{"id":25481,"date":"2016-11-14T11:53:19","date_gmt":"2016-11-14T10:53:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25481"},"modified":"2016-11-14T11:53:19","modified_gmt":"2016-11-14T10:53:19","slug":"moldavia-e-bulgaria-a-est-qualcosa-di-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25481","title":{"rendered":"Moldavia e Bulgaria. A est qualcosa di nuovo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p>Ad est \u2013 non dappertutto, per carit\u00e0 \u2013 ci si orienta verso Mosca. I neo presidenti, appena eletti, di Moldavia e Bulgaria sembrano voler andare in quella direzione.<\/p>\n<p>A Ki\u0161inev, dove due settimane fa, al primo turno, nessun candidato aveva avuto la maggioranza, il leader del Partito socialista, Igor Dodon, ha ottenuto ora il 52,6% dei voti (manca lo scrutinio dei seggi in USA e Canada, ma non potr\u00e0 ribaltare il risultato) contro la concorrente, la filo-UE Maia Sandu, leader del partito \u201cAzione e solidariet\u00e0\u201d, ferma al 47,3% e che, secondo la moda yankee, minaccia ora \u201cdimostrazioni di massa\u201d, non riconoscendo il risultato. Dodon si \u00e8 congratulato con Sandu per il \u201crisultato onorevole\u201d e l&#8217;ha invitata a un tavolo di discussione, senza destabilizzare il paese. Sembra (non ci sono ancora dati ufficiali) che l&#8217;affluenza sia stata di tutto rispetto, anche perch\u00e9 queste erano le prime elezioni dirette del presidente della repubblica dal 1996; dal 2000 infatti, il presidente veniva eletto dal Parlamento. Ci sarebbe stata addirittura carenza di schede, in particolare in vari seggi all&#8217;estero: Bologna, Parma, Parigi, Mosca, Bucarest; in Portogallo sarebbe andata perduta l&#8217;intera partita di schede.<\/p>\n<p>Dodon, che ha gi\u00e0 ricoperto cariche pubbliche in passato, (vice primo ministro nel 2008-2009 e Ministro dell&#8217;economia nel 2006-2009) alla vigilia del voto aveva dichiarato che, in caso di vittoria, la sua prima visita all&#8217;estero sarebbe stata a Mosca, \u201cper avviare l&#8217;elaborazione di un accordo di partenariato strategico\u201d e rinnovare l&#8217;export verso la Russia, limitato dopo la firma dell&#8217;accordo di associazione e libero commercio con la UE. Dodon si \u00e8 sempre detto \u201csicuro della vittoria. Le persone sono stanche dei sette anni della coalizione filo UE, della miseria, della corruzione, dell&#8217;illegalit\u00e0 e vogliono vivere in uno Stato proprio e non nel distretto di un altro paese\u201d. Il leader socialista si \u00e8 espresso anche per la permanenza delle forze di pace russe in Transnistria, fino alla completa soluzione politica della vicenda, attraverso la federalizzazione della Moldavia, cui si oppone Sandu. Secondo la Tass, tutti i candidati avevano impostato la campagna elettorale soprattutto su temi esteri: chi additando la solita &#8220;mano del Cremlino&#8221;, chi, sull&#8217;altro versante, il &#8220;Comitato regionale di Washington&#8221;, chi ancora la ventilata unione con la Romania. Se i socialisti hanno additato Maia Sandu quale &#8220;burattino degli Stati Uniti&#8221; \u2013 dove ha studiato e ha lavorato alla Banca Mondiale \u2013 diffondendone le immagini con Angela Merkel, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, pare addirittura che l&#8217;ex presidente rumeno, Traian B\u0103sescu, abbia ottenuto a spron battuto la cittadinanza moldava per poter votare Maia Sandu, la quale propagandava, insieme a partnership strategica con Washington, stretti contatti con Kiev, anche la futura unione con la Romania.<\/p>\n<p>Come da copione, non mancano le minacce dell&#8217;ennesima \u201crivoluzione arancione\u201d, come quella che, nel 2009, sotto le bandiere di UE e Romania, aveva portato all&#8217;incendio del Parlamento e della residenza presidenziale, dopo la vittoria elettorale del Partito comunista. Ovviamente, Bruxelles era dalla parte degli arancioni: gli esiti di sette anni di coalizione filo UE si sono visti anche nelle dimostrazioni di un anno fa contro l&#8217;oligarchia al potere, nel rifiuto della politica governativa da parte dell&#8217;80% della popolazione e nella caduta dal 70% al 37% dei favorevoli all&#8217;integrazione con Bruxelles. Inoltre, la vittoria di Donald Trump sembra aver giocato un ruolo non secondario pure a Ki\u0161inev: \u201cPer gli Stati Uniti diventer\u00e0 meno importante il colore geopolitico della leadership moldava&#8221;, ha detto in un&#8217;intervista a NewsMaker l&#8217;ex vice Ministro degli esteri moldavo Andrei Popov, secondo cui Washington rinuncer\u00e0 a tutta una serie di progetti moldavi, avviati dalla cerchia della Clinton.<\/p>\n<p>Anche in Bulgaria, al secondo turno presidenziale ha prevalso il candidato della coalizione facente capo al Partito socialista, il generale dell&#8217;aviazione Rumen Radev, che ha superato almeno di un 4-5% (il risultato non \u00e8 definitivo) l&#8217;avversaria Tsetska Tsa\u010deva, della coalizione filogovernativa GERB \u2013 &#8220;Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria&#8221;. Al primo turno, domenica 6 novembre, nessun candidato aveva raggiunto il 30% necessario all&#8217;elezione: Radev si era fermato al 25,4% e Tsa\u010deva al 21,9%. Ora il neoeletto presidente si \u00e8 detto contrario alla permanenza della Bulgaria nella Nato (di cui il paese \u00e8 membro dal 2004) e nella UE e si \u00e8 espresso per relazioni pi\u00f9 strette con la Russia. Il Primo ministro, il falco Bojko Borisov, che aveva promesso di dimettersi in caso di vittoria di Radev, pur sperando nella vittoria della Tsa\u010deva, sembra aver mantenuto la parola, aprendo una crisi che non sembra di facile soluzione.<\/p>\n<p>Di contrapposto all&#8217;aperta politica antirussa e filoatlantica dell&#8217;ex Presidente Rosen Plevneliev e di Bojko Borisov, Radev ha dichiarato che l&#8217;auspicato \u201capprofondimento del dialogo con la Russia, consentir\u00e0 di ridurre contrapposizione e tensioni, portando alla normalizzazione della situazione in Siria e Ucraina&#8221;. Riguardo alle sanzioni antirusse, ha sottolineato che questa \u201c\u00e8 materia di responsabilit\u00e0 del governo. Ma, come Presidente, mi impegno al dialogo, per cercare una soluzione con i colleghi della UE\u201d. Sul piano interno, ha detto che, \u201cnonostante le minacce di apocalisse\u201d, gli elettori hanno \u201cvotato per il cambiamento e la democrazia, vincendo apatia e paura&#8221;.<\/p>\n<p>Un soggetto che invece non cambia politica verso la Russia \u00e8 l&#8217;Unione Europea. L&#8217;Alto rappresentante UE per gli affari esteri, Federica Mogherini, ha dichiarato che Bruxelles non intende mutare la propria posizione nei confronti della Russia, anche se la Casa Bianca, dopo l&#8217;arrivo di Donald Trump, perseguir\u00e0 un riavvicinamento con il Cremlino. La UE, ha sentenziato la Mogherini, \u201cha una posizione di principio sulla questione dell&#8217;annessione della Crimea e sulla situazione in Ucraina, e non la cambier\u00e0, indipendentemente da eventuali mutamenti di posizione da parte di altri paesi, USA compresi\u201d.<\/p>\n<p>Ipse dixit et salvavit eos; ovviamente, dalla \u201caggressione russa!<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2016\/11\/14\/moldavia-bulgaria-est-qualcosa-085842\">http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2016\/11\/14\/moldavia-bulgaria-est-qualcosa-085842<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Fabrizio Poggi) Ad est \u2013 non dappertutto, per carit\u00e0 \u2013 ci si orienta verso Mosca. I neo presidenti, appena eletti, di Moldavia e Bulgaria sembrano voler andare in quella direzione. 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