{"id":25235,"date":"2016-11-08T12:00:23","date_gmt":"2016-11-08T11:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25235"},"modified":"2016-11-07T20:13:34","modified_gmt":"2016-11-07T19:13:34","slug":"de-profundis-la-geopolitica-in-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25235","title":{"rendered":"De Profundis \u2013 La geopolitica in Grecia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COME DONCHISCIOTTE (Panagioti Grigoriou)<\/strong><\/p>\n<p>A cinque anni dalla nascita del blog Greek-Crisis, Grigoriou fa un primo bilancio che considera gli elementi anche di geopolitica e conclude che \u00e8 in atto un\u2019occupazione del territorio, un esproprio che ha, forse, l\u2019obiettivo ultimo di togliere di mezzo l\u2019entit\u00e0-stato della Grecia. Il mezzo \u00e8 l\u2019Euro, certo, ma anche la crisi dei migranti, sapientemente orchestrata in modo da permettere a forze non ben identificate (in primis attraverso le ONG) di mettere i propri pres\u00ecdi sulle isole dell\u2019Egeo orientale. Forse \u00e8 il caso che il blog diventi un giornale di guerra. La narrazione della crisi greca come solo economica \u00e8 fallace. (NdT)<\/p>\n<p>Tempi fuggenti, istanti instabili, anch\u2019essi fuggenti. Accelerazioni della storia. Per i greci, il 2009 si presenta gi\u00e0 come l\u2019ultimo periodo\u2026 prima della guerra, scartando ogni scenario di possibile ritorno al passato. Questo blog, Greek Crisis, ha appena compiuto, lui pure, cinque anni. Un anniversario vissuto lontano da qualunque spirito \u201cdi festa\u201d. Non c\u2019\u00e8 proprio niente da festeggiare, se non l\u2019umile contributo di questo blog al risveglio delle coscienze.<br \/>\nNon avrei mai immaginato che cinque anni dopo quel 24 ottobre 2011, data del mio primo\u2026 epitaffio telematico inciso su questo blog, il bisogno di GreekCrisis sarebbe stato ancora cos\u00ec forte ed attuale. Le mie intuizioni, purtroppo, si sono rivelate molto giuste; la cos\u00ec detta \u201dcrisi greca\u201d \u00e8 in realt\u00e0 una guerra, intrapresa contro il popolo greco, distruggendo la sua sovranit\u00e0 e minando la sua stessa esistenza. Una guerra\u2026 esemplare, fatta anche per dare l\u2019esempio di come sar\u00e0 rapido il passaggio verso l\u2019ultimo meta mondo Occidentale del\u2026 gi\u00e0 cos\u00ec corto 21\u00b0 secolo.<br \/>\nDopo sei anni di esperienza cos\u00ec vissuta e praticata sotto i memoranda, o, pi\u00f9 esattamente, sotto l\u2019ordine mondializzante della \u201c governance \u201d dello choc permanente, abbiamo visto abbastanza per fare un primo bilancio\u2026 pi\u00f9 che altro un\u2019autopsia, perch\u00e9 sembra proprio che stiamo per entrare (in realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 avvenuto) nella fase successiva delle operazioni psicologiche, economiche e di ingegneria sociale e , pi\u00f9 in generale, di forte ingegneria situazionale in corso di svolgimento.<\/p>\n<p>\u201cStasera i media sono piuttosto agitati. C\u2019\u00e8 carne al fuoco. A Bruxelles ci si prepara a tagliare una parte del debito greco. Solo una parte. Su 300 miliardi, 200 saranno esclusi. Il taglio forzato riguarda le banche e le casse di assistenza e malattia e delle pensioni del paese. Non riguarder\u00e0 gli attivi della BCE, ad esempio. Dopo avere lasciato Atene per qualche giorno, noto questo silenzio assordante da Grecia rurale. Le strade sono vuote e i caff\u00e8 non hanno pi\u00f9 clienti\u201d scrivevo allora, il 24 ottobre 2011.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sento ancora, talvolta, questo argomentare proveniente per lo pi\u00f9 (ma non solo) dagli ambienti politici di sinistra, che denuncia (giustamente) in modo veemente \u201cle politiche di austerit\u00e0, oppure \u2018l\u2019Euro forte\u2019, che uccidono i Greci\u2026 gli Italiani \u2026 i Francesi\u201d. Vero, salvo che, per quanto ha riguardato (finora) il caso greco, parlare cos\u00ec delle politiche di austerit\u00e0 ha un sapore subdolo, quasi da neolingua imposta dai\u2026 troppo importanti primi ufficiali del mondo di oggi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riflettevo sui cinque anni passati dalla nascita del mio blog, anni di esistenza e di esperienze e mi pare sia un \u201cDe profundis\u201d, cinque (in realt\u00e0 sei) anni durante i quali, tra speranze e disillusioni (SYRIZA e la sinistra in Grecia e, pi\u00f9 in generale, l\u2019insieme del sistema politico) ancora trascorrono momenti \u2026 che si diffondono per mezzo di accelerazioni, quantomeno delle coscienze.<\/p>\n<p>Ho sempre sostenuto, (fin dall\u2019inizio di questo blog) che dal punto di vista geopolitico e antropologico, L\u2019Euro non \u00e8 \u201csemplicemente\u201d una moneta, ma soprattutto \u00e8 un\u2019arma di distruzione di massa. In altre parole, l\u2019Euro \u00e8 un importante vettore di \u201ccultura di guerra\u201d, dato che, come si sa, esso \u00e8 edificato come un santuario trionfante sopra l\u2019ossario rappresentato dalle ultime (pseudo) democrazie occidentali che non abbiamo saputo difendere quando eravamo in tempo per farlo.<br \/>\nNon so se il destino geopolitico rester\u00e0 perfettamente simile ancora per molto tra la Grecia e gli altri territori occupati, in quanto amministrati dall\u2019Eurozona germano-elitocratica.Scrivo questo perch\u00e9 tutte le mie osservazioni e le mie intuizioni di storico ed antropologo, mi portano a prefigurare il peggio per la Grecia. Fino al punto di intravedere la volont\u00e0 degli artefici della grande geopolitica di far sparire (completamente) l\u2019entit\u00e0 statuale della Grecia odierna (il che \u00e8 quasi un fatto gi\u00e0 compiuto, alla luce dell\u2019evidenza). Il tutto mettendo cos\u00ec fine alle conseguenze della rivoluzione Greca del 1821, che aveva dato i natali allo stato neo-ellenico come entit\u00e0 definita, messo sotto tutela rapidamente e a sufficienza dalle grandi potenze di allora (1831 assassinio di Johannis Kapodistrias, governatore della Grecia indipendente), grandi potenze di allora, antenate delle elites mondializzatrici di oggi. Ma non c\u2019\u00e8 solo l\u2019Euro coinvolto nella battaglia: secondo i miei amici di Lesbo e Chios, il caos sapientemente organizzato per mezzo dell\u2019arrivo di migranti e rifugiati sta portando i suoi frutti.<br \/>\n\u201cnoi subiamo tutti i giorni attacchi ai nostri beni, violenze, talvolta incendi da parte dei migranti. Entrano nelle nostre case, rompono i vetri, diventano incontrollabili. Sono quasi in seimila, in strutture fatte per accoglierne mille. I nostri politici locali, i nostri sindaci, si industriano nell\u2019arte di far sembrare definitiva la situazione \u2018Cos\u2019altro possiamo fare? E\u2019 questa la nostra nuova realt\u00e0, dobbiamo conviverci\u2019 ci dicono, peraltro con prudenza. E\u2019 esattamente quello che il governo impone ed ordina, poich\u00e9 \u00e8 agli ordini\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE non parliamo del ruolo delle ONG finanziate direttamente dalla UE e da quelli come Soros. Fanno bella mostra di s\u00e8, fieri, con disprezzo e ostentando il loro potere sulle nostre povere autorit\u00e0 e, nello stesso tempo, vivono come i nababbi del momento, in hotel di lusso, con macchine costose,comportandosi come veri e propri amministratori coloniali. Noialtri, qui, odiamo questa gente, come odiamo i nostri politici, ma quelli che non odiamo sono i migranti perch\u00e9 essi ed il loro destino sono il mezzo usato dai Grandi per raggiungere i propri obiettivi, cio\u00e8 distruggere il nostro paese. E non sappiamo ancora come reagire a questa situazione, nel nostro sbagliare bersaglio\u2026\u201d testimonianza del mio amico G. di Chios, raggiunto al telefono. Ecco la mentalit\u00e0 dei greci\u2026 sollevata dai tempi che corrono.<br \/>\nQuesta pianificazione diventa evidente, dato che \u00e8 costantemente spacchettata sotto i nostri occhi dal sistema, nei reportage del canale neo-Goebbelsiano \u2018Euronews\u2019, ad esempio quello intitolato \u201cLa crisi dei rifugiati beneficia l\u2019economia greca\u201d. Fatto ancora pi\u00f9 \u201ccurioso\u201d, dato che che questa grossolana propaganda \u00e8 ripresa (se non condivisa) da un sito di un \u201cCollettivo cittadino, solidale della resistenza del popolo greco contro l\u2019austerit\u00e0 economica che gli \u00e8 inflitta\u201d, l\u2019\u201dausterit\u00e0\u201d ancora una volta.\u00a0Come fa notare giustamente il mio amico J-F., il quale dalla Francia pi\u00f9 profonda e in rivolta mi ha appena dato i riferimenti internet della notizia, c\u2019\u00e8 di che saltare sulla sedia.<\/p>\n<p>\u201cQuesto breve reportage mi ha fatto arrabbiare e io gliel\u2019ho detto: \u2018questa informazione avrebbe meritato un minimo di critica prima di essere postata su Soligrec [il sito del Collettivo]. Anche se i lettori di questa newsletter sono generalmente persone acquisite alla causa greca e consci dell\u2019iniquit\u00e0 della politica europea rispetto a quel paese, la forma di questo reportage mi sembra perniciosa. Lascia intendere che un miliardo di euro stanno per passare direttamente dai conti della BCE alle tasche dei commercianti e degli artigiani greci per mezzo dei migranti, che non potranno non spendere i soldi che gli saranno distribuiti. Tutti sanno che ci\u00f2 \u00e8 falso e che il grosso di quel denaro transiter\u00e0 dalle dubbie ONG e che i migranti, cos\u00ec come i commercianti greci, non avranno che le briciole..Ma ci \u00e8 stato detto che l\u2019analisi era vista da\u2026 un punto di vista strettamente finanziario\u2026 !\u201d<\/p>\n<p>\u201cLascia intendere che i migranti sono un\u2019opportunit\u00e0 per la Grecia, mentre sono un peso che l\u2019Europa scarica sul groppone dei Greci, che gi\u00e0 era sovraccarico di problemi\u2026 \u2018 I rifugiati costituiscono un aiuto economico importante \u2026\u2019 !\u00a0\u201cLascia intendere che i migranti dovranno \u2018integrarsi\u2019 in Grecia, il che non \u00e8 n\u00e9 nei loro piani, n\u00e9 in quelli dei greci. Ancora una volta, la colonia \u2018tedesca del Sud\u2019 servir\u00e0 da diversivo a tutti quelli dei quali l\u2019Europa del Nord vuole sbarazzarsi. \u2018Perch\u00e8 i rifugiati partecipino nel lungo termine alla crescita,l\u2019integrazione \u00e8 una condicio sine qua non\u2019<\/p>\n<p>\u201cE, ciliegina sulla torta, il reporter di Euronews lascia intendere che il calo di presenze dei turisti sul litorale sar\u00e0 largamente compensato dal \u2018mercato che creeranno i migranti\u2019. E\u2019 veramente un prendere i Greci per i fondelli, \u00e8 considerare i lettori come degli imbecilli, ennesima prova (se mai ce n\u2019era ancora bisogno) della collusione tra la stampa, i governi nazionali, i creditori e le istituzioni europee! E,come sempre accade in questi falsi reportages, i media si preoccupano di far validare le proprie previsioni da un \u2018esperto\u2019 di finanza, corroborato dalle dichiarazioni selezionate di un po\u2019 di greci a caso. Quando si paragonano i servizi settimanali sulla situazione dei migranti in Grecia che compaiono, per esempio, sul blog di Panagiotis Grigoriou (Greek-Crisis) con quelli di \u2018Euronews\u2019 la rabbia diventa insopportabile!\u201d<\/p>\n<p>Ed ecco che tutto diventa pi\u00f9 preciso, nella geopolitica della Grecia, che si vuol far credere stia subendo \u201csoltanto\u201d una crisi economica dovuta all\u2019austerit\u00e0, ma le cui frontiere sono controllate dalla nebulosa dei corpi Europei e loro assimilati e, in pi\u00f9, dalle ONG, vere amministrazioni coloniali a Lesbo, Chios, Samo e altre isole, il che ha creato di fatto una zona cuscinetto nell\u2019Egeo (cos\u00ec cara alla politica neo-Ottomana dell\u2019odierna Turchia) dove Atene non ha pi\u00f9, in realt\u00e0, il controllo delle sue frontiere, del suo territorio, della composizione della sua popolazione \u2026 e infine, del suo futuro. Zona cuscinetto o, (anche) forse s\u00ec, forse no, futuro teatro di operazioni militari di dispiegamento di forze tra NATO e Russia?<br \/>\nI miei amici sul posto, cos\u00ec come qualche radio, fanno cenno, in queste ultime settimane con maggiore frequenza, ad esempio (Radio Realfm, mattino del 2\/11) \u201cad un certo numero di camion militari d\u2019origine sconosciuta, carichi di apparecchiature elettroniche (lo affermano testimoni che ne capiscono parecchio di questo tipo di \u2026 aiuto umanitario) che circolano liberamente \u2026 ma camuffati (senza simboli, n\u00e9 scritte) a Lesbo e che le autorit\u00e0 di polizia, cos\u00ec come le altre autorit\u00e0 greche, abbiano ricevuto l\u2019ordine di chiudere gli occhi e di ingoiarsi la lingua,con tutta la saliva appresso\u201d (cito a memoria).<\/p>\n<p>I commentatori della fascia del mattino della radio Realfm (2 novembre) fanno apertamente supposizioni sul fatto che Tsipras avrebbe segretamente firmato la messa sotto tutela straniera (occidentale \u2013 internazionale,quindi turca) delle isole pi\u00f9 orientali del mar Egeo, in aggiunta alla consegna di tutti i beni dello Stato nelle mani dei creditori dopo la nascita dell\u2019Iper-cassa, prevista direttamente nel Memorandum III.<\/p>\n<p>La \u2026pentola bolle allora, dappertutto nelle isole greche e talvolta anche nella Grecia continentale. Sull\u2019isola di Samo, la stampa locale sostiene che i cinque sconosciuti che (dopo altre aggressioni dello stesso tipo) hanno violentato una donna di 23 anni, sottufficiale dell\u2019esercito greco, erano usciti dai campi dei migranti (1 novembre). Notizie di questo tipo, vere o eventualmente \u2026 rielaborate, diventano insopportabili nella vita di ogni giorno, e degli scontri sono avvenuti tra alcuni abitanti ed i \u2018solidali\u2019, molto meno numerosi. E\u2019 stato grazie all\u2019intervento della Polizia, cos\u00ec come a quello di certe persone\u2026 meno bellicose, che \u00e8 stato evitato il peggio. I video pubblicati dalla stampa locale sono molto eloquenti e Tsipras \u2026 ha previsto una riunione d\u2019urgenza sul tema dei migranti.<br \/>\nInverno in vista. Ad Atene ci si prepara comunque all\u2019evento. Pi\u00f9 il tempo passa, pi\u00f9 mi dico che l\u2019Euro (se non altro per ci\u00f2 che concerne la Grecia) \u00e8 parte di una guerra, ma che esso non \u00e8 l\u2019unica arma. Basta guardare alla cos\u00ec detta \u201ccrisi dei migranti\u201d, cos\u00ec sapientemente messa in atto: sar\u00e0 una storia da ricostruire, durante, ma soprattutto dopo il momento cruciale e parossistico della guerra (globale e quindi scoppiata su diversi fronti) in corso.<\/p>\n<p>A, mi sembra, che siamo molto vicini a questo momento cruciale. La grecia, un po\u2019 come l\u2019Ucraina, appartiene a quella zona geopolitica e culturale (l\u2019ortodossia) che gi\u00e0 si trova in prima linea nella ridefinizione (presto attraverso le armi?) dei rapporti di forza tra i BRICS e la coalizione occidentale (ammesso che ce ne sia solo una!).In questi ultimi giorni, il \u201cgoverno greco\u201d ha ricevuto la visita ufficiale di (in ordine cronologico): Jean-Marc Ayrault (25\/10) e del suo omologo russo Sergei Lavrov (2\/11) [ndt: ministri degli esteri]. Inutile cercare di farsi un\u2019idea del reale contenuto dei colloqui attraverso la stampa.<br \/>\nTempi fuggenti, istanti instabili, anch\u2019essi fuggenti. Opera caotica. \u201cBruciate SYRIZA nuovo Efialte\u201d si pu\u00f2 leggere sui muri di Atene in questo mese di novembre 2016. Bisogna ricordarsi di Efialte di Tracia, il greco che svel\u00f2 a Serse il sentiero di Anopea, attraverso il quale i Persiani poterono prendere alle spalle leposizioni degli Spartani del re Leonida primo nella battaglia delle Termopili nel 480 a.c.. E\u2019 stato poi ucciso da un certo Atenade. In greco moderno (come in quello antico) questo nome \u00e8 diventato sinonimo di incubo e di alto tradimento.<\/p>\n<p>Greek Crisis ha cinque anni. Lontani da ogni spirito \u201cdi festa\u201d perch\u00e8 non c\u2019\u00e8 niente da festeggiare, questo blog \u2026 sempre sospeso tra la vita e la morte (necessariamente per cause economiche) torner\u00e0 prossimamente sul proprio bilancio\u2026 speriamo non ancora definitivo. Lancer\u00e0 eventualmente una nuova campagna di Crowdfunding, oltre alle vostre essenziali donazioni \u2026 senza le quali sarebbe gi\u00e0 chiuso.<br \/>\nChi pu\u00f2 dirlo? Dopo sei anni di esperienza \u2026 cos\u00ec vissuta e gestita sotto i memoranda, questo blog, costretto dagli avvenimenti, si trasformer\u00e0 forse in un autentico\u2026 giornale di guerra. Niente di nuovo sul pianeta, a dire il vero. E allora \u201cde profundis\u201d\u2026<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/comedonchisciotte.org\/de-profundis-la-geopolitica-in-grecia\/\">http:\/\/comedonchisciotte.org\/de-profundis-la-geopolitica-in-grecia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DONCHISCIOTTE (Panagioti Grigoriou) A cinque anni dalla nascita del blog Greek-Crisis, Grigoriou fa un primo bilancio che considera gli elementi anche di geopolitica e conclude che \u00e8 in atto un\u2019occupazione del territorio, un esproprio che ha, forse, l\u2019obiettivo ultimo di togliere di mezzo l\u2019entit\u00e0-stato della Grecia. 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