{"id":24337,"date":"2016-10-23T12:00:44","date_gmt":"2016-10-23T10:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24337"},"modified":"2016-10-22T17:30:53","modified_gmt":"2016-10-22T15:30:53","slug":"la-vera-legge-di-stabilita-arrivera-il-5-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24337","title":{"rendered":"La vera \u201clegge di stabilit\u00e0\u201d arriver\u00e0 il 5 dicembre"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Claudio Conti)<\/strong><\/p>\n<p>Il testo del disegno di legge di Stabilit\u00e0 ancora non \u00e8 giunto in Parlamento, nonostante sia stato approvato dal governo una settimana fa. Segno certo che la \u201cmanovra\u201d \u00e8 un cantiere aperto, senza altro scopo vero che alimentare il circo delle promesse del governo Renzi.<\/p>\n<p>L&#8217;elenco delle correzioni che vengono fatte filtrare da Palazzo Chigi o dagli ambienti \u201cbene informati\u201d \u00e8 talmente lungo \u2013 e corposo \u2013 da rendere quasi inutile un&#8217;analisi tecnica. Nelle ultime ore, per esempio, ha preso corpo l&#8217;idea di bloccare ancora una volta le addizionali Irpef su cui possono agire Comuni e Regioni. Come dovrebbe esser noto, le addizionali sono state negli ultimi anni l&#8217;unica leva con cui gli enti locali hanno cercato di compensare il continuo taglio dei trasferimenti finanziari dallo Stato centrale (imposto dalle prescrizioni europee in materia di formazione della spesa pubblica). Un giochino pidocchioso in cui il governo in quel momento in carica (da Berlusconi a Renzi, passando per Monti, senza soluzioni di continuit\u00e0) poteva asserire che \u201cstiamo tagliando le tasse\u201d mentre queste ultime restavano \u2013 per il normale cittadino \u2013 allo stesso livello complessivo o addirittura andavano aumentando.<\/p>\n<p>Se ora si bloccano di nuovo, semplicemente, verr\u00e0 a mancare l&#8217;ossigeno alle amministrazioni locali, molte delle quali ormai in mano ai \u201cnemici\u201d del governo (i Cinque Stelle, De Magistris, ecc). Dunque il governo usa una misura di finanza pubblica come mazza chiodata politica: quelle amministrazioni dovranno tagliare spese e servizi \u2013 sono anche loro inchiodate al rispetto obbligatorio del \u201cpatto di stabilit\u00e0\u201d \u2013 e affrontare in prima linea la rabbia montante (se ne \u00e8 avuta una prova ieri con l&#8217;incredibile riuscita dello sciopero generale, ben al di l\u00e0 delle attese e del radicamento dei sindacati di base promotori) di lavoratori e popolazione, mentre il governo \u2013 dall&#8217;alto dei tg RaiSet \u2013 recita la parte del dispensatore di bonus.<\/p>\n<p>Al massimo, recitano le stesse \u201cgole profonde\u201d, potr\u00e0 essere concesso un aumento delle imposte \u201cminori\u201d, come la tassa di soggiorno, che andr\u00e0 a colpire il settore alberghiero e dunque i flussi turistici (per le citt\u00e0 che hanno la fortuna di vederli arrivare).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 seriamente, la manovra non ha convinto nessuno dei sorveglianti sovranazionali che teleguidano faticosamente il governo Renzi. L\u2019agenzia di rating Fitch, la minore della Triade made in Usa, ha peggiorato il voto sull&#8217;Italia. Di poco, ma significativamente. Ha infatti confermato il rating BBB+ (a due passi dal gradino pi\u00f9 basso, occupato per ora solo dalla Grecia), ma ha anche ribassato l\u2019outlook (la previsione a medio periodo) da \u00abstabile\u00bb a \u00abnegativo\u00bb. Insomma, Fitch vede alle porte un peggioramento complessivo dei fondamentali economici del paese, in radicale contrasto con la retorica trionfalistica e \u201cmedicea\u201d sparsa a piene mani da Palazzo Chigi.<\/p>\n<p>Al livello degli istituti multinazionali, infatti, si usa esaminare i documenti, non le dichiarazioni in conferenza stampa, davanti a \u201creggitori di microfono\u201d incapaci di qualsiasi domanda scomoda. E qui non possono che registrare la mancanza del testo finale della manovra, l&#8217;unico che possa far fede sulle reali intenzioni del governo. I giudizi, dunque, si basasno ancora sul Draft budgetary plan, mandato a Bruxelles. Che ha fatto rizzare i capelli in testa persino all&#8217;ccomodante Jean-Claude Juncker, tra aumento del deficit programmato (dall&#8217;1,8% al 2,4% del Pil) e coperture finanziarie del tutto aleatorie (a cominciare dai proventi previsti per lo scudo fiscale, ora chiamato voluntary disclosure, o dalla lotta all&#8217;evasione, clamorosamente smentita proprio da una delle misure inserite in manovra: la rottamazione delle pendenze con l&#8217;Agenzia delle entrate).<\/p>\n<p>In quel documento, oltretutto, non si fa cenno alla privatizzazione delle Poste, promessa da Renzi all&#8217;Unione Europea ma fin qui nascosta dalla \u201ccomunicazione\u201d governativa (insomma: non ce lo avevano nemmeno detto, temendo che i pensionati potessero correre a ritirare i loro risparmi).<\/p>\n<p>Le voragini che si vanno aprendo su tutti i fronti sono tali che Padoan, per recuperare qualche entrata certa, sta progettando la rinuncia a un&#8217;altra misura pro-evasori, la cosiddetta \u201cnorma Corona\u201d, che avrebbe permesso di ripulire le somme in contanti nascoste sotto il materasso o nelle cassette di sicurezza in cambio di un prelievo forfettario da parte del fisco. Viveur di discoteca a parte, la gente che oggi dispone di grandi cifre in contanti \u00e8 in genere \u201cclasse dirigente\u201d della malavita organizzata, tangentari, ecc.<\/p>\n<p>Il governo, ancora indietro nei sondaggi per il referendum, nonostante misure specchietto come \u201cla chiusura di Equitalia\u201d (un semplice cambio del nome dell&#8217;agenzia di riscossione, con qualche sconto di ancora difficile quantificazione), \u00e8 talmente precario che gi\u00e0 si fanno avanti i candidati alla prevedibile successione del divin Matteo. Come sempre pi\u00f9 spesso gli accade, \u00e8 Tito Boeri \u2013 presidente dell&#8217;Inps nominato dallo stesso Renzi, due anni fa \u2013 a recitare la parte del critico che saprebbe cosa fare al suo posto. L&#8217;argomento scelto \u00e8 l&#8217;ormai classico \u201cquesta manovra non pensa ai giovani\u201d \u2013 che \u00e8 verissimo! \u2013 e ha scatenato una polemica sopra le righe da parte del ministro delle Coop \u2013 pardon, del lavoro\u2026 \u2013 Giuliano Poletti.<\/p>\n<p>Un quadro in disfacimento in cui \u2013 complice proprio la riuscita dello sciopero generale di ieri \u2013 persino i sindacalisti complici sono costretti a nominare la parola \u201csciopero\u201d per invitare il governo a cambiar registro. Tranquilli, non l&#8217;hanno proclamato. Si sono limitati a dire, camminando frettolosamente, che \u201cnon si pu\u00f2 escludere\u201d\u2026<\/p>\n<p>In conclusione, possiamo dire almeno una cosa con certezza. La \u201clegge di stabilit\u00e0\u201d di cui parlano i media non esiste. E&#8217; un canovaccio fatto di segnali elettorali mirati, per agguantare disperatamente consensi per il \u201cs\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Il 5 dicembre quel canovaccio sparir\u00e0 dalla scena e il ministero dell&#8217;economia verr\u00e0 invaso dai tecnici di Bruxelles, armati di forbici e diktat. Se avr\u00e0 vinto il NO, dovranno cercarsi un altro frontman per ammansire le folle; se dovesse vincere il \u201cs\u00ec\u201d, vedremo cose che noi umani\u2026<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/22\/la-vera-legge-stabilita-arrivera-5-dicembre-084989\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/22\/la-vera-legge-stabilita-arrivera-5-dicembre-084989<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Claudio Conti) Il testo del disegno di legge di Stabilit\u00e0 ancora non \u00e8 giunto in Parlamento, nonostante sia stato approvato dal governo una settimana fa. 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