{"id":24261,"date":"2016-10-21T12:00:59","date_gmt":"2016-10-21T10:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24261"},"modified":"2016-10-20T20:50:53","modified_gmt":"2016-10-20T18:50:53","slug":"produttivita-e-occupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24261","title":{"rendered":"Produttivit\u00e0 e occupazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GENNARO ZEZZA<\/strong><\/p>\n<p>Come sa chi segue il mio lavoro, negli ultimi anni non mi sono occupato nei dettagli dell\u2019andamento dell\u2019economia italiana (anche se prevedo di farlo nei prossimi mesi\u2026).<br \/>\nMi ha per\u00f2 stimolato il lavoro di Jacob Assa sulla \u201cfinanziarizzazione\u201d del PIL.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, l\u2019idea \u00e8 che alcune componenti del PIL che sono in gran parte imputate, andrebbero eliminate, in particolare se si intende avere una misura della produzione pi\u00f9 correlelata alla dinamica dell\u2019occupazione. Queste componenti si riferiscono alla finanza e ai servizi abitativi (in inglese FIRE: Finance, Insurance and Real Estate). Jacob riprende il lavoro di Duncan Foley, che suggeriva di togliere dal PIL il valore aggiunto dei settori FIRE, calcolando in questo modo il NFVA (Non-Financial Value Added, o \u201cValore aggiunto non finanziario\u201d). Jacob va oltre, e ritiene che queste misure imputate nel calcolo del PIL non solo non vanno imputate, ma andrebbero sottratte dal valore aggiunto degli altri settori, perch\u00e9 rappresentano un costo, pi\u00f9 che un valore aggiunto. J. Assa chiama questa misura FGDP.<br \/>\n(Per inciso, una discussione tecnica sui dettagli della costruzione del PIL si trova in Capitalism: Competition, Conflict, Crises di Anwar Shaikh).<\/p>\n<p>Ho cos\u00ec scaricato dal database dell\u2019Istat le serie storiche del valore aggiunto e dell\u2019occupazione per l\u2019Italia, e dal database dell\u2019Eurostat alcuni dati per la Germania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24262\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/ch_01-300x211-300x211.jpg\" alt=\"ch_01-300x211\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, uno dei risultati di Jacob trova conferma: una parte non piccola della \u201ccrescita\u201d recente del PIL \u00e8 dovuta ai settori FIRE (Figura 1): fatto 100 il valore aggiunto al 2007, la produzione dei settori Non-FIRE \u00e8 caduta di pi\u00f9 del valore aggiunto totale (tutti i valori sono misurati a prezzi 2010).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24263\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/ch_02-300x211-300x211.jpg\" alt=\"ch_02-300x211\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/p>\n<p>Passando ai dati sull\u2019occupazione, per l\u2019Italia nel periodo 1996-2016 non ho trovato conferma ai risultati di Jacob. Per cominciare, i risultati sono piuttosto diversi se si considera il numero degli occupati, o il numero delle \u201cunit\u00e0 di lavoro\u201d. Queste ultime sono calcolate dall\u2019Istat come posizioni lavorative a tempo pieno: in sintesi, due lavoratori con un contratto part-time al 50% contano come una sola unit\u00e0 di lavoro.<br \/>\nIn Figura 2 si nota come le unit\u00e0 di lavoro siano cadute molto pi\u00f9 del numero degli occupati, e stiano oggi aumentando pi\u00f9 lentamente del numero degli occupati. Evidentemente, con la crisi \u00e8 aumentato il numero di lavoratori a tempo pieno sostituiti (quando va bene!) da lavoratori a tempo parziale.<br \/>\nLa correlazione tra il livello delle unit\u00e0 di lavoro e le misure di produzione di Figura 1 in Italia \u00e8 massima quando si usa il NFVA. Se guardiamo invece ai tassi di crescita, la correlazione rimane pi\u00f9 significativa tra unit\u00e0 di lavoro e valore aggiunto totale.<br \/>\nEsaurita la mia curiosit\u00e0 sulla applicabilit\u00e0 del lavoro di Assa per l\u2019Italia, una nuova curiosit\u00e0 \u00e8 emersa dal confronto tra i due grafici. Se l\u2019occupazione sta crescendo, ma il valore aggiunto ristagna, ci\u00f2 vuol dire che il prodotto per addetto sta diminuendo.<br \/>\nE\u2019 facile verificare, dai dati aggregati, che \u00e8 effettivamente cos\u00ec. Ma a cosa \u00e8 dovuto il calo di produttivit\u00e0? Siamo meno bravi dei tedeschi?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24264\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/ch_03-300x211-300x211.jpg\" alt=\"ch_03-300x211\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/p>\n<p>n Figura 3 ho calcolato il valore aggiunto per addetto, usando i dati dell\u2019occupazione, e non quelli relativi alle unit\u00e0 di lavoro. Effettivamente il prodotto per addetto nel manufatturiero tedesco \u00e8 aumentato di 3,4 punti (secondo trimestre 2016) rispetto al 2007, e quello italiano solo di 1,8 punti, ma le due serie si muovono in modo piuttosto simile: non sembra esserci un abisso nella dinamica della produttivit\u00e0.<br \/>\nSe guardiamo allora a come si \u00e8 modificata la composizione del PIL, notiamo che la Germania ha aumentato, dal 1999 ad oggi, la quota del valore aggiunto manifatturiero (settore ad alta crescita della produttivit\u00e0), mentre per l\u2019Italia questa quota si \u00e8 ridotta, ed \u00e8 aumentata la quota del valore aggiunto dei servizi (settore a bassa crescita della produttivit\u00e0).<br \/>\nPer concludere, l\u2019aumento recente nelle unit\u00e0 di lavoro in Italia non \u00e8 un segnale molto positivo (anche se \u00e8 meglio di niente!) se \u00e8 il risultato di uno spostamento da lavori a tempo pieno in settori a forte crescita della produttivit\u00e0 verso lavori precari nei servizi, a basso valore aggiunto e con una dinamica negativa della produttivit\u00e0.<br \/>\nCome scrivevo all\u2019inizio, questo post \u00e8 il risultato di poche ore di lavoro: un\u2019indagine pi\u00f9 approfondita \u00e8 necessaria, ma mi sembra che fornisca comunque qualche risultato utile alla discussione pubblica sull\u2019efficacia del Jobs Act, ecc.<\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong>:<a href=\"http:\/\/gennaro.zezza.it\">http:\/\/gennaro.zezza.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GENNARO ZEZZA Come sa chi segue il mio lavoro, negli ultimi anni non mi sono occupato nei dettagli dell\u2019andamento dell\u2019economia italiana (anche se prevedo di farlo nei prossimi mesi\u2026). 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