{"id":24762,"date":"2016-10-30T08:34:35","date_gmt":"2016-10-30T07:34:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24762"},"modified":"2016-10-29T11:44:13","modified_gmt":"2016-10-29T09:44:13","slug":"24762","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24762","title":{"rendered":"Intervista esclusiva al prof. Marc Lavoie &#8211; 28\/10\/2016"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CSEPI (Domande: Aldo Scorrano, Fabio di Lenola &#8211; Traduzione: Jacopo Foggi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Marc Lavoie \u00e8 professore presso il Dipartimento di Economia dell&#8217;Universit\u00e0 di Ottawa, dove ha iniziato a insegnare nel 1979. Le principali aree di ricerche riguardano il pensiero post-keynesiano e l\u2019economia monetaria. Nel 2007 ha collaborato al sMarc Lavoieeminario Monetary Economics: an integrated approach to money, income, production and wealth, assieme a Wynne Godley, gi\u00e0 docente di Economia Applicata a Cambridge. Le sue pubblicazioni sono innumerevoli e spaziano da articoli scientifici a libri di settore. E&#8217; stato l&#8217;editore associato della Encyclopedia of Political Economy (1999), ed \u00e8 stato visiting professor presso le universit\u00e0 di Bordeaux, Nizza, Rennes, Digione, Grenoble, Limoges, Lille, Paris-1 e Paris-Nord, cos\u00ec come presso Curtin University di Perth, in Australia. Inoltre \u00e8 anche un Research Fellow presso la IMK Hans B\u00f6ckler Foundation in D\u00fcsselforf e Policy Fellow presso il Broadbent Institute di Toronto. Ha tenuto conferenze presso la scuola estiva post-keynesiana a Kansas City, al Levy Economics Institute e a Berlino.<\/em><\/p>\n<p><strong>Csepi (D): 1- Sulla MMT e la teoria del circuito monetario.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In un suo articolo di qualche anno fa scrisse una critica \u2018amichevole\u2019 della MMT, potrebbe indicarci brevemente i punti di forza e i limiti di questa teoria?<\/strong><\/p>\n<p>Lavoie (R): Io sono essenzialmente d\u2019accordo con quanto sostenuto dagli esponenti della MMT, in particolare con l\u2019analisi da loro fatta sugli effetti della spesa pubblica e delle tasse sul bilancio della banca centrale e su quelli delle banche commerciali. Alcuni critici affermano che tutto ci\u00f2 era gi\u00e0 noto, ma ovviamente fino a che gli esponenti della MMT non lo avevano riportato alla ribalta, queste cose erano state dimenticate da quasi tutti i nostri colleghi. La mia unica preoccupazione, come ho espresso nel mio articolo, era che nel loro sforzo di convincere i lettori i sostenitori della MMT semplificassero eccessivamente, al punto da creare qualche confusione tra i loro colleghi economisti<\/p>\n<p><strong>1.a) Molti critici della MMT insistono sul fatto che consolidare la banca centrale e il ministero del tesoro sia un errore (una semplificazione eccessiva della realt\u00e0). Gli economisti MMT (ma anche Sergio Cesaratto nel suo recente lavoro http:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/01603477.2016.1147333) rispondono dicendo che a livello operativo non c\u2019\u00e8 alcuna differenza tra consolidare o meno. Qual\u2019\u00e8 la sua posizione a riguardo?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Io dico spesso che il consolidamento pu\u00f2 essere giustificato per alcuni scopi ma non per altri. Quando si deve tentare di spiegare com\u2019\u00e8 che la spesa dello stato porta le banche commerciali ad acquisire depositi (quelli che vengono spesso chiamati \u2018riserve\u2019 o \u2018saldi di regolamento\u2019) presso la banca centrale, io penso che sia meglio evitare il consolidamento, altrimenti si potrebbe tralasciare il punto importante, cio\u00e8 che prima di poter spendere il governo deve acquisire dei depositi presso la banca centrale, o vendendo dei titoli oppure ottenendo degli scoperti di conto dalla banca centrale laddove ci\u00f2 \u00e8 consentito.<\/p>\n<p><strong>1.b (D): In riferimento ai Piani di Lavoro Garantito, \u00e8 vero che potrebbero generare degli effetti deflattivi dovuti al fatto di impostare le paghe al minimo salariale?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Questo \u00e8 un punto di contrasto tra i sostenitori della MMT e alcuni dei suoi critici. Gli MMTers pensano che poich\u00e9 i lavoratori che non trovano lavoro verranno assunti dallo stato con il Programma di Occupazione di Ultima Istanza (ELR) ad un salario nominale prefissato, tutti i salari rimarranno in linea con lo stipendio del ELR. Ma in passato l\u2019esistenza di un determinato minimo salariale non ha mai fermato l\u2019aumento dei prezzi e dei salari. Altri critici paventano che la creazione di un Programma di ELR possa infine portare alcuni governi a sostituire i posti di lavori ben pagati e sindacalizzati con i lavori a basso stipendio del programma.<\/p>\n<p><strong>1.c (D): Un altro punto che spesso si accusa la MMT di trascurare \u00e8 il rapporto con il settore estero. Si dice che la MMT trascuri gli effetti duraturi che un deficit commerciale pu\u00f2 causare all\u2019economia nazionale. Lei che cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>(L): E\u2019 vero che alcuni, come Mosler, continuano a dire che i deficit commerciali significano che il paese in disavanzo sta ricevendo maggiori beni e servizi esteri in cambio di promesse su pezzi di carta. Sono certo, per\u00f2, che i sostenitori della MMT siano ben consapevoli del fatto che i disavanzi esteri, a parit\u00e0 di condizioni, hanno un impatto negativo sull\u2019occupazione e sull\u2019attivit\u00e0 economica. Rispetto al settore estero, direi semmai che gli MMTers tendano a minimizzare il possibile impatto negativo di un deprezzamento della valuta, in particolare per i paesi in via di sviluppo o emergenti.<\/p>\n<p><strong>1.d (D): La teoria del circuito monetario da un ruolo centrale alla funzione della moneta, in cui essa \u00e8 strettamente connessa alle variabili dell\u2019economia reale come il livello di produzione, i profitti delle imprese, l\u2019occupazione ecc. In breve, il circuito pu\u00f2 essere cos\u00ec sintetizzato: l\u2019apertura di credito bancario alle imprese; il suo conseguente utilizzo all\u2019interno dell\u2019economia produttiva (l\u2019economia reale); il rimborso del debito: la moneta creata ritorna alle banche, con l\u2019aggiunta di una porzione di interessi. In questo processo, da dove provengono gli interessi guadagnati?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Questo \u00e8 il cosiddetto dilemma degli interessi della teoria del circuito monetario. Come fanno le imprese a fare profitti, e come fanno a ripagare gli interessi alle banche? Come possono ricevere pi\u00f9 unit\u00e0 monetarie di quelle che hanno prima distribuito? Questo dilemma esiste solamente nella teoria del circuito a causa dell\u2019assunto che vi sia una sorta di flusso a senso unico. In realt\u00e0, quando alcune imprese fanno profitti, questi vengono distribuiti alle famiglie che le spendono nuovamente nell\u2019economia; analogamente, via via che le banche ricevono degli interessi, questi pagamenti vengono redistribuiti ai depositanti che poi li rispendono. Il mio amico Gennaro Zezza, esso stesso un allievo di Augusto Graziani, il creatore della teoria del circuito monetario in Italia, ha spiegato questo meccanismo in un paio di articoli.<\/p>\n<p><strong>1.e (D): Qual\u2019\u00e8 il ruolo della Banca Centrale nel processo produttivo?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Il ruolo della banca centrale \u00e8 essenzialmente (e normalmente) di tipo difensivo; deve fornire le banconote e le riserve di cui il sistema bancario ha bisogno, al tasso di interesse che essa pensa adatto alle circostanze economiche. In molti paesi, ma fino a tempi recenti non nell\u2019eurozona, la banca centrale \u00e8 non solo prestatrice di ultima istanza per il sistema bancario al fine di evitare crisi bancarie; essa \u00e8 anche l\u2019acquirente di ultima istanza, cio\u00e8 quello che deve comprare i titoli di stato (a lungo termine) che il settore privato non intende mantenere, cos\u00ec da tenere il tasso di interesse sotto controllo e in linea con l\u2019obiettivo d\u2019interesse di breve periodo.<\/p>\n<p><strong>2 (D): I paesi dell\u2019area euro, in particolare quelli del sud, mostrano tassi di crescita molto bassi e livelli di disoccupazione molto elevati. A questo riguardo, la Bce, nel tentativo di produrre effetti sulla crescita e sull\u2019occupazione, ha utilizzato strumenti non convenzionali come il Quantitative Easing, senza per\u00f2 ottenere risultati su questi indicatori se non quello di stabilizzare l\u2019euro. Anche le cosiddette \u201criforme strutturali\u201d, che si traducono in pratica in tagli al welfare e in misure contro il mondo del lavoro, continuano ad essere il fulcro dell\u2019agenda europea. Di cosa, invece, avrebbe bisogno l\u2019Europa?<\/strong><\/p>\n<p>(L): All\u2019inizio degli anni \u201990 molti miei colleghi europei dicevano che gli Stati Uniti erano sull\u2019orlo dell\u2019abisso e che l\u2019Unione Europea li avrebbe presto superati. Sappiamo tutti cosa \u00e8 successo: gli Usa hanno avuto il boom degli anni di Clinton, mentre i paesi europei che intendevano unirsi all\u2019Eurozona hanno lottato e sofferto per soddisfare i parametri di Maastricht. Adesso, con tutti i nuovi Patti, i paesi dell\u2019Eurozona o non osano oppure non viene loro consentito di adottare i veri programmi fiscali espansivi che sarebbero necessari per accrescere la domanda aggregata e fare in modo che l\u2019economia ricominci ad andare, come \u00e8 stato fatto negli Usa e in Cina dopo la crisi finanziaria. La Commissione Europea continua a sostenere il consolidamento fiscale, laddove i numeri dimostrano che una politica fiscale espansiva, per quanto nella fase iniziale porti ad un aumento del debito pubblico in rapporto al Pil, porterebbe infine ad una caduta di questo rapporto.<\/p>\n<p>Come per i programmi di Quantitative Easing della Bce, che consentono alle imprese o ai ricchi investitori di sostituire degli asset illiquidi con moneta; ma se questi poi decidono di utilizzare questo denaro per rimborsare i propri debiti o per investirli in borsa o all\u2019estero, ci\u00f2 non ha alcun impatto positivo sull\u2019attivit\u00e0 economica europea.<\/p>\n<p>Quanto alle cosiddette riforme strutturali del mercato del lavoro, queste sono perlopi\u00f9 focalizzate sull\u2019obiettivo sbagliato: tu puoi addestrare i cani a trovare gli ossi, ma se ci sono 100 cani e 90 ossi, vi saranno sempre dieci cani senza osso. Rendere pi\u00f9 facile per le imprese licenziare i lavoratori o avere lavoratori meglio formati non creer\u00e0 pi\u00f9 posti di lavoro se non c\u2019\u00e8 un aumento delle vendite o della domanda aggregata.<\/p>\n<p><strong>3 (D): Le socialdemocrazie europee sono state finora incapaci di riformare l\u2019eurozona. Il caso di Tsipras \u00e8 emblematico, con la Grecia ridotta adesso ad un \u2018paese del Terzo Mondo\u2019. \u00c8 veramente possibile riformare l\u2019euro e l\u2019Unione Europea oppure no?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Ci sono alcuni segnali incoraggianti, come la Bce, che pur essendo stata in gran parte responsabile della crisi finanziaria avvenuta nell\u2019Eurozona tra il 2010 e il 2012 ha mostrato che le istituzioni possono cambiare. Tuttavia, quando guardiamo invece al processo politico in quanto tale, come ha dimostrato il caso della Grecia di Tsipras, penso piuttosto che una riforma dell\u2019euro e dell\u2019Unione Europea sembra quasi senza speranza.<\/p>\n<p><strong>3.a (D): L\u2019Italia, secondo Lei, dovrebbe uscire dall\u2019eurosistema? Se si, quali sarebbero al di fuori della moneta unica i limiti in termini di politica fiscale per un paese come l\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p>(L): \u00c8 una decisione difficile. Vi \u00e8 un certo numero di paesi che non fanno parte dell\u2019Unione Europea, e un numero pi\u00f9 ampio di paesi che non fanno parte della zona euro; e non sembrano soffrirne molto. Io direi che tutto dipende dalle regole sulla moneta in cui ridenominare gli asset e i debiti, poich\u00e9 un\u2019uscita dell\u2019Italia significherebbe una svalutazione della moneta locale. Se l\u2019Italia uscisse dall\u2019eurozona i debiti del governo italiano verrebbero ridenominati in lire o in euro? Ma se l\u2019Italia uscisse sono sicuro che altri paesi farebbero presto lo stesso.<\/p>\n<p><strong>4 (D): Qual\u2019\u00e8 la relazione tra la politica e la scienza economica? L\u2019economia \u00e8 una scienza \u2018non partigiana\u2019 o risponde alla logica di classe?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Keynes era solito dire che i politici erano \u2018gli schiavi di economisti defunti\u2019; di contro, il famoso economista americano Paul Samuelson, diceva che per capire l\u2019evoluzione delle idee economiche si doveva cercare dove erano i soldi. In altre parole, egli pensava che gli economisti seguissero l\u2019umore dei politici e le opinioni delle classi dominanti. La scienza economica non pu\u00f2 essere una scienza oggettiva; tutti noi abbiamo dei pregiudizi a delle inclinazioni che hanno una qualche influenza sul lavoro accademico che facciamo. E questo vale sia per il lavoro teorico che per quello empirico.<\/p>\n<p><strong>5 (D): Target 2: Cosa \u00e8? E come funziona?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Target 2 \u00e8 il sistema di compensazione e di regolamento dell\u2019Eurozona. Quando un\u2019impresa italiana esporta dei beni alla Francia, il pagamento va dalla Banca di Francia fino ad arrivare alla Banca d\u2019Italia. La banca dell\u2019esportatore ha quindi un aumento del suo conto di riserva presso la Banca d\u2019Italia, mentre l\u2019importatore francese vede diminuire le proprie riserve [le riserve della propria banca] presso la Banca di Francia. In questo caso, la Banca di Francia ha un debito nei confronti della Banca d\u2019Italia. In altri termini, la Banca d\u2019Italia ha un entrata positiva sul bilancio di Target2 mentre la Banca di Francia ha una voce negativa, quindi un saldo negativo in Target2. La stessa cosa avviene se gli investitori francesi trasferiscono i propri depositi bancari dalla Francia all\u2019Italia. Quando tutto procede bene questi movimenti finanziari si compensano. Nel caso dell\u2019esportatore italiano e dell\u2019importatore francese, la banca italiana dell\u2019esportatore starebbe facendo un prestito alla banca francese sul mercato interbancario a breve termine, cos\u00ec che i saldi di Target2 dei due paesi non si modificano. Ma quando le banche perdono fiducia l\u2019una con l\u2019altra, come \u00e8 successo durante la crisi finanziaria dell\u2019eurozona, le banche non intendono pi\u00f9 prestarsi tra loro. Nel 2010-2012, le imprese e le famiglie ricche hanno spostato i loro depositi dal sud alla Germania, di conseguenza i saldi di Target2 della Germania sono schizzati in alto mentre quelli dei paesi del sud sono diventati pesantemente negativi<\/p>\n<p><strong>5.a (D): Esiste veramente un problema connesso agli squilibri delle bilance dei pagamenti tra i paesi dell\u2019UME?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Non vi \u00e8 alcun tipo di problema legato ai saldi positivi o negativi di Target 2, e questo \u00e8 il motivo per cui per un lungo periodo nessuno se ne \u00e8 preoccupato. Dovremmo aspettarci grandi saldi Target 2 solo quando il mercato interbancario si blocca. Si \u00e8 cominciato a porsi domande su questi saldi solo quando l\u2019uscita di diversi paesi dall\u2019eurozona era diventata una possibilit\u00e0 concreta, a causa del rifiuto della Bce di giocare a pieno il suo ruolo di prestatrice di ultima istanza<\/p>\n<p><strong>6 (D): In Italia vi \u00e8 un dibattito infuocato circa il debito pubblico, che viene visto come un male che deve essere combattuto (cio\u00e8 ridotto). Di conseguenza, anche la spesa pubblica \u00e8 sotto attacco. Potrebbe spiegarci brevemente cosa \u00e8 il debito pubblico e se questo crea problemi per l\u2019economia, o se al contrario si tratta di una necessit\u00e0 economica?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Il debito pubblico attuale \u00e8 la somma di tutti i passati disavanzi dello stato. L\u2019Italia ha avuto un grosso debito pubblico per molti anni, e fino a che non sono state messe in campo le regole di Maastricht di ridurlo al 60% del Pil, nessuno sembrava prestargli attenzione. Avere un largo debito pubblico non \u00e8 necessariamente una cosa negativa, dal momento che il debito pu\u00f2 essere associato dall\u2019altro lato del bilancio ad un asset finanziario o ad asset reali che generano benefici per la societ\u00e0, come strade, ponti, edifici o un migliore sistema di istruzione. I sostenitori della MMT sottolineano, giustamente, che in un\u2019economia chiusa la controparte del debito pubblico \u00e8 costituita dagli attivi finanziari netti detenuti dal settore privato. Perci\u00f2, se il settore privato desidera risparmiare di pi\u00f9 senza investire di pi\u00f9, allora il settore pubblico dovr\u00e0 andare in deficit, altrimenti il serbatoio diverrebbe l\u2019economia. Questo \u00e8 stato enfatizzato recentemente in un libro di Richard Koo, un consulente finanziario, che descrive in particolare quello che \u00e8 successo all\u2019economia giapponese, dove il rapporto tra debito pubblico e Pil ha superato il 200%. Si noti anche che se non ci fosse alcun debito pubblico, le istituzioni finanziarie non avrebbero nessun accesso ad asset finanziari iper-sicuri.<\/p>\n<p>Gli autori Keynesiani difendono generalmente un approccio al debito pubblico ispirato alla \u2018Finanza funzionale\u2019: i surplus e i deficit dovrebbero essere impostati con l\u2019obiettivo di ottenere la piena occupazione, non di raggiungere una qualche regola arbitraria come quella del 60% percento di rapporto debito\/Pil.<\/p>\n<p><strong>6.a (D): Sempre su questo, in che modo il governo genera spesa pubblica?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Per spendere, il governo deve prima avere dei fondi da cui pu\u00f2 prelevare per effettuare i suoi pagamenti dal conto bancario presso la banca centrale. I fondi sono sul conto o perch\u00e9 in passato si sono raccolte le tasse e non sono state spese, oppure perch\u00e9 la banca centrale ha acquistato direttamente i titoli emessi dal governo. Nell\u2019eurozona questa seconda possibilit\u00e0 \u00e8 vietata, di modo che le banche centrali nazionali e la Bce possono acquistare questi titoli solo sul mercato secondario, che significa che i titoli devono prima essere comprati dalle istituzioni finanziarie. In questo caso, il governo vende i propri titoli, acquisendo in questo modo dei depositi sui suoi conti nei bilanci delle banche commerciali, dopodich\u00e9 questi depositi vengono trasferiti sui bilanci della banca centrale. Ma ci\u00f2 significa che i depositi delle banche commerciali presso la banca centrale (le loro riserve) vengono diminuiti, cos\u00ec che la banca centrale deve prima dare degli anticipi alle banche commerciali. Si tratta di una complicazione non necessaria. Sarebbe molto pi\u00f9 semplice se la banca centrale potesse acquistare i tioli di stato direttamente sul loro mercato primario, o se la banca centrale concedesse degli scoperti di conto al governo, come funzionava di solito prima dell\u2019avvento dell\u2019era neoliberale e come funziona ancora oggi in numerosi paesi al di fuori dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p><strong>6.b (D): \u00c8 corretto dire che lo stato spende prima (ex-ante) e dopo raccoglie le tasse (ex-post)?<\/strong><\/p>\n<p>(L): Questo \u00e8 quanto affermano i sostenitori della MMT. Forse i lettori hanno notato la somiglianza con il circuito monetario presentato pi\u00f9 sopra. Nel circuito monetario standard, prima le imprese spendono, distribuendo i salari, e dopo raccolgono le entrate dai consumatori. Nel circuito monetario statale sostenuto dalla MMT, lo stato prima spende e dopo riceve le tasse, sulla base dell\u2019argomento che le banche commerciali non possono pagare le tasse per conto dei loro clienti a meno che esse non abbiano gi\u00e0 delle riserve accumulate presso la banca centrale. Ma questo pu\u00f2 avvenire solo se le banche centrali hanno fatto degli anticipi alle banche commerciali o se il governo ha gi\u00e0 speso, consentendo cos\u00ec alle banche di accumulare riserve. Come nel caso del circuito monetario, \u00e8 un discorso logico. In realt\u00e0 la tassazione e la spesa avvengono simultaneamente.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa certa \u00e8 che la spesa pubblica genera un aumento delle riserve bancarie presso la banca centrale, mentre le entrate fiscali generano una caduta delle riserve bancarie. Quando vengono pagate le tasse, la moneta utilizzata non scompare, ma va sul conto del governo alla banca centrale.<\/p>\n<p>Come abbiamo evidenziato prima, il ruolo della banca centrale \u00e8 normalmente un ruolo puramente difensivo: essa deve compensare questi cambiamenti nell\u2019ammontare dell\u2019offerta autonoma di riserve, in modo da assicurare che l\u2019offerta di riserve sia uguale all\u2019ammontare che viene domandato dal sistema bancario, cos\u00ec che il tasso di interesse a breve rimanga al livello-obiettivo stabilito dalla banca centrale. Come ho detto in precedenza, il problema dell\u2019eurozona come funzionava prima del 2010 era che alla Bce era stato vietato dai trattati di acquistare le obbligazioni degli stati sul mercato primario, mentre per tradizione essa si autoimponeva il divieto di comprarli anche riguardo al mercato secondario. Questo ha significato che la determinazione dei tassi di interesse a lungo termine erano lasciati interamente nelle mani dei mercati finanziari. Tra il 2010 e il 2012 la Bce ha sempre reagito troppo tardi e troppo poco alle pressioni dei mercati finanziari sui tassi di interesse. I mercati finanziari si sono infine calmati quando Draghi e la Bce avvertirono che avrebbero utilizzati tutti i loro poteri.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/csepi.it\/index.php\/21-interviste\/87-intervista-al-prof-marc-lavoie\">http:\/\/csepi.it\/index.php\/21-interviste\/87-intervista-al-prof-marc-lavoie<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CSEPI (Domande: Aldo Scorrano, Fabio di Lenola &#8211; Traduzione: Jacopo Foggi) Marc Lavoie \u00e8 professore presso il Dipartimento di Economia dell&#8217;Universit\u00e0 di Ottawa, dove ha iniziato a insegnare nel 1979. Le principali aree di ricerche riguardano il pensiero post-keynesiano e l\u2019economia monetaria. Nel 2007 ha collaborato al sMarc Lavoieeminario Monetary Economics: an integrated approach to money, income, production and wealth, assieme a Wynne Godley, gi\u00e0 docente di Economia Applicata a Cambridge. Le sue pubblicazioni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":24331,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Unknown-2-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-24762","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24762"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24762"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24762\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24765,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24762\/revisions\/24765"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}