{"id":25497,"date":"2016-11-15T12:00:37","date_gmt":"2016-11-15T11:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25497"},"modified":"2016-11-14T17:26:27","modified_gmt":"2016-11-14T16:26:27","slug":"coup-de-parti-nel-partito-socialista-spagnolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25497","title":{"rendered":"\u201cCoup de parti\u201d nel Partito Socialista Spagnolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT (Stuart Medina Miltimore)<\/strong><\/p>\n<p>Le elezioni generali spagnole del dicembre 2015 (si veda il mio post precedente) hanno cambiato, forse per sempre, il panorama politico spagnolo. Ricordiamo i precedenti. La crisi economica e sociale dovuta al dannoso progetto dell\u2019euro ha chiaramente minato l\u2019ampio supporto sociale al regime costituzionale del 1978. Nel corso dei primi anni della crisi, le \u00e9lite europee e spagnole hanno mancato di empatia nei confronti delle difficolt\u00e0 delle classi medio-basse: azioni rapide quando si trattava di salvare banche, ma indifferenza al pignoramento delle case agli indigenti che non avevano potuto pagare il mutuo dopo aver perso il proprio posto di lavoro; programmi non finanziati a sufficienza per l\u2019inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, ma generosi schemi retributivi per gli alti funzionari delle istituzioni multinazionali; disoccupati di lungo periodo che hanno terminato tutti i propri risparmi, sussidi di disoccupazione abbandonati dallo Stato, ma scandali giornalieri sulla corruzione dei dirigenti di partito; sono solo alcuni esempi del disastro sociale che la classe politica spagnola non \u00e8 stata in grado di affrontare in maniera equa.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo Governo socialista, sotto Zapatero, all\u2019inizio ha risposto alla crisi con un pacchetto di stimoli [all\u2019economia] che in effetti stava funzionando, ma rapidamente \u00e8 crollato sotto la pressione del nefando quartetto \u2013 Trichet, Merkel, Barroso e Sarkozy \u2013 con una svolta verso l\u2019austerit\u00e0 e l\u2019inclusione della regola aurea [1] nella Costituzione spagnola. Questo ha comportato la fine del PSOE, il pi\u00f9 vecchio partito politico della Spagna. Nel 2011 il conservatore e profondamente corrotto PP [2] ha vinto le elezioni e, con il suo entusiasmo per il \u201cconsolidamento fiscale\u201d, ha rapidamente spinto il Paese in una recessione [cosiddetta] \u201cdouble-dip\u201d [3]. Le loro politiche malaccorte e l\u2019obbedienza alle istruzioni europee hanno semplicemente prolungato la sofferenza della classe operaia e di quella media. Il grafico che segue mostra l\u2019effetto di otto anni di crisi sulla distribuzione del reddito. Chiaramente, i percentili pi\u00f9 indigenti hanno visto i loro standard di vita distrutti.<\/p>\n<p><em>Real income change across percentiles of the income distribution: Spain 2007-13<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25498\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Real-income-change-across-percentiles-of-the-income-distribution-Spain-2007-13-300x218.jpg\" alt=\"real-income-change-across-percentiles-of-the-income-distribution-spain-2007-13\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Real-income-change-across-percentiles-of-the-income-distribution-Spain-2007-13-300x218.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Real-income-change-across-percentiles-of-the-income-distribution-Spain-2007-13.jpg 599w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Figura 1: Variazione di reddito per percentile in Spagna nel periodo 2007-2013<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2014 il Governo del PP ha implementato qualche timido stimolo fiscale che ha provocato l\u2019aumento del deficit primario consentendo per\u00f2 [anche] un ritorno alla crescita. Molti sospettano che l\u2019UE abbia chiuso un occhio sulla mancanza di rettitudine fiscale da parte della Spagna consapevole del fatto che per allora il nuovo [partito] arrivato nel blocco, Podemos, demonizzato come \u201cpopulista\u201d dai media mainstream e dalle autorit\u00e0 europee, stava conquistando la base elettorale del partito socialista. L\u2019obiettivo era quello di assicurare una vittoria al PP e minare il supporto a Podemos, ma al danno provocato dall\u2019austerit\u00e0 non si poteva rimediare facilmente. Dai benefici degli stimoli di bilancio del Governo del PP molti sono stati esclusi. Le riforme del mercato del lavoro, richieste dal Sig. Trichet in una lettera intimidatoria recapitata ai Sigg. Berlusconi e Zapatero, hanno fatto s\u00ec che i nuovi posti di lavoro fossero in larga parte di carattere occasionale ed a bassa retribuzione.<\/p>\n<p>In questo scenario elettorale, il supporto ad entrambi i maggiori partiti \u00e8 sceso a minimi senza precedenti nelle elezioni del 20 dicembre. Se nel complesso i loro voti ammontavano a pi\u00f9 dell\u201980% [dei voti totali] nelle elezioni del 2008, in quelle del 2015 il PP e il PSOE [4] hanno avuto difficolt\u00e0 a superare la soglia del 50%. La fine del \u201cbipartidismo\u201d ha permesso l\u2019ingresso in Parlamento di due nuovi partiti: Ciudadanos al centro-destra e Podemos alla sinistra radicale. La frammentazione dell\u2019assemblea ha reso la formazione di una maggioranza di Governo pi\u00f9 ardua della soluzione di un Sudoku. Il PP e Ciudadanos insieme avevano una maggioranza sufficiente. L\u2019adesione del PSOE ad un Governo di coalizione con la destra sarebbe equivalsa ad un suicidio.<\/p>\n<p>Per i socialisti, il dilemma \u00e8 di ardua soluzione: non vogliono riconoscere il loro nuovo rivale per quanto riguarda i cittadini di sinistra, ma orientarsi a destra non farebbe altro che alienare ulteriormente i loro elettori. Pedro S\u00e1nchez, il leader del PSOE eletto dai baroni di partito e, fino ad allora, meglio noto come autore della bozza di riforma costituzionale che introduce la regola aurea, ha presto realizzato di non avere scelta. Ciononostante ha subito raggiunto un accordo con Ciudadanos, un partito che ideologicamente \u00e8 molto pi\u00f9 affine di quanto avrebbe voglia di ammettere alla leadership del PSOE. Podemos \u00e8 quindi stato invitato a supportare questa coalizione con un approccio del tipo \u201cprendere o lasciare\u201d. Naturalmente Podemos si \u00e8 rifiutato di cadere nella trappola, che sostanzialmente era stata architettata per mostrare che Podemos era contro il sistema e che non era interessato ad accettare un impegno serio. Infine, una volta divenuto evidente che non si intravedeva una coalizione in tempi brevi, il Re ha indetto nuove elezioni, che si sono tenute a giugno.<\/p>\n<p>I risultati sono stati simili a quelli di dicembre. Ma Podemos, ora impegnato in una coalizione con Izquierda Unida, non \u00e8 riuscito a realizzare il \u201csorpasso\u201d del PSOE previsto dai sondaggi d\u2019opinione. Il PP ha fatto in modo di recuperare alcuni dei voti che erano andati a Ciudadanos. Tuttavia, sostanzialmente, la situazione era contorta tanto quanto lo era nel Parlamento precedente. Il conservatore Rajoy ha fatto prima un\u2019offerta al Parlamento su richiesta ufficiale del Re, ma non ha avuto successo. Pedro S\u00e1nchez, rendendosi conto che supportare un PP evidentemente corrotto sarebbe stato un suicidio, persino con un\u2019astensione tattica, ha cominciato ad usare lo slogan \u201cno vuol dire no\u201d per inviare il messaggio che non era disposto a sostenere un Governo conservatore. Ma, incapace di formare un\u2019alternativa, ha dato l\u2019impressione che fossimo indirizzati verso un inevitabile terzo round elettorale. L\u2019establishment spagnolo ha allora deciso di alzare la temperatura su Pedro S\u00e1nchez.<\/p>\n<p>La stampa e specialmente El Pa\u00eds, tradizionale punto di riferimento per la maggior parte dei progressisti ora fermamente controllato da Banco Santader e da altri gruppi d\u2019interesse finanziario, [ormai] uno spettro screditato rispetto al passato secondo molti progressisti, ha iniziato un\u2019aggressiva campagna a favore di un [possibile] Governo Rajoy. Questa linea editoriale era aggressiva oltre ogni immaginazione. I baroni di partito, specialmente il presidente dell\u2019Andalusia, Susana D\u00edaz \u2013 donna priva di una carriera a prescindere dalla politica di partito e dallo scarso spessore ideologico \u2013 e l\u2019ex-Primo Ministro Felipe Gonz\u00e1lez, non avevano mostrato alcuna vergogna nella loro campagna per modificare la posizione del loro ex-protetto. Il leader obbediente si stava ribellando contro i propri mentori e non stava obbedendo all\u2019ordine di consentire a Rajoy di governare per il bene della Spagna e dell\u2019Europa. Al contrario, si sentiva dire che forse S\u00e1nchez stava discutendo con Podemos e con i partiti nazionalisti, oltrepassando le linee rosse tracciate dall\u2019establishment spagnolo. Il non plus ultra.<\/p>\n<p>Il culmine del confronto finale tra i leader del partito e Pedro S\u00e1nchez si \u00e8 presentato alla fine di settembre. L\u2019ostinazione di S\u00e1nchez e le voci che lo vedevano valutare un\u2019alternativa con Podemos ed alcuni nazionalisti catalani e baschi hanno spinto all\u2019azione i baroni del partito. Inizialmente hanno cercato di costringere Pedro S\u00e1nchez a convocare il Comitato Federale, l\u2019organo al vertice del partito tra i congressi, sapendo che il controllo era nelle mani dei leader del partito. Pedro S\u00e1nchez ha rifiutato e deciso a sua volta di cercare il supporto dei militanti del partito. Il suo tentativo di organizzare a sorpresa un congresso straordinario del partito seguito dalle primarie, \u00e8 stato disinnescato al Comitato Federale da 17 oppositori che il 28 settembre hanno presentato le loro dimissioni nel tentativo di forzarne lo scioglimento che, secondo le regole del partito, avviene quando si dimette la met\u00e0 dei suoi membri pi\u00f9 uno, considerando dimissionari anche i posti precedentemente vacanti.<\/p>\n<p>Il confronto ha assunto proporzioni spettacolari il 29 settembre, quando la presidentessa del Comitato Federale, Veronica P\u00e9rez, si \u00e8 presentata nell\u2019atrio del quartier generale del partito sostenendo che fosse \u201cl\u2019unica istituzione\u201d a cui non le era consentito accedere. Il giorno seguente, con i membri del partito a manifestare nelle strade di fronte al loro quartier generale ripetendo \u201cno vuol dire no\u201d, i sostenitori di Pedro S\u00e1nchez hanno piazzato un\u2019urna elettorale nell\u2019atrio, in un disperato tentativo di assicurarsi un voto segreto al Comitato Federale sulla questione di indire un congresso straordinario. I loro oppositori hanno gridato allo scandalo e obbligato a rimuovere l\u2019urna elettorale. Qualche ora pi\u00f9 tardi, senza dubbio costretto, Pedro S\u00e1nchez ha presentato la sua lettera di dimissioni ed un comitato provvisorio lo ha sostituito con l\u2019obiettivo di dare istruzioni ai membri del partito socialista di astenersi e consentire al Sig. Rajoy di governare.<\/p>\n<p>Gli eventi avvenuti tra la fine di settembre e l\u2019inizio di ottobre richiamano chiaramente un coup d\u2019\u00e9tat e provano la mancanza di una tradizione democratica e di rispetto per un giusto processo all\u2019interno dei partiti tradizionali spagnoli. Il caso della leadership del PSOE \u00e8 un esempio della conquista oligarchica descritta da Lorenzo del Savio e Matteo Mameli. Il coup contro Pedro S\u00e1nchez ha provocato una profonda frattura tra la leadership del partito, chiaramente cooptata dal pensiero di gruppo [5] europeo descritto da Bill Mitchell, e la base del partito. Grazie al coup, orchestrato dalla vecchia leadership del PSOE, pochi giorni pi\u00f9 tardi Rajoy \u00e8 stato nominato con l\u2019astensione dei membri socialisti del Parlamento, malgrado lo sprezzo di 15 deputati e dei socialisti catalani che hanno comunque votato \u201cno\u201d.<\/p>\n<p>Probabilmente il danno a quest\u2019antico partito \u00e8 irreparabile e sembra chiaramente destinato a seguire le orme gi\u00e0 seguite da altri partiti socialdemocratici come il PASOK, il Partito Socialista Italiano e il tedesco PSD, [orme] che portano all\u2019estinzione o all\u2019irrilevanza. Podemos pu\u00f2 ora sostenere di essere l\u2019unico partito dell\u2019opposizione, un emarginato sotto il costante attacco dei media mainstream. Nel frattempo, il partito conservatore \u00e8 tornato al potere ed \u00e8 pronto ad implementare un altro round di austerit\u00e0, come richiesto dalla dogmatica Commissione europea. Il suo obiettivo \u00e8 quello di introdurre tagli [alla spesa pubblica] pari al 2% del PIL, iniziando gi\u00e0 quest\u2019anno con 5 miliardi di euro. Questo potrebbe riportare la Spagna in recessione quando quasi il 20% dei lavoratori \u00e8 ancora disoccupato.<\/p>\n<p><strong>Note del Traduttore<\/strong><\/p>\n<p>1.^ Il pareggio di bilancio<br \/>\n2.^ PP: Partido Popular<br \/>\n3.^ Recessione a forma di \u201cw\u201d, espressione con cui si indica un particolare tipo di crisi recessiva: dopo un iniziale picco negativo l\u2019economia torna a crescere per un periodo, per poi crollare nuovamente; l\u2019andamento della recessione economica iniziata nel 2008 sembra seguire questo schema. Fonte: Treccani.it<br \/>\n4.^ PSOE: Partido Socialista Obrero Espa\u00f1ol<br \/>\n5.^ Groupthink, o pensiero di gruppo, \u00e8 il termine con cui, nella letteratura scientifica, si indica una patologia del sistema di pensiero esibito dai membri di un gruppo sociale quando questi cercano di minimizzare i conflitti e raggiungere il consenso senza un adeguato ricorso alla messa a punto, analisi e valutazione critica delle idee. Creativit\u00e0 individuale, originalit\u00e0 e autonomia di pensiero vengono tutti sacrificati in cambio del perseguimento dei valori di coesione del gruppo. Fonte: Wikipedia.org<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/coup-de-parti-nel-partito-socialista-spagnolo\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/coup-de-parti-nel-partito-socialista-spagnolo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (Stuart Medina Miltimore) Le elezioni generali spagnole del dicembre 2015 (si veda il mio post precedente) hanno cambiato, forse per sempre, il panorama politico spagnolo. Ricordiamo i precedenti. La crisi economica e sociale dovuta al dannoso progetto dell\u2019euro ha chiaramente minato l\u2019ampio supporto sociale al regime costituzionale del 1978. 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