcuno scrupolo di slanciare una repubblica sul cratere di un vulcano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scellerato! Sei scomparso da Napoli, ma le vestigia de&#8217; tuoi delitti sono restate impresse nella memoria di quella desolata popolazione, nel cuore di tutti gli amici della filosofia, che, carichi di ferri, nel fondo delle prigioni, bagnano col pianto l&#8217;ammuffito pane. Sei scomparso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;infamia ti seguir\u00e0 da per tutto su quella terra, che abbomina la tua presenza. Sei scomparso! ma il tribunale della storia esaminer\u00e0 il processo delle tue azioni, e la posterit\u00e0, pronunciando il tuo nome, lo metter\u00e0 accanto a quello di Erostrato, che per rendersi famoso incendi\u00f2 il tempio di Delfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quest&#8217;abbozzatura, che io ho avuto l&#8217;onore di presentare a&#8217; vostri sguardi, voi comprenderete, cittadino ministro, come M\u00e9jan nella sua apologia abbia immersa la penna nel fiele della calunnia la pi\u00f9 assurda, della satira la pi\u00f9 incoerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io dunque a ragione lo accuso innanzi alla vostra giustizia in nome della mia afflitta patria, dell&#8217;umanit\u00e0, della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io son sicuro che, facendosi omaggio alla virt\u00f9 di Bocquet ed al mio zelo, i delitti di M\u00e9jan non resteranno impuniti, l&#8217;intrigo non trionfer\u00e0 della giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ne ho per garante, cittadino ministro, il vostro genio, quel genio che insegn\u00f2 la strada della vittoria a quattordici armate ed incaten\u00f2 il mostro della coalizione; ne ho per garante quella sublimit\u00e0 di anima, quella fermezza di sentimenti che mostraste nel seno della Convenzione, quando gettaste le fondamenta dell&#8217;indipendenza nazionale e prendeste l&#8217;iniziativa della libert\u00e0 del genere umano. Questi \u00e8 quel Matera ch&#8217;era stato in Italia aiutante di Berthier e Joubert, a cui salv\u00f2 la vita nel Piemonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la partenza de&#8217; francesi, suon\u00f2 l&#8217;ora della distruzione de&#8217; repubblicani. Il despota della Sicilia, non incontrando argini a violare, contro i principi del gius delle genti, la pi\u00f9 solenne delle capitolazioni,7 giacch\u00e9 gli ostaggi erano stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La buona fede de&#8217; patti \u00e8 uno de&#8217; gran legami delle societ\u00e0 civili. Tolta questa buona fede, se ne rovesciano le basi, e gli uomini ritornano nello stato della collisione, cio\u00e8 dell&#8217;anarchia. I rapporti che passano tra gli individui di uno Stato sono gli stessi che quei di un popolo relativamente all&#8217;altro. Le relazioni diplomatiche, le negoziazioni ed i trattati son fatti per mantenere la concordia tra le nazioni, la stabilit\u00e0 degli imperi, la conservazione dell&#8217;uman genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi dunque sono sacri ed inviolabili; altrimenti gli individui della specie errerebbero nelle foreste, e lo stato di guerra, cio\u00e8 di distruzione, desolerebbe il globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, non solo i popoli civilizzati, ma ancora i barbari sono fedeli osservatori de&#8217; pubblici patti. I selvaggi si piccano eziandio di fedelt\u00e0 nelle loro convenzioni: anzi fanno intervenire una divinit\u00e0, sotto il cui patrocinio e garanzia i contraenti debbono riposare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il solo re di Sicilia, oltre le altre infrazioni, ne ha commessa una, ch&#8217;\u00e8 la pi\u00f9 funesta e la pi\u00f9 prava di tutte le altre, calpestando le leggi, le usanze ed i costumi di tutte le popolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le capitolazioni delle guarnigioni de&#8217; castelli di Baia, Ischia, Castellammare furono richieste e trattate dagl&#8217;inglesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella de&#8217; forti di Napoli fu preceduta da un solenne proclama di Ruffo, generale in capo ed agente plenipotenziario di Ferdinando; proclama stampato ed affisso in tutti gli angoli della citt\u00e0, con cui s&#8217;inculcava al popolo, sotto pena di morte, di rispettare i parlamentari, che da lui si spedivano a&#8217; castelli, o che da essi si mandavano a lui, a fin di capitolare per potersi quindi eseguire fedelmente tutto ci\u00f2 che si sarebbe convenuto. Si pass\u00f2 indi al trattato, ch&#8217;\u00e8 il seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">REPUBBLICA<br \/>\nNAPOLETANA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oronzio Massa generale d&#8217;artiglieria e comandante del Castel Nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendosi dal comandante della flotta inglese Food intimata la resa al castel dell&#8217;Ovo, e dal cardinal Ruffo vicario generale del regno di Napoli, dal cavalier Micheroux, ministro plenipotenziario di S.M. il re delle due Sicilie presso la flotta russo-ottomana, dal comandante in capo delle truppe di S.M. I&#8217;imperatore di tutte le Russie, e dal comandante delle truppe ottomane a questo Castel Nuovo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il consiglio di guerra del Castel Nuovo si \u00e8 adunato, ed avendo deliberato sulle suddette intimazioni, ha risoluto che i suddetti forti sieno rimessi ai comandanti delle truppe di sopra enunciate per avere una capitolazione onorevole, e dopo di aver fatto conoscere al comandante del forte di S. Elmo i motivi di questa resa, in seguito di che il suddetto Consiglio ha redatti gli articoli della capitolazione seguente, senza l&#8217;accettazione de&#8217; quali la reddizione de&#8217; forti non potr\u00e0 aver luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Articolo I. Il Castel Nuovo, ed il Castel dell&#8217;Ovo saranno rimessi nelle mani del comandante delle truppe di S.M. il re delle due Sicilie, e di quello de&#8217; suoi alleati il re d&#8217;Inghilterra, I&#8217;imperatore di tutte le Russie, e la Porta Ottomana, con tutte le munizioni da guerra e da bocca,<br \/>\nartiglieria ed effetti di ogni specie, esistenti ne&#8217; magazzini, di cui si former\u00e0 inventario dai commissari rispettivi dopo la firma della presente capitolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II. Le truppe componenti le guarnigioni conserveranno i loro forti sino a che i bastimenti, di cui si parler\u00e0 qui appresso, destinati a trasportar gl&#8217;individui, che vorranno andare a Tolone, saranno pronti a far vela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">III. Le guarnigioni usciranno cogli onori di guerra, armi, bagagli, tamburo battente, bandiera spiegata, miccia accesa, e ciascuna con due pezzi di artiglieria; esse deporranno le armi sul lido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IV. Le persone e le propriet\u00e0 mobili ed immobili di tutti gl&#8217;individui componenti le due guarnigioni saranno rispettate e garantite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V. Tutti gli suddetti individui potranno scegliere d&#8217;imbarcarsi sopra i bastimenti<br \/>\nparlamentari, che saranno loro presentati per condursi a Tolone, o di restare in Napoli senza<br \/>\nessere inquietati n\u00e9 essi, n\u00e9 le loro famiglie.<br \/>\nVI. Le condizioni contenute nella presente capitolazione son comuni a tutte le persone de&#8217; due sessi rinchiuse ne&#8217; forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VII. Le stesse condizioni avran luogo riguardo a tutti i prigionieri fatti sulle truppe repubblicane dalle truppe di S.M. il re delle due Sicilie, e quelle de&#8217; suoi alleati ne&#8217; diversi combattimenti che hanno avuto luogo prima del blocco de&#8217; forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VIII. I signori arcivescovo di Salerno, Micheroux, Dillon, ed il vescovo di Avellino saranno rimessi al comandante del forte di S. Elmo, ove resteranno in ostaggio, fino a che sia assicurato l&#8217;arrivo a Tolone degl&#8217;individui, che vi si mandano. restituiti, disegn\u00f2, ad insinuazione del crudele Nelson e della Taide di Londra, di fare la Saint-Barth\u00e9lemy, ed una Saint-Barth\u00e9lemy la pi\u00f9 orribile, di tutti quei che aveano posto il dito nella coppa della rivoluzione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">simile ad una bestia feroce, che ha nelle branche la preda, su cui avea gettato lo sguardo, l&#8217;atterra, la sbrana e fa strage, scempio e rovina delle sue carni. La Svizzera, l&#8217;Olanda, l&#8217;Inghilterra medesima, la Francia, e tutte le nazioni civilizzate si raccapricciarono al racconto delle crudelt\u00e0 e del terrorismo che spieg\u00f2 il mostro di Sicilia dopo il suo ritorno in Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fox e Sheridan, questi fermi avvocati della gran causa, fecero le pi\u00f9 acri invettive contro quel re insensato, e ne proposero l&#8217;accusa innanzi all&#8217;immensa assemblea del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arena, Briot ed altri legislatori tuonarono sulla tribuna del Consiglio de&#8217; Cinquecento in Parigi contro gli stessi attentati. Ecco un pezzo dell&#8217;arringa: \u201c E tu, re perfido e crudele, che segnali il tuo ritorno in Napoli con eccessi i pi\u00f9 inuditi, e che hai convertito il suo vasto recinto in un pi\u00f9 vasto feretro, trema per la seconda volta. I tuoi nuovi delitti, uniti a quelli che hanno reso famoso il troppo lungo corso del tuo regno, saran puniti ancora, senza che ti resti pi\u00f9 la speranza di rinnovare le tue vili proscrizioni, ed i tuoi spietati massacri \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e9 i tedeschi nell&#8217;anno scorso penetrarono nella Svizzera, istallarono a Zurigo la commissione del governo, i di cui membri essendo caduti nelle forze francesi, quando l&#8217;invincibil Massena sconfisse gli austro-russi, si disput\u00f2 nel Consiglio elvetico sulla loro sorte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un consigliere opin\u00f2 che loro si togliesse la vita, citando l&#8217;esempio di Ferdinando, il quale avea trucidato i potest\u00e0 costituiti da Championnet ed Abrial. \u201cCome &#8211; disse un altro, pieno di sorpresa &#8211; come si.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IX. Tutti gli altri ostaggi e prigionieri di Stato rinchiusi ne&#8217; due forti saranno rimessi in libert\u00e0 subito dopo la firma della presente capitolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">X. Tutti gli articoli della presente capitolazione non potranno eseguirsi, se non dopo che saranno stati interamente approvati dal comandante del forte di S. Elmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">M\u00e9jan approv\u00f2 la convenzione, la quale venne eseguita dai repubblicani in tutt&#8217; i suoi articoli: si dovea osservare solamente dalla corte di Sicilia e da&#8217; suoi alleati; ma Ferdinando, per dare un colorito all&#8217;attentato della violazione del patto, trov\u00f2 il pretesto che non era stata mai sua volont\u00e0 di negoziare con sudditi ribelli. Sudditi ribelli!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il linguaggio de&#8217; re, ossia degli usurpatori della sovranit\u00e0 popolare. Una nazione che o sola, o coll&#8217;aiuto d&#8217;un altra potenza si solleva contro il suo oppressore, contro colui che, lungi di essere il magistrato, n&#8217;\u00e8 il despota, non \u00e8 ribelle. Essa al contrario usa il principale de&#8217; suoi diritti, ch&#8217;\u00e8 quello di riagire contro la violenza. Tal \u00e8 l&#8217;indole del contratto sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, ammessa la strana idea che contro i principi del gius pubblico si volessero considerare ribelli i patrioti, perch\u00e9 Ruffo si induce a capitolare, quel Ruffo ch&#8217;era un plenipotenziario del re?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo egli entrato in trattato, egli riconobbe una potenza nei patrioti, e questa potenza scomparisce, quando si viene all&#8217;esecuzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da cotesto assurdo come se ne sviluppano gli avvocati della causa della tirannia? Nel solo interesse del despota dunque, nel suo capriccio si pu\u00f2 trovare la ragione della violazione del pi\u00f9 solenne de&#8217; patti: e tale \u00e8 il carattere del potere arbitrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gl&#8217;inglesi, che si obbligarono co&#8217; generali delle altre potenze di far osservare il trattato; gl&#8217;inglesi, che disponevano della volont\u00e0 del re di Sicilia, il quale in tutti gli affari dipendeva da&#8217; loro cenni, potevano garantire il patto, potevano opporsi alla violazione la pi\u00f9 manifesta del gius delle genti; ma pretendere ci\u00f2 da&#8217; vili isolani, da quelle anime metalliche, sarebbe lo stesso che domandare lealt\u00e0 dalla volpe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gl&#8217;inglesi da otto anni vie pi\u00f9 hanno cancellate in tutte le loro azioni le tracce della giustizia universale, ed hanno commessi quelli attentati e quei tratti di pefidia, ch&#8217;erano degni di Attila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il furto della flotta olandese, l&#8217;alleanza sulle coste della Siria di Achmet, il supplizio del gran Volstonn e di altri bravi irlandesi, gli ostacoli opposti alla esecuzione del trattato conchiuso tra Kl\u00e9ber e la Porta ottomana, non sono bastanti testimonianze della loro cattiva fede e barbarie?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelson, che tenea Ferdinando prigioniero al suo bordo e che era circondato da&#8217; legni de&#8217; capitolati che doveano far vela, abbagliato dall&#8217;oro di Sicilia e dal pomposo titolo offertogli di duca di Bronte, ard\u00ec di rispondere a&#8217; patrioti stessi, allorch\u00e9 si dolsero dell&#8217;indugio della loro partenza convenuta nella capitolazione, ard\u00ec di rispondere che al re si apparteneva di premiare il merito e dipunire i delitti de&#8217;suoi sudditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crudele pirata! se l&#8217;intrepido Fox ha invano declamato nel Parlamento di Londra contro la tua nera perfidia, non creder gi\u00e0 che il ducato di Bronte e l&#8217;oro e le gemme de&#8217; despoti, delle quali fai un&#8217;impudente pompa, ti involeranno all&#8217;esecrazione del genere umano ed all&#8217;infamia che i posteri imparziali spargeranno sulla tua abbominevole memoria. ardisce in questo santuario ricorrere all&#8217;autorit\u00e0 di un empio, il quale profanando le leggi divine ed umane e commettendo i delitti i pi\u00f9 atroci, \u00e8 incorso nell&#8217;indignazione del cielo e della terra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quale nella sua ferocia sorpassa gli orsi, le tigri e tutte le altre fiere del mondo? il quale recher\u00e0 orrore a&#8217; secoli a venire ed alla pi\u00f9 remota posterit\u00e0?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole, pronunciate con entusiasmo, fecero le pi\u00f9 vive impressioni negli animi de&#8217; giudici; ed i governanti austriaci furono liberati. Io non discender\u00f2, cittadino ministro, a descrivere uno per uno gli orrori che si sono commessi su la pi\u00f9 bella contrada della terra, e a dettagliare le calamit\u00e0 che son gravitate sulle teste di tanti infelici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mano mi trema, ed il cuore non regge a questa pittura patetica&#8230; Basta dire che, dopo l&#8217;invasione de&#8217; briganti regalisti non si risparmi\u00f2 n\u00e9 l&#8217;innocenza dell&#8217;infanzia, n\u00e9 l&#8217;impotenza della vecchiaia, n\u00e9 gl&#8217;incanti del sesso, n\u00e9 l&#8217;eminenza del merito e del talento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta dire, che nel secolo decimottavo, Scotti, Ciaja, Caracciolo, Pagano, Cirillo, Conforti, Russo. Conviene accennare qualche cosa su&#8217; cinque ultimi personaggi, giacch\u00e9 eglino non appartengono alle circostanze, ma alla posterit\u00e0. La loro esistenza non \u00e8 stato un atomo impercettibile nell&#8217;oceano de&#8217; secoli; ella ha lasciato delle tracce profonde, che resisteranno all&#8217;urto del tempo e delle convulsioni cosmiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi figuro i grandi uomini attaccati alla ruota della Fama. Chi sta sulla circonferenza, chi siede sull&#8217;asse. I primi sono soggetti ad avere delle vicende, a rovesciare da su in gi\u00f9 e perdersi nella polvere dell&#8217;obblio; gli altri sono sempre stabili, e nel girar della r\u00faota non lasciano mai di conservare il medesimo posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno di questi ultimi \u00e8 il gran Caracciolo. Si sa ch&#8217;egli era uno de&#8217; pi\u00f9 grandi ammiragli del secolo, talch\u00e9 i superbi isolani non ne presentano un simile. Caracciolo, che in tempo della repubblica si trovava in Sicilia, ebbe a rossore d&#8217;impiegare i suoi talenti in favore del dispotismo. Rinunci\u00f2 al posto, e vol\u00f2 in Napoli libera, dove fu fatto ammiraglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel porto della citt\u00e0 vi erano alcune poche barche cannoniere, le quali erano state scampate dall&#8217;incendio per essere vecchie ed inservibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il genio di Caracciolo le utilizza, le agguerrisce, va con esse ad affrontar a Procida gl&#8217;inglesi, i quali batte, spargendo ne&#8217; loro animi il terrore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il Duilio della repubblica napoletana. Per lo appresso egli fece altri prodigi non meno sorprendenti: e per ricompensa n&#8217;ebbe la morte, piuttosto per gelosia del barbaro Nelson che per odio della corte.<br \/>\nIo farei imprimere sulla tomba dell&#8217;illustre Caracciolo le seguenti parole: Qui riposa colui che vegli\u00f2 sempre per la gloria della sua nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome solo di Mario Pagano \u00e8 un dominio della storia della filosofia. Ognuno conosce il celebre autore de&#8217; Saggi politici e del Processo criminale. La prima opera, che racchiude in s\u00e9 i semi e le lezioni della felicit\u00e0 sociale, \u00e8 il risultato di una profonda analisi dell&#8217;uomo e delle\u00a0 ostituzioni de&#8217; popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altra, in cui i principi della ragion criminale sono esposti con tanto ordine e sublimit\u00e0, in cui si abbatte il colosso della barbarie e de&#8217; pregiudizi sulla libert\u00e0 civile del cittadino, \u00e8 un prodotto del genio. Beccaria era stato il Colombo della scienza, ma Pagano ha trovato nel paese scoverto da Beccaria le auree miniere delle pi\u00f9 utili e pi\u00f9 astruse verit\u00e0. Pagano non \u00e8 stato solamente uno scrittore: egli merita di essere considerato sotto il rapporto di uomo e di cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Modesto, placido, probo, sensibile, era amato da tutti, giacch\u00e9 era l&#8217;amico di ognuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cattedra si sforzava di dar l&#8217;anima al cadavere della barbarie col soffio della filosofia e della ragione; nel foro, quando era avvocato, era il disinteressato difensore de&#8217; diritti dell&#8217;umanit\u00e0; quando fu investito della toga, fu l&#8217;organo delle leggi, e non disun\u00ec mai la giustizia dalla moderazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carcerato a cagione de&#8217; suoi principi repubblicani, fu tranquillo come Epitteto. Ricuperata ch&#8217;ebbe la libert\u00e0 individuale, non pot\u00e9 soffrire l&#8217;aspetto del governo tirannico, ed affront\u00f2 un volontario esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondata la repubblica, ritorn\u00f2 in Napoli, dove, condotto in seno della rappresentazione nazionale, si consacr\u00f2 con fervore ai sacri interessi della patria ed alla causa della libert\u00e0. La costituzione, che diede fuori, era il capo d&#8217;opera della politica, giacch\u00e9 r\u00e1cchiudeva tutt&#8217; i vantaggi delle altre, senza averne i difetti. Egli considerava che il vizio, il quale faceva traballare le moderne repubbliche, era appunto che non vi era una barriera tra il potere esecutivo e il legislativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 un terzo potere egl&#8217;immagin\u00f2, che opponesse un argine alle usurpazioni dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, e mantenesse l&#8217;equilibrio della macchina politica, servendo come di sentinella alla libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pagano solea dire che la libert\u00e0 \u00e8 il risultato di tutte le idee ed i principi della morale, e ch&#8217;ella \u00e8 la mezza proporzionale tra&#8217; due estremi, la licenza e la servit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli desiderava che le cariche rilevanti non si fossero accordate a persone prive di probit\u00e0 e di talenti; che la santa morale ed il costume fossero la dote del moderno patriotismo, come lo erano dell&#8217;antico; che le risoluzioni della tribuna pubblica, figlie dell&#8217;effervescenza, dell&#8217;entusiasmo, non attraversassero i passi del governo, i quali dovevano essere guidati dalla fredda ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so se le sue grida furono ascoltate tra le grida volgari&#8230; La repubblica giunse all&#8217;orlo del precipizio, e la di lui anima si abbandon\u00f2 al pi\u00f9 profondo dolore&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tristezza si vedeva dipinta sul suo viso, e gli accenti della collera erano spesso interrotti dalle lagrime. Intanto negli estremi pericoli della patria egli non manc\u00f2 di prendere le armi, rinserrandosi in uno de&#8217; forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, passando dal senato al campo, il Solone di Napoli ne divenne il Curzio. La repubblica cade&#8230; Pagano, ad onta della capitolazione e malgrado le sue virt\u00f9, \u00e8 gettato nella pi\u00f9 orrida prigione dagli spietati agenti di Carolina, da&#8217; quali in seguito viene strascinato al palco in uno stato di pura impassibilit\u00e0, tributando gli ultimi suoi sospiri alla patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura avea sbagliato di produrre Domenico Cirillo in Napoli e in questo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli dovea nascere nell&#8217;antica Roma ventidue in ventitr\u00e9 secoli addietro. Le qualit\u00e0 eminenti, che lo adornavano, erano in gran numero, ed ognuna di esse sarebbe stata sufficiente a formare un grand&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cirillo avea idee le pi\u00f9 nette e le pi\u00f9 sublimi della morale, la quale ravvisandosi nella sua fisonomia caratteristica e nel suo portamento, era praticata dal suo cuore, sempre aperto ai sentimenti della piet\u00e0 e della beneficenza verso altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi era un Catone che si trovava in mezzo alla feccia di Romolo. Egli solea dire: &#8211; Io avrei soggiornato in Londra o in Parigi, se l&#8217;amore di mia madre non mi avesse costretto ad abitare questa terra di oppressione. &#8211; Qual rispetto per questa vecchia madre! qual tenerezza! qual venerazione ei le prestava! La di lui professione era la medicina, ch&#8217;egli conosceva a fondo. La sfigmica, che s&#8217;ignora in Europa e che nella Cina \u00e8 cos\u00ec ben conosciuta, facea parte del tesoro delle di lui conoscenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio lungo, un corso non interrotto di osservazioni di venti anni gli fecero acquistare la vera cognizione de&#8217; polsi. Era grande nella chimica, ma era un genio nella botanica, la quale non avea studiata ne&#8217; libri degli uomini, che spesso son bugiardi, ma nella natura, che non inganna mai i suoi veri e fedeli interpreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Inghilterra, la Francia, le Alpi, i Pirenei, il Vesuvio, l&#8217;Etna erano state la scuola, in cui aveva appresa questa benefica facolt\u00e0. Quanto era pi\u00f9 ammirabile nell&#8217;esercizio della scienza della salute!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue cure estendendosi egualmente sul ricco che sul povero, egli versava sull&#8217;ultimo il balsamo della piet\u00e0, sovente a discapito della sua borsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i suoi rari talenti venne eletto medico della corte, ma l&#8217;austera sublimit\u00e0 delle sue virt\u00f9 non si volle abbassare alle vilt\u00e0 di un cortigiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli trovava nell&#8217;oscurit\u00e0 della vita privata un incanto ed una gioia, che non si gusta a traverso il vano splendore della grandezza, e massime vicino al trono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli non sapendo n\u00e9 elevarsi n\u00e9 abbassarsi dal suo livello, verificava la massima: che i grandi cessano di esserlo, quando non si sta ginocchioni innanzi a loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penetrate in Napoli le armi repubblicane, tutti gli sguardi e de&#8217; francesi e de&#8217; suoi concittadini si rivolsero nel fondo della sua solitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A voti universali egli venne eletto membro del governo provvisorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua modestia per\u00f2 non gli permise di accettare la carica. Vi fu costretto la seconda volta; e Cirillo, facendosi un dovere di rendersi utile alla patria, imprese a percorrere la carriera difficile della legislazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre eguale a se stesso, sempre semplice, giusto ed umano, si sforzava di medicare le ferite e le piaghe dello Stato, nel medesimo tempo che non trascurava di frequentare gli ospedali e gli asili dell&#8217;indigenza. La macchina politica si scompone, e la sua vecchiaia co&#8217; capelli canuti non \u00e8 rispettata da&#8217; barbari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cirillo vien posto nelle catene; a capo di tempo i carnefici gli dicono che, s&#8217;egli volea sfuggire la morte, bisognava che in tuono di pentimento avesse chiesto la grazia a S.M.; ma egli, non volendo accattare la vita a prezzo di una vilt\u00e0, rispose: &#8211; Io non domando grazia alla tirannia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giustizia della mia causa e di quella di tutt&#8217; i miei fratelli, \u00e8 riposta nella capitolazione -.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un nuovo Trasea, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 forte del primo. Fu condotto a fare il costituto innanzi a Speziale. Interrogato del suo nome, rispose: Domenico Cirillo. Che eravate in tempo del re? Medico. In tempo della repubblica, Rappresentante del popolo. Ed ora in faccia a me? In faccia a te sono un eroe. E come un eroe mor\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pretismo \u00e8 stato sempre la tazza di Pandora, da cui sono usciti i tanti mali che hanno affflitto il genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prendano le societ\u00e0 nell&#8217;epoca della loro infanzia, si accompagnino ne&#8217; periodi della puerizia, dell&#8217;adolescenza, virilit\u00e0, vecchiaia, e si osserver\u00e0 che costantemente i preti, sotto la denominazione di druidi, di maghi, di gerofanti, di brammani, ecc., languendo in seno di un ozio contemplativo ed abbrutendo lo spirito de&#8217; popoli, hanno esatto da costoro il tributo della stima e della venerazione col frutto de&#8217; loro travagli. Il cattolicismo \u00e8 stato pi\u00f9 fortunato nelle sue intraprese, come pi\u00f9 funesto ne&#8217; suoi risultati, di tutti gli altri culti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I di lui ministri, pi\u00f9 furbi, pi\u00f9 ipocriti, pi\u00f9 magici, pi\u00f9 ambiziosi, pi\u00f9 intolleranti di tutti gli altri, hanno sparso con maggior impegno il veleno della religione, menando l&#8217;errore e la miseria colla schiavit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne contano pochi, i quali, disertandosi dalle loro coorti, hanno battuto un altro sentiero, hanno combattuto a favore della specie, impugnando le armi della filosofia contro gli apostoli del fanatismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel numero di cotesti esseri benefici si deve arrolare il celebre Francesco Conforti. Questi era un prete, il quale, elevato sulla cima delle conoscenze umane, ha predicato con instancabil fermezza il vangelo della ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riempito di pene all&#8217;aspetto dell&#8217;infelicit\u00e0 universale, ha fatto continui sforzi, onde chiuderne la sorgente, ch&#8217;\u00e8 riposta nell&#8217;ignoranza e nell&#8217;errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tal era il suo voto e il suo oggetto fisso. Nella pubblica cattedra, sviluppando la storia de&#8217; concili, de&#8217; canoni, mostrava agli occhi di tutti il monumento delle usurpazioni, de&#8217; delitti, delle ingiustizie de&#8217; pontefici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colla fiaccola della critica e delI&#8217;erudizione, dileguando le tenebre che covrono la faccia de&#8217; secoli mostrava come il vecchio mondo \u00e8 stato incatenato dalle barbare istituzioni della corte di Roma, e come il nuovo \u00e8 stato coverto dalle ossa di cinque in sei milioni di uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello studio privato, insegnando il gius di natura e il gius civile, mentre analizzava i diritti primitivi dell&#8217;uomo ed i precetti della legislatrice dell&#8217;universo, la natura, esponeva l&#8217;informe ammasso di tanti stabilimenti di principi ora umani, ora crudeli, ora rischiarati, ora barbari, che, malgrado la contrariet\u00e0 degl&#8217;interessi, degli usi e de&#8217; governi, servono ancora di norma a gran parte dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maniera, con cui estrinsecava le sue sublimi idee, era amnirabile, giacch\u00e9 la sua eloquenza incantatrice veniva accompagnata da un tuono di voce il pi\u00f9 piacevole, per cui il concorso della giovent\u00f9 era immenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il di lui cuore, essendo inaccessibile all&#8217;interesse quando si trattava di diffondere i lumi, facea s\u00ec che le porte del suo ginnasio non erano mai chiuse all&#8217;indigenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella famosa quistione se il regno di Napoli dovesse essere considerato un feudo pontificio, Conforti, come teologo della corte, fu destinato a rispondere alla controversia. Sicch&#8217;egli. con argomenti incontrastabili ne sostenne l&#8217;indipendenza; e confutando le ridicole pretensioni della Corte di Roma, mostr\u00f2 destramente le occulte fondamenta della libert\u00e0 nazionale. Cos\u00ec, mentre con una mano abbatt\u00e9 il mostro religioso, coll&#8217;altra fer\u00ec il dispotismo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conforti ha dato fuori molte produzioni, le quali annunziano un ingegno elevato e profondo; ma l&#8217;opera, che pi\u00f9 l&#8217;onora, \u00e8 l&#8217;Antigrozio. Grozio nelle sue concezioni ha commesso il difetto di ricorrere alla memoria, quando bisognava implorar soccorso alla ragione; dotato di una vasta lettura, ha voluto far pompa di erudizione a spese delI&#8217;analisi e della facolt\u00e0 riflessiva; nell&#8217;Antigrozio si tiene un metodo tutto contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grozio \u00e8 incorso nella disgrazia di fare la causa de&#8217; re e de&#8217; preti; ognuno congettura qual causa, qual nobile causa deve perorare l&#8217;autore dell&#8217;Antigrozio. Come revisore di libri, Conforti ebbe ordine di non far penetrare in Napoli le produzioni del buon senso, gli scritti, che, svelando all&#8217;uomo la sua dignit\u00e0, gli additano i suoi implacabili nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un tal incarico era incompatibile col suo carattere e colle sue vedute. Sicch\u00e9, cozzando colla potenza del despota, non potea dispensarsi a far circolare nelle mani della giovent\u00f9 tutti quei libri, i quali sono per lo spirito umano degradato ciocch\u00e9 alcuni rimedi corroboranti sono per gl&#8217;infermi acciaccati di languore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tal uomo straordinario, quanto pieno di talenti, altrettanto colmo di virt\u00f9, che teneva un piano di condotta, il quale sarebbe degno di elogi e di ammirazione in Berna o in Ginevra, doveva necessariamente essere sacrificato in Napoli; e non altrimenti avvenne. Conforti venne prima privato della cattedra e degli altri impieghi pubblici, e quindi imprigionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutt&#8217;i giovani furono cos\u00ec inconsolabili come se avessero perduto il loro padre, giacch\u00e9 Conforti dava senso, vita e moto alla giovent\u00f9. Imperturbabile e tranquillo visse nella carcere come se fosse stato in sua propria casa, o elevandosi con Platone, o conversando con Plutarco, o approfondendosi con Locke e Leibnitz, o istruendosi nella scuola delle sue riflessioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu liberato pochi mesi prima dell&#8217;arrivo de&#8217; francesi, senza dar segni manifesti di gioia viva e di letizia gestiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiarata repubblica Napoli, fu investito della carica di ministro dell&#8217;interno, e consacr\u00f2 il suo zelo, le sue cure, la sublimit\u00e0 del suo pensare al benessere della patria, in maniera che sembrava essere egli solo capace di un tal posto. V<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">enne poscia eletto rappresentante, e si distinse in grado eminente in mezzo alla folla, giacch&#8217;egli era dotto senza pedanteria, virtuoso senza orgoglio, semplice senza affettazione, probo senza ipocrisia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo della resa di Capua, dov&#8217;era andato a rifuggirsi fu condotto in Napoli; e, posto in prigione, soggiacque al decreto di morte. Dopo la pena irrogatagli, gl&#8217;inquisitori di Stato gli promisero la vita, purch\u00e9 scrivesse su di alcune pretensioni che il re vantava su lo Stato romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conforti scrisse, e malgrado le promesse fu menato al patibolo, che fu per lui l&#8217;ultimo gradino, il quale lo slancio all&#8217;immortalit\u00e0. Possa l&#8217;ombra del mio precettore sorridere a questo elogio, ch&#8217;\u00e8 il pegno della mia riconoscenza e l&#8217;omaggio che la verit\u00e0 rende alla virt\u00f9! Possa egli, simile a&#8217; Dei, ascoltare nel suo celeste soggiorno i voti, che un mortale, ravvolto nella polvere di questa bassa terra profanata dal delitto, gli porge relativamente al riposo ed alla felicit\u00e0 degli uomini!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzio Russo \u00e8 uno di quei personaggi straordinari i quali onorano non solamente la nazione a cui appartengono, ma l&#8217;umanit\u00e0; non una sola generazione, ma tutte prese insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi era un giovane, il quale all&#8217;estensione accoppiava la profondit\u00e0 delle idee, alla vivezza della fantasia e del sentimento (ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 raro) la profondit\u00e0 del calcolo e della ragione, ad una sterminata lettura la forza creatrice del genio. Egli univa in grado eminente l&#8217;energia dello stile col talento della parola, con una eloquenza senza esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando aringava al pubblico, alle volte era un fiume vasto, immenso, placido, che scorre sul campo dorato di Cerere e su l&#8217;erbe verdeggianti del prato: alle volte un torrente, che cade dalla cima delle montagne, supera gli argini che incontra, e fa rimbombare all&#8217;eco del suo strepito i boschi e le foreste vicine. Quando parlava in privato, era un ruscelletto di nettare, che ricrea chi lo gusta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il foro di Napoli, a cui egli si era consacrato, quanto doveva essere orgoglioso di un filosofo e di un oratore di tal fatta! Giudici, avvocati, uomini di lettere, tutti ammiratori della superiorit\u00e0 del suo genio, idolatravano il moderno Demostene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta, mentre egli tuonava in tribunale a pro di un infelice accusato di omicidio, un ministro disse al padre, che gli stava vicino:\u2014Gloriati, amico, gloriati di avere questo grande uomo per figlio! &#8211; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa dir\u00f2 della sua morale? Bisognerebbe godere tutta la purit\u00e0 dell&#8217;innocenza, essere acceso da tutto il fuoco della sensibilit\u00e0 e di tutte le affezioni filantropiche, avere la tempra dell&#8217;anima di un Focione, per poterne fare il ritratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi si pu\u00f2 mai lusingare di giungere all&#8217;apice delle sue virt\u00f9?&#8230; Egli era un essere disceso dal cielo per fare gl&#8217;incanti della terra e la felicit\u00e0 della specie umana. Chi lo conosceva, amava la sua pura amicizia e n&#8217;era pago del possesso; chi non ne avea idea, voleva conoscerlo. Vincenzio Russo dunque non era destinato a vivere in un paese, in cui la virt\u00f9 era menata al patibolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti la regina lo adocchia, e cerca tirarlo nella rete della perdizione. Russo fugge, e dove va? Egli non va a cercare ospitalit\u00e0 in Francia&#8230; I francesi per lui sono corrotti. Va a ritrovare ne&#8217; monti dell&#8217;Elvezia la povert\u00e0, la frugalit\u00e0 e la semplicit\u00e0 de&#8217; costumi! &#8211; Lo svizzero, egli mi dicea, lo svizzero solamente \u00e8 capace di libert\u00e0 nell&#8217;Europa &#8211; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Svizzera pass\u00f2 nella Cisalpina, dove sparse gran lumi ed acquist\u00f2 un nome immortale. Quindi and\u00f2 in Roma libera, dove diede alla luce i suoi Pensieri politici, opera in cui domina uno spirito di originalit\u00e0, in cui si ravvisa un certo carattere di grandezza. Felici quei popoli che possono profittare delle sue lezioni!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Felici gli uomini che possono vedere realizzati i suoi progetti! Liberata Napoli, egli ritorn\u00f2 in seno della patria, la quale si pose a servire in qualit\u00e0 di semplice soldato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Russo non era fatto per agire colla mano: egli aveva un gran capitale nella mente e nel cuore, per poterlo impiegare a beneficio della nazione. Sicch\u00e9 sul principio fu eletto commissario di dipartimento, e poscia rappresentante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non volle mai ricever paga o compensazione alcuna delle sue fatiche e fece replicate mozioni nel governo sulla diminuzione de&#8217; soldi delle persone impiegate. Tutte le sue misure tendevano a compiere la grande opera della rivoluzione, di cui i francesi ne avevano fatto il semplice getto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regno della libert\u00e0 non poteva ergersi sul solo rovescio del trono. Fondare la morale, creare lo spirito nazionale, estirpare gli abusi, i cattivi abiti e gli errori per mezzo della educazione, combattere il lusso e la corruzione con ispargere i semi dell&#8217;amor della virt\u00f9 e della patria, animar l&#8217;agricoltura, fare scomparire la sproporzione de&#8217; beni, accendere un fuoco marziale nella massa del popolo, agguerrendolo, custodire il palladiodell&#8217;indipendenza sotto l&#8217;egida delle forze nazionali, senza addormentarsi in seno della protezione dello straniero, era appunto fare una rivoluzione, ed una rivoluzione attiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tal sistema necessariamente gli dovea procurare dei nemici, e cos\u00ec accadde: il serpe dell&#8217;invidia incominci\u00f2 a fischiare contro di lui. La mediocrit\u00e0, di concerto con l&#8217;interesse privato, si sollev\u00f2 contro i di lui progetti di riforma, e per riuscire implor\u00f2 soccorso dalla calunnia, la quale fece i maggiori sforzi per profanare il tempio della saggezza. Russo si avvide della tempesta, e cerc\u00f2 salvarsi nel porto del silenzio, prendendo congedo dal governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i sentimenti patriotici, dai quali era acceso, non lo fecero stare nell&#8217;inazione. Non potendo pi\u00f9 sulla tribuna spezzare le baionette della tirannia co&#8217; dardi dell&#8217;eloquenza, entra nelle file della guardia nazionale, si trova pronto in tutte le spedizioni, e si batte come un leone per la causa comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ultimo combattimento del ponte della Maddalena, il gran Russo cade nelle mani de&#8217; nemici. Ah, accideme fatale!&#8230; Qui incomincia la di lui penosa agonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io non posso, senza che l&#8217;avvoltoio del dolore mi laceri il petto, farne la descrizione; io non posso esporre quest&#8217;articolo tragico della sua vita, senza essere assalito dalla pi\u00f9 triste melanconia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come avrei il coraggio di guardare curvato sotto una verga di ferro e colmo di strazi e di ferite un amico, a cui io innumerevoli altri non meno celebri spirarono sotto i colpi del dispotismo, come i Gracchi, Barnevelt e Sidney, per oggetto della felicit\u00e0 umana. Basta dire, in una parola, che in Napoli la tirannia and\u00f2 a galla sul sangue di mezza generazione; e che una zona torrida racchiuse nel suo vortice infuocato l&#8217;intero territorio napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la capitale e le provincie, cadute in potere de&#8217; nemici, presentavano lo spettacolo il pi\u00f9 tragico, esistevano ancora tre piazze che formavano l&#8217;ultimo baluardo della libert\u00e0, simili a quelle colonne ed a quei macigni, che il passeggiero incontra tra i balzi e le rovine di un paese distrutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capua, Gaeta, Pescara, che stavano in possesso de&#8217; francesi, dopo la resa di Sant&#8217;Elmo, continuavano a destare un raggio di speranza ne&#8217; cuori desolati de&#8217; figli della patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricca provvisione di cui erano fornite, il numero sufficiente di soldati che ne sostenevano la difesa, non facevano all&#8217;in tutto scomparire l&#8217;idea della esistenza della repubblica. Ma quale idea!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi eravano allora degl&#8217;infermi, che, languenti nel letto della morte, si lusingano tuttavia di rinascere alla vita. Reso Sant&#8217;Elmo, gl&#8217;insorgenti, diretti dal disleale Roccaromana, gl&#8217;inglesi ed i russi rivolsero le loro forze sopra Capua, il di cui comandante, bench\u00e9 avesse potuto fare una lunga resistenza, pure dopo lo spazio di pochi giorni apr\u00ec le porte al nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I patrioti non furono compresi nella capitolazione; onde per iscampare una sicura morte, si travestirono da cisalpini; ma giunti in Napoli furono scoverti e subirono il comune destino, cio\u00e8 il destino della distruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei che sono periti della tattica militare sanno che Gaeta \u00e8 inaccessibile per la parte di terra, giacch\u00e9 non vi pu\u00f2 agire il cannone. Ci\u00f2 non ostante, gli anelli delle disgrazie si comunicavano; uno chiamava l&#8217;altro; Gaeta anche cadde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, la cangrena, che aveva assalita la parte superiore dell&#8217;Italia, depascendo, giunse sino all&#8217;estremit\u00e0, e la rose. Non vi restava che Pescara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la pi\u00f9 debole di tutte e tre; eppure il prode Ettore Carafa, che la custodiva, la sostenne sin dopo aver esauriti tutti gli umani soccorsi, sin dopo aver impiegati tutti i mezzi di difesa, in una parola, sino all&#8217;ultimo respiro. Egli ced\u00e9, e ced\u00e9 facendo una onorevole capitolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come si pu\u00f2 patteggiare colla perfidia? Gli agenti del despota, e fra gli altri Pronio, dopo di aver giurata fedelt\u00e0 a Carafa, commettendo il pi\u00f9 vile de&#8217; tradimenti, lo incatenarono e lo condussero in Napoli, dove fu decollato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fu la fine di uno de&#8217; Tesei della libert\u00e0 napoletana. prestava una certa specie di culto? Come una tanta perdita, fatale alla patria, all&#8217;umanit\u00e0, alla filosofia, potrebbe essere da me guardata ad occhio asciutto!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo rammento per sua gloria, ch&#8217;egli in mezzo a&#8217; tormenti non si turb\u00f2 affatto; le violenze e le crudelt\u00e0 erano dirette contro la sua polvere mortale; ma non arrivavano sino alla sede della sua sublime anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condotto innanzi alle due tigri Speziale e Guidobaldi, che, colle mascelle ripiene di carne umana, rigurgitavano sangue, egli oppose alla vilt\u00e0 de&#8217; loro oltraggi la fermezza del repubblicano, l&#8217;elevatezza dello stoicismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decreto di morte non lo commosse n\u00e9 punto, n\u00e9 poco. Questo fu per lui la sentenza di una vita pi\u00f9 durevole del marmo e del bronzo, di una vita adorna del manto dell&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strascinato al patibolo, pieno di entusiasmo, disse al popolo: &#8211; Questo luogo per me \u00e8 il letto della gloria; qui l&#8217;imparziale posterit\u00e0 innalzer\u00e0 il mausoleo, che verr\u00e0 collocato sulla tomba della sapienza&#8230; Popolo! calcola bene i tuoi interessi, e lacera la benda fatale, che il fanatismo e la tirannia ti han posto innanzi agli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappi che il sangue de&#8217; martiri della patria, che ora tramanda vortici di fumo, fermenter\u00e0, e la fermentazione ne produrr\u00e0 un maggior numero: sicch\u00e9 la repubblica risorger\u00e0 pi\u00f9 bella dalle sue rovine, come la fenice dalle proprie ceneri. &#8211; Utinam!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io direi che Ettore Carafa era un nobile di prima classe, se il far pompa di nascita non fosse proprio degli schiavi e degl&#8217;imbecilli, i quali ripongono tutta la loro grandezza in una croce, in un cordone o altre vili insegne; ma debbo dirlo per mettere in prospettiva il carattere di un personaggio, il quale, disprezzando nel governo monarchico, in cui vivea, gli omaggi, i titoli e le ricchezze, non soffriva di veder gemere la patria sotto una verga di ferro, per cui congiur\u00f2 di emanciparla dalla pi\u00f9 dura delle servit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia pochi esempi simili ce ne offre, e questi pochi sono registrati nei fasti dell&#8217;eroismo. Carafa fu carcerato in S. Elmo, donde fugg\u00ec dopo avervi languito per molto tempo. And\u00f2 a trovare asilo a Roma, e quindi a Milano dove a sue spese organizz\u00f2 una legione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penetrate in Napoli le armi francesi, egli ne divise la gloria con tante gesta, in cui si segnal\u00f2 il patriotismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della caduta di codeste tre piazze, con mano tremante ed in mezzo a&#8217; palpiti, si eseguiva l&#8217;universale spoglio e carnaggio umano; ma dopo il regalismo alz\u00f2 la fronte, e non ondeggiando pi\u00f9 nel dubbio di una riazione, devast\u00f2 tutto ci\u00f2 che gli si parava d&#8217;innanzi, a guisa di quei soldati, i quali prendendo di assalto una citt\u00e0, la mettono a saccomanno, e ad occhi chiusi dirigono i loro pugnali insanguinati contro tutti gli esseri a figura umana, non muovendosi a piet\u00e0 a fronte dell&#8217;innocenza, n\u00e9 rispettando la virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una estremit\u00e0 all&#8217;altra de&#8217; dipartimenti si fece sentire la mania che gi\u00e0 era divenuta epidemica; e non vi fu angolo di quelle contrade che non fosse stato a parte della tragedia, la pi\u00f9 orribile di quelle che si siano rappresentate sul nostro emisfero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Ruffo? Ruffo suggeriva, approvava simili orrori, e destinava, mediante le sue benedizioni, un luogo nell&#8217;Olimpo agli autori de&#8217; mali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre a tale stato lagrimevole erano ridotti i dipartimenti, in Napoli i membri della giunta di Stato, uomini quanto privi di nome e di fama, altrettanto colmi di turpitudine ed ignominia,10 facevano giuridicamente innalzare al patibolo dieci o dodici personaggi al giorno, non compresivi quelli che scannavano i barbari agenti di Carolina. In tal guisa la falce controrivoluzionaria miet\u00e9 le teste di tutti i cittadini probi e virtuosi. In tal guisa, il regalismo, simile all&#8217;idropico, pi\u00f9 ingoiava sangue umano, e pi\u00f9 ne accresceva l&#8217;ingordigia&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tribunale omicida attent\u00f2 anche sulla vita di Vincenzio Troisi, personaggio distinto per i talenti e per la morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un s\u00ec fatto delitto produsse il fremito e l&#8217;indignazione negli animi di tutto il popolo e de&#8217; nemici i pi\u00f9 accaniti del sistema repubblicano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento dell&#8217;esecuzione essendo sopravvenuta una inaspettata pioggia accompagnata da tuoni e baleni, il volgo cred\u00e9 che la divinit\u00e0 non avesse approvata una tal morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onde nella citt\u00e0 vi fu una sorda esplosione unito alla bravura. Dal governo fu mandato in Puglia ad estinguere un piccolo vulcano d&#8217;insorgenza, che vi era scoppiato. Invano si frapposero argini innanzi a lui. Ettore era fatto per eseguire prodigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunse ad Andria, suo proprio feudo. Quegli abitanti erano sordi alla voce della ragione. Sicch\u00e9 egli tenne la strada della moderazione; ma, avvedendosi che non potea riuscire, suo malgrado fece uso della forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo altre prodezze fu mandato in Abruzzo, che fu il teatro della di lui gloria e della di lui catastrofe. L&#8217;assenza di Carafa dalla Puglia divenne funesta a quel dipartimento giacch\u00e9 i generali francesi, che gli succedettero, come Serrazin e Duhesme, si diedero in preda alle concussioni, le quali disgustarono gli abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principali organi del tribunale di sangue sono Speziale e Guidobaldi. Il primo, uomo di ventura, era l&#8217;ultimo tra gli avvocati siciliani. Occupava la carica di giudice della Gran Corte pretoriale in Palermo; carica la quale non si d\u00e0 se non agli uomini che hanno poco merito e molta miseria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tempi in cui la corte avea bisogno di uno scellerato, lo ricerc\u00f2 tra la feccia del popolo, e lo ritrov\u00f2 in Speziale. Guidobaldi era un uomo miserabile; inetto procuratore in Teramo. Ivi s&#8217;introdusse nella casa di Ruggiero, uditore allora della provincia e fu l&#8217;amante della moglie. Ruggiero pass\u00f2 consigliere in Napoli, e la di lui moglie condusse seco l&#8217;amante, che protesse nell&#8217;avvocheria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ruggiero mor\u00ec. La sua vedova rimase nella miseria, e Guidobaldi la obbli\u00f2. Fu veduta nelle di lui sale chieder la limosina, e riceverla per mezzo de&#8217; domestici, giacch\u00e9 egli sdegnava di vederla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena incominci\u00f2 l&#8217;inquisizione di Stato, Guidobaldi divenne delatore. Fra gli altri tradimenti commise eziandio quello di denunziare un suo amico e cliente insieme, che lo consultava sulle accuse che temeva. Egli fu che fece cadere i maggiori sospetti contro Carafa. E questa infamia ebbe per ricompensa la toga. Si elev\u00f2 sulla rovina di Giaquinto e Pignatelli, che eran stati i di lui protettori. In seguito distrusse anche Vanni, che lo avea difeso contro Pignatelli e Giaquinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spinse la ferocia oltre la linea in cui l&#8217;avea portata Vanni. Fu pi\u00f9 crudele e pi\u00f9 vile. Si son ritrovate lettere sue, nelle quali prometteva premi e cariche ad alcuni, per indurli a deporre contro i pretesi rei d&#8217;opinione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu tanto riputato in questo ramo, che la corte lo scelse direttore del tribunale di polizia o sia di pubblico spionaggio. Avvicinatisi i francesi, fugg\u00ec, e ricomparve coll&#8217;armata cristianissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Port\u00f2 tant&#8217;oltre le sue idee di crudelt\u00e0, che, immaginando il gran numero di impiccati che vi sarebbero, i quali, secondo lui, dovevano oltrepassare quello di duemila solamente nella capitale, per far un beneficio al fisco, fece una transazione col boia, a cui invece di ducati sei ad operazione, che prima esigeva, stabil\u00ec una mesata fissa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soleva dire a&#8217; suoi favoriti ch&#8217;egli allora pranzava con giubilo, quando piovevano le teste de&#8217; giacobini nella piazza del Mercato. D&#8217;ira e di sdegno contro i manigoldi della virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sospese dunque il martirio per alcuni giorni, ma poscia ricominci\u00f2 con maggior vigore, senza rispettarsi n\u00e9 la volont\u00e0 della nazione, n\u00e9 il corruccio del cielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 la tavola necrologica degl&#8217;infelici napoletani divenne ben lunga. Io questa tavola di morte presento innanzi a voi, cittadino ministro, innanzi al genere umano, innanzi a&#8217; secoli, affinch\u00e9 s&#8217;inorridisca al nome di &#8220;re&#8221;, affinch\u00e9 si pesino sulla bilancia delle infelicit\u00e0 umane le sciagure ed i mali che producono lo scettro e la corona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel numero delle vittime, che giuridicamente sonostate immolate dalla tirannia nella sola citt\u00e0 di Napoli dal mese di messifero anno VII sino a nevoso anno VIII, si contano i seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COMMISSIONE ESECUTIVA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre Ciaja, di cui si \u00e8 fatta menzione, sono stati impiccati;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ercole d&#8217;Agnese, cittadino francese, oriundo napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Luogoteta, dottissimo e virtuosissimo soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Albanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Abbamonte, a cui \u00e8 stata accordata la bella grazia della commuta-zione della pena di morte in quella de&#8217; perpetui<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ferri nella fossa della Favignana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COMMISSIONE LEGISLATIVA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre Pagano, Cirillo, Conforti, Russo, Scotti, de&#8217; quali altrove si \u00e8 parlato, si debbono annoverare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raffaele Doria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Magliano, uomo rischiarato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovan Leonardo Palomba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">EX-RAPPRESENTANTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prosdocimo Rotondo, ottimo avvocato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico Bisceglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Baffi, eruditissimo e virtuosissimo soggetto, uno de&#8217; primi grecisti del suo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Fasulo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leopoldo de Renzis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Riario, degli ex-nobili di prim&#8217;ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diego Pignatelli, ex-duca di Monteleone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzio Porta, matematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi tre ultimi soggetti si \u00e8 fatta l&#8217;istessa grazia della commutazione della pena di morte in quella della fossa della Favignana in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MINISTRI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gabriele Manthon\u00e9, ministro della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzio de Philippis, ministro dell&#8217;interno ed insigne matematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio Pigliaceli, ministro di polizia generale, avvocato celebre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GENERALI ED OFFICIALI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Federici, antico maresciallo, uomo di genio, che all&#8217;elevatezza de&#8217; talenti militari aggiungeva le cognizioni politiche, e che mor\u00ec con la massima presenza di spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gennaro Serra, degli ex-duchi di Cassano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oronzio Massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Matera, aiutante di campo di Joubert, al servizio francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agamennone Span\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Schipani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Mauri, ex-marchese di Polvica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Muscari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele lo Pazzo, capo di brigata al servigio francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferdinando Pignatelli,ex-principe di Strongoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clino Roselli, letterato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccol\u00f2 Pacifico, gran botanico, matematico, letterato insigne e uomo dotato di una rara probit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccol\u00f2 Vitagliani, meccanico al servigio francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Riario, ex-nobile di prim&#8217;ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eleuterio Ruggiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuliano Colonna, fglio dell&#8217;ex-principe di Stigliano Colonna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Grimaldi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Guardati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Fiani, di cui si racconta che mentre stava per morire sul patibolo, alcunistipendiati di Carolina si lanciarono addosso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a lui, lo fecero in pezzi, gli strapparono il cuore, e portarono quindi in trionfo le membra per la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Bozzauti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico Pagano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Ricciardi. Giuseppe Cotitto, e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico [Perla] di lui cognato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gaetano de Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Melchiorre Maffei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Battistessa, di cui si sa con certezza, ch&#8217;essendo stato impiccato, fu portato inchiesa, dove diede segni di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu narrato l&#8217;avvenimento a Speziale, che ordin\u00f2 che si fosse terminato di uccidere in chiesa stessa: come si esegu\u00ec\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Buonocore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Giampriani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gaetano Rossi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Pignatelli, fratello dell&#8217;ex-principe di Strongoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colombo Andreassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ignazio Falconieri, letterato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Granal\u00e9, officiale di marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raffaele Montemayor, officiale di marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giambattista de Simone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Mazzitelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filippo Marini, ex-marchese di Genzano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Cammarota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Tocco. Felice Mastrangelo, memorabile per la sua morte intrepida e coraggiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Tremaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Assisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzo Ischia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Varanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raffaele Jossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IMPIEGATI CIVILI ED ALTRI PATRIOTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzio Lupo, commissario del governo nell&#8217;alta commissione militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onofrio Colace, ex-consigliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Rossi, giudice dell&#8217;alta commissione militare, felice ingegno e celebre poeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gregorio Mattei, celebre letterato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Sardella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccol\u00f2 Carlomagno, commissario del governo nella commissione di poli-zia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccol\u00f2 Palomba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccol\u00f2 Neri, letterato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gaetano Morgera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio e Ferdinando Ruggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Avella, alias Pagliuchella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Severo Caputo, ex-nob1le, amministratore del dipartimento del Vesuvio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Belloni, grande oratore e virtuoso, soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eleonora Fonseca-Pimentel, celebre letterata. compilatrice del &#8220;Monitore&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230; Morglies.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Perna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Michele] Natali, vescovo di Vico, dotto uomo e spregiudicato ecclesiastico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gregorio Mancini, avvocato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Nicoletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Astore, giudice di pace, quanto ricco di cognizioni, altrettanto po-vero di beni di fortuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Maria Rossi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Niccola] de Meo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Piatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico Piatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Syes, proconsole francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Fiorentino, letterato ed ottimo giureconsulto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Michele] Granata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Bagno, cattedratico di medicina nell&#8217;Universit\u00e0, uomo probo e disinteressato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Mazzola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michelangelo Ciccone, poeta ed improvvisante celebre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giacomo Antonio Gualzetti, poeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gennaro Arcucci, buon medico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccola Lubrano, curato, pieno di dottrina e di probit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Fiorentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bernardo Alberini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Scialoja.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio de Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aniello Calisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Cesare Albano di] Spaccone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Coppola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onofrio e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salvatore Schiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I1 figlio del castellano di Ponza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzio Assanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Castagliola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Feola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Cacace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leopoldo di Gennaro, aiutante del castello d&#8217;Ischia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Vatilla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenicantonio Ragni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gaspare Lucci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Antonio] Velasco, essendo stato minacciato da Speciale di fargli depositare la vita sulpalco, gli disse: &#8211; Non disporrai tu, vile carnefice, della mia esistenza, &#8211; si precipit\u00f2 da una loggia e mor\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I seguenti condannati a morte hanno ottenuta l&#8217;istessa grazia della commu-tazione della pena di morte in quella della fossa della Favignana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emmanuele Borga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Bassetti e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Annibale Giordano sono stati i soli vili che indultaronsi e scovrirono i pa-trioti occulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Mattia Grutther. Giuseppe Laghezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex-principe di Torella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gregorio Ciccopiedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luisa Sanfelice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Albarella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Fasulo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Poerio, giovane di gran talento ed ottimo oratore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rocco Lentini, modello di probit\u00e0 e di virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzio Pignatelli di Marsico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti costoro soffersero l&#8217;iniqua sentenza con coraggio e senza smentire il loro sistema; tanto il desiderio di essere utili alla patria era divenuto per essi un bisogno ed un sentimento indelebile!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti perirono sotto la scure del dispotismo, come quei quaranta cittadini de&#8217; contadi occidentali di Scozia, i quali, disfatti a Pentland, vollero piuttosto morire col loro capo Mac-Cail, che rinunciare alla costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;opinione universale de&#8217; popoli ha tanto declamato contro Cristierno, quando, dopo la fuga di Gustavo, impadronitosi della Svezia, trucid\u00f2 tutti i senatori ed i nobili di Stoccolma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa opinione ha tanto biasimata la barbara condotta di Carlo II, che, salito al trono dell&#8217;Inghilterra, mand\u00f2 a morte Arrigo Wane, il virtuoso generale Lambert, Harrison, Scrope, Hackes e pochi altri; fece disumare i cadaveri d&#8217;Ireton, di Cromwell e di Bradshaw, che ordin\u00f2 di sospendersi al patibolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto codesto rispettabile censore dell&#8217;opinione, quanto la filosofia e la ragione debbono fremere contro le grandi stragi eseguite da Ferdinando, che nontrovano un parallelo nelle memorie della tirranide umana, e che deporrannocontro di lui sino alla fine del mondo? Qual anima apata e sragionata, scorrendo la tavola luttuosa che io ho presentata, potr\u00e0 far di meno a non bagnarla di copiose lagrime, e di lagrime di sangue?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io son sicuro che, se si strappa la lingua al genere umano, e ci resta un solo uomo che possa parlare, costui colmer\u00e0 d&#8217;imprecazioni quel rettile coronato, e non cesser\u00e0 mai di recitargli delle filippiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credete forse, cittadino ministro, che i fulmini, i quali il braccio della tiranniascagli\u00f2 sopra un intero popolo, dopo l&#8217;epoca della catastrofe si fossero esauriti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credete che il tempo avesse alquanto mitigata la ferocia di un mostro macchiato di sangue umano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No. Dopo un anno di flagelli e di vessazioni, dopo tante scene di mali e di sciagure, il territorio napoletano continua ad essere il bersaglio dell&#8217;ira di quella corte, il teatro degli orrori e della desolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ancora il Mediterraneo cessa di essere coverto di legni, che trasportano sulle coste della Francia tant&#8217;infelici, i quali sino al presente oltrepassano il numero di tremila. E chi in parte sono costoro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vecchi, ragazzi, donne, persone che hanno semplicemente pensato in favore del nuovo sistema, e molti eziandio, che per imbecillit\u00e0 e stupidaggine erano in un&#8217;assoluta nullit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti sono costretti ad andar raminghi di regione in regione, di lido in lido, fuggendo l&#8217;ira de&#8217; re, degli aristocratici e de&#8217; preti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esistenza del ricco \u00e8 tuttora esposta alle insidie della calunnia; il talento, la virt\u00f9, la probit\u00e0, sotto il colorito del giacobinismo, vengono pugnalati dal tribunale dell&#8217;Inquisizione, che si sforza di far retrocedere il secolo della filosofia e della libert\u00e0 verso i tempi barbari ed omicidi de&#8217; tre Giovanni, di Sisto IV, Alessandro VI, e di dare all&#8217;Europa risvegliata i ferri e il sopore dell&#8217;Asi.11 I privilegi municipali, le prerogative, le quali da epoca remotissima la propriet\u00e0 e la libert\u00e0 civile del napoletano garantivano, sono state calpestate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nobilt\u00e0, che aveva avuto l&#8217;eroismo di sacrificare il privato interesse al grand&#8217;utile della patria, \u00e8 del tutto perita; e per una metamorfosi politica si veggono i briganti, gli assassini, gli spioni decorati delle insegne senatorie e patrizie, spiegare fasto e terrore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Giunta di Stato, in seguito delle istruzioni ricevute, ha fatto una scala di pene, delle quali la minore \u00e8 l&#8217;esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non vogliamo prevenire le riflessioni dell&#8217;accorto lettore nell&#8217;osservare come in siffatta classificazione la tirannia ha procurato di collocare la virt\u00f9 sul posto del delitto, come la forza per un istante ha potuto imporle silenzio; ma la fama a cento bocche la fa echeggiare in tutt&#8217; i punti dello spazio, e la giustizia, che \u00e8 l&#8217;arbitra dell&#8217;universo, la rivendica degli oltraggi ricevuti; giacch\u00e9 la virt\u00f9 non appartiene al regno degli uomini, ma all&#8217;impero delle leggi della natura, di cui ella \u00e8 figlia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I. Sono stati considerati come rei di primo ordine, e degni di morte:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\u00b0 tutt&#8217; i principali impiegati della repubblica napoletana, e sotto il loro nome sono stati compresi tutti quei che furono rappresentanti, direttori, generali, commissari, organizzatori, membri dell&#8217;alta commissione militare e del tribunale rivoluzionario;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\u00b0 tutt&#8217; i capi di clubs anteriori alla venuta de&#8217; francesi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\u00b0 tutti coloro che ebbero parte alla presa di S. Elmo, che andarono a trovare i francesi in Capua o Caserta, che vennero battendosi co&#8217; francesi, o che fecero fuoco sul popolo napoletano, mentre combatteva coi francesi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00b0 tutti coloro che si batterono a vista delle bandiere del re contro la di lui truppa;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00b0 tutti coloro che, o scrivendo o parlando in pubblico, avessero detto male del re, della sua famiglia e della religione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6\u00b0 tutti coloro finalmente che avessero dati non equivoci segni della loro empiet\u00e0 verso la caduta repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II Coloro che erano ascritti alla sala patriotica, e che avevano segnata colle proprie mani la sentenza di morte, sono stati condannati all&#8217;esilio in vita ed alla confiscazione de&#8217; beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">III. Tutti quei che hanno occupati impieghi subalterni, sono stati affidati alla clemenza del re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E chi fra loro non ne ha veduti gli effetti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amministrazione arbitraria, che strascina la pi\u00f9 dura delle servit\u00f9, \u00e8 accompagnata da uno spoglio senza esempio, giacch\u00e9 il campo delle confiscazioni \u00e8 interminabile, l&#8217;espiazione dei pretesi delitti \u00e8 la multa, il numerario viene esaurito, e tutto si versa nell&#8217;erario del dispotismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tutto ci\u00f2 ne risulta che quella regione, su cui la natura avea profusi tutt&#8217; i suoi tesori, non presenta oggi che la faccia squallida della miseria, il pallore della fame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne risulta che la Campania e la Puglia, bagnate dai sudori dell&#8217;agricoltore, non producono altro se non bronchi e spine, con cui la tirannia trafigge le carni degli abitanti, che riduce a scheletri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne risulta che non \u00e8 un partito il quale si vuol combattere, ma \u00e8 tutta la nazione, a cui si vuol fare una guerra di esterminio. Tali sono le mire della moderna Teodora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Giove! E Giove s\u00ec la guarda, e stassi Placido ancor su&#8217; gran misfatti inulti, E bada poi a incrudelir su i sassi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 l&#8217;ignoranza assicuri il trionfo del dispotismo, le pubbliche cattedre son interdette, i collegi chiusi, gli studi privati proibiti. Sicch\u00e9, se la mano riparatrice del fato non accorre al rimedio de&#8217; mali, o se il coraggio della disperazione non produce una rivolta, la patria di Gravina, di Vico e di Filangieri sar\u00e0 per divenire la Tartaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual altro torrente di calamit\u00e0 scorre da altra infetta sorgente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutt&#8217;i dipartimenti sono ingombri di un&#8217;immensit\u00e0 di &#8220;visitatori&#8221;, i quali, colmi di rabbia, d&#8217;infamia e di delitti, come i bruchi alle biade, portano la devastazione alle campagne, che muggiscono e tremano sotto i loro passi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per loro opera, i santuari dell&#8217;onore e della pudicizia sono profanati con istupri, adult\u00e8ri ed incesti; i palagi spogliati, le capanne derelitte, le teste de&#8217; cittadini pendenti da&#8217; patiboli innalzati su tutt&#8217; i paesi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo stato di cose, il figlio, strappato dalle mura domestiche, indarno domanda su l&#8217;esistenza dell&#8217;autore de&#8217; suoi giorni. Inutilmente il padre cerca sapere se il pegno il pi\u00f9 caro delle sue affezioni ancora respiri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sposa, errando nella regione de&#8217; sogni, invano cerca l&#8217;oggetto de&#8217; suoi amori: infruttuosamente l&#8217;immagine dell&#8217;idolo ch&#8217;ella adora si presenta alla di lei fantasia, alterata da timori e panici e reali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fratello e l&#8217;amico ignorano la sorte delfratello e dell&#8217;amico, che o sono morti o spasimano in mezzo ai tormenti13 o pure, per iscampare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei, che sono versati nella storia, sanno che cotesta imperadrice, nella minorit\u00e0 del figlio Michele, stermin\u00f2 un popolo di manichei, che vivevano tranquillameme nell&#8217;Asia minore avendone solamente in un tempo immolati centomila al suo fanatismo. I preti l&#8217;hanno collocata nel numero delle piissime donne del secolo nono: dove i nostri gerofanti situeranno Carolina, sua emula?&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della tirannide umana rammenta con orrore il toro di Falaride, l&#8217;orecchio di Dionigi, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tempi a noi pi\u00f9 vicini ci hanno offerti i lugubri esempi dell&#8217;atto di fede, de&#8217; giudizi di Dio, della ruota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia e la civilizzazione avevano gi\u00e0 banditi dall&#8217;Europa siffatti spettacoli, che insultano la natura e svergognano la specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Napoli la Giunta di Stato non solo ha rinnovati tutti gli orrori della tirannia, ma ne ha inventati de&#8217; nuovi. Il giovane Acconciagioco, accusato di aver avuto parte in una congiura contro la monarchia, ha sofferto con ammirabile costanza il fuoco nella sua mano in presenza degl&#8217; iniqui ministri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre gli si passava un ferro rovente dall&#8217;estremit\u00e0 del dito indice sino al pollice, egli ha serbato il silenzio col pi\u00f9 fiero ed orgoglioso contegno. Cos\u00ec sono puniti in Napoli i semplici sospetti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maniera con cui sono stati trattati i detenuti nelle carceri \u00e8 stata la pi\u00f9 oppressiva e la pi\u00f9 tirannica che mai si possa immaginare. Sembra impossibile che gli agenti della tirannia napoletana abbian potuto superare gli orrori della Bastiglia di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Castello Nuovo, precisamente, non si accordava un letto, per cui si dovea dormir sull&#8217;umido suolo nel tempo del pi\u00f9 rigido inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si permetteva ch&#8217;entrasse il cibo se non in un solo vaso, e se taluno prendeva tabacco, questo si mescolava spesso cogli altri cibi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si mantenevano gli arrestati senz&#8217;acqua, e per un mese furono privi anche di pane, cosicch\u00e9 moltissimi, i quali o erano miserabili, o pur aveano le loro famiglie lontane, non godettero di altro soccorso che della piet\u00e0 degli altri infelici. Ogni due giorni erano spogliati nudi; si visitava tutto il loro picciolo mobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 ci\u00f2 bastava; si visitavano anche le loro persone, si conficcava un dito nell&#8217;ano, e orribile delle persecuzioni, colle armi alla mano soggiornano ne&#8217; boschi e nelle selve, o si sono volontariamente esiliati, seguendo la sorte de&#8217; loro congiunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo stato di violenza, la donzella \u00e8 condannata a languire in seno ad una perpetua verginit\u00e0, giacch\u00e9 non vi ha pi\u00f9 chi possa stringere con lei il nodo dell&#8217;imeneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 gl&#8217;immensi vuoti della popolazione restano irreparabili, e quelle contrade vanno a divenire un vasto deserto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spionaggio, che \u00e8 proprio de&#8217; governi illegittimi ed oppressori; lo spionaggio, ch&#8217;\u00e8 il barometro dell&#8217;infelicit\u00e0 de&#8217; popoli, \u00e8 cos\u00ec promosso in Napoli dal timido dispotismo, che cerca squarciare il velo del pensiero, penetrare le coscienze de&#8217; cittadini, paralizzando le loro parole e le loro azioni, rendendo precaria la loro vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le notizie delle celebri vittorie di Biberach, di Stochach, di Memmingen, di Hochest e di Marengo, che, facendo epoca ne&#8217; fasti della gloria, hanno sorpresa l&#8217;Europa, han fatto curvare sotto il peso di nuovi allori gli eroi francesi, che, mentre producono la conquista della pace, facendo prostrare l&#8217;Austria a&#8217; piedi della Repubblica, alimentano i desid\u00e8ri ed i voti delle anime libere d&#8217;Italia; codeste notizie riscaldando l&#8217;entusiasmo de&#8217; napoletani, quanto sono state loro fatali! Innumerevoli persone, che hanno mostrato una segreta gioia ed ammirazione, comandata dalla grandezza stessa degli avvenimenti, sono state vittime delle denunzie, che loro hanno scavato l&#8217;abisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec quei che sopravvivono all&#8217;incendio di Napoli sono scottati dalle caustiche ceneri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec un popolo pieno d&#8217;immaginazione ed espressivo \u00e8 divenuto timido e muto; ed i disgraziati napoletani sono nel caso di dire con Tacito: \u00abCertamente abbiamo dato un grand&#8217;esempio di pazienza, e, come l&#8217;et\u00e0 vetuste videro il pi\u00f9 alto grado di libert\u00e0, cos\u00ec noi siamo giunti all&#8217;ultimo periodo della servit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le denunzie e lo spionaggio ci hanno tolta la dolcezza di ascoltare e di parlare, ed avremmo perduta la memoria colla voce, se fosse in nostro potere cos\u00ec il dimenticare come il tacere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tirannia, non contenta di aver fatto piovere da s\u00e9 sola tante calamit\u00e0 sopra quella nazione, per moltiplicarne il numero ha chiesto aiuto alla sua sorella, la superstizione, la quale con un cenno sconturba ed agita l&#8217;universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I1 fanatismo, che, come ministro della divinit\u00e0, commette i pi\u00f9 grandi delitti ed i tratti della pi\u00f9 barbara ferocia, senza ispirarne l&#8217;orrore e senza dar luogo a&#8217; rimorsi; che, tiranno de&#8217; cuori e superiore a&#8217; sogli, fa il sacrificio della virt\u00f9, non ascolta il grido dell&#8217;innocenza, ed oppone a&#8217; diritti imprescrittibili della natura la volont\u00e0 di Giove irritato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il fanatismo, producendo una vertigine nelle menti, ha sparsa l&#8217;idea che il sistema di libert\u00e0 sia diametralmente opposto alle leggi divine, e che i fondatori delle repubbliche siano i giganti della favola, i quali vogliono far la guerra al cielo. In tal guisa, l&#8217;ipocrita tirannia \u00e8 riuscita a spargere il lievito della discordia e della guerra civile, e ad armare i cittadini l&#8217;uno contro l&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha procurato di ergere un muro di separazione tra gli esseri pi\u00f9 cari, i quali univa l&#8217;amicizia e la parentela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha fatto degli sforzi i pi\u00f9 terribili per produrre una rivoluzione nella sfera del sentimento, a spiantare i primi princ\u00ecpi della sociabilit\u00e0, a confinare gli uomini questo dito stesso si metteva in bocca per vedere se vi avevano nascosto denaro o veleno. Per l&#8217;ordinario erano battuti, esposti alla berlina e coverti di fango e di sozzure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celeste Libert\u00e0! tu che sei riputata una chimera da quei che non ti conoscono; tu che, qual nume benefico, rendi contente e liete le genti che ti posseggono, per qual motivo fai il martirio di quei cuori divoti, i quali, in mezzo al profumo degl&#8217; incensi, ti pregano di aprire le argentee porte dell&#8217;aurora, e far succedere alla notte della miseria i giorni della felicit\u00e0, diffondendo i tuoi benefici influssi sul suolo sterile e deserto della tirannia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per qual motivo fai morire tranquilli ne&#8217; loro letti Augusto e Cromwell, mentre taci innanzi alla morte violenta del gran Mirabeau, e non paralizzi il braccio che porta il colpo fatale a Condorcet e Saint-Just?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per qual motivo rendi sicure le mura della reggia di Pietroburgo e di Palermo, mentre non arresti gli orrori di Varsavia e di Napoli, permettendo che si passeggi ancora impunemente sugli ossami di tante migliaia dei tuoi proseliti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDedimus profecto grande patientiae documentum, et sicut vetus aetas vidit quid ultimum in libertate esset, ita nos quid in servitute, adempto per inquisitiones et loquendi audiendique commercio, memoriam quoque ipsam cum voce perdidissemus, si tam in nostra potestate esset oblivisci quam tacere \u00bb. Tacito, Vita di Agricola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte dello stato selvaggio, nel caos della distruzione. Sotto i tropici si sono macchinati simili orrori? Infelice Napoli! Per qual fatalit\u00e0 tu sei cos\u00ec costretta ad essere il soggiorno del lutto e del pianto?&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per qual fatalit\u00e0 i tuoi abitanti sono condannati a camminare su&#8217; carboni accesi di tali e tante sciagure?&#8230; a temprare il parco cibo nell&#8217;assenzio e nel fiele?&#8230; a respirar l&#8217;aria appestata della morte?&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual destino, mia cara patria, qual amaro destino \u00e8 il tuo?&#8230; Tu ti vedi priva de&#8217; figli i pi\u00f9 benemeriti, sulla di cui tomba non cessi di piangere al par di me. Tu ti rattristi all&#8217;eco lugubre de&#8217; gemiti di quei che sopravvivono al furore del vandalismo, che ti ha lacerato le viscere. Sar\u00e0 vano il tuo dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, nol credo; io getto con confidenza l&#8217;ancora della speranza nell&#8217;avvenire. Io riposo nel genio del ristauratore delle nazioni, del trionfatore degli eserciti, su quell&#8217;eroe, il di cui nome, disputato dalla storia delle scienze e degli imperi, tanto risuona dall&#8217;oriente all&#8217;occidente, dal settentrione al mezzogiorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tuoi oppressori saranno puniti; altrimenti bisogna attendere che la natura intera si naufraghi e le sue leggi si sovvertano.Voi siete curioso eziandio, cittadino ministro, di sapere qualche cosa sul carattere e la condotta di un tiranno che oggi tanto figura negli annali del delitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per adempiere quest&#8217;oggetto si richiederebbe il pennello di Tacito, istorico filosofo, che ha saputo cos\u00ec bene analizzare il cuore umano e penetrarne gli abissi, nel dimostrare l&#8217;importante verit\u00e0, che la storia de&#8217; despoti \u00e8 il martirologio delle nazioni. Io intanto ve ne far\u00f2 debolmente il ritratto, dietro l&#8217;idea che il mio spirito se ne ha formata. Eccolo in breve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondete la sensualit\u00e0 di Sardanapalo, la ferocia di Mezenzio, l&#8217;imbecillit\u00e0 di Claudio, la vilt\u00e0 di Vitellio, la perfidia di Ferdinando il Cattolico nella testa di un mostro, che ha le membra umane ed il taglio gigantesco, e voi avrete Ferdinando Capeto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disgraziatamente per l&#8217;umanit\u00e0, un tiranno di questo calibro ha avuto in moglie la pi\u00f9 perversa e la pi\u00f9 disonorata delle figlie di Maria Teresa d&#8217;Austria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa donna unisce alle dissolutezze di ogni specie l&#8217;ambizione la pi\u00f9 smisurata di regnare; bigotta in apparenza, fredda atea nell&#8217;interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fisionomia \u00e8 il gran libro dell&#8217;anima umana. I sentimenti, le passioni caratteristiche, le idee per l&#8217;ordinario si leggono nell&#8217;esterno dell&#8217;uomo. Un fisonomista, che guarda attentamente Ferdinando IV gli ravvisa subito l&#8217;imbecillit\u00e0, la vilt\u00e0 e la frivolezza che formano ii fondo del suo carattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ferocia e la sensualit\u00e0 sono qualit\u00e0 accessorie in lui, e principali in Carolina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da siffatto impasto morale ne nasce che, quando l&#8217;uno teme, I&#8217;altra spera e non si avvilisce nelle perdite; quando l&#8217;uno vuol frammischiarsi negli affari di Stato, un divertimento che gli si prepara dalla moglie, una Frine che gli si presenta, gli fa tutto obbliarequando l&#8217;uno vuol usare qualche ombra d&#8217;indulgenza, l&#8217;altra gl&#8217;istilla il furore, e lo fa entrare a parte de&#8217; di lei pravi disegni; quando il primo desidera la pace, l&#8217;altra trova i mezzi pronti onde fargli comparire meno truce il demonio della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leggi della natura sono invariabili, s\u00ec ne&#8217; cangiamenti fisici che ne&#8217; morali. Costantemente si osserva che la prosperit\u00e0 e durata degl&#8217;imperi \u00e8 affidata alla custodia della saggezza; che la rovina delle repubbliche e de&#8217; regni deriva dalla corruzione de&#8217; popoli, o dalla imbecillit\u00e0, dalla tirannia, da&#8217; vizi di quei che sono al timone degli affari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco l&#8217;origine di tutte le rivoluzioni; ecco il cerchio degli slanci e delle cadute, della nascita, dell&#8217;ingrandimento e della distruzione delle umane cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro Tanucci, uomo di gran merito, avea conosciuta bene la perversit\u00e0 della moglie di Ferdinando IV, allorch\u00e9 si ostin\u00f2 a non farla intervenire nel Consiglio di Stato ed escluderla affatto dal maneggio de&#8217; pubblici affari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Tanucci fu sagrificato, e Carolina, abusando della stupidezza di un marito imbecille, si pose in mano le redini del governo. Allora tutto and\u00f2 male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa donna travagli\u00f2 a rovinare il Regno, perch\u00e9 odiava la famiglia de&#8217; Borboni, disprezzava la nazione, e perch\u00e9 aveva un talento particolare di tutto distruggere, senza saper niente edificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ella aveva avuti moltissimi amanti, ed il secondo avea sempre rovesciati i primi. I suoi amori pi\u00f9 strepitosi sono stati con Gualenga, col duca della regina, con Marsico, Dillon, Caramanica, Rosmosky, ed Acton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultimo si elev\u00f2 quando cadde Rosmosky, e per sostenersi, all&#8217;ascendente che gli dava l&#8217;amore nel cuore della regina, aggiunse la perfidia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onde come i primi rivali si erano contentati di perdersi a vicenda, cos\u00ec egli non si vide contento, se non quando li ebbe tutti distrutti, sapendo conservare se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caramanica gli faceva ombra, e fu avvelenato per opera sua. Questo segnale della credulit\u00e0 la pi\u00f9 cieca, e ad imitazione di Anna di Montmorency, per gloria del cielo fa la guerra agli uomini i pi\u00f9 distinti nella sfera de&#8217; talenti e delle virt\u00f9: bassa ne&#8217;\u00a0 sentimenti, orgogliosa, intrigante, volubile, non ha della fermezza che nella crudelt\u00e0 e nell&#8217;odiare tutto ci\u00f2 che le d\u00e0 ombra di sospetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La celebre ode, che si attribuisce al cittadino Laharpe, indirizzata alla famosa Antonietta, con maggior ragione si pu\u00f2 adattare a Carolina, di lei germana sorella; la quale, continuando a vivere per nostra disgrazia, ha sorpassata la prima nella carriera delle scelleraggini e delle turpitudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostro, surto in mezzo al gelo,<br \/>\nScempio e orror del nostro cielo,<br \/>\nLa mia patria a quali serbi<br \/>\nNuovi affanni, e strazi acerbi?<br \/>\nDeh, ti appressa, indegna, e mira<br \/>\nCome un popolo sospira<br \/>\nNegli abissi ampi e tremendi<br \/>\nDe&#8217; tuoi falli atroci, orrendi!<br \/>\nD&#8217;ira dunque estrema accesa,<br \/>\nPer compir tua degna impresa,<br \/>\nDi vederci hai pur talento<br \/>\nL&#8217;un dall&#8217;altro ucciso e spento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regina, come tutt&#8217; i tiranni della terra, secondo il ritratto che ne fanno Aristotile e Macchiavelli, \u00e8 ambiziosa, crudele, piena di sospetto e prodiga. Sicch\u00e9 l&#8217;accorto Acton istill\u00f2 o, per meglio dire, fortific\u00f2 nella di lei anima i sospetti di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo riguardo rovesci\u00f2 Medici e molti altri nobili, ed ingrand\u00ec la lente dell&#8217;immaginazione stravolta, colla quale ella guardava i francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo riguardo in tempo di pace mirava con occhio bieco i ministri della repubblica, i quali eludeva nell&#8217;esecuzione de&#8217; trattati; mentre tutto accordava agl&#8217;inglesi. In tal guisa Acton divenne l&#8217;idolo di Carolina ed il Richelieu del regno di Napoli, in quanto al potere, colla sola differenza de&#8217; talenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per vie pi\u00f9 assicurare il suo impero, egli tenne l&#8217;altro mezzo d&#8217;interessare Carolina ne&#8217; suoi furti, onde dar campo alle di lei immense profusioni, le quali oltrepassavano la somma di tre milioni di ducati l&#8217;anno, e onde agevolarla a salariare lo spionaggio e l&#8217;impudicizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acton trov\u00f2 il modo di rubare queste ingenti somme alla nazione, per darle all&#8217;iniqua adultera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 tante speculazioni chimeriche, tanti progetti ineseguibili: da ci\u00f2 organizzazione di marina, ristaurazione di porti, accrescimento di truppe ed altre imprese, che, incominciate e non mai menate a capo, esaurivano le finanze dello Stato, senza produrre alcun utile reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto a&#8217; suoi progetti, non mai realizzati, Acton si pu\u00f2 paragonare a don Chisciotte, il quale aveva il piacere di fabbricare castelli in aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giova avvertire che, quando si parla degli amanti di Carolina, non si ha da supporre che il numero si debba limitare a quei soli de&#8217; quali abbiamo fatta menzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lussuria insaziabile di codesta donna ne aveva mille altri, ed anche gl&#8217;ignoti erano ammessi al suo lupanare giacch\u00e9 ella avea delle profane incaricate a procurarle tutti quei giovani, i quali, per l&#8217;aspetto o per&#8230;, erano meglio atti a soddisfarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una di siffatte profane era la marchesa di S. Marco, la quale agiva nello stesso tempo da Mercurio e da Tribade&#8230; Io qui svelerei altri aneddoti relativi alla deboscia di Carolina se non temessi di offendere il pudore e di mettere in prospetto nuovi ed inuditi tratti di libidine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fama corre che anche Castelcicala fosse stato uno de&#8217; suoi lenoni, ma ci\u00f2 non \u00e8 certo; e quando anche lo fosse, la storia non se ne deve interessare. Solo bisogna far conoscere il carattere di questo cortigiano, perch\u00e9 si abomini. Castelcicala \u00e8 pi\u00f9 vile, pi\u00f9 ignorante e, per conseguenza, pi\u00f9 crudele di Acton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve la sua elevazione agli amori della moglie con Pitt, essendo stato promosso in Napoli dal partito inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serviva Acton colla vilt\u00e0, Carolina colla crudelt\u00e0 e coll&#8217;infamia, in maniera che ambedue non trovarono migliore esecutore de&#8217; loro disegni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli, prostituendo la carica ed il sentimento a&#8217; piedi del trono, fu l&#8217;autore della persecuzione promossa contro gli avanzi della repubblica; egli fu che incaric\u00f2 Mattei e molti altri uomini turpi perch\u00e9 dimostrassero che la capitolazione fatta co&#8217; ribelli non dovevasi osservare; egli fu che disse che tutt\u2019 i rappresentanti erano rei di usurpata sovranit\u00e0; egli a buon conto diede la forma legale alla pi\u00f9 solenne ingiustizia, e fu uno de&#8217; principali anelli della catena de&#8217; fatali avvenimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Romeo, che in tempo della repubblica non avea commesso altro delitto se non quello di scrivere una canzone contro di lui, and\u00f2 a depositare la testa sul patibolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vemimila persone, che furono arrestate in Napoli e ne&#8217; dipartimenti, debbono ripetere in parte la loro catastrofe da cotesto vile stipendiato del delitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furie orribili e ferali,<br \/>\nChe a te possan dirsi eguali,<br \/>\nCerca invan la mia memoria<br \/>\nNell&#8217;antica e nuova istoria.<br \/>\nSl, pi\u00f9 prodiga ti veggio<br \/>\nDi lei, ch&#8217;ebbe e scettro e seggio<br \/>\nL\u00e0 sul Nilo, e al vincitore<br \/>\nDi catene avvinse il core.<br \/>\nPi\u00f9 superba ed arrogante,<br \/>\nIndegnissima regnante,<br \/>\nio ti stimo d&#8217;Agrippina;<br \/>\nDell&#8217;istessa Messalina<br \/>\nPi\u00f9 lasciva; e pi\u00f9 inumana<br \/>\nDella Medici Toscanat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiugnete a tutto ci\u00f2 i consigli e l&#8217;amicizia di Acton, uomo che, dotato di tutti i talenti dell&#8217;intrigo, non ha una idea sublime nella testa, n\u00e9 un sentimento generoso\u00a0 nel cuore; ministro corrotto, perfido, adulatore; quanto avido di ricchezze e di potere, altrettanto indifferente alla gloria che sconosce, al merito ed alla virt\u00f9 che deprime: aggiugnete questo vile Seiano, questa ridicola scimia del ministro britannico, e voi avrete un triumvirato pi\u00f9 funesto alla felicit\u00e0 delle popolazioni, di quello di Ottaviano, Antonio e Lepido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec riesce facile l&#8217;indovinare la condotta di quella corte relativamente a&#8217; francesi nella luminosa carriera della loro rivoluzione. Infatti, all&#8217;apparir sulle rive della Senna l&#8217;alba della libert\u00e0, che riemp\u00ec di gioia tutt&#8217;i cuori idolatri della virt\u00f9 e della felicit\u00e0 sociale; all&#8217;aspetto della nascente filosofia, che proclamava la risurrezione de&#8217; popoli e l&#8217;esterminio della razza gotica de&#8217; re, il despota della Sicilia concep\u00ec un odio inestinguibile contro il nome francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moderna Teodora, agitata dall&#8217;Eumenidi, divenne pi\u00f9 implacabile di Giunone, quando fu offesa da Paride. Penetrata da quest&#8217;odio, si porta col marito a Vienna, ed entra ne&#8217; trattati di Pavia e di Pilnitz, che definivano la lacerazione della Francia e l&#8217;eccidio della massima parte de&#8217; francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua corte, che diviene l&#8217;officina degl&#8217;intrighi degl&#8217;inglesi e degli emigrati, spaventata dalla flotta del contrammiraglio Latouche, giura alla Francia neutralit\u00e0, per congiurarne meglio la perdita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La v\u00ecola ben tosto apertamente coll&#8217;insulto dell&#8217;armi francesi e del ministro Makau, cui fa vilmente involare nella propria casa tutte le carte del di lui ministero. In seguito lo bandisce, proscrive tutt&#8217; i francesi con un proclama, in cui li insulta co&#8217; nomi di &#8220;scellerati&#8221; e di &#8220;sediziosi novatori&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monstre \u00e9chapp\u00e9 de Germanie,<br \/>\nLe d\u00e9sastre de nos climats,<br \/>\nJusqu&#8217;\u00e0 quand contre ma patrie<br \/>\nCommetteras-tu tes attentats?<br \/>\nApproche, femme d\u00e8t\u00e8stable,<br \/>\nRegarde l&#8217;abime effroyable,<br \/>\nO\u00f9 tes crimes nous ont plong\u00e9s!<br \/>\nVeux-tu donc, extr\u00e9me en ta rage,<br \/>\nPour consommer ton digne ouvrage,<br \/>\nNous voir l&#8217;un par l&#8217;autre \u00e9gorg\u00e9s?<br \/>\nEn vain je cherche en ma m\u00e9moire<br \/>\nLe nom des \u00e9tres abhorr\u00e9s;<br \/>\nJe n&#8217;en trouve point dans l&#8217;histoire<br \/>\nQui puissent t\u00e9tre compar\u00e9s,<br \/>\nOui, je te crois, indigne reine,<br \/>\nPlus prodigue que l&#8217;Egyptienne,<br \/>\nDonc Marc-Antoine fut \u00e9pris,<br \/>\nPlus orgueilleuse qu&#8217;Agrippine,<br \/>\nPlus lubrique que Messaline,<br \/>\nPlus cruelle que M\u00e9dicis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mette in piedi nel tempo istesso la terribile Giunta di Stato, e per mezzo della medesima imprigiona ed impicca coloro, che per qualsivoglia motivo avean trattato il ministro e &#8216;l contrammiraglio, facendo dichiarare la Francia una &#8220;fetida laguna&#8221;, e i francesi una &#8220;schiatta di vipere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spossa frattanto lo Stato colle immense concussioni e furti di oro ed argento, che manda all&#8217;imperadore, onde poi n&#8217;\u00e8 risultato il fallimento de&#8217; pubblici banchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unisce una sua flottiglia, a quella degl&#8217;inglesi, e manda delle truppe a Tolone, aringando il re stesso a&#8217; soldati ed inculcando loro la strage de&#8217; francesi, senza dar loro giammai quartiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuggono da Tolone le sue truppe insieme con quelle degli alleati colla stessa vilt\u00e0 colla quale l&#8217;avean conquistata; e Ferdinando entra a parte de&#8217; ladronecci commessi in quegli arsenali, ed accorda asilo e protezione nella capitale a&#8217; principali traditori di quel porto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per nuocere maggiormente a&#8217; francesi, manda Spanocchi, comandante di una sua fregata, contro la Francia, uomo venduto all&#8217;Inghilterra, in Toscana, e lo fa destinare da quel duca governator di Livorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivoltante ed astiosa condotta di costui muovono Bonaparte a deporlo e a mandarlo imprigionato a Firenze con una forte commendatizia a quel piccolo despota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si vede successivamente costretto a chieder la pace alla Francia. Bonaparte gliel&#8217;accorda: ma, contro uno de&#8217; principali articoli segreti, che ammetteva la tolleranza delle nuove opinioni politiche e la sicurezza de&#8217; loro partigiani, non solamente gli occulti repubblicani, ma i semplici conoscenti de&#8217; Francesi sono deportati, gettati nelle bastiglie ed eseguiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promette il gastigo di coloro che aveano involate le carte a Makau; ma invece di gastigarli li occulta e li premia. Intanto congiura occultamente di far dichiarare la Svezia contro la Francia per mezzo del ministro Ampheld, cui si cercava di crear reggente di quel regno in luogo del zio del re, ch&#8217;era deciso per la neutralit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A&#8217; risentimenti di quella corte, fa scortare Ampheld dal marchese del Vasto fino all&#8217;Adriatico, facendolo ivi imbarcare per Trieste. Conchiusa la pace colla Francia, ne viola in tutti gli articoli i trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riceve ne&#8217; porti arma, ed approvvisiona la flotta inglese comandata da Nelson; fa distruggere la francese nelle acque di Aboukir, ne accoglie con festa, musica ed illuminazione il distruttore; ristaura ne&#8217; sui cantieri i legni inglesi, che aveano molto sofferto nel combattimento: si collega colla Porta ottomana, e colla Moscovia, stringendo nuovi legami di alleanza coll&#8217;imperatore e l&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente, sotto gli occhi del ministro francese e cisalpino, in seno della pace, si sforza di radunare le materie combustibili, onde accendere il fuoco della guerra; mentre congiura col re sardo, col duca di Toscana ed il prete di Roma di suonare l&#8217;allarme in tutta l&#8217;Italia, sollevarne le popolazioni e produrre un nuovo vespro siciliano pi\u00f9 micidiale e pi\u00f9 nero del primo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 volte, ad imitazione del gabinetto di Saint-James, fa il mortorio di Bonaparte, mentre l&#8217;attivit\u00e0 del di lui genio era ammirata da quaranta secoli nelle sabbie brucianti dell&#8217;Egitto, antica culla delle arti e delle scienze. Insulta e denigra il nome di colui che va ad appoggiare la libert\u00e0 di Europa a quella dell&#8217;Asia, menando ivi la rivoluzione de&#8217; lumi, dopo di aver prodotta la rivoluzione dell&#8217;eroismo in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Discaccia da Napoli Lacombe Saint-Michel, il quale, senza dilazione alcuna obbligato a sortirne, a bella posta si fa cadere, per opera di Carolina e di Acton, nelle mani de&#8217; corsari turchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Dolomieu che, contro tutte le leggi delle nazioni, si tiene ancora imprigionato col console Ribaud nella fossa di Messina, qual grido d&#8217;indignazione eleva contro quel re antropofago?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dolomieu, che non ha potuto ottenere il favore di essere piuttosto fucilato che di menare una vita moribonda in mezzo a&#8217; pi\u00f9 crudeli tormenti, qual terribile impressione deve far ne&#8217; cuori anche i meno suscettibili di sentimento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il governo francese si \u00e8 protestato apertamente di fare espiare al senato di Amburgo il tradimento commesso contro il Bruto dell&#8217;Irlanda, Napper-Tandy, non dovr\u00e0 lanciare il tizzone rivoluzionario su quella reggia, dove soggiorna il delitto con tutto il corteggio delle scelleraggini e de&#8217; sacrilegi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dovr\u00e0 punire severamente, ad istanza dell&#8217;umanit\u00e0 oltraggiata e della giustizia vilipesa, gli artigiani di tante calamit\u00e0?&#8230; Accaduta la crisi di Roma, il re di Sicilia mord\u00e9 la polvere, quando vide sulle rovine del Vaticano ristaurato il Campidoglio; si riemp\u00ec di fremito all&#8217;aspetto de&#8217; tribuni, de&#8217; consoli, de&#8217; senatori, che si sforzavano di risvegliare la libert\u00e0 dopo il sonno di diciotto secoli; fu roso da gelosia nel guardare l&#8217;estensione della potenza gigantesca del gran popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altronde la massa de&#8217; lumi, che per la loro forza espansiva penetravano fino all&#8217;estremit\u00e0 della Bassa Italia, questa imponente massa feriva molto da vicino il dispotismo napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 si prepararono tutt&#8217; i modi di distruzione, in maniera che, all&#8217;improvviso e senza dichiarazione di guerra, si fece una irruzione nel territorio romano, e si stesero le braccia per iscannare la libert\u00e0 de&#8217; discendenti degli antichi legislatori dell&#8217;universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il general tedesco Mack, uomo di corte vedute, fu destinato capo delle truppe napoletane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costui, di concerto colla furia infernale e coll&#8217;intrigante Acton, persuase l&#8217;imbecille Ferdinando che egli avrebbe invasa tutta l&#8217;Italia. Su questa fiducia penetr\u00f2 nel territorio della repubblica romana, inviando al general francese la seguente lettera:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Generale, Io vi dichiaro che l&#8217;armata di S.M. siciliana, che ho l&#8217;onore di comandare sotto la persona stessa del re, ha ieri passata la frontiera per mettersi in possesso dello stato romano, rivoluzionato ed usurpato dopo la pace di Campoformio, e non mai riconosciuto e approvato da S.M. siciliana, n\u00e9 dal suo augusto alleato l&#8217;imperatore e re. Domando che facciate ritirare nella repubblica cisalpina, senza frapporre il pi\u00f9 piccolo ritardo, tutte le truppe francesi che si trovano nell&#8217;anzidetto Stato romano, e di evacuare tutte le piazze ch&#8217;esse occupano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I generali comandanti le diverse colonne di truppe di S.M. siciliana hanno ordine il pi\u00f9 positivo di non incominciare le ostilit\u00e0, se le truppe francesi si ritirano all&#8217;invito che loro ne verr\u00e0 fatto; ma d&#8217;lmpiegare la forza nel caso che resistano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io vi dichiaro inoltre, signor generale, che riguarder\u00f2 come un atto di ostilit\u00e0 se le truppe francesi metteranno piede sul territorio del granduca di Toscana. Attendo la vostra risposta senza il menomo ritardo, e vi prego di rispedire il maggiore Reiscach, che v&#8217;invio, al pi\u00f9 tardi 4 ore dopo che avrete ricevuto questa mia lettera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta dev&#8217;essere positiva e categorica s\u00ec alla domanda dell&#8217;evacuazione dello Stato romano, come a quella di non mai metter piede sul territorio della Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una risposta negativa sar\u00e0 considerata come una dichiarazione di guerra, e S.M. siciliana sapr\u00e0 sostenere colla forza le sue giuste domande, che io v&#8217;indirizzo a suo nome. Ho l&#8217;onore, ecc&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II re di Sicilia, sempre irresoluto e timido nelle sue deliberazioni, come sono i piccoli tiranni, malgrado l&#8217;organizzazione di un esercito di 80.000 uomini, incontrava difficolt\u00e0 a misurarsi co&#8217; francesi e violare di nuovo il trattato di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la regina, che spirava furore e strage, si propose in ogni conto di farlo decidere al partito della guerra. Sicch\u00e9 sped\u00ec un messo all&#8217;imperatore, pregandolo di mandare in rinforzo delle truppe napoletane almeno un corpo di ventimila austriaci. Francesco II rispose che, non essendo quello il tempo proprio, si doveva attendere la primavera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impaziente Carolina che voleva vedere in un istante la distruzione de&#8217; francesi, e che si fidava ad un esercito quanto numeroso, altrettanto indisciplinato e malcontento, pens\u00f2 con Acton di presentare all&#8217;imbecille re una lettera a nome dell&#8217;imperatore, che assicurava il pronto invio delle sue truppe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si esegu\u00ec dunque il disegno per mezzo di Arriola, ed ebbe il suo effetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro la disfatta e dietro la fuga da Roma, Ferdinando rest\u00f2 stupefatto di non aver veduto alcun movimento per parte de&#8217; tedeschi. Altronde la regina temeva che non uscisse a giorno la trappola in cui ella aveva tirato il credulo marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 pens\u00f2 di distruggere quei ch&#8217;erano a parte del segreto e che potevano svelarlo al re. Per s\u00ec fatto motivo, sotto pretesto di giacobinismo, coll&#8217;efficacia di Pasquale di Simone, famosa spia, fece trucidare il corriere del popolo, che lo trascin\u00f2 per le strade della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foggi\u00f2 ad Arriola un&#8217;accusa di segreta intelligenza con Championnet, mediante la quale costui venne posto in castello assieme con Carlo Gonzales, uffiziale della sua segreteria che poscia fu esiliato nell&#8217;epoca della capitolazione ed ora trovasi a Milano con moglie ed una piccola figlia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo di avere cos\u00ec compita l&#8217;opera dell&#8217;intrigo, dell&#8217;eccidio, del tradimento, Teodora fugg\u00ec in Sicilia, dove non ha cessato di tenere la stessa condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, per vie pi\u00f9 rendersi famosa, \u00e8 andata in Toscana a fabbricare le armi della discordia e della guerra civile; quindi a Vienna, per preparare un nuovo diluvio di mali, e per sommergervi l&#8217;Europa intera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A buon conto, questa donna infernale imita Caligola nel desiderare che tutto il genere umano avesse una sola testa per poterla recidere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piano di Mack, mal combinato, abort\u00ec. Egli, anzich\u00e9 concentrare le sue forze, le divise, e la divisione prepar\u00f2 i suoi rovesci, senza dargli il piacere di cogliere quegli allori ch&#8217;ei gi\u00e0 vedeva germogliare nel campo delle chimere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La repubblica romana riposava sotto l&#8217;ombra della protezione francese. Sicch\u00e9 Championnet, dando un esempio che di rado si legge nelle pagine della storia, il bravo e valoroso Championnet, aiutato da Macdonald, colla rapidit\u00e0 del fulmine disfece un esercito teatrale, composto di gente strappata a forza dall&#8217;aratro, dall&#8217;esercizio delle arti, dallo studio delle facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;eroe francese, dopo aver fugato il despota, che, colmo di turpitudine e pieno di rabbia, simile ad un cinghiale ferito, si and\u00f2 a nascondere negli antri dell&#8217;Etna, menando seco le immense ricchezze rapite alla nazione, alla quale avea rimasti i soli occhi per piangere, dopo di avere interamente liberato il territorio di Roma, penetr\u00f2 nel regno di Napoli: ed avendone occupate le piazze, tent\u00f2 di accostarsi alle porte della capitale, ad invito di tutt&#8217; i nemici della tirannia, pubblicando il seguente proclama:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vostro tiranno, napoletani, ha da s\u00e9 stesso abdicato il trono, provocando la nazion francese, della quale sperimentato avea la clemenza. Voi non avete pi\u00f9 re, rientrate ne&#8217; vostri diritti gi\u00e0 da tanto tempo usurpati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrete un governo libero e repubblicano, fondato sui principi dell&#8217;eguaglianza: gli impieghi non saranno pi\u00f9 il patrimonio esclusivo de&#8217; nobili e de&#8217; ricchi, ma la ricompensa de&#8217; talenti e delle virt\u00f9. Ricevete i francesi come amici e liberatori, e respingete le istigazioni perfide di coloro che vorrebbero eccitare in voi la diffidenza ed il timore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vostre propriet\u00e0, il vostro culto sono sotto la garanzia della lealt\u00e0 francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai un santo entusiasmo si \u00e8 manifestato in tutt&#8217; i luoghi per dove siamo trascorsi, la coccarda tricolore \u00e8 stata innalzata, gli alberi della libert\u00e0 sono stati piantati, le municipalit\u00e0 e le guardie civiche organizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I satelliti della tirannia fuggono dinanzi a noi, come la polvere spinta dai venti; e i patrioti, proscritti da lungo tempo, si radunano intorno alle nostre bandiere repubblicane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiaratevi senza timore: organizzate legioni, create municipalit\u00e0, che sono le prime magistrature popolari; abbiate guardie nazionali, alzatevi per mantenere i vostri diritti. I destini dell&#8217;Italia debbono adempirsi, e voi ancora siete chiamati a godere i benefici del governo repubblicano. CHAMPIONNET<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora fu che gli agenti di Capeto e della sua sgualdrina, mediante un ordine da essi ricevuto, ricorrendo a&#8217; modi di distruzione, incendiarono i vascelli nazionali, commettendo il pi\u00f9 grave oltraggio alla maest\u00e0 ed alla sovranit\u00e0 del popolo; aguzzando i pugnali del fanatismo popolare, menarono i lugubri giorni dell&#8217;anarchia la pi\u00f9 esecrabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferdinando, profugo coll&#8217;intera famiglia, facendo uso de&#8217; mezzi i pi\u00f9 orribili ed i pi\u00f9 disperati, lasci\u00f2 Pignatelli in qualit\u00e0 di suo agente in Napoli, colle nere istruzioni di organizzare e &#8216;l delitto ed il brigantaggio, e di suscitare i furori di una guerra civile che avesse fatti distruggere l&#8217;un dall&#8217;altro tutt&#8217; i napoletani.\u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto perisca, purch\u00e9 non vada in mano de&#8217; francesi \u2014gridava Carolina qual baccante. Pignatelli, per guadagnar tempo ond&#8217;eseguire gli empi progetti, conchiuse un armistizio col generale Championnet, e, lungi di adempierlo, fugg\u00ec anch&#8217;egli in Sicilia, dopo aver armati gli assassini usciti fuor delle prigioni, i birri, i delatori, gli omicidi e i facinorosi, lasciando Napoli in preda al disordine ed alla dissoluzione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In codesto stato di violenza la punta del pugnale decise della vita, della libert\u00e0 civile e della propriet\u00e0 di ciascuno individuo. Il generale Pignatelli avea ricevuto ordine dalla corte che, se i francesi si approssimavano alle porte di Napoli, egli incendiasse l&#8217;arsenale, facesse scoppiare una mina sotto la citt\u00e0, e che il castello S. Elmo la riducesse in cenere bombardandola. Pignatelli non ebbe tempo ad eseguire tutte queste esecrabili scelleraggini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fugg\u00ec in Palermo, dove fu imprigionato per non aver eseguiti i comandi in tutta la loro estensione. Ecco come i re sono nell&#8217;ordine morale ci\u00f2 che i mostri sono nel fisico. Popoli della terra! calcolate una volta i vostri interessi, facendo scomparire il fascino dell&#8217;impostura, i prestigi dell&#8217;errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscete l&#8217;indole degli assassini coronati, che in tempo di pace vi fanno una guerra di distruzione; armate le vostre braccia del pugnale della rivolta; unitevi in un&#8217;immensa assemblea, in seno di cui suonerete la generale per esterminare i felloni della vostra sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra innumerevoli altri, i due fratelli Filomarino e l&#8217;avvocato Scategna divennero le vittime de&#8217; briganti prezzolati e fanatizzati. I dipartimenti furono del pari ravvolti nel vortice degli orrori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli uomini i pi\u00f9 probi caddero sotto i colpi degli empi organizzati dall&#8217;iniquo vicario. Gli albanesi, sulle rive dell&#8217;Adriatico, nel dipartimento del Sangro, avvezzi all&#8217;assassinio ed al contrabbando, per l&#8217;esca del bottino formarono orde furiose, portando da per tutto l&#8217;infamia, la desolazione e la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fratelli Brigida di Termoli, giovanetti forniti di virt\u00f9 superiore alla loro tenera et\u00e0, strappati dal seno dell&#8217;infelice madre dal tribunale inquisitorio, seppelliti nel baratro delle carceri per quattro anni, appena riveggono la luce del giorno, appena co&#8217; loro amplessi e co&#8217; loro baci asciugano le lagrime dell&#8217;afflitta genitrice, che sono sbranati da questa infame masnada; ed un saccheggio, che non risparmia neanche le tegole e il pavimento della casa, corona il massacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dir\u00f2 di te, virtuosissimo Gennaro di Casacalenda? I tuoi talenti, la tua virt\u00f9 senza esempio, il tuo disinteresse incomparabile non pot\u00e9 disarmare gli amici della fazione del delitto!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I1 tuo patrimonio non esiste pi\u00f9; ed i tuoi figliuoli non hanno altra legittima che la rinomanza delle tue azioni e l&#8217;esempio di quelle grandi qualit\u00e0 che caratterizzano gli eroi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto Championnet rapidamente si avanz\u00f2 per sottrarre Napoli da s\u00ec fatta anarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I patrioti, tutte le persone dabbene ed amanti dell&#8217;ordine, colla direzione di Moliterni, che al presente \u00e8 generale di divisione nelle armate francesi, gli facilitarono l&#8217;ingresso, e bench\u00e9 i lazzaroni stipendiati e fanatizzati si accinsero a lottare coll&#8217;armata vittoriosa, pure l&#8217;arena rest\u00f2 allagata del sangue di cotesti automi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 i francesi al di fuori, al di dentro i patrioti, che occupavano il forte di Sant&#8217;Elmo, colla direzione dello stesso Moliterni, trionfarono degli ostacoli e pervennero a rovesciare un trono che gi\u00e0 vacillava sotto il peso de&#8217; delitti, a spiantare un governo, che, facendo guerra a&#8217; diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, era caduto nell&#8217;universale abominio e nell&#8217;odio s\u00ec del satrapo che sedea sul carro della fortuna come del meschino ch&#8217;era schiacciato sotto le ruote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttorio approv\u00f2 tutt&#8217;i passi di Championnet, s\u00ec nel rovesciare il soglio di Napoli che nel dichiarar liberi ed indipendenti gli abitanti. Macdonald ed Abrial assicurarono eziandio che la repubblica napoletana era garantita dalla gran nazione, e che i legami ed i rapporti scambievoli non erano punto differenti, dovendo per l&#8217;avvenire considerarsi sotto l&#8217;istesso punto di vista i francesi ed i napoletani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La repubblica dunque, proclamata dall&#8217;intera nazione e riconosciuta dal Direttorio, apr\u00ec un campo delle pi\u00f9 soavi idee allo spirito, diede un nuovo slancio all&#8217;entusiasmo, impresse la pi\u00f9 viva commozione a&#8217; sensi, e risvegli\u00f2 nel cuore di tutti l&#8217;amor della patria, della libert\u00e0 e della gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il patriotismo che si spieg\u00f2 in Napoli era degno de&#8217; bei giorni di Sparta ed Atene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 gli sconcerti e gli abusi, che sono inerenti ad una rivoluzione come le macchie negli astri, intiepidirono l&#8217;effervescenza della gioia e del piacere universale nel vedersi le nuove magistrature popolari, le nuove leggi, i nuovi diritti, per cos\u00ec dire, ed una totale rigenerazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io qui lascio de&#8217; fatti, cittadino ministro, che potrebbero esser degni della vostra considerazione, ma che non entrano nel mio piano, giacch\u00e9 mi son proposto di dipingere le principali cose in miniatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solamente vi ricordo che i tesori, i quali Ferdinando avea rapiti alla nazione, servirono a fabbricare le catene al liberatore di Napoli. Il Direttorio, illuso dalla calunnia, richiam\u00f2 Championnet, mentre stava progettando una discesa in Sicilia, e lo sprofond\u00f2 in una carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Generale cittadino, guerriero filantropico! questo fu il prezzo che la venalit\u00e0 ti decret\u00f2, quando le tue gesta rimbombavano dalle sponde del Tevere e del Sebeto sino al Volga ed al Tamigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tu fosti costretto a partire; ma la tua memoria, i tratti della tua clemenza restarono impressi negli animi riconoscenti di tutt&#8217; i figli di Partenope. Tu fosti soggettato ai ceppi; ma la Gloria, sdegnata, percorse la terra, e sollev\u00f2 l&#8217;opinione di tutt&#8217;i popoli contro i tuoi persecutori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tu sei morto; ma l&#8217;urna dove riposa la tua cenere sacra sar\u00e0 bagnata di lagrime finch\u00e9 vi sar\u00e0 ombra di libert\u00e0 in mezzo alle associazioni umane; il tuo nome vivr\u00e0 fino a quando non si vedranno annichilite le virt\u00f9, la giustizia e la verit\u00e0. Gli stessi tesori, cittadino ministro, frutto delle rapine e dei sacrilegi, servirono&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quali dure verit\u00e0 mi si vogliono strappare di bocca?&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie siano rese al nostro concittadino, il gran Bonaparte, che, come una cometa, ricomparendo sull&#8217;orizzonte politico dell&#8217;Europa, ha fatto scomparire i mercanti de&#8217; popoli, ha chiuse le porte della venalit\u00e0, ha ristaurato l&#8217;onore francese; e menando l&#8217;aurora, la quale promette i giorni della felicit\u00e0 nazionale, il godimento dell&#8217;indipendenza, sull&#8217;eliseo delle arti e delle scienze, combatte l&#8217;idra della coalizione estrappa dalle sue fauci i pezzi della bella e disgraziata Italia;20 di quella Italia, il di cui nome risveglia l&#8217;idea di trenta secoli, per rannodare di nuovo il filo della sua libert\u00e0, e darle quella unione e quell&#8217;ascendente, che un tempo fece impallidire il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COLPO D&#8217;OCCHIO SU L&#8217;ITALIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia, non essendo divisa n\u00e9 per mezzo di grossi fiumi, n\u00e9 di gran montagne, godendo la stessa bellezza di cielo, presso a poco la stessa fertilit\u00e0 di suolo, racchiudendo in s\u00e9 tutte le umane risorse, bagnata dal Mediterraneo, dall&#8217;Ionio, dall&#8217;Adriatico, e separata dagli altri popoli da una catena di monti inaccessibili, sembra che dalla natura sia destinata a formare una sola potenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi abitanti, che parlano la stessa lingua, che hanno la medesima tinta di passioni e di carattere, che godono di un egual germe di sviluppo morale e di fisica energia, che non sono separati n\u00e9 da interessi, n\u00e9 da opinioni religiose, sono fatti per essere i membri della stessa famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto annunzia la possibilit\u00e0. Scorrete la storia, e vedrete che sotto la repubblica romana, l&#8217;Italia ripos\u00f2 all&#8217;ombra di un solo governo e di una sola costituzione politica; fu libera ed indipendente, si elev\u00f2 al di sopra della linea orizzontale di tutte le nazioni del globo, a cui dett\u00f2 la legge della vittoria, e giunse ad essere la regina dell&#8217;universo. In quell&#8217;epoca l&#8217;italiano, appartenendo ad una gran societ\u00e0, orgoglioso di star assiso su&#8217; trofei ed i trionfi, di decidere della sorte de&#8217; re, di vedere i fiumi delle ricchezze della terra venire a colare sul suolo ch&#8217;egli abitava, qual orgoglio nazionale doveva avere! quali sentimenti magnanimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall&#8217;epoca in cui Bonaparte sulla cima delle Alpi risvegli\u00f2 gli assonnati spiriti italiani collo strepito delle sue armi, pose a giorno i suoi disegni di sottrarre dal giogo queste nostre contrade. Ecco i suoi proclami:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, o soldati, voi avete fatto molto&#8230; Ma non vi resta forse pi\u00f9 nulla a fare? Si dir\u00e0 di noi che abbiamo saputo vincere, ma non profittare della vittoria? La posterit\u00e0 ci rimproverer\u00e0 di aver trovato Capua nella Lombardia?&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coloro che hanno aguzzati i pugnali della guerra civile in Francia, che hanno vilmente assassinati i nostri ministri, incendiati i nostri vascelli a Tolone, tremino. L&#8217;ora della vendetta\u00a0 \u00e8 suonata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i popoli sieno senza inquietudine; noi siamo amici di tutt&#8217; i popoli, e particolarmente de&#8217; discendenti da&#8217; Bruti, dagli Scipioni e dagli uomini grandi che abbiamo presi per modelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ristabilire il Campidoglio, collocare onorevolmeme le statue degli eroi che lo resero celebre; risvegliare il roman popolo anneghittito da pi\u00f9 secoli di schiavit\u00f9, tale sar\u00e0 il frutto delle vostre vittorie; esse faranno epoca nella posterit\u00e0; voi avrete la gloria immortale di cangiar l&#8217;aspetto della pi\u00f9 bella parte dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Popoli dell&#8217;Italia! l&#8217;armata francese viene per rompere le vostre catene; il popolo francese \u00e8 l&#8217;amico di tutt&#8217; i popoli; venitegli incontro con piena confidenza&#8230; Noi faremo la guerra da nemici generosi; noi non l&#8217;abbiamo che contro i tiranni che vi tengono in schiavit\u00f9. BONAPARTE \u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne&#8217; preliminari di pace di Leoben il vincitore degli alemanni non pot\u00e9 realizzare le sue vedute, se ne deve incolpare il Direttorio, ch&#8217;era alla testa delle negoziazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora ch&#8217;egli siede su&#8217; destini delle repubbliche, ed abbraccia nell&#8217;immensit\u00e0 de&#8217; suoi pensieri il genere umano, sar\u00e0 nel grado di dare alla Francia le palme della vittoria innestate ad un&#8217;ottima costituzione politica; all&#8217;Europa il tanto sospirato olivo della pace, all&#8217;Italia, ch&#8217;\u00e8 la sua madre, i trofei dell&#8217;indipendenza e della libert\u00e0. In tal guisa il di lui genio, superiore a&#8217; Franklin ed a&#8217; Washington, meriter\u00e0 la stima dell&#8217;universo ed acquister\u00e0 titoli immortali alla gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esempio di superiorit\u00e0 e di grandezza! Come il suo cuore dovea dilatarsi innanzi all&#8217;attitudine imponente delle forze, di cui egli facea parte! Un cittadino romano, sia che fosse nato in Roma, sia che vi avesse diritto alla cittadinanza, era un essere privilegiato, con cui un altro non potea entrare in parallelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno, che non era italiano, era barbaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma cadde nell&#8217;abisso del dispotismo; e gl&#8217;italiani, perch\u00e9 formavano una nazione, non perdettero interamente la loro dignit\u00e0. Relativamente agli altri popoli, furono i pi\u00f9 fortunati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se essi cessarono di esser liberi, furono almeno indipendenti; se fecero discapito della libert\u00e0 politica, conservarono almeno la civile; se diventarono schiavi nel proprio paese, non cessarono di essere i padroni nelle regioni le pi\u00f9 remote, non mancando di arricchirsi delle spoglie dell&#8217;antico continente; in una parola, se al di dentro vennero conquistati dal dispotismo, continuarono ad essere conquistatori al di fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli cangiamenti insiti alla materia, la grandezza romana scomparve. Molte cagioni influirono a rovesciare l&#8217;edificio che i secoli aveano eretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I boreali popoli, rifluendo nelle parti meridionali dell&#8217;Europa, assalirono l&#8217;impero di Occidente, che gi\u00e0 era invecchiato e languiva sotto l&#8217;enorme massa da cui era oppresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo fecero a brani, dividendolo in tanti frammenti; e l&#8217;Italia fu la prima a soggiacere alla divisione. Onde i suoi abitanti, separati d&#8217;interessi, di governi, di leggi, di costumi e di usanze, come di monete e di dialetti, furono esposti alle sciagure dell&#8217;invasione, e presero tutt&#8217; i vizi de&#8217; barbari, senza averne le virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che divenne allora la dignit\u00e0 italiana? Che ne fu de&#8217; monumenti delle arti e delle scienze? Appena se ne conserv\u00f2 una languida memoria, tanto la caligine dell&#8217;ignoranza aveva ottenebrato lo spirito umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Magno procur\u00f2 di accozzare gli atomi e formarne un corpo, il quale si sperava che non fosse caduto in dissoluzione; ma i discendenti di Carlo non ereditarono coll&#8217;impero i di lui supremi talenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onde la loro imbecillit\u00e0 distrusse l&#8217;opera del genio. Il papato poteva ovviare a cotesto gran male: ma gl&#8217;istrioni di Roma, lungi di pensare alla prosperit\u00e0 italiana, per assicurarsi l&#8217;impero ch&#8217;esercitavano sugli spiriti, per fondare la grandezza temporale, mentre predicavano la chimerica felicit\u00e0 dell&#8217;altro mondo, per accumular tesori a spese della bigotteria, non badarono ad altro che a spandere il talismano dell&#8217;errore, perseguitare la virt\u00f9 ed il sapere, combattendo cos\u00ec i sacri interessi delle nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mali non si arrestarono qui. I preti di Roma si proposero di abbattere non solo il culto esterno del paganesimo, ma di opporsi anche al suo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religion pagana facea l&#8217;apoteosi del coraggio, della forza, dell&#8217;industria, de&#8217; piaceri, della virt\u00f9; e &#8216;l cattolicismo, distruggendo la morale e &#8216;l buon senso, deific\u00f2 la povert\u00e0, l&#8217;ozio, l&#8217;ubbidienza, il celibato, le pratiche le pi\u00f9 micidiali, le favole inette, gli assurdi misteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, che vagava ne&#8217; libri de&#8217; poeti e ne&#8217; romanzi della Grecia e dell&#8217;antica Roma, divenne un dogma che rese della Chiesa un mercato, in cui si tassava il prezzo dell&#8217;ingresso negli elisei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quest&#8217;oggetto, oltre le tante altre assurdit\u00e0, s&#8217;inventa eziandio un inferno di corta durata, da cui se ne pu\u00f2 esser sottratto dalla magica arte del prete impostore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stabiliscono le indulgenze, mediante le quali si perdonano a&#8217; benemeriti della Chiesa, che val quanto dire a&#8217; pii malvagi, non solamente i peccati commessi, ma anche i delitti a venire. Si fonda l&#8217;inquisizione, che sotto il nome di &#8220;Santo Ufficio&#8221; innalza gli altari a&#8217; fanatici, i quali covrono di cadaveri la terra, mentre distrugge e rovina i proseliti della virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religion papista, assisa sulle basi della menzogna, della falsit\u00e0 e de&#8217; miracoli, doveva essere naturalmente nemica non solo delle scienze politiche, ma di tutte le altre eziandio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 abbrutire gli spiriti nell&#8217;ignoranza, avvilire e snervare i cuori nella mollezza, presentare all&#8217;immaginazione gli spettacoli del vizio e della sensualit\u00e0, tal \u00e8 stato il segreto della politica sacerdotale e l&#8217;oggetto fisso della teocrazia romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per conseguenza i pittori, che dipingono bene nella tela una Danae; gli scultori, che animano sul marmo o sul bronzo le seducenti attrattive e le carezze di Venere; i poeti, che presentano in metro la tazza di Circe o i giardini d&#8217;Armida, sono coronati;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">mentre Federigo secondo \u00e8 escluso con replicati anatemi dal commercio degli uomini;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giordano Bruno, ingegno di prim&#8217;ordine, \u00e8 bruciato vivo in Roma; Galileo \u00e8 rinchiuso in una torre; Sarpi \u00e8 pugnalato, per essere gli organi della verit\u00e0 e del sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da per tutto i proclami della ragione umana sono soffocati dalle fiamme e dalle armi dell&#8217;intolleranza religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da per tutto i diritti dell&#8217;uomo son calpestati, la santa libert\u00e0 annichilita, le leggi della natura vilipese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da per tutto un&#8217;occulta forza di ripulsione politica genera la diffidenza e l&#8217;odio tra&#8217; cittadini; ed invocando spesso l&#8217;aiuto delle potenze straniere, colla leva del fanatismo, che trova il punto d&#8217;appoggio ne&#8217; cieli, inabissa le popolazioni ne&#8217; precipizi della schiavit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il gran Lama di Occidente, per assicurarsi il trono della opinione, non avendo altro arsenale che quello dell&#8217;impostura, altro esercito che preti e frati, ed altre armi che la discordia e la lite, pratic\u00f2 senza interruzione la massima: divide et impera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec quella religione, che influ\u00ec sulla decadenza dell&#8217;impero romano, fu il principale strumento della corruzione, della debolezza e della totale caduta della nazione italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; vero che tutte le popolazioni del mondo cattolico soggiacquero alle sciagure che produceva la corte di Roma; ma l&#8217;Italia, ch&#8217;era il centro della superstizione, ne sent\u00ec maggiormente il peso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;errore, simile all&#8217;attrazione, \u00e8 in ragione inversa de&#8217; quadrati delle distanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9 gl&#8217;italiani, degradati e snaturati dal peggiore e dal pi\u00f9 esacrando de&#8217; culti,isolati fra loro da muri di separazione, non hanno avuto pi\u00f9 n\u00e9 governo, n\u00e9 morale, n\u00e9 patria, n\u00e9 nazione; non sono stati pi\u00f9 n\u00e9 uomini n\u00e9 cittadini: ed i settentrionali popoli, da schiavi ch&#8217;erano, si hanno disputato il dominio di questo delizioso paese, ch&#8217;\u00e8 dimorato in uno stato puramente passivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A&#8217; Camilli, agli Scipioni, a&#8217; Pompei sono succeduti i compassionevoli marchesi, duchi, conti, ecc., i quali colle loro denominazioni grottesche hanno imposto tanto a&#8217; popoli, quanto i primi avevano de&#8217; titoli alla gloria ed alla pubblica stima coll&#8217;ascendente delle loro gesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da per tutto preti e frati, devoti ed ipocriti, oppressori ed oppressi, poveri in gran numero e pochi opulenti, vassalli e baroni, uomini corruttori e corrotti hanno coverta la superficie di cotesti luoghi s\u00ec rinomati: e l&#8217;Italia ha inteso con dolore l&#8217;amaro rimprovero:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dormi, Italia imbriaca, e non ti pesa Ch&#8217;ora di questa gente, ora di quella che gi\u00e0 serva ti fu, sei fatta ancella!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual riparo a tanti mali? Qual rimedio a piaghe s\u00ec profonde? Come imprimere alle depresse ed avvilite fisonomie italiane il soggello dell&#8217;antica grandezza e maest\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno de&#8217; principali mezzi, secondo me, \u00e8 l&#8217;unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 termini il monopolio inglese, e i vili isolani cessino di arricchirsi su le rovine del continente; perch\u00e9 si oppongano argini all&#8217;ambizione dell&#8217;Austria, la Francia abbia una fedele alleata, la condotta della Prussia sia meno equivoca, il gran colosso dell&#8217;impero russo stia immobile ne&#8217; ghiacci del Nord, la Spagna divenga stabile amica della gran repubblica; perch\u00e9, in una parola, vi sia in Europa bilancia politica e si dissecchi la sorgente delle guerre, \u00e8 d&#8217;uopo che l&#8217;Italia sia fusa in un sol governo, facendo un fascio di forze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Realizzandosi questa idea, gl&#8217;italiani, avendo nazione, acquisteranno spirito di nazionalit\u00e0; avendo governo, diverranno politici e guerrieri; avendo patria, godranno della libert\u00e0 e di tutt&#8217;i beni che ne derivano; formando una gran massa di popolazione, saranno penetrati da&#8217; sentimenti della forza e dell&#8217;orgoglio pubblico, e stabiliranno una potenza che non sar\u00e0 soggetta agli assalti dello straniero; giacch\u00e8 guai a quella nazione che per dirigere i suoi affari domestici ha bisogno del soccorso altrui!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il progetto ch&#8217;esce dal fondo del mio cuore. Se le attuali circostanze, se lo spirito di vertigine che agita il dispotismo europeo, lo fanno restare per ora nel mondo delle chimere, mi auguro almeno che verr\u00e0 un giorno in cui sar\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corrumpere et corrumpi saeculum vocatur \u00e8 da applicarsi alla nostra maniera di vivere passata e presente. realizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo pensiero, questo dolce pensiero, \u00e8 il pi\u00f9 gran tributo che un ardente patriota, martire delle persecuzioni, possa porgere in seno dell&#8217;oscurit\u00e0 al benessere dell&#8217;Italia, come l&#8217;abate di Saint-Pierre, nel suo progetto di pace perpetua, lo ha offerto alla prosperit\u00e0 del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo pensiero, nell&#8217;atto che riempie l&#8217;animo della gioia la pi\u00f9 pura, lungi di porgere al mio spirito la rimembranza de&#8217; mali individuali, lo consola presentandogli la prospettiva de&#8217; futuri progressi della cultura, de&#8217; lumi e dell&#8217;indipendenza italiana; lo consola nel fargli considerare che l&#8217;uomo istruito nella scuola delle disgrazie, dopo aver atterrati i suoi nemici, rientrer\u00e0 nel possesso de&#8217; suoi diritti e nella nobilt\u00e0 delle sue prerogative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possano aver ben presto un tal degno prezzo le mie meditazioni, ed i miei voti sulla perfettibilit\u00e0 del genere umano e della mia nazione!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possa l&#8217;effusione de&#8217; miei sentimenti, come la scintilla elettrica, comunicarsi da una estremit\u00e0 del pianeta all&#8217;altra a&#8217; miei simili, e massime a&#8217; miei concittadini, che sono il principale oggetto delle mie affezioni!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Popolo futuro d&#8217;Italia! A te io dedico questo mio travaglio qualunque si sia; giacch\u00e9 a te \u00e8 riserbato di compiere la grand&#8217;opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esperienza de&#8217; tempi scorsi, le lezioni dell&#8217;infelicit\u00e0 de&#8217; tuoi avi, le cure de&#8217; tuoi pi\u00f9 cari interessi, i lumi sempre crescenti della filosofia e della ragione, che ti faranno sentire il ridicolo e l&#8217;odio de&#8217; re selvaggi, la memoria di essere stato il proprio paese spesso esposto alle conquiste, ma non mai interamente soggettato, dandoti il sentimento delle tue forze, ti sproner\u00e0 a rovesciare le barriere che la mano del delitto ha innalzate, ed a solennizzare la gran festa del patto della confederazione, la quale fisser\u00e0 l&#8217;\u00e8ra della tua grandezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Popolo futuro! Se noi travagliamo in seminare nel campo della felicit\u00e0, tu, profittando de&#8217; nostri sudori, ne riporterai un&#8217;ampia messe; se noi ci troviamo in mezzo alle spine della libert\u00e0, tu gusterai la soave gioia di coglierne le rose nel giardino della morale, del costume e della virt\u00f9. Addio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Popolo futuro! Se noi travagliamo in seminare nel campo della felicit\u00e0, tu, profittando de&#8217; nostri sudori, ne riporterai un&#8217;ampia messe; se noi ci troviamo in mezzo alle spine della libert\u00e0, tu gusterai la soave gioia di coglierne le rose nel giardino della morale, del costume e della virt\u00f9. Addio&#8221; (Francesco Lomonaco, Al cittadino Carnot, 1800). AL CITTADINO CARNOT MINISTRO DELLA GUERRA FRANCESCO LOMONACO, PATRIOTA NAPOLETANO RIFUGGITO Cittadino Ministro! Voi avete mostrato del dispiacere di non&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[18,6],"tags":[5213,5214],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Francesco_Lomonaco.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6co","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23832"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23832"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23884,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23832\/revisions\/23884"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}