{"id":2525,"date":"2011-01-04T15:09:44","date_gmt":"2011-01-04T15:09:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2525"},"modified":"2011-01-04T15:09:44","modified_gmt":"2011-01-04T15:09:44","slug":"la-vita-come-missione-contro-il-diritto-alla-felicita-e-contro-ogni-indice-di-misurazione-della-medesima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2525","title":{"rendered":"La vita come missione: contro il diritto alla felicit\u00e0 e contro ogni indice di misurazione della medesima"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Stefano D&rsquo;Andrea<\/b><\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Si va diffondendo la consapevolezza che non &egrave; possibile curare la psiche di uno o altro soggetto se il malato muove da idee errate, insensate e, diciamolo pure chiaramente, immorali. Accolte determinate idee, magari inconsapevolmente, per abitudine, adattamento, adesione ai costumi e alle prassi dominanti, non si potr&agrave; mai avere un equilibrio psichico. <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Una di queste idee errate, insensate e immorali &egrave; che lo scopo della vita sia di agire per raggiungere la felicit&agrave;<\/b>. Idea tanto pi&ugrave; errata, insensata e immorale quanto pi&ugrave; si aderisce al credo dominante che identifica la felicit&agrave; con un alto livello di consumi. Ma <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">anche chi non aderisca al credo dominante erra quando propone di sostituire il PIL con altri indici di misurazione della felicit&agrave; e, seppure senza saperlo, finisce per non discostarsi di molto da quel credo che si propone di contrastare<\/b>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La vita non &egrave; un viaggio alla ricerca della felicit&agrave;: &egrave; una missione. E questa asserzione non si pone, in prima istanza, sul piano morale; non deve essere intesa nel senso che la vita &ldquo;deve essere&rdquo; una missione. Che la vita <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">sia<\/i> una missione &#8211; magari svolta malissimo e con fallimenti in tutti o molti campi &#8211; &egrave; una verit&agrave; che pu&ograve; essere constatata, svolgendo poche e indiscutibili osservazioni. Dunque, quando affermo che la vita <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">&egrave; una missione<\/i> intendo pormi sul piano del vero e del falso e non su quello, morale, del giusto e dell&rsquo;ingiusto. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Con pi&ugrave; precisione direi che la vita consiste nell&rsquo;adempimento di un certo numero di importanti missioni, le quali sono talmente tante che finiscono per avvolgerla e contenerla quasi per intero. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Un primo gruppo di missioni deriva dal nostro stare in <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">famiglia<\/b>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Si pu&ograve; scegliere di non avere figli. Ma una volta che i figli sono nati, voluti o meno, siamo chiamati ad adempiere <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la missione di padre e la missione di madre<\/b>. La paternit&agrave; e la maternit&agrave; sono due missioni. Ogni missione si caratterizza per uno scopo e per i mezzi che lo realizzano. La pluralit&agrave; delle concezioni su ci&ograve; che deve essere un uomo implica una certa relativit&agrave; degli scopi. Ma si tratta di una relativit&agrave; parziale, perch&eacute; esiste un nucleo comune innegabile. Chi potr&agrave; negare che un genitore &egrave; chiamato ad impegnarsi perch&eacute; suo figlio abbia un carattere forte e non debole? Perch&eacute; sia paziente e tenace e non impaziente e velleitario? Perch&eacute; comprenda l&rsquo;importanza del sapere e del saper fare in uno o altro campo e non diventi un uomo senza arte n&eacute; parte?<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">L<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">a condizione di figlio<\/b>, a un certo punto della vita, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">diventa una missione<\/b>. Giunti a una certa et&agrave;, abbiamo genitori dei quali dobbiamo prenderci cura. O con i quali non dobbiamo pi&ugrave; litigare, perch&eacute; sono divenuti fragili, mentre noi siamo nel pieno della maturit&agrave; e del vigore e dobbiamo saper comprendere e avere la capacit&agrave; di controllarci. <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Figuriamoci poi quando i rapporti sono sempre stati ottimi e il genitore si trova in difficolt&agrave;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Siamo liberi di contrarre matrimonio e siamo liberi, secondo il diritto civile, di separarci e divorziare. Ma una volta contratto matrimonio, per la coscienza sociale cos&igrave; come per il diritto civile, assumiamo doveri (contraiamo vincoli) nei confronti del coniuge: fedelt&agrave;, mutuo aiuto morale e materiale, collaborazione e coabitazione. Si tratta di doveri che sovente e sempre pi&ugrave; vengono infranti. Ma questi doveri esistono, sono oggettivi, previsti dalla legge e avvertiti dalla coscienza sociale. Anche la <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">condizione di coniuge<\/b>, dunque,<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"> ci impone una missione<\/b>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Noi siamo parte anche della <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">societ&agrave; civile<\/b>. <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Lo svolgimento del nostro mestiere &egrave; una missione<\/b>. Svolgiamo il mestiere di insegnante, di medico, di avvocato, di artigiano, di pubblico funzionario. Dall&rsquo;acquisizione di quelle qualifiche e dallo svolgimento di quei ruoli sorgono doveri di aggiornarci e di eseguire gli incarichi con scrupolo e onest&agrave;; doveri di non abusare della posizione di potere e di non tradire la fiducia di chi ci ha conferito un incarico. La qualifica di dipendente privato pone qualche problema, in tutti i casi in cui il datore di lavoro o il superiore gerarchico non rispettino i doveri e i vincoli che la legge, prima ancora che la coscienza sociale, impone, circoscrivendo l&rsquo;ambito della subordinazione. Ma &egrave; certo che in un fisiologico svolgimento del rapporto, il lavoratore subordinato &egrave; titolare <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>di precisi doveri, di fedelt&agrave; e di correttezza, che caratterizzano la prestazione lavorativa in base ad una precisa disposizione normativa.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Nemmeno si dovrebbe dubitare che <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">l&rsquo;amicizia &egrave; una missione<\/b>. Che ci vincoli ad aiutare l&rsquo;amico in difficolt&agrave;, a stargli vicino nei momenti tristi della vita e prima ancora a coltivarla, a cercare l&rsquo;amico, a trovare il tempo per andarlo a trovare, a liberarci dei pensieri per trascorrere con esso momenti di spensieratezza e dedicarci, assieme a lui, ai comuni vecchi vizi. Chi non coltiva l&rsquo;amicizia sar&agrave; inevitabilmente senza amici. Ma anche rapporti meno caldi, come quelli di vicinato, implicano condotte che si attengano a doveri: salutare, essere gentili e disponibili. <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Essere un buon vicino di casa &egrave; dunque una missione<\/b>. Una missione piccola e talvolta difficilissima; ma &egrave; una missione.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Anche la condizione di cittadino &egrave; una missione<\/b>. Come cittadini abbiamo il dovere di votare i migliori tra i candidati che si presentano alle elezioni, amministrative o politiche, rifiutando il voto a parenti ed amici, se non sono i migliori; di non votare se reputiamo che la legge elettorale sia incostituzionale; di resistere all&rsquo;oppressore, se dovessimo essere aggrediti da altri popoli; di combattere militarmente i secessionisti; di interessarci in uno o altro modo alla <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">res pubblica<\/i>; di pagare le imposte; di rispettare i mille piccoli doveri, giuridici e non solo (raccolta differenziata, pagamento del biglietto del tram, evitare, per quanto possibile, l&rsquo;uso dell&rsquo;automobile, ecc.) che servono a rendere pi&ugrave; vivibile la nostra citt&agrave;.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Ma <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la missione pi&ugrave; importante &egrave; coltivare la nostra anima, il nostro pensiero e il nostro carattere morale<\/b>: <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">coltivare il rapporto con noi stessi<\/b>. Anche questa missione, come tutte le altre, si realizza attraverso l&rsquo;adempimento di doveri. Il sommo dovere di accettarci; di essere contenti se scopriamo un nostro limite; di impegnarci per attenuarlo ed eventualmente il dovere di prendere atto serenamente che non siamo capaci. Il dovere di immergerci, quando possiamo, nella natura; di godere della solitudine, dei profumi e dei colori della terra, di bagnarci, anche in solitudine, nei mari limpidi, dei quali dobbiamo andare in cerca. Di nutrirci delle grandi opere di poesia e di pensiero, le quali sono in grado di influenzare in senso epico la nostra personalit&agrave;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Se consideriamo una giornata qualunque di un uomo adulto, constatiamo agevolmente che in gran parte quell&rsquo;uomo compie azioni che sono adempimento di doveri<\/b>: preparare i figli nel primo mattino;<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>accompagnarli a scuola; salutare il vicino incontrato sul pianerottolo; recarsi sul luogo di lavoro; lavorare; recarsi, dopo il lavoro, nella assemblea della associazione alla quale si &egrave; iscritti; acquistare ci&ograve; che &egrave; necessario per la cena; recarci all&rsquo;appuntamento con l&rsquo;amico per bere una birra; dopo cena mettere a letto i figli; concederci un momento di pace con la moglie o la compagna (o il marito o il compagno); leggere pagine del libro che ci si &egrave; ripromessi di finire entro la domenica. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Non dobbiamo pensare, tuttavia, che ci&ograve; implichi un&rsquo;intrinseca e ineliminabile tristezza della vita. Sarebbe un pensare stolto e molto infantile. Perch&eacute; le condotte che sono adempimento di doveri &#8211; giuridici, morali o nascenti dal costume &#8211; possono essere tenute spontaneamente e volontariamente, insomma senza pensare che l&rsquo;azione che si compie &egrave; dovuta<\/b>. Ci&ograve; vale per un bacio alla propria moglie, per una carezza al figlio, per un rientro a notte fonda che conclude una serata dedicata ad un amico in difficolt&agrave;, pur sapendo che dopo un paio d&rsquo;ore sar&agrave; necessario alzarci; per lo studio approfondito di un caso che un cliente ci ha affidato e per mille altre azioni, le quali, essendo dovute, &egrave; bene che siano sempre volute. In certo senso, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">quando un&rsquo;azione &egrave; voluta, essa perde, nella coscienza di chi la compie, il carattere di doverosit&agrave;<\/b>.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Ecco che cosa &egrave;, dunque, la felicit&agrave;. Un giudizio complessivo che diamo su noi stessi, sul modo in cui stiamo realizzando le nostre missioni e quindi adempiendo i nostri doveri<\/b>. Giudizio <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">complessivo<\/i>, perch&eacute; le missioni sono talmente tante che &egrave; quasi naturale che in una o pi&ugrave; di esse si stia fallendo o, addirittura, che una di esse sia certamente fallita. Il giudizio complessivo sar&agrave; tanto pi&ugrave; positivo quanto pi&ugrave; penseremo di aver adempiuto, in linea di principio, le nostre missioni. E le avremo adempiute quando, in linea di principio, avremo voluto tenere le condotte che dovevamo tenere. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">La felicit&agrave;<\/b>, dunque, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">non &egrave; l&rsquo;obiettivo della vita ma un risultato<\/b>,<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"> che si consegue adempiendo volontariamente doveri<\/b>. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La felicit&agrave; &egrave; compatibilissima con lunghi periodi di stress e anzi, forse, non pu&ograve; aversi senza di essi, perch&eacute; le missioni sono difficili. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La felicit&agrave; non implica nemmeno un&rsquo;abituale serenit&agrave;, perch&eacute; le missioni richiedono tensione, sacrificio e scelte sovente spiacevoli. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Tanto meno la felicit&agrave; implica un alto livello dei consumi. <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Non solo &egrave; falso che chi consuma &egrave; felice &ndash; chi consuma di volta in volta&nbsp;si sta divertendo o si sta appagando -; &egrave; vero piuttosto che chi &egrave; infelice tende a consumare. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La causa maggiore dei consumi &egrave; la mancata comprensione del senso della vita dovuta al fatto che non si vuol (e oggi non si viene nemmeno sollecitati a) prendere atto dei mille doveri che dobbiamo adempiere. L&rsquo;angoscia provocata dalla perdita di senso dovuta al disconoscimento dei doveri e quella che sorge dal timore di non saperli adempiere, timore sovente paralizzante &ndash; si tratta delle due principali cause dell&rsquo;infelicit&agrave; &#8211;<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>spingono verso l&rsquo;eccesso dei consumi. In verit&agrave;, quando per la prima volta a fine mese si constata che si &egrave; riusciti a vivere spendendo meno di quanto abbiamo incassato siamo felici: abbiamo adempiuto il dovere di essere previdenti e parsimoniosi, ossia di fare il nostro bene. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">L&rsquo;ideologia consumista &egrave; tanto diffusa e pervasiva da oscurare la verit&agrave;. Ci&ograve; accade perch&eacute; il becero materialismo del quale &egrave; portatrice eclissa la dimensione spirituale della nostra vita e rimuove riflessioni come quelle condotte in queste note, che nel fondo sono banali &ndash; la verit&agrave; &egrave; spesso banale. Tuttavia, alla resa dei conti, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la dimensione spirituale della nostra vita &egrave; tutta la nostra vita<\/b>. Come dimostra il fatto che depressione, anoressia, esaurimenti nervosi, suicidi, gravi tossicodipendenze o videodipendenze, bilanci negativi della propria vita condotti in et&agrave; matura non sono pi&ugrave; frequenti tra coloro che nella vita hanno consumato meno, rispetto a coloro che nella vita hanno consumato pi&ugrave; e soprattutto tra coloro che nella vita hanno dato poca importanza al consumo delle merci rispetto a coloro che hanno consumato in modo compulsivo.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Sbagliano, dunque, i sostenitori della Decrescita e i governi di Sarkozy e di Cameron, cos&igrave; come Stiglitz quando propongono di sostituire il Prodotto Interno Lordo con altri indici, che sarebbero pi&ugrave; idonei a misurare la felicit&agrave; dei membri di una comunit&agrave; politica<\/b>. Sbagliano, perch&eacute; muovono dal presupposto errato che l&rsquo;obiettivo della vita sia quello di ricercare la felicit&agrave; e che la politica sia al servizio della felicit&agrave; dei singoli. La loro posizione &egrave; omogenea, anche se contraria sotto un profilo secondario, a quella di coloro che legano la felicit&agrave; alla produzione (eventualmente anche alla distribuzione) e al consumo di quante pi&ugrave; merci &egrave; possibile produrre e consumare. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La posizione alternativa &ndash; la contestazione vera del pensiero dominante &ndash; muove dalla constatazione che, nella ricchezza e nella povert&agrave;, dotati di conoscenze e di cultura ovvero analfabeti o semianalfabeti, siamo chiamati ad adempiere doveri, talvolta creati dalla legge, ossia dalla politica, e talvolta da quest&rsquo;ultima soltanto sanzionati con la forza, perch&eacute; molti di essi &ldquo;esistono&rdquo; gi&agrave; nella coscienza sociale. E sui doveri che dobbiamo adempiere nel rapporto con noi stessi &ndash; di gran lunga i pi&ugrave; importanti, perch&eacute; incidono sulla forza che saremo in grado di esprimere nell&rsquo;adempiere altri doveri e altre missioni &#8211; la legge (e quindi la politica) non dice, non deve dire e non pu&ograve; dire nulla. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">La politica ha poco a che vedere con la felicit&agrave; dei singoli cittadini<\/b>. <\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Certamente la politica concorre a creare quelle condizioni minime senza le quali il singolo, immerso totalmente nell&rsquo;impegno volto alla soddisfazione dei bisogni primari, &egrave; completamente costretto alla lotta per la sopravvivenza e non ha tempo e forza per <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">vivere, ossia per adempiere le sue missioni<\/i>. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Gli altri obiettivi della politica, anche i pi&ugrave; nobili che &egrave; dato ipotizzare &ndash; perseguire <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la bellezza<\/b> delle citt&agrave; e delle campagne; predisporre un apparato volto alla <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">formazione (educazione) di uomini valorosi<\/b>, che mantengano la parola data, coraggiosi, pazienti, colti e operosi (la politica &egrave; in primo luogo pedagogia, magari cattiva pedagogia ma &egrave; pedagogia); realizzare <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la giustizia<\/b>, per esempio, impedendo al capitale non investito ma messo a rendita di valorizzarsi; promuovere e agevolare <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">lo sviluppo di una cultura e di una tradizione originali ma aperte alle culture e alle tradizioni straniere<\/b>; <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>organizzare <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la sicurezza dei confini e la difesa militare dell&rsquo;ordinamento da ingerenze esterne e da secessioni<\/b> &ndash; poco o nulla hanno a che vedere con la felicit&agrave; dei singoli cittadini. Come tutti gli obiettivi politici, ossia pubblici e relativi ad interessi &ldquo;generali&rdquo;, essi possono essere realizzati soltanto ponendo <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">vincoli, divieti e comandi<\/b>. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La politica si risolve in legislazione e quest&rsquo;ultima &egrave; imposizione di vincoli, divieti e comandi. La politica &egrave; l&rsquo;arte e l&rsquo;attivit&agrave; volta ad organizzare e orientare la vita di popoli: rafforzarli e fornire durata alla vita dei medesimi; fornire i popoli di una storia e delle condizioni per avere un futuro. La politica si interessa poco ai singoli cittadini, e molto al <strong>Popolo<\/strong>, ossia a <strong>quell&rsquo;entit&agrave; mutevole (ma non astratta, bens&igrave; sempre concretissima) che c&rsquo;era quando noi non eravamo nati e ci sar&agrave; quando noi non ci saremo<\/strong>. Ben pu&ograve; accadere, in certe circostanze storiche, ed &egrave; spesso accaduto, che intere generazioni debbano sacrificare la giovinezza e finanche la vita, perch&eacute; le future generazioni siano libere, prospere, autonome e indipendenti. A rigore, in questi momenti, che sono i pi&ugrave; tragici ma talvolta i pi&ugrave; alti che la storia tramandi, sembrerebbe che la politica sia piuttosto fonte di sventure che non di felicit&agrave; per i singoli. Eppure ancora una volta, tutto dipende dalla volont&agrave;. Dalla volont&agrave; di adempiere i doveri e le missioni, compresa, se &egrave; necessaria, la disponibilit&agrave; all&rsquo;estremo sacrificio.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Se la felicit&agrave; non &egrave; un obiettivo ed &egrave; il risultato dell&rsquo;adempimento dei doveri mediante i quali realizziamo le nostre missioni, a maggior ragione non pu&ograve; essere il contenuto di un diritto. Non &egrave; forse un caso che il tempo dell&rsquo;impero statunitense &egrave; coinciso con il tempo della diffusione planetaria dell&rsquo;ideologia consumistica, se &egrave; vero che lo sfortunato popolo statunitense ha inserito nella Costituzione il diritto alla felicit&agrave;. Cos&igrave; come non &egrave; forse un caso che il popolo statunitense sia quello maggiormente colpito dalla malattia della depressione. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Che a nessuno venga in mente di sostenere che anche in Italia dobbiamo inserire nell&rsquo;ordinamento il diritto alla felicit&agrave; o che esso possa essere in qualche modo indotto da una o altra norma e affermato come gi&agrave; vigente nell&rsquo;ordinamento giuridico italiano. Chi la pensa in questo modo &egrave; pregato di andarsene negli Stati Uniti. Gi&agrave; sono troppi i danni che l&rsquo;ordinamento giuridico italiano (lo Stato italiano) &#8211;&nbsp;e quindi il popolo italiano &#8211;&nbsp;ha subito per l&rsquo;immissione in esso di innumerevoli istituti alieni. Meglio un &ldquo;cervello&rdquo; in fuga in pi&ugrave; che mettere in cattedra un altro adoratore della societ&agrave; statunitense. Ne abbiamo avuti fin troppi.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Articolo correlato <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2487\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Fondare la decrescita: l&rsquo;argomento del carattere finito delle risorse<\/i><\/a> <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2487\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2487<\/a> <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&rsquo;Andrea Si va diffondendo la consapevolezza che non &egrave; possibile curare la psiche di uno o altro soggetto se il malato muove da idee errate, insensate e, diciamolo pure chiaramente, immorali. Accolte determinate idee, magari inconsapevolmente, per abitudine, adattamento, adesione ai costumi e alle prassi dominanti, non si potr&agrave; mai avere un equilibrio psichico. 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