{"id":2520,"date":"2011-01-04T05:06:39","date_gmt":"2011-01-04T04:06:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2520"},"modified":"2011-01-04T05:06:39","modified_gmt":"2011-01-04T04:06:39","slug":"la-ricchezza-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2520","title":{"rendered":"la ricchezza &#8211; parte prima"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Andrea Mensa<\/strong><\/p>\n<p>La ricchezza. Dal Devoto &#8211; Oli ricavo la definizione di: Ricchezza = larga disponibilit&agrave; di beni e specialmente denaro &ndash; Quantit&agrave; notevole di beni e risorse economiche. Legato al denaro c&rsquo;&egrave; il concetto di ricchezza, bench&eacute; il denaro ne possa rappresentare solo una parte. La ricchezza &egrave; costituita da tutto ci&ograve; che &egrave; nella disponibilit&agrave; di un individuo e che abbia un valore, e cio&egrave; sia desiderato da almeno qualcun altro, al punto che per averlo sarebbe disposto a dare in cambio qualcosa di suo.<\/p>\n<p>&Egrave; ovvio che se io dispongo di un qualcosa cui nessuno interessa, pertanto nessuno sarebbe disposto a pagar qualcosa per averlo, quel qualcosa pu&ograve; avere anche un elevato valore sentimentale per me, ma nessun valore commerciale o di scambio. Insomma, la societ&agrave; in cui si &egrave; immersi non lo considererebbe un valore. Le due condizioni per cui tale situazione si pu&ograve; verificare &egrave; che tale bene sia disponibile gratuitamente in tale quantit&agrave; che, pertanto, nessuno si sognerebbe di pagar qualcosa per averlo, potendolo avere gratis, mentre l&rsquo;altra condizione &egrave; che il bene di cui dispongo non interessi proprio a nessuno. Tutto ci&ograve; che invece ha un valore, pertanto &egrave; desiderato da qualcun altro, rappresenta ricchezza. Da notare subito una caratteristica della ricchezza, e cio&egrave; che &egrave; relativa. Infatti la caratteristica opposta alla ricchezza, &egrave; la povert&agrave;, definita anche il desiderio inappagato riferito a dei beni o servizi, disponibili per&ograve; a qualcun altro. Pertanto, per esistere ricchezza di qualcuno, deve esistere povert&agrave; di qualcun altro. Ma parlando di beni concreti, materiali, le due condizioni, ricchezza e povert&agrave; si contrappongono anche se non specularmente in quanto ci&ograve; che &egrave; posseduto da uno pu&ograve; essere desiderato da molti, ma anche ci&ograve; che &egrave; posseduto da molti, esser desiderato da pochi. Comunque, un valore economico viene riconosciuto ad un qualsiasi bene se qualcuno &egrave; disposto a dare qualcosa per averlo, caratteristica che per&ograve; pu&ograve; anche cambiare nel tempo, con l&rsquo;evolversi dei desideri e delle possibilit&agrave; delle persone. Parlando di beni &egrave; necessario anche fare una distinzione tra due categorie fondamentali di beni: quelli che per goderli si annullano, distruggono, spariscono , e quelli il cui godimento non intacca la loro natura. Del primo il tipico esempio &egrave; il cibo. Esso deve essere prodotto, scambiato, commercializzato, e quindi consumato. &Egrave; uno di quei beni il cui &ldquo;ciclo&rdquo; tra la nascita e la morte &egrave; relativamente breve, a volte solo ore o giorni. Del secondo tipo un quadro, una abitazione. Un quadro lo si gode (di regola) guardandolo, pertanto non lo si consuma. La casa la si abita, pertanto , salve le manutenzioni, non la si consuma. Giornalmente, ogni comunit&agrave; crea e distrugge beni, valore, pertanto il livello globale di ricchezza &egrave; continuamente variabile. Livello sia personale, che riflette sia la quantit&agrave; che il valore ( peraltro variabile in funzione di molti parametri indipendenti da chi possiede il bene stesso) dei beni posseduti, sia a livello di gruppo, stato, nazione. Tanto per aver chiaro il concetto, ricordo che a livello superiore, il valore globale, non &egrave; la somma dei valori disponibili ai singoli componenti. E per ricordare questa particolarit&agrave; ricorro sempre al grasso di tricheco, che avr&agrave; moltissimo valore all&rsquo;interno delle comunit&agrave; che popolano la Groenlandia, ma valore nullo al di fuori delle comunit&agrave; del nord. Un bene particolare &egrave; il denaro. C&rsquo;&egrave; chi dice che la gente ama il denaro. Io non sono d&rsquo;accordo. Salvo eccezioni, come i numismatici o Paperon de&rsquo; Paperoni, la gente non ama il denaro in se, ma cosa il denaro pu&ograve; procurare. Abbiamo visto che il denaro &egrave; essenzialmente un mezzo per facilitare gli scambi dei beni e servizi, ma &egrave; anche vero che si accumula denaro, per almeno due ragioni. Perch&eacute; si stanno accumulando risorse sufficienti per procurarsi un bene molto costoso, oppure per avere la certezza di poter far fronte a possibili inconvenienti di vita. Sia per una ragione che per l&rsquo;altra tale denaro smette di circolare per essere tesaurizzato. Cosa danneggia di pi&ugrave; il denaro &egrave; la sua eventuale perdita di valore, ovvero la diminuita possibilit&agrave; di venire scambiato con altri beni. Ragion per cui, accumulare denaro, presenta il rischio di potere avere in cambio di esso, domani, meno di cosa potrei avere oggi. Abbiamo per&ograve; visto che il denaro &egrave; anche una risorsa necessaria a chi abbia solo sul momento una possibilit&agrave; di realizzare una propria aspirazione, ma non avere le risorse per farlo, oppure voglia intraprendere o aumentare la propria possibilit&agrave; di creare dei beni o servizi, e pertanto sia disposto anche a pagare un prezzo per avere tale disponibilit&agrave;. L&rsquo;incontro tra chi ha accumulato denaro e chi lo richiede, porta eventualmente il primo a imprestarlo al secondo , dietro il pagamento di un interesse. L&rsquo;ammontare di tale interesse &egrave; in genere valutato in modo che compensi almeno la perdita di valore del denaro stesso, il sacrificio di chi ha rinunciato a spenderlo, ed eventualmente anche il rischio di non riaverlo pi&ugrave; indietro. Di regola per&ograve; tale incontro non &egrave; mai diretto ma mediato dal sistema bancario, che funge da intermediario tra la domanda di denaro e l&rsquo;offerta, pagando lei, banca, un interesse a chi vi deposita il denaro e facendo pagare un interesse, superiore , a chi lo richiede. Il funzionamento del sistema bancario non &egrave; per&ograve; cos&igrave; semplice e sar&agrave; argomento di diversi scritti successivi. Ora per&ograve; voglio concentrarmi sul concetto di ricchezza. Se il denaro &egrave; una delle possibili forme di ricchezza, vi sono beni che ne costituiscono altre forme, e sono quei tipi di beni che NON si consumano, o che al massimo degradano molto lentamente nel tempo. E si chiamano &ldquo;investimenti&rdquo;. Ho scritto in testi precedenti che, essendo il valore una caratteristica personale associata ad ogni bene da ogni individuo in un certo ambiente, esso &egrave; naturalmente variabile nel tempo. Pertanto il valore di un bene pu&ograve; aumentare ma anche diminuire nel tempo. Ecco quindi che la capacit&agrave; di scegliere il tipo di bene in cui investire i propri risparmi &egrave; essenziale, per una persona, se vuole preservarne il valore. Come si &egrave; visto precedentemente, per&ograve;, il valore di un bene &egrave; tanto pi&ugrave; alto quanto tale bene &egrave; desiderato e da quanti pi&ugrave; individui tendono a contenderselo. Pi&ugrave; alta &egrave; la contesa in un certo momento, pi&ugrave; il valore aumenter&agrave;, a prescindere da quale sia il suo prezzo o costo di produzione. Quando il valore commerciale cresce molto al di sopra del costo di produzione, si dice che si forma una bolla. La bolla quindi &egrave; quell&rsquo;eccesso di valore che un bene acquista grazie solo alla contesa tra acquirenti, ovvero grazie alla sua scarsit&agrave; in relazione alla richiesta. Da notare come tale richiesta sia generata dalla volont&agrave; pi&ugrave; o meno razionale di una quantit&agrave; elevata di individui di acquisire tale bene. Due fattori sono preponderanti in tale fenomeno: la pubblicit&agrave; e l&rsquo;avidit&agrave;. La pubblicit&agrave; crea il desiderio in molti individui per un certo bene, crea le mode, il fatto che molti individui desiderino una certa cosa, non perch&eacute; realmente utile a loro stessi, ma per uniformarsi ai loro compagni, amici, fino a far diventare certi beni un elemento distintivo degli appartenenti a certi gruppi. L&rsquo;avidit&agrave; invece gioca un ruolo essenziale nella formazione delle bolle. Essendo le bolle aumenti rapidi del valore di un certo bene, spinge molti individui a procurarselo oggi per poterlo rivendere un domani ad un valore molto superiore, e quindi lucrare la differenza. &Egrave; un gioco pericoloso, perch&eacute; le bolle come si creano, si sgonfiano o peggio scoppiano, e la differenza sta solo nella velocit&agrave; con cui, passata la moda o venendo a mancare la spinta dovuta all&rsquo;avidit&agrave; o alla sua carenza, il valore di tale bene si riposiziona sul suo costo di produzione. Pi&ugrave; &egrave; salito il valore durante la bolla, e pi&ugrave; disastrosa sar&agrave; la caduta, con l&rsquo;annichilimento di capitali anche notevoli. Sono i ca<\/p>\n<p>si in cui si dice che della ricchezza &egrave; stata &ldquo;bruciata&rdquo;, perch&eacute; proprio come in un incendio, cessa di esistere senza lasciare traccia. Nel caso di investimenti per preservare il valore dei propri risparmi, se fa piacere vedere che il valore dei propri investimenti sale rapidamente, moltiplicandone il valore, &egrave; anche molto prudente, in tal caso, salvare in tempo i propri averi, vendendo e investendo in qualcosa d&rsquo;altro, meno sotto speculazione. Riuscire a vendere quando il valore &egrave; ai massimi &egrave; un&rsquo;arte di pochi, che richiede estrema conoscenza dei mercati e competenza nel trattare le compra\/vendite. Chi non abbia tali caratteristiche, &egrave; molto meglio che rinunci anche a un po&rsquo; di guadagni, in cambio di una certa tranquillit&agrave;, e pertanto non giochi i propri averi sui mercati speculativi. In questo campo se &egrave; vero che ci possono essere anche guadagni notevoli, essi sono proporzionati ai rischi di perdere anche tutto o quasi, rischio da non sottovalutare perch&eacute; nella speculazione, guadagni e perdite si compensano sempre, magari in tempi diversi e su attori diversi, ma la speculazione non crea mai ricchezza stabile e duratura. Pochissimi eventi nella settimana che ha iniziato l&rsquo;anno nuovo, e soprattutto di scarsissima rilevanza. Colgo l&rsquo;occasione per consigliarvi la lettura di uno stupendo studio apparso su intermarcket&amp;more il cui link &egrave;: http:\/\/intermarketandmore.finanza.com\/distribuzione-ricchezza-sperequazione-economica-22097.html riguardante la distribuzione della ricchezza, cosa che commenter&ograve; nel mio prossimo scritto per cosa riguarda i riflessi di tale distribuzione sull&rsquo;economia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Mensa La ricchezza. 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