{"id":24583,"date":"2016-10-27T11:55:40","date_gmt":"2016-10-27T09:55:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24583"},"modified":"2016-10-27T11:55:40","modified_gmt":"2016-10-27T09:55:40","slug":"paura-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24583","title":{"rendered":"Paura della paura"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p>Su questo blog ci siamo occupati spesso della <b>paura<\/b> come strumento di governo. In <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/come-si-fabbrica-un-terrorista\" target=\"_blank\">Come si fabbrica un terrorista<\/a> abbiamo documentato come l&#8217;<i>intelligence<\/i> interna americana organizzi e finanzi finti attacchi terroristici commissionandoli a disadattati che si vanter\u00e0 in seguito di avere arrestato. In<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/dovete-parlare-di-guerra-civile-parte-ii\" target=\"_blank\">Dovete parlare di guerra civile<\/a> abbiamo abbozzato una <b>grammatica della paura<\/b>decostruendo un&#8217;intervista di Enrico Letta, mentre in <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/dovete-parlare-di-guerra-civile-parte-ii\" target=\"_blank\">#facciamocome Israele<\/a> si \u00e8 osservato come l&#8217;esempio dello stato di Israele &#8211; il pi\u00f9 colpito dal terrorismo tra le nazioni economicamente avanzate &#8211; sia paradossalmente indicato come un antidoto al terrorismo alludendo direttamente alla necessit\u00e0 di <b>vivere nella paura dell&#8217;altro<\/b> e di riconoscere poteri sempre pi\u00f9 ampi alla sorveglianza di Stato.<\/p>\n<p>Sullo stesso tema ci siamo recentemente imbattuti in una copertina di fine luglio del settimanale Sette. Qui campeggiano il mezzobusto del DJ parigino David Guetta <b>in tuta mimetica <\/b>e un titolo a caratteri cubitali gialli: &#8220;Ma io <i>non ho paura<\/i>&#8220;. Pi\u00f9 sotto: &#8220;<i>Il terrore \u00e8 parte della nostra vita<\/i>, \u00e8 come se non fossimo liberi di essere felici ecc.&#8221;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1475442087.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 evidentemente un problema: se il terrore \u00e8 un &#8220;sentimento di forte sgomento, di <i>intensa paura<\/i>&#8221; (Garzanti), come pu\u00f2 il suo essere &#8220;parte della nostra vita&#8221; conciliarsi con il fatto di <i>non<\/i> avere paura? Non pu\u00f2, appunto.<\/p>\n<p>La contraddizione ricorre nella retorica post-terrorismo, che mentre carica con una mano il piatto della paura paventando rischi improbabili e scenari da guerra civile, con l&#8217;altra invita il gregge a non disperdersi e, anzi, a ostentare la propria misera <i>routine<\/i> come un eroico presidio: di resistenza e resilienza, di sberleffo al nemico. Sicch\u00e9 dovremmo immaginarci la rabbia dei <i>mujaheddin<\/i> &#8211; e non gi\u00e0 una pi\u00f9 verosimile <b>noia<\/b> &#8211; qualora si sintonizzassero sui <i>tunzi tunzi<\/i> di Guetta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si intende: <b>la paura e il nemico servono ad affermare la disciplina, non il caos<\/b>. Alla <i>pars destruens<\/i> degli spauracchi in prima pagina deve seguire la <i>pars costruens<\/i> dei richiami alla responsabilit\u00e0 e all&#8217;ordine, cio\u00e8 <b>all&#8217;obbedienza<\/b>. Il trauma ha da essere fertile come un terreno sconvolto dal vomere, pronto ad accogliere i semi di chi coltiva il consenso. Alla paura subentra cos\u00ec il suo falso antidoto, che la moltiplica nella promessa di risolverla: <b>la paura di avere paura<\/b>.<\/p>\n<p>Il timore della paura <b>scaturisce dall&#8217;esigenza di non mostrarsi deboli in un ambiente competitivo<\/b>. \u00c8 un bisogno ancestrale e indifferente ai caratteri e ai valori degli individui, che affonda il suo imperativo nell&#8217;istinto di sopravvivere agli altri: i predatori e i nemici ieri, gli avvocati, i superiori, i colleghi, i cosiddetti amici oggi. Nel regno animale di cui siamo cittadini <b>una debolezza percepita \u00e8 pi\u00f9 letale di una debolezza reale<\/b>. Perci\u00f2 nel linguaggio corrente l&#8217;epiteto di &#8220;debole&#8221; ferisce pi\u00f9 di ogni insulto: perch\u00e9 insinua menomazione, parassitismo, inadeguatezza alla vita.<\/p>\n<p>Nel modello socio-economico contemporaneo la competizione non \u00e8 solo nei fatti, ma \u00e8 celebrata anche nei principi. Di pi\u00f9: \u00e8 fabbricata e imposta anche laddove non dovrebbe esistere. La <b>scarsit\u00e0 monetaria<\/b> delle banche centrali indipendenti costringe le economie nazionali a strapparsi l&#8217;un l&#8217;altra le risorse per procrastinare il collasso, mentre la <b>scarsit\u00e0 occupazionale<\/b> crea guerre e invidie tra giovani e vecchi, alloctoni e autoctoni, dipendenti pubblici e privati, imprenditori e sottoposti, cittadini e politici, tutti a invocare l&#8217;impoverimento altrui nell&#8217;illusione di salvarsi pasteggiando sulle carcasse del prossimo.<\/p>\n<p>Di pari passo crescono le paure: del futuro, dei debiti, della vecchiaia e della malattia, dell&#8217;impossibilit\u00e0 di sostenere i propri cari, di perdere la casa e il lavoro ecc. Paure giustificate e sacrosante, che <b>svolgono la funzione per cui la paura esiste<\/b>: quella di segnalare un pericolo, di figurarci in anticipo un danno s\u00ec da poterlo analizzare ed evitare per tempo.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 ad esempio, in assenza di contromisure dialettiche, il timore degli attacchi terroristici spingerebbe le popolazioni colpite a indagarne razionalmente le cause. Come minimo, suggerirebbe loro di non insistere con le politiche che da vent&#8217;anni falcidiano le libert\u00e0 degli occidentali e le vite dei mediorientali, ma non quelle di chi piazza le bombe.<\/p>\n<p>E la paura per la propria sicurezza economica produrrebbe una critica dei capisaldi ideologici e delle istituzioni che la minacciano. Chi rischia la disoccupazione e l&#8217;indigenza chiederebbe pi\u00f9 tutele, chi dispera di ricevere una pensione si interrogherebbe sul senso di una finanza pubblica asservita ai gi\u00e0 ricchi, chi teme il fallimento o il licenziamento reclamerebbe protezione per le imprese e denuncerebbe i danni di una politica monetaria e fiscale che consegna il mercato alle produzioni straniere. E qualcuno &#8211; non voglia il Cielo &#8211; potrebbe finanche decidere di non rispettare le leggi che gli portano danno.<\/p>\n<p><b>Ma<\/b> <b>nulla di ci\u00f2 accade<\/b>. Perch\u00e9, per fortuna di chi impone queste politiche, la contromisura dialettica esiste ed \u00e8 appunto la paura della paura, che da residuo antropologico diventa il fulcro di <b>una<\/b> <b>retorica per convincere le vittime a desiderare il proprio svantaggio<\/b>. Vediamo come.<\/p>\n<p>Innanzitutto presentando loro i pericoli certi della precariet\u00e0 e della desertificazione dei diritti come una <b>sfida appassionante<\/b> per mettersi in gioco, dimostrare il proprio valore e, con tanto impegno e un pizzico di fortuna, ambire a un premio ben pi\u00f9 appagante delle loffie tutele del passato. Le bombe diventano cos\u00ec la<i> sfida dei terroristi all&#8217;occidente<\/i>, il crollo dei salari e la mor\u00eca delle imprese la <i>sfida della globalizzazione<\/i>, la crisi delle PMI la <i>sfida dell&#8217;innovazione<\/i>, la morte della democrazia la <i>sfida dell&#8217;integrazione<\/i>, l&#8217;aumento delle tasse e la soppressione dei servizi di base la <i>sfida del risanamento<\/i>, l&#8217;aumento delle spese energetiche, sanitarie e autostradali la <i>sfida del mercato<\/i>, l&#8217;attacco alla Costituzione e in genere qualsiasi riforma, anche la pi\u00f9 criminale e demente, la <i>sfida del cambiamento<\/i>.<\/p>\n<p>Il senso di questo <i>maquillage<\/i> semantico si intuisce dai suoi effetti: se il cambiamento imposto dall&#8217;alto \u00e8 una sfida, <b>chi vi si sottr<\/b><b>ae dal basso \u00e8 un vigliacco<\/b>. Cos\u00ec i pi\u00f9 giovani che non accettano paghe da fame sono <i>choosy<\/i> e quelli che, avendole accettate, dormono dai genitori per non dilapidarle in una topaia in <i>co-housing, <\/i>sono <i>bamboccioni<\/i>. Gli imprenditori che non investono<i>hanno paura del futuro<\/i>, i lavoratori che sperano in uno stipendio sicuro <i>hanno paura di mettersi in gioco<\/i> e, se vogliono proteggersi da un licenziamento arbitrario, <i>temono il merito. C<\/i>hi difende i diritti conquistati dai padri <i>vuole vivere di rendita<\/i>, chi dubita che la corruzione strombazzata dai giornali stia in cima ai problemi del nostro Paese <i>ha qualcosa da nascondere<\/i>, chi non vuole cedere la sovranit\u00e0 dei popoli alle <i>lobby<\/i> euroatlantiche <i>si rinchiude nel proprio orticello<\/i>.<\/p>\n<p>Questa aggressione morale non conosce limiti, n\u00e9 vergogna, tanto da <b>insinuare apertamente la malattia psichica <\/b>di chi resiste all&#8217;agenda di regime. Superati i confini degli ambulatori psichiatrici, la <b>fobia<\/b> entra nel linguaggio comune e si fa suffisso da appiccicare ai critici dei diritti cosiddetti civili (<i>omofobi<\/i>) e della deportazione del Terzo Mondo in Europa (<i>xenofobi<\/i>) con i suoi corollari di morte per mare, sfruttamento, delinquenza e conflitto sociale. Trattandosi di persone malate che <i>hanno paura del diverso<\/i>, le loro previsioni non contano: <b>neanche se sono vere<\/b>.<\/p>\n<p>Per rendere pi\u00f9 credibile la manipolazione occorre infine dimostrare alle vittime che la sfida \u00e8 s\u00ec difficile e pericolosa, ma non impossibile, e che il premio vale comunque il rischio. Soccorre all&#8217;uopo il <b>dispositivo dialettico del #ChiCeLaFa<\/b>, gi\u00e0 analizzato <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/facciamo-come-chi-ce-la-fa\" target=\"_blank\">su questo blog<\/a>, che amplificando (o inventando) i rari casi di successo ingolosisce i perdenti, ne occulta la normalit\u00e0 del fallimento e suggerisce loro un messaggio: che chi perde deve incolpare se stesso, non il sistema. Che le opportunit\u00e0 non mancano <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/appunti-di-meritocrazia\" target=\"_blank\">per chi se le merita<\/a>. E che <b>la rovina degli altri \u00e8 un&#8217;occasione per elevarsi sul mucchio<\/b>. Un messaggio degno di una<b>lotteria<\/b> dove le autorit\u00e0, invece di denunciare i rischi del gioco, promuovono la ludopatia, illudono i sottoscrittori e chiedono sangue e diritti in cambio di un biglietto <b>che non sar\u00e0 mai estratto<\/b>.<\/p>\n<p>Per non peccare di astrazione, oltrech\u00e9 di pedanteria, agevoliamo nel seguito pochi esempi tra i tanti, incominciando da quello forse pi\u00f9 famigerato e volgare. Qui un signore con <b>doppio nome e doppio cognome<\/b> si scaglia contro i &#8220;figli di pap\u00e0 col culetto al caldo&#8221; che difendono i diritti ereditari:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1475941401.png\" \/><\/p>\n<p>Secondo il bocconiano <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/socialismo-dei-ricchi\" target=\"_blank\">prestato al socialismo reale<\/a> non bisogna temere l&#8217;esproprio dei beni di famiglia, ma al contrario temere che esso <i>non<\/i> avvenga, perch\u00e9 ci\u00f2 farebbe di noi dei codardi. L&#8217;idea, economicamente clownesca, sarebbe quindi quella di cedere un bene reale in cambio di una qualifica morale. E senza chiarire dove sia dimostrato che gli ereditieri sarebbero meno competitivi di chi non riceve nulla dagli avi, indirizza il suo attacco a un istituto &#8211; quello della successione &#8211; riservato di norma alla <b>classe media<\/b>, i cui membri dovrebbero ricominciare dalla miseria a ogni giro di giostra mentre i patrimoni delle dinastie dei pi\u00f9 ricchi continuerebbero a trasmettersi intatti nei <i>trust<\/i>, nelle societ\u00e0 di comodo e nelle giurisdizioni pi\u00f9 esotiche, come avviene da secoli.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 chiaro, <b>la paura della paura \u00e8 rigorosamente <i>pro domo dominorum<\/i><\/b>. Sul Corriere della Sera del 22 giugno 2015 Francesco Giavazzi <a href=\"https:\/\/mobile.twitter.com\/borghi_claudio\/status\/612890268593975296\" target=\"_blank\">si chiedeva<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Perch\u00e9 queste reti [elettriche, del gas, della banda larga] devono essere pubbliche? <b>Di che cosa abbiamo paura<\/b>? Che il Fondo Sovrano di Singapore, che sarebbe interessato ad acquistarle, smonti i tralicci elettrici e li sposti in Asia?<\/p><\/blockquote>\n<p>La paura evocata \u00e8 <b>volutamente grottesca e inaudita<\/b> per insinuare la <b>paranoia<\/b> di chi si oppone alla privatizzazione delle reti. Nessun cenno invece al timore di un aumento verticale delle tariffe a beneficio di pochi speculatori sotto l&#8217;egida del regolatore (qui <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/la-distribuzione-del-gas-naturale\" target=\"_blank\">un nostro saggio<\/a> sul tema). Essendo quest&#8217;ultimo razionale e confermato dai precedenti storici, scombinerebbe l&#8217;apologo del mercato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2015-05-06\/se-scuola-ha-paura-autonomia-e-merito-071752.shtml\" target=\"_blank\">Scrivendo di riforma scolastica<\/a>, Fabrizio Forquet esibiva sul Sole 24 Ore del 6 maggio 2015 un catalogo di fobie da manuale DSM:<\/p>\n<blockquote><p>[Titolo: Se la scuola <b>ha paura di autonomia e merito<\/b>] Chi ha <b>paura del merito<\/b>? Chi ha<b>paura della valutazione<\/b>? Chi ha <b>paura di una governance<\/b> che privilegi la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e l\u2019efficienza organizzativa?<\/p><\/blockquote>\n<p>Attribuire alle posizioni degli avversari moventi patologici e\/o emotivi consente di non affrontarne le critiche e di evitarne cos\u00ec le buone ragioni. Ancora pi\u00f9 esplicito <a href=\"https:\/\/mobile.twitter.com\/GiampaoloGalli\/status\/729063193742614528\" target=\"_blank\">Giampaolo Galli<\/a>:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1475958032.png\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;inversione \u00e8 ormai completa: il timore degli strapoteri concessi alle multinazionali sarebbe in realt\u00e0 un <i>pretesto<\/i> per veicolare una pi\u00f9 opportunamente irragionevole &#8220;<i>paura dell&#8217;altro<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Concludiamo questa rassegna con le parole di un economista di tutt&#8217;altra scuola, il prof. Gustavo Piga, che a proposito di uscita dalla moneta unica blaterava quanto segue:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1475960251.png\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><b>Qui siamo ben oltre il raziocinio<\/b>. Qui l&#8217;adeguatezza e l&#8217;opportunit\u00e0 dello strumento economico non contano pi\u00f9 nulla. Diventa una questione di machismo, di eroi e di perdenti che disertano il fronte, e di chi ha il <i>coraggio<\/i> di restarci dentro per guadagnarsi il rispetto dei commilitoni.<\/p>\n<p>\u00c8, quest&#8217;ultima, la versione sinistrorsa del gioco. Quella del <b>masochismo puro<\/b>, senza pi\u00f9 l&#8217;attenuante della malafede.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La paura \u00e8 un meccanismo fisiologico prezioso che ci aiuta a prevedere le minacce e a schivarle: siano esse fisiche, morali o politiche. Chi ascolta la paura trova i modi per difendersi e per difendere il proprio interesse. Sicch\u00e9 predicare<b>la vergogna della paura<\/b> mira appunto a disinnescare questa salvaguardia naturale per espropriare le vittime facendo leva sul loro amor proprio.<\/p>\n<p>La strategia \u00e8 in fondo <b>primitiva e volgare<\/b>, come lo sono gli obiettivi di dominio dei suoi praticanti. Ma come tutte le cose semplici \u00e8 anche <b>straordinariamente efficace<\/b> e dimostra quanto il bisogno di inclusione e rispetto dell&#8217;<i>homo socialis<\/i>prevalga sulla ricerca stessa del proprio vantaggio. Anche in questo caso, come nei tanti gi\u00e0 descritti altrove (qui un <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/terapie-tapioco-le-apologie-del-fallimento\" target=\"_blank\">catalogo ragionato<\/a>), le tecniche di spoliazione delle classi dominanti fanno leva sui bassifondi irrazionali degli spogliati e li chiamano a collaborare al proprio declino.<\/p>\n<p>In quanto a noi, per non essere altrettanto primitivi e volgari, cederemo educatamente il posto a chiunque ci sfidi a tuffarci nel baratro. Per farci confidare che s\u00ec, il suicidio \u00e8 una prova di coraggio, <b>ma solo se \u00e8 praticato dagli altri<\/b>.<\/p>\n<div class=\"share\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/paura-della-paura\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/paura-della-paura<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE Su questo blog ci siamo occupati spesso della paura come strumento di governo. In Come si fabbrica un terrorista abbiamo documentato come l&#8217;intelligence interna americana organizzi e finanzi finti attacchi terroristici commissionandoli a disadattati che si vanter\u00e0 in seguito di avere arrestato. 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