{"id":24179,"date":"2016-10-19T11:34:17","date_gmt":"2016-10-19T09:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24179"},"modified":"2016-10-18T22:44:21","modified_gmt":"2016-10-18T20:44:21","slug":"il-respiro-dei-nostri-padri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24179","title":{"rendered":"Il respiro dei nostri padri"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COMEDONCHISCIOTTE (Alceste)<\/strong><\/p>\n<p>Cosa ne sar\u00e0 dei giovani italiani quando i padri e le madri esaleranno l\u2019ultimo respiro?<br \/>\nTempi impensabili aspettano i ventenni, i trentenni e i quarantenni italiani; quelli che, oggi, smanettano allegri in metropolitana o chattano tontoloni passando da un lavoricchio all\u2019altro mentre il Bullo di Firenze (uno dei tanti usurai), tra una barzelletta e l\u2019altra, gli smonta il welfare, il futuro e il loro stesso paese, lentamente, con la sicumera e l\u2019arroganza del vassallo, ogni giorno, bullone dopo bullone, legge dopo legge, comma dopo comma, capoverso dopo capoverso.<\/p>\n<p>Che ne sar\u00e0 di loro?<\/p>\n<p>Possibile che non dimostrino nessuna vera inquietudine?<br \/>\nPossibile che gli sbocchi di bile, un impasto irrazionale di odio cieco e rassegnazione, vengano solo a chi ha gi\u00e0 dato alla vita, come me?<br \/>\nPossibile che nessun giovane ventenne o trentenne o quarantenne si accorga che c\u2019\u00e8 una bestia immane celata nell\u2019ombra del suo destino?<\/p>\n<p>Non provano costoro rabbia \u2013 quella furente depressione che nasce dall\u2019impotenza di fronte ai venduti, ai criminali, ai porci che svendono il territorio, le aspirazioni, la storia, l\u2019arte, il genio e il passato dell\u2019Italia?<br \/>\nNon sanno di essere gi\u00e0 oggi, mentre smanettano sul cellulare perdendo tempo con Le Iene o Crozza o altri buffoni di regime (scene a cui assisto ogni giorno), perdendo tempo con baruffe chiozzotte (l\u2019arresto di Corona!) \u2013 non sanno di essere gi\u00e0 pezzi di carne appesi ai ganci del macello?<\/p>\n<p>Sanno questi ventenni o trentenni o quarantenni gozzovigliatori e stupidi che il filo della loro spensieratezza \u00e8 legato al respiro dei padri e delle madri?<br \/>\nSanno che i loro vecchi sono l\u2019unico ammortizzatore sociale a cui potranno fare ricorso? E che, eliminato quell\u2019amorevole paravento, il futuro (che non potranno intaccare di un micolo perch\u00e9 allora il futuro sar\u00e0 gi\u00e0 presente, inscalfibile come una roccia) li inghiottir\u00e0 nelle fauci per risputarli ancor pi\u00f9 pavidi, rassegnati, impotenti e poveri?<br \/>\nIo leggo e leggo l\u2019infame letteratura italiana di oggi, ma non trovo nessuna paura, nessun timore. Di che parlano questi imbecilli? Nostalgie da liceo, qualche cascame delle lotte comuniste, ciarpame da Beautiful, amoretti da Moccia, fantasy escapista, saggi politicamente corretti, stupidaggini contro la mafia, scemenze assortite.<br \/>\nIn che mondo vivono? Li hanno evirati? Che fanno? Li hanno gli occhi? Tutti in punta di penna o menefreghisti. O arrampicatori sociali, come quel tizio (scrittore ignobile) che, grazie alle lappate di partito, \u00e8 riuscito a arrivare alla dirigenza di un famoso Salone del Libro. Oppure scrittori lounge, come Baricco, facitore di operine inutili, buone per le signore bene che, leggendo lui, credono di accedere al cenacolo dell\u2019arte e non sanno di essere nello stanzino di un imbonitore midcult.<\/p>\n<p>Certo, ogni tanto qualcuno dice la verit\u00e0. Sono sprazzi, per\u00f2, piccoli ritagli in un mare in bonaccia. Ecco uno di quegli sprazzi. \u00c8 il breve estratto da un romanzo di Francesco Maino, Cartongesso. Il protagonista, avvocato quarantenne, \u00e8 il tipico ragazzo cresciuto dei nostri tempi, un pupazzotto postmoderno vien da dire; uno di quelli che va avanti nella vita a forza di inerzia. Un indifferente, amorfo, n\u00e9 carne n\u00e9 pesce. Ha affittato una casetta (la chiama casa B), ma sostanzialmente vive nel cono d\u2019ombra dei genitori (la cosiddetta casa A). \u00c8 l\u2019italiano, pi\u00f9 o meno, di cui prima ho tentato la definizione. Nelle pagine iniziali del romanzo l\u2019autore intercetta fuggevolmente una verit\u00e0. Una verit\u00e0, o forse la verit\u00e0 su tale generazione di futuri poveri e di futuri falliti. Leggiamo:<\/p>\n<p>\u201c<em>&#8230; io non pranzo mai nella casa B, e neppure ceno, se \u00e8 per questo \u2026 Mi faccio una doccia al mattino, metto sui fornelli la pentola della pasta e scaldo l\u2019acqua su fornelli, visto che la caldaia non funziona, col gas faccio solo questo, nel Duemila mi lavo ancora come nell\u2019Ottocento, lo specchio di fronte, appannato, a controllare la decadenza di faccia e pancia. Poi quello che faccio prima di metter piede nello studio legale, con i vestiti vetusti dell\u2019avvocato, \u00e8 entrare nella casa A, l\u2019altare caldo della madre. Percorro il corridoio che separa la cucina dalla camera da letto, come un sagrestano, o un guardaparco della laguna, mi affacci giusto il tempo di verificare se le schiene di mia madre e mio padre, l\u2019una contro l\u2019altra, nel letto del matrimonio pi\u00f9 che trentennale, respirano. S\u00ec. Ci sono. Sono schiene vive. Va tutto bene, mi dico. <\/em><\/p>\n<p><em>Non pensando alla loro fine, non penso alla mia. Respirano, quei due. Sono vivo anch\u2019io. Nel buio che filtra, a gennaio, tra le stecche delle persiane degli anni Settanta, vedo il suono dei respiri, sento il movimento della pancia di mia madre e di mio padre che si alza e si abbassa di pochissimo, come due mantici \u2026 esco e affronto spettinato, disarmato \u2026 il mondo violento della professione dentro l\u2019Italia schiantata \u2026 A pranzo mi scaglio da mia madre, nella casa A. Dipendo da mia madre, inutile girarci intorno \u2026Pago l\u2019affitto della casa B, fingendo una supponente indipendenza \u2026 ma continuo a vivere anche nella casa A, con l\u2019ombelico quarantenne attaccato all\u2019ombelico sessantenne di mia madre. Almeno fino a che mia madre sar\u00e0 viva, cio\u00e8 per sempre. La mia vita \u00e8 tutta qui: una serie ininterrotta di tentativi d\u2019affrancamento dal giogo di mia madre, dalla perentoria autorevolezza di mio padre, che mai abdicher\u00e0, lo so, a mio favore, a favore di suo figlio primogenito \u2026<\/em>\u201c<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la verit\u00e0. Tutti i giovani, la naturale carne da rivoluzione, vive all\u2019ombra dei padri e delle madri. Il loro respiro \u00e8 ci\u00f2 che li tiene in vita, come in una mostruosa placenta. E quando i padri non respireranno pi\u00f9? Cosa far\u00e0 la menefreghista, bella giovent\u00f9? Quando si trover\u00e0 di fronte il notaio che gli succhier\u00e0 via met\u00e0 patrimonio e li abbandoner\u00e0 con uno stipendio da mille euro (se gli va bene) davanti ai grassatori istituzionali, alla sanit\u00e0 inesistente, al welfare inesistente, ai mille balzelli sulla casa, al nuovo mercato libero dei servizi, sempre pi\u00f9 onerosi e truffaldini, all\u2019inefficienza dello Stato, alla complicit\u00e0 omertosa dei sindacati?<\/p>\n<p>Cosa far\u00e0 allora il ventenne che sar\u00e0 trentenne, il trentenne divenuto quarantenne e il quarantenne sulla via del declino fisico?<br \/>\nCosa accadr\u00e0 a tale generazione quando il grasso da tagliare sar\u00e0 esaurito e ognuno, da solo, spietatamente solo, dovr\u00e0 affrontare una societ\u00e0 disastrata, in cui il vecchio ordine, tanto deriso, \u00e8 stato sostituito dall\u2019individualismo pi\u00f9 feroce, dal darwinismo sociale, dal feudalismo plutocratico? In cui dovr\u00e0 rappattumare la propria vita fra supermercati da quattro soldi, legami affettivi insidiati dall\u2019edonismo straccione, perso senza nessun riferimento politico, religioso e culturale?<br \/>\nChiss\u00e0 se fra dieci o vent\u2019anni l\u2019ex giovane, con l\u2019alito fetente per le carie che nessuno gli curer\u00e0 pi\u00f9, ciarler\u00e0 di diritti civili, matrimoni gay, libert\u00e0 un tanto al chilo.<br \/>\nQualcuno mi dice che questo stato di cose, inevitabile, segner\u00e0 un ritorno a sentimenti reali di cambiamento. Alla rivoluzione.<br \/>\nIo, invece, ne dubito.<br \/>\nHo da tempo passato il regno delle sicurezze.<br \/>\nUna volta credevo che la consapevolezza della verit\u00e0 portasse all\u2019azione. Ora non pi\u00f9. Vedo, anzi, che la verit\u00e0, evidentissima, viene accuratamente negata in luogo del rassicurante tepore dei pregiudiz\u00ee.<br \/>\nAllo stesso tempo credo che l\u2019impoverimento generale test\u00e9 descritto recher\u00e0 solo rassegnazione ulteriore.<br \/>\nQuando leggo La Grassa che scrive: \u201cManca una forza durissima in grado di spazzare via tutti i venduti agli Usa \u2026\u201d o qualcun altro parlare di \u201cmitra\u201d e \u201clotta\u201d o quant\u2019altro non posso che sorridere.<br \/>\nNon \u00e8 un sorriso cinico, s\u2019intenda.<br \/>\n\u00c8 disperato.<br \/>\nManca una forza durissima; e mancher\u00e0, caro La Grassa.<br \/>\nPer cambiare serve il mitra, ma soprattutto chi lo imbraccia. E chi lo imbraccer\u00e0 qui da noi? Non si riesce nemmeno a organizzare uno sciopero degno di questo nome!<\/p>\n<p>Stiamo scherzando? Quanti, oggi, fra noi, sanno sparare? E sanno la differenza fra le varie armi? Chi sa come procurarsi munizioni? Esplosivi? E un documento falso? Sapete fare una molotov? Chi conosce il segreto di nascondersi alla macchia? Chi conosce come opera la polizia politica (s\u00ec, c\u2019\u00e8 ancora)? I suoi trucchi? Chi riesce a procurarsi cibo in clandestinit\u00e0? Chi sa spellare un coniglio? Chi sa orientarsi, accendere un fuoco, coltivare un campo? Chi pu\u00f2 vivere senza luce e acqua? Chi possiede nozioni mediche di base? Sapete attivare un timer, una radio, un automobile ferma da anni? Intercettare un telefono? Schermare comunicazioni? Chi \u00e8 in grado di tacere se un tizio dei servizi gli fa saltare dieci denti con un colpo di manganello? Chi sa resistere di fronte alle minacce fisiche alla propria famiglia? \u2026<br \/>\nE non dite che la battaglia non \u00e8 fisica, ma culturale \u2026 in fatto di cultura il sistema ne sa pi\u00f9 di noi. Guardate le visualizzazioni dei video di Lady Gaga \u2026<br \/>\nNo, ne sono certo. Solo un implosione del sistema pu\u00f2 donarci un barlume di speranza.<br \/>\nDa noi non \u00e8 lecito aspettarsi niente.<br \/>\nContinueremo a vivere a spanne, un po\u2019 cialtroni un po\u2019 barricaderi da tastiera. Qualcuno, pi\u00f9 avvertito degli altri, durante l\u2019alta notte, si chiner\u00e0 sui corpi dei padri e delle madri che riposano leggeri; far\u00e0 questo con cautela, furtivo come un ladro, sospeso fra tenera nostalgia e interessata sollecitudine. Vuole sincerarsi disperatamente della regolarit\u00e0 di quel respiro, ultimo baluardo a una realt\u00e0 senza preoccupazioni, lontano dai mostri di ogni giorno.<\/p>\n<p>PS di Alceste<\/p>\n<p>Non mi chiamo Maino, n\u00e9 conosco Maino, n\u00e9 ambisco a fargli pubblicit\u00e0.<br \/>\nHo quarantotto anni.<br \/>\nDisprezzo il termine \u201cbamboccioni\u201d e chi lo usa o lo ha usato<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/comedonchisciotte.org\/respiro-dei-nostri-padri\/\">http:\/\/comedonchisciotte.org\/respiro-dei-nostri-padri\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMEDONCHISCIOTTE (Alceste) Cosa ne sar\u00e0 dei giovani italiani quando i padri e le madri esaleranno l\u2019ultimo respiro? 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