{"id":23940,"date":"2016-10-15T12:20:37","date_gmt":"2016-10-15T10:20:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23940"},"modified":"2016-10-15T12:20:48","modified_gmt":"2016-10-15T10:20:48","slug":"lue-come-avamposto-contro-la-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23940","title":{"rendered":"L&#8217;Ue come avamposto contro la Russia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo)<\/strong><\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Unione Europea? Un avamposto contro i russi. Oggi l\u2019Europa non vive una vita propria ma \u00e8 mero strumento degli americani, i quali vogliono impedire a competitori \u201corientali\u201d, in accordo con alcuni Stati Europei che ancora non hanno abbassato del tutto la cresta, di insidiare la loro egemonia globale.<br \/>\nQuesta funzione dell\u2019Europa \u00e8 evidentissima ai suoi confini. Gli Stati Uniti hanno fatto della cosiddetta Nuova Europa, quella sottratta all\u2019ex impero Sovietico ed annessa alla Nato o alla stessa Ue, il bastione avanzato dei loro interessi in occidente ma anche un elemento di perturbazione degli equilibri generali all\u2019interno del continente. Tutti i tentativi russi di ristabilire un minimo di relazioni cordiali con i satelliti della precedente epoca vanno in malora perch\u00e9 si mettono immediatamente di mezzo gli yankee. E Bruxelles non ha nemmeno la forza di provare qualche mediazione o compromesso per togliere a Washington l\u2019esercizio di questo strapotere sul suo territorio.<br \/>\nCome scrive l\u2019analista Sergey Rekeda, la Russia prova in tutti i modi a superare la diffidenza dei vicini ma i suoi approcci amichevoli vengono vanificati dai pregiudizi delle classi dirigenti di queste nazioni sotto controllo statunitense. La Russia promette investimenti economici? E\u2019 occupazione economica. Vuole costruire un gasdotto? E\u2019 dipendenza energetica. Si sforza di intavolare un dialogo politico? E\u2019 propaganda o tentativo d\u2019infiltrazione di agenti del Cremlino. Le medesime proposte fatte dalla Casa Bianca, a questi membri giovani e sprovveduti dell\u2019Unione, vengono invece accolte senza alcuna discussione. Sono come i consigli che non si possono rifiutare di Don Corleone. Cos\u00ec \u00e8 stato per il dispiegamento di uomini in armi della Nato che hanno preso il posto delle truppe sovietiche nel Baltico o tra gli ex aderenti al Patto di Varsavia. Cambiano i nemici esterni dai quali occorre farsi difendere ma l\u2019occupazione reale \u00e8 sempre dei sedicenti amici.<br \/>\nAl momento, Europa e Russia sono avversarie ma potrebbero presto diventare persino pi\u00f9 ostili allorquando gli Usa decideranno di affrontare sul serio le velleit\u00e0 concorrenziali del Cremlino al suo dominio. Questa ostilit\u00e0 \u00e8, tuttavia, ingiustificata perch\u00e9 non sono i russi il suo problema ma gli americani. Se Bruxelles si pensasse come centro indipendente della politica mondiale (passare dall\u2019ombrello della Nato al colbacco cosacco non rappresenta un\u2019alternativa) troverebbe come principale ostacolo alla sue aspirazioni Washington e non Mosca. Il recupero della sovranit\u00e0 europea non pu\u00f2 avvenire che a scapito di chi oggi la comprime. Non mi pare sia il Cremlino ad impedirle di sviluppare maggiore autonomia decisionale. Anzi, esso tende una mano alle Cancellerie europee al fine agevolare il multipolarismo e rompere la gabbia unipolare statunitense sul mondo. Non lo fa certo per benevolenza nei confronti dell\u2019Europa ma per trovare un alleato che gli copra il fianco nella sua battaglia volta a ricreare una pi\u00f9 ampia area d\u2019influenza. Chi trova un amico indebolisce il nemico o rende pi\u00f9 difficili le sue manovre tese a a fare altrettanto. Purtroppo, chi governa l\u2019Europa si fa dettare la linea da oltre oceano pregiudicando le sue possibilit\u00e0. La recente dottrina strategica europea lo testimonia. In quest\u2019ultima si stabilisce che la deterrenza \u00e8 l\u2019unico modo per approcciarsi al grande vicino slavo e si assecondano le paure dei suoi confinanti che trovano ulteriori pretesti per spillare quattrini alla Comunit\u00e0 o invocare la sicurezza Atlantica. E\u2019 una maniera suicida di affrontare le problematiche in corso che ci separer\u00e0 da Mosca sui dossier decisivi della fase, lasciandoci alla merc\u00e9 dei diktat americani.<br \/>\nPagheremo severamente questa arrendevolezza perch\u00e9 le dinamiche in atto continueranno a produrre effetti destabilizzanti a livello geopolitico, anche in opposizione ai nostri sforzi di ritrovare la stabilit\u00e0, in un panorama internazionale consuetudinario. I processi storici stanno ineluttabilmente cambiando il quadro delle relazioni globali, mettendo in gioco la sopravvivenza di intere zone geografiche. Gli europei sembrano ignorarlo ed hanno ancora la testa rivolta all\u2019indietro, convinti che il loro ruolo possa preservarsi inalterato. Sono l\u2019emblema di una conservazione ormai impossibile. Per\u00f2 il passato non torna anche se, evidentemente, \u201cfrastorna\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/lue-come-avamposto-contro-la-russia\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/lue-come-avamposto-contro-la-russia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo) Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Unione Europea? Un avamposto contro i russi. 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