{"id":24782,"date":"2016-10-31T00:34:04","date_gmt":"2016-10-30T23:34:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24782"},"modified":"2016-10-31T10:48:06","modified_gmt":"2016-10-31T09:48:06","slug":"non-sono-poveri-e-non-scappano-dalla-guerra-ne-dalla-fame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24782","title":{"rendered":"&#8220;Non sono poveri e non scappano dalla guerra n\u00e9 dalla fame&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>MARCO DOZIO (ilpopulista.it)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell\u2019Africa all&#8217;Universit\u00e0 di Torino, conoscendo a fondo la materia, ribalta un bel gruzzolo di luoghi comuni. Spiega che chi sbarca o viene traghettato sulle nostre coste, arrivando prevalentemente dall&#8217;Africa subsahariana, per la stragrande maggioranza dei casi non \u00e8 un profugo. E nemmeno un povero in fuga dalla fame. Ma un giovane maschio, spesso appartenente al ceto medio, che non scappa da guerre o persecuzioni. &#8220;La maggior parte di chi lascia l\u2019Africa subsahariana per l&#8217;Europa non scappa n\u00e9 dalla guerra n\u00e9 dalla povert\u00e0 estrema&#8221;.<\/p>\n<p><strong><em>Professoressa, ci raccontano che gli immigrati che arrivano in Italia sono profughi.<\/em><br \/>\n<\/strong>I dati dicono che dall&#8217;inizio dell&#8217;anno il numero di persone che hanno fatto domanda di asilo politico, e che hanno ottenuto risposta positiva, si assesta intorno al 4%. Significa che tutti gli altri non rientrano nei parametri previsti dalla convenzione di Ginevra, quindi non sono persone che hanno lasciato il loro Paese sotto la minaccia di perdere la libert\u00e0 o la vita: non sono persone perseguitate.<\/p>\n<p><strong><em>E ci raccontano che chi non scappa dalla guerra per\u00f2 scappa dalla fame.<\/em><br \/>\n<\/strong>I costi elevatissimi dell\u2019emigrazione clandestina contraddicono questa tesi comune. Ormai \u00e8 risaputo che chi vuole venire in Europa deve mettere insieme 4mila, 5mila o 10mila dollari per potersi appoggiare a un\u2019organizzazione di trafficanti che provveda all&#8217;espatrio. Cifre appunto elevatissime soprattutto se rapportate ai redditi medi dei Paesi di provenienza. Chi arriva generalmente appartiene al ceto medio o medio basso, comunque per la gran parte non si tratta di indigenti. C\u2019\u00e8 chi risparmia, chi si fa prestare il denaro dai parenti, chi paga a rate, chi vende una mandria, per\u00f2 i soldi ci sono, i trafficanti vogliono essere pagati in contanti. \u00c8 gente che ha una disponibilit\u00e0 economica. Certo c\u2019\u00e8 la delusione di vivere in Paesi dove avanzano prevalentemente i raccomandati: la spinta pu\u00f2 arrivare anche da l\u00ec, da delusioni lavorative, come succede per chi parte dall&#8217;Italia.<\/p>\n<p><strong><em>Per quale motivo chi \u00e8 eventualmente coinvolto in un conflitto dovrebbe far rotta dall&#8217;Africa subsahariana verso l&#8217;Europa?<\/em><br \/>\n<\/strong>Infatti non succede questo. In Africa i profughi sono milioni e milioni ma la quasi totalit\u00e0 di coloro che ottengono asilo non lascia il continente. I profughi sono pi\u00f9 di 60 milioni, dato del 2015, di cui 41 milioni sono profughi interni, sfollati. Quando si vive in uno stato di conflitto o di pericolo ci si allontana solo il minimo indispensabile per mettersi al sicuro, pensando di poter fare ritorno a casa propria. La maggior parte delle persone si allontana restando all&#8217;interno dei confini nazionali, mentre un\u2019altra porzione di persone oltrepassa i confini per essere ospitata nei campi dell&#8217;Unhcr anche per lungo tempo, come per il caso della Somalia. Bench\u00e8 la diaspora somala sia una delle pi\u00f9 numerose al mondo, a causa di vent&#8217;anni di instabilit\u00e0 e del terrorismo di Al Shaabab, solo una parte dei profughi \u00e8 fuggita all&#8217;estero: la gran parte ha oltrepassato i confini nazionali riparando nel vicino Kenya.<\/p>\n<p><strong><em>Qual \u00e8 la situazione nei Paesi di partenza?<\/em><br \/>\n<\/strong>Molti emigranti arrivano per esempio da un Paese come il Senegal che non \u00e8 in guerra, non vive gravi problemi di conflitti e come tutti i Paesi africani, con poche eccezioni, vive un periodo positivo dal punto di vista economico. Da anni quasi tutta l\u2019Africa presenta una crescita del prodotto interno lordo costante e in certi casi consistente. Il problema \u00e8 che questa crescita non si traduce in vero e proprio sviluppo economico o umano, anche a causa della corruzione endemica e del malgoverno.<\/p>\n<p><strong><em>Per quale motivo telegiornali, grande stampa e larga parte della politica insistono nel parlare erroneamente di &#8220;sbarchi di profughi o rifugiati&#8221;?<\/em><br \/>\n<\/strong>Mass media, politici, chiunque parli di immigrazione utilizza emigrante, profugo o rifugiato come fossero sinonimi. Ma ovviamente non lo sono. In parte ci\u00f2 \u00e8 frutto di una confusione involontaria. In parte per\u00f2 si tratta di un errore voluto, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la tendenza ad affermare che chiunque lasci il proprio Paese abbia una forma di disagio e dunque abbia il diritto di essere ospitato. Questo approccio si traduce in ci\u00f2 che vediamo: centinaia di migliaia di persone in marcia per arrivare in Europa. Molti dei quali non sono indigenti e per la maggior parte, circa l\u201980%, sono giovani uomini di et\u00e0 non superiore ai\u00a035 anni. Poi c\u2019\u00e8 una fetta crescente di minori non accompagnati, met\u00e0 dei quali non si sa che fine faccia. Si parla tanto di accoglienza e poi lasciamo sparire 5mila bambini nel nulla.<\/p>\n<p><strong><em>L&#8217;esodo \u00e8 favorito da una sorta di propaganda?<\/em><br \/>\n<\/strong>Nei Paesi dell\u2019Africa subsahariana esistono pubblicit\u00e0 che incitano ad andare in Italia, spiegando che qui \u00e8 tutto gratis. E in effetti lo \u00e8. Mi immagino le telefonate di questi ragazzi ai loro amici, in cui confermano che effettivamente tutto viene assicurato loro gratuitamente.<\/p>\n<p><strong><em>Come vede la questione in prospettiva?<\/em><br \/>\n<\/strong>Se continuiamo ad andarli a prendere a poca distanza dalle coste africane, come illustrava una vignetta satirica di Krancic, la situazione non potr\u00e0 che peggiorare. In Grecia non sbarca quasi pi\u00f9 nessuno da quando \u00e8 stato siglato l\u2019accordo con la Turchia. Se chi pensa di venire in Italia ha la certezza di essere rimandato indietro, non avendo le caratteristiche per ottenere l&#8217;asilo, alla fine desiste. Manca la volont\u00e0 politica. Che ci sia un divario notevole tra le condizioni di vita dell\u2019Africa, del Sudamerica o di una parte dell\u2019Asia rispetto all&#8217;Occidente \u00e8 evidente. Per\u00f2 noi abbiamo 4 milioni e 600mila poveri assoluti e il 40% dei giovani senza lavoro, numeri di cui tenere conto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO DOZIO (ilpopulista.it) Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell\u2019Africa all&#8217;Universit\u00e0 di Torino, conoscendo a fondo la materia, ribalta un bel gruzzolo di luoghi comuni. 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