{"id":25269,"date":"2016-11-11T05:01:23","date_gmt":"2016-11-11T04:01:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25269"},"modified":"2016-11-11T05:50:22","modified_gmt":"2016-11-11T04:50:22","slug":"lideologia-dello-stato-islamico-piu-coerente-e-consistente-del-nazionalsocialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25269","title":{"rendered":"L&#8217;ideologia dello Stato Islamico: pi\u00f9 coerente e consistente del nazionalsocialismo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25270\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Al-Baghdadi-300x199.jpg\" alt=\"al-baghdadi\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Al-Baghdadi-300x199.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Al-Baghdadi-768x511.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Al-Baghdadi.jpg 940w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di ROBERT MANNE, pubblicato in The Guardian \u2013 The Observer, 3 novembre 2016, traduzione di Sergio Federici (FSI Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La concezione dello Stato Islamico: pi\u00f9 coerente e consistente del nazismo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alle ideologie politiche occorrono decenni per formarsi. Quella dello Stato Islamico \u00e8 l&#8217;ultima replica di una ideologia che si \u00e8 sviluppata per 50 anni. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno del 2014 le forze armate di un gruppo che al tempo si era dato il nome di Stato Islamico dell&#8217;Iraq e di al-Sham (Isis o Isil) si impadronirono di Mosul, la seconda o la terza citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa dell&#8217;Iraq. Secondo una stima, gli Stati Uniti avevano investito, o meglio sprecato, 25 miliardi di dollari nell&#8217;esercito iracheno che ora fuggiva terrorizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Isis aveva gi\u00e0 dissolto il confine che dalla prima guerra mondiale divideva l&#8217;Iraq dalla Siria e che \u00e8 derisoriamente indicato come il frutto del complotto anglo-francese \u201cSykes-Picot\u201d. Poco dopo, l&#8217;Isis abbrevi\u00f2 il suo nome in Stato Islamico e dichiar\u00f2 che il califfato secolare, abolito nel 1924 dal presidente turco Kemal Atat\u00fcrk, era ora rinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il califfo era l&#8217;ex capo dell&#8217;Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. Secondo lo Stato Islamico pi\u00f9 di un miliardo e mezzo di musulmani viventi in ogni continente del globo dovevano ora fedelt\u00e0 a Baghdadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Isis aveva occupato territorio in Iraq e in Siria durante i due anni o pi\u00f9 trascorsi. Dopo la caduta di Mosul, lo Stato Islamico aveva la dimensione del Belgio. Ma \u00e8 anche vero che fino a quel momento, a parte una manciata di studiosi e un piccolo numero di strateghi militari e di funzionari dello spionaggio, all&#8217;avanzata dell&#8217;Isis era stata data scarsa attenzione negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio del gennaio 2014 il direttore del New Yorker, David Remnick, fece un&#8217;intervista ad ampio raggio sulla politica estera al presidente Barack Obama. Alcuni giorni prima, come Remnick segnal\u00f2 ad Obama, la citt\u00e0 sunnita di Falluja era caduta in mano all&#8217;ISIS. L&#8217;intervistatore pungol\u00f2 Obama: \u201cAnche nel periodo in cui lei \u00e8 stato in vacanza, nelle ultime due settimane, in Iraq, in Siria e, naturalmente, in Africa, al-Qaeda sta risorgendo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obama replic\u00f2 in tono sprezzante: \u201cS\u00ec, David, ma penso all&#8217;analogia che a volte usiamo in questi casi, e penso che sia accurata: se degli studenti dilettanti indossano la tuta dei Los Angeles Lakers, questo non li fa diventare Kobe Bryant.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo commento divent\u00f2 famoso. A quel tempo l&#8217;amministrazione Obama non era ovviamente preoccupata per il potere crescente dell&#8217;Isis. N\u00e9 Remnick n\u00e9 Obama sembravano aver capito che i rapporti tra al-Qaeda e Isis erano spezzati. Come accade, nel giugno del 2014 partecipai ad una conferenza a Canberra alla quale partecip\u00f2 anche Kurt Campbell, un ex alto funzionario del Dipartimento di Stato americano, da poco andato in pensione. Non sembrava n\u00e9 meglio informato n\u00e9 meno perplesso di me dalla svolta degli eventi in Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la caduta di Mosul, l&#8217;indifferenza del mondo occidentale alla nascita dell&#8217;Isis, ora Stato Islamico, svan\u00ec rapidamente. Mentre si accumulavano le ipotesi sulla sicurezza della stessa Baghdad, il mondo veniva a sapere dei molti atti barbarici e atroci \u2013 delle decapitazioni pubbliche di ostaggi occidentali; dei massacri delle truppe nemiche catturate, dei musulmani \u2018eretici\u2019 sciiti e alawiti e dei Drusi e degli Yazidi, tutti con un proposito genocida apertamente ammesso; della creazione di mercati delle donne con il proposito della schiavit\u00f9 sessuale; della lapidazione delle mogli adultere; del ripristino della pena della crocefissione; dei roghi, in un caso famoso di un pilota giordano catturato e rinchiuso dentro una gabbia; dell&#8217;uccisione degli omosessuali, buttati dal tetto degli edifici pi\u00f9 alti delle citt\u00e0. Tutte queste morti erano pubbliche. Molte divennero famose nel mondo con l&#8217;ampia diffusione di video di alta qualit\u00e0 e di riviste on-line.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il periodo delle mie ricerche lo Stato Islamico pubblic\u00f2 in parecchie lingue, compreso l&#8217;inglese, una rivista trimestrale on-line intitolata \u201cDabiq\u201d. Dabiq era chiaramente scritto da un certo numero di intellettuali con una preparazione sulle principali fonti della religione islamica. Ogni numero era tra le 60 e le 80 pagine, e includeva articoli ben scritti, a volte molto lunghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;argomento pi\u00f9 importante su Dabiq era il desiderio dello Stato Islamico di distruggere quelli che considerava suoi nemici storici e attuali \u2013 specialmente i musulmani sciiti, i <em>Rafida<\/em>; i loro cugini siriani, gli Alawiti o i Nusayris; i popoli apostati, gli Yazidi e i Drusi; l&#8217;occidente cristiano, i \u201ccrociati\u201d; e gli eterni nemici dei musulmani, gli ebrei. Nonostante la sua sofisticazione intellettuale, ogni pubblicazione di Dabiq conteneva articoli escatologici, concernenti, ad esempio, la natura del <em>Dajjal<\/em> (l&#8217;equivalente dell&#8217;Anticristo per i <em>Rafida<\/em>), oppure la battaglia imminente della<em> fine dei tempi<\/em>, dal cui campo di battaglia profetizzato, la citt\u00e0 di Dabiq, la rivista prendeva nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivista aveva parecchie caratteristiche regolari. Ogni numero offriva dettagli sui trionfi militari dello Stato Islamico e dei suoi affiliati, inclusi sia le operazioni militari vere e proprie che gli attacchi dei \u201clupi-solitari\u201d contro i nemici crociati in occidente. (Era per\u00f2 estremamente reticente sui retroscena). Ogni numero conteneva foto raccapriccianti dei nemici che aveva eliminato \u2013 gli ostaggi decapitati occidentali o giapponesi, il pilota giordano immolato, e decine di foto di cadaveri delle truppe nemiche catturate e degli Sciiti, Alawiti, Yazidi che aveva massacrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni numero raccontava la storia di nobili mujaheddin \u201cmartiri\u201d, nella rubrica \u201cTra i credenti ci sono uomini\u201d. In una colonna regolare chiamata \u201cDalle nostre sorelle\u201d si discutevano le questioni concernenti le donne \u2013 i vantaggi della poliginia; i meriti della schiavit\u00f9 sessuale; e il ruolo indispensabile delle madri nel provvedere un&#8217;educazione adeguata ai \u201cleoni cuccioli\u201d\u2013 la generazione successiva di soldati. Tra le preoccupazioni maggiori di Dabiq c&#8217;erano l&#8217;orrore della vita nelle societ\u00e0 infedeli (<em>kuffar<\/em>) dell&#8217;occidente e l&#8217;obbligo religioso dei musulmani sparsi per il mondo di intraprendere la migrazione nello Stato Islamico (<em>hijrah<\/em>) ora che il califfato era stato costituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dabiq era ossessionato dalle micro &#8211; politiche interne della guerra civile in Siria, in particolare dal conflitto dello Stato Islamico con il suo precedente alleato in Siria, il Fronte al-Nusra. Divent\u00f2 ossessionato anche dalla debolezza e dal tradimento della causa islamica da parte di Ayman al-Zawahiri, l&#8217;attuale guida di al-Qaeda. In diversi numeri Dabiq pubblic\u00f2 strani articoli non islamici di uno dei suoi ostaggi occidentali, John Cantlie, che nello stile sarcastico di un \u201cLord Haw-Haw\u201d<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a> contemporaneo fustigava gli Stati Uniti per la loro crudelt\u00e0 e la loro follia. Dabiq conteneva pure una rubrica regolare intitolata \u201cNelle parole del nemico\u201d. Vi si provava un piacere speciale per i commenti dei massimi generali, politici e giornalisti americani che esprimevano ansia per la forza crescente dello Stato Islamico e per il pericolo che rappresentava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pagine di Dabiq esprimono un&#8217;ideologia di notevole consistenza e coerenza interna, non meno consistente e coerente del marxismo-leninismo dell&#8217;Unione Sovietica durante l&#8217;epoca di Stalin; pi\u00f9 consistente e coerente, secondo me, dell&#8217;ideologia del nazismo. Se si pu\u00f2 assumere che Dabiq rappresenti la visione del mondo ufficiale dello Stato Islamico, \u00e8 sorprendente quanto poco sia stato studiato dai ricercatori specializzati. \u00c8 stato la mia fonte primaria per comprendere la mentalit\u00e0 della guida attuale dello Stato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorrono decenni per formare le ideologie politiche. La concezione dello Stato Islamico rappresenta l&#8217;ultima replica di un&#8217;ideologia che si \u00e8 sviluppata per oltre 50 anni. Tra gli studiosi c&#8217;\u00e8 ancora un parziale dissenso su chi abbia dato i contributi pi\u00f9 significativi. C&#8217;\u00e8 comunque un consenso pi\u00f9 o meno generale sul fatto che l&#8217;ideologia dello Stato Islamico sia fondata sugli scritti in carcere di un rivoluzionario egiziano dei Fratelli Musulmani, Sayyid Qutb, in particolare su alcune sezioni del suo commento \u201cAll&#8217;ombra del Corano\u201d, ma soprattutto sulla sua opera visionaria \u201cPietre miliari\u201d pubblicata nel 1964.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qutb sosteneva che il mondo intero, inclusi i presunti stati islamici, fossero caduti in un&#8217;epoca di ignoranza pre-islamica, <em>jahiliyya<\/em>, o di oscurit\u00e0 pagana. Egli faceva appello a un piccolo numero di veri musulmani per formare un&#8217;avanguardia rivoluzionaria per riportare la luce dell&#8217;Islam nel mondo. In conseguenza del suo richiamo all&#8217;avanguardia, l&#8217;autorevole studioso dell&#8217;islam radicale Gilles Kepel ha definito \u201cPietre miliari\u201d come la versione islamista del \u201cChe fare?\u201d di Lenin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mi sembra erroneo. Anche se \u201cPietre miliari\u201d svolse un ruolo nella decisione della corte egiziana di impiccare Qutb, diversamente dal manifesto ispiratore di Lenin, le implicazioni politiche pratiche dell&#8217;opera principale di Qutb erano ambigue. Nondimeno, la visione di Qutb era cos\u00ec potente che molti studiosi hanno designato \u201cqutbismo\u201d l&#8217;ideologia fondante lo Stato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima risposta alla questione di ci\u00f2 che dovevano fare coloro che speravano di mettere in atto la visione di Qutb venne quindici anni dopo la morte del maestro, con \u201cIl dovere trascurato\u201d, lo scritto rivoluzionario clandestino di un ingegnere elettrico egiziano, Muhammad Abd al-Salam Faraj. Faraj esort\u00f2 i musulmani ad adempiere il loro dovere religioso della <em>jihad<\/em> \u2013 che egli, come Qutb, interpret\u00f2 come una lotta violenta al servizio di Dio \u2013 e a dedicarsi alla fondazione di un vero stato islamico. Il suo metodo preferito era l&#8217;assassinio del pi\u00f9 importante nemico contemporaneo dei musulmani, l&#8217;apostata \u201cFaraone\u201d, una chiara allusione al presidente dell&#8217;Egitto, Anwar Sadat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faraj consider\u00f2 il \u201cnemico vicino\u201d, lo Stato egiziano, come obiettivo strategicamente pi\u00f9 significativo del \u201cnemico lontano\u201d, i crociati americani e gli ebrei sionisti. Nel 1981 il gruppo di Faraj ebbe successo nel complotto per uccidere Sadat. Come conseguenza, la vita di Faraj, come quella di Qutb, fin\u00ec sulla forca. Il suo pamphlet rappresenta tuttavia l&#8217;inizio di un&#8217;epoca di vent&#8217;anni durante la quale i rivoluzionari jihadisti egiziani, sotto l&#8217;incantesimo degli scritti dal carcere di Qutb, condussero una lotta rivoluzionaria prolungata, sanguinosa e infine perdente contro il \u201cnemico vicino\u201d \u2013 con complotti per assassinare i leader apostati, i <em>taghut<\/em>; per organizzare colpi di stato; per incitare sollevazioni popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una risposta pi\u00f9 influente alla questione di cosa si dovesse fare per implementare la visione \u201cqutbista\u201d fu data poco dopo la morte di Faraj, dallo studioso islamico palestinese Abdullah Azzam. Dopo l&#8217;invasione sovietica dell&#8217;Afghanistan del 1979, Azzam si trasfer\u00ec a Peshawar e vi stabil\u00ec un ufficio per l&#8217;organizzazione degli Arabi che avevano raggiunto l&#8217;Afghanistan per sostenere i combattenti jihadisti locali, i mujaheddin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In discorsi di notevole eloquenza, in articoli della sua rivista, <em>al-Jihad<\/em>, e specialmente in due dei suoi brevi libri \u201cLa difesa delle terre musulmane\u201d e \u201cUnitevi alla carovana\u201d, Azzam fece appello ai musulmani di tutto il mondo perch\u00e9 difendessero la loro nazione, la <em>umma<\/em>, che ora era sotto minaccia diretta. Azzam sosteneva che la difesa della <em>umma<\/em> con la <em>jihad<\/em> contro l&#8217;invasore infedele fosse un dovere non collettivo, ma individuale per ogni musulmano, obbligatorio come uno dei cinque pilastri della fede, come pregare e digiunare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Azzam fu assassinato nel 1989, non si sa con certezza da chi. Ma al momento della sua morte aveva convinto una generazione di musulmani rivoluzionari che i mujaheddin erano stati capaci, attraverso la grazia di Dio e la loro morte gloriosa da martiri, di paralizzare la potenza militare dell&#8217;Unione Sovietica in Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pi\u00f9, egli vide nella lotta trionfale dei mujaheddin in Afghanistan un miracolo di un risveglio islamico mondiale \u2013 nelle terre musulmane <em>jahili<\/em> del presente, nella sua patria, la Palestina e in tutte le terre musulmane conquistate dai crociati, infine nell&#8217;intero mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Afghanistan Azzam aveva lavorato per un po\u2019 di tempo con un ricco saudita di origini yemenite, Osama bin Laden. Infine le loro strade si divisero. Avendo assorbito sia la visione di Qutb che l&#8217;ambizione e il trionfalismo di Azzam (che assimil\u00f2 alla sensibilit\u00e0 saudita), nel 1988 Bin Laden cre\u00f2 in Afghanistan un&#8217;organizzazione chiamata <em>al-Qaeda<\/em>, che infine sarebbe diventata il primo esercito globale della <em>jihad<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1996, dopo il ritorno in Afghanistan, Bin Laden pose le sue mire sulla distruzione dell&#8217;unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti. Nella sua visione, gli Stati Uniti erano sotto il controllo degli ebrei. Erano responsabili di avere inflitto ai musulmani la ferita pi\u00f9 crudele, la creazione di uno Stato ebreo nel cuore profondo della <em>umma<\/em>. Erano anche i sostenitori e i protettori indispensabili dei regimi <em>taghut<\/em> in tutto il presunto mondo musulmano. Forse la cosa peggiore: dal 1990, su invito della famiglia reale saudita dopo l&#8217;invasione irachena del Kuwait, gli Stati Uniti avevano occupato il territorio delle due citt\u00e0 pi\u00f9 sacre dell&#8217;Islam, La Mecca e Medina. Nel 1998 <em>al-Qaeda<\/em> esort\u00f2 tutti i mujaheddin a uccidere americani ed ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei firmatari della fatwa di Bin Laden era il pi\u00f9 influente rivoluzionario qutbista egiziano degli ultimi 20 anni, Ayman al-Zawahiri. Durante il 2001 Zawahiri condusse parte del suo gruppo, <em>al-Jihad<\/em>, dentro <em>al-Qaeda<\/em>. La loro unione fu stretta con una doppia conversione. Zawahiri adott\u00f2 la concentrazione sul \u201cnemico lontano\u201d di Bin Laden. Da parte sua Bin Laden adott\u00f2 la tattica che Zawahiri e altri rivoluzionari islamisti egiziani avevano abbracciato da lungo tempo: gli attentati suicidi, ossia quelli che ora i qutbisti chiamavano le \u201coperazioni di martirio\u201d\u2013 una tattica vitale in una guerra asimmetrica, tecnologicamente ineguale. Il primo risultato della loro unione fu l&#8217;<em>11 settembre<\/em>, l&#8217;attacco alle torri gemelle e al Pentagono. All&#8217;epoca Zawahiri fu responsabile, nel modo pi\u00f9 chiaro con le sue memorie del 2001 \u201cCavalieri sotto la bandiera del profeta\u201d, della sistematizzazione dell&#8217;ideologia politica fondata sulla visione di Sayyid Qutb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ideologia non aveva ancora raggiunto la sua destinazione ultima e forse finale. Una conseguenza dell&#8217;<em>11 settembre <\/em>fu l&#8217;invasione e l&#8217;occupazione dell&#8217;Iraq guidata dagli USA nel marzo 2003. Quando avvenne, un leader della resistenza sunnita fu un rivoluzionario jihadista giordano, Abu Musab al-Zarqawi, che aveva stabilito il suo campo di addestramento nel 1999 in Afghanistan, a Herat, e poi, dopo l&#8217;invasione americana dell&#8217;Afghanistan e gli attacchi ai Talebani, si era trasferito in Iraq attraverso l&#8217;Iran, per prepararsi alla prevista invasione statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zarqawi fu responsabile dell&#8217;introduzione di parecchi nuovi elementi nell&#8217;ideologia politica ispirata da Qutb e sistematizzata da Zawahiri. Zarqawi immise nel suo cuore un odio settario e sterminatore degli sciiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo ricorso alla teoria strategica di Abu Bakr Naji, l&#8217;autore di \u201cLa gestione della brutalit\u00e0\u201d, e alla teologia di uno studioso jihadista, Abu Abdullah al-Muhajir, l&#8217;autore di un&#8217;opera pi\u00f9 comunemente conosciuta come \u201cLa giurisprudenza del sangue\u201d, Zarqawi estese enormemente lo scopo, il metodo e l&#8217;ambito ammesso dell&#8217;uccisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Organizz\u00f2 decapitazioni pubbliche di ostaggi. Allarg\u00f2 enormemente l&#8217;uso degli attentati suicidi, con giustificazioni teologiche sempre pi\u00f9 spietate, prendendo di mira non solo le forze di occupazione e i loro alleati iracheni, ma anche civili sciiti innocenti e sunniti politicamente nemici, guadagnandosi il titolo ben meritato \u201clo sceicco dei macellai\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di Zarqawi, la creazione di uno Stato Islamico e, ancor pi\u00f9, la ricostituzione del califfato erano stati vaghi sogni dei \u201cqutbisti\u201d. Con Zarqawi divennero temi impellenti di un&#8217;agenda politica attuale. Prima di Zarqawi, inoltre, il pensiero dei qutbisti non era stato condizionato dalle sottocorrenti apocalittiche o escatologiche dell&#8217;islam sunnita. Sotto Zarqawi questo inizi\u00f2 ad emergere in superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zarqawi fu ucciso nel 2006. Ciononostante, i suoi due successori, Abu Omar al-Baghdadi, che fu ucciso nel 2010, e Abu Bakr al-Baghdadi, il primo califfo dello Stato Islamico, abbracciarono pienamente, anzi estesero il settarismo anti-sciita, la ferocia giurisprudenziale e strategica, l&#8217;ambizione immediata di costruire uno Stato Islamico, e la dimensione apocalittica che Zarqawi aveva iniettato nella ideologia politica cresciuta dalla visione di Qutb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sostenitore dello Stato Islamico, forse il giornalista yemenita Abdulelah Haider Shaye, ne cattur\u00f2 con ammirevole precisione in una sola frase la genesi ideologica: \u201cLo Stato Islamico \u00e8 stato abbozzato da Sayyid Qutb, insegnato da Abdullah Azzam, globalizzato da Osama Bin Laden, trasferito nella realt\u00e0 da Abu Musab al-Zarqawi, e implementato dagli al-Baghdadi: Abu Omar and Abu Bakr\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Robert Manne \u00e8 professore emerito di politica e collega del vice-rettore a La Trobe University a Melbourne. Questo \u00e8 un estratto edito dal suo libro \u201cLa mentalit\u00e0 dello Stato Islamico\u201d pubblicato questo mese da Black Inc.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Soprannome di un conduttore radiofonico di nazionalit\u00e0 inglese che faceva propaganda per il regime nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/nov\/04\/the-mind-of-islamic-state-more-coherent-and-consistent-than-nazism\">https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/nov\/04\/the-mind-of-islamic-state-more-coherent-and-consistent-than-nazism<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ROBERT MANNE, pubblicato in The Guardian \u2013 The Observer, 3 novembre 2016, traduzione di Sergio Federici (FSI Bologna) La concezione dello Stato Islamico: pi\u00f9 coerente e consistente del nazismo Alle ideologie politiche occorrono decenni per formarsi. Quella dello Stato Islamico \u00e8 l&#8217;ultima replica di una ideologia che si \u00e8 sviluppata per 50 anni. Nel giugno del 2014 le forze armate di un gruppo che al tempo si era dato il nome di Stato Islamico&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":25270,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5101,6],"tags":[5349,5340,5344,5343,5347,5342,4391,5345,5348,845,5339,5346,5341],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Al-Baghdadi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6zz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25269"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25269"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25269\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25350,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25269\/revisions\/25350"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}