{"id":2549,"date":"2011-01-09T18:49:38","date_gmt":"2011-01-09T17:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2549"},"modified":"2011-01-09T18:49:38","modified_gmt":"2011-01-09T17:49:38","slug":"contro-il-fascino-della-barbarie1-lafghanistan-soppresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2549","title":{"rendered":"Contro il fascino della barbarie\/1- L&#039;Afghanistan soppresso"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: right\">&nbsp;<\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><span><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\">di Claudio Martini<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><font face=\"Calibri\"><font size=\"3\"><span>Dedicato a tutte le vittime dell&rsquo;imperialismo e a chi tent&ograve; <u>davvero<\/u> di combatterlo, comunisti in testa<\/span><span>.<\/span><\/font><\/font><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><span><font face=\"Calibri\">&nbsp;Ho letto, come tanti altri, l&#39;articolo di Massimo Fini intitolato &quot;Lettere dal fronte&quot;, pubblicato per il Fatto e riportato da questa rivista; in esso l&#39;autore ripropone la propria scelta politica, coerente con il suo profilo culturale, di totale appoggio, ammirazione e -oserei- identificazione&nbsp; con i cosiddetti &quot;talebani&quot; (<\/font><em>\u1e6d<font face=\"Calibri\">\u0101lib\u0101n).<\/font><\/em><\/span><span><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><span><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Con questo mio scritto vorrei dare inizio ad una severa critica dell&#39;atteggiamento finiano, inteso come orientamento fra i pi&ugrave; diffusi nel movimento anti-imperialista. Stiamo parlando di una concezione che, rimossi gli scrupoli universalisti con dosi massicce di relativismo etico, opportunamente mascherato da relativismo antropologico, invita all&#39;adesione e al sostegno acritico di tutti i fenomeni che si oppongono al dominio globale degli USA e dell&#39;&quot;Occidente&quot;. Tale adesione non si ferma all&#39;ambito geopolitico, ma sconfina nella contaminazione culturale, sotto forma di neanche tanto velati inviti a <em>prendere esempio<\/em> dai suddetti fenomeni anche per affrontare tematiche d&#39;attualit&agrave; in occidente. Una simile <em>deriva<\/em>, e i successivi interventi chiariranno l&#39;opportunit&agrave; di utilizzare questo termine, si fonda sull&#39;occultamento e sulla mistificazione della realt&agrave;. Ho motivo di credere che l&#39;epicentro della mistificazione sia la storia recente e contemporanea di due paesi come l&#39;Iraq e L&#39;Iran, e su di essi si concentrer&ograve; l&#39;attenzione dei prossimi scritti. <\/p>\n<p>\t<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><span><font face=\"Calibri\" size=\"3\">Tornando all&#39;articolo, esso tratta di cose afghane. &egrave; qui che il discorso finiano pi&ugrave; spesso ritorna, ed &egrave; qui che esso diventa tanto pi&ugrave; falso e insidioso. Gli avvenimenti di quel disgraziato paese sono stati oggetti di alcuni dei pi&ugrave; tragici travisamenti dell&#39;opinione pubblica occidentale <em>di sinistra<\/em>, e questi travisamenti riguardano soprattutto quanto accadde negli anni &#39;80. Ci&ograve; che ci fu presentato come una guerra di liberazione contro il turpe invasore russo altro non era che una colossale controrivoluzione, una formidabile <em>connection<\/em> tra <em>armate bianche <\/em>(o sarebbe meglio dire <em>verdi?)<\/em>, destabilizzazione marca US, interessi pakistani, iraniani e arabo-sauditi, vero e proprio complotto vendutoci come &quot;guerra per la libert&agrave; del popo afghano&quot;. La causa della patria afghana era altres&igrave; difesa dal legittimo governo di Kabul, di cui riproduco ora una piccola, ma significativa testimonianza., di cui lo studioso Enrico Vigna (<\/font><a href=\"http:\/\/http:\/www.aginform.org\/libro.html\"><span style=\"color: blue\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">http:\/\/http:\/\/www.aginform.org\/libro.html<\/font><\/span><\/a><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">) ebbe a dire: &quot;Quanti della nostra gloriosa sinistra avevano mai letto queste parole, questi OBBIETTIVI, queste speranze, che furono poi pagate con il sangue e gli eccidi dei militanti della rivoluzione, delle donne, dei sindacalisti afgani, lasciati miseramente soli&#8230; Con il consenso ed il plauso occidentale per i vincitori, i &quot;combattenti della libert&agrave;&quot;, lo abbiamo potuto vedere tutti, come hanno ridotto un popolo ed un paese.&quot;<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span>&nbsp;<\/span><span><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><span><em><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">dal discorso del 9 novembre 1985 di B. Karmal (Segretario Generale del PDPA [partito del popolo afghano] e Presidente del Consiglio della RDA [repubblica democratica dell&#39;Afghanistan]): <\/font><\/font><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;line-height: normal;margin: 0cm 0cm 10pt\"><span><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">&nbsp;<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><font size=\"3\"><i><b>&#8230; Operai, lavoratori della terra, artigiani: voi siete i capi-saldi della Rivoluzione! Il futuro della rivoluzione &egrave; nelle vostre mani callose e forti. La giusta soluzione del problema della terra e dell&#39;acqua nella RDA, nell&#39;interesse dei contadini, con il rispetto dei diritti legittimi degli altri strati &egrave; di primaria importanza&#8230;<\/p>\n<p>\t&#8230; Illustri personalit&agrave; della scienza, delle cultura e dell&#39;arte, professori, insegnanti, dottori, ingegneri, architetti, esperti vari, ufficiali dello stato, impiegati e intellettuali! Voi siete la fonte di ispirazione della lotta del popolo e siete i portabandiera della scienza, della cultura, dell&#39;arte e della conoscenza; voi dovrete seminare con generosit&agrave; la saggezza, l&#39;educazione e la benevolenza nei cuori della gente, e l&#39;infinito amore per il popolo e per la patria rivoluzionaria dell&#39;Afghanistan.<\/p>\n<p>\tI giovani studenti dell&#39;Universit&agrave; e della scuola sono la fonte dei futuri quadri nazionali del Paese, essi sono i figli dinamici e rigorosi della patria, e verr&agrave; prestata grande attenzione ai loro bisogni materiali e morali.<\/p>\n<p>\tNoi dovremo intensificare la nostra crociata e la lotta contro l&#39;analfabetismo. Il nostro motto &egrave;: &quot;Tutto il meglio deve essere posto al servizio dei bambini&quot;. Alle generazioni emergenti del paese verr&agrave; assicurato tutto il necessario per una loro positiva educazione, per la loro crescita sia fisica che culturale.<\/p>\n<p>\tNoi proteggeremo le scuole, gli ospedali, i giardini d&#39;infanzia, gli asili, i figli e le figlie dei martiri, le moschee e gli altri luoghi sacri con una vigilanza sempre maggiore<\/p>\n<p>\t. &#8230; I principi della nostra rivoluzione nazionale e democratica prevedono la libert&agrave;, la democrazia e il progresso, l&#39;umanesimo e la giustizia sociale, il rispetto dell&#39;Isiam e l&#39;istituto della famiglia, la prosperit&agrave;, i diritti umani, la dignit&agrave; umana, la tranquillit&agrave;, la conservazione delle tradizioni e dei costumi dei nostri antenati&#8230;<\/p>\n<p>\t&#8230; Le donne afgane, che per secoli e secoli hanno nascosto il volto con il chador o il burqa, oggi frequentano le scuole e hanno la possibilit&agrave; di ricevere ogni istruzione. Oggi nell&#39;Afghanistan vi sono donne giudici, medici, insegnanti, giornaliste, poetesse. Come nella vita sociale, cos&igrave; in quella privata, le donne afgane hanno acquistato il senso della propria dignit&agrave;. Ritengo che ci&ograve; rappresenti un eccezionale mutamento, un atto rivoluzionario straordinario nei rapporti sociali di questo paese&#8230;<\/p>\n<p>\t&#8230; Compagni, compagne, fratelli, sorelle, compatrioti!<\/p>\n<p>\tFinch&eacute; le bande di mercenari e assassini pagati dall&#39;estero si troveranno sul nostro territorio, finch&eacute; le nostre madri e i nostri figli piangeranno, finch&eacute; gli orfani ed i vecchi contadini si troveranno ad affrontare l&#39;orrore e la ferocia, nessun membro del PDPA, come patriota, potr&agrave; sentirsi felice. Ognuno di noi dovr&agrave; dire che si trovava tra le fila di coloro che negli anni difficili hanno difeso la patria e la rivoluzione dal genocidio e dalla devastazione, e che ha preso parte eroicamente alla crociata per la libert&agrave; dei lavoratori afgani e alla costruzione di una nuova famiglia sociale, democratica e nazionale del popolo afgano.<\/p>\n<p>\tUniamo le nostre mani nel lavoro e nella lotta rivoluzionaria !<br \/>\n\tTutti insieme incamminati verso l&#39;unit&agrave; e la solidariet&agrave; di tutto il popolo afgano!<br \/>\n\tCompagni, amici, sostenitori, compatrioti, uniti tutti sotto lo slogan della Rivoluzione:<br \/>\n\t&quot;Tutto il meglio sia per i nobili liberi lavoratori afgani.<br \/>\n\tLa Rivoluzione continua!<br \/>\n\tLa Rivoluzione &egrave; nostra !&#8230;.&quot; <\/b><\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 10pt\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;margin: 0cm 0cm 10pt\">&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: right\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Claudio Martini Dedicato a tutte le vittime dell&rsquo;imperialismo e a chi tent&ograve; davvero di combatterlo, comunisti in testa. &nbsp;Ho letto, come tanti altri, l&#39;articolo di Massimo Fini intitolato &quot;Lettere dal fronte&quot;, pubblicato per il Fatto e riportato da questa rivista; in esso l&#39;autore ripropone la propria scelta politica, coerente con il suo profilo culturale, di totale appoggio, ammirazione e -oserei- identificazione&nbsp; con i cosiddetti &quot;talebani&quot; (\u1e6d\u0101lib\u0101n). 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