{"id":24330,"date":"2016-10-23T08:30:11","date_gmt":"2016-10-23T06:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24330"},"modified":"2016-10-22T17:16:46","modified_gmt":"2016-10-22T15:16:46","slug":"il-referendum-del-piu-europa-no-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24330","title":{"rendered":"Il referendum del \u201cpi\u00f9 Europa\u201d? NO, grazie."},"content":{"rendered":"<p><strong>di CSEPI (Graziano Frenello)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019altro giorno guardavo distrattamente un documentario, per meglio intenderci si trattava di un classico National Geografic. Ad un certo punto si raccontava di un luogo molto impervio dove su una scogliera si agitavano delle scimmie aspettando che la marea si ritirasse per lasciare dietro di s\u00e9 le ricchezze che il mare lascia quando si ritira. E le scimmie avevano imparato bene il meccanismo: quando la marea diminuiva lasciava dietro di s\u00e9 molluschi ed altri regali preziosi con cui nutrirsi. Quindi si precipitavano su qualsiasi cosa fosse commestibile prima che la marea tornasse a risalire. Adesso, prima che pensiate che sia impazzito, mi spiego.<\/p>\n<p>Ripensavo a quella scena come una metafora del contesto capitalistico in cui viviamo. Se la marea \u00e8 lo stato e rappresenta tutti i settori di suo interesse, le scimmie rappresentano le grandi corporations private. Pi\u00f9 si ritira la marea (lo stato), che regala vita e nutrimento, pi\u00f9 lascia cibo alle scimmie (corporations) per banchettare. Ecco, questo \u00e8 il vero motivo per cui gruppi di interesse si adoperano per convincerci che sia fondamentale per l\u2019economia che lo stato si ritiri da settori strategici come acqua, sanit\u00e0, energia, i quali diventerebbero terra di conquista per le grandi aziende private mondiali in cui fare grandi profitti, avendo gi\u00e0 depredato di tutto ogni settore tradizionale. E per noi, poveri sudditi di \u201csua maest\u00e0 il capitale\u201d, non solo significherebbe un peggioramento dei servizi (o addirittura impossibilit\u00e0 di accedervi se non abbastanza ricchi), ma significherebbe anche dare a dei privati un controllo diretto e strategico in settori fondamentali.<\/p>\n<p>Se il settore bancario, diventato talmente grande da non potersi permettere nessuno stato il suo fallimento (<em>too big to fail<\/em>), costringe i governi a perdonare qualsiasi azzardo economico, immaginate che anche acqua, energia e sanit\u00e0 vengano assimilati allo stesso e diventino <em>too big to fail<\/em>. Immaginate che invece di titoli azionari tossici le major della sanit\u00e0 diffondano un farmaco tossico (cosa gi\u00e0 peraltro avvenuta da parte di case farmaceutiche) e i governi, pur non approvando, si vedano costretti a dover salvaguardare il settore in quanto troppo strategico per l\u2019economia nazionale o mondiale. Cos\u00ec come impuniti sono rimasti i protagonisti della grande scommessa bancaria dei derivati cos\u00ec resterebbero quelli della sanit\u00e0 privata. Da brividi, vero?<\/p>\n<p>Possiamo facilmente comprendere che la sanit\u00e0 non dovrebbe sottostare ad alcun vincolo di ordine economico o di profitto. Stesso discorso varrebbe anche per i servizi sopra citati ed anche per la giustizia. Perch\u00e9? Perch\u00e9 sono Principi fondanti la nostra civilt\u00e0 e in quanto tali non sono assoggettabili a nessun elemento di ordine economico. Immaginate, ad esempio, che un giudice in giudizio emetta sentenza affermando \u201cquesto giudice riconosce la vostra lesione ma il risarcimento del danno \u00e8 troppo costoso per le casse dello stato quindi non vi verr\u00e0 riconosciuto\u201d oppure che in ospedale vi rispondano \u201cle probabilit\u00e0 che possiate sopravvivere sono troppo basse quindi troviamo sconveniente sostenere il costo della terapia che vi servirebbe, pertanto pregate il buon Dio\u201d. Il diritto soccomberebbe di fronte alla convenienza economica e quindi in una economia privatistica il Principio sarebbe assoggettato al capitale.<\/p>\n<p>Vi starete chiedendo del perch\u00e9 di questa lunga premessa. E\u2019 presto detto. Ritornando al principio del discorso, pi\u00f9 precisamente alla metafora della marea e delle scimmie, posso affermare che le major mondiali assicurative,ad esempio, sono da anni a lavoro per raggiungere questi scopi. Da una lato attraverso l\u2019opera di persuasione su politici sempre meno preparati e sempre pi\u00f9 facilmente manipolabili attraverso falsi miti circa la necessit\u00e0 di privatizzare e dall\u2019altro facendosi trovare preparate per le privatizzazioni messe in atto dai governi. Io stesso ne ho avuto sentore allorquando, confrontandomi con un formatore di una grande societ\u00e0 assicurativa, ai tempi della riforma Fornero, ebbi modo di scontrarmi circa la necessit\u00e0 di sottoscrizione dei giovani lavoratori di una previdenza complementare (\u201cprotezione\u201d la chiamano, cos\u00ec il termine persuade meglio).<\/p>\n<p>Non ancora era in vigore la riforma e loro gi\u00e0 erano pronti a partire con la propria offerta privata di previdenza. Certo non si tratta di pistola fumante dato che potrebbe semplicemente trattarsi di una corretta valutazione dei loro analisti che per lavoro cercano di anticipare le tendenze future. Ma tenendo presente tanti altri elementi in altri settori, i legami e gli intrecci tra politica, banche d\u2019affari e grandi assicurazioni i dubbi rimangono. La storia si concluse che lasciai perdere dicendo che \u201csolo perch\u00e9 lo stato si rifiuta di fare lo Stato non significa che io debba vendere questa m\u2026 alle persone \u201d. Ma questa \u00e8 altra storia.<\/p>\n<p>E la riforma costituzionale come si inserisce in questo discorso? Il referendum del 4 dicembre si inserisce nel contesto pi\u00f9 ampio dell\u2019Unione europea, dell\u2019euro e della globalizzazione. Analizzare la riforma senza considerarne il contesto sarebbe come osservare un quadro tenendolo ad un palmo dal naso. La globalizzazione, soprattutto nel settore della finanza, in cui si esprime al massimo grado, ha fatto in modo che i derivati tossici sviluppati in America si siano diffusi in brevissimo tempo in Europa \u201cinfettando\u201d il nostro sistema finanziario ed estendendosi all\u2019economia reale. Come soluzione alla crisi economica le grandi istituzioni finanziarie ed economiche hanno proposto la religione dell\u2019austerit\u00e0, che non ha fatto altro che aggravare le cose in maniera esponenziale, rendendola strutturale, accompagnata dalle fatidiche \u201criforme strutturali\u201d. Lo slogan circa la necessit\u00e0 di siffatte riforme ripetuto come un mantra in ogni talk show appare pi\u00f9 come una tecnica di spin che come una precisa necessit\u00e0 economica. Di fatto non si sa molto di queste riforme salvifiche, se non che siano necessarie e dotate di propriet\u00e0 particolarmente taumaturgiche per l\u2019economia.<\/p>\n<p>Proviamo allora a far luce su quali siano queste tanto invocate riforme strutturali. Stando alle dichiarazioni dei personaggi politici che pi\u00f9 si vantano di aver fatto quanto necessario per risollevare le sorti dell\u2019economia italiana, in particolare Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, le riforme principali gi\u00e0 adottate sono: <strong>inserimento del pareggio di bilancio in costituzione, abolizione dell\u2019art. 18, riforma Fornero, riforma dei contratti di lavoro detta Job act, riforma del catasto, bail-in, riforma delle banche popolari, buona scuola, abolizione delle province, riforma della pubblica amministrazione, salva Italia (anticipo Imu e aumento base imponibile), legge elettorale italicum. Il tutto accompagnato da fortissimi tagli della spesa pubblica. Quindi teniamo ben presente che quando si parla di riforme strutturali si parla di tutto questo<\/strong>.<\/p>\n<p>Adesso ognuno di voi, chi pi\u00f9, chi meno, ha potuto sperimentare nella propria esperienza quotidiana l\u2019inutilit\u00e0 e la malvagit\u00e0 di ciascuna di queste riforme. Ed ognuno ha potuto comprendere quanto subdoli siano i titoli-slogan che gli vengono dati. Cos\u00ec, dopo le grandi aspettative di miglioramento e di risoluzione degli atavici problemi italici, si scopre che l<strong>a buona scuola \u00e8 un modo per creare liste infinite di aspiranti candidati e maestri servili; che il pareggio di bilancio significa tagli e privatizzazioni; che il job act, combinato all\u2019abolizione dell\u2019art. 18, significa precarizzazione dei contratti a tempo indeterminato; che il salva Italia significa contributo ai conti pubblici, quindi tasse, e per di pi\u00f9 anticipate; che bail-in significa che i risparmi non sono pi\u00f9 garantiti; che la legge Fornero significa dire addio alla pensione, a meno di non essere ultracentenari con buona salute; che italicum significa dittatura della maggioranza se non oligarchia<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed il referendum sulla riforma costituzionale si inserisce in tutto questo quadro generale. Serve a dare maggior potere ad una maggioranza relativa affinch\u00e9 possa portare avanti riforme di questo tipo ancora pi\u00f9 velocemente e, soprattutto, senza che il parlamento possa modificare nulla o rallentarne l\u2019iter. L\u2019insieme di riforme interne e il ricatto internazionale significa di fatto consegnare all\u2019Europa la sovranit\u00e0 popolare. Il governo in carica, chiunque esso sia, dovr\u00e0 sottostare a quanto imposto dall\u2019Europa anche perch\u00e9 con la riforma, tra qualche senatore in meno e qualche iter legislativo in pi\u00f9, viene inserito in Costituzione un preciso riferimento all\u2019Unione europea le cui direttive vengono elevate a rango Costituzionale (il nuovo art. 117 recita \u201cLa potest\u00e0 legislativa \u00e8 esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch\u00e9 dei vincoli derivanti dall\u2019ordinamento dell\u2019Unione europea e dagli obblighi internazionali\u201d).<\/p>\n<p>Il che, di fatto, blocca, o almeno rende estremamente difficile, qualsiasi possibilit\u00e0 di ribellarsi al volere tecnocratico di Bruxelles. Inoltre sappiate anche che l\u2019attuale art. 67 obbliga ciascun membro del Parlamento a rappresentare la nazione e senza vincolo di mandato (art. 67 attuale \u201cOgni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato\u201d) mentre il nuovo art. 67 cancella la rappresentanza nazionale (nuovo art. 67 \u201cI membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato\u201d), predisponendo di fatto una tutela politica dei futuri deputati contro l\u2019accusa di fare il gioco delle istituzioni internazionali contro gli interessi italiani.<\/p>\n<p><strong>Votare NO significa evitare almeno che la situazione attuale da drammatica diventi disperata<\/strong>.<\/p>\n<p>Votare NO significa opporre resistenza democratica e civile al tentativo dell\u2019Unione Europea, per il tramite della grande maggioranza di deputati e senatori che stanno tradendo la carta Costituzionale, di avvicinare ulteriormente al nostro collo la spada di Damocle che gi\u00e0 pende sulla nostra testa.<\/p>\n<p><strong>Votare NO \u00e8 atto di ribellione all\u2019oppressione europea.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/csepi.it\/index.php\/31-attualita\/85-il-referendum-del-piu-europa-no-grazie\">http:\/\/csepi.it\/index.php\/31-attualita\/85-il-referendum-del-piu-europa-no-grazie<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CSEPI (Graziano Frenello) L\u2019altro giorno guardavo distrattamente un documentario, per meglio intenderci si trattava di un classico National Geografic. 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