{"id":24068,"date":"2016-10-17T16:04:47","date_gmt":"2016-10-17T14:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24068"},"modified":"2016-10-17T16:04:47","modified_gmt":"2016-10-17T14:04:47","slug":"franco-russo-no-alla-democrazia-maggioritaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24068","title":{"rendered":"Franco Russo: \u201cNO alla democrazia maggioritaria\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Radio citt\u00e0 aperta)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vorrei partire dal Quaderno del Forum diritti lavoro \u2013 Italia Repubblica Precaria \u2013 perch\u00e9 mi ha colpito sia il titolo del tuo articolo, \u201cLa rottura del Patto Costituzionale\u201d, sia il sottotitolo \u201cla rottura del patto sociale frutto delle politiche liberiste va insieme alla rottura del patto costituzionale. La regressione dei diritti del lavoro e sociali va insieme alla regressione della democrazia rappresentativa\u201d. Mi sembra che questo sia gi\u00e0 di per s\u00e9 una fotografia delle due giornate del 21 e 22, che daranno poi l\u2019avvio alla campagna nazionale per il No. E\u2019 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 proprio cos\u00ec. Nel senso che il 21 e il 22 di ottobre ci sar\u00e0, indetto dall\u2019Usb e da altri sindacati di basi come l\u2019Unicobas, l\u2019Usi ed altri, lo sciopero, appunto, che mette al centro la difesa dei diritti sociali, la difesa del lavoro e il No alla controriforma di Renzi e quindi d\u00e0 una connotazione molto forte, in termini di rivendicazioni sociali e di difesa soprattutto dei diritti sociali contenuti nella nostra carta costituzionale. Il pomeriggio probabilmente riusciremo a fare un\u2019accampata in cui discuteremo, sempre di questi temi che tu hai sintetizzato, in un\u2019assemblea in piazza San Giovanni accompagnata da un\u2019assemblea sull\u2019Unione europea. Il giorno dopo daremo vita ad un corteo nelle vie della citt\u00e0, da San Giovanni a Santi Apostoli, in cui mobiliteremo, cercheremo di mobilitare, naturalmente, i settori di lavoratori pubblici e privati, i lavoratori precari, i giovani e, naturalmente, speriamo tutti quegli organismi, quelle associazioni, quei gruppi, che danno vita a conflitti territoriali.<\/p>\n<p>Quindi noi vogliamo fare una campagna per il No carica di contenuti sociali, che non \u00e8 una cosa astratta ma \u00e8 molto concreta nel senso che vogliamo mettere al centro della nostra battaglia anche la critica alla revisione dell\u2019art. 81 \u2013 gi\u00e0 fatta dai governi Monti sostenuti sia da Berlusconi che da Bersani, ricordiamocelo sempre. L&#8217;art. 81, mettendo in Costituzione il pareggio di bilancio impone di fatto una limitazione alla fruizione dei diritti sociali.<\/p>\n<p>Come dice il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli: quando c\u2019\u00e8 un diritto sociale statuito in Costituzione, il legislatore, cio\u00e8 il Parlamento, non pu\u00f2 che legiferare per predisporre le risorse e le organizzazioni (penso alla scuola pubblica, alla sanit\u00e0, al problema della casa o allo stesso reddito di cittadinanza) per soddisfare questi diritti sociali. Con l\u2019art. 81 si viene a colpire invece questa possibilit\u00e0 e con la controriforma Renzi andiamo ancor di pi\u00f9 avanti, perch\u00e9 con l\u2019art. 117 si configura una centralizzazione del potere proprio nelle questioni sociali, dal diritto del lavoro alla questione dell\u2019abitare, al territorio per cui il governo, che sar\u00e0 sostenuto dalla sua maggioranza eletta con l\u2019Italicum. Perlomeno se le cose rimangono cos\u00ec, avremo che la maggioranza di governo disporr\u00e0 della Costituzione nel senso che i diritti sociali saranno sotto sua giurisdizione assoluta.<\/p>\n<p><strong>Oggi c\u2019\u00e8 un sondaggio sul Corriere della Sera sul chi, per ora, ha idea di votare s\u00ec e chi ha idea di votare no. Sarebbe in vantaggio il no, ma la cosa pi\u00f9 interessante mi sembra il fatto che da luglio ad oggi il No \u00e8 stabile mentre il S\u00ec continua a calare. A luglio era al 26%, oggi \u00e8 al 23%, mentre il No \u00e8 stabile al 25%. La cosa interessante \u00e8 che emerge una differenza tra il nord e il sud\u2026<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Sono molti pi\u00f9 i No nel sud, cos\u00ec anche nel centro, nel centro sud, che non nel nord. In particolare sono tanti i S\u00ec nel Nord-ovest dell\u2019Italia. Quindi anche da qui sembra emergere un collegamento con la situazione sociale\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Beh, sicuramente il voto del sud significa che l\u2019Italia \u00e8 in sofferenza, soprattutto nelle zone dove tradizionalmente purtroppo si concentrano disoccupazione, redditi bassi, vera e propria povert\u00e0, lavori precari, oltre che una gestione dei servizi pubblici disastrosa. Questo ci deve per\u00f2 spingere a continuare a fare un lavoro di informazione nelle zone del sud per consolidare questo voto contro la \u201cdeforma\u201d voluta da Boschi e Renzi. E dobbiamo fare invece uno sforzo perch\u00e9 naturalmente sappiamo che nel nord-ovest e nel nord in generale \u00e8 concentrata invece una gran massa di settori popolari di lavoratori, di lavoratori precari. Per questo dico che comunque \u00e8 il segno che noi dobbiamo fare uno sforzo perch\u00e9 nelle zone dell\u2019Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia dove, ripeto, sono concentrati settori operai molto forti, questi settori non solo non vadano a votare, cio\u00e8 si astengano, ma invece votino No.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 quindi proprio lo sciopero e la manifestazione del 22, perch\u00e9 ci vogliamo proprio rivolgere a questi settori per dialogare con loro, per informarli e, naturalmente, sapere le loro opinioni. Infatti abbiamo anche fatto degli incontri proprio specificamente con l\u2019Usb, l\u2019Unione sindacale di base, una serie di assemblee, punti di informazione rivolti nei luoghi del lavoro pubblico e del lavoro privato, perch\u00e9 noi dobbiamo vincere in tutta Italia portando al voto non solo per battere il governo ma per battere soprattutto i suoi disegni liberisti che in questi anni hanno massacrato il lavoro col job acts, il lavoro a tempo determinato, il famoso decreto Poletti e le sue politiche. Politiche che, apparentemente, si \u201cscontrano\u201d con l\u2019Unione europea, cui chiede semplicemente la miseria di uno 0,1-0,2% di deficit in pi\u00f9 rispetto al Pil, per poter fare alcune politiche di intervento pubblico. Che poi sarebbero, come abbiamo letto in questi giorni, la sostanziale approvazione del finanziamento per il ponte sullo stretto di Messina come se, appunto, si potesse riconquistare il voto del sud con una grande opera che distrugge il territorio, l\u2019ambiente, senza portare lavoro.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima cosa. Si spinge molto, in televisione, su \u201ccome \u00e8 bella questa proposta\u201d, la cosiddetta democrazia maggioritaria. Ma esiste? Mi sembrano due parole che vadano poco d\u2019accordo una con l\u2019altra\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Esatto. Io sono d\u2019accordo con te, nel senso che la democrazia ormai \u00e8 democrazia costituzionale, cio\u00e8 non \u00e8 che noi eleggiamo un parlamento e, soprattutto, un capo del governo il quale pu\u00f2 disporre a suo piacimento, a sua volont\u00e0, di ogni cosa. Purtroppo con questa riforma costituzionale e anche con la disgraziata revisione dell\u2019art. 81, ci\u00f2 potrebbe avvenire. Ovviamente questo che dovrebbe essere un ossimoro \u2013 \u201cdemocrazia maggioritaria\u201d \u2013 diviene invece realt\u00e0, nel senso che non sar\u00e0 la maggioranza a decidere; ma semplicemente la maggioranza delegher\u00e0, affider\u00e0 il potere supremo al capo del governo e alla sua lista o al suo partito o alla sua coalizione. Non a caso Renzi, se pure dice di voler rivedere l\u2019Italicum, non vuole per\u00f2 mettere in discussione la finalit\u00e0 maggioritaria della legge elettorale.<\/p>\n<p>Per questo io penso che noi dobbiamo diffonderci nel discutere, nel far comprendere bene la distorsione che il maggioritario, come sistema elettorale, apporta alla democrazia. Perch\u00e9 lungi dal darle effettiva vita, lungi dal realizzarla, invece la manomette con inserimenti plebiscitari nelle istituzioni.<\/p>\n<p><strong>Bene noi ti ringraziamo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>No, grazie mille a voi e mi complimento per questa vostra idea di fare giorno per giorno la discussione sulla controriforma. Spero voi possiate interpellare costituzionalisti molto pi\u00f9 esperti di me nel disaminare, nel disarticolare punto per punto tutto la controriforma.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/17\/franco-russo-no-alla-democrazia-maggioritaria-084733\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/17\/franco-russo-no-alla-democrazia-maggioritaria-084733<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Radio citt\u00e0 aperta) Vorrei partire dal Quaderno del Forum diritti lavoro \u2013 Italia Repubblica Precaria \u2013 perch\u00e9 mi ha colpito sia il titolo del tuo articolo, \u201cLa rottura del Patto Costituzionale\u201d, sia il sottotitolo \u201cla rottura del patto sociale frutto delle politiche liberiste va insieme alla rottura del patto costituzionale. La regressione dei diritti del lavoro e sociali va insieme alla regressione della democrazia rappresentativa\u201d. 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