{"id":24163,"date":"2016-10-19T08:30:30","date_gmt":"2016-10-19T06:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24163"},"modified":"2016-10-18T15:24:06","modified_gmt":"2016-10-18T13:24:06","slug":"il-caos-in-europa-e-il-sistema-monetario-imperfetto-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24163","title":{"rendered":"Il caos in Europa e il sistema monetario imperfetto (2\u00aa parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT (William Mitchell)<\/strong><\/p>\n<p>La nuova macroeconomia dei consensi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la BCE non ha ritirato liquidit\u00e0 dalle banche tedesche (come ha fatto alla Grecia nel mese di giugno 2015) per aver deliberatamente violato le regole della zona euro?<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessaria una risposta.<\/p>\n<p>Il 14 marzo 2016, Barry Eichengreen e Charles Wyplosz hanno delineato le loro Condizioni minime per la sopravvivenza dell\u2019euro.<\/p>\n<p>All\u2019inizio essi rifiutano il racconto mainstream, che vede nella creazione di un\u2019unione politica per completare l\u2019unione economica la via da seguire.<\/p>\n<p>Essi ritengono che l\u2019integrazione politica, se mai fosse possibile, richieder\u00e0 un tempo molto pi\u00f9 lungo di quello \u201cnecessario per la sopravvivenza dell\u2019euro\u201d.<\/p>\n<p>Loro stimano che \u201cprobabilmente la crisi esistenziale dell\u2019euro sar\u00e0 risolta, in un modo o nell\u2019altro, ben prima di raggiungere l\u2019obiettivo politico\u201d.<\/p>\n<p>La mia ricerca sarebbe d\u2019accordo con questa valutazione.<\/p>\n<p>Nel mio ultimo libro, Eurozone Dystopia: Groupthink and Denial on a Grand Scale [1] (pubblicato nel maggio 2015), ho descritto diversi modi in cui la zona euro potrebbe sopravvivere.<\/p>\n<p>Un modo potrebbe essere quello di creare un vero e proprio sistema federale, come quello che abbiamo in Australia o che troviamo negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Le principali armi della politica e le capacit\u00e0 del governo federale (cio\u00e8 il Tesoro e le funzioni della banca centrale) sono allineate al livello corretto, il che significa che il governo nazionale eletto ha autorit\u00e0 legislativa sulla banca centrale.<\/p>\n<p>Il Governo nazionale, in tal modo, ha sempre la capacit\u00e0 finanziaria con cui rimediare agli effetti che conseguono da una spesa asimmetrica nell\u2019ambito territoriale di sua competenza.<\/p>\n<p>Le regioni del sistema federale escludono, pi\u00f9 o meno, che i trasferimenti redistributivi tra di loro saranno gestiti al fine di soddisfare gli obiettivi nazionali dal governo federale.<\/p>\n<p>Le persone in queste regioni si identificano con la \u201cNazione\u201d nel suo insieme prima ancora che come appartenenti alla regione. Non molto tempo fa, ho chiesto a due amici europei con quale identit\u00e0 regionale si presentassero, e la risposta \u00e8 stata: olandese e italiana. Non europea. Mi hanno posto la stessa domanda; ovviamente, ho risposto australiano (non lo Stato in cui sono nato o lo Stato in cui vivo principalmente).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 molto significativo.<\/p>\n<p>L&#8217;\u201dEuropa\u201d non c\u2019\u00e8 davvero. Il primo decennio dell\u2019UME [2] ha visto gli Stati membri crescere per proprio conto, nonostante tutte le analisi degli anni \u201990 del secolo scorso secondo cui l\u2019unione monetaria avrebbe portato alla convergenza economica.<\/p>\n<p>Il grafico qui sopra ci mostra quanto sia minima la convergenza.<\/p>\n<p>Attualmente, in sostanza, a dominare \u00e8 l\u2019ideologia fiscale tedesca, che di certo \u00e8 estrema. Ma, come Eichengreen e Wyplosz notano nel loro articolo, \u201cGli Stati membri dell\u2019UE hanno preferenze profondamente diverse in materia di politica fiscale\u201d.<\/p>\n<p>Gli Stati membri dell\u2019UE hanno atteggiamenti molto diversi nei confronti della politica sociale, della politica culturale e di altri aspetti che influenzano il loro atteggiamento nei confronti di ci\u00f2 che si aspettano dai loro Governi nazionali.<\/p>\n<p>Con la moneta unica, queste differenze vengono soppresse dalle ferree leggi stabilite dalla Germania. In molti Stati membri, le conseguenze sono state disoccupazione di massa ed instabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Tuttavia i Tedeschi hanno una particolare maniera culturale di assimilare i risultati economici e di tollerare la soppressione dei salari reali, l\u2019aumento dei tassi di povert\u00e0 e tutto il resto. La capacit\u00e0 tedesca di accogliere l\u2019austerity \u00e8 del tutto eccezionale (e lo intendo in senso atipico, piuttosto che in senso lato).<\/p>\n<p>Anche la macchina industriale tedesca \u00e8 senza pari \u2013 ancora una volta, atipica.<\/p>\n<p>N\u00e9 i valori sociali n\u00e9 il modello basato sulle esportazioni, che definisce la Germania moderna, possono eventualmente rappresentare un modello da seguire per gli altri Paesi.<\/p>\n<p>Quindi, senza la macchina industriale, l\u2019austerit\u00e0 diventa intollerabile e genera instabilit\u00e0 sociale, depressione e altre malattie psicologiche (con elevati tassi di suicidio) e [cresce] la probabilit\u00e0 che emergano comportamenti ed atteggiamenti estremi.<\/p>\n<p>Nessuna unione politica sar\u00e0 sufficiente a correggere i drammatici difetti progettuali generati dal Trattato di Maastricht.<\/p>\n<p>Di conseguenza, io continuo ad essere un sostenitore di un ordinato smantellamento dell\u2019unione monetaria e del ripristino della sovranit\u00e0 monetaria nazionale a livello di [ogni] Stato membro.<br \/>\nCome ho descritto nel mio libro sull\u2019Eurozona, se Bruxelles non pu\u00f2 accettare un tale processo di riforma (io uso [il termine] riforma per indicare un miglioramento), allora i cittadini dei singoli Stati membri dovrebbero esigere dai loro Governi di uscire unilateralmente dal disastroso sistema. Nel libro ho fornito un modello per una strategia del genere.<\/p>\n<p>Anche se Eichengreen e Wyplosz sono d\u2019accordo (pare) sull\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019unione politica significativa, pensano ancora che la zona euro possa essere salvata se fossero soddisfatte quattro condizioni minime:<\/p>\n<p>1. \u201cuna normale banca centrale in grado di perseguire un obiettivo d\u2019inflazione flessibile e di sostenere i mercati finanziari, proteggendo cos\u00ec la zona euro dalle crisi che potenzialmente si autoinfligge\u201d.<\/p>\n<p>Essi concludono che la BCE sostanzialmente non ha svolto \u201cqueste funzioni\u201d ed elencano vari fallimenti, tra cui l\u2019aumento degli interessi nel 2008 e nel 2011, le minacce \u201cdi porre fine all\u2019assistenza attraverso la concessione di liquidit\u00e0 d\u2019emergenza all\u2019Irlanda nel 2010 \u2013 a meno che il suo Governo non si fosse impegnato in un piano di salvataggio e non avesse concordato un programma di austerit\u00e0 e di ricapitalizzazione bancaria\u201d \u2013 e il disastroso fallimento nel dare \u201cassistenza con liquidit\u00e0 alla Grecia nel 2015\u201d.<\/p>\n<p>In questi ultimi casi, la BCE ha agito pi\u00f9 come un ricattatore che come una banca centrale responsabile.<\/p>\n<p>I Tedeschi, comunque, non accetteranno mai che la BCE operi come una vera banca centrale e supporti le posizioni fiscali richieste dagli Stati membri.<\/p>\n<p>2. \u201cUna seconda condizione minima per la sopravvivenza dell\u2019euro \u00e8 il completamento dell\u2019unione bancaria europea\u201d. Ho evidenziato prima che la recente politica bancaria \u00e8 un disastro.<br \/>\nLa Germania ha obbligato gli altri Stati membri ad evitare la creazione di un sistema comune di garanzia bancaria. Allo stesso tempo, gli Stati membri, dato che non hanno la capacit\u00e0 di emettere valuta, non sono in grado di salvare le proprie banche qualora fosse necessario.<\/p>\n<p>In altre parole, non ci sono vere e proprie tutele che evitino un grave collasso bancario. Un semplice schema di garanzia \u201cfederale\u201d sarebbe stato sufficiente, se sostenuto dalla capacit\u00e0 di emissione di valuta della BCE.<\/p>\n<p>\u00c8 un ponte troppo distante per la zona euro (vittima di bullismo da parte della Germania), quindi la situazione resta cronicamente a rischio. Sono stati fatti davvero pochi progressi negli 8 anni di crisi.<\/p>\n<p>Eichengreen e Wyplosz dicono che:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Alcuni Paesi, in particolare la Germania, si preoccupano del fatto che gli altri Paesi membri tenderanno ad andare ancora pi\u00f9 a fondo (come esempio, i commentatori tedeschi citano regolarmente la Grecia). Rifiutano la mutualizzazione dell\u2019assicurazione dei depositi, che costituirebbe un trasferimento fiscale de facto. La risposta \u00e8 suddivisa in tre parti. In primo luogo, la stabilit\u00e0 del sistema bancario \u00e8 un bene pubblico prezioso assoggettato ad un aumento sufficiente dei rendimenti, tale da garantire la centralizzazione della funzione di assicurazione dei depositi [3]. In secondo luogo, tutti gli Stati membri, non ultima la Grecia, sono tenuti ad implementare le nuove regole di risoluzione dell\u2019unione bancaria per limitare la responsabilit\u00e0 dei contribuenti. In terzo luogo, si tratta di una mutualizzazione limitata e specifica dei poteri fiscali mirata ad uno specifico problema finanziario intimamente connesso con l\u2019unione monetaria, non della completa centralizzazione del controllo fiscale a livello dell\u2019UE o dell\u2019Eurozona&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019unico modo per ripristinare la sicurezza bancaria \u00e8 che gli Stati membri recuperino la capacit\u00e0 fiscale necessaria a salvaguardare i depositi. Questo non accadr\u00e0, pertanto le banche rimangono centri di rischio e di instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>3. Per \u201crinazionalizzare la politica fiscale \u2026 La storia di fantasia secondo cui la politica fiscale pu\u00f2 essere centralizzata dovrebbe essere abbandonata, e la zona euro dovrebbe riconoscere che, dopo aver abbandonato le politiche monetarie nazionali, il controllo nazionale della politica fiscale \u00e8 ancora pi\u00f9 importante per la stabilizzazione.\u201d<br \/>\nScrivono che \u201cl\u2019unione monetaria senza unione fiscale non funziona\u201d. Tutte le cosiddette \u201criforme\u201d [messe in atto] da quando c\u2019\u00e8 la crisi (le modifiche al Patto di Stabilit\u00e0, il Six Pack, il Two Pack, ecc.) hanno fallito.<\/p>\n<p>Eichengreen e Wyplosz dicono che:<\/p>\n<p>&#8220;<em>L\u2019unica cosa che queste misure hanno in comune \u00e8 che non funzionano<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Essi riconoscono che \u201cgli Stati membri dell\u2019UE hanno preferenze in materia di politica fiscale profondamente diverse. Essi sono riluttanti a mutualizzare il gettito fiscale o a delegare alla Commissione e al Parlamento europeo le decisioni sulle politiche fiscali nazionali\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, essi in realt\u00e0 non ci dicono come dovrebbe funzionare, considerando il fatto che gli Stati membri non hanno la capacit\u00e0 di emissione di valuta che consentirebbe loro di supportare grandi deficit qualora fossero necessari.<\/p>\n<p>Infatti, essi suggeriscono che i Governi degli Stati membri dovrebbero essere limitati nelle loro decisioni di spesa dalla \u201cdisciplina di mercato\u201d, che in realt\u00e0 non risolve nulla. Lo dico perch\u00e9 i mercati sono abbastanza intelligenti da capire che ogni Stato membro comporta un rischio di credito su ogni debito che emette, cosa che limita la scala d\u2019azione.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto nel 2010 il modo in cui i mercati obbligazionari valutano il rischio di credito \u2013 Grecia, Portogallo, quindi dell\u2019Italia \u2013 improvvisamente hanno sperimentato rapidi aumenti dei rendimenti da offrire sul proprio debito, che, senza l\u2019intervento della BCE, avrebbero mandato ciascuno di loro in bancarotta.<\/p>\n<p>\u00c8 molto probabile che i limiti di sopportazione degli investitori obbligazionari privati \u200c\u200cabbiano un effetto sui livelli di deficit, che non sarebbero sufficienti a stabilizzare efficacemente la crescita economica e i livelli occupazionali nel caso di un duro collasso della spesa privata (analogamente alla crisi finanziaria globale, CFG).<\/p>\n<p>4. \u201cL\u2019eliminazione \u2026 [del debito pubblico] \u2026 in eccesso \u00e8 \u2026 la nostra quarta condizione necessaria per la sopravvivenza della moneta unica\u201d. Gli autori raccomandano, per tale ristrutturazione del debito, un \u201capproccio onnicomprensivo coordinato a livello centrale\u201d.<\/p>\n<p>Cosa significa?<\/p>\n<p>In sostanza, la BCE deve solo cancellare tutto il debito pubblico pendente ed usare la sua capacit\u00e0 di emissione di valuta per finanziare i deficit di bilancio necessari a ristabilire e sostenere la crescita.<\/p>\n<p>Vi prego di leggere il mio blog OMF \u2013 paranoia for many but a solution for all [4] per un\u2019ulteriore discussione su questo punto.<\/p>\n<p>La BCE ritiene che i tassi d\u2019interesse negativi e l\u2019alleggerimento quantitativo siano sufficienti a compiere il suo ruolo di emettitore di valuta. \u00c8 profondamente errato.<\/p>\n<p>Vi prego di leggere il mio blog The ECB could stand on its head and not have much impact [5] per un\u2019ulteriore discussione su questo punto.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che i Tedeschi non permetteranno mai alla BCE di svolgere il ruolo che dovrebbe giocare in quanto emettitore della valuta. Il risultato saranno una stagnazione ed una deflazione persistenti.<\/p>\n<p>La risposta tedesca \u00e8 esemplificata nel rapporto Causes of the Eurozone Crisis: A nuanced view [6], che vuole introdurre quello che chiamano \u201cMaastricht 2.0\u201d.<\/p>\n<p>Si veda anche Consequences of the Greek Crisis for a More Stable Euro Area: Special Report [7], pubblicato nel luglio 2015 dal Consiglio Tedesco degli Esperti Economici.<\/p>\n<p>Vi far\u00e0 piangere!<\/p>\n<p>Propongono due possibili percorsi:<\/p>\n<p>Primo, \u201cIl trasferimento della sovranit\u00e0 fiscale ed economica a livello europeo e, contemporaneamente, la completa assunzione di una responsabilit\u00e0 congiunta da parte dei partner europei\u201d.<\/p>\n<p>Ma questa \u201cautorit\u00e0 decisionale centrale\u201d avrebbe \u201cil potere di imporre aumenti fiscali, tagli alla spesa e riforme strutturali\u201d in ciascuno Stato membro.<\/p>\n<p>Per le stesse ragioni, come ho sottolineato sopra, essi rifiutano questa opzione.<\/p>\n<p>Concludono dicendo che \u201c\u00e8 molto improbabile che un trasferimento della sovranit\u00e0 fiscale ed economica a livello europeo legittimato in maniera democratica si realizzer\u00e0 a breve.<\/p>\n<p>Qualsiasi implementazione parziale di questa opzione, tuttavia, con un sostanziale controllo nazionale residuo vis-\u00e0-vis, sarebbe lo scenario peggiore di tutti\u201d.<\/p>\n<p>Quindi, come seconda [opzione] propongono:<\/p>\n<p>Continuare con la sovranit\u00e0 nazionale in materia di politica fiscale ed economica, escludendo qualsiasi responsabilit\u00e0 congiunta sul debito pubblico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa l\u2019applicazione della clausola di non-salvataggio.<\/p>\n<p>E questo richiederebbe, nella loro visione, che:<\/p>\n<p>1. Gli Stati membri dovrebbero \u201csopportare le conseguenze di politiche fiscali insostenibili\u201d, il che significa, in assenza di un aumento del deficit, che un aumento della disoccupazione e della povert\u00e0 fungerebbero da riserve di aggiustamento [del sistema].<\/p>\n<p>Una posizione contraria agli interessi di un popolo.<\/p>\n<p>2. \u201cLa politica fiscale nazionale \u00e8 monitorata sulla base di regole fiscali comuni definite dal Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita e le violazioni sono sanzionate severamente\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la Germania potrebbe continuare a realizzare questi elevati surplus delle partite correnti, ma uno Stato membro subirebbe la sorveglianza e le interferenze da parte dei tecnocrati di Bruxelles (e di Francoforte e di Washington) se osasse incorrere in deficit sufficienti a far calare la disoccupazione nel caso di un dannoso shock della spesa (importato, come nel caso della CFG).<\/p>\n<p>3. \u201cI freni al debito pubblico e il loro monitoraggio prevengono l\u2019accumulo di un debito pubblico eccessivo\u201d. Dunque la restrizione al deficit di bilancio e la spinta al surplus di bilancio, la cui immagine \u00e8 la tendenza ad un maggiore indebitamento privato, sono considerate appropriate.<\/p>\n<p>Questo, pi\u00f9 o meno, riassume la posizione tedesca. Si tratta di un modello insostenibile per la sopravvivenza dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>Anche Eichengreen e Wyplosz sarebbero d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Conclusione<br \/>\nL\u2019Eurozona continuer\u00e0 a sopravvivere solo finch\u00e9 i diritti democratici sono soppressi e la BCE ricatta il Governo dello Stato membro che vuole uscire dal modello dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p>La stagnazione e la dislocazione sociale che seguiranno non possono costituire un modello per una societ\u00e0 stabile in alcuno Stato membro.<\/p>\n<p>Stiamo vedendo la disfunzione ogni giorno \u2013 a volte sono in aumento le persone che si suicidano, altre volte saltano in aria nei terminal aeroportuali.<\/p>\n<p>Note del Traduttore<\/p>\n<p>1.^ La distopia dell\u2019Eurozona: pensiero di gruppo e rifiuto su larga scala<\/p>\n<p>2.^ UME: Unione Monetaria Europea<\/p>\n<p>3.^ La frase originale, di dubbia interpretazione, \u00e8: \u201cFirst, banking stability is a valuable public good subject to sufficiently increasing returns that centralisation of the deposit-insurance function is warranted.\u201d<\/p>\n<p>4.^ OMF \u2013 Paranoia per molti ma una soluzione per tutti<\/p>\n<p>5.^ La BCE potrebbe stare in piedi sulla sua testa e non avvertire molto l\u2019impatto<\/p>\n<p>6.^ Le cause della Crisi dell\u2019Eurozona: Una visione sfumata<\/p>\n<p>7.^ Le Conseguenze della crisi greca per un\u2019Area euro pi\u00f9 stabile: Relazione speciale<\/p>\n<p>Originale pubblicato il 23 marzo 2016<\/p>\n<p>Traduzione a cura di Daniela Corda, Supervisione di Andrea Sorrentino e Maria Consiglia Di Fonzo<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/caos-europa-sistema-monetario-imperfetto-2a-parte\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/caos-europa-sistema-monetario-imperfetto-2a-parte\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (William Mitchell) La nuova macroeconomia dei consensi. 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