{"id":2561,"date":"2011-01-11T02:18:22","date_gmt":"2011-01-11T01:18:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2561"},"modified":"2011-01-11T02:18:22","modified_gmt":"2011-01-11T01:18:22","slug":"la-ricchezza-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2561","title":{"rendered":"La ricchezza \u2013 seconda parte."},"content":{"rendered":"<p>di MENSA ANDREA<\/p>\n<p>Abbiamo visto nella parte precedente come, per definizione, un qualcosa di desiderato, di ambito, rende ricco chi lo possiede e povero chi lo desidera, o almeno pi\u00f9 ricco l\u2019uno e pi\u00f9 povero l\u2019altro.<br \/>\nE questo semplicemente perch\u00e9 \u00e8 il desiderio per quel bene da parte di qualcuno che crea il valore del bene stesso.<br \/>\nSempre parlando di valore commerciale e non sentimentale o affettivo.<\/p>\n<p>Regola valida anche per quei beni vitali che possono esser sottratti a qualcuno, e che rende la loro disponibilit\u00e0 da parte di qualcun altro particolarmente odiosa e deprecabile.<br \/>\nMa io qui sto parlando di economia, non di morale o etica.<br \/>\nMa la domanda che sorge immediatamente \u00e8 \u201crispetto a quale livello ? limite ? quantit\u00e0 di beni ? e quale qualit\u00e0 ?\u201d<br \/>\nPotessimo stabilire un livello di ricchezza in cui tutti ci sentissimo appagati allo stesso modo, allora quello sarebbe il livello di riferimento sopra al quale qualcuno sarebbe ricco perch\u00e9 avrebbe qualcosa di pi\u00f9 che non avrebbe colui che invece ne sarebbe privo , pertanto povero.<br \/>\nPurtroppo, o per fortuna, il valore \u00e8 un attributo personale, e pertanto ci\u00f2 che per me ha valore, pu\u00f2 benissimo essere che non ce l\u2019abbia, o ce l\u2019abbia in misura diversa , per qualcun altro.<br \/>\nRicordate il grasso di tricheco, vero ?  per qualcuno \u00e8 un valore, per molti altri no !.<br \/>\n\u00c8 quindi teoricamente impossibile stabilire tale \u201clivello medio\u201d, ma \u00e8 possibilissimo comprendere gli eccessi, sia in una direzione (verso la ricchezza) che verso l\u2019altra (la povert\u00e0).<br \/>\nOvviamente tale \u201clivello medio\u201d \u00e8 abbastanza facile da stabilire con una certa approssimazione, se si considera una comunit\u00e0 omogenea per abitudini, storia, educazione, tanto che ci\u00f2 che rappresenta valore per uno lo rappresenti con grado almeno simile per tutti gli altri.<br \/>\nQuesta differenza di valore la si pu\u00f2 constatare bene proprio osservando la nostra societ\u00e0.<br \/>\nDefinito che il prezzo di una merce \u00e8 il valore che il venditore intende avere in cambio di essa, e che ha stabilito sulla base di quanto costi a lui, ma anche di quale sia il limite massimo che gli acquirenti, nel numero desiderato, sono disposti ad accettare, vedremo che persone che hanno anche possibilit\u00e0 economiche analoghe, acquisteranno certi beni e non altri.<br \/>\nNella scala delle priorit\u00e0 di ognuno, definito il massimo spendibile, ognuno stabilir\u00e0 le proprie priorit\u00e0 in ordine ai beni disponibili. E questo perch\u00e9 ognuno avr\u00e0 dato ad ogni tipo di merce un valore ed una priorit\u00e0 pertanto la acquister\u00e0 soltanto se il budget residuo lo consentir\u00e0 e sar\u00e0 superiore al suo prezzo.<br \/>\nTornando alla ricchezza non credo di dover dimostrare come sia molto facile per un ricco aumentare la propria ricchezza, mentre sia estremamente difficile per un povero.<br \/>\nLa ricchezza porta con se la capacit\u00e0 di controllo e condizionamento sugli individui (ognuno ha un prezzo, diceva qualcuno), pertanto una buona societ\u00e0 dovrebbe tendere a non accentuare la forbice tra ricchi e poveri, mediante una tassazione fortemente progressiva.<br \/>\nIl che significa che all\u2019aumentare della ricchezza, dovrebbe anche aumentare la percentuale di tasse.<br \/>\nE non solo sul reddito, ma anche sui capitali, sulle disponibilit\u00e0 complessive, ma questo \u00e8 un altro discorso.<br \/>\nE qui entriamo nel commento alla distribuzione dei redditi.<br \/>\nIo spero che siate andati a leggervi il favoloso studio fatto da Mattacchiuz<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"xuoiA3BacZ\"><p><a href=\"https:\/\/intermarketandmore.finanza.com\/distribuzione-ricchezza-sperequazione-economica-22097.html\">La distribuzione della ricchezza<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;La distribuzione della ricchezza&#8221; &#8212; IntermarketAndMore\" src=\"https:\/\/intermarketandmore.finanza.com\/distribuzione-ricchezza-sperequazione-economica-22097.html\/embed#?secret=Mi67PZZHQQ#?secret=xuoiA3BacZ\" data-secret=\"xuoiA3BacZ\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\nin quanto \u00e8 sciocco che stia qui a replicare quanto \u00e8 gi\u00e0 scritto l\u00ec, e per chi non avesse il tempo, almeno dovrebbe leggere le conclusioni.<br \/>\nConclusioni che dimostrano come sia globalmente, che negli USA come in Italia gli ultimi 15 anni abbiano allargato a dismisura la forbice tra ricchi e poveri, come il lavoro sia stato retribuito poco e gli aumenti di produttivit\u00e0 abbiano beneficiato essenzialmente il capitale, e soprattutto la classe media sia stata spinta in gran parte verso le classi pi\u00f9 povere, e la rimanente parte verso le pi\u00f9 ricche, restringendo quell\u2019area che costituiva la base determinante della societ\u00e0 e delle scelte politiche.<br \/>\nL\u2019impoverimento drastico operato da questa tendenza, inizialmente ( primi anni del secolo) mascherato da un accesso troppo facile ( che rasenta il criminale) al credito e  alle rendite virtuali dovute alle speculazioni finanziarie, alle bolle create e poi scoppiate, all\u2019esplosione dei derivati, ha portato tali persone ad illudersi di poter mantenere il livello di vita grazie al credito.<br \/>\nCaduto il castello di carte, si sono trovati carichi di debiti oltre ad un reddito fortemente ridotto, che ne riduce ulteriormente la capacit\u00e0 di spesa.<br \/>\nOra, questa malsana distribuzione della ricchezza, sta cominciando a dare i suoi frutti avvelenati, se l\u2019immobiliare \u00e8 crollato e le vendite di auto  sono al -27 %.<br \/>\nCome si vede i pi\u00f9 colpiti dalla crisi sono proprio quei beni di elevato valore, case e automobili, il che dimostra che proprio quella parte di popolazione che ne acquistava, sta avendo problemi di disponibilit\u00e0.<br \/>\nPurtroppo tali beni sono anche quelli che maggiormente alimentano il mercato del lavoro, per cui, una loro contrazione alimenta la spirale perversa della disoccupazione, quindi calo dei redditi, che contrae ulteriormente i consumi.<br \/>\nTale classe media, sino ad ora , \u00e8 sempre stata quella che ha permesso al \u201csistema\u201d di non implodere nonostante le crisi ripetute, funzione per\u00f2 che oggi c\u2019\u00e8 da dubitare che riesca ancora a svolgere, visto il suo peggioramento economico medio.<br \/>\n\u00c8 una situazione che porta tutti i responsabili istituzionali a mostrarsi ottimisti di maniera ma con molte riserve, tanto che il loro ottimismo appare evidentemente falso, e solo l\u2019evolversi dei fatti nei prossimi mesi chiarir\u00e0 quale sar\u00e0 l\u2019andamento dell\u2019economia globale nei prossimi anni.<br \/>\nGli eventi della settimana sono estremamente contradditori.<br \/>\nDagli USA giungono segnali contrastanti nel senso che un calo della disoccupazione \u00e8 per\u00f2 accompagnato dalla previsione di Bernanke che ci vorranno almeno 5 anni per recuperare la disoccupazione creata da questa crisi (ottimista !), che il ministro del tesoro ha chiesto al congresso di elevare il limite del debito pubblico oltre i 14,3 trilioni di dollari, pena la bancarotta del debito sovrano USA, che diversi stati California in primis ed almeno una cinquantina delle principali metropoli, sono gi\u00e0 tecnicamente falliti e lo saranno praticamente senza un intervento della FED, ma con quali soldi \u00e8 tutto da stabilire.<br \/>\nDa questa parte dell\u2019oceano riparte il tam tam delle societ\u00e0 di rating ( americane , ovvio, molto brave a veder le pagliuzze negli occhi dell\u2019euro, e non le travi in quelli del dollaro) rispetto ai debiti Greco e Irlandese, con nemmeno tanto velate previsioni catastrofiche per Portogallo e Spagna, e con la Germania che continua a fare la parte della nobildonna offesa.<br \/>\nTensioni anche sull\u2019Italia, per ora pi\u00f9 dovute all\u2019instabilit\u00e0 della politica che della finanza, ma tutto \u00e8 buono per alzare i rendimenti dei titoli appena piazzati di un buon 0,5 punti percentuali.<br \/>\nLe prossime settimane saranno comunque particolarmente calde, sia per l\u2019euro che dovr\u00e0 evidenziare come gestire i paesi pi\u00f9 deboli, che per il dollaro, in quanto negli USA sar\u00e0 la volont\u00e0 della camera appena insediata a maggioranza repubblicana a deciderne la sorte, se cio\u00e8 far cadere Obama e con lui il dollaro, o salvare almeno il secondo col rischio (per loro) di salvare anche il primo, in un ambiente globale dove anche gli emergenti (Brasile e Cina in primis ) cominciano ad avere dei seri problemi interni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MENSA ANDREA Abbiamo visto nella parte precedente come, per definizione, un qualcosa di desiderato, di ambito, rende ricco chi lo possiede e povero chi lo desidera, o almeno pi\u00f9 ricco l\u2019uno e pi\u00f9 povero l\u2019altro. 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