{"id":24939,"date":"2016-11-03T00:10:31","date_gmt":"2016-11-02T23:10:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24939"},"modified":"2016-11-03T03:29:25","modified_gmt":"2016-11-03T02:29:25","slug":"la-posta-in-palio-delle-elezioni-americane-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=24939","title":{"rendered":"La posta in palio delle elezioni americane"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GIUSEPPE GERMINARIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I momenti in cui il velo della dissimulazione, il <em>fair play<\/em> sbiadiscono sino a rivelare la spietatezza dello scontro politico sono piuttosto rari. Di solito pu\u00f2 avvenire nei momenti in cui la forza dominante ritiene di avere il potere e controllo assoluto della situazione, ma si tratta di una illusione, spesso di un delirio di onnipotenza, destinata ad infrangersi rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 spesso avviene nelle fasi di scontro aperto tra centri con opzioni politiche antitetiche la prevalenza di una delle quali comporta la soppressione o la irrilevanza della parte avversa. \u00c8 il momento in cui, nelle cosiddette democrazie, la cosiddetta divisione dei poteri tesa al reciproco controllo si trasforma apertamente nella collusione dalle modalit\u00e0 sofisticate tra settori di poteri nelle loro diverse funzioni.<br \/>\nGli Stati Uniti, al pari di altri paesi, hanno conosciuto ciclicamente questi momenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quaranta anni fa fu il Presidente Nixon a farne le spese. Il <em>casus belli<\/em> fu la scoperta di un sistema illegale di intercettazione delle conversazioni di avversari politici. Il motivo reale fu l\u2019opposizione di altri centri politici alla politica di apertura alla Cina in qualit\u00e0 di leader di un terzo polo ostile al blocco sovietico propugnata da Nixon e Kissinger. Uno scontro acceso che quantomeno, per\u00f2, riusc\u00ec a salvaguardare le apparenze della correttezza di rapporti istituzionali; consent\u00ec persino alla stampa, nella figura dei giornalisti Woodward e Bernstein, di rafforzare la propria immagine di indipendenza quando in realt\u00e0 essa fu il veicolo di informazioni pilotate da settori di servizi e apparati tesi a colpire una determinata strategia politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, le elezioni presidenziali americane offrono uno scenario nel quale parecchi di quegli infingimenti sopravvissuti al Watergate sono venuti meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 La quasi totalit\u00e0 dei tradizionali mezzi di comunicazione fa aperta campagna elettorale a sostegno della candidata, asseconda gli argomenti e le cadenze scelte da uno dei comitati elettorali, spesso ne anticipa le azioni sostituendosi ad esso secondo una agenda ormai con ogni evidenza concordata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 Una Agenzia delle Fisco impegnata negli accertamenti in particolare delle attivit\u00e0 della fondazione del candidato e pressoch\u00e9 incurante dello stratosferico giro di finanziamenti provenienti anche da quegli ambienti meno commendevoli che i paladini dei diritti umanitari dovrebbero stigmatizzare. Una rete tra l\u2019altro costruita in anni di incarichi pubblici internazionali ricoperti dalla famiglia Clinton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 Una autorit\u00e0 investigativa impegnata ad indagare personaggi di primo livello dello staff di Trump su filoni nei quali risulta implicata la candidata Clinton e il suo staff, spesso e volentieri colti praticamente con le mani nel sacco dei brogli elettorali e quant\u2019altro, ma ancora apparentemente indenne da indagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 L\u2019aperta ostilit\u00e0 e la dichiarata intenzione di disobbedienza di numerosi vertici dello Stato e funzionari, in particolare delle Forze Armate e dei dipartimenti di sicurezza ed esteri nell\u2019eventualit\u00e0 di vittoria di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esempi potrebbero arricchirsi sino a comprendere la cadenza programmata e presumibilmente sempre pi\u00f9 incalzante delle defezioni degli esponenti neoconservatori repubblicani a sostegno ormai pi\u00f9 o meno esplicito della candidata democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto esposto mi pare per\u00f2 pi\u00f9 che sufficiente ad intuire intanto la radicalit\u00e0 dello scontro e soprattutto la inconciliabilit\u00e0 fattuale di opzioni strategiche; una intuizione per\u00f2 non suffragata ad arte da un aperto dibattito sviato piuttosto dalla campagna denigratoria sui comportamenti privati di qualche decennio fa di Trump innescata dalle austere testate del NYT e del WPJ e dall\u2019allusione insistita di connivenza con il nemico ufficiosamente dichiarato di nome Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una radicalit\u00e0 paradossalmente del tutto assente ai tempi della elezione di Obama, nonostante i fiumi di retorica sull\u2019arrivo de \u201cl\u2019uomo nuovo e della nuova era dei diritti\u201d. Anche quella elezione di otto anni fa sanc\u00ec una svolta ormai per altro gi\u00e0 in atto dall\u2019anno precedente. Sul piano internazionale si pass\u00f2 da una politica di intervento massiccio diretto ma necessariamente pi\u00f9 delimitato sulla base del quale costruire sul posto nuove alleanze ad una politica di intervento \u201ccoperto\u201d pi\u00f9 discreto ma molto pi\u00f9 capillare e diffuso teso ad utilizzare e fomentare le divisioni sugli innumerevoli fronti aperti. Si tratt\u00f2 in pratica di una opzione diversa, pi\u00f9 radicale e flessibile, all\u2019interno di una stessa strategia tesa al conseguimento di un controllo unipolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prezzo politico pagato dalla fazione perdente si risolse infatti in qualche umiliazione pubblica come incorse al malcapitato Presidente Bush in occasione del conflitto georgiano del 2008. Sul piano interno si risolse con il gigantesco salvataggio del sistema finanziario, con il contenimento del processo di deindustrializzazione nei settori complementari ed il potenziamento di quelli strategici, con l\u2019estensione del diritto all\u2019assicurazione sanitaria mantenendo il regime privatistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I PRESUPPOSTI DELLA SVOLTA DI GATES-OBAMA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il perseguimento dell\u2019obbiettivo di monopolio egemonico sotto nuove spoglie aveva bisogno di essere sostenuto da diverse gambe e da motivazioni ideologiche pi\u00f9 complesse di quelle in dotazione nell\u2019armamentario neoconservatore americano pi\u00f9 che altro ridotto al concetto di introduzione forzata della \u201cdemocrazia\u201d e di libert\u00e0 \u201csupportata\u201d negli affari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di diritto individuale inteso come soddisfazione di bisogni personali e di gruppi particolaristici che sovrasta e prescinde dai contesti sociali e politici, proprio del radicalismo democratico, assurge al rango di ideologia dominante e motivante. La stessa ambizione al benessere tende ad essere ridotta al diritto a un reddito e a un sostentamento, ad una mera redistribuzione di risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sodalizio che \u00e8 maturato nell\u2019ultimo trentennio tra questi ambienti e il complesso militare-industriale, propugnato dai democratici americani ma ormai ben accetto dagli ambienti neocon, ha fornito l\u2019energia sufficiente all\u2019interventismo \u201cdiscreto\u201d, al sostegno dei particolarismi identitari e della ulteriore frammentazione politica del pianeta secondo le proprie esigenze strategiche. Lo abbiamo riscontrato in Europa, nel Nord-Africa e soprattutto in Medio-Oriente dove l\u2019ambizione alla nazione araba comprensiva di laici e cristiani \u00e8 stata ridotta ormai al particolarismo arabo-sunnita dalle mille fazioni. Lo stesso perseguimento dell\u2019autonomia energetica sembrava un ulteriore fattore in grado di minimizzare i contraccolpi della libert\u00e0 di intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un sodalizio che per perdurare ha bisogno per\u00f2 di controllare ed indirizzare i due processi reticolari che determinano le relazioni su scala mondiale apparentemente in grado di autoregolarsi nella loro maturit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 la globalizzazione, intesa come rete inestricabile di relazioni soprattutto economiche e comunicative di tipo molecolare tendenzialmente scevro da alleanze e sodalizi consolidati. Nella sua versione utopica, propria del periodo clintoniano degli anni \u201890 e del primo Bush, mirava ad impedire alleanze stabili e sodalizi economici tra stati e paesi e a ricondurre le relazioni sotto il controllo e la normazione di organismi internazionali apparentemente autonomi, in realt\u00e0 strettamente controllati da parte americana. Nella versione pragmatica odierna, propria della gestione Obama, arriva a riconoscere la presenza di diverse aree di influenza e di relazioni privilegiate normate per\u00f2 secondo la visione e gli interessi fondamentali di una unica potenza che funge da anello di congiunzione tra le stesse. \u00c8 la logica che sta spingendo alla costruzione dei trattati TTP e TTIP. La gestazione faticosa e secondo me altamente problematica e lontana dagli obbiettivi originari della dirigenza americana lascia intuire che il diaframma che separa questa concezione universalistica dalla presa d\u2019atto finale della formazione di zone di influenza in attrito tra loro \u00e8 ormai sottile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 il multilateralismo, accezione diversa dal policentrismo, attraverso il quale si cerca di inibire la formazione di diverse aree politiche di influenza e tanto meno di sistemi di alleanze potenzialmente in conflitto tra di essi attraverso la regolazione di rapporti occasionali tra singoli stati entro la supervisione di organismi internazionali a controllo americano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSTI E BENEFICI DELLA GLOBALIZZAZIONE E DEL MULTILATERALISMO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto di successo, non esistono politiche che comportino solo benefici ad agenti e centri vittoriosi, tanto meno ai restanti. Per quanto conservatrice e reazionaria, la politica \u00e8 movimento, determina e si inserisce in dinamiche, implica inevitabilmente amici e nemici, alleati e avversari, decisione ed obbedienza entro i vari campi di azione pubblica spesso al di l\u00e0 delle intenzioni e delle capacit\u00e0 di previsione degli agenti politici e in sistemi di relazione mutevoli e cangianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la necessit\u00e0 di indirizzare e regolare i due processi comporta l\u2019obbligo di sostenere i costi di una supremazia politico-militare e tecnologica soverchiante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La supremazia politico-militare \u00e8 garantita da un sistema di alleanze (NATO, ecc.) congegnato in modo da impedire l\u2019autonomia operativa efficiente delle strutture militari e dei complessi industriali collegati dei paesi satelliti riducendo di conseguenza il loro spazio di iniziativa politica autonoma; in modo tale altres\u00ec da poter pescare dall\u2019ampio cortile i volenterosi disponibili a partecipare di volta in volta alle avventure militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema che comporta un onere preponderante da parte degli Stati Uniti solo in piccola parte direttamente compensato dalla partecipazione diretta degli alleati alle spese. Un onere reso ancora sostenibile dalla straordinaria capacit\u00e0 ancora pressoch\u00e9 unica da parte degli Stati Uniti di riuscire a convertire ed utilizzare le scoperte e le tecnologie di origine militare nell\u2019industria civile proponendo prodotti e sistemi di servizi innovativi dei quali riesce a detenere gelosamente il controllo. Riescono in pratica a costruire e detenere, grazie alla loro politica, il MERCATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sino a quando, in pratica sino agli anni \u201880, le dimensioni geografiche del cuore della propria area di influenza si limitavano all\u2019Europa, al Giappone, alla Corea del Sud e all\u2019Australia il ciclo rimaneva virtuoso; consentiva di costruire negli USA una formazione sociale sufficientemente coesa ed equilibrata nella quale accanto alle attivit\u00e0 di punta permanevano in buona misura tutta una serie di attivit\u00e0 complementari che consentivano piena occupazione e una costruzione di ceti medi di servizio e produttivi ricca di funzioni e gratificati economicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019implosione del blocco sovietico e l\u2019emergere delle ambizioni di nuovi grandi paesi il circuito si \u00e8 notevolmente complicato cos\u00ec come i fattori da combinare. In interi settori economici la ricerca scientifica, la progettazione dei prodotti, il marketing si separano dalla diretta attivit\u00e0 di produzione ed pezzi interi di settori industriali migrano praticamente dagli USA per finire in gran parte in Cina, ma anche in altri paesi. Agli inevitabili squilibri e polarizzazioni innescati nella formazione sociale americana corrispondono nei nuovi paesi nuove capacit\u00e0 indispensabili a fornire le risorse necessarie ad una politica di potenza ma lungi ancora da essere conseguite stabilmente ed autonomamente.<br \/>\nSino ad ora questa dinamica \u00e8 stata compensata dal controllo ferreo del sistema finanziario e monetario con il quale \u00e8 praticabile quell\u2019enorme ritorno di risorse che consente ancora la supremazia politico-militare, lo sviluppo tecnologico ed il mantenimento di una struttura assistenziale e di integrazione tale da impedire l\u2019implosione sociale in una formazione per\u00f2 ormai pesantemente squilibrata; anche questa compensazione per\u00f2 inizia a presentare limiti e crepe e soprattutto tende a mascherare piuttosto che a compensare gli squilibri della formazione sociale americana.<br \/>\nLa stessa pratica del multilateralismo, d\u2019altro canto, comporta una crescente dispersione delle energie politiche ed una progressiva caduta di credibilit\u00e0 legata alla posizione di arbitro-giocatore nei conflitti e alla mutevolezza opportunistica delle alleanze pi\u00f9 o meno dichiarate. Una dinamica che sta erodendo inesorabilmente l\u2019efficacia del richiamo al rispetto dei cosiddetti diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA POSTA IN PALIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reale posta in palio dello scontro tra Trump e Clinton si gioca in questi ambiti e sta assumendo sempre pi\u00f9 i connotati di uno scontro tra diverse opzioni strategiche. Da una parte la prosecuzione dell\u2019attuale politica in termini ancora pi\u00f9 virulenti e avventuristici nel tentativo di mantenere ed accrescere il predominio, dall\u2019altra l\u2019intenzione di prendere atto dell\u2019emersione di nuove forze in campo e soprattutto di riconoscerle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottolineo il termine \u201cintenzione\u201d giacch\u00e9 si tratta dell\u2019espressione di un nucleo dirigente abbastanza limitato, ancorch\u00e9 combattivo, del quale non si conoscono le modalit\u00e0 operative, i fondamenti di analisi, la capacit\u00e0 di presa nei settori fondamentali dell\u2019amministrazione il cui controllo \u00e8 fondamentale per concretizzare le intenzioni politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene che alle intenzioni raramente corrispondono esattamente comportamenti politici coerenti e soprattutto risultati coerenti; addirittura spesso le nobili intenzioni e gli enunciati pi\u00f9 magnanimi si trasformano in strumenti per le politiche pi\u00f9 subdole. L\u2019ideologia dirittoumanitarista ne \u00e8 l\u2019esempio preclaro. Tutto sommato per\u00f2 non devono trattarsi di sprovveduti, a giudicare da alcune biografie presenti nello staff; nemmeno si devono considerare cos\u00ec isolati dai centri di potere a giudicare dal lavorio costante della talpa di WikiLeaks. Si tratta, \u00e8 bene precisare, di uno scontro che non nasce dal nulla; affonda radici profonde nella storia americana; presenta per\u00f2 alcuni significativi elementi di novit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ANATRA ZOPPA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dalle primarie Hillary Clinton ha rivelato i suoi innegabili punti di forza e i suoi importanti punti di debolezza, gi\u00e0 intravisti nel confronto delle primarie delle 2008 con Obama. Una straordinaria capacit\u00e0 di raccogliere e fornire sostegno alle pi\u00f9 variegate e potenti \u00e9lites interne e alla pletora di classi dirigenti straniere, comprese quelle europee, ancora pi\u00f9 risolute nel loro oltranzismo perch\u00e9 devono la propria sopravvivenza alla prosecuzione della attuale politica americana piuttosto che alla loro capacit\u00e0 di radicamento nei propri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lavorio in questi ultimi anni teso a garantire, in condominio con il Presidente uscente, il controllo dei vertici della macchina amministrativa, comprese le forze armate e l\u2019intelligence. L\u2019imponente macchina organizzativa e l\u2019entit\u00e0 dei finanziamenti sono l\u00ec a dimostrare la potenza di fuoco. Nonostante i mezzi e gli strumenti di influenza disponibili, non \u00e8 riuscita a carpire quel consenso politico e sociale minimo cos\u00ec necessario alla sopravvivenza di un politico di scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sanders, il suo rivale nelle primarie, \u00e8 riuscito a strappare consensi in fette consistenti di elettorato giovanile specie studentesco, di ceto medio borghese e del residuo ceto operaio rimasto nelle fila del Partito Democratico (PD) solo grazie a critiche pesantissime, radicali alla sua rivale marginalmente sulla politica estera, ma puntuali sulla politica economica. Alla fine ha concesso il sostegno finale a Clinton in cambio di posti significativi nel partito e nei futuri incarichi pubblici trangugiando anche la polpetta avvelenata dei brogli elettorali subiti nelle primarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segno di future prossime battaglie in seno al PD, ma anche della perdita di credibilit\u00e0 del personaggio e di una caduta di entusiasmo nell\u2019attivit\u00e0 di militanza. Gli appelli alla fedelt\u00e0 di partito e l\u2019esorcizzazione dell\u2019avversario qualificato dei peggiori epiteti dal punto di vista politicamente corretto sono il segno di una debolezza di argomenti non sostenibile nei tempi lunghi; la vittoria risicata nelle primarie e la conseguente estensione della platea di mecenati dai quali ottenere il sostegno ne indebolir\u00e0 la coerenza politica; se aggiungiamo l\u2019incredibile pletora di agenti con i quali garantirsi l\u2019omert\u00e0 e il sostegno mediatico, si comprender\u00e0 l\u2019estrema ricattabilit\u00e0 ed il condizionamento di un simile personaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rimangono il sostegno significativo nei settori di punta della societ\u00e0 e dell\u2019economia e nella fazione dei radicalisti dei diritti umani secondo opportunit\u00e0; permane con qualche difficolt\u00e0 il richiamo alle minoranze sempre pi\u00f9 consistenti ed ai settori assistiti ed assistenziali. Aspetto tutt\u2019altro che trascurabile ma attenuato dal fatto che oggi gli Stati Uniti sono sempre pi\u00f9 un paese di minoranze chiuse in se stesse piuttosto che in relazione feconda e integrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA VECCHIA TALPA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi dilungo vista l\u2019ampia letteratura riservata al personaggio e alle forze che rappresenta. Ho gi\u00e0 sottolineato il repertorio limitato quanto astioso di critiche riservato all\u2019avversario Trump. Si riconduce alle accuse di razzismo, di fondamentalismo, di faziosit\u00e0 cos\u00ec ben conosciute anche dalle nostre parti. Si tratta tuttavia di anatemi che poggiano su stereotipi validi per vicende del passato recente e remoto del conservatorismo e del \u201cpopulismo\u201d americano, utili a serrare le fila delle componenti pi\u00f9 ottuse del PD americano ma atte a suscitare ulteriore diffidenza nell\u2019elettorato pi\u00f9 mobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La candidatura di Trump ha dato voce diretta ad una fetta di elettorato conservatore sino ad ora strumentalizzata da altre componenti, in particolare dai neoconservatori. Viene tacciata di scarsa \u201ccompassione\u201d per essere contraria a qualsiasi forma di stato sociale. Si tratta in realt\u00e0 di una componente \u201cproduttivista\u201d che sostiene l\u2019esistenza del welfare ma in una ottica di produttivit\u00e0 piuttosto che di assistenzialismo; inteso, quindi, come intervento nei momenti critici della vita delle persone e di reintegrazione nella vita produttiva piuttosto che di interventi cronici puramente distributivi e assistenzialistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201830 in effetti tali posizioni avevano connotati razzisti perch\u00e9 le rivendicazioni di tutela erano riservate e furono ottenute per i lavoratori di razza bianca; attualmente tali connotati sono inesistenti o del tutto marginali. In realt\u00e0 in questi anni il \u201cproduttivismo\u201d non ha trovato una compiuta espressione politica, tuttalpi\u00f9 si \u00e8 concentrata in circoli di opinione (<em>tea party<\/em>) ma \u00e8 stata strumentalizzata dai neocon favorevoli alla globalizzazione indiscriminata e alla soppressione dello stato sociale, per altro pi\u00f9 proclamata che messa in pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo tentativo di prevaricazione \u00e8 avvenuto nelle primarie repubblicane con la candidatura di Rubio, naufragata ingloriosamente; dopo quel naufragio gran parte dei neoconservatori sono andati a rinforzare apertamente le fila dei globalisti e degli interventisti della Clinton. Del resto la divisione in ceti e strati della formazione sociale americana non corrisponde pi\u00f9 esattamente alla sua divisione in razze e gruppi etnici, privando di senso ogni politica fondata sulla discriminazione razziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene tacciata di isolazionismo perch\u00e9 identifica l\u2019attivismo nelle reti civiche locali e legate alla gestione delle comunit\u00e0 locali con la richiesta di riduzione drastica delle competenze dello stato centrale e di ritiro da qualsiasi iniziativa di politica estera che non comportasse la fine di una minaccia diretta al paese presente in alcune sue frange per altro espresse dal quarto candidato alla presidenza attualmente in corsa. Viene tacciata di integralismo ipocrita, ma anche questa critica viene smontata dalla fine ingloriosa della candidatura di Ted Cruz alle primarie, il reale rappresentante di questa componente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump viene spacciato per un repubblicano oltranzista, quando in realt\u00e0 \u00e8 un personaggio che ha sfruttato la crisi di quel partito, in parte indotta dagli stessi democratici, per infiltrarsi e mettere a nudo le affinit\u00e0 e le connivenze della vecchia dirigenza con la politica dei democratici. Pur con tutti i limiti, anche caratteriali, del personaggio la proposta politica di Trump pare in realt\u00e0 molto pi\u00f9 equilibrata di quanto ce la diano a bere i sistemi di informazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parla di compiti precisi dello stato centrale anche nel welfare (la sanit\u00e0), punta ad una politica estera fondata sul riconoscimento degli stati nazionali, sottolinea la necessit\u00e0 di un riequilibrio dei vari settori dell\u2019economia e di un processo di reindustrializzazione attraverso anche una rinegoziazione dei trattati commerciali. Critica l\u2019interventismo militare dispersivo, concentrato in zone non vitali per l\u2019interesse del paese; chiede la ridefinizione del sistema di alleanze militari con l\u2019attribuzione degli oneri di difesa ai paesi direttamente implicati nelle aree di attrito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte posizioni dalle profonde implicazioni sul sistema di relazioni internazionali, sulla organizzazione dello stato, in particolare delle forze armate, sulla formazione sociale americana. Lascia presagire un confronto pi\u00f9 serrato con la Cina e meno ostile con la Russia. Come ho sottolineato, siamo ancora alle enunciazioni generali da parte di un gruppo dirigente formatosi solo recentemente perch\u00e9 ha individuato l\u2019umore profondo di settori del paese e le debolezze nascoste dell\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conosciamo la praticabilit\u00e0 di quelle intenzioni n\u00e9 le capacit\u00e0 tattiche del gruppo n\u00e9 le capacit\u00e0 di opposizione, neutralizzazione ed inclusione dell\u2019attuale assetto di potere. Si deve constatare che gran parte del confronto e del successo iniziale di Trump \u00e8 avvenuto con la gran cassa mediatica. Nel confronto decisivo il sistema informativo gli si \u00e8 rivoltato contro. Un primo aspetto che l\u2019attuale dirigenza sta cercando di affrontare nel prossimo futuro. Per il resto si dovr\u00e0 attendere quantomeno l\u2019esito della competizione elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CONCLUSIONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scontro ha evidenziato l\u2019imponenza di un apparato ma anche la capacit\u00e0 di erosione del terreno su cui poggia della vecchia talpa. La ripresa delle indagini a carico di esponenti dello staff della Clinton sulla base delle nuove email apparse sono un segno di questa azione erosiva. Sono dinamiche per\u00f2 che richiedono tempi diversi. Difficilmente modificheranno l\u2019esito elettorale se non nel differenziale di voti e ancor meno nel numero dei grandi elettori; certamente lasceranno sulla graticola l\u2019eventuale vincitrice lasciando intravedere quella della Clinton ormai come una presidenza di transizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le avvisaglie della durezza dello scontro erano apparse gi\u00e0 con la esplicita e pubblica sconfessione da parte del Congresso Americano di due atti fondamentali della politica estera democratica: l\u2019accordo sull\u2019Iran e i rapporti con Israele. Adesso sono arrivati ai tentativi di annichilimento di una possibile nuova classe dirigente e alle minacce di galera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il timore \u00e8 che il nascere di una alternativa politica fondata sul riconoscimento delle forze in campo internazionali e sul recupero di una economia pi\u00f9 equilibrata in una situazione interna cos\u00ec fragile porti alla sconfessione di una intera classe dirigente e al crollo del sistema di relazioni illustrato. Non ha senso per noi schierarci nella solita inutile tifoseria senza alcuna influenza; piuttosto dovremo valutare le opportunit\u00e0 che potranno sorgere da questa situazione, se non addirittura da una sia pur remota eventuale vittoria di Trump. Ma sono appunto opportunit\u00e0 che si vuole e si deve voler cogliere con la costruzione di una nuova classe dirigente. In mancanza saremo arlecchino con due padroni, ma senza la sua furbizia<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>FONTE: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\">http:\/\/italiaeilmondo.com<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUSEPPE GERMINARIO I momenti in cui il velo della dissimulazione, il fair play sbiadiscono sino a rivelare la spietatezza dello scontro politico sono piuttosto rari. Di solito pu\u00f2 avvenire nei momenti in cui la forza dominante ritiene di avere il potere e controllo assoluto della situazione, ma si tratta di una illusione, spesso di un delirio di onnipotenza, destinata ad infrangersi rapidamente. Pi\u00f9 spesso avviene nelle fasi di scontro aperto tra centri con opzioni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":24964,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[5315,5309,5311,5310,5308,3374,604,5316,5312,5084,5317,3049,3496,5314,5313],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/AP_hillary_clinton_donald_trump_split_2_jt_160902_31x13_1600.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6uf","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24939"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24939"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24939\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24990,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24939\/revisions\/24990"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}