{"id":2467,"date":"2010-12-21T00:02:37","date_gmt":"2010-12-20T23:02:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2467"},"modified":"2010-12-21T00:02:37","modified_gmt":"2010-12-20T23:02:37","slug":"inflazione-nel-quadro-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2467","title":{"rendered":"inflazione nel quadro internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Inflazione &ndash; Seconda parte<br \/>\n\tNello scritto precedente ho analizzato come inizia e come eventualmente si sviluppa il processo inflazionistico.<br \/>\n\tEd anche come raggiunge un nuovo equilibrio prezzi\/disponibilit&agrave; economiche.<br \/>\n\tIl tutto considerando un ambiente stagno, sigillato, in cui tutto avviene al suo interno, in cui tutti gli operatori del mercato sono a loro volta acquirenti, nel mercato stesso, in cui chi produce dei beni ricava redditi che usa per acquistare altri beni prodotti da altri.<br \/>\n\tOggi invece vedremo di allargare questo schema ad un ambiente aperto, dove scambi si verificano anche tra diverse realt&agrave; sia produttive che di consumo.<br \/>\n\tMa per far ci&ograve; dobbiamo fare alcune considerazioni supplementari circa il valore del denaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\n\tNell&rsquo;ambito dello stesso paese, &egrave; da supporre che almeno una buona parte dei beni di largo e comune uso e consumo riscontrino nella maggioranza della popolazione ( le cui persone sono abituate a condividere usanze e consumi) la stessa o analoga desiderabilit&agrave; e quindi valore. Facendo riferimento ai prezzi di tali beni, quindi, il denaro assumer&agrave; un valore condiviso con buona approssimazione.<br \/>\n\tInoltre ogni popolazione potr&agrave; avere il proprio denaro, che , ricordo ha una espressione numerica solo in rapporto alla unit&agrave; di misura adottata.<br \/>\n\tCos&igrave; potranno esserci monete la cui unit&agrave; di misura vale di pi&ugrave; ed altre in cui l&rsquo;unit&agrave; di misura ha un valore inferiore.<br \/>\n\tSe pensiamo alla lira antecedente l&rsquo;entrata dell&rsquo;euro e la confrontiamo col marco tedesco, ci si render&agrave; conto che mentre in lire era normale parlare di migliaia, in marchi si parlava di unit&agrave;, fermo restando che un bene non reperibile in nessuno dei due paesi, ma che avesse dovuto essere acquistato all&rsquo;estero, avrebbe avuto lo stesso valore per entrambi , ma la sua espressione monetaria sarebbe stata molto diversa.<br \/>\n\tQuindi, in ogni paese, la moneta esprime il valore dei beni di quel paese.<br \/>\n\tE per esempio un chilo di mele costava 1000 lire in Italia e 1 marco in Germania, da questo confronto si ricavava che il marco valeva 1000 volte pi&ugrave; della lira.<br \/>\n\tSe tale rapporto veniva confermato da un intero paniere di beni, allora il rapporto di cambio tra le due monete sarebbe stato accettato.<br \/>\n\tMa se &egrave; facile fare una comparazione tra beni che vengono valutati in modo analogo nei diversi paesi, il discorso cambia se ci&ograve; non accade.<br \/>\n\tIl grasso di tricheco potr&agrave; avere un buon valore in un paese artico, ma sicuramente non avr&agrave; lo stesso valore in un paese equatoriale, ma cos&igrave; probabilmente anche un frigorifero o un condizionatore.<br \/>\n\tE ci&ograve; perch&eacute; le popolazioni diverse, in ambienti diversi valutano certi beni in modo assolutamente molto diverso, a prescindere dal valore della loro moneta.<br \/>\n\tE dato che una moneta ricava il proprio valore dalla sua propriet&agrave; di facilitare gli scambi, se gli scambi sono difficili per la tipologia delle merci, diventa ancor pi&ugrave; complesso esprimere beni con valori diversi in monete diverse.<br \/>\n\tLa cosa pertanto ha trovato una sua naturale soluzione, prima facendo riferimento ad un bene desiderato in modo pressoch&eacute; analogo da tutti, l&rsquo;oro, poi usando il dollaro la cui convertibilit&agrave; in oro era garantita, ed infine, oggi, senza pi&ugrave; nemmeno tale garanzia.<br \/>\n\tEcco quindi che il valore del denaro di un paese straniero, &egrave; legato a filo doppio con il tipo di beni o servizi che esso pu&ograve; dare in cambio, ai beni che desidera, e questo a prescindere dal valore che quei beni hanno nel loro paese.<br \/>\n\tFaccio l&rsquo;esempio del grasso di tricheco, il quale avr&agrave; un certo valore nel paese artico, ma pressoch&eacute; nullo al di fuori di esso.<br \/>\n\tTale paese potr&agrave; ottenere dei beni da altri paesi, SOLO se riuscir&agrave; a fornire dei beni ambiti nel paese di origine di tali beni, oppure trovando qualcuno che desideri il suo grasso di tricheco, ma che abbia anche molti altri beni da scambiare sul mercato internazionale.<br \/>\n\tSolo in questi due casi, quindi, quel paese, potr&agrave; ottenere dall&rsquo;estero dei beni che gli occorrono.<br \/>\n\tPi&ugrave; un paese &egrave; in grado di esportare tipologie diverse di beni, e pi&ugrave; la sua moneta potr&agrave; essere usata , al limite in triangolazioni (A cede dei beni a B che con il denaro ricavato acquista beni da C ), negli scambi internazionali.<br \/>\n\tMa non basta.<br \/>\n\tTale moneta deve anche dare almeno l&rsquo;impressione di una buona stabilit&agrave;, di conservare il proprio valore nel tempo, per poter esser usata come riserva.<br \/>\n\tInfatti gli scambi in triangolazione non &egrave; detto che debbano ( anzi non accade mai) avvenire in simultanea, e pertanto ogni paese tender&agrave; a crearsi una riserva di tale moneta.<br \/>\n\tMa come si pu&ograve; definire , quindi il rapporto di cambio tra due monete ?<br \/>\n\tUn modo &egrave; il seguente, che pur essendo teorico, d&agrave; un&rsquo;idea del come potrebbe esser calcolato.<br \/>\n\tPrendendo tutti i beni del paese A che hanno un valore nel paese B, e sommandone i prezzi espressi nella moneta del paese A, e facendo altrettanto nel paese B, il rapporto di cambio equivale al rapporto tra tali risultati.<br \/>\n\tSe poi si considera la totalit&agrave; dei paesi che possono quindi triangolare i beni anzich&eacute; il valore che hanno nel paese B occorre prendere la media dei valori che hanno gli stessi beni sull&rsquo;intero mercato internazionale.<br \/>\n\tOvviamente tale risultato d&agrave; un rapporto di cambio teorico, mentre praticamente tale rapporto scaturisce solo dal volume di scambi tra i due paesi, considerando che anche il denaro, sovente &egrave; un bene che occorre per investimenti o per acquistare presso paesi la cui moneta non &egrave; quotata.<br \/>\n\tMi rendo conto che aver voluto sintetizzare questi concetti, li ha resi piuttosto di difficile comprensione, ma per procedere nel discorso inflazione, &egrave; necessario rendersi conto di quanto peso abbia il rapporto di cambio tra le monete dei due paesi.<br \/>\n\tPerch&eacute;, un certo bene, pu&ograve; esser pi&ugrave; conveniente ( a un prezzo minore) se acquistato all&rsquo;estero e se tra le due monete esiste un certo rapporto di cambio oltre ad un prezzo in quel paese sufficientemente basso.<br \/>\n\tMa questo rompe quella catena che legava la produzione agli acquisti tramite gli operatori che facevano parte di entrambe le categorie.<br \/>\n\tPortando all&rsquo;estremo tale caso, dato che il prezzo di un bene &egrave; frutto di un equilibrio tra quantit&agrave; di quel bene offerto e risorse messe in campo per acquistarle, se non venissero pi&ugrave; prodotte localmente, si creerebbe disoccupazione. E quindi, tolto un ceto numero di stipendi, calerebbe anche la richiesta.<br \/>\n\tMa avvenendo dopo che la produzione &egrave; stata spostata, quantit&agrave; minori importate , potrebbero rendere non pi&ugrave; conveniente l&rsquo;importazione, ma attuata ugualmente perch&eacute; la produzione locale sarebbe cessata.<br \/>\n\tIn tutto questo discorso, comunque la cosa importante &egrave; notare come la produzione di ricchezza (creazione di beni e servizi) renda forte la moneta, mentre l&rsquo;acquisto all&rsquo;estero, se non compensato da scambi di altrettanti beni, oltre a causare una bilancia commerciale negativa, con aumento di indebitamento verso i paesi esportatori, finisce per causare inflazione, cosa che indebolisce la moneta.<br \/>\n\tQuindi, un paese sano economicamente &egrave; in genere un paese che esporta pi&ugrave; di quanto importa, ma se questo si verifica ci sar&agrave; qualche altro paese in condizioni speculari, che per&ograve; si indebolisce.<br \/>\n\tL&rsquo;ottimo, per tutti, quindi sarebbe un sostanziale equilibrio degli scambi, in cui non prevale per nessuno ne l&rsquo;esportazione ne l&rsquo;importazione.<br \/>\n\tEsattamente, cio&egrave;, la situazione opposta all&rsquo;attuale.<br \/>\n\tNel prossimo numero vedremo quindi quello che l&rsquo;attuale crisi ha mostrato evidente sul mercato mondiale delle monete.<br \/>\n\tEd ora alcune considerazioni sugli eventi della settimana.<br \/>\n\tSi fa un gran parlare dei debiti sovrani dei paesi deboli dell&rsquo;unione, dimenticando chi &egrave; il creditore.<br \/>\n\tE tra essi la parte del leone la fanno le banche.<br \/>\n\tdel debito della Spagna circa 730 miliardi di dollari sono suddivisi tra banche di Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.<br \/>\n\tCirca 570 miliardi di dollari del debito irlandese sono detenuti da Germania, Francia, Gran Bretagna Stati Uniti e Spagna.<br \/>\n\tDei 220 miliardi di dollari di debito del Portogallo sono creditori Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna.<br \/>\n\tE dei 180 miliardi del debito Greco sono creditori Germania, Francia, e Stati Uniti.<br \/>\n\tResta quindi evidente che un default di uno di questi paesi trascinerebbe nel baratro le banche dei paesi creditori, ed &egrave; quindi ANCHE interesse di questi ultimi trovare una soluzione che non appesantisca al limite dell&rsquo;insopportabile il peso dei debitori.<br \/>\n\tMa se l&rsquo;Europa piange , gli USA non ridono.<br \/>\n\tLa situazione disoccupazione USA continua ad essere critica, nel senso che aumenta mentre diminuiscono gli occupati a qualsiasi titolo, mentre , stranamente pare che riprendano i consumi privati.<br \/>\n\tDa cosa derivi questa &ldquo;euforia&rdquo; &egrave; tutto un mistero, visto ch etra dicembre e gennaio inizieranno a terminare i supporti ai disoccupati che possono essere erogati per un massimo di 99 settimane.<br \/>\n\tNon dimentichiamo che il mercato immobiliare &egrave; sempre molto critico ed il numero di case nuove acquistate ha toccato il minimo di sempre.<br \/>\n\tMa la cosa che fa vedere le cose ancora peggiori &egrave; il numero dei mutui ARM ( contratti per acquisto di case di medio valore, con condizioni particolarmente buone per i primi due anni, che peggiorano sensibilmente dopo ) da ristrutturare, unito ai problemi di vendita dei locali commerciali, i quali, essendo stati finanziati essenzialmente dalle banche locali, stanno fallendo a 3 -4 la settimana da 2 anni a questa parte (vedere report del FDIC , l&rsquo;ente che gestisce i fallimenti bancari).<br \/>\n\tQuindi, l&rsquo;accanimento delle societ&agrave; di rating americane contro i debiti dei paesi &ldquo;deboli&rdquo; europei, ha pi&ugrave; l&rsquo;aria di essere un modo per distogliere l&rsquo;attenzione dai problemi statunitensi, che una reale necessit&agrave; di mettere in guardia gli investitori sui problemi, seppur reali, ma non inferiori a quelli del loro paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inflazione &ndash; Seconda parte Nello scritto precedente ho analizzato come inizia e come eventualmente si sviluppa il processo inflazionistico. 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