{"id":2491,"date":"2010-12-27T11:29:15","date_gmt":"2010-12-27T10:29:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2491"},"modified":"2010-12-27T11:29:15","modified_gmt":"2010-12-27T10:29:15","slug":"piu-stato-meno-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2491","title":{"rendered":"Pi\u00f9 Stato meno mercato"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <strong>John Kleeves l<\/strong>etto su <a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\">comedonchisciotte<\/a>&nbsp;tratto dal numero 11-12 novembre-dicembre 2000 di Italicum<br \/>\n\t<i>La leggenda del capitalismo e del libero mercato <\/i><\/p>\n<p>\tDimenticate Marx e pensate ex novo al Capitalismo. Cosa si intende per Capitalismo? Un&rsquo;economia di libero mercato, il quale lasciato a s&eacute; stesso e senza interventi statali permette la creazione di grandi ricchezze concentrate. <br \/>\n\tSi intende questo, eppure se ci pensiamo vediamo che con un mercato veramente libero non potrebbero affatto crearsi grandi ricchezze concentrate: con un mercato veramente libero non potrebbe esserci il Capitalismo! <br \/>\n\tIl fatto &egrave; che le grandi ricchezze concentrate, diciamo le grandi aziende, per nascere e mantenersi hanno bisogno sempre di opere pubbliche, di opere della collettivit&agrave;. <\/p>\n<p>\tImmaginiamo ogni grande azienda, di qualunque settore, ai suoi albori. L&#39;industria dell&#39;auto per esempio. Dopo l&#39;invenzione del semovente in vari Paesi degli imprenditori pensarono alla produzione di massa. Hanno venduto bene le prime serie, ma poi avrebbero dovuto fermarsi: era necessaria una rete stradale adatta. Ma in un mercato libero lo Stato non ti fa le strade perch&eacute; devi vendere le tue auto ma ti dice: se le vuoi compra i terreni e asfalta, caro il mio imprenditore privato, e rispetta i diritti dei confinanti, che sono liberi cittadini in un libero mercato. <\/p>\n<p>\tAvrei voluto vedere come avrebbero potuto svilupparsi i colossi del settore, come la Ford o la Fiat: avrebbero dovuto comprare striscia di terra dopo striscia di terra, asfaltarla, recintarla e dotarla di un&#39;infinit&agrave; di sottopassaggi e cavalcavia, curarne la manutenzione, rendere conto degli incidenti che vi avvenivano. Sarebbe stato impossibile anche il primo passo, l&#39;acquisto dei terreni, perch&eacute; ogni contadino avrebbe chiesto cifre esorbitanti &egrave; ovvio. <br \/>\n\tSarebbe rimasto al nostro candidato capitalista delle quattro ruote il mercato militare: jeep e camion per l&#39;Esercito, che viaggiavano sulle strade da lui fatte, per i suoi scopi. E il tutto vincolato dallo Stato (divieto di esportare, tipi di prodotti, eccetera), perch&eacute; &egrave; roba di importanza strategica. <br \/>\n\tOppure pensiamo all&#39;industria aeronautica e alle compagnie aeree. Begli oggetti gli aerei passeggeri, ma richiedono aeroporti e in un libero mercato lo Stato ti risponde come prima: Cosa c&#39;entro io? Fatteli! E in luoghi deserti, dove non infastidiscano nessuno col rumore, perch&eacute; i miei cittadini sono liberi cittadini in un libero mercato, e hanno dei diritti. <\/p>\n<p>\tRimarrebbe come prima solo il mercato militare, con basi escluse ai voli civili. Poca cosa e coi soliti vincoli. <br \/>\n\tOppure pensiamo all&#39;energia elettrica da portare a ogni domicilio: grandioso, ma occorre attraversare con i cavi le propriet&agrave; degli altri, che potrebbero rifiutare o chiedere un tot, perch&eacute; sono liberi cittadini in un libero mercato. Lo stesso per telefoni e telefonate: bisogna attaccare cavi alle case altrui. O per il trasporto via mare, per l&#39;import-export e per le crociere turistiche: hai bisogno di porti attrezzati e in un libero mercato o te li fai o non trasporti. Lo stesso per ogni altro settore potenzialmente atto a dar luogo a grandi aziende, al grande capitale. Semplicemente in un libero mercato, e ripeto libero, queste non possono neanche nascere. <\/p>\n<p>\tSi obietter&agrave;: ma cos&igrave; sarebbe impossibile lo sviluppo economico e civile! L&#39;osservazione &egrave; irrilevante: questi sono gli esiti di un libero mercato di liberi uomini. E poi lo sviluppo economico e civile non sarebbe impossibile; solo, dipenderebbe dalla volont&agrave; dello Stato, che comincerebbe a fare i patti con le aspiranti grandi aziende o imprese: faccio le strade, i porti, eccetera, ma voglio la maggioranza della propriet&agrave; delle vostre aziende perch&eacute; sono io che vi faccio vivere. In breve &#8211; sorpresa &#8211; l&#39;esito fisiologico di un veramente libero mercato &egrave; la statalizzazione di ogni attivit&agrave; economica rilevante. Puoi possedere tutti i mezzi di produzione che vuoi, ma se il mercato &egrave; proprio libero non vai da nessuna parte. <\/p>\n<p>\tLe Vere Leggi del libero mercato <\/p>\n<p>\tE anche se per mera ipotesi, per passatempo speculativo, concediamo che in un libero mercato possano nascere grandi aziende private, come farebbero poi a mantenersi? Un libero mercato &egrave; un mercato dove la gente per quanto riguarda i fatti economici fa e disf&agrave; a suo piacimento, e lo Stato non interviene, non premia e non punisce. Non lo ha detto Adam Smith, il profeta del Capitalismo, che lo Stato non deve interferire, che ci pensa la invisible hand (la &quot;mano invisibile&quot;) del libero mercato a regolare tutto per il meglio? <br \/>\n\tBene, allora io compro a credito e non pago: &egrave; un atto economico e lo Stato non deve intervenire. Dir&agrave; il medesimo: Non c&#39;&egrave; stato furto (non ha preso la roba dallo scaffale ed &egrave; scappato) ma il mancato rispetto di un patto economico fra le parti: il mercato &egrave; libero, per definizione non possono esserci leggi che lo regolino, e quindi arrangiatevi; neanche chiedo la restituzione della merce, perch&eacute; la vostra transazione, non essendo regolamentata, non ha valore giuridico e perci&ograve; chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, ma se in seguito alle recriminazioni ci sono violenze su persone o cose interverr&ograve; invece immancabilmente, a punirne l&#39;autore. <\/p>\n<p>\tCosa rimane ai produttori e ai venditori in questo regime di libert&agrave; economica? <\/p>\n<p>\tCosa fa la invisible hand? <\/p>\n<p>\tDice di consegnare la merce solo a fronte di un pagamento immediato e in contanti, ecco cosa dice. Come fa il contadino al mercato: nella mia mano il cavolfiore, nella tua il soldo. E questa &egrave; la Prima Vera Legge dell&#39;economia di libero mercato. <br \/>\n\tMa cos&igrave;, appunto, addio grandi aziende, addio banche, addio Capitalismo. L&#39;invisible hand di Adam Smith protende il medio, gli gira dietro la schiena, e va su. <br \/>\n\tOppure io vedo sul libero mercato un bell&#39;oggetto, lo faccio uguale e lo vendo, magari a un prezzo pi&ugrave; basso, perch&eacute; sono un mago nell&#39;arte della concorrenza. Strilli e strepiti del fabbricante originale, ma cosa deve dire lo Stato in un mercato libero? Che la cosa non lo riguarda perch&eacute; io non ho rubato oggetti (ho pagato il campione ostentatamente, o meglio, l&#39;ho comprato a credito), non ho fatto violenze n&eacute; altro, ma solo lavorato, da cittadino libero in un libero mercato, dove si pu&ograve; fare nell&#39;economico tutto quello che si vuole. <\/p>\n<p>\tCosa dice ora l&#39;invisible hand? Dice che non val la pena di far niente che possa essere riprodotto a costo inferiore dal primo napoletano che passa, che &egrave; la Seconda Vera Legge dell&#39;economia di libero mercato. E ripete il suo gesto su Adam Smith. <br \/>\n\tOppure io sono un bambino ignorante, che non vuole andare a scuola. Il Capitalista protesta con lo Stato: Obbliga i genitori a mandarlo a scuola almeno sino ai 16 anni, dove insegnerai queste e queste materie, e poi allettali a mandarlo all&#39;universit&agrave;, perch&eacute; mi servono operai, quadri e dirigenti per la mia azienda; beninteso, io non garantisco il posto a nessuno, perch&eacute; c&#39;&egrave; il libero mercato! <\/p>\n<p>\tMa in un Paese a libera economia di mercato lo Stato per mere ragioni di civilt&agrave; impone un&#39;istruzione di base, che a 12 anni &egrave; senz&#39;altro soddisfatta, e poi non obbliga pi&ugrave; nessuno a continuare perch&eacute; non deve raggiungere alcun obiettivo economico: il mercato fa da s&eacute;, non &egrave; vero? Se chi continua non &egrave; sufficiente per le esigenze dello Stato (scuole, ospedali, ricerca, Esercito, eccetera), questi pagher&agrave; studenti perch&eacute; continuino, garantendo anche l&#39;impiego. Cosa dice l&#39;invisible hand ? Che al massimo si pu&ograve; possedere una fattoria con tanti braccianti agricoli perch&eacute; per il resto bisognerebbe formarsi il personale a proprie spese, cosa proibitiva: la Terza Vera Legge dell&#39;economia di libero mercato. Ancora la mano invisibile torna su Adam Smith. <br \/>\n\tOppure io sono un ladruncolo di supermercato, come ce ne sono decine di migliaia. Ho rubato e lo Stato &egrave; disposto a processarmi, ma vuole la presenza fisica del proprietario leso, che dica che la merce era sua, perch&eacute; in un libero mercato, dato che l&#39;economico non &egrave; regolamentato, solo le persone fisiche sono anche persone giuridiche, che possano promuovere azioni giudiziarie. Se si tratta del proprietario di una catena di supermercati dovr&agrave; passare la vita fra un processo e l&#39;altro in tutte le citt&agrave; del Paese. Se &egrave; una societ&agrave; per azioni con tanti azionisti dovranno muoversi tutti: sono i proprietari. Ovvio che ogni volta bisogna lasciare perdere. L&#39;invisible hand ? Dice che non si deve sorpassare la dimensione del negozietto di famiglia, perch&eacute; altrimenti si &egrave; spolpati dai furti: la Quarta Vera Legge dell&#39;economia di libero mercato. <\/p>\n<p>\tIl capitalismo &egrave; un fatto politico <\/p>\n<p>\tSi potrebbe continuare a lungo, ma il concetto &egrave; chiaro: il Capitalismo non &egrave; per niente un frutto dell&#39;economia di libero mercato. Adam Smith si &egrave; sbagliato di grosso e tutti gli altri gli sono andati dietro su questa impostazione, anche il signor Karl Marx. <\/p>\n<p>\tCos&#39;&egrave; allora, il Capitalismo? <\/p>\n<p>\tIn prima istanza &egrave; un fatto politico. Esso rappresenta il comando sull&#39;intera societ&agrave; da parte di una categoria precisa di persone: gli imprenditori. La categoria che comanda in una societ&agrave; potrebbe essere qualunque: i coltivatori diretti, i soldati, i preti, i saggi, i manovali; anche tutti (tramite un Autocrate: le monarchie e gli Imperi non costituzionali). Col Capitalismo questa categoria &egrave; quella degli imprenditori. <br \/>\n\tEcco perch&eacute; il Capitalismo si &egrave; potuto formare: gli imprenditori hanno preso il sopravvento politico ed hanno modellato la societ&agrave; in modo da potersi sviluppare a danno del resto della collettivit&agrave;, accumulando cos&igrave; le grandi ricchezze concentrate. <\/p>\n<p>\tHanno cominciato a prendere questo sopravvento nel Cinquecento, in Europa settentrionale, in modo concomitante con la Riforma Protestante. Modellando la societ&agrave; la prima cosa che hanno fatto &egrave; stata proprio quella di togliere la libert&agrave; di mercato, portando i governi ad intervenire e a legiferare nell&#39;economico costantemente a loro favore. L&#39;attuazione &egrave; avvenuta per gradi col sistema di governo detto della &quot;Democrazia parlamentare&quot;: ci sono le elezioni, che sono influenzate dai media, che a loro volta sono potentemente influenzati dal danaro, e quindi il gioco &egrave; fatto. Ci&ograve; &egrave; riuscito perch&eacute; il tutto &egrave; stato fondato sull&#39;equivoco dell&#39;amore per la &quot;libert&agrave;&quot;, bella parola in effetti (&egrave; un vecchio trucco quello di adulare la vittima designata; si chiama il bacio della morte). <\/p>\n<p>\tQuando il dominio degli imprenditori &egrave; molto forte si arriva a impedire la partecipazione al voto degli elettori potenzialmente ostili: negli Stati Uniti la legislazione e gli accorgimenti elettorali fanno in modo che la percentuale di votanti alle elezioni di Contea &#8211; le pi&ugrave; importanti perch&eacute; i loro esiti determinano le successive Statali e Presidenziali &#8211; non superi il 25% degli aventi teoricamente diritto; comunque nelle Statali non si fa superare la percentuale del 35% e nelle Presidenziali del 50%. <br \/>\n\tIn questo caso si ha una dittatura vera e propria, ancorch&eacute; surrettizia; &egrave; da chiamare dittatura dell&#39;imprenditoriato. Dato che una grande ricchezza &egrave; assai difficile da accumulare, ma una volta fatta quasi automaticamente si conserva e anzi aumenta sempre pi&ugrave; coi discendenti, la categoria degli imprenditori al comando diventa rapidamente una casta ereditaria. Cos&igrave; &egrave; con certezza sempre negli Stati Uniti, dove sembra che le grandi ricchezze vadano e vengano con grande facilit&agrave;, e dove invece non cambiano mai indirizzo: quel 50% della ricchezza nazionale che &egrave; posseduto dall&#39;1% della popolazione proviene, di eredit&agrave; in eredit&agrave;, dai tempi coloniali. <\/p>\n<p>\tL&#39;efficienza del Capitalismo <\/p>\n<p>\tLa leggendaria efficienza economica del Capitalismo &egrave; anch&#39;essa un fatto politico. Non dipende dalla logica con cui in esso si svolgono tecnicamente i rapporti economici. Dipende dal suo potere politico: pi&ugrave; &egrave; grande questo potere e maggiore &egrave; l&#39;efficienza economica. <br \/>\n\tPrendiamo ancora gli USA: da cosa dipende la loro famosa efficienza, quella sbandierata sempre dalla Confindustria? <\/p>\n<p>\tDallo stato di terrore in cui sono tenuti i dipendenti, da cui sono pretese prestazioni impensabili. Il dipendente americano deve eseguire perfettamente quanto chiestogli, altrimenti &egrave; licenziato. Quanto chiestogli &egrave; un ritmo e una qualit&agrave; di lavoro, e per chi &egrave; a contatto col pubblico anche un preciso atteggiamento. Fanno pi&ugrave; pena i secondi dei primi. Impiegati e commessi devono essere gentilissimi e pazientissimi col cliente, sorridere molto spesso per farlo sentire gradito e importante, e cos&igrave; fanno sempre, anche quando apparentemente potrebbero prendersi qualche libert&agrave;. Perch&eacute;? Perch&eacute; ci sono i controlli: incaricati di agenzie di consulenza aziendale &#8211; dei poveracci a loro volta, pagati a cottimo o con la minimum wage &#8211; si fingono clienti nel massimo modo sgradevole deciso dalla ditta committente come tollerabile, e l&#39;impiegato che butta il copione &egrave; licenziato. <\/p>\n<p>\tI dipendenti pubblici sono controllati in modo particolare: tutti i turisti italiani negli USA che entrano in un ufficio postale rimangono meravigliati dal confronto con i buzzurri di casa e dicono: Che efficienza! Che gentilezza! Ti credo. Io posso aggiungere che sono anche onesti: offrigli una bustarella e ti denunceranno subito, perch&eacute; penseranno che sei un agente provocatore. E la pena per un dipendente pubblico corrotto &egrave; tremenda: non solo &egrave; licenziato e sottoposto al giudiziario per una condanna detentiva e il risarcimento dei danni, fissati sempre su misura per togliergli tutti i beni mobili e immobili, ma perde anche la pensione maturata. <br \/>\n\tLa pena insomma &egrave;: prima ti farai un po&#39; di prigione e poi tu e la tua famiglia sarete degli homeless per sempre. Fra l&#39;altro il ricatto sulla pensione &egrave; il segreto della formidabile disciplina delle Forze Armate americane: non c&#39;&egrave; uomo pi&ugrave; zelante e ubbidiente agli ordini di un militare americano vicino alla pensione (sempre che non debba rischiare la pelle davvero, si intende). <br \/>\n\tIn breve l&#39;efficienza americana non &egrave; dovuta al sistema capitalista, ma al terrore, un terrore che si &egrave; potuto instaurare appunto perch&eacute; si ha una dittatura politica. <br \/>\n\tQualunque dittatura pu&ograve; raggiungere l&#39;efficienza americana, qualunque tipo di economia abbia: basta che introduca pene analoghe. Ci&ograve; per&ograve; non si &egrave; mai verificato. <\/p>\n<p>\tPerch&eacute; ? <\/p>\n<p>\tPerch&eacute; nessuna &egrave; mai stata l&#39;espressione della categoria degli imprenditori, nessuna &egrave; mai stata cos&igrave; ferocemente, fisiologicamente, antipopolare. <br \/>\n\tLe dittature classiche, che conosciamo, sono state o sono tutte popolari, tese a fare l&#39;interesse circa di tutti, come lo vedevano o lo vedono. L&#39;esempio di riferimento &egrave; la dittatura del proletariato, ma anche fascismo e nazismo rientrano, anche dittature come quelle di Gheddafi e Saddam Hussein. <br \/>\n\tLe dittature dell&#39;America Latina, e analoghe, non c&#39;entrano nulla col discorso : sono regimi imposti dall&#39;esterno, guarda caso proprio dagli USA ; sono un tipo di amministrazione coloniale. <\/p>\n<p>\tE l&#39;efficienza dei Paesi dell&#39;Europa Occidentale? Qui il potere politico degli imprenditori non &egrave; cos&igrave; assoluto come negli USA ed effettivamente la loro efficienza economica &egrave; pi&ugrave; bassa. E&#39; ancora notevole per&ograve;, ed &egrave; dovuta senz&#39;altro alla paura che Paese per Paese gli imprenditori sono riusciti, sempre per via politica, a istillare nei dipendenti. <\/p>\n<p>\tL&#39;efficienza minima si ha nell&#39;amministrazione pubblica italiana, perch&eacute; non &egrave; possibile il licenziamento n&eacute; altro, praticamente; nelle aziende private invece si ricorre a torture psicologiche devastanti, come il mobbing ad esempio, che sempre partono dall&#39;alto per forzare le dimissioni. Sono dei reati, delle aggressioni (che ogni tanto risultano fatali: sono le &quot;morti bianche&quot;), che non sono riconosciuti dal Codice Penale solo perch&eacute; i loro responsabili hanno troppo potere politico. <br \/>\n\tMa le cose possono cambiare e si spera sempre che le galere possano finalmente riempirsi della gente giusta. Non bisogna comunque esagerare la portata dell&#39;efficienza economica dell&#39;Occidente. E&#39; capitalista-terrorista, dove pi&ugrave; e dove meno, ma &egrave; anche colonialista, e non &egrave; facile valutare quale delle due cose incida di pi&ugrave; nei Prodotti Nazionali. Bisognerebbe provare, ecco: togliergli lo sfruttamento coloniale e vedere che fine fa. Secondo me, non un granch&eacute;. <\/p>\n<p>\tIl capitalismo &egrave; anche un fatto esistenziale <\/p>\n<p>\tIn seconda istanza il Capitalismo &egrave; un fatto esistenziale. Esistenziale perch&eacute; implica una valutazione della realt&agrave; umana assoluta, svincolata dal tempo e dallo spazio. Perch&eacute; gli imprenditori, cio&egrave; i ricchi, prendano il sopravvento occorre per forza un qualche consenso generale: occorre l&#39;ammissione, magari inconscia &#8211; appunto esistenziale &#8211; che ne abbiano diritto. Ci&ograve; &egrave; fornito dalla religione Protestante, che interpretando correttamente l&#39;Antico Testamento dice che la ricchezza materiale &egrave; il segno della predilezione divina. E se i ricchi sono gli approvati da Dio allora dovranno governare. Ecco perch&eacute; la scalata al potere degli imprenditori e la Riforma Protestante sono andate di pari passo. <\/p>\n<p>\tIn conclusione il Capitalismo &egrave; un individuo siffatto: si veste da banchiere, ma &egrave; un fior di politico, e culturalmente &egrave; un Protestante. Questo ci dice che atteggiamento tenere. Innanzitutto occorre smettere di parlare di economia con lui. L&#39;economia non c&#39;entra niente: &egrave; un effetto e non la causa. <br \/>\n\tLa causa &egrave; la politica e su questo tavolo va fatto il discorso. Che verte sulla solita, primordiale domanda delle societ&agrave; umane: Chi comanda ? <br \/>\n\tLui dice che comandano gli imprenditori e noi diciamo che non ci sta bene, perch&eacute; n&eacute; lo siamo n&eacute; lo vogliamo essere. <br \/>\n\tLui dice che vince le elezioni e noi diciamo che le sue elezioni sono truccate. Sono truccate perch&eacute; i media sono in suo possesso e la gente &#8211; &egrave; scientificamente dimostrato &#8211; non riesce a discriminare bene fra quello che dicono i media e il suo reale interesse. Inoltre si approfitta degli ignoranti e degli scoraggiati &#8211; dei poveri in pratica &#8211; per indurli a non esercitare il loro diritto elettorale, perch&eacute; nonostante i media gli sarebbe sfavorevole. <br \/>\n\tAccetteremo il verdetto delle elezioni solo quando saranno giuste. <\/p>\n<p>\tNon lo saranno mai? <\/p>\n<p>\tPi&ugrave; che vero, ma ci accontenteremo di una grossolana approssimazione: proporzionale pieno, obbligo di voto forzoso per tutti, quotidiani solo dei partiti e mantenuti dallo Stato (non c&#39;&egrave; nulla di peggio di un giornale &quot;libero&quot; e &quot;indipendente&quot;), televisione solo pubblica e gestita con parit&agrave; da tutti i partiti a prescindere dalle loro consistenze elettorali, obbligo per le librerie di tenere i libri di valenza politica (come i libri di storia, ad esempio) pubblicati da tutte indistintamente le case editrici, divieto di importazione di prodotti culturali stranieri con valenza di propaganda (ad esempio di tutti i film americani). <br \/>\n\tE&#39; poco, &egrave; niente, ma sar&agrave; pi&ugrave; che sufficiente a tenere ogni volta gli imprenditori ben lontani dal potere. <br \/>\n\tBasterebbe al limite l&#39;obbligo forzoso del voto: se in una qualunque societ&agrave; la percentuale dei votanti &egrave; vicina al 100% &#8211; come democrazia vuole, non &egrave; vero? &#8211; il Capitalismo sparisce. <\/p>\n<p>\tE il diritto divino dei ricchi a dominare sancito dal Vecchio Testamento? <\/p>\n<p>\tAl Vecchio Testamento potranno credere i Protestanti e gli Ebrei, se vogliono. Noi non siamo n&eacute; l&#39;uno n&eacute; l&#39;altro, n&eacute; &#8211; per carit&agrave; &#8211; vorremo mai esserlo. Noi abbiamo un&#39;altra dimensione esistenziale, noi operiamo un&#39;altra valutazione delle cose, in cui un testo cos&igrave; insensato, in pi&ugrave; dimostrato e ridimostrato falso (&quot;profezie&quot; retrodatate, taglia e cuci di documenti, fonti accertate come una leggenda Sumera e il Libro dei Morti egiziano, eccetera), non trova udienza. Noi se siamo religiosi al massimo crediamo nel Nuovo Testamento. E vi crediamo perch&eacute; dice una cosa verosimile, e cio&egrave; esattamente l&#39;inverso del Vecchio: che per i ricchi non c&#39;&egrave; salvezza. Infatti &quot;E&#39; pi&ugrave; facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco raggiungere il Regno dei Cieli&quot;, e il Discorso della Montagna non contempla certo un bel &quot;Beati i ricchi perch&eacute;&#8230;&quot;. <\/p>\n<p>\tSe i ricchi sono condannati da Dio, perch&eacute; dovrebbero comandare sulla terra? Al contrario, visto che hanno sollevato loro &#8211; nel Cinquecento &#8211; il problema delle gerarchie, bisogner&agrave; stabilire che devono essere comandati, che devono cominciare a scontare la pena, qua fra di noi.&nbsp;<\/p>\n<p>\t<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di John Kleeves letto su comedonchisciotte&nbsp;tratto dal numero 11-12 novembre-dicembre 2000 di Italicum La leggenda del capitalismo e del libero mercato Dimenticate Marx e pensate ex novo al Capitalismo. Cosa si intende per Capitalismo? 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