{"id":23981,"date":"2016-10-16T12:44:47","date_gmt":"2016-10-16T10:44:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23981"},"modified":"2016-10-16T12:50:37","modified_gmt":"2016-10-16T10:50:37","slug":"la-sindrome-di-versailles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=23981","title":{"rendered":"La sindrome di Versailles"},"content":{"rendered":"<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><em>Un pregevole editoriale del direttore della rivista di geopolitica, che mette in chiaro molti punti caldi dello scenario internazionale, a partire dalla contrapposizione Usa-Russia.<\/em><\/p>\n<p>di <strong>LIMES (Lucio Caracciolo)<\/strong><\/p>\n<p><em>1.<strong> America e Russia <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/il-prossimo-presidente-americano-non-fara-pace-con-la-russia\" target=\"_blank\">sono in guerra<\/a>. Certo non diretta n\u00e9\u00a0<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/scenari-improbabili-di-guerra-calda\" target=\"_blank\">totale<\/a>.<\/strong> Ma nemmeno nuova guerra fredda, come pretende l\u2019opinione corrente. Piuttosto, scontro asimmetrico senza spargimento di sangue proprio ma con ampia effusione di quello altrui \u2013 rispettivi ascari compresi \u2013 nei teatri indiretti di battaglia, quali <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/putin-sta-vincendo-la-partita-siriana\" target=\"_blank\">Siria<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/lucraina-divisa-da-se-stessa\" target=\"_blank\">Ucraina<\/a>. Con intenso bombardamento di propaganda, accompagnato da duelli di spionaggio e disinformazione specialmente accesi nelle <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-guerra-segreta-dei-byte\" target=\"_blank\">profondit\u00e0 del Web<\/a>, a investire beni materiali e immateriali, persino le <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/sommari-rivista\/grandi-giochi-nel-caucaso\" target=\"_blank\">Olimpiadi<\/a> e i <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-coppa-del-mondo-2018-terreno-di-scontro-fra-russia-e-occidente\" target=\"_blank\">Mondiali<\/a> di calcio. <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-guerra-ibrida-che-non-verra\" target=\"_blank\">Guerra ibrida<\/a>, secondo il vago marchio caro agli strateghi. Conflitto irregolare che Washington e Mosca contano di gestire, scongiurandone la degenerazione in partita aperta, a rischio di olocausto nucleare. <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Di che guerra si tratta? Per carpirne la tecnica<\/strong>, conviene riprendere in mano un aureo libretto cinese: <\/em><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788886928519\/qiao-liang\/guerra-senza-limiti.html\" target=\"_blank\">Guerra senza limiti<\/a><em>. Lo scrissero quasi vent\u2019anni fa due inventivi colonnelli dell\u2019Esercito popolare, Qiao Liang e Wang Xiangsui [1]. Per i quali viviamo l\u2019epoca del caos strutturato, descrivibile con la metafora dei frattali. Le guerre tradizionali, intese come collisione simmetrica di masse contrapposte, secondo eleganti movenze euclidee, sono storia. Combattere \u00absenza limiti\u00bb significa rompere le regole e i tab\u00f9 che separano il militare dal civile, le armi dalle non-armi, gli ordigni ipertecnologici delle maggiori potenze dalle bombe umane del terrorismo suicida. La guerra dalla pace. <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/le-guerre-non-scoppiano-piu\">Il <\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/le-guerre-non-scoppiano-piu\">limes<\/a><em><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/le-guerre-non-scoppiano-piu\"> che le separava \u00e8 caduto<\/a>. La pace apparente cela la guerra: fiume carsico che sbocca improvviso in superficie spargendo orrore e distruzione, salvo reimmergersi per lunghi intervalli, nei quali la conflittualit\u00e0 non sar\u00e0 mai del tutto sedata. Il suo percorso sar\u00e0 forse evidente allo sguardo postero dello storico venturo, molto meno alla percezione dello stratega d\u2019oggi, immerso nel surplus d\u2019informazione eccitato dalle nuove tecnologie comunicative.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><em><strong>I colonnelli cinesi derivavano la loro tesi dal terrorismo islamista<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/guerra-senza-limiti\" target=\"_blank\">modello di guerra senza limiti<\/a>, contro il quale la panoplia bellica della superpotenza Usa, accecata dalla superiorit\u00e0 tecnologica, si sarebbe svelata inservibile. Anticipando l\u2019attacco alle Torri Gemelle, annotavano: \u00abUn bel mattino la gente si sveglier\u00e0 per scoprire con sorpresa che alcune cose gentili e carine hanno cominciato ad assumere caratteristiche offensive e letali\u00bb[2]. Quell\u2019approccio sovversivo della cultura strategica stabilita, non solo in Occidente, potrebbe rivelarsi altrettanto profetico se applicato allo scontro fra Stati Uniti e Federazione Russa. Ma la taglia geopolitica e militare dei due contendenti \u00e8 tale per cui il deragliamento della loro competizione verso lo scontro \u00abfuori tutto\u00bb ridurrebbe la memoria dell\u201911 settembre \u2013 l\u2019evento pi\u00f9 sopravvalutato della storia contemporanea \u2013 a deprecabile episodio di cronaca nera. <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Di tanta minaccia sono consapevoli le \u00e9lite pi\u00f9 avvertite<\/strong> in Russia, in America e nel resto del mondo. Allo stesso tempo, i decisori politici \u2013 mai tanto screditati, almeno in Occidente \u2013 sembrano mutarsi in osservatori, quasi fossero rassegnati all\u2019impossibilit\u00e0 di governare i meccanismi della competizione che hanno contribuito a scatenare. Quanto ai militari, sono divisi fra interesse di gilda \u2013 quando tira aria di guerra, piovono soldi e cresce lo status \u2013 e consapevolezza di chi, professionista delle armi, valuta le incognite belliche con cognizione di causa. Nessuno vuole la guerra aperta, salvo qualche pazzo o avventuriero, convinto di vincerla. Quasi tutti sperano che alla fine prevalga l\u2019istinto di conservazione, figlio della razionalit\u00e0. Ma follia e caso hanno mille volte infranto i canoni della logica.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Sicch\u00e9 l\u2019allarme si diffonde su entrambi i fronti e investe la comunit\u00e0 degli analisti<\/strong>, ovvero di quei rabdomanti che per talento e vocazione dovrebbero scandagliare le tettoniche strategiche per tracciarne le probabili derive, nell\u2019ambizione quasi sempre insoddisfatta di educare i decisori. \u00c8 il caso di Sergej Karaganov e George Friedman, che da opposti punti di vista segnalano il medesimo rischio. Per il primo, siamo in modalit\u00e0 prebellica da otto anni, ovvero dalla guerra di Georgia, quando gi\u00e0 \u00abla fiducia fra le grandi potenze tendeva allo zero\u00bb. E \u00abla propaganda che circola adesso ricorda il periodo che precede una nuova guerra\u00bb[3]. Stando a Friedman, \u00abl\u2019ultima volta che il mondo aveva questo aspetto era alla vigilia della seconda guerra mondiale\u00bb. Peggio: \u00abIl pericolo maggiore \u00e8 che apparentemente non vi sono soggetti capaci di arrestare\u00bb le crisi e i conflitti sempre pi\u00f9 intrecciati che coinvolgono le maggiori potenze, dal Medio Oriente all\u2019Ucraina o ai mari cinesi [4].<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il convergente allarme degli analisti russi e americani<\/strong> che nelle fasi critiche contribuiscono ad alimentare le diplomazie parallele o segrete si esprime nel rapporto\u00a0<\/em>Che cosa rende possibile la guerra fra grandi potenze<em>, pubblicato nell\u2019aprile scorso dal Club Valdaj \u2013 gruppo di discussione alimentato da Mosca, nel quale esperti occidentali si confrontano con gli omologhi russi e con i dirigenti del Cremlino, Putin incluso [5]. Firmato da Michael Kofman, del Wilson Center, e Andrej Su\u0161encov, direttore della fondazione che gestisce il Valdaj, il documento statuisce: \u00abLa probabilit\u00e0 di una guerra fra grandi potenze continua a crescere nell\u2019attuale ambiente internazionale, e\u00a0<\/em>soprattutto preoccupa l\u2019alta probabilit\u00e0 che possa emergere in modo inatteso<em>\u00bb (tondo nostro,\u00a0n.d.r.)\u00bb[6]. Inoltre, \u00abun conflitto sarebbe difficilmente localizzato, giacch\u00e9 a provocarlo serve da subito un\u2019escalation orizzontale e verticale, in modo da assicurare il successo di questa o quella potenza\u00bb [7]. <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Sintomi della minaccia sono l\u2019inclinazione a ricorrere pi\u00f9 facilmente alla forza<\/strong>, tanto che \u00abil mondo deve di nuovo preoccuparsi di rilevanti conflitti fra Stati\u00bb,\u00a0alimentati \u00abda nuove capacit\u00e0 militari\u00bb [8]. Echeggiando i colonnelli cinesi, il gruppo di lavoro russo-americano osserva \u00abuna chiara tendenza ad allontanarsi dalle regole di guerra in senso stretto o dall\u2019esistenza di qualsiasi tangibile separazione fra pace e guerra\u00bb[9]. Anche perch\u00e9 il campo di battaglia si \u00e8 esteso allo spazio, al cyberspazio, all\u2019intero spettro elettromagnetico. I primi bersagli della grande guerra saranno le infrastrutture elettroniche di comando e controllo, quelle energetiche, finanziarie e di informazione (a cominciare dai cavi sottomarini di Internet). Conclusione: \u00ab\u00c8 certo che per vincere, anche in una conflagrazione regionale, le grandi potenze dovranno distruggere parti importanti del mondo moderno da cui tutti gli Stati dipendono. Sicch\u00e9 ogni conflitto produrr\u00e0 smisurate conseguenze globali\u00bb[10].<\/em><\/p>\n<p><strong>continua a leggere qui<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-sindrome-di-versailles\">http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-sindrome-di-versailles<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>l&#8217;editoriale fa parte del nuovo numero mensile di Limes &#8220;Russia-America, la pace impossibile&#8221; ed \u00e8 possibile leggerlo per intero solo se abbonati a limesonline o al cartaceo. Ne vale la pena.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un pregevole editoriale del direttore della rivista di geopolitica, che mette in chiaro molti punti caldi dello scenario internazionale, a partire dalla contrapposizione Usa-Russia. di LIMES (Lucio Caracciolo) 1. America e Russia sono in guerra. Certo non diretta n\u00e9\u00a0totale. Ma nemmeno nuova guerra fredda, come pretende l\u2019opinione corrente. 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