{"id":24309,"date":"2016-10-22T11:00:27","date_gmt":"2016-10-22T09:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24309"},"modified":"2016-10-23T12:03:46","modified_gmt":"2016-10-23T10:03:46","slug":"perche-dobbiamo-lasciare-lunione-europea-spiegato-in-10-punti-lasciare-leuro-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24309","title":{"rendered":"Perch\u00e9 dobbiamo lasciare l&#8217;Unione Europea spiegato in 10 punti: lasciare l&#8217;Euro non basta"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Me MMT (Giulio Betti)<\/strong><\/p>\n<p>1) Perch\u00e9 il diritto dell\u2019Unione Europea prevale sul diritto interno. Questo significa che le leggi ordinarie del Parlamento, i decreti legge, i decreti legislativi e le leggi regionali non possono essere in contrasto con i regolamenti e le direttive dell\u2019Unione Europea. Governo e Parlamento sono in una posizione gerarchica inferiore rispetto all\u2019ordinamento dell\u2019UE.<\/p>\n<p>2) Perch\u00e9 le norme del diritto comunitario possono derogare anche leggi Costituzionali purch\u00e9 non siano norme fondamentali e immodificabili come per esempio i diritti fondamentali dell\u2019ordinamento italiano. Nella pratica per\u00f2 anche i diritti fondamentali, come ad esempio il diritto al lavoro, vengono calpestati a causa dei vincoli di bilancio pubblico imposti dal Trattato di Maastricht e dal Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita.<\/p>\n<p>3) Perch\u00e8 il maggiore progetto dell\u2019Unione Europea \u00e8 la moneta euro, un progetto fallimentare che ci ha assicurato una moneta troppo forte per la nostra economia e una scarsit\u00e0 di liquidit\u00e0 circolante nell\u2019economia reale a causa dei vincoli di bilancio imposti ai singoli stati membri. Citando il nobel Krugman, ci siamo ridotti \u201callo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ci\u00f2 implica\u201d. Tali danni sono disoccupazione a due cifre, povert\u00e0 e disperazione dilagante.<\/p>\n<p>4) Perch\u00e8 versiamo al bilancio dell\u2019Ue molto pi\u00f9 di quanto ci torna indietro tramite fondi europei. Dal 2000 ad oggi abbiamo un saldo negativo totale di 72 miliardi di euro (dati Ragioneria dello Stato). Solo nel 2014 per contribuire al bilancio dell\u2019Ue abbiamo perso 20 milioni di euro al giorno provenienti dalle tasse di noi cittadini italiani.<\/p>\n<p>5) Perch\u00e8 grazie alla partecipazione al Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 (Fondo SalvaStati), abbiamo sborsato ben 14,33 miliardi di euro dal 2012 al 2015, soldi prestati a paesi in difficolt\u00e0 finanziarie come Grecia, Irlanda, Spagna affinch\u00e9 restituissero i crediti che le banche francesi e tedesche avevano loro incautamente prestato. Il nostro paese, in crisi economica da anni, con la partecipazione ai trattati Ue \u00e8 stato costretto a dare genialmente miliardi e miliardi di euro all\u2019estero, anzich\u00e8 investirli nell\u2019economia reale interna. In cambio della nostra contribuzione al MES non abbiamo ottenuto alcun vantaggio.<\/p>\n<p>6) Perch\u00e8 i vincoli di bilancio, la contribuzione ai fondi europei e ai fondi salva stati sopra enunciati, hanno incidenza DIRETTA sulle tasse di tutti noi, cittadini italiani. Gli aumenti dell\u2019Iva, dell\u2019Imu e tutte le nuove tasse che il governo italiano deve ideare sono necessari al fine di mantenere l\u2019enorme spesa della contribuzione al bilancio europeo e a mantenere un rapporto deficit\/pil inferiore al 3%, ovvero a mantenere le entrate dello stato (tasse) praticamente alla pari delle uscite (spesa pubblica). In anni di crisi economica, bisognerebbe invertire la tendenza con nuove politiche economiche, ma l\u2019Ue ci lega le mani.<\/p>\n<p>7) Perch\u00e8 l\u2019Unione Europea ci impone riforme strutturali che sono volte a favorire una sempre maggiore precarizzazione del mondo del lavoro, e in un momento di crisi di domanda aggregata (i consumi non ripartono) fare politiche di flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro \u00e8 controproducente. Le famose riforme strutturali fatte dalla Germania nei primi anni dell\u2019Euro hanno ridotto la quota salari di 7 punti in 4 anni, mentre in Spagna le riforme non hanno risolto il problema occupazionale ma hanno solamente fatto aumentare i precari. E in Italia l\u2019introduzione del Jobs Act ha fatto aumentare il precariato, secondo l\u2019Universit\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p>8) Perch\u00e8 l\u2019Unione Europea impone un vergognoso sistema di due pesi e due misure. Si pensi alla questione degli aiuti di Stato: nonostante questi siano vietati dall\u2019Ue perch\u00e8 visti come misura che mina la libera concorrenza, l\u2019Ue stessa ha permesso alla Germania di mettere a disposizione del proprio sistema bancario in crisi circa il 10% del proprio Pil, per una cifra complessiva pari a circa 250 miliardi di euro dal 2007 fino ad oggi, mentre l\u2019Italia per il proprio sistema bancario ha messo a disposizione l\u20191% del proprio Pil, pari a poco pi\u00f9 di 4 miliardi di euro. Questo ha determinato un pesante effetto distorsivo della concorrenza tra paesi membri, nonostante i trattati dicano, a parole, di voler eliminare tutte le distorsioni nel mercato unico. Non solo: l\u2019Unione Europea ha messo sotto indagine l\u2019Italia perch\u00e8 dal 1990 al 2009 avrebbe fornito aiuti di Stato ad imprese coinvolte in calamit\u00e0 naturali, come ad esempio le esenzioni fiscali per le imprese coinvolte nell\u2019alluvione piemontese del 1994. Ora l\u2019Ue richiede alle aziende \u2013 molte ormai scomparse, altre incalzate dalla crisi \u2013 di restituire le agevolazioni: svariati milioni di euro. Ecco la solidariet\u00e0 europea.<\/p>\n<p>9) Perch\u00e8 nonostante siamo un paese leader mondiale per quanto riguarda la produzione e la cultura agroalimentare, tecnocrati finlandesi, lettoni, lituani, tedeschi ci impongono da Bruxelles misure strette da rispettare per quanto riguarda i cibi che mettiamo in tavola. I limiti di Bruxelles sono stabiliti dal Regolamento 543 del 2011. Le mele devono avere \u201c3\/4 della superficie totale di colorazione rossa per le mele del gruppo di colorazione A\u201d, 1\/2 per le B e 1\/3 per le C. Ma questo solo per la categoria \u201cextra\u201d, per le altre le percentuali sono differenti. Quanto alle dimensioni, minimo servono 60 mm di diametro o 90 di peso.<\/p>\n<p>La natura concepita come una produzione in serie di prodotti tutti uguali. Guai ai difetti della buccia: basta una macchiolina un po\u2019 pi\u00f9 grande e quella mela non \u00e8 pi\u00f9 una pi\u00f9 mela. Burocrazia anche per altri frutti: 45 mm di diametro minimo per limoni e mandarini, 35 mm per le clementine, 53 mm per le arance. Per i kiwi si \u00e8 invece ricorsi al peso: minimo 90 g per la categoria \u201cextra\u201d, 70 e 65 per quelle inferiori. Per pesche e pesche noci, \u00e8 richiesto un calibro minimo di 56 mm per le extra e 51 mm per le altre; per le pere (60 mm per le extra, 55 per le altre); le fragole (25 e 18 mm); e l\u2019uva da tavola (minimo 75 g a grappolo).<\/p>\n<p>Infine, i peperoni, la lattuga e i pomodori hanno il loro bel carico di misure burocratiche europee. Con evidenti problemi soprattutto per la vita dei produttori agricoli, gi\u00e0 resa difficile dalla terribile crisi economica garantita dall\u2019Ue. Anche i pescatori hanno la loro dose di burocrazia europea, con la dimensione minima delle vongole di 25 mm, nonostante la media italiana sia di 22 mm. In caso di vendita di vongole pi\u00f9 piccole di 25 mm, il pescatore rischia multe di 4000 euro. Con danni al lavoro e all\u2019occupazione dei pescatori evidenti.<\/p>\n<p>10) Perch\u00e8 non vogliamo pi\u00f9 essere ridotti ad una colonia, governata da commissari Ue non eletti dai cittadini europei, che da una scrivania di Bruxelles redigono direttive e regolamenti vincolanti per il nostro paese, che creano danni economici e regole assurde per interi settori produttivi nostrani. Perch\u00e8 non \u00e8 possibile che il nostro governo sia costretto a chiedere l\u2019approvazione preventiva della propria legge di bilancio alla Commissione Europea, cos\u00ec come il permesso per emettere i titoli di stato, come un bravo scolaretto. Perch\u00e8 non accettiamo pi\u00f9 che la Commissione Europea imponga delle nuove tasse se la legge di bilancio non \u00e8 di suo gradimento. Perch\u00e9 \u00e8 evidente che sia IRRIFORMABILE un\u2019Unione dove il monopolio dell\u2019iniziativa legislativa \u00e8 affidato a burocrati non eletti del tutto indipendenti, i quali non accettano consigli o indicazioni da nessuno, men che meno dai governi.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 vogliamo essere un paese sovrano all\u2019interno dei nostri confini territoriali. Liberi di decidere le nostre politiche migratorie. Liberi di decidere di aiutare il nostro popolo, fino al raggiungimento della piena occupazione. Liberi di avere la nostra maledetta sovranit\u00e0 nazionale, come in tutti gli Stati del mondo civile ed avanzato.<\/p>\n<p>Potremmo andare avanti, ma basta. Questa non \u00e8 democrazia. Questa \u00e8 Tecnocrazia europea.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/memmt.info\/site\/perche-dobbiamo-lasciare-lunione-europea-spiegato-in-10-punti-lasciare-leuro-non-basta\/\">http:\/\/memmt.info\/site\/perche-dobbiamo-lasciare-lunione-europea-spiegato-in-10-punti-lasciare-leuro-non-basta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Me MMT (Giulio Betti) 1) Perch\u00e9 il diritto dell\u2019Unione Europea prevale sul diritto interno. Questo significa che le leggi ordinarie del Parlamento, i decreti legge, i decreti legislativi e le leggi regionali non possono essere in contrasto con i regolamenti e le direttive dell\u2019Unione Europea. 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