{"id":23913,"date":"2016-10-15T08:31:39","date_gmt":"2016-10-15T06:31:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23913"},"modified":"2016-10-14T21:37:38","modified_gmt":"2016-10-14T19:37:38","slug":"berlino-come-londra-ridotti-gli-aiuti-sociali-ai-disoccupati-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23913","title":{"rendered":"Berlino come Londra: ridotti gli aiuti sociali ai disoccupati Ue"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Marco Santopadre)<\/strong><\/p>\n<p>A leggere la stampa mainstream l\u2019unico paese europeo in cui si starebbero moltiplicando gli episodi di razzismo e dove il governo starebbe varando misure punitive contro i lavoratori e i cittadini provenienti dal resto del continente sarebbe la Gran Bretagna, in virt\u00f9 ovviamente del voto sulla Brexit che avrebbe improvvisamente trasformato gli inglesi da tolleranti in razzisti. O, al massimo, l\u2019Ungheria di Orban, anche in questo caso perch\u00e9 guidata da un partito &#8220;euroscettico&#8221;.<\/p>\n<p>Ma una notizia arrivata in questi giorni rovescia completamente un quadretto artefatto \u2013 euroscettici intolleranti e razzisti, euro-entusiasti tolleranti e integrazionisti \u2013 che \u00e8 funzionale esclusivamente a sostenere il processo di integrazione europea e non ha alcuna aderenza con la realt\u00e0.<br \/>\nIl governo tedesco ha infatti adottato un progetto di legge che limita in maniera consistente l\u2019accesso alle prestazioni sociali previste dal pacchetto &#8220;Hartz-IV&#8221; finora erogate ai cittadini stranieri, compresi quelli provenienti da altri paesi aderenti all\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Berlino aveva elaborato questo progetto di legge ad aprile, sulle orme proprio di quanto stava facendo l\u2019esecutivo britannico, allo scopo \u2013 si disse \u2013 di ridurre il cosiddetto \u2018turismo sociale\u2019, cio\u00e8 la tendenza dei cittadini provenienti da paesi dell\u2019est e del sud Europa a trasferirsi in Germania allo scopo di usufruire del consistente welfare offerto in maniera indiscriminata. In realt\u00e0, ad una lettura meno superficiale, la nuova legislazione restrittiva serve pi\u00f9 che altro a creare una disparit\u00e0 di trattamento tra i cittadini tedeschi e gli altri, comunitari compresi, in modo da creare un mercato del lavoro stratificato sulla base dei diritti e delle garanzie che possa aumentare la capacit\u00e0 di ricatto da parte degli imprenditori e dello stato. Esattamente come avviene con i cittadini extracomunitari in tutto il continente.<\/p>\n<p>Secondo il testo varato dalla maggioranza \u2013 democristiani e socialdemocratici \u2013 i cittadini europei che risiedono in Germania senza lavorare non avranno pi\u00f9 diritto ad usufruire degli aiuti sociali prima di un soggiorno legale di cinque anni nel paese. In questo modo, al contrario di quanto accadeva finora, saranno costretti ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, accontentandosi di salari e trattamenti inferiori a quelli riservati ai cittadini tedeschi.<\/p>\n<p>\u201cLa regola \u00e8 chiara; chi vive qui, lavora e paga dei contributi ha anche il diritto alle prestazioni del nostro sistema sociale\u201d, ha spiegato il ministro del Lavoro tedesco Andrea Nahles \u2013 esponente socialdemocratica ed ex sindacalista \u2013 dopo l\u2019adozione del suo progetto di legge in Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>La nuova legge \u2013 che segue misure simili adottate negli ultimi due anni in altri paesi del centro e nord Europa \u2013 mira anche a contrastare l\u2019ascesa dell\u2019estrema destra adottando alcuni degli argomenti tipici della propaganda di \u201cAlternativa per la Germania\u201d, che nell\u2019ultimo anno ha visto una netta ascesa dei propri consensi un po\u2019 in tutto il paese.<\/p>\n<p>La controriforma \u2013 che interesser\u00e0 alcune decine di migliaia di lavoratori provenienti da Bulgaria, Romania, Grecia, Italia e Polonia \u2013 \u00e8 stata ampiamente criticata dalle forze di sinistra ed ecologiste e dai sindacati, che considerano incostituzionale negare ai cittadini i mezzi minimi di sussistenza che garantiscano un\u2019esistenza dignitosa. Ma il governo tedesco risponde che era stato il Tribunale di Giustizia dell\u2019Unione Europea ad aprire le porte, nel 2014, ad un indurimento delle norme concedendo alla Germania di escludere dalle prestazioni sociali quei disoccupati che \u201cnon cercano lavoro\u201d. \u201cQuelli che non hanno mai lavorato e dipendono dagli aiuti pubblici devono chiedere le prestazioni sociali nel loro paese d\u2019origine\u201d ha tuonato Andrea Nahles, ex esponente dell\u2019ala sinistra della SPD, che sembra mirare a sottrarre non solo alla Cdu di Angela Merkel, ma alla stessa Alternativa per la Germania argomentazioni che finora sembravano appannaggio delle forze politiche di centrodestra e destra.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2016\/10\/14\/berlino-londra-via-aiuti-sociali-084652\">http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2016\/10\/14\/berlino-londra-via-aiuti-sociali-084652<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Marco Santopadre) A leggere la stampa mainstream l\u2019unico paese europeo in cui si starebbero moltiplicando gli episodi di razzismo e dove il governo starebbe varando misure punitive contro i lavoratori e i cittadini provenienti dal resto del continente sarebbe la Gran Bretagna, in virt\u00f9 ovviamente del voto sulla Brexit che avrebbe improvvisamente trasformato gli inglesi da tolleranti in razzisti. 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