{"id":25486,"date":"2016-11-19T00:51:15","date_gmt":"2016-11-18T23:51:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25486"},"modified":"2016-11-14T15:21:56","modified_gmt":"2016-11-14T14:21:56","slug":"lucio-russo-e-massimo-bontempelli-il-futuro-della-scuola-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25486","title":{"rendered":"Lucio Russo e Massimo Bontempelli: Il futuro della scuola italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Intervista risalente al 2000, a cura di Francesco Labonia (rivista Indipendenza) e Nello de Bellis (associazione culturale Punto Rosso di Salerno)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: www.rivistaindipendenza.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Innanzitutto, per dare un senso il pi\u00f9 preciso possibile ai contenuti di questo nostro dialogo, sarebbe necessario che tu richiamassi -tratteggiandoli sinteticamente- gli aspetti salienti della riforma Berlinguer, prima di sottoporli ad una riflessione critica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RUSSO &#8211; L&#8217;aspetto essenziale del processo di riforma in atto consiste, a mio parere, nel drastico abbassamento del livello culturale della scuola. Si tratta del risultato di pi\u00f9 linee di intervento convergenti. Le principali consistono nella riduzione degli anni di scolarit\u00e0, nella tendenziale eliminazione dei contenuti disciplinari (realizzata soprattutto comprimendo le ore specifiche delle discipline a vantaggio di &#8220;progetti&#8221; di varia natura) e nell&#8217;abbassamento della preparazione professionale dei docenti. Probabilmente l&#8217;ultimo punto \u00e8 il pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;abbassamento del livello culturale dei docenti \u00e8 stato perseguito gi\u00e0 da decenni, in particolare attraverso la riduzione del salario reale e le immissioni in ruolo senza concorso. Adesso a questi due strumenti, che continueranno ad essere usati, se ne aggiunger\u00e0 un terzo: il reclutamento di docenti dotati di sola laurea breve. Per dare un &#8216;idea di quale sar\u00e0 il livello culturale dei futuri insegnanti, si pu\u00f2 ricordare che il principale obiettivo previsto dai recenti &#8220;decreti d&#8217;area&#8221; per i futuri laureati in lettere \u00e8 una conoscenza &#8220;elementare ma solida&#8221; della lingua italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che dopo una &#8220;laurea&#8221; conseguita in tre anni e senza tesi gli aspiranti insegnanti dovranno frequentare una scuola di specializzazione, ma vi sono fondati motivi per ritenere che tali scuole, gestite quasi ovunque da pedagogisti, non si cureranno se non marginalmente degli specifici contenuti disciplinari e si concentreranno sulla funzione di &#8220;animatori&#8221; e &#8220;socializzatori&#8221; dei futuri docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In un tuo libro, <\/em>Segmenti e bastoncini<em>, sostieni che i &#8220;segmenti&#8221; (intesi come apparati logico-concettuali indispensabili per la comprensione critica della realt\u00e0) sono in via di eliminazione dalla scuola, nella quale si parler\u00e0 solo di &#8220;bastoncini&#8221; (riducendo l&#8217;insegnamento ad istruzioni necessarie all&#8217;uso delle merci). Sottolinei inoltre e inviti a prestare attenzione al nesso tra la natura di questo tipo di riforma scolastica e la riorganizzazione della produzione su scala mondiale, in atto peraltro da alcuni decenni. Puoi circostanziare quei concetti e precisare questo nesso? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RUSSO &#8211; Vorrei innanzitutto precisare, a scanso di equivoci, che non voglio affatto suggerire l&#8217;idea di un &#8220;complotto&#8221; del capitale internazionale contro la scuola italiana. Voglio solo riferirmi a dei processi oggettivi. \u00c8 un fatto che quasi tutte le produzioni ad alto contenuto tecnologico hanno abbandonato l&#8217;Italia e che la maggior parte delle multinazionali sono presenti in Italia solo con strutture commerciali. In questa situazione molte aziende sono interessate alla scuola come mercato per i propri prodotti e come luogo di formazione dei propri clienti, e molto meno alla sua funzione di formazione dei futuri lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono quindi in molti casi le richieste oggettive del mondo esterno alla scuola a spingere verso la trasformazione da una &#8220;scuola per produttori&#8221; a una &#8220;scuola per consumatori&#8221;. Lo stesso processo avviene del resto in gran parte del mondo, come effetto della concentrazione della produzione (e anche delle attivit\u00e0 del terziario), che riduce la richiesta di competenze reali ad un numero cos\u00ec piccolo di persone da privare la scuola di massa dal suo ruolo di formazione di competenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In tuoi recenti interventi hai sostenuto l&#8217;esistenza di un preciso rapporto tra l&#8217;attuale processo di riforma della scuola e il pensiero unico che riconduce ogni aspetto della societ\u00e0 al criterio economico capitalistico. Cosa puoi aggiungere al riguardo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BONTEMPELLI &#8211; Ritengo che la chiave interpretativa degli interventi politici sulle istituzioni sociali sia oggi quello che io chiamo totalitarismo neoliberista. Si tratta di un liberismo di tipo nuovo, perch\u00e9 coniuga l&#8217;assenza di intervento dello Stato ogni volta che occorrerebbe porre limiti alla ricerca sfrenata di profitto con un intervento dello Stato molto articolato e costoso a sostegno della redditivit\u00e0 d&#8217;impresa. Si tratta inoltre di una forma di totalitarismo, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 aspetto della societ\u00e0 che venga lasciato ad una logica diversa da quella di una subordinazione generale alle esigenze del profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sinistra \u00e8 oggi la forza che con pi\u00f9 efficacia impone il totalitarismo neoliberista. Il processo attuale di riforma della scuola si inscrive in questo totalitarismo. Abbandonata, infatti, l&#8217;idea di un&#8217;educazione intesa come trasmissione di saperi e di valori adatti a formare l&#8217;autonomia critica del cittadino, si impone una formazione scolastica costituita da una generica socializzazione, priva di supporti concettuali, che sia in grado di adattare flessibilmente l&#8217;individuo alla produzione e al consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uno degli spunti pi\u00f9 suggestivi della tua analisi \u00e8 l&#8217;individuazione della riforma scolastica come manifestazione di nichilismo inconsapevole. Puoi meglio precisare?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BONTEMPELLI &#8211; Viviamo in una societ\u00e0 che, sottomessa ormai integralmente alla dinamica di accumulazione del plusvalore, non ha pi\u00f9 alcuna finalit\u00e0 etica, e non \u00e8 proiettata alla trasmissione di niente di essenziale, come se non avesse n\u00e9 radici n\u00e9 futuro. Questo \u00e8 un orizzonte compiutamente nichilistico, di cui la riforma della scuola di Berlinguer \u00e8 la filiazione inconsapevole. Questa riforma non ha neanche provato, infatti, a definire un asse culturale attorno a cui la scuola debba organizzarsi, e valori imprescindibili da trasmettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spostamento dell&#8217;accento dai contenuti alle metodologie pi\u00f9 astratte e fumose, con lo spazio dato a quei veri e propri sapienti del nulla che sono i pedagogisti, mostra chiaramente l&#8217;impianto nichilistico dell&#8217;impresa. Non a caso gli insegnanti vengono coinvolti sempre pi\u00f9 in attivit\u00e0 gestionali e organizzative, trasformati in semplici animatori, incoraggiati ad attivit\u00e0 di pura immagine e a defatiganti verbalismi degli innumerevoli documenti che sono chiamati a stendere. Tutto per distrarli dall&#8217;educazione, dallo studio, dalla cultura, dall&#8217;ancoraggio ad una solida preparazione teorica. Non pi\u00f9 intellettuali ma operatori scolastici; non pi\u00f9 educatori ma attivisti ed animatori: ecco il nichilismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questione scolastica, trasmissione del sapere e questione nazionale sono connesse?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BONTEMPELLI &#8211; Strettissimamente connesse. La questione scolastica \u00e8 questione di scelta dei saperi e dei valori che meritano di venire trasmessi da una generazione all&#8217;altra. Tale scelta, per essere sensata e culturalmente efficace, non deve avere nulla di arbitrario e di soggettivo, ma deve essere radicata in un patrimonio culturale ed etico collettivo. La nazione \u00e8 il deposito di tale patrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza una valorizzazione dell&#8217;identit\u00e0 nazionale, quindi, la scuola non pu\u00f2 venire ancorata ad un coerente asse culturale, e la trasmissione dei saperi e dei valori si disperde. Uno degli aspetti pi\u00f9 sciagurati della riforma di Berlinguer \u00e8 la demolizione, attraverso la cosiddetta autonomia, del carattere nazionale della istituzione scolastica. L&#8217;autonomia scolastica voluta da Berlinguer \u00e8 solo apparentemente promozione di iniziative decentralizzate: non si spiegherebbe altrimenti come essa sia affidata a burocrati statali, quali i presidi, che devono rispondere in maniera asfissiante alla gerarchia amministrativa, e sia stata accompagnata da un diluvio di prescrizioni agli insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel che essa \u00e8 realmente \u00e8 la rinuncia a un&#8217;idea nazionale di scuola, e l&#8217;affidamento della cosiddetta offerta formativa all&#8217;arbitrio dei singoli istituti, inevitabilmente condizionati dalle sollecitazioni pi\u00f9 contingenti e pi\u00f9 legati all&#8217;odierna dittatura dell&#8217;economia e della merce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;americanizzazione della scuola secondaria superiore \u00e8 basata sull&#8217;idea di una scuola fai-da-te e soprattutto sull&#8217;estensione applicativa del modello fornito dall&#8217;impresa al progetto educativo stesso, con annessa produzione in serie di individui altamente manipolabili. Tu leghi strettamente questo processo che hai definito di &#8220;deconcettualizzazione dell&#8217;insegnamento&#8221; (con ripercussioni in termini di impoverimento delle intelligenze e quindi della nazione stessa) al processo di denazionalizzazione della scuola, di cancellazione dell&#8217;identit\u00e0 culturale che sono gli imperativi ideologici della cosiddetta globalizzazione, in realt\u00e0 una rimondializzazione capitalistica. Puoi sviluppare meglio questo passaggio? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RUSSO &#8211; Mi sembra che l&#8217;abbassamento del livello culturale della scuola sia strettamente legato in vari modi al processo in atto di globalizzazione. Innanzitutto, come abbiamo gi\u00e0 notato, la concentrazione della produzione abbassa la richiesta di competenze diffuse. Inoltre gran parte della cultura \u00e8 strettamente legata alle varie identit\u00e0 nazionali e quindi l&#8217;eliminazione dello studio di discipline quali la storia, la storia della letteratura o la storia dell&#8217;arte pu\u00f2 dare un&#8217;importante contributo ad omogeneizzare il pianeta. Anche in questo caso spesso non si tratta di una scelta consapevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti accettano come positivo il processo di globalizzazione solo perch\u00e9, vedendolo in atto, lo identificano con il &#8220;futuro&#8221;, che a sua volta, per lunga consuetudine, \u00e8 identificato automaticamente con il &#8220;bene&#8221;. Ne deducono che tutte le caratteristiche culturali nazionali vanno eliminate, in quanto rappresentano &#8220;il passato&#8221;. Molti sono confusi dal fatto che la cancellazione delle culture nazionali \u00e8 presentata come &#8220;multiculturalismo&#8221; e come accettazione della &#8220;diversit\u00e0&#8221;. In realt\u00e0 il processo tende proprio a distruggere le diversit\u00e0, sostituendo le diverse culture con un&#8217;unica miscela indifferenziata, ottenuta sovrapponendo gli aspetti pi\u00f9 banali e &#8220;commerciabili&#8221; delle diverse tradizioni culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 si tratta di un processo in gran parte gi\u00e0 portato a compimento negli USA, la realizzazione di questo gigantesco &#8220;omogeneizzato culturale&#8221; si presenta in larga misura come un processo di americanizzazione. Si tratta naturalmente di un processo utile per realizzare grosse economie di scala in settori come l&#8217;editoria e soprattutto i nuovi media, ma che trascende largamente gli aspetti puramente economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va sottolineato che le tendenze in atto presentano importanti aspetti contraddittori. In particolare l&#8217;americanizzazione della scuola europea ed asiatica finirebbe col privare i centri di eccellenza degli USA delle loro fonti di importazione di cervelli, che sono stati sempre i paesi con scuole secondarie non ancora americanizzate. Ci\u00f2 che si rischia non \u00e8 quindi di allargare a livello mondiale il modello americano, ma piuttosto di distruggere aspetti essenziali del modello nella sua stessa madrepatria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come valuti il fatto che l&#8217;interlocutore privilegiato delle oligarchie finanziarie transnazionali, ed esecutore ideale -anche nel campo della riforma della scuola- dell&#8217;attuazione di passaggi funzionali al totalitarismo neoliberista, sia in questa fase la sinistra?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RUSSO &#8211; Non credo che esista pi\u00f9 oggi una &#8220;sinistra&#8221;. Su tutte le questioni pi\u00f9 importanti, mi sembra, le divisioni sono trasversali rispetto ai vecchi schieramenti. In molti casi, come in quello della scuola, lo schieramento oggi al governo ha un programma sostanzialmente coincidente con quello che avrebbe un governo cosiddetto di &#8220;destra&#8221;, con la differenza che non dovendo preoccuparsi troppo dell&#8217;opposizione &#8220;di sinistra&#8221; le possibilit\u00e0 di realizzare il programma che fu impedito, ad esempio, a D&#8217;Onofrio, sono ben maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte esiste un&#8217;opposizione nascente alla diffusione del modello &#8220;aziendalista&#8221; nella scuola in vari ambienti, che vanno da buona parte di Rifondazione Comunista a settori della destra, a molti ambienti cattolici. Finora l&#8217;enfasi data al problema della cosiddetta &#8220;parit\u00e0 scolastica&#8221;, riproponendo vecchie contrapposizioni, ha avuto un ruolo importante nell&#8217;impedire la costituzione di un&#8217;unica opposizione al disegno governativo sulla scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dopo l&#8217;imminente distruzione del vecchio &#8220;liceo europeo&#8221;, sintesi creativa della cultura illuministica e romantica, in che modo \u00e8 possibile la trasmissione di un sapere critico?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BONTEMPELLI &#8211; Credo che ci stiamo avviando ad una catastrofe culturale per le nuove generazioni. Esse hanno trovato fino ad ora una scuola spesso arida, astratta, incapace di far interagire il sapere trasmesso con la loro esperienza di vita. D&#8217;ora in poi troveranno una scuola ancora peggiore, in cui non incontreranno affatto un sapere strutturato capace di fornire un orientamento razionale ed etico nel mondo. Il sapere critico sar\u00e0 d&#8217;ora in poi affidato soltanto a nuclei di resistenza intellettuale, dentro e fuori la scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 di cui oggi c&#8217;\u00e8 bisogno, e purtroppo gravissima mancanza, \u00e8 un atteggiamento morale e pratico di resistenza all&#8217;omologazione nell&#8217;impoverimento culturale. La parola-chiave, rispetto alla devastazione umana promossa dalla societ\u00e0 mercantile, e dalla sinistra politica, che ne agevola in ogni modo la diffusione, \u00e8: resistenza antropologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alla luce di quanto detto, cosa ritieni si debba e si possa fare -nella scuola e fuori- per opporsi a questa dinamica? Puoi in sintesi sviluppare proposte per un possibile progetto di una seria riforma della scuola? Chi, cosa e come, insomma?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RUSSO &#8211; Spero di essere smentito dai fatti, ma non credo che oggi una &#8220;seria riforma della scuola&#8221; avrebbe alcuna possibilit\u00e0 di essere approvata. In questa situazione mi sembrano utili due strade. La prima \u00e8 quella dell&#8217;elaborazione culturale. Tra le cause dell&#8217;attuale situazione di degrado vi \u00e8 infatti, al primo posto, un vuoto culturale reale. Se il ministro ha scelto di privilegiare la distruzione dei contenuti disciplinari, non l&#8217;ha fatto per una sua particolare insipienza, ma semplicemente perch\u00e9 si tratta di posizioni alla moda, che hanno gi\u00e0 vinto sia tra i pedagogisti, sia, pi\u00f9 in generale, nell&#8217;ambito accademico e che, per i motivi gi\u00e0 accennati, non hanno trovato una seria resistenza nel mondo delle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre quindi riprendere un dibattito serio sui contenuti culturali che vogliamo siano trasmessi alle prossime generazioni: un dibattito che costituisce una parte essenziale del generale dibattito culturale, al quale \u00e8 essenziale che partecipino non solo gli intellettuali, ma anche gli esponenti delle professioni e delle imprese. Un&#8217;altra strada, che credo debba essere percorsa parallelamente alla prima, pu\u00f2 consistere nel formare qualche forma di coordinamento tra docenti e scuole impegnati a difendere la seriet\u00e0 degli studi. Penso a un&#8217;associazione trasversale rispetto agli attuali schieramenti politici, senza finalit\u00e0 sindacali, basata sull&#8217;accettazione di pochi punti caratterizzanti: essenzialmente la difesa di una funzione della scuola non subalterna rispetto al mercato, la scelta di privilegiare i contenuti disciplinari sulle forme della comunicazione e la difesa della razionalit\u00e0 e delle diverse identit\u00e0 culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tale associazione potrebbe dar vita ad un organismo libero con funzioni di proposta, di consulenza e di valutazione sui programmi di insegnamento, quella che viene oggi detta l'&#8221;offerta formativa&#8221; delle singole scuole, i corsi di aggiornamento per gli insegnanti e, pi\u00f9 in generale, tutti gli argomenti riguardanti i contenuti dell&#8217;insegnamento. In altri termini, poich\u00e9 credo che la tendenza in atto non sia invertibile in tempi brevi, occorre preparare il futuro con la discussione teorica e possibilmente aiutando la costituzione di isole di sopravvivenza delle competenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista risalente al 2000, a cura di Francesco Labonia (rivista Indipendenza) e Nello de Bellis (associazione culturale Punto Rosso di Salerno) Fonte: www.rivistaindipendenza.org Innanzitutto, per dare un senso il pi\u00f9 preciso possibile ai contenuti di questo nostro dialogo, sarebbe necessario che tu richiamassi -tratteggiandoli sinteticamente- gli aspetti salienti della riforma Berlinguer, prima di sottoporli ad una riflessione critica. RUSSO &#8211; L&#8217;aspetto essenziale del processo di riforma in atto consiste, a mio parere, nel drastico abbassamento&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":25488,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,85],"tags":[222,860,1377,5366,725,1117,405,5367,3121,5369,5368],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/scuolaanniberlinguer.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6D4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25486"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25486"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25489,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25486\/revisions\/25489"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}