{"id":25308,"date":"2016-11-10T08:02:11","date_gmt":"2016-11-10T07:02:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25308"},"modified":"2016-11-09T21:05:08","modified_gmt":"2016-11-09T20:05:08","slug":"trump-fine-della-globalizzazione-e-crisi-di-egemonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25308","title":{"rendered":"Trump. Fine della globalizzazione e crisi di egemonia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La non inaspettata vittoria di Trump, per chi ha la giusta percezione delle dinamiche sociali reali, conferma una crisi di egemonia della borghesia in particolare nei paesi imperialisti, dagli USA all\u2019Europa, dove il sistema politico \u201cdemocratico\u201d non tiene pi\u00f9 le profonde contraddizioni che il capitalismo attuale sta producendo. Lo sviluppo distorto, ma coerente con il presente modo di produzione, l\u2019idea delle propria invincibilit\u00e0 acquisita dopo la vittoria sull\u2019URSS, la crisi sistemica che significa offuscamento delle prospettive di crescita e di emancipazione stanno producendo una situazione inedita storicamente e che la vulgata di sinistra tende a rappresentare come populismo, fascismo, ma che va analizzata in ben altro modo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 siamo di fronte ad un passaggio storico, uguale per spessore a quello avuto nel \u201991 ma di segno politico diverso, che produce la fine formale della globalizzazione ed una vera e propria crisi di egemonia della Borghesia e del Capitale, esattamente nei termini in cui ne parla Gramsci. Una crisi che parte dal dato strutturale e sociale ma che ora si riversa in quello politico istituzionale, dove emerge l\u2019irrazionalit\u00e0 propria del sistema capitalistico; da Trump al M5S, passando per i Pirati in Islanda e la Brexit, \u00e8 questo che si sta imponendo nei paesi che sono \u2013 va detto chiaramente e senza mezze misure \u2013 imperialisti, leninisticamente imperialisti.<\/p>\n<p>L\u2019emergere di questa condizione in modo palese se da una parte ci spinge in avanti dall\u2019altra ci obbliga a contestualizzare quello che sta accadendo, infatti, dal punto di vista delle condizioni oggettive e soggettive della classe, l\u2019errore classico \u00e8 pensare che di fronte alla crisi manifesta si possano ricreare le condizioni per riprodurre un movimento di classe simile a quello che abbiamo storicamente conosciuto. In realt\u00e0, negli ultimi 25 anni sono cambiate molte cose, la prima \u00e8 la caratteristica del lavoro dipendente, operaio e delle classi subalterne; infatti il sistema produttivo dell\u2019occidente non \u00e8 pi\u00f9 prevalentemente operaio, n\u00e9 in termini di qualit\u00e0 del lavoro, n\u00e9 in termini di concentrazione della classe lavoratrice.<\/p>\n<p>E\u2019 sempre lavoro subalterno, sempre pi\u00f9 sfruttato e piegato dallo sviluppo attuale, ma \u00e8 anche lavoro in gran parte intellettuale e soprattutto vive una condizione di disgregazione, individualizzazione e assenza di strumenti di difesa collettiva.<\/p>\n<p>Questa modifica strutturale si \u00e8 riverberata sulla percezione di s\u00e9, sulla coscienza, sulla soggettivit\u00e0 della classe che non si percepisce pi\u00f9 come tale; che ha assunto acriticamente i valori che l\u2019egemonia dominante, oggi in crisi, imposti tramite i mass media e, per ultima, la manipolazione millimetrica, ad personam, fatta dai Social.<\/p>\n<p>Quello che aspetta i Comunisti e la sinistra di classe \u00e8 certamente un lavoro di organizzazione, ma soprattutto di capacit\u00e0 analitica e teorica per interpretare nel modo giusto la classe ed i modi di intervento nella classe. Se si pensa di riproporre il partito di massa cos\u00ec come \u00e8 stato nell\u2019ultima fase del \u2018900, assecondando la coazione a ripetere, non si potr\u00e0 che rimanere fermi al palo della impotenza. Va ricostruita una capacit\u00e0 di lotta, organizzazione e politica adeguata ai tempi che definisca le nuove forme di organizzazione politica e sociale e la battaglia ideologica da fare in un momento di crisi dell\u2019avversario.<\/p>\n<p>Le cose da dire e da proporre sarebbero molte e naturalmente eccedono lo spazio di un editoriale, per\u00f2 alcune indicazioni politiche e di organizzazione possono essere date. Al primo posto \u00e8 la lotta contro l\u2019Unione Europea e gli apparati multinazionali e finanziari che ne stanno a costruire i caratteri imperialisti; la parola d\u2019ordine \u201cRompere l\u2019Unione Europea\u201d \u00e8 quella che oggi va agitata in tutti gli interventi individuando con chiarezza il nemico. Cosa che la cultura della sinistra italiana ed europea ha fatto scomparire ed ha rimosso dall\u2019orizzonte delle classi subalterne.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il passaggio del NO al Referendum Costituzionale del 4 Dicembre, che pu\u00f2 diventare un\u2019ulteriore sconfitta di chi intende gestire la societ\u00e0 in Italia ed in Europa in modo autoritario ed antipopolare. La disaffezione delle \u201cmasse\u201d che si \u00e8 manifestata nelle elezioni USA potr\u00e0 ripetersi anche nel nostro paese sul prossimo referendum portando Renzi e Napolitano alla sconfitta.<\/p>\n<p>Infine, si rende sempre pi\u00f9 necessaria una lettura storica per contestualizzare gli eventi che stanno accadendo nel mondo ed in particolare nei paesi imperialisti.<\/p>\n<p>Per questo la Rete dei Comunisti sta organizzando per il 17 e 18 Dicembre un Forum sui caratteri del passaggio storico che stiamo vivendo cercando di capire gli scenari che si apriranno nei prossimi anni. Il Forum verr\u00e0 titolato richiamando Gramsci, ovvero \u201cIl vecchio muore ma il nuovo non pu\u00f2 nascere\u201d definizione coniata negli anni \u201930, durante i fascismi ed in piena crisi del movimento comunista e operaio, ma che ha un riscontro incredibile nella situazione attuale.<\/p>\n<p>Lavoro teorico e battaglia politica e sociale sono i terreni su cui rilanciare il movimento di classe individuando i caratteri della fase che si apre e che avr\u00e0 sviluppi oggi non prevedibili ma che portano inequivocabilmente il segno della crisi del nostro avversario di classe.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/11\/09\/trump-fine-della-globalizzazione-crisi-egemonia-085624\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/11\/09\/trump-fine-della-globalizzazione-crisi-egemonia-085624<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO\u00a0 La non inaspettata vittoria di Trump, per chi ha la giusta percezione delle dinamiche sociali reali, conferma una crisi di egemonia della borghesia in particolare nei paesi imperialisti, dagli USA all\u2019Europa, dove il sistema politico \u201cdemocratico\u201d non tiene pi\u00f9 le profonde contraddizioni che il capitalismo attuale sta producendo. 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