{"id":25608,"date":"2016-11-17T12:00:07","date_gmt":"2016-11-17T11:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25608"},"modified":"2016-11-16T13:45:51","modified_gmt":"2016-11-16T12:45:51","slug":"dagli-usa-a-berlino-cambia-la-leadership-del-capitalismo-multinazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25608","title":{"rendered":"Dagli Usa a Berlino. Cambia la leadership del capitalismo multinazionale?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Alessandro Avvisato)<\/strong><\/p>\n<p>La leadership del capitalismo del dopo Trump potrebbe parlare tedesco. Sono in molti oggi a scrutare dietro e intorno la visita di congedo di Barak Obama in Germania. La visita avviene, tra l&#8217;altro, nei giorni in cui la cancelliera Merkel ha fatto sapere di volersi ricandidare al governo. Osservatori acuti come Danilo Taino sul Corriere della Sera non nascondono affatto l&#8217;impressione che con la visita di Obama &#8220;il mantello di difensore della libert\u00e0 e dei valori occidentali passer\u00e0 alla leader tedesca&#8221;. Insomma un cambiamento epocale non indifferente, per l&#8217;Europa sicuramente ma anche per le relazioni internazionali nel loro complesso.<\/p>\n<p>&#8220;Trump costringe l&#8217;Unione Europea a guardarsi nello specchio&#8221;, commenta Adriana Cerretelli sul Sole 24 Ore. Un&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 nella leadership dell&#8217;occidente che pone la Germania al centro, ma trascina con s\u00e8 l&#8217;intera Unione Europea.<\/p>\n<p>A conferma di questo possibile passaggio di testimone dagli Usa &#8220;trumpizzati&#8221; alla Germania dominus sull&#8217;Unione Europea, c&#8217;\u00e8 la notizia di una sorta di supervertice a Berlino in occasione della visita di Obama. Sono infatti stati invitati Hollande, Renzi, Rajoi, e anche Theresa May, per la Gran Bretagna del dopo Brexit. Insomma le principali potenze europee converranno nella capitale tedesca e non certo per una commovente cena di commiato con Obama.<\/p>\n<p>E&#8217; ormai evidente da anni come la competizione globale prima, e il picco di crisi del 2007 poi, abbiano accentuato le contraddizioni dentro le borghesie imperiali. Uniti come mai contro i lavoratori, i vari segmenti delle classi dominanti sono stati squassati e ridefiniti piuttosto bruscamente. Alcuni sono andati gi\u00f9, perdendo posizioni e peso, perch\u00e8 troppo legati a mercati interni depressi; altri invece hanno aumentato il loro peso proprio perch\u00e8 pi\u00f9 internazionalizzati, dunque perfettamente inseriti nella dimensione globale della competizione e degli apparati creati per gestirla.<\/p>\n<p>Questo scontro \u00e8 stato ben visibile nelle accelerazioni impresse dentro l&#8217;Unione Europea (di cui l&#8217;adozione l&#8217;euro \u00e8 stato un fattore decisivo), che ha lasciato morti e feriti non solo tra i lavoratori e le classi popolari. E&#8217; evidente che una parte dei sentimenti antieuropeisti \u2013 come emerso con la Brexit \u2013 rappresentino anche questo tipo di contraddizioni.<\/p>\n<p>Ma con l&#8217;elezione di Trump, lo scontro tra i segmenti del capitalismo pi\u00f9 multinazionalizzati e quelli legati alla crescita o depressione dei mercati interni, si \u00e8 fatta pi\u00f9 detonante, soprattutto perch\u00e8 ha avuto l&#8217;epicentro negli Stati Uniti, conferendogli cos\u00ec un riflesso internazionale di enormi proprozioni.<\/p>\n<p>Lo stallo negli Usa indebolisce la leadership globale esercitata fino ad oggi e richiede che qualcun altro provi a prendere in mano questa fase di incertezza, di evidente transizione di fase storica.<\/p>\n<p>Le ripercussioni erano gi\u00e0 visibili neanche troppo sottotraccia nei mesi scorsi. All&#8217;indomani della Brexit britannica, l&#8217;Unione Europea aveva tolto il freno a mano e proceduto rapidamente nella definizione di un progetto comune in materia politico\/militare. Su questo terreno occorre sottolineare che entro dicembre 2016 verr\u00e0 definito il piano di attuazione dell&#8217;Eugs, ovvero la Strategia Globale dell&#8217;Unione Europea presentato a giugno da Lady Pesc, Federica Mogherini, in coordinamento con i quartieri generali di Bruxelles. Contestualmente si riunir\u00e0 il coordinamento tra la Nato e il Seae ossia il Servizio Europea per l&#8217;Azione Esterna.<\/p>\n<p>Inutile dire che su questa accelerazione nella definizione delle ambizioni e delle responsabilit\u00e0 globali dell&#8217;Unione Europea, un ruolo centrale lo avr\u00e0 la Germania. Anche sul piano militare e strategico. Lo scorso 13 luglio \u00e8 stato pubblicato il nuovo &#8220;Libro Bianco&#8221; della Bundeswehr (la Difesa tedesca). Questa edizione ha aggiunto alla politica mondiale tedesca ulteriori e pi\u00f9 ambiziosi obiettivi rispetto a qualsiasi altro documento scritto in precedenza.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;orizzonte della politica di sicurezza tedesca \u00e8 globale&#8221;, \u00e8 scritto esplicitamente nel documento, che annuncia al mondo: &#8220;Berlino, in considerazione della sua forza economica, politica e militare&#8221; intende contribuire a &#8220;plasmare attivamente il nuovo ordine mondiale&#8221;. La Repubblica Federale \u00e8 pronta non solo &#8220;a presentarsi nel dibattito internazionale come una forza decisiva e pragmatica&#8221;, ma anche ad &#8220;assumere la leadership nella politica internazionale&#8221;. Le ambizioni della politica di Berlino non si riferiscono solamente alle rotte commerciali globali su acqua, terra o in aria, ma anche &#8220;alla cibernetica, all&#8217;informazione e a allo spazio&#8221;.<\/p>\n<p>Un articolo scritto a quattro mani da due responsabili della Difesa tedesca, su German Foreign Policy, ritiene che le ambizioni politiche espresse nel \u201cLibro Bianco\u201d sono ormai di carattere globale e in futuro dovranno essere messe in pratica e riempite di dettagli. Secondo i due dirigenti tedeschi anche l\u2019UE si trova davanti ad una nuova fase di militarizzazione: sotto la guida tedesca, ormai apertamente proclamata, diversi capi di stato e lo stesso commissario europeo Juncker si sono pronunciati a favore della creazione di un esercito europeo.<\/p>\n<p>Ormai dobbiamo dircelo con franchezza: non c&#8217;\u00e8 ambizione di leadership globale senza gli strumenti per attuarla. L&#8217;aria che si respira in Europa e che spira da Berlino \u00e8 questa. Prima se ne diventa consapevoli e meglio \u00e8. Ragione in pi\u00f9 per cercare di mettersi di traverso al consolidamento del polo imperialista europeo e dei suoi apparati.<\/p>\n<p>Rompere e uscire dall&#8217;Unione Europea non \u00e8 un atto di egoismo nazionalista (come nei vaneggiamenti fascioleghisti), ma \u00e8 un tentativo concreto di inceppare una macchina pericolosa per le popolazioni europee e per l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/editoriale\/2016\/11\/16\/dagli-usa-berlino-cambia-la-leadership-del-capitalismo-multinazionale-085951\">http:\/\/contropiano.org\/editoriale\/2016\/11\/16\/dagli-usa-berlino-cambia-la-leadership-del-capitalismo-multinazionale-085951<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Alessandro Avvisato) La leadership del capitalismo del dopo Trump potrebbe parlare tedesco. Sono in molti oggi a scrutare dietro e intorno la visita di congedo di Barak Obama in Germania. 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