{"id":25154,"date":"2016-11-06T12:00:49","date_gmt":"2016-11-06T11:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25154"},"modified":"2016-11-06T00:37:14","modified_gmt":"2016-11-05T23:37:14","slug":"25154","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25154","title":{"rendered":"L\u2019Europa si salva con la Russia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ue si \u00e8 allargata a spese della Russia approfittando della caduta del Muro di Berlino e delle altre drammatiche vicissitudini accadute oltre la cortina di ferro, al principio degli anni \u201990. La Nato ha inglobato le nazioni dell\u2019ex patto di Varsavia ed anche alcuni membri dell\u2019Urss, sfruttando il caos provocato dal tracollo del socialismo (ir)realizzato, cui ha contribuito la scellerata \u201ccatastrojka\u201d di Gorbaciov e soci. Sempre Ue e Nato si sono estese ai Balcani ricorrendo sia alla persuasione che alle maniere forti, scatenando scontri etnici tra popolazioni fin ad allora abituate a convivere, ingerendosi negli affari di questi popoli per depredare le loro risorse ed imporre i propri sistemi di governo.<\/p>\n<p>Dopo il 1989 le cartine geografiche europee sono state revisionate similmente a quanto era avvenuto prima, durante e dopo la II Guerra Mondiale ed, in generale, al pari di quanto avviene sempre nella Storia, in virt\u00f9 di processi relazionali che determinano costantemente conflitti tra le parti e squilibri nei rapporti di forza tra gli Stati. Pertanto, scandalizzarsi delle azioni del Cremlino in Georgia, in Crimea e nel Donbass, in seguito ai soliti tentativi atlantici di rimpicciolire ulteriormente la sfera d\u2019influenza moscovita, \u00e8 da impostori oltre che da moralisti con la coscienza sporca. Quando l\u2019Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, dichiara \u201cinaccettabili le violazioni della sovranit\u00e0 dei vicini\u201d da parte del Cremlino, si pone fuori dalla realt\u00e0 (e dimentica il passato) perch\u00e9 nega il fatto compiuto.<\/p>\n<p>Se l\u2019evento prodotto si dimostra non reversibile nel breve-medio periodo occorre prenderne atto e procedere a limitare i danni ricercando soluzioni politiche. Le sanzioni non sono tra queste perch\u00e9 rappresentano un ricatto e non una base per avviare una trattativa e mettere le posizioni a confronto. Le ragioni non stanno mai tutte da un lato, per questo \u00e8 sbagliato, in caso di attriti, arroccarsi dietro presunti principi universali non negoziabili che sono una patente scusa per rifiutare il dialogo, bench\u00e9 non si abbiano altre soluzioni razionali per sbrogliare la matassa. Non voglio dire che i valori siano relativi ma sono pur sempre interpretabili, hanno molte sfumature da considerare per facilitare l\u2019incontro delle opinioni.<br \/>\nPresumibilmente, con l\u2019accettazione dell\u2019annessione della Crimea alla Russia, l\u2019Europa avrebbe scongiurato il conflitto civile nel Donetsk e rassicurato Mosca sui limiti delle sue iniziative, soprattutto dopo che \u00e8 emerso il suo coinvolgimento nel golpe di Kiev al fianco degli Usa. Il Cremlino, che non attendeva nessuna mano da Washington, si aspettava almeno da Bruxelles una mediazione, nel comune interesse continentale.<br \/>\nFar precipitare la situazione, quando si \u00e8 incerti della propria e dell\u2019altrui volont\u00e0 o della natura delle reciproche istanze, a fortiori se si condividono alcune esigenze ed esperienze, pu\u00f2 causare anche danni maggiori. Ed \u00e8 quello che si \u00e8 verificato tra Russia ed Europa, a tutto vantaggio dei manipolatori d\u2019oltre Atlantico i quali stavano lavorando proprio per approfondire le divisioni e chiudere i canali di contatto tra i russi e gli europei. La frittata \u00e8 fatta ma in qualche modo bisogner\u00e0 ripartire. Due sono le certezze che abbiamo in questa fase di transizione. La Russia vuole ricostruire una sua orbita egemonica per contrastare lo strapotere statunitense, quanto meno regionalmente. Per agevolarsi il compito vorrebbe intendersi con l\u2019Ue o con le sue potenze centrali. Pi\u00f9 che legittimo.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti lo vogliono impedire. Anche questo \u00e8 giustificato, almeno dal loro punto di vista. E l\u2019Europa? Non si sa cosa voglia. Per ora resta schiacciata tra queste tendenze geopolitiche incapace di trovare una via propria. Nel dubbio rimane ancorata all\u2019antico schema regolatorio che per\u00f2 non produce gli stessi vantaggi di un tempo. Anzi, ne viene fuori danneggiata e depressa. Farebbe meglio a guardare ad Est per uscire dall\u2019impasse ma chiarendosi prima bene le idee sul futuro a cui aspira. Infatti, non si tratta di divincolarsi dal giogo americano per finire sotto quello russo.<\/p>\n<p>Si tratta di elaborare un piano strategico che le dia nuovamente rilevanza e la tolga dalla scomoda posizione in cui si trova, nel bel mezzo di una battaglia tra potenze assertive che non faranno fatica a passare sul suo cadavere, se necessario. La riconfigurazione degli assetti mondiali \u00e8 uno svolgimento inarrestabile della nostra epoca e la Russia in ascesa sembra il partner naturale di un\u2019Europa che intenda ritornare ad essere padrona del suo destino. Se la cosiddetta aggressivit\u00e0 russa rappresenta una potenziale minaccia (peraltro remota e ingigantita dalla propaganda Atlantica), l\u2019occupazione americana \u00e8 un dato di fatto della sua attuale condizione di sudditanza.<\/p>\n<p>E\u2019 un controsenso ingaggiarsi col \u201cnemico alle porte\u201d se c\u2019\u00e8 un invasore gi\u00e0 dentro i suoi confini. Del resto, come diceva Brecht, chi parla del nemico \u00e8 lui stesso il nemico. Oggi, il vero nemico sono gli Stati Uniti. Contro questi occorre scagliarsi individuando chi, dall\u2019esterno (come Putin), pu\u00f2 contribuire alla causa per ragioni diverse dalle nostre ma coincidenti con i nostri scopi. Dopo si faranno i conti con gli altri eventuali antagonisti ma nel frattempo questi devono diventare i nostri alleati. Non c\u2019\u00e8 altra strada per recuperare la sovranit\u00e0 perduta e ricominciare a contare nel contesto multipolare.<\/p>\n<p><strong>Fonte<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/leuropa-si-salva-con-la-russia\">:<\/a>\u00a0http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/leuropa-si-salva-con-la-russia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo) L\u2019Ue si \u00e8 allargata a spese della Russia approfittando della caduta del Muro di Berlino e delle altre drammatiche vicissitudini accadute oltre la cortina di ferro, al principio degli anni \u201990. La Nato ha inglobato le nazioni dell\u2019ex patto di Varsavia ed anche alcuni membri dell\u2019Urss, sfruttando il caos provocato dal tracollo del socialismo (ir)realizzato, cui ha contribuito la scellerata \u201ccatastrojka\u201d di Gorbaciov e soci. 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