{"id":24364,"date":"2016-10-25T08:25:07","date_gmt":"2016-10-25T06:25:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24364"},"modified":"2016-10-25T08:41:00","modified_gmt":"2016-10-25T06:41:00","slug":"ecco-perche-litalia-paga-il-pregiudizio-dei-gestori-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24364","title":{"rendered":"Ecco perch\u00e9 l\u2019Italia paga il pregiudizio dei gestori stranieri"},"content":{"rendered":"<p><strong>de IL SOLE 24ORE (Vito Lops)<\/strong><\/p>\n<p>Se chiediamo a un cittadino straniero di chiudere gli occhi e di pronunciare le prime tre parole che gli vengono in mente pensando all\u2019Italia molto probabilmente saranno: spaghetti, pasta e pizza. Se poniamo lo stesso quesito a un gestore finanziario straniero (che magari non ha mai messo piede in Italia ma ha in portafoglio una quota di titoli di Stato italiani) molto probabilmente saranno: spaghetti, pizza e&#8230;.debito pubblico.<\/p>\n<p>\u00c8 vero. Quanto al debito pubblico l\u2019Italia ha oggettivamente una cattiva fama. In effetti, se rapportato al Pil, il debito pubblico italiano \u00e8 tra i peggiori al mondo. Siamo al 132%, vicinissimi al Portogallo (130%) in una classifica guidata dal Giappone dove il debito pubblico viaggia oltre il 220% del Pil. \u00c8 una classifica alquanto strana, per\u00f2, dato che il Giappone, nonostante l\u2019enorme massa di debito pubblico, \u00e8 oggi considerato il bancomat mondiale dagli investitori globali che acquistano la divisa nipponica (yen) proprio per effettuare operazioni finanziarie di carry trade (ci si indebita in un Paese dove i tassi sono bassi per investire il denaro in aree che pagano interessi pi\u00f9 elevati).<\/p>\n<p>\u00c8 una classifica alquanto strana anche perch\u00e9\u2009durante le tempeste finanziarie gli investitori si rifugiano proprio in Giappone (nonostante sia il Paese pi\u00f9 indebitato al mondo in rapporto al Pil) e vendono Italia. Lo abbiamo visto chiaramente nel 2011 quando il rendimento dei BoT a 12 mesi ha superato l\u20198% mentre i titoli nipponici continuavano a viaggiare vicini a 0.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente quindi &#8211; come dimostra la distanza di percezione degli investitori tra Italia e Giappone &#8211; che il debito pubblico non \u00e8 sufficiente per spiegare la solidit\u00e0 o la vulnerabilit\u00e0 di un Paese.<\/p>\n<p>A distanza di qualche anno il mondo \u00e8 profondamente cambiato. Nel frattempo la Bce ha deciso (luglio 2012) di tutelare i Paesi dell\u2019Eurozona\u2009(Grecia esclusa) acquistando i titoli di Stato sui mercati aperti. Una protezione che adesso scoraggia gli speculatori dall\u2019aggredire un Paese (gli investitori, persino gli hedge fund pi\u00f9 aggressivi, ci pensano pi\u00f9 di due volte prima di schierarsi contro la potenza di fuoco teoricamente illimitata di una banca centrale).<\/p>\n<p>Tuttavia, per quanto l\u2019Italia risulti oggi pi\u00f9 protetta di un tempo, elementi di vulnerabilit\u00e0 finanziaria sono ancora presenti. Lo abbiamo visto chiaramente negli ultimi due mesi quando lo spread Italia-Spagna \u00e8 passato da -15 punti base (quindi la Spagna era considerata pi\u00f9 rischiosa) a +30 (oggi i BTp hanno rendimenti pi\u00f9 elevati di 30 punti base dei Bonos perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 tornata ad essere considerata pi\u00f9 rischiosa).<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 gli investitori iniziano a preoccuparsi dell\u2019eventuale sconfitta dell\u2019attuale premier al referendum costituzionale in programma il 4 dicembre. L\u2019agenzia di rating Fitch (che oggi si pronuncer\u00e0 sul rating sovrano dell\u2019Italia) ha del resto pi\u00f9 volte indicato che in caso di vittoria del \u201cno\u201d lo spread tra Italia e Germania (oggi a 140 punti) potrebbe ampliarsi. Come dire che gli investitori sono pronti a vendere il debito pubblico italiano (per riprezzarne un rischio pi\u00f9 elevato) se arrivassero scossoni importanti sull\u2019attuale governo (che piace ai mercati finanziari).<\/p>\n<p>Un attacco che potrebbe essere perpetrato sul debito pubblico (ma con proporzioni minori rispetto al 2011 considerato che oggi c\u2019\u00e8 la Bce a fare da scudo) e su banche e assicurazioni italiane che detengono in pancia un controvalore di circa 450 miliardi di titoli di Stato italiani, un quarto del totale.<\/p>\n<p>Questo ci porta a dedurre che l\u2019Italia \u00e8 oggi a livello finanziario ancora vulnerabile, sia per la via indiretta del debito che per quelle dei suoi istituti finanziari. Come mai? \u00abL\u2019Italia paga un pregiudizio di fondo degli investitori stranieri sul debito pubblico &#8211; spiega Mario Spreafico, responsabile degli Investimenti, Schroders wealth management -. Ma si tratta, appunto, di un pregiudizio. L\u2019Italia, in sostanza, paga il fatto che in questo momento i mercati peccano talvolta di superficialit\u00e0 perch\u00e9 governati da una cultura sovranazionale di stampo anglosassone che si basa sui massimi sistemi, semplifica e non osserva nello specifico.<\/p>\n<p>Se \u201ci mercati\u201d andassero a vedere nello specifico nel caso dell\u2019Italia vedrebbero che dietro l\u2019elevato ammontare di debito pubblico c\u2019\u00e8 un attivo, ovvero un patrimonio privato, di circa 8 volte. In questo caso i\u2009mercati guardano solo il passivo, e non l\u2019attivo. In sostanza gli investitori professionali internazionali non considerano l&#8217;altro lato della medaglia: e che cio\u00e8 l&#8217;Italia \u00e8 uno dei primi<\/p>\n<p>Paesi al mondo per risparmio e ricchezza pro-capite. Non a caso l&#8217;industria del risparmio gestito ha uno dei maggiori fatturati al mondo in Italia. Ma purtroppo molti dei grossi investitori nella cosiddetta asset allocation a volte prendono decisioni ingegneristiche, invece di guardare alla sostanza le cose, ovvero ponderare il debito pubblico con il patrimonio privato. E quindi penalizzano oltremodo il debito pubblico italiano (e Piazza Affari, ndr) durante le fasi di incertezza mettendone in dubbio la sua sostenibilit\u00e0 nonostante l\u2019elevato livello di patrimonio privato che ne \u00e8 lo specchio\u00bb.<\/p>\n<p>In effetti si continua a ignorare che il debito pubblico \u00e8 il credito privato. Si continua a ignorare che se uno Stato spende 100 (investendo o riducendo le tasse) quei 100 non si volatilizzano, ma vanno al privato. Si continua a ignorare che debito pubblico e alto livello di credito\/patrimonio privato sono due facce della stessa medaglia, speculari.<\/p>\n<p>\u00abVa detto che per via di questo pregiudizio dettato da una lettura superficiale e semplicistica che viene data dall\u2019estero, quello che \u00e8 potenzialmente un elemento di forza (ovvero l\u2019appealing del debito all\u2019estero) rischia di trasformarsi in un elemento di debolezza durante le turbolenze. Oggi infatti circa il 35% del debito italiano \u00e8 in mano a investitori stranieri. E anche molti fondi residenti in Italia che detengono il debito pubblico sono gestiti da gestori stranieri. Investitori pronti a vendere e far ballare i tassi in caso di tensioni, oltre i livelli che sarebbero fisiologici\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab Lo stesso errore a mio avviso &#8211; prosegue Spreafico &#8211; viene commesso quando vengono vendute con violenza le banche italiane (quest\u2019anno hanno perso circa il 40% del valore in media in Borsa). Molti dei gestori che le scaricano dal portafoglio magari non hanno mai messo piede in Italia e non conoscono la realt\u00e0 specifica del sistema bancario italiano, sovrappesandone i rischi anche in questo caso a causa di un pregiudizio &#8211; conclude -. Si tratta molto spesso di valutazioni fatte sulla carta che vanno al di l\u00e0 di ogni logica imprenditoriale. C\u2019\u00e8 da dire che avendo cambiato 50 governi in 50 anni questo pregiudizio in parte ce lo siamo andati a cercare. Ma razionalmente non possiamo sottolineare che resta un pregiudizio e, come tutti i pregiudizi, non corrisponde alla realt\u00e0. Che per\u00f2 penalizza l\u2019Italia oltremisura\u00bb.<\/p>\n<p>In sostanza, se \u00e8 vero che l\u2019immagine che hanno dell\u2019Italia i turisti che la etichettano in base ai luoghi comuni di pasta e pizza, lo stesso principio vale per molti gestori stranieri che non dovrebbero limitarsi a giudicare l\u2019Italia considerando solo l\u2019elevato debito pubblico. Rapportato al credito privato, non \u00e8 cos\u00ec cattivo come pu\u00f2 sembrare.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2016-10-21\/spaghetti-pizza-edebito-pubblico-ecco-perche-l-italia-paga-pregiudizio-gestori-stranieri-123137.shtml?uuid=ADo2HsgB\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2016-10-21\/spaghetti-pizza-edebito-pubblico-ecco-perche-l-italia-paga-pregiudizio-gestori-stranieri-123137.shtml?uuid=ADo2HsgB<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>de IL SOLE 24ORE (Vito Lops) Se chiediamo a un cittadino straniero di chiudere gli occhi e di pronunciare le prime tre parole che gli vengono in mente pensando all\u2019Italia molto probabilmente saranno: spaghetti, pasta e pizza. 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