{"id":23973,"date":"2016-10-16T12:32:06","date_gmt":"2016-10-16T10:32:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23973"},"modified":"2016-10-16T12:36:06","modified_gmt":"2016-10-16T10:36:06","slug":"23973","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23973","title":{"rendered":"Sfatiamo il mito dell&#8217;austerit\u00e0 spagnola"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ECONOPOLY (Francesco Lenzi)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata pubblicata da pochi giorni <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/inevidenza\/documenti\/Nota_di_Aggiornamento_del_DEF_2016_-_Finale.pdf\" target=\"_blank\">la nota<\/a> di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza del 2016. Si pu\u00f2 leggere nelle considerazioni iniziali del Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze che \u201c\u2026 in considerazione delle esigenze di carattere straordinario, il Governo potr\u00e0 utilizzare, ove necessario, ulteriori margini di bilancio sino a un massimo dello 0,4 per cento del PIL per il prossimo anno\u2026\u201d. Come anticipato, quindi, il Governo ha stabilito che, ove necessario, utilizzer\u00e0 ulteriori 0,4 punti di PIL, circa 10 miliardi di euro, di \u201cflessibilit\u00e0\u201d rispetto al quadro programmatico per il 2017.<\/p>\n<p>Il tema della flessibilit\u00e0, la possibilit\u00e0 di sforare gli obiettivi di deficit precedentemente approvati, \u00e8 uno degli argomenti pi\u00f9 ampiamente dibattuto negli ultimi mesi. Il nostro Governo sottolinea come l\u2019Italia abbia sempre rispettato le regole, sempre rispettato i parametri, ma nell\u2019attuale congiuntura abbia bisogno di fare come altri Paesi hanno fatto in passato e continuano a fare. Dall\u2019altra parte si obbietta come non \u00e8 attraverso lo sforamento dei saldi di bilancio che si riesce a crescere, ma \u00e8 piuttosto attraverso il contenimento delle spese che si riescono a fare quei risparmi ed efficientamenti che stimolano la crescita a lungo termine.<\/p>\n<p>A supporto di entrambe le argomentazioni viene spesso citato il caso spagnolo.\u00a0Soprattutto per quanto riguarda il tema dell\u2019austerit\u00e0, intesa come riduzione del saldo primario corretto per il ciclo economico, la Spagna viene spesso indicata come modello da seguire per il successo che le riforme varate prima dal governo Zapatero hanno avuto sulla crescita. La Spagna, infatti, nonostante sia da mesi senza Governo, e sia avviata\u00a0verso nuove elezioni (le terze in un anno) a dicembre, sta registrando da due anni una crescita superiore a tutte le altre grandi economie dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>\u00c8 da chiedersi pertanto se veramente questa performance sia merito dell\u2019austerit\u00e0. Ma soprattutto, se sia corretto considerare la politica economica seguita dalla Spagna nel periodo 2010-2013 veramente austera.\u00a0Partendo da quest\u2019ultimo interrogativo, proveremo a dare una lettura della crescita economica spagnola cercando di individuarne alcune caratteristiche distintive.<\/p>\n<p>Per prima cosa andiamo a vedere se e quanta austerit\u00e0 \u00e8 stata introdotta dal 2010 in poi. Nel grafico 1 sono indicati i dati sulla variazione del saldo primario corretto per il ciclo economico dei Paesi della UE rilevata alla fine del 2013 in relazione al valore registrato nel 2009.<\/p>\n<p><strong>Grafico 1.<\/strong> Variazione del saldo primario del settore pubblico dal 2009 al 2013<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6638\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-1.-saldo-2009_2013-600x552.png\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-1.-saldo-2009_2013-300x276.png 300w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-1.-saldo-2009_2013-600x552.png 600w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-1.-saldo-2009_2013.png 674w\" alt=\"grafico 1. saldo 2009_2013\" width=\"600\" height=\"552\" \/><\/p>\n<p>La Spagna in questa speciale classifica \u00e8 seconda solo all\u2019Irlanda. Se pertanto intendiamo come austerit\u00e0 la semplice riduzione del saldo primario corretto per il ciclo economico, quello che tecnicamente viene definito come processo di consolidamento fiscale, non vi \u00e8 dubbio che il bilancio del settore pubblico spagnolo sia stato, nei 4 anni tra il 2010 ed il 2013, una tra i pi\u00f9 austeri.<\/p>\n<p>Questo tipo di ragionamento per\u00f2 non considera un elemento, a mio avviso, essenziale: il livello di partenza del saldo primario. \u00c8 infatti abbastanza comprensibile come gli sforzi di consolidamento fiscale, da fare per migliorare un determinato saldo primario, dipendano anche dall\u2019entit\u00e0 iniziale del saldo stesso. Introdurre manovre di consolidamento fiscale con un bilancio gi\u00e0 in pareggio tra entrate e spese non \u00e8 uguale rispetto ad introdurle con un bilancio di partenza in deficit di 5 o 10 punti di PIL. Se cos\u00ec non fosse si potrebbe consigliare a ciascun Governo di iniziare nel primo anno aumentando il deficit primario di 10 o 15 punti di PIL per poi ridurlo progressivamente con manovre, appunto, di austerit\u00e0, piuttosto che iniziare subito dal primo anno a ridurre il deficit. Si potrebbe in sostanza consigliare di fare come \u00e8 avvenuto in Spagna.<\/p>\n<p>La cosiddetta austerit\u00e0 spagnola sconta una variazione dal 2006 al 2009 del saldo primario corretto per il ciclo di circa 10 punti. Dal 2006 il bilancio dello Stato spagnolo \u00e8 passato da un surplus primario di circa 2 punti di Pil ad un deficit di circa 8 punti, superato nella EU solo da Grecia e Irlanda.<\/p>\n<p>Se andiamo infatti a riorganizzare la classifica vista in precedenza partendo dal 2006 invece che dal 2009, considerando come punto di partenza l\u2019ultimo anno precedente la \u201cgrande recessione\u201d internazionale, troveremo una realt\u00e0 differente.<\/p>\n<p><strong>Grafico 2.<\/strong> Variazione del saldo primario del settore pubblico dal 2006 al 2013<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6639\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-2.-saldo-2006_2013-600x552.png\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-2.-saldo-2006_2013-300x276.png 300w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-2.-saldo-2006_2013-600x552.png 600w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-2.-saldo-2006_2013.png 674w\" alt=\"grafico 2. saldo 2006_2013\" width=\"600\" height=\"552\" \/><\/p>\n<p>In questa nuova classifica si nota come l\u2019austerit\u00e0 spagnola sia sostanzialmente sparita. Nel 2013 il saldo primario corretto per il ciclo \u00e8 ancora circa 1 punto di PIL pi\u00f9 basso rispetto all\u2019anno precedente la crisi internazionale.<\/p>\n<p>Associare pertanto i termini austerit\u00e0 e consolidamento fiscale pu\u00f2 portare in questo modo a conclusioni molto differenti a seconda del valore iniziale preso in considerazione. Per ovviare a tale inconveniente bisognerebbe, anche nell\u2019analisi macroeconomica, utilizzare il termine austerit\u00e0 associandolo piuttosto al cosiddetto \u201cfar coi propri mezzi\u201d, a comportamenti di finanza pubblica che prevedano una corrispondenza tra entrate e uscite.<\/p>\n<p>Il bilancio pubblico dovrebbe esser considerato tanto pi\u00f9 austero quanto pi\u00f9 vicino all\u2019equilibrio o al surplus tra spese e entrate. Se infatti si considera come fine ultimo dell\u2019austerit\u00e0 quello di contenere l\u2019indebitamento pubblico per instillare maggiore fiducia nella sostenibilit\u00e0 dei conti, non vedo come un bilancio in deficit di 5 o 4 punti (seppur in riduzione) debba essere considerato pi\u00f9 austero di uno in surplus (anche se stabile).<\/p>\n<p>Partendo da questa considerazione, se riorganizziamo nuovamente la classifica vista in precedenza in funzione dei saldi primari annui di bilancio, si pu\u00f2 fornire indicazione di quali Paesi abbiano avuto il bilancio pubblico realmente pi\u00f9 austero, nel quale le entrate hanno equilibrato o superato le uscite.<\/p>\n<p>Nel periodo cumulato dal 2010 al 2014, il periodo nel quale sono state introdotte le varie politiche di consolidamento fiscale, il risultato \u00e8 quello che segue nel grafico 3.<\/p>\n<p><strong>Grafico 3.<\/strong> Saldo primario del settore pubblico cumulato dal 2010 al 2014<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6640\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-3.-saldo-cumulato-600x579.png\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-3.-saldo-cumulato-300x290.png 300w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-3.-saldo-cumulato-600x579.png 600w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-3.-saldo-cumulato.png 673w\" alt=\"grafico 3. saldo cumulato\" width=\"600\" height=\"579\" \/><\/p>\n<p>Il Paese che ha registrato il maggiore deficit primario cumulato \u00e8 stato l\u2019Irlanda, oltre 35 punti di PIL, dovuto in larga parte agli aiuti al settore bancario. Se per\u00f2 consideriamo il saldo strutturale, escludendo pertanto gli interventi una tantum, il Paese che ha registrato il maggior deficit cumulato \u00e8 la Gran Bretagna, anch\u2019esso indicato come uno dei campioni dell\u2019austerit\u00e0. La Spagna ha registrato invece un deficit cumulato di circa 10 punti, che sommato a quello degli anni 2009 e 2008 porta il deficit complessivo nel periodo successivo alla \u201cgrande recessione\u201d a 22 punti di PIL.<\/p>\n<p>Per fare un paragone, nello stesso periodo 2008-2014, l\u2019Italia ha avuto un surplus cumulato di 18 punti, ma si continua a sentir dire che la Spagna ha fatto austerit\u00e0 e l\u2019Italia no.<\/p>\n<p>Considerare l\u2019entit\u00e0 del deficit primario e complessivo, piuttosto che la sua variazione annua in termini di consolidamento fiscale, ci pu\u00f2 aiutare nella lettura della crisi spagnola in un\u2019ottica di recessione da stress di bilancio (<em>balance sheet recession<\/em>) del settore privato, fornendo una possibile spiegazione alla crescita del prodotto degli ultimi trimestri.<\/p>\n<p>Secondo questa chiave di lettura, lo scoppio della bolla immobiliare del 2008 ha impattato sui bilanci delle aziende e delle famiglie secondo lo schema tipico della <em>balance sheet recession<\/em>. Dal 2008 il settore privato, in crisi per eccesso di debito, ha fortemente ridotto i consumi e gli investimenti ed iniziato un lungo percorso di riduzione del livello di indebitamento. Il settore pubblico viceversa, per agevolare ed accelerare tale percorso, non ha mantenuto l\u2019equilibrio di bilancio, ma ha fornito risorse al settore privato incrementando sussidi, consumi e investimenti.<\/p>\n<p>Come abbiamo visto <a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2015\/12\/17\/la-spagna-vota-ecco-i-veri-rischi-che-corre-la-sua-economia-in-ripresa\/\" target=\"_blank\">nel post<\/a> del dicembre scorso a fronte di un aumento del debito pubblico di 40 punti di PIL, il debito privato \u00e8 diminuito di circa la stessa entit\u00e0. Questo elemento, associato alla riduzione dei tassi d\u2019interesse degli ultimi anni, ha permesso di riportare il <em>debt service ratio<\/em> (il rapporto tra spese al servizio del debito e reddito disponibile) delle imprese spagnole ad un livello addirittura inferiore rispetto a quello delle imprese italiane o francesi.<\/p>\n<p>Il miglioramento del <em>debt service ratio<\/em> del settore privato ha quindi rallentato la necessit\u00e0 di ridurre l\u2019indebitamento, il tasso di risparmio del settore privato \u00e8 infatti diminuito, e sono cos\u00ec aumentati consumi e investimenti privati (anche nelle costruzioni), il vero motore della crescita degli ultimi trimestri (figura 4.)<\/p>\n<p><strong>Grafico 4.<\/strong> Contributi alla variazione del PIL<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6641\" src=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-4.-pil-spagna-600x481.png\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-4.-pil-spagna-300x240.png 300w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-4.-pil-spagna-600x481.png 600w, http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/wp-content\/uploads\/sites\/96\/2016\/10\/grafico-4.-pil-spagna.png 673w\" alt=\"grafico 4. pil spagna\" width=\"600\" height=\"481\" \/><\/p>\n<p>Come avevamo evidenziato anche nel post precedente, rimane da capire quanto le condizioni macroeconomiche interne ed esterne che hanno permesso questa particolare forma di <em>deleveraging<\/em> del settore privato a carico del settore pubblico possano essere ancora sostenibili (anche se per il momento non si vedono perturbazioni dal punto di vista dei tassi di interesse o dei conti esteri).<\/p>\n<p>Rimane poi il dubbio su quanto il <em>deleveraging<\/em> del settore privato a carico del pubblico sia riproponibile in altre economie, come ad esempio quella italiana, che non dispongono dello spazio fiscale di cui la Spagna disponeva all\u2019inizio del 2008.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che sia un errore fare maggiore deficit, o maggiore \u201cflessibilit\u00e0\u201d, nelle circostanze particolari in cui il settore privato non contribuisce alla crescita del prodotto, ma che, soprattutto nei Paesi con minore spazio fiscale, l\u2019attenzione dovrebbe essere rivolta tanto all\u2019entit\u00e0 del disavanzo, quanto e soprattutto alla sua qualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2016\/10\/04\/sfatiamo-il-mito-dellausterita-spagnola\/?uuid=tIhoiiUA&amp;refresh_ce=1\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2016\/10\/04\/sfatiamo-il-mito-dellausterita-spagnola\/?uuid=tIhoiiUA&amp;refresh_ce=1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOPOLY (Francesco Lenzi) \u00c8 stata pubblicata da pochi giorni la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza del 2016. 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